Mostre d'arte e convegni su Fumetti, Cartoni animati e Cinema di animazione




Kaja Avberšek e Stefano Ricci
termina il 19 marzo 2014
Studio Tommaseo - Trieste
www.triestecontemporanea.it

Mostra a cura di Paola Bristot e Katerina Mirovic dedicata al fumetto e all'animazione, settori della creatività visiva nei quali sono protagonisti fin dall'inizio della loro formazione artistica. I due disegnatori espongono a Trieste una selezione di nuovi disegni e alcune serie di immagini in sequenza prodotte per recenti cortometraggi di animazione.

Kaja Avberšek (Slovenj Gradec - Slovenia, 1983) è una designer, illustratrice ed autrice di fumetti. Laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Lubiana, dipatrimento di design, si è occupata di teatro di figura. E' autrice di due libri/manuali a fumetti e le sue illustrazioni sono pubblicate su libri, riviste e giornali in Slovenia e all'estero e esposti in mostre individuali e collettive. La sua produzione artistica è varia, in ques'ultimo anno dalla creazione di fumetti murali con gesso carboncino e stencil, burattini per spettacoli teatrali, alla cura della grafica per mostre interattive dedicate alla musica e agli strumenti musicali originali. E' nel comitato editoriale della rivista slovena del fumetto Stripburger.

Stefano Ricci (Bologna, 1966), disegnatore, dal 1986 collabora con la stampa periodica e l'editoria in Italia e all'estero. Ha pubblicato storie brevi, romanzi grafici e illustrazioni per antologie. Sempre partendo dal disegno lavora per il teatro, per la danza e per il cinema. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero. Firma progetti di immagine coordinata e di collane editoriali. Dal 2003 è direttore artistico di "Bianco e ner" rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. E' docente del corso di disegno al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine, insegna disegno all'Università delle Arti Applicate di Amburgo, e all' École européenne supérieure de l'image, Angouleme. Dal 2008 dirige, con Anke Feuchtenberger, la casa editrice Mami Verlag.




Ferenc Pintér: Il giallo e il nero Ferenc Pintér: Il giallo e il nero
termina il 10 gennaio 2014 (chiusura dal 22 dicembre al 5 gennaio 2014)
Spazio Tadini - Milano

Ferenc Pintér, mastro faber dell'editoria italiana, illustratore e alchimista d'innumerevoli copertine per Mondadori. Il suo Maigret lascia il segno nel mondo del giallo, tanto da restare nell'iconografia al pari di quello di Gino Cervi e senza dubbio Agata Christie dev'essergli grata presso i lettori italiani. Pintér è stato campione di sintesi e, allo stesso tempo, dotato di un impagabile tocco surreale. Ed è il Re dei fumetti neri italiani il soggetto del passaggio di Pinter nel mondo dell'arte sequenziale: quel primo piano in cui si fondono i volti di Diabolik ed Eva Kant. L'esposizione di Pintér a Spazio Tadini apre la serie delle Pocket Exhibitions a tema fumettistico. Se in Francia il fumetto abita normalmente i luoghi dell'Arte, qui, in Italia, stiamo appena cominciando a riconoscerne il valore artistico e intellettuale. (Estratto da presentazione di Michele Ulisse Lipparini)




Locandina mostra Wagner a strisce Wagner a strisce
termina lo 06 gennaio 2013
WOW Spazio Fumetto - Museo del Fumetto - Milano

Sulla scia del successo della mostra "Mozart a Strisce", allestita lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario della nascita di Richard Wagner, e la messa in scena di Lohengrin per l'inaugurazione della stagione lirica del Teatro alla Scala, una mostra - a cura di Enrico Ercole - dedicata all'immaginario wagneriano .

Presentazione mostra




Mawil - Das Fahrrad - dalla mostra Comics, Manga & Co. - La nuova cultura fumettistica tedesca Comics, Manga & Co.
La nuova cultura fumettistica tedesca


Trieste, 07 settembre - 07 ottobre 2012
www.goethe.de/trieste

La mostra è strutturata in due parti: Parte I presso la Biblioteca Quarantotti Gambini; Parte II presso la Biblioteca Stelio Mattioni. Saranno esposti i lavori di Arne Bellstorf, Martin Tom Dieck, Sascha Hommer, Line Hoven, Mawil, Anke Feuchtenberger, Flix, Jens Harder, Reinhard Kleist, Isabel Kreitz, Christina Plaka, Henning Wagenbreth e Ulf K. Ideata dal Goethe-Institut insieme al berlinese Matthias Schneider, presenta al pubblico due generazioni di fumettisti.

Da un lato c'è l'avanguardia del fumetto, che in Germania ha contribuito a consolidare una cultura fumettistica indipendente, dall'altro lato c'è la generazione dei fumettisti più giovani, con pubblicazioni dai nuovi aspetti estetici e narrativi. Le tecniche, le forme narrative e le soluzioni editoriali adottate dai 13 fumettisti in mostra sono talmente diverse fra loro, che sarebbe praticamente impossibile cercare di raggrupparle all'insegna di un unico comune denominatore.

"Il fumetto tedesco è tornato", così Andreas Platthaus intitola il suo saggio introduttivo al catalogo della mostra. Ed infatti: Se fino a qualche anno fa i fumetti tedeschi venivano a malapena notati sul palcoscenico internazionale, oggi l'accoglienza che ricevono è ben diversa: essi riscuotono un crescente interesse, disegnatori tedeschi ottengono premi importanti e sono presenti ai grandi festival di tutto il mondo. La mostra è realizzata dal Goethe- Institut Triest nell'ambito di "Trieste estate 2012", in collaborazione con il Comune di Trieste, Biblioteca Quarantotti Gambini, Biblioteca Stelio Mattioni e l'Accademia di Fumetto di Trieste.




Pic nic - Immagine dalla mostra Cynicus - Agli esordi della cartolina umoristica "Cynicus" - Agli esordi della cartolina umoristica
termina il 28 maggio 2012
Museo Postale e Telegrafico - Trieste

Rassegna curata da Maria Angela Fantini e coordinata dalla Direzione Museale. Trecento cartoline originali e coloratissime realizzate tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dallo scozzese Martin Anderson offrono al visitatore uno spaccato ironico della società inglese dei primi del Novecento. Le diverse cartoline sono state raggruppate a seconda del tema affrontato: il clima, i trasporti, le politiche filosofiche, le gite e i picnic. Assieme alle cartoline verranno esposti altri documenti e giornali d'epoca che narrano la vita dell'autore. La rassegna, completamente inedita, è stata realizzata a ottant'anni dalla scomparsa di Martin Anderson.

Martin Anderson (1854-1932), disegnatore, cartoonist, scrittore, editore, è uno dei grandi protagonisti della storia della cartolina illustrata. Collaborò con numerose riviste, disegnando vignette satiriche; dal 1887 si firmò con lo pseudonimo Cynicus. Nel 1902 fondò a Tayport la Cynicus Publishing Company e stampò milioni di cartoline, in gran parte di tono umoristico. La sua effervescente personalità e il tratto personalissimo delle vignette gli valsero un enorme successo di pubblico nel periodo in cui la moda di collezionare questi cartoncini colorati raggiunse livelli parossistici. La sua impresa ebbe un triste epilogo: travolto dalla crisi economica e dall'insorgere di altre forme di intrattenimento, nel 1911 fu costretto a chiudere lo stabilimento e morì dopo anni di grandi ristrettezze. Ancora oggi, tuttavia, gode di molto favore tra i collezionisti di cartoline d'epoca del mondo anglosassone, in qualità di fondatore dello stile che viene definito seaside humor.

La cartolina illustrata, come ancor oggi la intendiamo, in Gran Bretagna nasce nel 1884, quando le Regie Poste autorizzano i privati a produrre e commerciare cartoncini illustrati adatti alla spedizione. La prima tipografia ufficialmente registrata è la George Stewart di Edimburgo, cui fecero presto seguito numerose altre. Sebbene già nel 1889 Martin componga un set di quindici cartoline per la Blum & Degen, non pensa subito alla grande opportunità di lavoro offerta da questo nuovo mezzo di comunicazione. Forse è ancora troppo assorbito dall'idea di produrre oggetti di un certo pregio artigianale e artistico ma, finalmente, nel 1902 fonda la "Cynicus Publishing Company Ltd.", con sede a Tayport.

La società ha inizialmente sette componenti, tra cui figurano la sorella Annie e John, il più giovane dei fratelli. Vengono acquistate le macchine per la stampa a colori e nel mese di agosto vengono immesse sul mercato le prime cartoline. Il successo è immediato e nel giro di poco tempo il personale coinvolto nella produzione oltrepassa le duecento unità e Martin è uno dei maggiori datori di lavoro della zona. La Compagnia coglie tutte le opportunità per sfruttare al meglio i materiali e introduce importanti - e redditizie - novità, quali la sovrastampa "personalizzata" dei nomi di località e frasi diverse a commento di una stessa immagine per adeguarla a varie occasioni.

Martin utilizza nuovamente schizzi prodotti in precedenza, ai quali aggiunge freneticamente nuovi disegni, poiché la forte richiesta nei primi anni del '900 provoca un vero boom produttivo. Non è possibile quantificare il numero dei pezzi stampati nei nove anni d'attività, ma il totale è certamente di molti milioni. Nel 1908, però, le cose cominciano a cambiare e la fortuna gli gira di nuovo le spalle, principalmente a causa della generale crisi economica. Nei tre anni successivi si moltiplicano i disperati tentativi per far fronte a bilanci sempre più negativi: Martin e Annie lavorano allo stremo, i lavoranti e i commessi viaggiatori si prestano gratuitamente per salvare l'impresa che dà da vivere alla cittadina, ma invano.

Nel 1911 viene ufficialmente dichiarato il fallimento: Martin riesce a salvare solo l'amatissima residenza, il Castle Cynicus a Balmullo (Scozia). Arrendersi, però, non rientra nel suo carattere e compie due altri tentativi per rimettere in piedi la Compagnia, prima a Leeds e poi a Edimburgo. Ricomincia così com'era partito in Drury Lane, con un modestissimo locale dove anche dorme e cucina, ma che diventa un animatissimo centro di incontro per le molte persone che apprezzano l'atmosfera di vivacità culturale che Martin ha sempre saputo creare intorno a sé.

Fonda l'Athenian Club, una società letteraria che organizza incontri di lettura e dibattito ma arrivano tragici momenti: è il 1915, l'Europa è in guerra. Martin è sempre stato un pacifista, già si era opposto alla guerra anglo-boera, e anche ora manifesta apertamente la propria opposizione alla politica bellica. Viene allora boicottato dai negozianti che rifiutano di vendere i suoi disegni. Si ritira allora a Balmullo con la sorella Annie, conducendo una vita frugalissima, costellata da continue iniziative per sopravvivere alla miseria. Intorno al 1930 riguadagna una certa notorietà per i suoi disegni politici e su varie testate compaiono articoli e interviste.

Il Glasgow Evening News pubblica a puntate l'autobiografia, nella quale Martin espone le vicende salienti della sua vita e le sue linea di condotta, tacendo tutti gli aspetti sgradevoli o negativi, così come aveva sempre fatto. Un atteggiamento che, forse, lo aveva aiutato a superare traversie e a intraprendere sempre nuovi progetti, seguendo un motto che ripeteva sempre: the best is yet to be (il meglio deve ancora arrivare). Muore il 14 aprile 1932, senza lasciare nemmeno di che pagare il funerale, tanto che sulla sua sepoltura non viene posta alcuna lapide.




Opera di Bendik Kaltenborn Bendik Kaltenborn
03-23 marzo 2012
Ram Hotel - Bologna
www.ramhotel.com

La produzione artistica di Bendik Kaltenborn si colloca in un territorio di confine tra fumetto, grafica, animazione e illustrazione. Che siano storie brevi, anche di una tavola, o manifesti grafici, è nell'immediatezza del segno e nel dinamismo del tratto che Kaltenborn rivela la sua impronta stilistica. Un segno pulito e raffinato, che nei fumetti tende a diventare grottesco, senza perdere in chiarezza. Kaltenoborn inoltre impressiona per la drammaticità delle atmosfere. Dall'utilizzo dell'acquerello alla colorazione al computer, costruisce situazioni spesso cupe che, filtrate da un uso audace del colore, rendono l'insieme al contempo straniante e gioioso. In Norvegia ha ricevuto diversi premi, tra cui "The Sproing Award" come miglior fumetto nel 2007 e 2010.Ha pubblicato su prestigiose riviste internazionali: "The New Yorker", "The New York Times", "Le monde diplomatique Norge".




Locandina mostra Palacinche, storia di un'esule fiumana Palacinche, storia di un'esule fiumana
termina il 10 marzo 2012
Palazzo Incontro - Roma
www.fandangoincontro.it

Viaggio a ritroso, tra fotografia e fumetto, che ricostruisce le vicende dell'esilio giuliano-dalmata dalla prospettiva dell'esperienza personale di Elena, esule nata a Fiume nel 1942, che sarà presente. Nel corso del Novecento, Fiume è stata una città austro-ungarica con forte presenza italiana, poi territorio libero, poi italiana, jugoslava, ed è oggi croata, col nome di Rijeka, che semplicemente significa Fiume ma in un'altra lingua. Elena è nata lì, e ha fatto parte delle migliaia di italiani che alla fine della Seconda guerra mondiale hanno lasciato l'Istria e la Dalmazia in direzione dell'Italia. "Fascisti" per molti, "stranieri" per tutti gli altri, questi immigrati italiani hanno sperimentato sulla propria pelle il pregiudizio insieme alla difficile condizione di esuli.

La fuga dalla Jugoslavia con la sua famiglia, la vita nelle baracche, nei campi profughi allestiti dal nord al sud della penisola, la conquista di una casa e dell'integrazione, l'arrivo del benessere. Caterina Sansone (www.caterinasansone.com), fotografa, insieme ad Alessandro Tota (www.alessandrotota.com), uno degli autori di punta del nuovo fumetto italiano, attraverso tavole a fumetto, foto d'epoca e foto scattate oggi negli stessi luoghi in cui ha vissuto Elena, con ironia e leggerezza (le "palacinche" del titolo sono frittelle), ci raccontano una storia che appartiene al nostro patrimonio comune, ritraendo una condizione, quella di esule, purtroppo ancora attuale e comune a molti popoli.




