Trinacria simbolo della Sicilia Hellas Grecia
Kritik
Newsletter Indipendente
di Ninni Radicini
Mostre d'arte, Iniziative culturali, Recensione Libri, Attualità
 freccia Per ricevere la newsletter Kritik, inviare una e-mail (senza testo) freccia 
Prima del nuovo numero di Kritik...
Mostre
  
Iniziative culturali
  
Libri
  
E-mail
Link Arte
   Numeri precedenti    Cataloghi da mostre

Libro sulla Storia contemporanea della Grecia La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007
Presentazione



Copertina catalogo mostra Maria Callas Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito
Catalogo della mostra
Fondazione Giuseppe Lazzareschi
pagg.71, immagini b/n e colore
Recensione




Chiesa di Sevan - Armenia Chiesa di Yerevan - Armenia Claudio Gobbi: Armenie Ville
02 febbraio - 17 marzo 2012
Studio Guenzani - Milano
www.studioguenzani.it

Progetto di foto-installazione e libro d'artista tuttora in corso che raccoglie oltre 40 fotografie di chiese armene in 20 differenti paesi. Il progetto nasce durante una residenza effettuata dall'artista a Parigi presso la Cité Internationale des Arts nel 2007, in corrispondenza con l'Anno dell'Armenia in Francia. Claudio Gobbi espone 25 fotografie di piccolo formato (cm.24x30) che ritraggono chiese armene collocate in un flusso territoriale continuo che va dalla Francia al Caucaso e costruite in un arco temporale che dall'Alto Medioevo giunge ai giorni attuali.

Le immagini, in parte realizzate personalmente, in parte collezionate nell'arco di quattro anni e provenienti da fonti diverse, evidenziano le peculiarità dell'architettura armena nell'essenzialità delle sue forme rimaste inalterate per oltre 1500 anni, a rappresentare un'eredità che sembra tramandarsi nello spazio e nel tempo senza soluzione di continuità. Eterno ponte tra l'Europa e l'Asia, primo paese cristiano al mondo e sconosciuta a molti, l'Armenia costituisce un naturale territorio di riflessione per l'artista che da anni è interessato ad studiare gli aspetti identitari e multiculturali del vecchio continente, la sua memoria collettiva, i suoi incerti confini culturali.

  • Il Caucaso: Popoli e conflitti di una frontiera europea



  • Locandina rassegna Acquisizioni 2011 del Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno Emilano Bonfanti - Sulla barra nera - olio su tela cm.70x60 2005 Mario Tettamanti - Fotogramma 2 - olio su tela cm.110x70 2010 Acquisizioni 2011
    11 febbraio (inaugurazione ore 17.30) - 11 marzo 2012
    Civico Museo Parisi-Valle - Maccagno (Varese)
    www.museoparisivalle.it

    Nel principio di continuità, dopo le edizioni "Acquisizioni 2006", "Acquisizioni 2007", "Acquisizioni 2008", "Acquisizioni 2009" e "Acquisizioni 2010", che hanno condotto alle Raccolte permanenti del Civico Museo circa duecentocinquanta opere d'Arte Contemporanea, viene oggi presentata la mostra "Acquisizioni 2011". Il progetto pluriennale è mirato a conferire ulteriore testimonianza della contemporaneità, con particolare attenzione allo sviluppo dei linguaggi e delle tendenze dell'Arte.

    Proteso alla documentazione dell'attualità artistica in Lombardia nell'evoluzione e nella pluralità espressiva, il Museo si dota in modo autonomo e in misura rilevante di un patrimonio artistico aperto alla lettura, alla consultazione, al dibattito d'arte. Considerate fondamento indispensabile nell'essenza e nella finalità di un Museo d'Arte Contemporanea, le opere costituiscono la personalità dell'Ente e ne caratterizzano l'ampiezza di veduta nel territorio regionale e nel dialogo internazionale che Maccagno intesse con i flussi turistici provenienti dall'estero.

    In questa sessione di Acquisizioni approdano al Museo quarantasei nuove opere di Bernard Aubertin, Giuliano Barbanti, Marco Bergamaschi, Giovanni Blandino, Massimo Bollani, Emiliano Bonfanti, Giacinto Bosco, Mauro Capelli, Maria Credidio, Zaccaria Cremaschi, Pier Sandro Del Rio, Maurizio Galimberti, Mirella Gerosa, Italo Ghilardi, Giovanfrancesco Gonzaga, Lucia Innocenti, Giuliana Lucchini, Irene Magni, Silvia Manfredini, Piermarco Mariani, Mino Marra, Massimo Maselli, Alfredo Mazzotta, Gianfranco Motton, Cirillo Murer, Carlo Nangeroni, Ester Negretti, Federico Palerma, Bernardo Peruta, Alfa Pietta, Jonas Pitscheider, Roberto Pronzato, Maria Clara Quarenghi, Liberio Reggiani, Romano Rizzato, Domenico Rosellini, Giorgio Rossi, Maurizio Ruzzi, Mario Salina, Pietro Scampini, Roberto Sommariva, Alessandro Spadari, Mario Tettamanti, Gloria Vanni.




    Nicola Cicognani - Bologna Pilastro - dalle serie Periferie urbane 2011 - stampa a colori su carta cotone Alberto Zamboni - Novecento - olio su tela cm.50x50 2012 - foto Fabrizio Cicconi Nicola Cicognani / Alberto Zamboni: Controluce
    termina lo 04 marzo 2012
    VV8artecontemporanea (Cortile di Palazzo Borzacchi) - Reggio Emilia
    Uff.Stampa: info@csart.it

    La mostra raccoglie una quindicina di opere, tra fotografie e dipinti, nei quali ricorre il tema delle periferie cittadine. Nicola Cicognani presenta una selezione di scatti su carta cotone e lamina d'alluminio, tratti dalla serie Periferie urbane (2011), Alberto Zamboni, invece, espone alcune opere ad olio su tela, perlopiù realizzate all'inizio del 2012. Dipinti legati alla precedente produzione per la scelta dei soggetti (paesaggi urbani e sagome scure), ma che da essa si discostano per l'uso di un nuovo colore, il porpora, che si aggiunge ai toni notturni per i quali è conosciuto l'artista. Il progetto rientra nel programma di promozione della giovane ricerca contemporanea che la galleria porta avanti da alcuni anni, seguendo e sostenendo autori italiani ed internazionali.




    Roberto Floreani - dipinto dalla mostra al Museo Alto Garda Dipinto di Roberto Floreani Opera di Roberto Floreani dalla mostra Composizioni astratte Roberto Floreani: Composizioni astratte
    termina il 10 giugno 2012
    MAG Museo Alto Garda (Palazzo dei Panni) - Arco (Trento)
    museo@comune.rivadelgarda.tn.it

    Una trentina di opere di grandi dimensioni che tratteggiano la ricerca dell'artista a partire dalla fine degli anni Novanta. Considerato uno degli artisti di riferimento della sua generazione, Roberto Floreani (Venezia, 1956) utilizza un linguaggio espressivo che combina progettualità e originalità descritte nelle forme di sagome geometriche che si intrecciano e si allargano sulle superfici materiche. La pittura di Roberto Floreani «ripensa» una pratica pittorica creando un universo spirituale dove il segno descrive, al di là della rappresentazione, un possibile territorio di confronto.

    Dalle stesure ricorrenti degli impasti di colore nascono superfici dove le forme si saldano una sull'altra. Il profilo quasi calligrafico di elementi circolari, tratti ora dalla geometria ora dalla natura, che affiora da questi fondali, rimanda a linguaggi che appartengono a culture diverse. Sono tracce di flussi costanti che coniugano generosamente esperienze occidentali con quelle orientali - Roberto Floreani è infatti un esperto cultore di arti marziali. Il gesto del dipingere si ripete per accumulazioni e sottrazioni tracciando una sorta di mappatura, come se fosse possibile rendere visibile l'intensità di un mantra attraverso l'intricato disegno di un ordito prezioso.

    Correda il percorso espositivo una sala sulla scomposizione dinamica delle forme di derivazione futurista, avanguardia storica alla quale l'artista ha dedicato una ricerca ormai ventennale, che anticipa la mostra dedicata ad Umberto Maganzini, nato a Riva del Garda nel 1894 e morto a Firenze nel 1965, artista che condivide alla fine degli anni dieci la lezione futurista sulla ricerca plastico-dinamica degli elementi compositivi e al quale il MAG dedicherà una ampia retrospettiva a partire da giugno.




    Copertina libro Giuliano Pastori Giuliano Pastori
    18-23 febbraio 2012
    Libreria Odradek - Roma
    info@edizionidedieux.com

    - Presentazione del volume monografico
    18 febbraio 2012, ore 18.00

    Giuliano Pastori (Roma, 1975), laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università La Sapienza di Roma, ha legato la sua formazione all'approfondimento della ricerca storico critica dell'arte contemporanea e allo studio della fotografia e delle tecniche digitali, attraverso la frequenza di corsi teorici e pratici e del master in Movie Design Progettazione strategica dell'artefatto audiovisivo e multimediale nei settori, cinema, televisione e nuovi media, presso il Politecnico di Milano Facoltà di Design. Ha partecipato a mostre personali e collettive in diverse città italiane ed europee ed espone attualmente presso due gallerie d'arte contemporanea di Roma.

    Lavora con la pittura e la fotografia, ma sperimenta, al tempo stesso, un personalissimo linguaggio che coniuga scultura e installazione ambientale, utilizzando tecniche miste e supporti non convenzionali quali plastiche, formica, plexiglass, per esplorare la dimensione spaziale e cinetica del proprio paesaggio immaginario. Nel 2011 viene selezionato per il Padiglione Italia - Regione Lazio, della 54 Biennale di Venezia, con l'opera pittorica Crema, presente in catalogo nella monografia a lui dedicata.

    Il libro è il cecondo numero della collana Quaderni d'arte, a cura di Giovanna Costanza Meli (Edizioni De Dieux - Palermo 2011). Monografia sull'artista romano Giuliano Pastori; opere selezionate nell'ambito dell'ultima produzione del pittore, dal 2009 ad oggi. Il libro ospita i contributi critici degli storici dell'arte Silvano Manganaro e Susanna Horvatovicova; l'intervista all'autore di Giovanna Costanza Meli, storica dell'arte; la sezione apparati con riproduzioni fotografiche delle opere pittoriche a tecnica mista e delle installazioni più recenti. La collana Quaderni d'arte si rivolge agli artisti contemporanei, nell'ottica di una ricognizione ad ampio raggio tra esperienze diverse che spaziano dalla pittura al video, dalla scultura alla performance, in ambito italiano ed europeo.




    Giuseppe Pellegrino - Scritte - inchiostro su carta particolare - 2011 Giuseppe Pellegrino: Scritte
    termina il 23 febbraio 2012
    Galleria Il Gabbiano arte contemporanea - La Spezia
    marioacom@gmail.com

    Nella sua terza personale al Gabbiano (2001, 2005), Giuseppe Pellegrino presenta opere scritte con la penna biro nera, su carta di grande formato sottoposta inoltre ad un particolare trattamento, rendendole uniche nel loro genere. In mostra anche opere a china su carta e collage. Una premessa scritta dallo stesso artista da leggere in mostra introduce alla stessa, che, viene suggerito, deve essere letta come si legge un libro, studiata appositamente per la galleria e presentata come un installazione unica.




    Stefano Cumia - The painter and the ventriloquist - mista su carta cm.70x100 2011 Stefano Cumia: 29 Febbraio
    29 febbraio (inaugurazione ore 18.00) - 14 aprile 2012
    Studio d'Arte Cannaviello - Milano
    www.cannaviello.net

    La mostra si riferisce al giorno introdotto, una volta ogni quattro anni, per evitare lo slittamento delle stagioni, incarnando così la somma di uno scarto che permette al sistema di funzionare. Le opere in mostra nascono dall'idea di combinare elementi diversi per ottenere una nuova unità. Linguaggio figurativo e geometria sono i registri che si sovrappongono all'interno dei lavori. Le immagini di giovani seduti, i ritratti o le presenze antropomorfe appartengono alla dimensione privata dell'artista, al disordine tipico dei ricordi. Non a caso i volti dei personaggi sono spesso indecifrabili, rendendo impossibile risalire alla loro identità. In questi frammenti, recuperati dal cinema, dalla musica e dalla letteratura, Cumia ritrova le esperienze che ha vissuto.

    Le articolate costruzioni geometriche fanno da contrappeso a questi scenari bucolici e scomposti e, nonostante la loro ascendenza ipnotica, rappresentano il tentativo di organizzarli. Nello specifico esistono degli elementi non classificabili - come quelli a forma di paralume - che ricorrono ed acquistano senso di opera in opera. Delle strutture semplici che si trasformano in simulacri. La ripetizione modulare di queste forme e colori in parte si armonizza con le figure, in parte le decontestualizza. Elementi figurativi e geometria rappresentano, allora, quello slittamento che permette al sistema creativo dell'artista di funzionare.