Pino Pascali - Navi - tecnica mista su cartoncino cm.24,5x69 1960 - Collezione Colossi Arte Contemporanea, Brescia Pino Pascali: Mediterraneo Metropolitano
termina il 26 febbraio 2012
Teatro Due - Parma

La mostra intende ricostruire, attraverso un taglio critico e tematico originale e innovativo, il ruolo di Pino Pascali quale creatore di campagne pubblicitarie, in particolare dei video mandati in onda nella trasmissione Rai Carosello. E' ripercorsa la produzione pubblicitaria di Pascali, che tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta ha lavorato in Rai come aiuto scenografo e presso la casa di produzione pubblicitaria Lodolo Film quale ideatore di personaggi e creatore di storyboard. Nel giro di pochi anni, Pascali ha popolato il Carosello di personaggi stravaganti, protagonisti di brevi film di animazione rimasti celebri nella storia della televisione. L'intento della mostra è anche di sottolineare come nell'attività di Pascali si possano riscontrare due anime, solo apparentemente in contrasto tra loro: la cultura mediterranea e il contesto metropolitano.

La mostra mette in risalto l'amore di Pascali per la sua terra natia (Polignano a Mare, prov. Bari) legata a quei valori tipici del mondo contadino e, allo stesso tempo, il fascino che su di lui esercitava l'energia totalmente nuova della metropoli americana. Inoltre sono esposti i lavori di Lapo Simeoni, Miki Gorizia, Antonio Abbatepaolo e Pino Incredix. L'iniziativa è a cura di Enza Bergantino e Rossella Romito, studentesse del Corso di Laurea in Storia, critica e organizzazione delle Arti e dello Spettacolo dell'Università di Parma.

L'allestimento è stato progettato da Sara Montoro, Valentina Pirelli e Nicola Spalanzino, studenti di Architettura dell'Università di Parma. Il progetto di mostra nasce dall'idea di voler dare continuità alla mostra didattica che le studentesse hanno realizzato nell'ambito del workshop "Pensare per fare", tenuto dalla Professoressa Francesca Zanella ed è supportato dal finanziamento proveniente dal Bando per le Attività Culturali e Sociali degli Studenti dell'Università di Parma per l'anno 2011.

Pino Pascali (1935-1968) si diploma al liceo artistico di Napoli e nel 1956 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all'Accademia delle Belle Arti e frequenta le lezioni di Toti Scialoja. Dopo il diploma comincia a lavorare come aiuto scenografo alla Rai. Nel contempo, inizia una continuativa collaborazione con Sandro Lodolo, realizzando caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive. Nel 1965 realizza la sua prima mostra personale, presso la galleria romana La Tartaruga. All'apice della carriera, mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale di Venezia del 1968, muore in un incidente stradale con la sua motocicletta. Considerato uno dei più importanti esponenti dell'arte povera, fu scultore, scenografo, performer.




Opera di Konstantin Batynkov Russian Cosmos
termina il 26 febbraio 2012
Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea - Rivoli (Torino)

La mostra, a cura di Olga Sviblova, coincide in modo significativo con il cinquantesimo anniversario del primo volo spaziale di Yuri Gagarin e l'avvio dei principali programmi sovietici, europei e statunitensi per l'esplorazione dello spazio. In sei sale tematiche, mette in relazione le reciproche influenze del mondo scientifico e artistico sulla scena russa a partire dagli anni Venti fino agli esperimenti artistici dei giorni nostri. La Russia, terra mitologica che da sempre è proiettata a vivere oltre la propria realtà fisica e materiale, è stata luogo di origine e forse pretesto per molte narrazioni. Uno di questi possibili racconti è il sogno dello spazio siderale e il mito della sua conquista.

Le origini di quella che sarà una vera e propria ossessione storica si trovano nelle idee del celebre scienziato russo Konstantin Tsiolkovsky, il quale gettò le basi scientifiche che portarono alla progettazione di astronavi e alla creazione di un istituto di ricerca, in seguito diretto da un altro scienziato russo, Sergej Korolyov. Le prime navicelle spaziali - gli Sputniks - furono costruite proprio sotto la supervisione di Korolyov, e aprirono la strada al primo storico volo spaziale con equipaggio.

Partendo dal volo di Yuri Gagarin, il mito del cosmo divenne, in Unione Sovietica, un potente mitologema in grado di cementare la base sociale. L'idea del cosmo, più commisurato con lo spazio infinito che con l'ambiente circostante, diventa motivo di ispirazione ricorrente per gli artisti e gli architetti russi. Uno dei temi dominanti dell'avanguardia non è la linea dell'orizzonte, bensì la diagonale nei lavori di Malevich e nelle fotografie di Rodchenko, emblema di ispirazione verso la distanza sconosciuta.

La mostra include oggetti e modelli di Tsiolkovsky realizzati a mano e attualmente conservati nei musei russi, così come istallazioni relative ai primi sputnik spaziali e alla figura dell'astronauta Yuri Gagarin. Sono inoltre presentati cartoon e video, opere dell'artista e architetto Yuri Avvakumov, vincitore di prestigiosi riconoscimenti nei più importanti concorsi di architettura utopistica tenutisi in Europa e Giappone alla fine degli anni Ottanta. Russian Cosmos presenta inoltre fotografie di Ivan Mikhailov, giovane fotografo russo i cui lavori sono spesso ospitati in mostre internazionali.

I temi delle distanze e del sogno, della macchina e dell'immaginario, della conquista e della contaminazione attraversano il lavoro degli oltre trenta artisti presenti nella mostra. Tra loro: Kazemir Malevich, Konstantin Tsiolkovsky, Sergei Korolev,Yury Avvakumov, Andrey Savin, Ilya e Emilia Kabakov, Ivan Mikhailov, Alexander Djikia, Bulat Gallev, Dmitry Gutov, Timur Novikov, Vyacheslav Mizin, Alexander Pankin, Konstantin Batynkov, Alena Kirtsova, Vladimir Sterligov, Vasiliy Chekrygin, Nikolai Suetin, Iliy Chashnik, Kiril Ass and The Blue Soup Group, Francisco Infante Arana, Gueorgui Gurianov, Igor Veritchev, Andrei Krisanov, Group Assa (Timur Novikov, Gueorgui Ostretsov, Ivan Sotnikov, Oleg Kotelnikov), Ilya Kitup e Pavel Pepperstein.




Opera di Sergio Cavallerin Sergio Cavallerin - Al bar sotto casa - olio su tela cm.60x100 2011 Sergio Cavallerin. God Save Anime
29 marzo (inaugurazione ore 18.30) - 29 aprile 2012
WOW Spazio Fumetto - Milano

La mostra, curata da Igor Zanti, che presenta una serie di opere ispirate al mondo dei fumetti italiani, dei comics americani e dei manga giapponesi. Per Sergio Cavallerin (Perugia, 1957), i personaggi dei fumetti sono diventati, oggi, protagonisti di un vero e proprio culto e meritano per questo di essere innalzati, in modo anche un po' provocatorio, al ruolo di immagini sacre. E' indubbio infatti che alcuni protagonisti dei cartoons del passato siano già diventati simboli di un'epoca e di una società, ed è presumibile - oltre che auspicabile, nelle intenzioni dell'artista - che ciò avverrà anche con i personaggi dei fumetti contemporanei che hanno già oggi una notevole influenza.

Un'ulteriore declinazione, dunque, della cultura pop e neo-pop che trasforma personaggi reali o immaginari, come in questo caso, in miti da cui trarre ispirazione per la propria vita quotidiana. La selezione di opere su tela e di sculture e culmina nell'installazione dedicata a Dragon Ball, che riprodurrà un altare votivo di epoca barocca. In occasione della fiera AAM - Arte Accessibile Milano, nel giorno della sua inaugurazione, una processione prenderà il via da WOW Spazio Fumetto con la metaforica intenzione di traslare la Pala di Dragonball per portarla nella sala principale della fiera.




Il mondo matto di Atak Il mondo matto di Atak
Illustrazioni dell'artista berlinese Georg Barber


termina lo 05 dicembre 2011
Biblioteca Comunale "Pier Antonio Quarantotti Gambini" - Trieste
www.goethe.de/trieste

La mostra promossa dal Goethe-Institut Triest in collaborazione con il Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura, Servizio Bibliotecario Urbano e la Biblioteca "Quarantotti Gambini", presenta le tavole del libro illustrato Verrückte Welt, in italiano Mondo Matto (Ed. Orecchioacerbo, ott. 2010). Topi che inseguono gatti. Orsi polari in vacanza all'equatore. Leoni che domano domatori... E' un mondo capovolto quello che si vedrà nelle tavole dell'artista tedesco Atak, alias Georg Barber, da ormai 20 anni nella cerchia di artisti più promettenti e innovativi della scena culturale berlinese.

Molto parco con le parole, Atak è totalmente generoso con le illustrazioni. Singole o multiple, grandi o piccine, sempre curatissime, le immagini invadono la pagina dei suoi libri senza lasciarne libero nemmeno un millimetro. Coi colori poi, è letteralmente prodigo. Neppure nel più fantasmagorico dei caleidoscopi si è mai vista una pluralità così variegata di toni e sfumature. Una vera gioia per gli occhi. Illustratore, fumettista, graphic designer e giornalista, Atak è fortemente attratto dalla cultura pop americana, con le sue incursioni nel mondo pubblicitario, del cinema e del fumetto dei supereroi, ed è autore di numerosissimi libri di disegni, illustrazioni e di storie a fumetti pubblicati in molti paesi europei.

In uno stile originale e bizzarro, fra tradizione espressionista tedesca e cultura pop americana, il coloratissimo mondo di Atak appare caotico e stralunato, dominato da un linguaggio solo in apparenza semplice e infantile. Un mondo in cui realtà e finzione si confondono continuamente e che, a ben guardare, è incompleto e complesso. Un mondo pervaso da una spiazzante quanto attraente inquietudine, eredità di una drammatica storia passata che ancora oggi riaffiora in superficie. Insomma, la stravagante fantasia di Atak apre uno spaccato sulla nuova creatività tedesca: la caduta del Muro, l'irruzione del consumismo e del pop come anche la rielaborazione del proprio immaginario invocano la costruzione di un mondo diverso. Meno matto, magari, di quello in cui ancora viviamo.




Helsinki Sarjakuva Festival
Canicola protagonista dell'"Autunno Italiano"
26esima edizione, Helsinki, 16-18 settembre 2011

Helsinki Sarjakuva Festival (sarjakuvafestivaalit.fi) è una rassegna internazionale sul fumetto costituita da mostre, incontri con gli autori, performances, sessioni di dedicaces, eventi serali. A Canicola è dedicata una sezione speciale di questa edizione, intitolata "Autunno Italiano", attraverso una mostra di grandi grafiche dislocate nel centro di Helsinki, con protagonisti gli autori Andrea Bruno, Francesco Cattani, Anna Deflorian, Vincenzo Filosa, Giacomo Monti, Marino Neri, Michelangelo Setola. Canicola (www.canicola.net) è un progetto editoriale, a cura di Edo Chieregato e Liliana Cupido, dedicato al fumetto contemporaneo.

L'Assessorato alla Cultura del Comune di Helsinki e l'Istituto Italiano di Cultura in Finlandia hanno coordinato una vasta offerta di eventi in calendario nell'autunno 2011: un programma incentrato sulla cultura italiana esplorata attraverso linguaggi diversi, dalla musica al cinema, dalla letteratura al teatro, all'arte contemporanea. Accanto a concerti di musica classica, retrospettive di Sergio Leone ed Ermanno Olmi, presentazione del Premio Strega, l'associazione culturale Canicola è stata scelta come realtà editoriale d'eccellenza per la proposta di talenti italiani e internazionali e per la ricerca in ambito grafico/espressivo.

Canicola prosegue il suo rapporto con la Finlandia. Dopo "Deserto bianco" una prima mostra di disegni esposta in un cinema abbandonato nel 2006, "Autunno Italiano" è la seconda esperienza espositiva a Helsinki. Dal 2005 Canicola ha pubblicato opere finlandesi come i romanzi Campo di babà di Amanda Vahamaki e Morte alle calcagna di Marko Turunen e inoltre disegni e racconti brevi di Anna Sailamaa, Paulina Makela, Tommi Musturi. Canicola ha inoltre dedicato la collana dei suoi libri tascabili proprio a Matti Pellompaa uno dei più amati attori finlandesi protagonista di alcuni dei capolavori di Aki Kaurismaki.




Dalla mostra Diabolik & Eva Kant Diabolik & Eva Kant
09 settembre - 13 ottobre 2011
Galleria American Design & Art / Banca Intermobiliare Suisse - Lugano

La mostra presenta 30 opere della Micromart Collection realizzate dai principali autori della serie: Sergio Zaniboni, Franco Paludetti, Enzo Facciolo, Elio Silvestri e Giuseppe Palumbo. Quando nel novembre del 1962 le sorelle Angela e Luciana Giussani diedero vita a Diabolik, mai avrebbero ipotizzato che quasi cinquant'anni dopo il loro personaggio sarebbe stato ancora vivo e vitale e che, per di più, col tempo sarebbe diventato una vera e propria icona nel panorama culturale italiano, conosciutissimo anche a coloro che mai hanno sfogliato un suo albo a fumetti.

I presupposti di un simile successo, però, erano già presenti sin dall'inizio: Diabolik è stato il primo fumetto rivolto ad un pubblico adulto, il primo a raccontare le gesta di un cattivo vincente, il primo a presentare, a fianco del protagonista maschile, un personaggio femminile complesso e credibile: Eva Kant. L'incontro fatale tra i due avviene sulle pagine del terzo numero della serie, uscito nel marzo del 1963. Un episodio molto amato dai fan, che può essere considerato il vero inizio della saga di Diabolik e di Eva Kant.

Il loro amore comincia qui e durerà per sempre. Diventeranno la prima "coppia di fatto" non solo del fumetto, ma anche dell'immaginario collettivo italiano. Un'unione destinata a tenere duro negli anni. Le sorelle Giussani, attraverso le vicende "personali" dei loro eroi tracceranno una storia esemplare di vita a due, che si perfezionerà nel tempo. All'inizio Eva Kant accetta un ruolo subordinato pur di restare a fianco del proprio uomo. Ma ben presto si emancipa, dimostrando che lei ha bisogno di lui quanto lui ne ha di lei. Così il loro diventerà un rapporto alla pari, in cui l'amore coincide con il rispetto. (Comunicato stampa UesseArte)




Locandina della mostra dedicata a Mordillo Mordillo
termina lo 08 gennaio 2012
Museo Luzzati (Porta Siberia - Area Porto Antico) - Genova
www.museoluzzati.it

Per la prima volta in Italia una grande mostra dedicata alle opere di Guillermo Mordillo. L'antica struttura di Porta Siberia sarà popolata dai colori, dai personaggi e dagli animali (immancabili le giraffe) del celebre cartoonist argentino. I disegni e le strisce di Mordillo sono stati riprodotti su libri e giornali in tutto il mondo, ma anche su quaderni, diari scolastici, biglietti d'auguri, magliette, tazze e ogni possibile gadget, tanto che il suo cognome è diventato quasi un marchio.

Nato in una famiglia di emigrati dalla Spagna, Guillermo Mordillo (Buenos Aires, 1932) ha sempre disegnato. Ha vissuto in Argentina dove disegnava per il giornalino delle elementari; poi in Perù, dove ha lavorato per la pubblicità; quindi a New York come animatore di Braccio di Ferro e infine a Parigi. In Francia ha maturato il suo stile personalissimo: disegni senza parole con i quali riesce a comunicare con tutti e ovunque, una iniziale necessità ("ho cominciato a fare le vignette senza parole perché all'epoca non parlavo molto bene il francese e non potevo fare altrimenti...") che poi si è rivelata determinante per la diffusione dei suoi disegni in molti paesi del mondo.

Ma l'universalità di Mordillo non sta solo nel fatto che i suoi lavori scavalcano i problemi linguistici, universali sono anche le ambientazioni e i temi dei suoi disegni: il rapporto tra l'uomo e la donna, il mondo degli animali, l'anonimato delle città, le situazioni dello sport, specialmente calcio e golf. Il suo è un umorismo profondamente umano e tocca corde comuni a tutti gli uomini e a tutte le culture. Durante mostra sono previsti incontri con l'artista e laboratori sulla sua particolare tecnica del colore. Il catalogo della mostra (coedizione Nuga-Sagep, pagg. 176, italiano / inglese) presenta tutte le tavole esposte e contiene interventi di Sergio Noberini e Ferruccio Giromini oltre alla biografia e alla bibliografia aggiornate.

"Sono senza capelli, ho la barba bianca e sono alto come Maradona: un metro e 68... Mordillo è il mio cognome: un suono più allegro di Guillermo, il mio nome. Sembro un saggio, un monaco. Invece sono un diavolo: piccolo come il personaggio di tutti i miei disegni. Il mondo è grande e lui è piccino nella galassia, nel paesaggio, nell'ambiente. Mette poca ansia e molta allegria. Quell'omino c'est moi." (Guillermo Mordillo)




VITA, istruzioni per l'uso
Rassegna di cortometraggi animati


12 gennaio - 30 marzo 2011
Goethe-Institut Palermo

Rassegna cinematografica del Goethe-Institut Palermo "La deutsche vita". Tutti i film sono in versione originale tedesca con sottotitoli italiani. Grazie alla serie Kurz & Gut III - Animationsfilme aus Deutschland Corto & buono III - Film animati dalla Germania, accurata selezione di alcuni premiati cortometraggi animati realizzati tra il 2000 e il 2007 da giovani autori non obbligatoriamente tedeschi ma formatisi nelle migliori scuole specializzate della nazione, il Goethe-Institut presenta dei manufatti talvolta parecchio rifiniti, sospinti da idee ora semplici ora ardite, con immagini (a colori, in bianco e nero, in commistione, che importanza ha?) divertenti, sarcastiche, imperniati su un plot oppure cullati da un flusso figurativo, muti o parlati o cantati o ballati.

Le tecniche, poi sono le più disparate, a riprova della convivenza, culturalmente necessaria, fra tradizionale, moderno e, perché no, sperimentale: si va dal classico tratto bidimensionale, genuino o computerizzato, ai personaggi e ai paesaggi digitalizzati con effetti in 3D (e non c'è bisogno di occhiali specifici); dalle suggestive marionette alla plastilina, in stop motion; dai dipinti che prendono vita ai collage di foto rimaneggiati; da procedimenti simili al bricolage al carboncino e addirittura alla sabbia. I nomi di alcuni registi (che per la maggior parte seguono le loro "creature" in ogni fase), senza far immeritato torto agli altri, sono ricorrenti: Andreas Hykade, Daniel Nocke, Jochen Kuhn, Hyekung Jung, Hanna Nordholt & Fritz Steingrobe, Vuk Jevremovic.

I 37 mini-film, della durata massima di un quarto d'ora, sono suddivisi in quattro gruppi tematici, previsti in altrettanti pomeriggi ogni tre settimane: Hier und Dort (Qui e là) focalizza sulla scoperta di nuovi ambienti, reali o fantastici, nonché sul contrasto, l'attrito fra di essi e sul disorientamento di chi li attraversa con stupore; Traum und Alptraum (Sogno e incubo) è dedicato invece a opere tra lo spiritoso e il macabro, che magari piacerebbero a cineasti visionari come Tim Burton e Terry Gilliam; Er und Sie (Lui e lei) prende in esame qualche rapporto amoroso sui generis o delle passioni artistiche devastanti; Diesseits und Jenseits (L'aldiquà e l'aldilà), infine, calca la mano sul divario tra umano e sovrumano.

Come naturali, quasi spontanee emanazioni di tali soggetti, gli appuntamenti successivi a ciascun "pacchetto" sono occupati da un pugno di recenti lungometraggi, perlopiù inediti in Italia, nell'intento di offrire un approfondimento servendosi di ulteriori strumenti cinematografici. I titoli "discendenti" dal primo programma sono il documentario Football under cover (Calcio sotto copertura, 2008), che parla delle difficoltà di giocare in pubblico della squadra femminile iraniana, e il notissimo Das Leben der Anderen (Le vite degli altri, 2006), protagonista un intercettatore della Germania Est con una coscienza; dal secondo provengono Krabat (2008), e Schläfer (Il dormiente, 2005), rispettivamente un fantasy sulla ribellione di un orfano ingannato e un dramma che mostra la slealtà "virale" di uno studente di medicina.

Dal terzo Klassenfahrt (Gita di classe, 2002), con un tragico triangolo tra adolescenti, e il dolceamaro Emmas Glück (La felicità di Emma, 2006), sulla buffa storia sentimentale tra un'allevatrice di maiali e un morituro, ladro per disperazione; il quarto, per concludere, richiama Wer früher stirbt, ist länger tot (Chi prima muore, è morto più a lungo, 2006), basato sul principio finanche criminale di un ragazzino di trovare una compagna al padre vedovo, e Requiem (2006), vicenda di una neo-universitaria di provincia ritenuta indemoniata. Vita, istruzioni per l'uso è il titolo dell'intera rassegna. Il binomio vita/morte, che nei corti animati (i quali più del cinema recitato riproducono "finte vite") scorre abbastanza sotterraneamente, si fa più esplicito nei lungometraggi proposti. Anzi, sembra che alla vita propriamente detta si possa sostituire una vita camuffata, che rischia, concretamente e malinconicamente, di rivelarsi "non-vita".




Fumetti subacquei Faustolo Rambelli: Fumetti subacquei
termina lo 09 gennaio 2011
Museo della Marineria - Cesenatico (Forlì-Cesena)
www.museomarineria.eu

Il fumetto, più di ogni altra arte figurativa, ha sempre avuto il potere di assecondare e provocare la fantasia e di spingerla verso i territori più inesplorati e visionari dell'immaginazione. Non stupisce allora la grande quantità di storie disegnate che sono state ambientate sotto il mare, tanto da creare un "mondo subacqueo parallelo" di carta, china e nuvolette, popolato da palombari e sommozzatori impegnati nell'esplorazione di relitti e misteri, nella lotta con mostri marini e altri nemici, oppure nel prestare soccorso a donne in pericolo a loro volta esse stesse infido pericolo, quando in forma di sirene. Questo universo figurativo e di fantasie emerge nella collezione dei "fumetti subacquei" di Faustolo Rambelli, in occasione dell'uscita del libro-catalogo omonimo pubblicato dall'Editrice La Mandragora, e curato, oltre che dal medesimo Rambelli, da Loris Cantarelli e Paolo Guiducci.

Nell'ambito della subacquea, Faustolo Rambelli ha un ruolo da protagonista grazie alle sue realizzazioni tecniche e imprenditoriali, ma ciò che lo distingue e lo rende un personaggio interessante anche al di fuori del settore è proprio la sua attenzione a 360 gradi verso tutti gli aspetti culturali legati al mondo sottomarino, dalla storia all'arte, dal cinema all'illustrazione, sino al fumetto, appunto. In diversi anni di ricerca Rambelli ha potuto così mettere insieme una collezione di oltre 900 fumetti dei più svariati generi, ma tutti legati in qualche modo alla subacquea.

Gli esperti di questa forma d'arte figurativa, ormai ampiamente accreditata dal punto di vista del valore artistico e culturale, hanno già rilevato l'importanza della raccolta; gli appassionati di mare - che sia sopra o sotto la superficie - insieme ai semplici curiosi, troveranno invece in questa mostra un'altra visibile conferma di come questo elemento resti sempre lo scenario più inesauribile dell'immaginazione e della fantasia. Il libro Fumetti subacquei, a cura di Loris Cantarelli, Paolo Guiducci, Faustolo Rambelli, è pubblicato dall'Editrice La Mandragora.

Faustolo Rambelli (1938) si immerge dai primi anni 1950 e a metà anni 1960 si dedica alla fotosub. Dal 1964 è istruttore d'immersione FIPS poi "3 stelle CMAS". Nel 1965 fonda, con F. Nanni, la società di lavori subacquei "RANA" (Ustica Award 1997) di cui è Direttore Tecnico fino al 1996, anno in cui la società viene ceduta. Nel 1970-71 è ideatore con amici, e responsabile, dei due esperimenti di vita subacquea Delfino 1° e 2°. Dal 1983 col "Gruppo Archeologico Ravennate" collabora con la Soprintendenza Archeologica nel settore archeosub. Nel 1988, con soci, crea il "Centro Iperbarico S.r.l." di Ravenna di cui è l'attuale Presidente. Nel 1994 fonda, con amici, "The Historical Diving Society Italia", di cui è l'attuale Presidente, associazione che nel 1998 realizza il "Museo Nazionale delle Attività Subacquee" di Marina di Ravenna, ad oggi unica realtà italiana.

Nel 2000 l'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee di Ustica gli conferisce il "Tridente d'oro" per la sezione tecnica. Pubblica: Paguro, immagini da un relitto (1994), Il piccolo manuale del palombaro sportivo (1995), Il palombaro sportivo, la storia, la tecnica, le attrezzature (1996), con Attilio Rinaldi Sul relitto della piattaforama "Paguro" (2004), Subacquea, gocce di storia (2006), Immersioni, storia, tecnica, esplorazioni riemerse dal mare del passato (2008); oltre a diversi articoli sulla storia dell'immersione, di cui si occupa tuttora, per la rivista "HDS Notizie".




Disegno di Emanuele Luzzati Emanuele Luzzati: Personaggi delle fiabe, della lirica e delle commedie
termina il 27 novembre 2010
Fondazione Achille Marazza - Borgomanero (Novara)
www.fondazionemarazza.it

Noto soprattutto come scenografo, avendo realizzato oltre quattrocento scenografie per opere di prosa, lirica e danza nei principali teatri in Italia e all'estero, Luzzati fu anche illustratore di libri e maestro in ogni campo dell'arte applicata. Interprete di una cultura figurativa abile e colta, fu capace di usare con maestria ogni sorta di materiale, dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione e alla serigrafia su supporti diversi, oltre ai collages di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi e di allestimenti navali. In questa occasione una selezione di opere espresse con tecniche diverse vogliono rendere omaggio all'eclettismo del Maestro. Si potrà assistere alla proiezione di un filmato, saranno esposte le grafiche e in particolare le serigrafie. Alla Galleria BorgoArte si potranno ammirare ceramiche, pastelli, collages, serigrafie, acqueforti e una grande sagoma teatrale.

Sarà inoltre disponibile per il pubblico una vasta bibliografia dell'autore. Alla mostra si potranno trovare molti fra i personaggi ai quali Luzzati era più legato e che ha realizzato per il teatro, per i libri e le opere grafiche: Papageno, Papagena, Tamino, Pamina tratti dal Flauto Magico di Mozart, Kametri e l'Idolo cinese che provengono dall'Idolo cinese di Paisiello, il Teatro dei burattini di ispirazione collodiana e infine il Pifferaio magico, Biancaneve, Pulcinella, una bellissima sagoma di Turandot, ed anche alcuni soggetti della tradizione ebraica. Alla mostra di grafica si affianca una esposizione di manifesti ed una selezione di libri illustrati da Luzzati. L'evento è organizzato in collaborazione con l'Associazione Borgoarte di Borgomanero




Maestro Koko (1968), Surogat (1961), Drama oko cvijeca (1977)
Film di animazione alla rassegna di cinema croato "Immagini di una cultura in viaggio" (Roma, 11-14 novembre 2010)

Presentazione




Locandina mostra Diaboliteknico Diaboliteknico
19-25 aprile 2010
Politecnico di Milano

Non solo calzamaglia nera, pugnali saettanti e occhi di ghiaccio: Diabolik è anche un po' ingegnere, architetto e designer delle sue mirabolanti invenzioni. Diaboliteknico è una mostra dedicata al Re del Terrore. L'impronta politecnica sta tutta nell'incontro che la inaugura Architettura, Design, invenzioni scientifiche e ingegneristiche del fumetto (19 aprile). Ospiti d'eccezione Mario Gomboli, autore di Diabolik, direttore della casa editrice Astorina e laureato Politecnico, il disegnatore Giuseppe Palumbo e il soggettista e sceneggiatore Guido Faraci. La mostra Diabolik tra scienza e fantascienza, a cura di Mario Gomboli e Franco Nodo, presenta alcuni famosi "trucchi" che, da sempre, garantiscono il successo delle sue imprese e delle sue fughe.

Lungo il percorso espositivo, oltre a pannelli dedicati alle sue mitiche maschere, agli improbabili rifugi, alle pozioni e ai robot, si potranno ammirare, riprodotti in modelli tridimensionali, i marchingegni storici di Diabolik: dal primo cannone laser alla talpa sotterranea per finire con la Jaguar E-type capace di sollevarsi, sdoppiarsi e accorciarsi. Una galleria di invenzioni solo apparentemente fantascientifiche, basate su una tecnologia semplice e comprensibile da chiunque. La seconda mostra Storia di una storia, a cura di Tito Faraci, interesserà in particolare gli amanti dell'arte del fumetto: una spettacolare scenografia illustrerà le varie fasi di realizzazione di un albo a fumetti, dal soggetto originale fino al momento della stampa.