    Matteo Terzaghi e Marco Zürcher
    Appunti per una grande enciclopedia dello spazio scrittae illustrata senza uscire di casa


    08 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 21 marzo 2012
    i2a istituto internazionale di architettura - Vico Morcote (Lugano)
    www.i2a.ch

    Positions in space è una serie di manifestazioni ideata e curata da Ludovica Molo, direttrice di i2a, con la collaborazione di Debora Bonanomi, in cui architetti e artisti sono chiamati a creare un'installazione e a invitare a loro volta una figura di rilievo per il loro percorso creativo, nell'intento di animare il dibattito intorno alla produzione architettonica e artistica. Matteo Terzaghi e Marco Zürcher presentano una installazione concepita intorno a un libro in divenire, perché se in occasione del vernissage sarà presente sotto forma di bozza con le pagine in sequenza, al finissage potrà essere sfogliato come l'ultima pubblicazione delle Edizioni Periferia di Lucerna.

    Pensato alla maniera di un'installazione, il libro acquisisce una dimensione tridimensionale; una dinamica che dagli appunti (che sono poi dei punti) si allarga, per poi rimpicciolirsi di nuovo a una dimensione familiare (senza uscire di casa) e riaprirsi al pubblico dell'installazione e al mondo dell'editoria. Prendendo spunto da un trompe-l'oeil presente nella sala espositiva (un cielo dipinto sul soffitto e inquadrato da una cornice a stucco), sviluppano la prima tappa di una ricerca sullo spazio che si concluderà, in occasione del finissage, con la pubblicazione di un piccolo libro di immagini e testi (di interni) sapientemente intrecciati.

    Su un tavolo al centro della sala saranno disposte le bozze in sequenza del volume, come pure le sue varianti, ma anche oggetti che si ritrovano fotografati nel libro. Il libro, ormai pubblicato, sarà commentato in rapporto ad altri libri d'artista interessanti proprio dal punto di vista spaziale. Per avvicinarsi al tema dello spazio, durante l'inaugurazione una entrée en matière da parte di Matteo Vegetti, dottore in filosofia e docente universitario, e la proiezione di La jetée (Francia 1962, 28'), uno dei film più poetici di Chris Marker realizzato esclusivamente da una successione di fotografie.




    Dipinto di Togo Togo
    termina il 16 febbraio 2012
    Galleria "Arianna Sartori" - Mantova
    info@sartoriarianna.191.it

    L'opera di Togo sembra una lunga - a volte accelerata, altre volte decantata - corsa verso lo smarrimento. Smarrimento nel colore, nel semantema che la traccia decisa del pennello lascia scavando la tela oltre la superficie, smarrimento nel quadro, un tuffo nel magma della sua tavolozza. Sinuosità di linee che sulla tela sembrano prodursi per parto spontaneo del colore che produce segno. Eppure Togo non ama la circolarità. Più precisamente, come Savinio, Togo non ama il cerchio, come lui preferisce l' "ordine quadro" che l'artista greco definisce il "sistema eccelso della grazia intelligente". In Togo è difficile trovare delle presenza circolari, mentre a profusione dominano forme quadre in tutte le distorsioni possibili.

    Impossibile non essere attraversati dall'ironia di Togo. Ironia giocosa nell'opera grafica, palpitante in quella pittorica, in entrambe accentuata da una consapevolezza quasi dolorosa del tempo che scorre in piccoli granelli centellinati dal nostro caparbio attaccamento all'eternità. Un'eternità che, in Togo, gioca a rimpiattino con il sogno, con la memoria, con un mondo non idilliaco ma affascinante. (Estratto da Togo, ovvero della forza del colore, di Angela Manganaro)

    Togo, (Enzo Migneco) nasce nel 1937 a Milano ma vive gli anni della sua giovinezza a Messina, città di origine della famiglia. La fine degli anni '50 lo vede partecipare a mostre e rassegne nella città dello Stretto, dove tiene anche la sua prima personale. Nel 1962 si trasferisce a Milano e nel 1967 espone alla Galleria 32 presentato in catalogo da Raffaele De Grada. Nel capoluogo lombardo seguiranno varie personali. Nel 1982 espone a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, a Wroclaw in Polonia e ad Helsinki in Finlandia.

    Fonda con Leopoldo Paratore le Edizioni dello Scarabeo che pubblicano una monografia delle sue incisioni. Nel 1989 la città di Messina gli dedica un'antologica. Nel 1999 espone 20 tele al Parlamento Europeo di Bruxelles. Partecipa alla Rassegna organizzata dal Museo del Fango presso la fondazione Mazzullo di Taormina, mostra che testimonia la solidarietà a favore dei paesi del messinese distrutti dall'ultima alluvione. L'Università di Messina organizza, nel 2011, una sua mostra antologica.




    Diego Valentinuzzi e Giorgio Antonini Giorgio Antonini: Le nature silenti
    termina il 26 febbraio 2012
    Galleria degli Artisti del Caffè Tommaseo - Trieste
    www.diegovalentinuzzi.com

    «In via San Ambrogio, una delle vie più caratteristiche e storiche del monfalconese, abita ed ha l'atelier uno dei più interessanti artisti cittadini: Giorgio Antonini. Parlando con Giorgio, si riesce subito a creare quel rapporto di amicizia che lega un po tutti i pittori; i quadri sparsi per la casa, le cassette di colori, i cavalletti, ci fanno capire subito che per Antonini dipingere significa qualcosa di più che raffigurare. Tutti i suoi lavori pittorici si valgono di una tensione espressiva che è un dialogo di riflessione personale, tramite una attenta osservazione del territorio delle forme della natura e del rapporto uomo-ambiente.

    Le sue visioni ci coinvolgono in atmosfere di grande suggestione, elementi del paesaggio si configurano con essenzialità di linee, in una stesura cromatica arricchita da un interessante dosaggio di luci ed ombre, in una rievocazione della memoria come in uno specchio appena velato di malinconia. Antonini ci dimostra così di vivere un dialogo molto intenso e forte con il reale, sondando l'identità fra la vita umana e il silenzioso trascorrere del tempo, nelle ampiezze dei cieli e nelle lagune silenti nel limpido fraseggio scenico e coloristico con cui il pittore si esprime, riversando intuizioni, memorie, sentimenti di una interiorità coinvolta in una incessante dialettica con la realtà.

    Una realtà esistenziale con il mondo naturale, la suggestiva bellezza dei luoghi, magiche atmosfere in cui l'animo trova grande respiro, alla ricerca di una evasione sempre più necessaria in quest'epoca di eventi. La tecnica usata per le sue pitture è l'olio una tecnica fondamentale per chi vuole diventare pittore; solo che per lui questa è una scelta molto significativa in quanto si identifica in essa seguendo tecniche di ricerca e preparazione dei colori. Dunque ci troviamo dinnanzi chi dell'arte ne fa una cultura un modo di essere tutt'altra cosa delle ormai solite secchiate di colore sulla tela.» (Presentazione di Diego Valentinuzzi, curatore della mostra)




    Opera di Marian Mirt Marian Mirt
    18 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 08 marzo 2012
    Associazione culturale la roggia - Pordenone
    www.laroggiapn.it - www.mirt.si

    Lo scultore Marian Mirt sviluppa da anni il motivo della figura umana e di quella animale distorte in stile inconfondibile espressivo, quasi neomanieristico, con la dinamicità accentuata, nelle varie situazioni antiche, sia mitologiche (Polifemo, Pegaso, Dedalo, Tre Grazie) sia reali (Kora, Kouros, Cinque Visionari, Cinque pericoli organici, Il cadente Supereroe), per una parte; o nei momenti contemporanei, divertenti e rilassanti come Musicisti, Ballerine, Ginnasti, Corridori ecc., per altra parte. La figura assomiglia spesso alla silhouette, gettando curiosamente le proprie ombre sul muro o pavimento, con le mani e gambe prolungate, quasi filiformi, come una lontana allusione a Giacometti.

    L'artista sta usando quasi sempre il ferro come il materiale preferito, anche per la sua simbolica ransitorietà a causa dell'arrugginimento (iconografia biblica - Qohelet: vanitas vanitatum...). La sua particolarità invece é l'applicazione del filo di ferro, costruendo così un corpo come gomitolo. Marijan Mirt si occupa oltre che di scultura anche di disegno grafico e pittura, quasi monocromatica, anzi acromatica, seguendo la scurezza del ferro e combinandola con la bianchezza dell'anima pura. (Mario Berdic, critico d'arte, Maribor)




    Long Play
    Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate


    Fondazione Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella Museo Maga - Gallarate (Varese)
    24esima edizione, 03 marzo - 08 luglio 2012
    www.museomaga.it - Uff.Stampa: info@metamusa.it

    Il Premio, ideato nel 1949 per fondare la Civica Galleria d'Arte Moderna, ha da sempre prestato particolare attenzione alla ricerca artistica sviluppata dalle più giovani generazioni e alla costante trasformazione dei linguaggi visivi. Con Long Play conferma questa vocazione dedicando la propria attenzione giovani artisti under 35. La Commissione Scientifica ha lavorato a un complesso progetto espositivo che intende valorizzare le ricerche artistiche di lunga durata intraprese da alcuni artisti dell'ultima generazione e in cui la dimensione della dilatazione temporale sia coniugata con un ripensamento dell'opera, non più considerata come oggetto definito, ma come progetto di ricerca, campo aperto di riflessione sulla struttura stessa dell'opera.

    Tra gli oltre 50 artisti operanti in Italia e all'estero presi in esame solo 18 sono stati invitati a presentare le proprie ricerche che il Premio avrebbe potuto sostenere nell'ottica di Long Play la Commissione ha selezionato i progetti Il grande architetto, di Luigi Presicce, Duplice morte Ellero ed ecosistema visivo, di Riccardo Arena, Fusione a neve persa, di Alis/Filliol, Al-rumul: forms-of-life and welling, di Mariagiovanna Nuzzi, Spool, di Diego Marcon, The dislay o fan idea di Raphael Cuomo e Maria Iorio che in queste settimane stanno lavorando anche presso il museo allo sviluppo dei lavori, proprio perché la processualità delle opere e il loro carattere aperto presuppone una presenza importante degli stessi artisti in museo, accompagnati dai curatori e dallo staff del museo.




    Opera di Deva Deva: I mesi delle maschere
    Omaggio a Venezia


    09 febbraio (inaugurazione ore 17.30) - 23 febbraio 2012
    Bistrot de Venise - Venezia
    www.studioantoniodalponte.it

    Dodici serigrafie originali realizzate su carta "Aquerelle Arches" con la collaborazione dello Studio Arte 3 del noto stampatore Serighelli. Le opere grafiche in mostra sono la traduzione su carta di tessiture a telaio che l'artista aveva precedentemente realizzato. Deva, torinese di origine, ma veneziana per scelta, ha frequentato gli studi di noti ed importanti artisti attraversando e sperimentando varie forme espressive dalla tessitura, alla scultura alla grafica.

    "Le opere, i mesi dell'anno, sottolinea Victor De Circasia in catalogo (Papiro Arte Edizioni) - attraverso i colori del mutare delle stagioni le sequenze cromatiche nel supporto cartaceo, appositamente prodotto a mano alla maniera antica, acquistano molto più valore. in questi lavori la disposizione delle campiture di colore riassume nella sua coerenza stilistica la lezione soprattutto di Sonia Delaunay, nella cui opera domina la matrice geometrica".




    Scultura di Gualtiero Mocenni - cm.18x18x10 1994 Simone Beck- Reperto contemporaneo - terracotta cm.32x12x5 2010 Incontro con la ceramica dei Mocenni
    28 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 02 marzo 2012
    Associazione Culturale Renzo Cortina - Milano
    www.cortinaarte.it

    Mostra dedicata alle opere in ceramica di Gualtiero Mocenni e di Simone Mocenni Beck. I lavori del padre ripercorrono stilisticamente la sua carriera ormai storicizzata, mentre quelli di Simone fanno parte del suo ultimo periodo creativo. Si tratta di opere che spaziano dai bassorilievi alla scultura a tutto tondo interpretando tutte le varie forme espressive della ceramica in una costante ricerca che vede affiancati padre e figlio nella realizzazione del ciclo completo di questi manufatti dall'ideazione alle opere finite: sono gli stessi artisti che cuociono nel forno del loro studio le ceramiche senza alcun intervento esterno.

    Una mostra che vuole essere anche un omaggio a Renzo Cortina, storico gallerista milanese, in occasione del 50° anniversario della galleria da lui fondata nel 1962 e ora gestita dal figlio Stefano. Omaggio all'amicizia che ha sempre legato i Mocenni e i Cortina attraverso le generazioni e che si nutre di dialoghi sull'arte nei frequenti incontri durante i vernissages all'Associazione Culturale Renzo Cortina e nello studio dei Mocenni.

    Gualtiero Mocenni (Pola - Istria, 1935), pittore e scultore, ha avuto continue evoluzioni nelle due differenti discipline artistiche. Ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1970, a Milano. Da allora fino ad oggi, ha esposto le sue opere nelle principali gallerie del mondo in più di 100 mostre personali e innumerevoli collettive. Ha partecipato a oltre 40 simposi internazionali di scultura in tutto il mondo. Nel 2006, presso la casa editrice Signum di Bollate (Milano), pubblica la grande monografia Mocenni, opere pubbliche, 1975-2005 di Ante Glibota e nel 2008 la monografia sui sessant'anni di attività come pittore di Alberto Veca. E' in uscita la monografia Disegni 1950-2010 di Flaminio Gualdoni.

    Simone Mocenni Beck (Milano, 1970) Pittore e scultore dal 2002 ad oggi ha partecipato a 15 simposi internazionali di scultura e altrettante mostre personali in Italia e all'estero. Artista poliedrico, dal 1995 pubblica romanzi e raccolte di poesie. Tra le opere realizzate, il monumento Da poeta a poeta, un monolite alto quattro metri dal peso di venti tonnellate, realizzato per la città di Bjelovar, in Croazia, nel 2008. Nel mese di giugno del 2009 è uscito per le edizioni Signum di Bollate, un volume monografico sul suo lavoro di pittore e scultore a cura di Pier Luigi Senna.




    Santa Maria in Monticelli - acquaforte di Antonio Carbonati 1919 "Visioni d'Italia"
    Milano, Biella, Venezia, Verona, Modena, Ferrara, Firenze, Mantova, Siena, Perugia, Assisi, Cagliari, Roma


    termina lo 09 febbraio 2012
    Galleria "Arianna Sartori" - Mantova
    info@sartoriarianna.191.it

    Selezione di incisioni, provenienti dalla Raccolta delle Stampe Adalberto Sartori, tutte realizzate, nella prima metà del '900, dai maggiori calcografi e xilografi del periodo, che raffigurano panorami, monumenti, piazze, chiese ecc. di significative città italiane. L'esposizione di questi preziosi fogli - con il patrocinio del Comune di Mantova - viene realizzata in attesa di una approfondita esposizione di più ampio respiro già in corso di preparazione.

    Le vedute di città proposte in questa rassegna, comprendono: una rara acquaforte incisa da Arturo Cavicchini, raffigurante la piazza Broletto di Mantova, del 1926. Milano è proposta con due vedute, una del maestro Anselmo Bucci che raffigura piazza Cinque giornate, del 1939, protagonista del Novecento, l'altra dell'incisore e pittore vedutista Guglielmo Baldassini, del 1914, che rappresenta il Naviglio a Porta Ticinese. Roma è raffigurata da due artisti mantovani, Antonio Carbonati che presenta l'acquaforte Santa Maria in Monticelli del 1919, e Mimì Quilici Buzzacchi con una xilografia: Lunga storia - Roma I, Roma II, già esposta alla XXV Biennale di Venezia nel 1950.

    Venezia è presente con 3 incisioni una del professore Emaunele Brugnoli, creatore della Cattedra di incisione dell'Accademia di Venezia, (nella quale si sono formati incisori come Mario Polpatelli, Arturo Cavicchini ed Antonio Carbonati) che presenta Riva degli Schiavoni, un'altra dell'incisore sempre veneziano Pericle Menin, famoso per le sue innumerevoli vedute di Venezia e di altre città italiane e straniere, e la terza è una xilografia di Dino Villani del 1930.

    Verona è rappresentata da una bella e rara acquaforte di Ettore Beraldini veronese, stampata in solo 12 esemplari, mentre per Ferrara viene esposta una veduta del Castello Estense realizzata dall'incisore veronese Arch. Ettore Fagiuoli nel 1953, che è stato pure scenografo all'Arena di Verona. Modena è presentata da una xilografia di Benito Boccalari del 1934 che rappresenta il Duomo di Modena, autore tra l'altro dei legni realizzati per illustrare il volume delle opere di Virgilio, edito dall'Accademia Virgiliana nel 1938, e da una magnifica ed importante acquatinta di Ubaldo Magnavacca, che rappresenta la facciata del Duomo.

    Una xilografia di Giuseppe Haas Triverio, raffigura il Battistero di Biella. La Toscana è rappresentata da due rarissime acqueforti dell'artista Carlo Cainelli, trentino di nascita e toscano di adozione, scomparso giovanissimo (1896-1925), che raffigurano Case nel Ghetto a Siena del 1918 e Via Sant'Agostino a Firenze del 1923. Un'acquaforte del maestro Benvenuto Disertori, raffigura I campanile di San Domenico a Perugia del 1912, mentre l'incisore Celestino Celestini propone la visione dall'alto di Porta Borgara sempre a Perugia. Assisi, è raffigurata da una visione panoramica di Laurenzio Laurenzi del 1921, autore tra l'altro di una ricchissima serie di incisioni raffiguranti i monumenti romani sparsi nei territori dell'impero. La cattedrale di Cagliari, è incisa in xilografia da Stanislao Dessy, uno dei maggiori xilografi degli anni Trenta.




    Opera dalla mostra Henri Cartier-Bresson - Immagini e parole Henri Cartier-Bresson: Immagini e parole
    termina lo 06 maggio 2012
    Palazzo Incontro - Roma
    Uff.Stampa: diana@civita.it

    Quarantaquattro fotografie tra le più suggestive del grande maestro della fotografia in bianco e nero, accompagnate dal commento, tra gli altri, di Aulenti, Balthus, Baricco, Cioran, Gombrich, Jarmusch, Kundera, Miller, Scianna, Sciascia, Steinberg e Varda. In mostra una selezione aggiornata con nuovi contributi rispetto al progetto nato qualche anno fa, quando un gruppo di amici ha pensato di festeggiare il compleanno di Henri Cartier-Bresson chiedendo a intellettuali, scrittori, critici, fotografi o anche semplicemente grandi amici del maestro della fotografia, di scegliere e commentare ognuno la sua immagine preferita tra le tante, immortali, scattate da Cartier-Bresson.

    Ne è nata una selezione di capolavori unici - forse le più incisive e celebri fotografie del grande autore francese - ognuna "chiosata" dalle parole affettuose e autorevoli di intellettuali e amici come Pierre Alechinsky, Ernst Gombrich, Leonardo Sciascia, Ferdinando Scianna e molti altri ancora. La mostra, che è anche un volume a cura di Contrasto, offre una panoramica sintetica ma esaustiva dell'opera di Henri Cartier-Bresson.




    Il Caffe Bizantino - china e tempera cm.70x50 2011 Furio Bomben: Viaggio letterario e romantico nella Trieste di Svevo e di Saba
    06 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 26 febbraio 2012
    Sala Comunale d'Arte - Trieste

    Mostra personale del pittore e illustratore Furio Bomben, introdotta sul piano critico dall'architetto Marianna Accerboni. Propone una trentina di opere su carta realizzate dall'artista nel 2011.

    Presentazione




    Riccardo Tommasi Ferroni - Partita a scacchi Partita a scacchi col mistero.
    Riccardo Tommasi Ferroni con Elena e Giovanni Tommasi Ferroni e Maya Kokocinski


    termine il 19 febbraio 2012
    Galleria nel Giardino della Fornarina - Roma
    www.lacodadellocchio.com

    Fulcro dell'esposizione, a cura di Tiziana Gazzini e Tiziana Quattrucci, è la grande tela che Riccardo Tommasi Ferroni (Pietrasanta, 1934 - Pieve di Camaiore, 2000) espose nel 1986 alla XI Quadriennale e che rappresenta una partita a scacchi con tre giocatori. Sedotto dalla pittura seicentesca, Tommasi Ferroni è autore di una pittura da grande figurazione classica che si afferma come grande pittura contemporanea. Protagonisti della scena sono i giocatori che hanno i volti di persone molto vicine al pittore.

    A sinistra, a giocare col nero, è Giovanni Tommasi Ferroni, figlio di Riccardo, allora diciottenne; a destra, il giocatore con gli scacchi bianchi ha le sembianze del giornalista del Corriere della Sera Pietro Lanzara. Tra di loro, fuoco dell'opera, un terzo uomo: è Mauro Borrelli, che frequentava lo studio di via dei Riari (adesso vive e lavora a Los Angeles) e che sarebbe diventato un affermato art e concept designer del cinema americano trasferendo nei suoi storyboard tante atmosfere assorbite studiando l'arte di Tommasi Ferroni (es.: Il pianeta delle scimmie; Dracula).

    E' un finale di partita, in cui il bianco in una o due mosse darà scacco matto al nero. Ma il personaggio centrale del quadro interrompe il gioco con il piglio del maestro: sta entrando in scena qualcuno e lui blocca le mani dei giocatori mentre si voltano verso il miterioso visitatore di cui noi vediamo solo l'ombra. Di misterioso c'è anche la "sbagliata" posizione della scacchiera che è ruotata come nell'inizio della partita a scacchi tra il Cavaliere e la Morte (che gioca col nero) nel film di Ingmar Bergman lI Settimo Sigillo (1957). Un messaggio, un segnale, confermato dai riferimenti pittorici.

    Luce e composizione dell'opera sono caravaggeschi e citano liberamente e sapientemente la Vocazione di Matteo, la Cena di Emmaus (quella alla National Gallery di Londra), e il teschio del San Gerolamo (quello de La Valletta). Al teschio in primo piano risponde specularmente il calco in gesso del volto in estasi della Santa Teresa del Bernini (pure in mostra) che affiora tra le ombre sul fondale di questo teatro drammatico e barocco, in cui il Cristo risorto che si rivela ad Emmaus ha preso i lineamenti di un giovane discepolo dell'artista.

    Nel quadro di Riccardo Tommasi Ferroni il nero (colore che si addice alla morte) perde e la partita è già vinta dal bianco, dalla vita. La mostra presenta anche opere di Elena e Giovanni Tommasi Ferroni (figli di Riccardo), e di Maya Kokocinski (figlia di Alessandro e moglie di Giovanni Tommasi Ferroni). L'iniziativa è dell'Associazione Culturale "La Coda dell'Occhio", nell'ambito del progetto "Lungara-Garibaldi. Artisti all'incrocio del tempo" che si propone di riattivare la memoria dei luoghi e stimolare il confronto degli artisti che lavorano oggi in via della Lungara e in via Garibaldi, strade ancora ricche di studi, laboratori, archivi, gallerie d'arte.




    Opera di Lorenzo Petrantoni Monsieur Petrantoni, dal mondo del pressappoco al pianeta dei coleotteri...
    termina il 25 febbraio 2012
    Spazio San Giorgio - Bologna
    www.spaziosangiorgio.it

    Avventura nel mondo di Monsieur Petrantoni, originale artista milanese che ci porta a conoscere un universo parallelo, dove il vecchio e il nuovo si incontrano ridando vita a immagini altrimenti perse nel tempo. Grafico, illustratore, interprete del contemporaneo, Lorenzo lavora con vecchie immagini tratte da antichi testi di fine '800 e le assembla graficamente creando suggestive installazioni fatte di carta, metallo e piccoli ingranaggi. Immersa in una particolarissima atmosfera di antico e contemporaneo, la mostra, inserita nel circuito di Arte fiera Off e Art White Night, è un percorso nell'immaginario dell'artista, senza regole, senza tempo, unica.

    Lorenzo Petrantoni (Genova, 1970) dopo gli studi di grafica a Milano, si trasferisce in Francia e lavora come art director presso la Young&Rubicam. Rientrato in Italia continua a collaborare con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione,per poi allontanarsi dal mondo della pubblicità e dedicarsi completamente alla sua carriera di illustratore. Dalla passione per la grafica e dal fascino che l'800 esercita su di lui nascono le sue illustrazioni, realizzate con immagini tratte da vecchi manuali e dizionari dell'epoca, scovati nel suo girovagare tra i boquiniste. Con la sua arte ha creato campagne per prestigiosi marchi, ha collaborato con riviste internazionali ed ha esposto in numerose mostre sparse nel mondo.




    Beppe Francesconi - Theodor e Herbert - olio su tavola cm.50x50 Beppe Francesconi: Riflessioni, confuse, di un sognatore
    termina il 25 febbraio 2012
    Galleria Mercurio Arte Contemporanea - Viareggio
    www.mercurioviareggio.com

    Beppe Francesconi (Marina di Massa, 1961) ha all'attivo un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e importanti rassegne in Italia e all'estero. Nello spazio viareggino dedicato al contemporaneo e diretto da Gianni Costa, viene presentata una serie di dipinti ad olio su tela e su tavola che l'artista toscano ha realizzato nel 2011. Nella pittura italiana contemporanea esiste un consolidato filone espressivo collegato al fantastico: Francesconi appartiene a tale corrente di ricerca, ma procede in modo personale per costruire un proprio universo creativo, un originale registro visionario, un diario onirico privato.

    La ricerca di leggerezza, di fragili immagini prive di peso, con animali che tendono a librarsi in volo, indicano la volontà di superare la realtà per immergersi, con semplicità, nel mondo delle utopie e delle fiabe. La sua pittura trova nei colori azzurri e rossi, solari, i toni più congeniali, alternati a dei suggestivi notturni, dove un cielo pieno di stelle diventa fondale ideale per magiche visioni e misteriose evocazioni. Il gioco, il sorriso, la gioia sono gli elementi fondanti della tavolozza pittorica dell'artista toscano, ma, dietro le mille luci, affiorano anche paure e solitudini, il senso di vuoto e di evanescenza che trae origine da un mondo reale sempre più cupo.

    Le strade del sogno di Francesconi indicano un percorso possibile per non arrendersi al dolore di un'epoca che vive di solitudine e violenza: il canto fantastico appare come un tentativo per riportare la poesia in un mondo sempre più povero di idee e sentimenti autentici. La mostra, corredata di catalogo con testo critico di Carmen De Stasio, è patrocinata dalla Fondazione Carnevale di Viareggio.




    Dalla mostra Retrophuture di Fabrizio Passarella Fabrizio Passarella: Retrophuture
    14 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 07 aprile 2012
    The Gallery Apart - Roma
    www.thegalleryapart.it

    Progetto musicale/mediale con cui Fabrizio Passarella si presenta per la sua nuova personale romana nelle vesti non solo di artista visuale, ma anche di compositore e poeta. Messi da parte per una volta i pennelli, ma non certo il metodo di creazione di immagini per campionature, Passarella dà vita ad una sua interpretazione di quell'universo di suoni, stili, visioni e suggestioni ben noto agli appassionati di musica elettronica. In questa occasione, egli porta ad estreme conseguenze il suo approccio tecnico e teorico volto a decostruire o rifiutare i linguaggi tradizionali.