Altan / Brane Solce
Storie a fumetti, animazioni e scene teatrali per piccoli e grandi sognatori


26 marzo - 18 aprile 2010
C.A.V. Centro per le Arti Visive del Visionario - Udine

La mostra, curata da Giovanna Durì e Sara Codutti, si svolge nell'ambito di Viva i Fumetti - Zivel Strip, rassegna promossa dall'Associazione Vivacomix di Pordenone e da Stripburger di Lubiana, giunta alla decima edizione, progetto artistico nato per fare dialogare l'arte del Friuli Venezia Giulia e quella della vicina Slovenia. Quest'anno celebra quest'anno l'artista italiano Altan e lo sloveno Brane Solce. L'ideazione e il progetto artistico della manifestazione sono di Paola Bristot, presidente dell'Associazione Vivacomix e docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Di Altan saranno presentate le tavole originali di Kamillo Kromo, a partire da La vera storia di Kamillo Kromo, pubblicata nel 1985, oltre ad alcuni esempi dell'animazione omonima (regia di Enzo D'Alò, Lanterna Magica 1993) che proprio in questi giorni sarà pubblicata in Dvd dall'editore Carlo Gallucci. Un opportuno accenno viene dato anche agli adattamenti per il teatro di alcuni personaggi, in particolare tratti dallo spettacolo Pippo Pettirosso (prodotto dal CTA di Gorizia).

Un mondo pieno di meraviglie sarà invece quello che presenta l'artista sloveno Brane Solce (Teatro Papelito), con piccoli mondi aperti su alcuni suoi spettacoli, da La piccola fiammiferaia al recente Letimo! per il quale ha vinto il premio per l'originalità creativa alla Biennale del teatro di Figura sloveno. Brane Solce ha creato inoltre un personaggio con un adattamento in animazione, Miska Smetiska, la topolina spazzina, oggetto di due serie di puntate (2003 e 2005) tuttora trasmesse dalla RTV slovena. In occasione dell'inaugurazione è presentato, nel caffe' del Visionario, lo spettacolo Maskerama, una fantasia di maschere di carta.




Signora K Art & Comics
06 marzo - 03 aprile 2010
Galleria Spazio Gianni Testoni La 2000+45 - Bologna

Esposizione di Vanna Vinci e Laura Villani, Paper-Resistance, Signora K, Nora Krug, Poilacartabrucia, artisti che lavorano nel campo del fumetto, della grafica e dell'illustrazione. I personaggi del fumetto e dell'illustrazione, come oggetti duchampiani, prelevati dal loro abituale contesto, si collocano all'interno di grandi opere dei maestri contemporanei. Tintin, Mickey Mouse, i personaggi dei Manga giapponesi, con le loro grandi dimensioni e colori eccentrici, sono i protagonisti della Pop Art di Roy Lichtenstein, Andy Warhol e della nuova Pop Art di Takashi Murakami. La fumettista Vanna Vinci e l'architetto designer Laura Villani presentano in anteprima i disegni e i progetti per un landscape domestico e quotidiano di oggetti (complementi d'arredo, elementi di stationary, capi di abbigliamento).

Una quotidianità domestica popolata dagli oggetti di design di Laura Villani e dall'ironia corrosiva dei personaggi di Vanna Vinci. Laura Villani, nata a Torino, si laurea in architettura in Italia e negli Stati Uniti, realizza opere di arredamento e design che portano la sua firma, esposte in gallerie e musei, e che propongono nuovi punti di vista e contaminazioni tra settori artistici differenti su temi specifici. Vanna Vinci, nata nella fenicio-punica Cagliari, ha cominciato a scrivere e disegnare graphic novel nel 1989 ed ha pubblicato libri a fumetti, molti dei quali editi all'estero. Paper-Resistance, con il suo segno nero, netto e preciso realizza un'inedita raccolta di illustrazioni raffiguranti volti nascosti da maschere. Maschere di ogni tipo che nascono dall'immaginazione dell'artista.

L'indagine sulla dimensione del fantastico e del grottesco, le ricerche sulle dinamiche metropolitane sono gli stili e le tecniche che descrivono la pluralità dell'arte di Signora K. Dopo il grande graffito realizzato insieme a James Kalinda negli spazi della galleria Spazio Gianni Testoni La 2000+45 per Let me Write, ora la sua arte spazia dalle tele realizzate con colori ad olio, nelle sole, ma intense, tonalità di bianco e nero, all'arte del fumetto con La Casa di Pozzi. Il filo conduttore è la tematica del luogo. Luoghi periferici delle città, luoghi esistenti ed immaginari allo stesso tempo, che inquietano e affascinano. La narrazione attraverso le immagini è rappresentata da Nora Krug.

Le sue illustrazioni sono nate grazie ai suoi studi ed esperienze in Germania, Inghilterra e negli Stati Uniti, dove ora lavora come illustratrice e animatrice, nella città di New York. Il suo tratto incisivo, le forti tonalità ricordano, a primo impatto, la forte espressività dell'arte tedesca dei primi anni del Novecento. Poilacartabrucia, presenta il suo concetto di disegno, di illustrazione, dando importanza al processo di costruzione dell'opera. Le audiocassette, icone degli anni Ottanta, che presenta in questa esposizione, sono radiografate e al loro interno si possono vedere gli elementi che le compongono: volti e corpi umani in movimento, particolari di spazi cittadini e paesaggi naturali. Anche i materiali si stratificano l'uno sull'altro: carta, inchiostro e plexiglass. (Estratto da comunicato stampa Ella Studio di Comunicazione)




Locandina mostra Zavattini contro la Terra Zavattini contro la Terra
Il fumetto tra letteratura e cinema


05 dicembre 2009 (inaugurazione ore 18.00) - 06 gennaio 2010
Spazio Gerra - Reggio Emilia
www.spaziogerra.it

Cesare Zavattini, scrittore, giornalista, soggettista, pittore, una delle più significative figure del secolo scorso, compare anche tra i grandi maestri che negli anni Trenta contribuiscono a sviluppare il fumetto italiano. In occasione del ventennale della sua scomparsa nel 2009, la Cineteca del Comune di Bologna, l'Archivio Cesare Zavattini e la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia intendono contribuire alla divulgazione dell'opera di un artista a tutto tondo, il cui sguardo è tra i più rappresentativi del Neorealismo italiano. L'idea di una mostra dedicata al fumetto, linguaggio tra letteratura e cinema, che ha coinvolto Zavattini proprio nel mezzo delle sue scorribande tra mezzi espressivi diversi, vuole rendere noto un aspetto della sua carriera, forse meno conosciuto e meno approfondito di altri, ma che è ugualmente significativo sia per la poetica immaginativa che lo caratterizza, sia per il contributo linguistico e il sotteso impegno ideologico che offrì al fumetto del paese.

Sulla base di un soggetto visionario nasce Saturno contro la Terra (1936), il primo fumetto di ispirazione fantascientifica che, illustrato da Giovanni Scolari e sceneggiato da Federico Pedrocchi, si porrà come una delle più autorevoli incursioni del fumetto italiano nel territorio della science-fiction. La mostra, a cura di Edo Chieregato (Hamelin Associazione Culturale) e Giuseppe De Mattia (Cineteca di Bologna), ripercorre e indaga il rapporto tra Zavattini e il fumetto attraverso una sezione di carattere storico con le storie illustrate da alcuni dei maggiori disegnatori dell'epoca come Walter Molino, Pier Lorenzo De Vita e Kurt Caesar, e l'approfondimento dedicato a Saturno contro la Terra e al suo malvagio protagonista Rebo, con le indimenticabili riletture da parte di Luciano Bottaro, di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, e inoltre i bozzetti che il grande Magnus realizzò affascinato da questo personaggio.

Ma Zavattini contro la Terra vuole essere anche un caloroso omaggio ad un maestro dalla fervida immaginazione che non smette mai di fare scuola. Due autori del fumetto italiano contemporaneo interpretano lo Zavattini soggettista per il cinema, attraverso una lettura personale con studi di personaggi e disegni. Alessandro Tota rilegge Miracolo a Milano (1951) attraverso degli appunti per un possibile remake del film di De Sica, e mette in scena i personaggi mai visualizzati di Diamo a tutti un cavallo a dondolo (1939), recuperando la lezione visiva di maestri come Bruno Angoletta, Sto e Grosz alla ricerca dell'imprevedibile humor zavattiniano. Marco Corona, invece, interpreta attraverso un diario per immagini il soggetto per Sciuscià (1946), riscoprendo i personaggi, le scene, i luoghi, i colori e le atmosfere romane ispirate dalla scrittura zavattiniana.




Diabolik chi sei - n.5 del 1968 - Diabolik©Astorina srl Diabolik - Vita in Nero Diabolik - Cartolina Diabolik Eva Kant: Una vita vissuta diabolikamente
termina il 13 settembre 2009
Palazzo Incontro - Roma

Sei mostre che permettono al visitatore di ripercorrere la lunga vita di Diabolik e Eva Kant, conoscerne le caratteristiche e curiosare dietro le quinte della casa editrice che ne pubblica le avventure. "Storia di una Storia" illustra le varie fasi di realizzazione di un albo a fumetti e in una sala dedicata, viene proiettato il documentario Le sorelle Diabolike, dedicato alla vita di Angela e Luciana Giussani, creatrici di Diabolik. "Eva Kant primadonna" presenta una serie di pannelli dedicati alla compagna di Diabolik. Due sale sono poi riservate ai famosi "trucchi" di Diabolik che, da sempre, garantiscono il successo delle sue imprese. "Diabolik tra scienza e fantascienza" presenta le sue invenzioni in una serie di modelli e ricostruzioni in scala.

"Una vita in nero" ricostruisce la storia della Casa Editrice Astorina, mentre "Due contro tutti" illustra il complesso quanto inossidabile rapporto che lega i due personaggi. "Diabolik al muro" è una raccolta di manifesti dedicati al personaggio nelle più diverse occasioni: dal film di Mario Bava del 1967 ai cartoni animati del 1998; dagli eventi promozionali alle recenti iniziative editoriali. Ma le stesse sale ospitano anche, in diverse bacheche, una vasta selezione di volumi, cimeli e gadget "griffati" Diabolik.

"Quando, nel 1962, Angela e Luciana Giussani diedero vita a Diabolik, mai avrebbero ipotizzato che, quasi cinquant'anni dopo, il loro personaggio sarebbe stato ancora vivo e vitale. Il primo fumetto rivolto a un pubblico adulto, il primo dedicato ad un antieroe, il primo con un cattivo vincente, il primo a fare scandalo... Diabolik, nel corso degli anni è entrato a far parte dell'immaginario collettivo degli italiani, e non solo dei suoi lettori. Questo fumetto ha subito, nel corso degli anni, lente ma costanti trasformazioni, la sua personalità si è arricchita di innumerevoli sfaccettature, il suo rapporto con Eva Kant si è evoluto e consolidato, persino il suo modo di essere criminale si è adeguato ai tempi." (Mario Gomboli, direttore casa editrice Astorina)

Quella che ci viene raccontata in questa mostra è una singolare storia italiana di creatività artistica e narrativa, nata ormai quasi cinquant'anni fa dalla matita e dall'intuito di due sorelle milanesi. Perché una mostra dedicata a un fumetto? Perché, nel successo di un genere, c'è la forza di un modo di raccontare per parole ed immagini che ha segnato la società di massa, alimentando nuovi miti e creando nuovi eroi. E che oggi, travolgendo i confini di un genere erroneamente considerato minore, si mostra nella sua natura di nuovo romanzo popolare, patrimonio immaginario della contemporaneità. L'iniziativa organizzata da Civita è promossa dalla Provincia di Roma ed è curata da Vincenzo Mollica in collaborazione con la casa editrice Astorina.




Copertina fumetto Pepito Pepito Luciano Bottaro Luciano Bottaro
Pepito: un'avventura senza fine


termina il 21 giugno 2009
Il Mauriziano - Reggio Emilia
www.circolodegliartistire.org - www.comixcomunity.com

Nelle stanze del Mauriziano, antica dimora di Ludovico Ariosto, il Circolo degli Artisti e ComixComunity di Reggio Emilia presentano un nuovo progetto espositivo - promossa dal Comune di Reggio Emilia - dedicato alle avventure senza fine del corsaro Pepito che, insieme a una ciurma di scalcinati ma risoluti pirati, ha conquistato i porti editoriali di mezzo mondo. Per rendere omaggio a Luciano Bottaro (1931-2006), una delle firme più autorevoli del fumetto umoristico italiano ed internazionale. Una quarantina di tavole originali del maestro rapallese, realizzate dal 1951 al 2006. Accanto alle opere, alcune delle quali inedite, gadget e oggettistica di ogni tipo: dal portachiavi all'insegna pubblicitaria, fino ad un rarissimo disco a quarantacinque giri con un brano intitolato Chanson de Pépito. Nella giornata inaugurale sarà anche presentato lo spettacolo itinerante I Mestieri del Fumetto che svela tutte le fasi del fumetto: dall'idea all'edicola.

Dopo la proiezione di un breve filmato che, attraverso immagini, fotografie ed alcune sequenze di un'intervista inedita, racconta la carriera artistica dello stesso Bottaro, la figlia Annabella incoronerà il vincitore del Premio Luciano Bottaro - I Mestieri del Fumetto (3a ed.). Un premio che, come spiega Claudio Sacchi, curatore della mostra e regista della serata, è stato istituito nel 2007 da ComixComunity per ricordare un amico e un grande maestro del fumetto. «Dopo Gottfredson e Carl Barks - dichiara Sacchi - la Disney americana faceva copiare il tratto di Bottaro ai suoi disegnatori, in particolare la famiglia dei Paperi, Pippo e la Strega Nocciola, "riportata in vita" da Luciano Bottaro con veste grafica e caratteri tutti nuovi, all'interno dello straordinario Dottor Paperus, capolavoro assoluto della produzione bottariana lato Disney». Il premio, assegnato nelle precedenti edizioni a Marco Verni e Diego Ceresa, non è riservato solo a sceneggiatori, disegnatori o editori, ma anche a coloristi, critici e giornalisti, redattori, restauratori, librai e letteristi, insomma a tutti quei professionisti che ruotano intorno al mondo del fumetto.

Fortemente interessato a ogni aspetto della comunicazione visiva, dall'illustrazione dei libri alla realizzazione di cartoni animati, dallo studio di progetti architettonici alla produzione di cd-rom, il cartoonist ligure Luciano Bottaro è stato uno dei più prolifici e straordinari autori del fumetto umoristico italiano e internazionale. Iniziò a scrivere e disegnare fumetti in modo professionale fin dal 1949, diventando in brevissimo tempo uno dei più importanti interpreti del settore. Debuttò sul periodico genovese "Lo Scolaro", dopodiché creò per le Edizioni De Leo il bucaniere Aroldo, il primo di una vastissima galleria di serie e personaggi.

Tra i più importanti: Baldo, Redipicche, Oscar Nasolungo, I Postorici, Whisky e Gogo, Il Paese dell'Alfabeto, ma soprattutto Pon Pon, un funghetto umanizzato che verrà in seguito pubblicato sulle pagine del "Giornalino", e Pepito, un simpatico pirata apparso per la prima volta nel 1951 sul mensile "Gaie Fantasie" delle edizioni Alpe. Un character, questo, che ha avuto una vastissima popolarità soprattutto fuori dall'Italia, in particolar modo in Francia. Molti di questi personaggi saranno inoltre titolari, nel corso degli anni, di testate autonome (a volte con vere e proprie edizioni pirata) sia qui da noi che all'estero.

Non va dimenticato anche il suo formidabile contributo al fumetto disneyano fin dal 1952, con le storie "Paperino e le onorificenze", "Dottor Paperus" o "Paperino e il razzo interplanetario", oltre a personaggi nuovi (come Rebo) e rivitalizzati (come la barksiana Nocciola). Verso la fine degli anni Cinquanta, con l'aumento del lavoro, Bottaro fondò la Scuola di Rapallo che troverà qualche anno dopo uno sbocco più maturo e strutturato nello storico Studio Bierreci. Un'esperienza, questa, che ha riunito per diversi anni alcuni tra i migliori disegnatori e soggettisti italiani. A un anno esatto dalla sua morte, inoltre, il Comune della sua città ha deciso di intitolare la piazzetta antistante il Castello sul mare al Maestro ligure.




Dalla mostra Diabolika di Cristina Stifanic Cristina Stifanic: Diabolika
termina lo 09 maggio 2009
Galleria dell'ombra - Brescia
www.galleriadellombra.it

Riportare alla luce le donne che appaiono sul retro di ogni copertina di Diabolik, il fumetto italiano che è diventato un cult ed ha ispirato, in questi 47 anni trascorsi dall'uscita del primo numero, registi, musicisti e scrittori. Nato per essere letto in treno dai pendolari della stazione di Cadorna a Milano è oggi diventato una vera icona pop. Cristina Stifanic, nella sua ricerca artistica, riporta alla luce icone o immagini spesso passate inosservate, ingigantendole e collocandole su tappezzerie e tessuti che riproducono fedelmente l'atmosfera tipica di una precisa epoca, rendendole magicamente irreali.

Il paradosso dei suoi lavori consiste proprio in questo: prendere una figura assolutamente concreta e riconoscibile e sottoporla ad un processo di estraniazione, quasi di astrazione. Negli ultimi decenni la contaminazione tra arte e fumetto si è fatta più incisiva,sempre più si tende a sottolineare lo stretto rapporto esistente tra comics e neo pop-art individuandone i punti in comune e "catturando" nuove estetiche da entrambi i generi.




Paul Karasik, David Mazzucchelli: Città di Vetro
22 marzo (inaugurazione ore 11.00) - 26 aprile 2009
Edificio Comunale di Via Bertossi - Pordenone
www.vastagamma.org - www.dedicafestival.it

Da Città di vetro di Paul Auster è stata realizzata una delle più originali graphic novel, non un tradizionale fumetto ma un nuovo medium narrativo che intreccia intimamente parole e immagini. Le tavole presentate illustrano la complessità del progetto, una storia illustrata intrigante e innovativa che asseconda le affascinanti teorie di Paul Auster sulle parole, sul caso e sulla vita, con soluzioni grafiche e narrative inusuali e spesso geniali che scelgono di rappresentare stati d'animo più che eventi. Città di vetro è stato incluso fra i 100 fumetti più importanti del Novecento dalla rivista Comics Journal e alcuni estratti del fumetto sono stati inseriti nella Norton Anthology of Post-modern Literature. La mostra è organizzata nell'ambito di Dedica 2009 che quest'anno è imperiniata sull'opera di Paul Auster. Una collaborazione Associazione Culturale Thesis e Associazione Culturale Vastagamma.




Immagine di presentazione del Festival Internazionale di fumetto Bilbolbul nel 2009 Bilbolbul: Festival Internazionale di fumetto
Bologna (varie sedi), 04-08 marzo 2009
www.bilbolbul.net

Bilbolbul ritorna a Bologna con una terza edizione ricca di proposte, ospiti nazionali e internazionali, collaborazioni. Mostre, incontri con autori, proiezioni, dediche, performances, saranno anche per quest'anno il nucleo centrale del Festival. Il rapporto tra Fumetto e Storia unisce numerosi appuntamenti. La mostra di Ángel de la Calle, dedicata alla figura di Tina Modotti e incontri in cui autori di fumetto e storici dialogheranno sul passato dell'Argentina, sul rapporto tra fumetto e avventura con Sergio Bonelli, sul periodo fascista con l'opera di de Santis e Colaone, sulla guerra di Spagna con Vittorio Giardino, sull'attualità dell'Ottocento con Gianfranco Manfredi e Bryan Talbot, sul rapporto con l'autobiografia con Marino Neri e Michele Petrucci, sulle modalità di coniugare storia e narrazione con David B. e Pino Cacucci.

Il panorama contemporaneo è rappresentato dalle mostre della polacca Gosia Machon, dell'autore franco-americano Christopher Hittinger, dell'emergente Marino Neri, del collettivo finlandese Glömp, del quale fa parte anche Hanneriina Moisseinen che avrà una sua esposizione personale, degli autori selezionati dal concorso di Flashfumetto, di Fabio Sera, vincitore del concorso Coop for Words. La rassegna al Cinema Lumiere presenta alcune prime visioni in Italia sul fumetto e altre forme espressive legate al disegno. Sullo schermo una biografia di Charles Schulz; due film sul fumetto argentino; le raffinate animazioni del giapponese Naoyuki Tsuji; una proiezione sulla scena della Street Art californiana degli anni Novanta. L'evento speciale del Festival è la mostra Sergio Toppi. Il segno della Storia (06 marzo - 12 aprile al Museo Civico Archeologico).




Giovannino Guareschi: Le burrascose avventure nel mondo del cinema
termina lo 07 gennaio 2009
Galleria delle Colonne / Centro Culturale Solares - Parma
www.solaresonline.it

Realizzata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Giovannino Guareschi, la mostra - a cura di Giorgio Casamatti, Roberto Chiesi, Guido Conti, Rosaria Gioia - approda a Parma in occasione del Convegno internazionale di studi 100 anni di Guareschi. Letteratura, Cinema, Giornalismo, Grafica. Attraverso l'esposizione di disegni originali, fotografie e documenti inediti è ricostruita la genesi e la storia della celebre saga di Don Camillo.

Il fine è rendere concretamente visibili gli snodi difficili e accidentati del rapporto di Guareschi con il cinema: un rapporto di odio e amore, come dimostrano, da un lato, le lettere di accuse rivolte dallo scrittore all'ambiente cinematografico e, dall'altro, gli elementi di ispirazione cinematografica che si ritrovano nella sua opera di disegnatore fin dagli anni Trenta, nella configurazione in forma di sequenza cinematografica di alcune strisce a fumetti, così come nella derivazione di alcuni personaggi (il dottor Mabuse) da film famosi.




Natale con Emanuele Luzzati
06 dicembre 2008 - 06 gennaio 2009
Borgo Medievale - Torino
www.sopramaresotto.it

Il Presepe di Emanuele Luzzati sarà esposto in occasione delle feste natalizie. Inoltre anche quest'anno la Galleria Giorgio Marosi dedica all'artista genovese una mostra di opere grafiche e pezzi unici. La magia di Emanuele Luzzati, scomparso nel 2007, è ricreata dall'atmosfera dei colori e dei personaggi fantastici che popolano l'universo simbolico e narrativo di questo poliedrico visionario del secondo millennio.




Incontro con Bruno Bozzetto
In occasione dell'uscita in dvd di Il Signor Rossi - Una vita da cartone

20 novembre 2008, ore 18.00
Fnac - Milano

Descritte da Maurizio Nichetti come le storie di un Fantozzi ante-litteram ma più dignitoso, le avventure del Signor Rossi e del suo fedele cane Gastone hanno rappresentato, e ancora adesso rappresentano, la vita dell'italiano medio alle prese con le istituzioni e gli imprevisti del quotidiano grazie ad un ironico ritratto di quello che siamo. Bruno Bozzetto ha realizzato per lui ben 4 lungometraggi in 3 anni, oltre a numerose apparizioni pubblicitarie e a famosissimi corti, facendo seguire e vivere al Signor Rossi tutte le tappe del boom economico: dai primi week-end in montagna a sciare fino all'acquisto della prima macchina. Multimedia San Paolo ha raccolto l'opera completa in 4 dvd i lungometraggi e i corti corredati con schizzi preparatori e interviste agli autori. Bruno Bozzetto insieme a Luca Raffaelli traccia i contorni di questa storia tutta nostrana, raccontandoci di un'Italia che ci appartiene con la pungente ironia a cui questo buffo signore con i baffi ci ha abituato negli anni.




Il tratto della Morte: Profili del macabro nella storia del fumetto
termina lo 07 dicembre 2008
Museo Diocesano "Adriano Bernareggi" - Bergamo
www.museobernareggi.it

Un viaggio nella storia del fumetto, alla ricerca degli archetipi e degli stereotipi della e sulla morte nell'immaginario pop. Curata da Pier Giorgio Nosari e Mario Taccolini, la mostra rientra nell'ambito della rassegna Danze macabre 2008, promossa da Fondazione Adriano Bernareggi e Fondazione Benedetto Ravasio. Il percorso espositivo include più di 80 riproduzioni di tavole, strisce e vignette, tratte da fumetti "storici" e contemporanei, seriali e d'autore, italiani e stranieri. Ad essi si aggiungono 8 omaggi a grandi personaggi dell'arte sequenziale, da parte di 7 affermati autori italiani under 40.

Il primo percorso propone un'ampia selezione di immagini tratte da fumetti famosi di tutto il mondo, dalle origini ai giorni nostri, spaziando da un precursore come Max e Moritz ai postmoderni Dylan Dog e Sin City, passando per fumetti dei primordi come Krazy Kat, classici come Flash Gordon, Tarzan e Dick Tracy, supereroi dell'età aurea come Superman e Batman, supereroi con superproblemi come Uomo ragno, eroi tutti di un pezzo come Tex Willer, antieroi alla Diabolik, romantici alla Corto Maltese, cult come Vampirella. Ampio risalto è dato ai fumetti contemporanei, dagli anni '90 ai giorni nostri, contraddistinti dal moltiplicarsi di opere e tendenze, da superantieroi come Spawn a tenebrosi come John Doe, passando per romanzi grafici come Fuochi. E con autori come Alex Raymond, Hergè, Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, Stan Lee, Hector Oesterheld, Hugo Pratt, Bruno Bozzetto, Quino, Alan Moore, Frank Miller, Tiziano Sclavi, Lorenzo Mattotti, Garth Ennis e tanti altri ancora.

Il secondo percorso propone una ricognizione dei migliori talenti del fumetto italiano attuale, e si declina nella scelta di sette autori italiani di fumetti, tutti under 40 e già affermati, cui è stato commissionato un "omaggio" e una reinterpretazione di altrettanti personaggi della storia del fumetto, che hanno segnato una pietra miliare tanto per lo sviluppo di quest'arte quanto per il modo in cui quest'arte ha affrontato il tema della morte: Maurizio Rosenzweig con Zio Tibia, Walter Venturi con Kriminal, Stefano Caselli con Morte di Gwen Stacy, UR, Vanna Vinci con Maus, Davide Toffolo con The Spirit, Giancarlo Olivares con Devil / Elektra e Lola Airaghi con Death

In programma anche una selezione di cartoni animati legati ai temi della mostra, da Gundam ad Atlas Ufo Robot, da Akira a Biancaneve, dal Re Leone a Lady Oscar. L'esposizione si rivolge non solo al pubblico dei fumetti (l'Italia è il terzo mercato al mondo), ai quali propone un punto di vista inusuale, ma soprattuto al pubblico non specializzato, al quale intende mostrare quanto sia ricco e sfaccettato il mondo delle nuvole parlanti. Il fumetto ha cambiato e plasmato la cultura popolare del '900 ed è una buona antenna degli umori, dei gusti e della ansie del nostro tempo. Accompagna la mostra un catalogo, a cura delle Edizioni Arcadia, che contiene, oltre alle immagini riprodotte in mostra e ai saggi dei curatori, anche una breve storia a fumetti inedita di Maurizio Rosenzweig.




Lezioni di Fumetto
18 e 25 novembre 2008
Fnac - Milano

Corso introduttivo curato da Diego Cajelli e Maurizio Rosenzweig: due appuntamenti per avvicinarsi all'arte del fumetto, in collaborazione con Edizioni BD. Due lezioni intensive per imparare a muoversi tra strisce, balloon e bizzarre onomatopee, partendo dalla creazione di uno storyboard e dallo studio dei personaggi e del loro character design, fino ad arrivare all'ideazione della sceneggiatura e alle prove tecniche per il colore. Inoltre, alcune spiegazioni sulle possibili applicazioni pratiche nel mondo di videogiochi, del cinema e della pubblicità e un focus sulla più popolare forma di fumetto degli ultimi anni: la graphic novel. A raccontare i segreti dell'universo delle nuvole parlanti ci sono Diego Cajelli, prolifico sceneggiatore di Diabolik, Zagor e dei volumi immersi negli anni '70, Milano Criminale con Maurizio Rosenzweig, eclettico autore che può vantare prestigiose collaborazioni a fumetti con Manuel Agnelli (Nuove avventure di Fantomas), Sandrone Dazieri (Pinocchio), Andrea G. Pinketts (Laida Odius), e Vasco Rossi (Vasco Comics e video Buoni o Cattivi, E' solo un rock'n'roll show).