    Retrophuture si compone di un cd con 24 brani musicali composti dall'artista, un libretto recante 24 poesie e 24 immagini corrispondenti ai brani e infine un dvd contenente un video. Il contesto nel quale si sviluppa comprende il minimalismo di Steve Reich, Terry Riley e La Monte Young, la decadente trilogia berlinese di Bowie, i suoni ambient di Eno, il romanticismo congelato di John Foxx, il primo pop "meccanico" di Gary Numan, il Krautrock e i mantra industriali post-rileyani dei Kraftwerk, le bizzarrie oblique di Steven Brown e Blaine Reiniger così come le centinaia di effimeri gruppi flexi-synthpop scovati su Internet.

    Passarella fa inoltre largo uso di materiale iconografico e di propaganda della Germania e della Russia degli anni Trenta, senza che ci sia nessun aggancio di tipo ideologico, rilevando le coincidenze estetiche dei regimi totalitari e l'uso della retorica come poetica base (come nei monumenti dello Stadio dei Marmi, o dei Kolkosiani, o nelle raffinatissime pellicole della Riefenstahl) ed esaltando l'eroismo titanico e della macchina (ripresi da Bowie in quello che è stato l'inno della fin de siécle scorsa) simbolo della spinta al tempo stesso reazionaria e modernista verso un ipotetico futuro splendente.

    Applicato alla musica, ciò significa una composizione scaturita come in una scrittura automatica surrealista e veloce, frutto della piena appropriazione di softwares musicali facili da usare, magari ricreando suoni analogici attraverso un semplice e geniale programma di Mac per principianti; mezzi perfetti per un non-musicista e un artista educato all'occhio, funzionando più come una specie di montaggio video o un photoshop musicale che come un foglio di composizione tradizionale.

    Vera design-music o pittura sonora ottenuta aggiungendo, sottraendo, cancellando, copiando. Parallelamente alla musica, Passarella ha lavorato sui testi (metrica stringatissima, rime basiche, linguaggio visionario dei testi dei musicisti prima citati) e sulle immagini, creando per ogni brano musicale un corrispettivo poetico e visivo. Il suo interesse però non è realizzare un'operazione nostalgica o di archeologia tecnologica, bensì riflettere sul senso profondo dell'evidente definitivo tramonto/declino/decadenza/crollo/fine (in una parola, Untergang) di una fase storica caratterizzata dal connubio tra una persistente eredità romantica europea, l'industrialismo del dopoguerra e l'odierna onnipresenza della tecnologia.

    La potenza del progetto di Passarella risiede nella lucida e spietata evidenza con cui dipinge lo stallo ideologico e culturale che caratterizza la stagione che il mondo occidentale e l'Europa in particolare stanno vivendo. Ma la sintesi del progetto Retrophuture è il video, concepito come un veloce videoclip synthpop. Il video anima spezzoni storici scaricati da YouTube e filtrati: tra i tanti, documentari su Carmen Miranda, Rodolfo Valentino, ballerini di tango, un raro video sul Monumento alla Terza Internazionale di Tatlin, la Lichtskhatedrale dal Triumph des Willens, di Leni Riefenstahl, sulle utopie urbanistiche della Russia stalinista e sul modellino della nuova Berlino di Speer.

    Ne è protagonista l'attore Michel Rennie di The day the Earth stood still (Ultimatum alla terra) del 1951, archetipo dello spirito retrofuturistico dello scienziato manipolatore di energia (che qui si trasforma in suono elettronico), per riprendere la poetica robotica degli anni '80, nei movimenti a scatto e stereotipati ottenuti con un'animazione primordiale. Ed ecco che la mostra in scatola diventa anche esibizione in galleria di opere visuali, pezzi unici montati su alluminio delle immagini realizzate digitalmente in un fascinoso bianco e nero che dà enfasi alle atmosfere dove deco, retrò pre e postbellico e futuribile si mescolano. Una fanzine appositamente ideata e realizzata dall'artista completerà l'intero progetto.




    La Terra vista dal Mare - The Land seen from the Sea
    termina lo 04 maggio 2012
    Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce - Genova
    www.littleconstellation.org - info@metamusa.it

    La mostra documenterà da una parte la ricerca artistica contemporanea, attraverso opere, performance e installazioni di artisti provenienti da 13 aree geo-culturali e piccoli Stati, che sono campo d'indagine del progetto: Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, San Marino, Canton Ticino (CH), Ceuta (E), Gibilterra (UK), Kaliningrad (Rus); dall'altra presenterà il risultato dei workshop tenutisi nel corso del 2011, ospitati presso la Biblioteca Archivio di Little Constellation a San Marino; il MUDAM Luxembourg (Museo Nazionale d'Arte Moderna del Gran Ducato del Lussemburgo) e presso Casino Luxembourg - Forum d'arte Contemporanea del Lussemburgo; la Galleria Nazionale d'Islanda e il NYLO Living Art Museum, Reykjavik; e al Brown Project Space, Milano, in collaborazione con Malta Contemporary Art.

    The Land seen from the Sea è un complesso progetto espositivo. Nasce nel network "Little Constellation", dedicato alla ricerca artistica contemporanea che si concentra principalmente sui Piccoli Stati e le micro aree geoculturali d'Europa. La mostra stessa, all'interno di questa cornice, è un ulteriore approfondimento sulla percezione del delicato dialogo, sospeso tra distanza, isolamento e relazione che caratterizza queste aree geografiche. La mostra, anche nell'articolazione dei suoi contenuti, nasce da una serie di workshop che sono stati ospitati da diverse istituzioni europee, seguendo due direzioni in una serie di viaggi fondamentali, anche a livello simbolico, per il significato stesso del progetto nel suo insieme: l'attraversamento del Mediterraneo (Gibilterra, Malta e Cipro) e l'attraversamento trasversale dell'Europa continentale (San Marino, Lussemburgo, Islanda). Al centro Genova.

    Le diverse opere presenti a Villa Croce, trenta di preciso, riflettono su queste tematiche, presentando ipotesi di ricerca molto differenti tra loro, sebbene tutte complementari: dall'installazione sonora dell'artista originaria di Gibilterra Nina Danino, che creerà un ponte radio tra le colonne d'Ercole e Genova, ai complessi progetti video, dedicati all'identità culturale dei propri territori, dell'artista cipriota Haris Epaminonda e l'artista e curatore maltese Mark Mangion.

    Verrà inoltre pubblicato da Mousse Publishing, in occasione dell'esposizione, anche l'opera-documentario di Rita Canarezza e Pier Paolo Coro Small States on un-certain stereotypes. L'opera, che è il punto di partenza dell'intero progetto Little Constellation, è un notevole cofanetto composto da 14 Dvd: uno per ciascuno dei tredici paesi a cui è stata rivolta la ricerca ed un quattordicesimo contente un film nato dal montaggio dei tredici documentati e distribuito anche separatamente dall'intero cofanetto. Il progetto video, sarà proiettato nella sua interezza all'interno della mostra, come punto di partenza dell'intero percorso espositivo.




    Laura Barbarini - Vicino all'acqua - olio su tela cm.70x80 2010 Laura Barbarini - Tra i rami - olio su tela cm.150x110 2011 Laura Barbarini: In natura
    termina il 25 febbraio 2012
    Maniero Associazione Culturale - Roma
    www.galleriamaniero.it

    Venti opere di vario formato a formare un'opera unica. Il grande tema della natura da questa mostra riceve nuove riflessioni. Lo spettatore si troverà di fronte a una combinazione di tele in cui la soggettività chiaramente impone il suo tratto al mondo naturale. Laura Barbarini (Sao Paulo, 1956) si allontana completamente da ogni precisione realistica, per approdare ad una visione decisamente sentimentale, dove, sebbene trasfigurata, traspare una grande conoscenza e frequentazione della natura. Il gusto che governa l'insieme di queste opere deriva da una cultura che non vuole scindersi, e proietta su uno scenario di natura un ricchissimo mondo interiore.

    "Nella radicale revisione che sta toccando i cardini della civiltà europea, non mancano cambiamenti anche nell'estetica. Nel secolo scorso l'arte ha percorso le vie della contestazione e dell'inconsueto, oggi invece le nuove generazioni procedono verso una conoscenza più intima della storia, così può sembrare che l'Astrattismo sia arrivato troppo presto, e che il dialogo con la natura sia stato interrotto anzi tempo, concordando con l'area più radicale del movimento ecologista. Laura Barbarini vuole suggerire che occorre riprendere il dialogo con la natura, non tanto per le suggestioni estetiche che ben potrebbero derivarne (conosciute già dal periodo Corinzio), ma perché interagire con la natura è riconoscere una parte di noi stessi altrimenti irraggiungibile.

    Quante volte tra gli alberi abbiamo affettuosamente cercato la misura delle nostre emozioni e del nostro essere, quante volte abbiamo affidato un silenzioso messaggio a un particolare accostamento di forme vegetali, come se il comporre arcano della natura potesse diventare il nostro, e così giungere all'equilibrio. L'armonia non è di pertinenza del moderno, sembrano affermare le opere di Laura Barbarini, infatti se da una parte l'urbanesimo risolve nella superficialità collettiva i nostri assilli, dall'altra i modi della natura, il suo tacito rinnovarsi, il suo sommesso intraprendere, possono ancora dare una chiave che dall'estetica può insinuarsi anche nel vissuto." (Paolo Aita)




    Cartolina con immagine dalla mostra Altromare: Una crociera sott'acqua Altromare: Una crociera sott'acqua
    termina il 27 maggio 2012
    Spazio immersivo Kaleido dello Science Centre Immaginario Scientifico - Grignano (Trieste)
    www.immaginarioscientifico.it

    Il mare a cui siamo abituati è quello che vediamo dalla costa o dalla superficie: anche con muta e bombole, riusciamo solitamente a vedere solo una minima parte dello spazio marino, che rimane per lo più avvolto da fitte tenebre. Solo da pochi decenni, con l'aiuto dei ROV (Remotely Operated Vehicle) cominciamo a ricevere immagini dalle immense regioni sottomarine che costituiscono la maggior parte della superficie della crosta terrestre. Proprio attraverso queste immagini, accompagnate da musiche originali realizzate ad hoc, i visitatori si immergono in una singolare "crociera sottomarina" - una mostra in tre sezioni - alla scoperta di magnifici fondali lungo le scarpate oceaniche, sorvolando piane abissali, risalendo fino alle vette di vulcani sottomarini, nuotando tra vivaci e coloratissime barriere coralline, per approdare infine su calde e lussureggianti coste tropicali.

    "Altromare", la sezione che dà il nome all'intera mostra, conduce lo spettatore attraverso un percorso inusuale. Seguendo i fondali e scendendo lungo la scarpata continentale si osservano ambienti quasi lunari popolati da creature che diventano sempre più strane e inquietanti man mano che ci si inoltra nelle tenebre degli abissi. Dalle piane abissali, il più vasto e meno esplorato ambiente del globo, il viaggio multimediale continua risalendo le chine dei vulcani sottomarini e passando poi agli ambienti costieri delle zone tropicali, in particolare quelli della barriera corallina. Didascalie e localizzazioni mettono a fuoco alcuni esemplari dei principali organismi marini che si incontrano lungo la crociera sottomarina, dando indicazione del loro nome e della zona di diffusione sul fondale o nella colonna d'acqua dell'ambiente pelagico.

    "Biodiversità tropicale" è un'altra parte della mostra, nella quale viene presentata una carrellata dei diversi gruppi di organismi che vivono negli ambienti sottomarini. Le immagini di questa sezione inquadrano organismi esotici di tutti i tipi e colori: dalle mastodontiche alghe tropicali a una trentina di gruppi di animali marini tropicali ordinati per complessità e dimensione crescenti. Nella sezione "Ghiacci e abissi" vengono presentati organismi ordinati in ordine di dimensione decrescente, dalle balene e dagli altri grandi cetacei polari fino alle piccole ma particolarissime creature degli abissi.

    E' la diciassettesima mostra realizzata dall'Immaginario Scientifico a partire dal giugno 1999 fino ad oggi: con alcune delle esposizioni riproposte e aggiornate, fanno un totale di 25 mostre proposte al pubblico. Le mostre, grazie all'impianto totalmente digitale con cui sono realizzate, vengono spesso richieste ed esportate al di fuori dell'Immaginario Scientifico: negli ultimi anni le multivisioni hanno infatti arricchito il programma di numerosi eventi e festival scientifici, da Scienzartambiente a Pordenone a La Scienza in Piazza a Bologna, dal Festival della Scienza di Genova a quello di Lugano, per arrivare fino alla Serbia e alla Corea del Sud.

    La mostra è realizzata dall'Immaginario Scientifico stesso, con la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università Politecnica delle Marche e del WWF Italia - Riserva Naturale Marina di Miramare, con il contributo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Camera di Commercio di Trieste. Le immagini che compongono la mostra provengono in larga parte dagli archivi scientifici di diversi istituti che fanno capo al progetto internazionale "Census of Marine Life". (Estratto da comunicato stampa)




    Werttransport
    termina l'11 febbraio 2012
    Vbm 2o.1o Contemporary Arts & Design - Berlino
    www.vbm2010.com - www.22e37.com

    La mostra, a cura di Zara Audiello e dell'Associazione 22:37, si sviluppa su tema delle condizioni dell'artista contemporaneo, in particolare su quell'aspetto che da sempre caratterizza l'artista, ma che oggi, in una società globalizzata, appare sottovalutato se non addirittura ignorato in ambito politico, economico e sociale: la mobilità. La comunità mobile degli artisti e di chi in questo settore lavora trasporta nei propri spostamenti valori culturali che trascendono i confini territoriali nazionali, arricchendo la produzione culturale locale secondo inedite e più fluide possibilità di confronto.

    Gelsomine felliniane ci siamo piacevolmente perse nella poetica avventuristica legata al viaggio. Replicanti abbiamo faticosamente esplorato percorsi che ci hanno condotte ai confini delle colonie extramondo. Berlino, il centro di ibridazione culturale più fervido d'Europa, appare, nel nostro viaggio, il caso più chiaro per mettere in luce le reali difficoltà del trasporto di questi valori e le conseguenze pratiche di una politica europea che ancora non favorisce la mobilità artistica, ma che perlomeno in questa città attraverso l'autonomia e il coraggio critico riesce ancora ad esprimersi.

    Gli artisti, nostri compagni di viaggio, qui hanno portato con sé le loro opere. Opere facilmente trasportabili, smontabili, maneggevoli. Se da un lato bisogna pur adeguarsi alle situazioni, dall'altro, il proprio valore viene accresciuto anche dal coraggio di non soffermarsi alle condizioni imposte, anzi di superarle! Qual è dunque oggi il potere degli artisti? Come si può misurare il valore di qualcosa che è astratto, simbolico e immateriale? Rebecca Agnes, Kristine Alksne, Elena Bellantoni, Danilo Caposeno, Luis De Matos, Marco Giani, Irma Markulin, Stefania Migliorati, Marco Pezzotta, Ivana Spinelli sono approdati in un luogo dove l'opera di sterilizzazione messa in atto da una Europa volgare e globalizzante non ha ancora completamente attecchito: Berlino. (Estratto da comunicato stampa)




    I Nuovi Futuristi
    termina il 26 febbraio 2012
    Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero - Rovereto (Trento)
    www.mart.trento.it

    I "Nuovi Futuristi" hanno esplorato i territori al confine tra design e pubblicità, ma anche tra narrazione, fumetti e cartoni animati. La mostra, a cura di Renato Barilli, rappresenta il frutto del lavoro del critico bolognese per rintracciare e documentare gli sviluppi del Futurismo nella versione di Balla e Depero. Comprende una trentina di opere di Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Innocente, Marco Lodola, Battista Luraschi, Luciano Palmieri, Plumcake e Umberto Postal. Le loro opere si potranno mettere a confronto con gli arazzi, le tele, gli oggetti e la grafica di Fortunato Depero, in un allestimento che metterà in luce la grande capacità di questi artisti di spaziare con assoluta libertà tra varie espressioni artistiche, utilizzando materiali prodotti dalle nuove tecnologie, come il plexiglass, il pvc, il neon.

    Il Mart ha partecipato alle celebrazioni del centenario del Futurismo producendo la mostra "Futurismo 100", a cura di Ester Coen, inaugurando una nuova sede museale, la Casa d'Arte Fortunato Depero, e attraverso un'articolata serie di pubblicazioni di approfondimento sui legami tra il movimento futurista e le avanguardie tedesche e russe degli anni Dieci e Venti del Ventesimo secolo.




    Difesa e governo del Paese. Il Landlibell trentino-tirolese del 1511.
    termina lo 04 marzo 2012
    Castello del Buonconsiglio - Trento
    www.buonconsiglio.it

    Il 23 giugno 1511 la Dieta tirolese riunita a Innsbruck redige il Landlibell, l'atto che sancisce uno stretto collegamento tra il Principato vescovile di Trento, con i suoi corpi sociali e la Contea del Tirolo, con i suoi ceti. Materia dell'accordo, garante l'imperatore Massimiliano I, è la difesa del territorio e la distribuzione dei carichi ad essa connessi. Fin da subito le norme del Landlibell regolano anche le contribuzioni in denaro sostitutive della prestazione militare e si estendono in breve a tutto il prelievo fiscale a favore della Camera di Innsbruck. Ne derivano forti legami e tensioni tra Principato vescovile, Contea e ceti tirolesi. Il Landlibell è infatti un testo che pur essendo chiaro determina un sistema estremamente ambiguo, che nel tempo farà sorgere diverse incomprensioni tra le parti. Il documento segna quasi trecento anni di storia trentino-tirolese, determinando importanti sviluppi in diversi settori della vita politica, economica e sociale.

    In ccasione del cinquecentenario della promulgazione del Landlibell è sembrato opportuno concentrare gli sforzi su progetti di seria divulgazione: la pubblicazione di una edizione commentata del testo originale italiano del documento, finora assente dal panorama editoriale e una mostra a carattere didattico-divulgativo. La mostra vuole descrivere al pubblico non specialista le importanti ma complesse tematiche che ruotano attorno al Landlibell, attraverso l'esposizione di documenti e materiali rappresentativi, che saranno poi raccolti in catalogo, pannelli didattici e agili didascalie esplicative. L'allestimento muoverà dal testo originale ai diversi aspetti del sistema che, tra primo Cinquecento e primo Ottocento, gravita attorno al documento del 1511.




    Sarà l'Italia. La ricostruzione del primo Senato
    termina il 18 marzo 2012
    Palazzo Madama - Torino
    www.palazzomadamatorino.it - ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it

    L'aula del Senato è stata ricostruita in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, nella stessa sala dove era stata allestita nel 1848 per ospitare il Senato subalpino, divenuto nel 1861 il primo Senato del Regno d'Italia. In questi primi nove mesi di apertura la mostra è stata visitata da oltre 240.000 persone, con una media di circa 1000 visitatori al giorno, e ha ospitato un ricco programma di attività (conferenze, concerti, iniziative per le scuole) coinvolgendo 21.747 partecipanti.

    Tra marzo e dicembre 2011 sono infatti stati organizzati 161 eventi, realizzati anche in collaborazione con diverse istituzioni cittadine, tra cui Biennale Democrazia, MITO Settembre Musica, Associazione Torino Città Capitale Europea, Circolo dei Lettori, Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile. Grazie ai molteplici spunti offerti di volta in volta da personalità del mondo della cultura, della politica, della società civile e del giornalismo, il museo ha assunto il ruolo di un "forum", luogo in cui i visitatori hanno potuto riflettere e dibattere direttamente sui grandi temi che hanno animato la nostra storia.

    Attraverso la cabina di voto, installata in uno degli spazi laterali del Senato, e sul sito web, 10.000 persone hanno votato a favore o contro le 9 proposte di legge dibattute nella camera alta tra il 1848 e il 1864 (diritti civili agli immigrati, traforo del Fréjus, soppressione del tribunale ecclesiastico, sistema di imposte progressive, scuola pubblica, libertà di stampa ecc.), entrando in contatto diretto con temi, ideali e valori che hanno segnato la nascita della nazione.

    Le attività hanno coinvolto pubblici diversi per gusti, formazione e competenze: oltre a conferenze, giornate di studi e laboratori educativi, il Senato ha ospitato letture di classici, spettacoli teatrali, concerti, lezioni di storia dell'arte, visite guidate con aperitivo, fino ai laboratori di maglia di Madama Knit. Dal 18 marzo in poi è auspicabile che la scenografia dell'aula possa essere consegnata alla memoria dei progetti ideati per i festeggiamenti del 150° anniversario dell'Unità d'Italia mentre il museo riguadagnerà la fastosa sala settecentesca degli appartamenti reali, complemento essenziale del grande avancorpo progettato da Juvarra.




    Opera di Sergio Cavallerin Sergio Cavallerin - Al bar sotto casa - olio su tela cm.60x100 2011 Sergio Cavallerin. God Save Anime
    29 marzo (inaugurazione ore 18.30) - 29 aprile 2012
    WOW Spazio Fumetto - Milano
    Uff.Stampa: info@noracomunicazione.it

    La mostra, curata da Igor Zanti, che presenta una serie di opere ispirate al mondo dei fumetti italiani, dei comics americani e dei manga giapponesi. Per Sergio Cavallerin (Perugia, 1957), i personaggi dei fumetti sono diventati, oggi, protagonisti di un vero e proprio culto e meritano per questo di essere innalzati, in modo anche un po' provocatorio, al ruolo di immagini sacre. E' indubbio infatti che alcuni protagonisti dei cartoons del passato siano già diventati simboli di un'epoca e di una società, ed è presumibile - oltre che auspicabile, nelle intenzioni dell'artista - che ciò avverrà anche con i personaggi dei fumetti contemporanei che hanno già oggi una notevole influenza.

    Un'ulteriore declinazione, dunque, della cultura pop e neo-pop che trasforma personaggi reali o immaginari, come in questo caso, in miti da cui trarre ispirazione per la propria vita quotidiana. La selezione di opere su tela e di sculture e culmina nell'installazione dedicata a Dragon Ball, che riprodurrà un altare votivo di epoca barocca. In occasione della fiera AAM - Arte Accessibile Milano, nel giorno della sua inaugurazione, una processione prenderà il via da WOW Spazio Fumetto con la metaforica intenzione di traslare la Pala di Dragonball per portarla nella sala principale della fiera.




    Guido Morelli - Collina con piccolo temporale - olio su tela cm.60x80 Guido Morelli: Nel silenzio
    termina l'11 febbraio 2012
    Merlino Bottega d'Arte - Firenze
    www.merlinobottegadarte.com

    Guido Morelli (La Spezia, 1967) ha all'attivo un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e collettive in tutta Italia e all'estero. Tra i più significativi riconoscimenti alla sua pittura ricordiamo l'acquisizione di opere di grandi dimensioni da parte della Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1998 e del MIM Museum in Motion di Castello di San Pietro in Cerro (Piacenza) nel 2008. Nel 2010 è stato invitato al XXXVII Premio Sulmona, Rassegna Internazionale d'Arte Contemporanea curata da Vittorio Sgarbi. Nella personale alla galleria fiorentina diretta da Giovanna Cardini e Gianni Costa, viene presentato un ciclo di lavori realizzato negli ultimi anni: dipinti ad olio su tela, dall'impronta materica, nei quali sono raffigurati sintetici paesaggi naturali.

    L'artista si concentra su un linguaggio psicologico del dipinto, allontanandosi da qualsiasi aspetto descrittivo e mirando ad una pura fusione di cromatismi e luminosità. In esposizione anche una selezione di recenti pastelli e tempere su carta. La mostra, organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, è corredata di catalogo con introduzione di Umberto Buscioni. Proprio nel 2012 cade il ventennale dell'attività pittorica di Guido Morelli (la sua prima mostra personale si tenne nel 1992, presso la Galleria Il Cenacolo di Piacenza): in occasione di questa significativa ricorrenza, verrà dato in omaggio un poster con la riproduzione di un'opera dell'artista a tutti coloro che interverranno all'inaugurazione.




    Dipinto di Helmut Schober Helmut Schober: Orizzonti enigmatici/Enigmatische Horizonte
    termina lo 02 marzo 2012
    Fondazione Mudima - Milano
    www.mudima.net

    Helmut Schober "fissa nelle sue tele situazioni e processi virtuali, e la sua tecnica non è certo una pittura in senso tradizionale, bensì un metodo sviluppato da lui stesso che fa risplendere in maniera straordinaria particelle di colori chiari su fondi scuri". Da molti anni Schober esplora con risultati sempre nuovi le possibilità insite in queste sue tematiche. I quadri di Schober, attraverso l'uso di tecniche diverse, sembrano ricreare, nella loro sottile matericità, una pulsazione di pulviscolo cosmico che si concentra in nuclei di luce e di energia: un vortice spiraliforme che allude alla nascita, o alla morte, di galassie immaginate dove l'artistico prevale sulla realtà che conosciamo.

    "Schober ha percorso il suo cammino artistico con ammirevole coerenza. Dalle performances e installazioni degli anni Settanta, quando lavorava prevalentemente con tubi al neon e specchi ovvero con strumenti che emettevano e riflettevano la luce - compiendo passi sempre nuovi ci ha mostrato quali possano essere le possibilità della pittura.". Durante l'inaugurazione sarà presentato un volume dedicato all'artista origine austriaca - milanese di adozione - delle edizioni Mudima con gli interventi critici dell' Ordinarius Prof. Peter Anselm Riedl, Università di Heidelberg e del Dr. Helmut Herbst e prefazione del Prof. Dr. Dieter Ronte, Bonn. Aprirà la mostra un discorso del Prof. Dr. Dieter Ronte.




    Gettone telefonico Telefono a gettone Telefono a gettone - anni 70 Caro, vecchio gettone telefonico!
    termina il 21 febbraio del 2012
    Museo Postale e Telegrafico - Trieste
    simonchi@posteitaliane.it

    Quando l'anno volge al termine, viene spontaneo riflettere sul tempo trascorso. Un tempo che, a ragionarci sopra, differisce da quello di alcuni anni orsono. Oggi la percezione del trascorrere dell'esistenza è certo più veloce: nuovi strumenti tecnologici hanno impresso una forte accelerazione al nostro quotidiano, consentendo l'esercizio di più iniziative in un periodo di tempo che solo qualche anno fa non sarebbe stato sufficiente per portare a termine quanto iniziato. In termini di "comunicazione", il tempo poi è letteralmente "volato". Farà specie alle generazioni più mature sapere che il prossimo 31 dicembre, per esempio, cadrà il decennale del pensionamento del gettone telefonico, soppiantato prima dalla schede magnetiche e immediatamente dopo dalla telefonia cellulare.