Il secolo del fumetto - Lo spettacolo a strisce nella società italiana 1908-2008
a cura di Sergio Brancato, ed. Tunuè, 2008, Euro 15,50

In occasione dell'anniversario dei primi cento anni di vita del fumetto italiano, questa raccolta di saggi di studiosi, critici e appassionati, risponde all'esigenza di rilanciare, anche provocatoriamente, il dibattito sui comics in Italia. Interventi di: Alberto Abruzzese, Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Adolfo Fattori, Enrico Fornaroli, Gino Frezza, Fabio Gadducci, Marco Pellitteri, Luca Raffaelli, Matteo Stefanelli.




Cinema e fumetti - Guida ai film tratti dai cartoon
di Mauro Antonini, Dino Audino editore, pagg.184, euro 19,00, settembre 2008

Spider-Man, I Fantastici Quattro, Daredevil, la saga di Batman: tutti i maggiori successi cinematografici degli ultimi anni sono tratti dai comics o dalle graphic novel. Arriva in libreria il primo testo italiano dedicato al rapporto tra cinema e fumetti, utilissimo per chiunque abbia bisogno di informazioni ad esso relative e imperdibile per tutti gli appassionati di eroi di carta. Il cinema e il fumetto sono le forme mediali più avanzate e affermate nel narrare storie attraverso immagini e suoni. Cinema e Fumetti analizza il rapporto tra i due medium in maniera completa, professionale ed esaustiva. E' una guida in cui vengono analizzati tutti i film tratti dai fumetti usciti sugli schermi nazionali - dal cinema muto fino all'odierna rivoluzione digitale - raccolti in singole schede storico-critiche; ciascuna di queste è corredata del cast & credits e della sinossi del film a cui si riferisce.




Johann Nortje: Amniotic Dreams
30 ottobre - 06 dicembre 2008
Arte Boccanera Contemporanea - Milano
www.arteboccanera.com

Prima personale europea dell'artista sudafricano, a cura di Eva Lavinia Maffei e realizzata in collaborazione con l'Associazione R.O.S.A di Trento. Nortje presenta a Trento una originale interazione tra fumetto e scultura: i protagonisti "escono" dal fumetto per prendere una forma tridimensionale. In Sud Africa i comics hanno una lunga storia e sono famosi in tutto il mondo. L'esposizione avrà la singolarità di presentare così una storia raccontata attraverso comic pages dell'artista realizzate con inchiostri e acrilici su cartone, dalle quali prenderanno scaturiranno delle vere e proprie opere scultoree in ferro. Racconta un modo geniale e fantastico di ricostruire la propria esistenza interiore ed esteriore, in una situazione difficile come quella dell'apartheid.

Il protagonista del fumetto riesce a trasformarsi in un gigantesco condor, simbolo di forte libertà e consapevolezza. La combinazione tra comic e sculture è necessaria perché le sue opere tridimensionali sono troppo aperte alle percezioni e rischierebbero di essere interpretate seconde le visioni del visitatore; in questa originale rappresentazione l'artista ne "limita" la lettura e percezione dando loro una storia di accompagnamento in forma di comic, in modo che le si guardi con in mente la loro "storia". Il comic è in bianco, nero e grigio, perché nulla nella realtà è come l'artista ritiene che sia.

Lui cerca di mostrare che questo mondo è una grande area grigia piuttosto che fatto di buono e cattivo come noi solitamente lo percepiamo. Il giorno prima dell'inaugurazione, alle ore 18 presso lo Spazio Off a Trento si svolgerà una tavola rotonda con l'artista, che intende coinvolgere anche differenti esponenti del mondo dell'arte tout court: l'Associazione teatrale Oz e la galleria Arte Boccanera Contemporanea, entrambe di Trento. In questa serata, organizzata dall'Associazione R.O.S.A.- Realizzazioni Opere Spazi d'Arte di Trento verrà anche presentato il libro di fumetti di Nortje dal titolo Amniotic Dreams.




Matita Film Festival
Incontri Internazionali del Cinema d'Animazione

11esima ed., 25-28 settembre 2008
Cinema Garden - Guardiagrele (Chieti)
www.matitafilmfestival.it

In programma, tra gli altri appuntamenti, una retrospettiva sul cinema di animazione croato; un omaggio all'artista giapponese Fusako Yusaki (autore dei "caroselli" per la Fernet Branca); la partecipazione di Dave McKean uno dei più celebri illustratori e creatori di graphic novel.




Fumetti al potere!
Graphic Poems. Fumetti fuori scala

11 settembre - 05 ottobre 2008
Galleria San Ludovico - Parma

Nove storie ideate da Bernardo Cinquetti e disegnate da Vittorio Bustaffa, Francesco Frosi, Marco Madoglio, Pierluigi Ongarato, Raimondo Pasin e Stefano Tamiazzo si muovono alla conquista di Galleria San Ludovico nell'ambito degli eventi di Generazioni creative. Parma produce cultura e innovazione (Parma, 11-14 settembre). L'iniziativa è presentata dall'Assessorato alle Politiche Culturali e alla Creatività Giovanile del Comune di Parma, in collaborazione con Fondazione Monte di Parma. Bernardo Cinquetti attraverso un'esposizione di tavole a fumetti "fuori scala" (110x160cm), che rappresentano con la loro particolare natura "scenica" otto sceneggiature scritte ad hoc per l'evento, dà la possibilità di una vera e propria sperimentazione sui linguaggi e su alcuni generi che da sempre caratterizzano la letteratura disegnata.

Dal comico al drammatico, dal dialogo intimo alla espressione delle durate temporali, fino alla vera poesia grafica: una gamma completa dei registri più rilevanti dell'arte fumettistica. La differenza di registri è poi sottolineata dalla scelta per la realizzazione di ogni storia e quindi di diversi stili e mondi "segnici". "Come tutte le espressioni artistiche fatte a più mani, anche i nostri fumetti sono il frutto di una specie di duello" dichiara Cinquetti. "I miei avversari in questa battaglia, coloro che hanno raccolto il guanto della sfida che ho lanciato, sono stati (matita alla mano contro la mia biro) Francesco Frosi, Pierluigi Ongarato, Raimondo Pasin, Marco Madoglio, Stefano Tamiazzo, staff di disegnatori coordinati dal prode Vittorio Bustaffa."




Cartoons Festival
Morbegno (Sondrio), 22-24 maggio 2009
www.cartoonsfestival.com

Fulcro della manifestazione sarà il concorso internazionale per cortometraggi animati. La manifestazione prevede inoltre di diverse iniziative collaterali quali concerti di cartoons band, incontri con autori e registi, proiezioni.




Olympic Humor
www.fanofunny.com

FanoFunny.com presenta una nuova prestigiosa iniziativa in occasione dell'appuntamento sportivo dell'anno. Una vera e propria Olimpiade dell'Umorismo con le migliori firme internazionali della grafica e del cartoon in gara in tutte le discipline sportive. Un'occasione per restare in allenamento con il divertimento.




Immagine dal Festival Internazionale Cinema d'Animazione e Fumetto 2008 Festival Internazionale Cinema d'Animazione e Fumetto
10ma ed., Dervio (Lecco), 18-26 luglio 2008

Nel programma, tre mostre presso il Salone della Banca Popolare di Sondrio a Dervio: La Pimpa, Fumetto Stories (i fumetti selezionati nell'ambito della nona edizione del festival che si è conclusa a marzo 2008), e Dervio: dieci anni di Festival, personaggi e fumetti. Tra gli altri appuntamenti, la proiezione del film I Simpson (19 luglio), dei filmati partecipanti (22-23 luglio), e - nella Serata Rat-Man - del film Il segreto del supereroe e di episodi della serie Tv mai trasmessi.




Immagine dalla mostra di Emanuele Luzzati Emanuele Luzzati
13 giugno - 13 luglio 2008
Associazione Culturale Club Excalibur - Solcio di Lesa (Novara)
www.clubamiciarte.altervista.org

Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo. Personaggi gioiosi e incantati popolano la sua sua vasta e fantasiosa produzione, che raduna fans di tutte le età: dai figli, ai genitori, ai nonni. La freschezza e l'ingenuità che ha saputo imprimere alla sua amata produzione è un evento rarissimo, in un mondo contaminato dall'egoismo e dall'odio. Sono il ritorno alle fiabe, quando la televisione, il computer e la playstation non si erano impadroniti dei nostri sogni e della nostra mente.

La mostra raccoglie lavori in cui si avvicenderanno scenografie, soggetti come Pulcinella, Pinocchio, Alice, Dame e Cavalieri, Re e regine, coppie di innamorati, acrobati e giocolieri, Arche di Noè piene di animali, Papageno e Papagena, insomma una serie di bellissimi personaggi colorati e fantastici. La proiezione dei suoi bellissimi video dal Flauto magico all'Italiana in Algeri, alla Gazza Ladra arricchiranno la mostra, con la scenografia dell'Arca di Noè. Excalibur è molto legato al lavoro di Luzzati, avendo già presentato nella sede di Stresa la mostra Commedia all'italiana con i disegni originali del Decamerone e avendo organizzato con il Festival delle Settimane Musicali di Stresa del Lago Maggiore due edizioni" Luzzati incontra Rossini" presso il Castello Visconteo di Vogogna e "La Musice delle Immagini " presso la Villa Giulia di Pallanza.

Emanuele Luzzati nasce a Genova nel 1921. Studia e si diploma a Losanna all'Ecole des Beaux Arts. Pittore, decoratore, illustratore, ceramista, si dedica alle scene e ai costumi teatrali e, più tardi, insieme a Giulio Gianini, alla realizzazione di film a disegni animati. Ha realizzato circa cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri. Ha illustrato molti libri dedicati all'infanzia. Ha eseguito pannelli, sbalzi ed arazzi sulle navi Andrea Doria, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Ausonia e Marco Polo. Dal 1981 al 1984 una sua mostra, intitolata Il sipario magico, allestita dall'Università di Roma ha girato in Italia e all'estero. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, nella sezione Grafica sperimentale. Illustra nel 1988 il volume Le fiabe scelte dei fratelli Grimm, nell'edizione fuori commercio della Società Olivetti.

Nel marzo del 1990 si inaugurano a Reggio Emilia, Cavriago, Sant'Ilario e Montecchio quattro sezioni di una grande mostra dedicata all'opera complessiva di Luzzati. Luzzati fa parte dell'AGI ( Alliance Graphique Internationale ) e dell'Academy, avendo ottenuto due nomination all'Oscar per i suoi film d'animazione La gazza ladra e Pulcinella. Nel 1989 illustra Candido di Voltaire per le edizioni Nuages. Nel 1992 gli viene conferita dall'Università di Genova la laurea Honoris causa. Nel 1993 l'Unione dei Teatri d'Europa organizza la mostra Emanuele Luzzati scenografo, che viene allestita, come prima sede, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi.

Nel novembre 1995 riceve il Premio Ubu per la migliore scenografia dell'anno conferitagli per le scene realizzate per il Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova. Il Teatro della Tosse è stato fondato nel 1975 dallo stesso Luzzati insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo. Nel 1996 illustra Pinocchio per le edizioni Nuages. Nel dicembre 1996 viene allestita presso il Palazzo Ducale di Genova una mostra antologica della sua opera. Per il Natale 1997 il Comune di Torino gli chiede di "addobbare" la Stazione di Porta Nuova e di creare un grande Presepio nei giardini di fronte alla stazione. Nel 1999 realizza le scene del Barbiere di Siviglia per il Teatro San Carlo di Napoli.

Nel dicembre 2000 viene inaugurato uno spazio dedicato a Emanuele Luzzati al Porto Antico di Genova, nella vecchia costruzione di Porta Siberia, ristrutturata a cura dello Studio di Renzo Piano. Nel 2001 illustra per Nuages una scelta di novelle del Decamerone. Nel 2002, sempre per Nuages, illustra il secondo volume di novelle del Decamerone e Animali Sapienti, favole di Giorgio Mattotti.Nel 2006 illustra Il Marco Polo



Immagine dalla mostra di Daniel Johnston Daniel Johnston
termina lo 04 luglio 2008
Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea - Milano
www.colomboarte.com

Prima personale in Italia di Daniel Johnston (Sacramento - California, 1961). Nato in una famiglia cattolica metodista, inizia disegnando fumetti ispirati a King Kong, Godzilla, alla Bibbia e al suo gatto. Si appassiona alla musica: Bob Dylan, Neil Young, soprattutto i Beatles. A vent'anni, nel garage di casa, registra con un mangianastri la sua prima canzone, Song of pain, ispirata all'amore non corrisposto di Laurie, amica e compagna di studi. Celebrità della scena underground, outsider dell'ultima scuola di cantautori americani, nel fervore del post-punk reinventa il termine Lo-Fi: nei suoi testi alterna filastrocche nonsense a confessioni intime e disperate, versi lunghissimi a rime sorprendenti. Si tratta di suoni privi di artifici, dove non c'è distinzione tra l'uomo e l'artista.

A causa delle continue tensioni con la cognata si trasferisce a San Marcos (Texas) dalla sorella Margy, dove registra il primo album, Hi, how are you?, nel corso di una violenta crisi di nervi. Nonostante le preoccupazioni dei famigliari per il suo stato di salute, lascia la città insieme ai lavoratori di un Luna Park. Per nove mesi vende popcorn in giro per l'America. Decide di fermarsi ad Austin. Lungo Guadalupe Street distribuisce gratuitamente le sue cassette, come fossero biglietti da visita, diventando subito una sorta di leggenda locale tanto da venir segnalato allo show itinerante di MTV Cutting Edge. La sua prima performance live si tiene al Beach quando apre il concerto della band Glass Eye. La distribuzione ufficiale inizia nel 1986.

Daniel Johnston è però anche artista visivo molto stimato. La notorietà è stata raggiunta con l'invito alla Biennale del Whitney del 2006. Le sue illustrazioni affondano le radici nell'immaginario. Sviluppa un suo universo parallelo generato dall'ossessione più che dall'intelletto, riorganizza il mondo secondo il proprio punto di vista. Si ispira inizialmente ai personaggi dei fumetti e dei cartoni: l'Incredibile Hulk, Capitan America, Frankenstein, il fantasmino Casper. Col tempo le creature si trasformano nei loro opposti, le trame diventano sempre più intricate. Nelle coloratissime illustrazioni raffigura un ciclo vitale dal sapore mitologico: nascita, sviluppo, malattia, morte, redenzione. Nascono poi nuovi personaggi come Jeremiah The Frog, The Duck, Sassy Fras The Cat, Polka Dot Underwear Guy. Quest'ultimo soggetto, rappresentato spesso senza volto o senza testa si trasforma sovente in un altro personaggio, il pugile Joe the Boxer con la sommità della testa aperta.