    Il tutto in soli dieci anni! Eppure il vecchio gettone è stato protagonista di un'epopea gloriosa economica, chiave di accesso ai mondi del dialogo, del lavoro e degli affetti. Sulla storia dei gettoni telefonici, una rassegna curata dal collezionista e appassionato di telefonia Marco Zanettovich, che al Museo postale triestino ha già concretizzato un intero spazio dedicato alla intensa e giovane epopea della telefonia cellulare. I primi esemplari di gettone telefonico sono stati coniati nel 1927 a opera della Stipel, concessionaria di telefonia in Piemonte e Lombardia, in occasione della Fiera campionaria di Milano, realizzati in alpacca, una lega di rame, nichel e bronzo.

    Nel 1945 la Teti creò il primo gettone a tre scanalature che poteva essere utilizzato in qualunque tipo di telefono pubblico. Nel 1959 nacquero i gettoni utilizzati sino al 2001. Il valore del gettone era all'inizio di 45 lire e valeva per tre scatti telefonici, per giungere nel 1984 al valore di 200 lire. La rassegna allestita da Zanettovich consentirà al visitatore di approfondire ulteriori e curiosi aspetti della gloriosa storia del gettone, che parte dell'utenza della telefonia spesso rimpiange per i suoi diversi utilizzi, come quello di surrogato della moneta corrente.




    Opera di Marina Paris e Alberto D'Amico Nicola Brandt - An empty pond in Greenwich Park November 2011 Fuori campo - 42/24h
    termina il 12 febbraio 2012
    Galleria FuoriCampo - Siena
    www.galleriafuoricampo.com

    Un concetto spaziale di natura cinematografica che si aggancia alla spazialità fisica tridimensionale. Questo è il tema portante della mostra collettiva, a cura di 42Projekt (Micol Di Veroli e Fabrizio Pizzuto), sulle modalità di immagine-movimento ed immagine-tempo in relazione alle percezioni del fruitore. Partendo da un calembourverbale che implica "FuoriCampo", incipit dello spazio artistico che ospita l'evento, il fuoricampo del cinema, ossia tutto ciò che è immaginato e che accade al di là del quadro visivo ed il contesto architettonico di Piazza del Campo a Siena, la mostra proporrà l'essenza del non visto ma comunque presente. In mostra opere fotografiche di Nicola Brandt e Donatella Spaziani e le opere video di Yasmijn Karhof, Yousef Moscatello, Leigh Orpaz e Marina Paris & Alberto D'Amico.

    Le prime saranno presenti all'interno dello spazio durante le ore diurne mentre i video saranno proiettati durante le ore notturne, ambedue le manifestazioni creative pur dialogando in maniera serrata non potranno essere simultaneamente presenti nello spazio. Così facendo la presenza della fotografia costringerà ad un fuoricampo la videoarte e viceversa, lo spettatore avrà quindi modo di intuire cosa succede al di fuori del proprio campo visivo e del proprio spettro percettivo ma dovrà affidarsi alla sua immaginazione e sviluppare la sua fantasia per riempire il vuoto creato dal medium assente. Suoni eterogenei ed immagini diverse formeranno un'unica architettura sensoriale, amplificata e completata dall'esperienza del visitatore.




    Carmelo Bongiorno - Rifugio - dalla serie Voci - cm.90x90 2003 Carmelo Bongiorno: Dalla luce in poi
    termina il 19 febbraio 2012
    Barbara Frigerio Contemporary Art - Milano
    www.barbarafrigeriogallery.it

    "Fotografare è un atto d'amore. Si fotografa sempre un luogo, un oggetto o una persona che si ama, qualcuno o qualcosa a cui si è legati, che ci è caro, che ci rimanda indietro nel tempo o ci restituisce delle emozioni. A diciott'anni, nell'assoluta incertezza del futuro e con l'incontenibile desiderio di raccontarmi, per me la scoperta della fotografia fu una vera folgorazione: la macchina fotografica divenne un meraviglioso strumento d'introspezione, i miei negativi radiografie dell'anima. Cercavo, scattavo, sviluppavo e stampavo: riempii la mia vita di fotografie, non potevo fare altro."

    Questa è la dichiarazione di poetica di Carmelo Bongiorno, fotografo siciliano, presente sulla scena internazionale da oltre vent'anni, che in questa mostra si racconta, attraverso una selezione di opere, che ripercorrono la sua lunga ed instancabile ricerca artistica ed umana. Immagini che narrano momenti e luoghi, vissuti e visti con gli occhi di chi si lascia sedurre dall'unicità dell'attimo, di chi, come lui stesso descrive, "prova stupore per la luce" e questa è la "condizione indispensabile per poter fotografare."

    Una luce che colpisce o accarezza chi guarda, che svela o palesa, scorci della sua amata Sicilia, fatta di terra, di mare, ma soprattutto di passione. Nelle sue opere Bongiorno, infatti, non sceglie soltanto di raccontare ciò che vede, ma sembra "mettere in atto un processo di manipolazione della realtà, affinché i soggetti e le ambientazioni si trasformino in rivelazioni fantastiche". Come nei versi di un "poeta veggente", i soggetti di queste fotografie sembrano legati a una fitta quanto intricata rete di corrispondenze, che ne esaltano l'elemento simbolico, caricandoli di mistero. Una fotografia che, capace di inventare ed immaginare, diventa l'espressione poetica e simbolica di infinite realtà soggettive, aldilà del tempo e dello spazio." (da Denis Curti, Il contrasto tra la vita e la forma, in Carmelo Bongiorno 1985-2010)




    Opera di Konstantin Batynkov Russian Cosmos
    termina il 26 febbraio 2012
    Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea - Rivoli (Torino)
    www.castellodirivoli.org - Uff.Stampa Civita:diana@civita.it

    La mostra, a cura di Olga Sviblova, coincide in modo significativo con il cinquantesimo anniversario del primo volo spaziale di Yuri Gagarin e l'avvio dei principali programmi sovietici, europei e statunitensi per l'esplorazione dello spazio. In sei sale tematiche, mette in relazione le reciproche influenze del mondo scientifico e artistico sulla scena russa a partire dagli anni Venti fino agli esperimenti artistici dei giorni nostri. La Russia, terra mitologica che da sempre è proiettata a vivere oltre la propria realtà fisica e materiale, è stata luogo di origine e forse pretesto per molte narrazioni. Uno di questi possibili racconti è il sogno dello spazio siderale e il mito della sua conquista.

    Le origini di quella che sarà una vera e propria ossessione storica si trovano nelle idee del celebre scienziato russo Konstantin Tsiolkovsky, il quale gettò le basi scientifiche che portarono alla progettazione di astronavi e alla creazione di un istituto di ricerca, in seguito diretto da un altro scienziato russo, Sergej Korolyov. Le prime navicelle spaziali - gli Sputniks - furono costruite proprio sotto la supervisione di Korolyov, e aprirono la strada al primo storico volo spaziale con equipaggio.

    Partendo dal volo di Yuri Gagarin, il mito del cosmo divenne, in Unione Sovietica, un potente mitologema in grado di cementare la base sociale. L'idea del cosmo, più commisurato con lo spazio infinito che con l'ambiente circostante, diventa motivo di ispirazione ricorrente per gli artisti e gli architetti russi. Uno dei temi dominanti dell'avanguardia non è la linea dell'orizzonte, bensì la diagonale nei lavori di Malevich e nelle fotografie di Rodchenko, emblema di ispirazione verso la distanza sconosciuta.

    La mostra include oggetti e modelli di Tsiolkovsky realizzati a mano e attualmente conservati nei musei russi, così come istallazioni relative ai primi sputnik spaziali e alla figura dell'astronauta Yuri Gagarin. Sono inoltre presentati cartoon e video, opere dell'artista e architetto Yuri Avvakumov, vincitore di prestigiosi riconoscimenti nei più importanti concorsi di architettura utopistica tenutisi in Europa e Giappone alla fine degli anni Ottanta. Russian Cosmos presenta inoltre fotografie di Ivan Mikhailov, giovane fotografo russo i cui lavori sono spesso ospitati in mostre internazionali.

    I temi delle distanze e del sogno, della macchina e dell'immaginario, della conquista e della contaminazione attraversano il lavoro degli oltre trenta artisti presenti nella mostra. Tra loro: Kazemir Malevich, Konstantin Tsiolkovsky, Sergei Korolev,Yury Avvakumov, Andrey Savin, Ilya e Emilia Kabakov, Ivan Mikhailov, Alexander Djikia, Bulat Gallev, Dmitry Gutov, Timur Novikov, Vyacheslav Mizin, Alexander Pankin, Konstantin Batynkov, Alena Kirtsova, Vladimir Sterligov, Vasiliy Chekrygin, Nikolai Suetin, Iliy Chashnik, Kiril Ass and The Blue Soup Group, Francisco Infante Arana, Gueorgui Gurianov, Igor Veritchev, Andrei Krisanov, Group Assa (Timur Novikov, Gueorgui Ostretsov, Ivan Sotnikov, Oleg Kotelnikov), Ilya Kitup e Pavel Pepperstein.




    Locandina mostra Organizzar il trasumanar. Pier Paolo Pasolini cristiano delle origini o gnostico moderno Organizzar il trasumanar
    Pier Paolo Pasolini cristiano delle origini o gnostico moderno


    termina il 31 marzo 2012
    Centro Studi Pier Paolo Pasolini - Casarsa della Delizia (Pordenone)
    www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

    Mostra a cura di Giuseppe Zigaina e Daniele Tarozzi, con esposizione di dodici opere pittoriche di Pier Paolo Pasolini, accompagnate per questa rara occasione da alcune fotografie, anch'esse preziose, scattate da Deborah Beer sul set del film Salò (Archivio Fotografico "Deborah Imogen Beer e Gideon Bachmann" - Cinemazero) e, a Grado, dello stesso Zigaina. La mostra darà modo ai visitatori di apprezzare l'operosità di Pasolini nel settore, non marginale, dell'impegno pittorico, iniziato fin dagli anni friulani, a cui risale l'amicizia con Zigaina, e poi praticato con intermittenza anche in seguito, come comprovano le dodici opere esposte, incorniciate dagli anni Settanta e connotate da allusioni paesaggistiche e da ritratti, come quelli memorabili di Maria Callas e dello stesso Zigaina.

    Un corpus di disegni su carta a tecnica mista, che fanno pensare al Pasolini pittore - scrive Bonito Oliva - come "a un artista manierista, artista di stile e produttore di linguaggi a partire dalla memoria di altri linguaggi". In questo magma è implicato anche il corto-circuito alchemico tra arte e vita, che si spinge nei suoi esiti estremi fino all'esibizione e alla rappresentazione del corpo, dell'azione e della morte. Atto finale, quest'ultima, come vuole il maestro Zigaina, per dotare di senso il fluire dell'esistere, altrimenti frantumato, imprendibile o consegnato a tasselli di una scrittura abnorme, in cui invece si tratta di leggere i segni criptici di una "disperata vitalità" segnata dal desiderio della morte, come espressione del linguaggio pasoliniano.

    Dopo l'inaugurazione, al Teatro Pasolini (ore 18.00), Giulia Calligaro, firma del "Corriere della Sera", modererà un incontro a più voci tra i curatori e un autorevole gruppo di esperti pasoliniani e studiosi dell'arte: Peter Kammerer dell'Università di Urbino, Marco Vallora del Politecnico di Milano, la studiosa Marisa Vescovo e la traduttrice Klaudia Ruschkowski. Sono gli stessi che, insieme ad un intervento di saluto della presidente Piera Rizzolatti e ad un contributo critico di Achille Bonito Oliva, firmano i testi presenti nel catalogo bilingue italo-tedesco che, per i tipi dell'editrice Marsilio, correda l'esposizione.




    Sergio Saroni - Paesaggio con tralcio di vite - 1985 - acquaforte e acquatinta, in più colori - due lastre ciascuna cm37.5x22.5 bon à tirer - Dono Anna Maria Scassa Saroni, Giovanna Saroni e Maria Luisa Addario Saroni, Torino, 2011 Sergio Saroni - Fiori nel blu - 1972 - tempera su carta su compensato cm.100x90 - Dono Anna Maria Scassa Saroni, Giovanna Saroni e Maria Luisa Addario Saroni, Torino, 2011 Saroni: Decifrare l'invisibile
    termina l'11 marzo 2012
    GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea - Torino Uff.Stampa: daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it

    Una importante donazione per il Gabinetto Disegni e Stampe della GAM diviene occasione per ricordare Sergio Saroni (Torino, 1934-1991), figura di primo piano nel panorama artistico torinese del Novecento. I fogli presentati in Wunderkammer restituiscono soprattutto l'ultima stagione della sua attività artistica che, dopo le intense esplorazioni informali, si indirizza verso una colta e raffinata figurazione oggettiva. In particolare vengono esposte al pubblico nove opere. Datate tra il 1962 ed il 1985, coprono un arco di tempo assai ampio della produzione dell'artista: tempere, acqueforti ed acquatinte di grande fascino, pervenute per donazione ad incrementare il grande patrimonio grafico delle collezioni della GAM.