I sogni, ma soprattutto gli incubi di Daniel Johnston, ritornano in questa prima personale italiana, in una serie di disegni colorati o in bianco e nero che raccontano la perenne lotta tra bene e male secondo il folle immaginario dell'artista. Verrà presentato anche il film-documentario del regista indipendente Jeff Feuerzeig, The Devil and Daniel Johnston (Usa, 2005). La pellicola, sulla base delle testimonianze dei genitori, dei fratelli, dell'ex manager Jeff Tartakov, di giornalisti, amici e musicisti, ripercorre l'esistenza tormentata dalla malattia e la carriera artistica. Premiata nel 2005 al Sundance Festival, la produzione include un vasto repertorio di materiale video e audio (registrazioni amatoriali, lettere audio, fumetti, disegni) oltre a numerose interviste.

In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo bilingue (italiano/inglese) con testi di Luca Beatrice (curatore della mostra) e di Alberto Campo, critico musicale, caporedattore di Rumore e direttore del Traffic Free Festival di Torino, dove la mostra sarà allestita dal 7 al 13 luglio presso il bookshop della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.




Vignetta satirica su Sandro Pertini Vignetta satirica su Napoleone - Mussolini Il sorriso graffiato: Fascismo e antifascismo nel disegno satirico
Dalla Grande Guerra alla Costituzione

termina il 28 settembre 2008
Castello di Ussel - Chatillon (Aosta)

A sessant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione, la Regione Autonoma della Valle D'Aosta organizza una mostra sul disegno satirico durante il periodo del fascismo. L'esposizione presenta 350 disegni e 70 riviste d'epoca per prendere in analisi il periodo che va dal 1915 al 1948, dalla Prima Guerra Mondiale sino alla Costituzione. Attraverso un allestimento scenografico sarà possibile ripercorrere quegli anni con l'ironia tipica del disegno satirico attraverso l'utilizzo di documenti storici. La mostra è articolata in un percorso cronologico in cui si inseriscono una serie di approfondimenti che spaziano da personaggi come Giolitti, D'Annunzio, Vittorio Emanuele III, Mussolini, De Nicola, De Gasperi, Togliatti e Pertini ad argomenti come il colonialismo e il razzismo, le donne crisi (campagna del regime fascista contro le donne magre), la propaganda nazista e l'Italia divisa con al Nord la Repubblica di Salò e al Sud gli Alleati. Altri approfondimenti saranno dati dall'esposizione di riviste di guerra e di trincea, dal foglio di opposizione al fascismo Il Becco Giallo, alle riviste umoristiche uscite sotto il regime come Marc'Aurelio e Bertoldo per arrivare ai giornali satirici apparsi all'indomani della Liberazione.




Ritratto di Pino Pascali Pascali: Disegni per la pubblicità
termina lo 07 maggio 2008
EmmeOtto - Roma
Uff.Stampa: scarlett.matassi@virgilio.it

L'11 settembre 1968, il giorno in cui un incidente motociclistico pone fine alla sua vita e alla sua carriera, Pino Pascali ha solo trentatre anni. Quella fine inaspettata priva l'arte italiana di uno dei più vivaci talenti di una stagione in cui il talento dilaga: gli anni '60. Anni di miracolo economico e benessere diffuso, ma anche di rinnovamento culturale autentico e inesausta tensione creativa. Nel quarantennale della morte, EmmeOtto ricorda l'inesauribile vitalità dell'artista che voleva "rifare a mano il mondo" con una mostra lieve e sorridente. La rassegna va inquadrata nell'ambito di un lavoro di ricerca e divulgazione che da anni impegna Daniela Ferraria, oggi socia di EmmeOtto, su un aspetto specifico della carriera di Pascali: la sua attività nel campo della creazione di filmati pubblicitari per il cinema e, soprattutto, la televisione. In esposizione una ricca raccolta di materiali che testimoniano l'inclinazione al gioco e alla fiaba del loro autore, la sua raffinata ironia, la fantasia esplosiva appaiata al rigore pignolo del professionista che nulla concede all'improvvisazione e infine quella sua celebrata manualità posta al servizio di un raro talento progettuale.

Ci sono i disegni, su carta o acetato, i collages e i fotomontaggi che preparavano i filmati e poi i filmati stessi: gli spot pubblicitari che alle otto e mezza di sera inchiodavano le famiglie italiane di fronte a Carosello, ma anche certi spot veramente originali commissionati dalla Rai per autopromuoversi; le sigle di programmi famosi (Tv7), o dei primi contenitori di pubblicità televisiva alternativi a Carosello (Intermezzo) e persino alcuni esempi di spot per il cinema, ancora più inventivi di quelli realizzati per la Tv. Un posto di rilievo è stato giustamente assegnato ai progetti rifiutati dai clienti perchè troppo innovativi, ad esempio il cartone animato dei Killers, i piccoli gangsters cui la Algida, affezionata madrina delle creaturine di Pascali dal '61, non volle affidare le sorti commerciali del suo listino gelati del '63. La carrellata delle trovate iconografiche, delle tecniche e dei materiali utilizzati è insomma inesauribile e si stenta a credere che una creativià così debordante riesca a cociliarsi con una ricerca stilistica di sintesi estrema: la grafica pascaliana è essenziale e di leggibilità immediata.

I contributi in catalogo di Maurizio Calvesi e Claudia Lodolo, curatrice di una serie di vivaci interviste, ci ricordano che non sono lontani gli anni in cui ai lavori di Pascali per la pubblicità e la televisione si guardava con sufficienza. Oggi l'orientamento critico prevalente tende invece ad evidenziare l'omogeneità della ricerca svolta da Pascali nelle sue parallele carriere di scultore, scenografo televisivo e inventore di filmati pubblicitari, un campo nel quale ha voluto e potuto prendersi il gusto di giocare in tutti i ruoli possibili, da quello del creativo a quelli di grafico, animatore, fotografo, sceneggiatore e persino attore (è lui il Pulcinella protagonista di un celebre carosello realizzato per Cirio). La mostra conferma, ove ve ne fosse ancora bisogno, la validità di questa chiave di lettura. In qualunque campo si applichi, con o senza committente, la creatività di Pascali ha una sua tipicità.

Tematica, innanzitutto: il gioco, le armi, la terra, il mare e il sole. Comuni sono anche gli elementi che lo rendono emblema delle tendenze più innovative della sua epoca: l'interesse simultaneo per arte, cinema e fotografia, l'abbattimento delle barriere tra arte e cultura di massa, il gusto della performance. Per questa ragione si può sostenere, come fa Marco Giusti, che "solo se si ha una visione di tutto ciò che ha fatto in quegli anni, e sono in realtà molto pochi, si riesce a capire tutto il suo sguardo". I dieci anni di collaborazione (1958-68) con la Lodolofilm di Sandro Lodolo rappresentano per Pascali la straordinaria palestra in cui esercitare e affinare il proprio impeto creativo, sperimentando ricerche e iniziando racconti in seguito sviluppati nelle opere che la storia dell'arte del '900 ha da tempo consacrato.

Al di là del problema, in fondo un po' ozioso, del valore artistico dei lavori con finalità promozionale, va infine sottolineato lo storico contributo offerto da Pascali allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria e televisiva in Italia. La sua morte interrompe una ricerca veramente innovativa in questi campi e di gusto sin troppo raffinato.Non è un caso che i bellissimi lavori realizzati per Agip, Alberti, Algida, Autoservizi Maggiore, Biscotti Maggiora, Caffè Camerino, Caffè Mauro, Cirio, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Rai e tanti altri committenti eccellenti raramente siano rimasti nella memoria popolare. Troppo raffinati, appunto, troppo "artistici".




Immagine dalla mostra Zograf e basta Zograf e basta
termina il 20 aprile 2008
Centro Arti visive Pescheria - Pesaro

Tavole originali di Alexandar Zograf, uno dei disegnatori di fumetti più importanti e attivi sulla scena internazionale. Assieme saranno esposti i ricami di Gordana Basta, realizzati su disegno dell'autore. Il progetto è a cura della Casa della Pace di Pesaro. Zograf (pseudonimo di Sasa Rakezic) vive e lavora a Pascevo, cittadina alla periferia di Belgrado. Autore di moltissimi titoli, è attivo sulla scena internazionale già dai primi anni '90, quando il suo lavoro compare negli Stati Uniti pubblicato su antologie del fumetto come Weirdo e Zero Zero. Le sue tavole sono attualmente nei cataloghi di editori di diversi paesi europei. In Italia collabora con la rivista Internazionale ed alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Punto Zero e Black Velvet.




Orfeo - dalla mostra Planets Planets
24 aprile (inaugurazione ore 17.30) - 08 maggio 2008
SACI Gallery (Palazzo dei Cartelloni) - Firenze
www.saci-florence.org

In esposizione recenti opere pittoriche di Riccardo Corti, Guido Morelli, Armando Orfeo, Valente Taddei. I 4 artisti - che hanno all'attivo nutriti curricula espositivi, con mostre allestite sia in Italia che all'estero - seppur diversi per cifra stilistica e formazione estetica, sono accomunati da un profondo spirito di ricerca nell'ambito della figurazione contemporanea. (...) L'universo creativo di Orfeo (Marina di Grosseto, 1964) è vicino al mondo dei fumetti: nei suoi dipinti il personaggio del "Signor Cozza", sorta di stereotipo del borghese medio, immerso in surreali paesaggi urbani nei quali i grattacieli ondeggiano, appare perennemente combattuto tra routine e voli pindarici.




Immagine da AnimFest 2008 Festival europeo dell'Animazione AnimFest '08
3a ed. Festival europeo dell'Animazione

17-19 marzo 2008
Teatro Pavlos Zannas - Thessaloniki

La rassegna è organizzata dal Festival del cinema internazionale di Thessaloniki in collaborazione con il Centro europeo di Animazione.




Immagine dalla mostra Morozka di Veronica Smirnoff Veronica Smirnoff: Morozka
Galleria Riccardo Crespi - Milano
15 febbraio - 05 aprile 2008
www.riccardocrespi.com

Prima personale di Veronica Smirnoff. In mostra una ventina di quadri in cui emerge un profondo legame della giovane artista con la sua terra natale, la Russia. Morozka è infatti una contadina, protagonista di una favola russa, abbandonata dalla matrigna in una foresta nel mezzo di un gelido inverno. Lì incontra Padre Moroz che colpito dalla sua forza d'animo la salva. Un richiamo non solo culturale ma anche alla tradizione estetica e figurativa russa, che si ritrova nei suoi personaggi immaginari e fiabeschi. Figure che si staccano dal reale con aria malinconica, per entrare in una dimensione della memoria da cui traspare la sensazione di un'arte più silenziosa che non vuole imporsi, ma che rappresenta la realtà in maniera teatralmente scenografica. Un percorso visivo che spazia dalla miniatura russa all'arte del primo Rinascimento, Bruegel, Bosch, per arrivare ai cartoons, alla tecnica del fumetto mantenendo sempre un aspetto e una valenza intensamente simbolista.

La tecnica utilizzata è l'antica tecnica delle icone ortodosse: tempera all'uovo su piccole tavole di legno di betulla russa, trattate con gesso secondo le tecniche usate per le icone che ancora oggi così vengono preparate dalla comunità russa ortodossa. Il riferimento alla cultura religiosa e visiva delle icone è forte, anche se il più immediato è al simbolismo onirico dei suoi quadri che esplicitano la ricerca introspettiva e psicanalitica nei confronti dei personaggi rappresentati. Nelle sue opere è centrale la ricerca del dettaglio che si allarga e si sfuma in una pennellata, trasfigurando uno stato emotivo attraverso i colori vibranti delle vesti e le sfumature del cielo, a ricordare quasi la poesia di Chagall. Un'arte quella di Veronica Smirnoff che si accende quando tutto si spegne, come un'icona moderna che trascende dal tempo, riprende la strada della bi-dimensionalità per riscoprire protagonista nei suoi quadri una nuova pittura figurativa inserita e interpretata in un contesto contemporaneo. Un catalogo accompagnerà la mostra con testo introduttivo di Remo Bodei e testi di Julia Trolp e Richard Birkett.




Festival dal mondo: Internationales Trickfilmfestival Stuttgart
14 febbraio 2008 (inizio proiezioni ore 20.30)
Microcinema - Milano
www.esterni.org

Il Trickfilmfestival è considerato uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicato all'animazione. Giunto alla 15esima edizione, accanto al tradizionale concorso, offre sezioni dedicate ai film per ragazzi, alle serie animate, alla sperimentazione e al mercato dell'animazione, con appuntamenti speciali per distribuzioni televisive e per il web. Al Microcinema presentano una selezione del meglio dell'animazione tedesca contemporanea. In collaborazione con il Goethe Institut - Mailand.




Immagine dalla mostra Dalla scenografia all'illustrazione di Emanuele Luzzati Emanuele Luzzati: Dalla scenografia all'illustrazione
termina il 28 febbraio 2008
Galleria Tricromia - Roma
www.tricromia.com

E' già un anno che è scomparso Emanuele Luzzati, uno dei grandi artisti della nostra epoca. Uno di quelli che segnano davvero i percorsi culturali. La mostra presenta teatrini, pastelli e incisioni, puntando l'attenzione sulla sua attività di scenografo rivolta al mondo della fiaba. Con il pregio di esporre, oltre a pezzi poco noti al grande pubblico, molti inediti. Certamente l'iniziativa farà riscoprire, o addirittura scoprire, un grande artista. Luzzati, classe 1921, non è solo un maestro dell'illustrazione italiana, ma soprattutto un grande artista a 360 gradi: nella sua carriera si è occupato di illustrazione, pittura, scenografia, decorazione e cinema di animazione.

Ma Luzzati è nel cuore e negli occhi di tutti per le stupende tavole che hanno accompagnato i sogni e le favole, dando volto, corpo e "voce" (anche le immagini hanno una voce) a fate, gnomi, orchi ed eroi; prestando immagine e colore ad autori come Calvino e Rodari. In oltre cinquant'anni ha realizzato veri capolavori di animazione come Pulcinella, La gazza ladra, e Il flauto magico; ha esposto alla Biennale d'arte di Venezia e i più famosi registi si sono valsi della sua arte per allestire quinte teatrali o realizzare sigle animate: ricordate la celebre sigla dell'Armata Brancaleone di Mario Monicelli?