    L'esposizione, a cura di Riccardo Passoni, consente di riscoprire molte delle tappe dell'evoluzione della ricerca formale di Saroni: si passa dal momento del superamento della stagione informale verso una nuova figurazione, fino alla scelta di un personale tragitto stilistico, al riparo certo da sperimentalismi ma rivolto ad una nuova riflessione sul segno grafico ed i fondamenti del "mestiere" d'artista, ed all'avvio di un nuovo confronto orgoglioso con la grande storia dell'arte.

    Il superamento della stagione cosiddetta informale, in direzione di una vera e propria desaturazione della pagina dipinta, si legge nel Soldato con stendardo (1962), mentre tutte le opere grafiche successive risentono di una nuova tensione ad avvicinarsi alla verità delle cose, del visibile, tramite una nuova analiticità di espressione segnica. Il segno duro, "nordico", della sua cifra descrittiva sembra anche tentare di conciliare una grafìa severa con tinte morbide ed accattivanti, quasi mediterranee. Così si possono interpretare, tra le altre incisioni, Uccelli impigliati e mosche (1967), Paesaggio con tralcio di vite (1985) e Le vigne notturne (1985).

    Sergio Saroni esordì nel contesto artistico torinese e nazionale, partecipando poco più che ventenne alla Biennale di Venezia del 1956, quindi del 1958 e del 1962, ed attrasse l'attenzione di critici ed operatori culturali come Arcangeli, Carluccio, poi il giovane Pistoi e Paolo Fossati. Accanto al costante lavoro artistico, va ricordato che Saroni per lungo tempo resse - precisamente dal 1978 al 1991, anno della sua scomparsa - la Direzione dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.




    Premio Moroso per l'Arte Contemporanea
    termina il 12 febbraio 2012
    GC. AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea - Monfalcone
    Ufficio Stampa: daria.triolo@moroso.it

    Seconda edizione del Premio realizzato in stretta collaborazione con la GC. AC di Monfalcone, concepito per documentare, valorizzare e sostenere gli artisti emergenti che vivono e lavorano in Italia. Il Premio, un unicum nel settore della collaborazione fra enti ed impresa, ha l'obiettivo di creare sinergie virtuose tra pubblico e privato nella promozione dell'arte contemporanea. Formulato ad invito, vuole evidenziare la molteplicità di linguaggio del fare e della creatività in tutte le sue forme. Nella prima edizione del premio i vincitori sono stati, Anna Galtarossa per New York, Martino Gamper per Milano e Christian Frosi per Londra.

    I 30 artisti invitati all'edizione 2011 del Premio sono: Francesco Arena, Emanuele Becheri, Lupo Borgonovo, Chiara Camoni, Gianni Caravaggio, Francesco Carone, Loris Cecchini, Silvia Chiarini, Marta Dell'Angelo, Loredana Di Lillo, Andrea Dojmi, Michael Fliri, Michela Formenti, Luca Francesconi, Francesca Grilli, Alice Guareschi, Sonia Leimer, Andrea Mastrovito, Giovanni Ozzola, Marzia Migliora, Luca Pozzi, Luigi Presicce, Alessandro Quaranta, Luca Rossi, Dragana Sapanjos, Alessandro Sciaraffa, Davide Tranchina, Eugenia Vanni, Marcella Vanzo, Antonella Zazzera.

    Questi sono stati segnalati da 10 direttori di musei e istituzioni che fanno parte dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani): Marco Bazzini (Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato), Andrea Busto (Villa Giulia - CRAA Centro Ricerca Arte Attuale, Verbania), Francesca Comisso per atitolo (CeSAC - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio / Cuneo), Cristiana Collu (MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro, Nuoro), Giacinto Di Pietrantonio (GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo), Marco Pierini (Galleria Civica di Modena, Ludovico Pratesi (Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro), Marina Pugliese (Museo del Novecento, Milano), Letizia Ragaglia (MUSEION - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, Bolzano), Emma Zanella (MAGA, Museo Arte Gallarate, Gallarate / Varese

    La giuria, che individuerà tra i partecipanti finale all'esposizione tre artisti, ai quali sarà data la possibilità di realizzare un progetto site specific presso gli showroom Moroso a New York, Londra e Milano, è composta da: Ron Arad, designer; Anders Byriel, managing director della danese Kvadrat; Michele De Lucchi, architetto; Marianne Goebl, direttrice Design Miami; Jérome Sans, critico e curatore.




    Dipinto di Kazimir Malevich Avanguardie Russe
    termina il 20 marzo 2012
    Reale Albergo dei Poveri - Palermo
    Ufficio stampa: press@civitasicilia.it

    La mostra, curata da Andrey Sarabyanov e Giulia Davì, presenta 60 dipinti e ricostruzioni di oggetti tipici dell'arte russa degli inizi del XX secolo, provenienti dalla Galleria statale Tretyakov e dai musei regionali russi di città quali Kazan, Kirov, Krasnodar, Nizhny Novgorod, Pskov, Samara, Saratov, che ripercorrono similitudini e contrapposizioni, spaziando dagli evidenti influssi di artisti come Cezanne, Gauguin e Picasso alle espressioni cubofuturiste fino a giungere alla creazione non-oggettiva del Suprematismo e alla razionalità, alla disciplina del formale del Costruttivismo.

    Il Cubismo, affermatosi a Parigi fra il 1907 e il 1914, e il Futurismo, annunciato in un manifesto milanese del 20 febbraio 1909, influenzarono profondamente lo stile ed ebbero un ruolo importante per la formazione del linguaggio artistico delle avanguardie russe. La reinterpretazione di questi come di altri movimenti ha fatto nascere uno stile vivo e originale, grazie al quale la Russia, avanzando in prima linea nella nuova arte, diventò uno dei Paesi leader dell'avanguardia artistica europea. L'avanguardia ha attinto moltissimo anche dall'arte antica russa e dall'arte contadina e fu notevolmente influenzata da elementi della cultura popolare cittadina come le stampe popolari (lubok) e le insegne pubbliche.

    Tali fattori contribuirono a far emergere la corrente avanguardista nell'arte russa, ma la forza propulsiva principale furono gli stessi artisti con i propri talenti e peculiarità individuali. I più importanti furono Kazimir Malevich e Vladimir Tatlin, Vasily Kandinsky e Aristarkh Lentulov, Marc Chagall e Robert Falk, Aleksandr Rodchenko e Mikhail Larionov. Molto significativa anche la presenza delle donne: Natalia Goncharova, Olga Rozanova, Lubov Popova, Nadezhda Udaltsova, Aleksandra Ekster.

    L'esposizione, che ripercorre il loro percorso creativo, è costruita attorno ad alcune opere fondamentali: L'informale e Mosca. Piazza Rossa di Kandinsky, Quattro quadrati di Kazimir Malevich, Architettura pittorica di Lubov Popova, Nero su nero di Aleksandr Rodchenko, Aeroplano sopra il treno di Natalia Goncharova, Venere di Katsapi di Mikhail Larionov, Natura morta di Ilya Mashkov, Paesaggio. Chiese. La Nuova Gerusalemme di Aristarkh Lentulov, un bozzetto in acciaio e legno della Torre della III Internazionale di Vladimir Tatlin, proveniente dal Rosizo State Museum and Exhibition Center. Tra le opere mai esposte in Italia, Piazza della Signoria a Siena di Piotr Konchalovsky, Natura morta. Stoviglie di una trattoria, di Vasily Roshdestvensky, Ritratto di un poeta di Ilya Mashkov, Donne con rastrelli di Natalia Goncharova.




    Pierluigi Pusole - Paesaggio con uomo - acrilico e acquerello su carta cm70x100 2011 Pierluigi Pusole: Figli dei monti
    Sara Conforti + Pierluigi Pusole: Herbarium


    termina il 29 febbraio 2012
    Studio d'Arte Raffaelli - Trento
    www.studioraffaelli.com

    Una trentina di acquerelli e acrilici su carta, che fanno parte di due cicli realizzati di Pierluigi Pusole nel corso del 2011. Un ciclo è composto dalle venticinque opere realizzate per la mostra "Figli dei Monti" a Forte Strino (Vermiglio - Trento), cm.70x100, in cui è protagonista l'ambito naturale, ma colto senza lo spessore della realtà materica. Una carrellata di paesaggi, fatti di un verde predominante alternato a bianchi nevosi, si intervallano a masse cellulari, perfette e ammalianti perchè colte nella loro bellezza astratta. E forse da queste cellule partono le figure che abitano i suoi quadri.

    Come elementi appartenenti a un archivio storico, il demiurgo-artista Pusole, scansando ogni lirismo e votando tutto alla più fredda lettura documentaristica, uomini legati alla montagna, alpinisti, facendoli rivivere nel verde onirico dei suoi paesaggi. Tramutandoli in icone, questi uomini - tutti figli della montagna - sono pronti a insegnarci che oltre a far la guerra, in quei posti si è soprattutto creato un legame amoroso e infinito con la montagna destinato a perdurare a dispetto del tempo.

    Il secondo gruppo di lavori fa parte del progetto "Herbarium", presentato in occasione del Festival di Filosofia (Modena, Carpi, Sassuolo 16-18 settembre 2011) e nato nel 2010 dalla collaborazione tra Pierluigi Pusole e Sara Conforti. In esso campo scientifico e artistico si fondono mettendo in pratica sottili equilibri, dove stilemi e concetti mutuati dalle scienze naturali vengono metabolizzati in un sistema pittorico in grado di elaborare i codici della ri-materializzazione.

    Le composizioni, realizzate con moduli standard di 60x50cm, si propongono come tasselli di una struttura tassonomica in divenire. "Herbarium" è composto da una serie di forme eleganti: cellule, felci, fiori alpini, sistemi differenti che prendono vita da un incontro di esperienze visive e processuali, accogliendo anche elementi di casualità e coniugando processo e forma attraverso un paesaggio che si perde nella consistenza di ambienti paralleli e differenti.




    Khachkar di Sotk - Museo della Santa Sede di Echmiadzin di Erevan - Sotk secolo XV Vangeli - Manoscritto n.6290 - Matenadaran Erevan - XIII secolo Ivan Aivazovskij - Discesa di Noè dal Monte Ararat - olio su tela cm.128x218 1889 - Galleria Nazionale dell'Armenia - Erevan Reliquiario con frammento dell'Arca di Noè - Kanaker - argento dorato cm.26x51x6 1698 - Museo catolicosale - Echmiadzin Armenia. Impronte di una civiltà
    termina il 10 aprile 2012
    Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale, Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana - Venezia
    Ufficio Fondazione Musei Civici di Venezia: press@fmcvenezia.it

    Una grande mostra dedicata alla civiltà armena sarà ospitata, in occasione del V Centenario della stampa a Venezia del primo libro in lingua armena (1512), nei più importanti siti museali della città. Curata da Gabriella Uluhogian, Boghos Levon Zekiyan e Vartan Karapetian, presenterà, in un percorso cronologico e tematico, oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell'Armenia e dell'Europa, tra cui alcuni rarissimi manoscritti e miniature - opere eccezionalmente riunite in occasione della mostra veneziana - che daranno conto degli alti traguardi raggiunti dalla civiltà armena nel campo spirituale, artistico, architettonico, economico e del pensiero.

    Antiche stele con la croce incisa, miniature dai vivissimi colori, documenti di architettura sacra e preziosi reliquari, custoditi per secoli nella Santa Sede della Chiesa Armena Apostolica a Echmiadzin, si uniranno ai suoni delle terre armene, accompagnando il visitatore in uno straordinario viaggio dentro la civiltà di questo grande popolo, in uno arco temporale che dagli albori del Cristianesimo giunge fino al XIX secolo. Particolare attenzione sarà rivolta ai lunghi e fattivi rapporti degli armeni con le diverse culture dall'Europa e all'Estremo Oriente. La speciale relazione con la Serenissima sarà uno dei punti focali della mostra, una relazione secolare illustrata da documenti storici, manoscritti e opere d'arte, che racconteranno e spiegheranno al pubblico come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare e quali furono i rapporti politici, economici e culturali con Venezia.

    Nell'ultima sezione, grazie ai preziosi manoscritti, si apriranno scorci sulla scienza, la teologia, la filosofia, la storiografia e la letteratura. Una speciale sezione sarà dedicata alla pratica armena della stampa la cui data d'inizio risale al 1512: saranno esposti i migliori risultati dell'arte tipografica prodotti nella fitta rete delle colonie armene sparse in tutto il mondo. In questo speciale capitolo della mostra particolare importanza rivestirà la documentazione della gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, portata all'apice della sua qualità dalla laboriosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi. L'esposizione non si chiuderà negli spazi museali.

    I visitatori potranno esplorare i luoghi armeni di Venezia, seguendo alcuni interessanti itinerari "disegnati" dai curatori, a partire dalla suggestiva isola di San Lazzaro, dove la sezione dedicata alla stampa e ai rapporti armeno-veneziani "traghetterà" al termine della Mostra presso il Museo della Congregazione Armena Mechitarista fino a fine estate 2012. Catalogo Skira-Milano, con contributi di insigni studiosi internazionali e della Scuola degli armenisti italiani. La mostra apre ufficialmente le celebrazioni giubilari, che troveranno svolgimento con un fitto programma culturale nella magnifica capitale armena Yerevan, città dichiarata dall'Unesco capitale mondiale del libro per l'anno 2012.