Scrive Santuzza Calì: "Lele disegnava,colorava e progettava come respirava, come se il colore e il segno fossero il suo respiro, come se la mano sapesse cosa fare indipendentemente dagli ordini del pensiero.Quando riempiva i muri di tutto, cioè di donne grasse o fatate, uccelli, cerchi, monti, tigri, elefanti, piedi, Mani, violini, sembrava che ricalcasse una segreta traccia che gli altri non vedevano. Lavoravamo su uno stesso progetto, lontani in mari diversi, lui in quello ligure, io in quello mediterraneo, una volta era un isola siciliana, una volta era un'isola greca. Ci si sentiva spesso: ma erano pochi cenni per quanto riguardava il lavoro e a volte ce ne dimenticavamo pure.

La prima cosa che li chiedeva sempre era: 'Dove sei?' E allora nell'ordine raccontavo: del paesaggio, delle persone, di atmosfere, di colori: mare, monti, laghi, cascate, rumori, silenzi le associazioni e le analogie gli piacevano tanto, e poi mi diceva: 'Che bello! Lo hai detto che quasi lo vedo'. Abbiamo fatto tanto, ma tanto teatro insieme: con allegria con un certo distacco, guardandoci sempre attorno: il lavoro è stato una scusa, una scusa per "lavorare la vita" anche se ci ha sempre sorpreso e divertito il momento in cui il sipario si è alzato e senza accordi precisi i miei folletti verdi e gialli sono spuntati fuori dai suoi cespugli verdi e gialli, oppure tutti che ballavano vestiti di rosso tra tendaggi rossi con frange rosse. All'inizio questa intesa senza o con pochi accordi ci stupiva poi lo abbiamo reputato un bel regalo, quasi scontato."




Drawings in action: Disegni animati dall'Italia
termina il 27 gennaio 2008
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci - Prato
www.centroartepecci.prato.it

Negli ultimi anni si è assistito ad una forte diffusione del disegno animato tra gli artisti dell'ultima generazione. Tale diffusione è da considerarsi solo in parte una conseguenza della fortuna di cui sembra tornato a godere il disegno dopo anni di estromissione a favore di altri media come la fotografia, il video o l'installazione. La ragione di questo fenomeno e' stata individuata nel carattere per sua natura precario del disegno, nel suo essere associato a stati specifici di non finitezza e di antimonumentalità fortemente ricercati dagli artisti. Tuttavia, nel campo dell'animazione, laddove il disegno risulta proiettato in una dimensione temporale capace di determinare un'amplificazione del potenziale narrativo e aneddotico, questa precipua connotazione del disegno stesso sembra cadere a vantaggio di una contaminazione tra forme espressive, tecniche e linguaggi diversi. Il disegno animato, su cui si concentra questa mostra, e l'animazione in generale vengono pertanto a costituirsi come un laboratorio privilegiato di sperimentazione artistica.

In un percorso che muove dalla matita al mouse, lo spettatore potrà mettere a confronto lavori eterogenei che spaziano dalle tecniche tradizionali all'utilizzo di nuove tecnologie legate al digitale e all'animazione 3D. In tale contesto, la varietà dei linguaggi proposti risulta funzionale alla messa in luce della complessità del panorama artistico italiano relativo al disegno e alle sue declinazioni. Esemplari di questo panorama sono i lavori sposti in questa occasione da Blu, Nicola Console, Ericailcane, Matteo Fato, Fausto Gilberti, Dacia Manto, Otolab e Diego Zuelli. "Drawings in action" si inserisce all'interno del progetto "Strong end - Weak end nella città che sale", a cura di Pier Luigi Tazzi, organizzato da Dryphoto arte contemporanea con il contributo di Regione Toscana-TRA ART Rete Regionale per l'Arte Contemporanea- e Assessorato alla Cultura della Provincia di Prato.




Emanuele Luzzati: Opere Grafiche
termina lo 06 gennaio 2008
Galleria Giorgio Marosi - Torino
www.sopramaresotto.it

Indicare un percorso preferenziale per stimolare la molteplicità di lettura a cui si presta l'opera di Luzzati può sembrare talvolta riduttivo. Si può partire dall'evidenza: il teatro, i colori, il suo operato come illustratore, scenografo e ceramista; ma probabilmente rimane ancora la difficoltà di raccontare la sua semplicità. La contaminazione che si sviluppa davanti alle sue opere è ancora più sorprendente quando ci si accorge che il tempo di permanenza all'interno dello spazio espositivo ha alterato lo stato emotivo del visitatore. Una medicina contro la depressione, l'opera grafica di Emanuele Luzzati. L'artista genovese mette insieme, oltre alle proprie, le intuizioni di altri maestri, Chagal, Picasso, Rouault e stabilisce un contatto musicale costante con le note e le arie di Mozart, creando una combinazione unica di espressione artistica che lo contraddistingue nello spirito innovatore ed immediato inscenato nelle sue opere. La mostra si svolge in concomitanza con l'installazione del Presepe di Emanuele Luzzati, che la Città di Torino ha collocato ai Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice.




Immagine dalla mostra di Lele Luzzati a Parma Lele Luzzati: Un mondo di figure d'ombra
termina il 31 dicembre 2007
Galleria San Ludovico - Parma
www.ella.it

Una mostra-spettacolo, un omaggio allo straordinario artista, Lele Luzzati, poliedrica figura di cui sono raccolte in questa occasione ombre create per alcune storiche produzioni del Teatro Gioco Vita di Piacenza. L'esposizione è il tentativo di far rivivere questi materiali, decontestualizzati dagli spettacoli per i quali furono pensati e realizzati. Ecco, tra gli altri, i disegni e le figure de Il Barone di Munchausen, Gilgamesh, L'Odissea, in grado di suscitare suggestioni ed emozioni anche studiandone la precisione, il lavoro paziente di assemblaggio e ricerca del quale sono il prezioso frutto. La mostra ha girato tutta l'Europa proponendosi come un percorso animato e strutturandosi in diverse tappe. L'Assessorato alle Politiche Culturali e alla Creatività Giovanile del Comune di Parma, in collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti e il Castello dei Burattini/Museo Giordano Ferrari allestisce la mostra come un disegno animato. Il percorso ideale prevede la visita alla mostra "Un mondo di figure d'ombra" alla Galleria San Ludovico, cui segue un laboratorio didattico per far vedere le strutture e imparare le tecniche con le quali sono state create e mostrare il "teatrino" finito.




Omaggio a Pino Pascali
termina il 12 gennaio 2007
Galleria Pananti - Firenze
www.pananti.com

Una mostra a 40 anni dalla prematura scomparsa del grande artista pugliese, genio innovativo delle arti visive in Italia e della pubblicistica televisiva e cinematografica degli anni '60. Artista eclettico, Pino Pascali (Polignano a Mare, 1935) fu scultore, scenografo, performer ed autore di grafica per il cinema d'animazione ed è ritenuto insieme a Kounellis, Merz e Pistoletto fra i più importanti esponenti dell'Arte Povera. A Roma, nel 1956, si iscrive all'Accademia delle Belle Arti. Dopo il diploma comincia a collaborare come aiuto scenografo per la Rai lavorando a cartoon pubblicitari ed in particolare per il famoso "Carosello". La sua prima mostra personale è nel 1965 alla Galleria romana La Tartaruga.

In soli tre anni ottiene un grande riscontro da parte della critica, ma proprio al culmine della sua carriera, mentre partecipa alla Biennale di Venezia, muore in un incidente stradale con la sua moto. La mostra, presentata in catalogo da un'introduzione di Sandro Lodolo, grande amico di Pascali con il quale ha prodotto decine di sigle televisive, disegni per caroselli e pubblicità ed affezionato custode dei lavori dell'artista, è costituita da trentacinque opere eseguite tutte negli anni '60 provenienti da raccolte private e che bene rappresentano uno spaccato importante nella storia di questo singolarissimo artista.




Donkey Xote

regista: José Pozo
sceneggiatura: Angel Pariente
durata: 90 minuti - Formato: 35mm 2:35
anteprima: 05 dicembre 2007 - Barcellona

Film d'animazione in 3D, coprodotto dalla spagnola Filmax e dalla Lumiq Animation di Torino. Liberamente tratto dal "Don Chisciotte", è la storia dell'eroe di Cervantes visto da Rucio, l'asino di Sancho Panza, secondo cui il celebre cavaliere sognatore della Mancha non era affatto pazzo, ma un intelligente, passionale ed entusiasta uomo d'azione, pronto a tutto per sconfiggere il terribile Cavaliere della Luna e rivelare così la vera identità della sua amata Dulcinea. Una vicenda d'armi e d'amore, di viaggi, avventure e grandi amicizie. Alla coproduzione, costata 15 milioni di euro, hanno lavorato settanta tecnici e artisti specializzati nei vari settori dell'animazione in 3D provenienti da tutta Europa.




Castelli animati
Festival Internazionale del Cinema d'Animazione

28 novembre - 02 dicembre 2007
Cinecittà Campus - Roma
www.castellianimati.it

La 12esima edizione della rassegna, dedicata ai 70 anni di Cinecittà, presenta 308 opere da 29 paesi. Le sezioni previste sono: Concorso Internazionale (cortometraggi di animazione); Concorso Italia (vetrina per i giovani autori italiani); Concorso Web (animazioni realizzate per Internet); Concorso Musicanimata (migliori videoclip di animazione); Concorso Effetti Molto Speciali; Concorso e premio Fabrizio Bellocchio per il contenuto sociale. Tra gli appuntamenti in programma due iniziative intorno a Franz Kafka: la mostra "Animated Kafka", 50 tavole disegnate appositamente per il festival dall'argentino Oscar Grillo e la pellicola A country doctor, del giapponese Koji Yamamura, tratto dall'omonimo racconto dello scrittore boemo.

Spazio per due trentennali nell'ambito dell'animazione televisiva: "Supergulp! Fumetti in Tv", di Guido De Maria e Giancarlo Governi, creatori della prima trasmissione sui fumetti, e "Allegro ma non troppo" di Bruno Bozzetto, che per l'occasione presenta in anteprima la sua nuova sigla dei "Castelli Animati". Di notevole significato storico la proiezione di Quirino Cristiani, l'uomo che anticipò Disney, documentario di Gabriele Zucchelli, sull'animatore italo-argentino, immigrato da Pavia, il primo al mondo a realizzare nel 1917 un lungometraggio a disegni animati, vent'anni prima della Disney. Tra gli ospiti: David Silverman, regista del film I Simpson, per la prima volta in Italia.




I cartoni raccontano storie
Laboratorio. Introduzione al disegno animato, tecniche e poetiche

22 novembre 2007
Galleria A+A - Venezia
www.aplusa.it

In occasione del decimo corso per curatori di mostre ed eventi artistici, una giornata laboratorio incentrata sul disegno animato, la sua storia, i suoi protagonisti, la sua evoluzione e il suo ruolo nel mondo dell'arte e del costume. La rassegna è divisa in due parti: la prima affronta un'analisi delle varie tecniche d'animazione, partendo dai primi disegni animati sulla base dei fumetti disegnati a strisce, per passare al disegno e all'incisione delle immagini e del suono sulla pellicola, fino alle più moderne tecniche di animazione con il computer. Tra gli argomenti: gli stop motion, settore del cinema di animazione che, invece dei disegni, "anima" pupazzi o marionette di varia specie con un lavoro tecnicamente molto laborioso.

La seconda parte affronta il messaggio e la simbologia di queste opere attraverso i protagonisti e le storie che vengono raccontate. Il tema della guerra e i cartoni al tempo della guerra, la critica sociale, in tempi recenti prendendo come spunto i Simpson e i personaggi cinici e dissacranti di South Park, per poi affrontare il fenomeno "anime-manga" nel contesto della cultura giapponese e sul target del cartone animato. L'ultima parte considera un tema fondamentale per l'animazione: la musica nei cartoon. Un excursus storico e cronologico sul fumetto e sull'animazione, condotto per regioni del mondo e con particolare attenzione all'evoluzione della tecnica.




Kinoradar 3
termina il 13 dicembre 2007
Spazio Mavv - Vittorio Veneto (Treviso)

Il cinema tra animazione e astratto. Un'interessante occasione per vedere filmati che hanno fatto la storia del cinema e incontrare diverse personalità. Colonna sonora della rassegna le performance di vari musicisti che si esibiscono dal vivo in originali interpretazioni musicali di filmati astratti e d'animazione.




Paul Campani: Dai fumetti ai cartoon di Carosello
termina il 28 ottobre 2007
Foro Boario - Modena

Una mostra per conoscere il percorso creativo-professionale che ha portato alla definizione di alcuni dei personaggi del cinema di animazione diventati celebri attraverso Carosello. Dalla ideazione - qui da parte di Paul Campani e del suo collaboratore Max Garnier - alla sceneggiatura degli spot. Di rilievo lo spazio dedicato alla tecnologia utilizzata del periodo in cui andava in onda Carosello - tra gli anni '50 e '70 - prima dell'era della grafica computerizzata.




Emanuele Luzzati
termina il 10 ottobre 2007
Giardini della Biennale - Venezia
www.inparadiso.net

Intensa e poliedrica, seppur silenziosa, la carriera di Lele Luzzati: più di 400 scenografie per il teatro, la lirica ed il balletto, costumista, disegnatore, decoratore, ceramista, incisore, grafico. Soprattutto illustratore di libri: le "Fiabe italiane", di Italo Calvino; le filastrocche di Gianni Rodari; "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll; "Il Milione" di Marco Polo, "Candide" di Voltaire, il "Decamerone" di Boccaccio, "Pinocchio" di Collodi, per il quale ha costruito numerosi spettacolari teatrini. Ed è proprio per la migliore scenografia dell'anno per le scene del "Pinocchio" del Teatro della Tosse di Genova (da lui fondato nel 1975 insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo) che nel 1995 riceve il prestigioso Premio Ubu.

Luzzati è anche autore di film d'animazione, tra cui "I Paladini di Francia", "Il Castello di Carte", la "Turandot", "La Gazza ladra", ispirato alla musica di Rossini, e "Pulcinella" (quest'ultimi gli valsero due nominations all'Oscar). Senza dimenticare le sigle animate dell'"Armata Brancaleone" di Monicelli. Lele Luzzati ci catapulta nel mondo incantato del "Flauto Magico" di Mozart, per il quale ha creato scene e costumi di sorprendente estro coloristico. Una instancabile e geniale fabbrica di sogni, una colta ed abile scatola magica da cui escono marionette, giocattoli, cabalisti, idoli cinesi, re ieratici, principesse in fuga, il signore e la signora Pulcinella, la felicità di Papageno e Papagena, Pinocchio ed il Mangiafuoco, il baldanzoso Arlecchino e la commedia dell'arte.



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