    Andy Warhol - Marilyn - serigrafia su carta - pezzo unico fuori edzione cm.91x91 1967 Andy Warhol. Dall'apparenza alla trascendenza
    termina l'11 marzo 2012
    Centro Saint-Bénin - Aosta
    Uff.Stampa: info@irmabianchi.it

    Circa ottanta lavori creati da Warhol tra il 1957 e il 1987. Numerosi i pezzi unici: serigrafie, grafiche, multipli e memorabilia, provenienti da 23 prestigiose collezioni, che documentano approfonditamente l'intero percorso dell'esponente di punta della Pop Art americana, ancora oggi considerato un artista di culto, tra i più celebri del XX secolo. Attraverso l'uso ripetitivo e su vasta scala di immagini pubblicitarie di famosi prodotti commerciali, Warhol svuota di ogni significato le sue rappresentazioni e, in una personale ottica di democrazia sociale, egli propone un'arte fortemente provocatoria che segue uno dei concetti base della Pop Art secondo il quale l'oggetto artistico deve essere un bene di consumo, come uno dei tanti prodotti commerciali.

    La sua dirompente inventiva, nell'arco di oltre trent'anni di produzione artistica, diede vita a numerosi soggetti (ed oggetti) che contribuirono a consolidare la sua straordinaria fama e che in questa esposizione sono ben rappresentati, tra gli altri, da: gli Space Fruits (Peaches, 1978, pezzo unico), i Carton Box e i Flowers. Non mancano le celebri Campbell's Soup Cans, alle quali sono legati vari memorabilia come un sacchetto da spesa in carta del 1966 con serigrafato il logo Campbell's ed un paio di scarpe in pelle con simile decorazione, distribuito allo Studio 54 nel 1978.

    In mostra - a cura di Francesco Nuvolari - si trovano inoltre le copertine di riviste e le cover discografiche più famose ed ambite dai collezionisti, quali "The Rolling Stones, Sticky Finger" del 1971, una copertina di LP originale, autografata da Warhol e da Jagger ed un'altra The Velvet Underground and Nico del 1967. Diverse per tecniche e dimensioni - spesso riprodotte in serie con l'ausilio dell'impianto serigrafico - spiccano senz'altro i famosi ritratti-icona delle personalità politiche e del mondo artistico degli anni Sessanta e Settanta.




    Andrea Caisutti e Diego Valentinuzzi Andrea Caisutti: Legno - Donna - Anima
    termina il 19 febbraio 2012
    Galleria dei Artisti del Caffè Tommaseo - Trieste
    www.diegovalentinuzzi.com

    Di giorno progettista meccanico, la sera, nel tempo libero, indossa le vesti della scultore. La vita personale e professionale di Andrea Caisutti (Udine, 1967), casa e atelier nella vicina Percotto, si svolge sul filo dell'equilibrio fra tecnologia e arte, due sponde che nel gesto scultoreo convivono in un dialogo costante. Ha iniziato scolpire piccole statue per il presepio: un talento artistico innato e coltivato da autodidatta. L'unica formazione acquisita in questo particolare settore sono stati i corsi liberi frequentati alla scuola d'arte di Ortisei, in provincia di Bolzano, e gli insegnamenti di un maestro scultore nel suo laboratorio di Udine. Poi l'avvio di una carriera "parallela" a quella professionale vera e propria, con la partecipazione a mostre, simposi di scultura e rassegne d'arte.

    Chiacchierando e osservando i suoi lavori, si denota subito quell'impronta di entusiasmo di chi dedica il suo tempo libero verso quell'essenza della realtà che distingue l'artista spontaneo e autentico dal classico e purtroppo diffuso commerciante, dove il rispetto per il legno, che può essere domato senza dovergli imporre scelte traumatiche, si trasforma sotto il suo scalpello in forme di stupende giovani dai lineamenti dolci e accattivanti, direi quasi appartenenti ad un' altra dimensione, estratte dalla bellezza del loro mondo. Dunque, sculture di oggi quelle che Andrea Caisutti riesce a ricavare dal tronco di diversi tipi di legno dal più pregiato ai classici è senza dubbio un qualcosa di personale.

    Le sue figure,come dicevamo, in prevalenza femminili, si sviluppano specie nell'ultima serie in quella direzione di una scultura messaggio carica di contenuti umani, con dei contributi di tormentosa indagine dove l'autore sa interpretare con acutezza di sintesi le situazioni che analizza, dosando le masse all'armonico delinearsi dei piani per fare apparire in uno spazio ben strutturato quei soggetti e quelle forme che anno un posto primario nella sua fantasia. Uno scultore del tempo, che riesce ad affascinare in virtù della sua forza evocativa, spaziando in un mondo dinamico di sentimenti in cui diversi aspetti risaltano nel vigore del suo modellato. (Presentazione di Diego Valentinuzzi, curatore della mostra)




    Scott's team pulling sledge - Corbis Race. Alla conquista del Polo Sud
    termina il 18 marzo 2012
    Palazzo Ducale - Genova
    www.palazzoducale.genova.it

    Unica tappa italiana e anteprima europea della esposizione che ricostruisce in maniera interattiva e originale l'appassionante gara, che ha visto fronteggiarsi due personaggi affascinanti, Roald Amundsen, capo della spedizione norvegese e Robert Falcon Scott, a capo della "National Antarctic Expedition" britannica. Fotografie, dipinti e rari manufatti storici, sopravvissuti alle imprese trasportano i visitatori al centro delle esplorazioni e delle ricerche antartiche degli albori del secolo scorso: Amundsen arrivò al Polo il 14 dicembre 1911, 35 giorni prima di Scott. Tra gli oggetti più significativi, abiti ed equipaggiamenti usati da entrambe le squadre durante il viaggio, modelli a grandezza naturale di parte dei campi base e un diorama che ricostruisce l'habitat della più grande specie di pinguini al mondo, il pinguino imperatore.

    Una parte della mostra è dedicata all'Antartide oggi. Attualmente, a seconda della stagione, tra le 1.000 e le 5.000 persone risiedono in più di 20 stazioni di ricerca. Da oltre 25 anni il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide porta ogni anno ricercatori nelle basi italiane: la stazione Mario Zucchelli e la stazione Concordia. La mostra è organizzata dall'American Museum of Natural History, New York e prodotta da Codice. Idee per la Cultura, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Acquario di Genova, Costa Edutainment, il Festival della Scienza e in collaborazione con Museo Nazionale dell'Antartide, Università di Genova, CNR.




    Liliana_Cossovel - Sincerely yours Liliana Cossovel: Sincerely Yours
    termina l'11 marzo 2012
    Galleria Regionale d'Arte Contemporanea Luigi Spazzapan - Gradisca d'Isonzo (Gorizia)
    Uff.Stampa: info@atemporarystudio.com

    Un anno fa la Galleria Spazzapan veniva riaperta dopo un importante intervento di ristrutturazione e ampliamento degli spazi espositivi. Dopo la mostra "Spazzapan a Torino. Le collezioni Accati e Villa", che ha messo in luce gli aspetti meno noti della vicenda artistica e umana di Spazzapan, è ora la volta della rassegna dedicata a Liliana Cossovel, artista goriziana che seguendo idealmente l'esempio di Spazzapan ha sempre operato all'insegna dell'avanguardia, impegnandosi in una ricerca viva, incessantemente in movimento e rivolta al futuro.

    Composta prevalentemente da opere pittoriche se non per qualche sconfinamento nella grafica, la mostra si compone di 63 lavori che ripercorrono l'itinerario artistico della Cossovel, dalle prime esperienze veneziane fino alla produzione più matura. Curata da Annalia Delneri, Conservatore della Galleria, la mostra intende dare la giusta collocazione nel panorama dell'arte regionale all'opera di Liliana Cossevol, un desiderio che la stessa artista aveva esplicitamente espresso in alcune lettere datate 1981 e indirizzate alla Galleria Spazzapan. Una volontà condivisa anche da Toni Follina, nipote della Cossovel.

    Che nel catalogo così si esprime: "Il mio desiderio e ora una felice realtà, perche Liliana Cossovel troverà un posto nella cultura del territorio dov'è nata e dove verrà finalmente riscoperto il suo ruolo di artista d'avanguardia. Partita ventitreenne da Gorizia, si è formata artisticamente a Venezia, ma nel suo lavoro la memoria del paesaggio carsico ritorna, soprattutto nei dipinti materici dei primi anni sessanta, dove il tema è la pietra, e anche se si tratta di una pittura astratta i titoli evocano inequivocabilmente l'attaccamento ai luoghi natali. E' una memoria ed è un messaggio".




    Dipinto di Marco Santolisier Marco Santolisier: Geometria degli ascolti
    termina il 30 marzo 2012
    Palazzo Borghese - Firenze
    www.palazzoborghese.it

    "La vocazione pittorica di Marco Santolisier ha attraversato in questi ultimi anni capitoli diversi, dalla figurazione al simbolo, ovvero un crescendo verso quei nuovi alfabeti di forme che oggi hanno fruttato il valore fantastico e astratto della meditazione. La sua non è più una pittura irrequieta o incline ad alcuni imperativi in voga, è invece, rigorosamente, l'adesione costante a ciò che veramente gli premeva, a quel fuoco vivo sotto la cenere dei suoi ricorrenti toni, che è la necessità di inquisire e documentare la storia della sua esistenza, e del suo rapporto dialettico con la realtà osservata, vissuta e talvolta patita, ma anche serenamente consumata, senza che mai gli abbia fatto velo una sola distrazione retorica.

    Marco Santolisier indubbiamente educato anche alla comprensione e interpretazione della cultura pittorica europea del Novecento, ancorata alla meditazione sui valori universali, indubbiamente affascinato, soprattutto oggi, da un linguaggio pittorico scarno,è spinto-nel duro contatto quotidiano, ma fondamentale con la natura, che è la misura cosmica-a una ricerca dell'assoluto, da sostituire ai frammenti della realtà, alla vanità della visualizzazione, alla casualità della visione. E' così che oggi nascono le sue "composizioni" con forme riportate all'essenziale, dalle campiture nette e cromaticamente compatte.

    E' esclusa, da queste descrizioni, qualsiasi somiglianza con la realtà, poichè uno dei propositi (e probabilmente il fondamentale) è quello di non offuscarne l'immagine. E seppure sempre più attratto dalle sensibilità che la natura muove con forme, musiche e colori, ecco la svolta fondamentale del suo fare arte, che svia figurazioni descrittive, ma cerca la pura essenzialità delle forme nello spazio, sintetizzando così natura e pensiero in invenzioni geometriche, dalle varianti infinite, così come sono infinite le varianti geometriche (linee-ritmo-spazio) della natura e della realtà vivente.". (Presentazione di Carlo Franza - curatore della mostra)




    Opera di Julianos Kattinis Julianos Kattinis: Alchimie del giorno e della notte
    termina il 26 aprile 2012
    Plus Berlin - Berlino
    www.plusberlin.com

    "Nella fase creativa dell'avanzata maturità i grandi artisti hanno sempre dato il meglio della loro produzione. E' quanto avviene ancora oggi per Julianos Kattinis, artista di peso internazionale che ha dato come pochi la possibilità di campionare visivamente una sorta di Julianeide, ovvero di un racconto che si traduce in fiabe, miti, capitoli di storia antica moderna e contemporanea, mondi religiosi, presagi, fruscii di energia, epoche d'oro, angeli e demoni, tempi senza eternità, filosofie e frontiere, paesaggi della curiosità, complicati universi.

    Solo tra le acque del Mediterraneo poteva nascere e crescere una personalità artistica come quella di Julianos Kattinis, genio del colore e delle forme, poeta del segno, intellettuale fra i più colti che ha respirato dalla storia antica, moderna e contemporanea. Novello Enea disceso dall'Oriente a Roma dove oggi vive, dopo aver giocato con gli dei dell'Olimpo, in quella terra greca che gli ha travasato i geni, il nostro artista insegue l'itinerario della fantasia e della memoria, attraverso connessioni ideografiche, alfabeti, trame, giochi della mano e della mente e riscrivere così con un linguaggio attuale l'ebbrezza arcaica, l'oriente esoterico, la biologia libidinale, il fervore di una manualità tecnica che ha affrontato l'affresco e la grafica, i dipinti e gli acquerelli.

    Culture diverse approdano nel suo lavoro artistico, e l'oriente si amalgama all'occidente, del primo si legge il colore, e la luce, del secondo tutta la dialettica delle avanguardie europee con Picasso che ha aperto all'Europa la profonda trasformazione. Tutta la pittura di questo grande artista dei nostri tempi si affida al respiro di una cultura cosmopolita, dalla donna alla natura, dalle acque ai volatili, dalla terra al cielo, dai miti agli astri, per riscrivere con segni propri e ritmi poetici una spazialità fantastica che fa convivere la classicità con l'istintualità, in un vortice di forme e segni che si lasciano trasportare fra bagliori di luce. E non senza peso, da vero atleta di Zeus, descrive a colori il presente assorbendo dalla cultura antica versi e gemme divine". (Presentazione di Carlo Franza)




    Georges Mathieu - Petit égorgement Clandestin n°7 - olio su tela cm.89x156 1956 Georges Mathieu. 1948-1969
    termina il 14 aprile 2012
    Galleria Agnellini Arte Moderna - Brescia
    www.agnelliniartemoderna.it - Uff.stampa: info@irmabianchi.it

    Le importanti opere in mostra illustrano in modo esaustivo il percorso artistico di Georges Mathieu fra il 1948 e il 1969, un ventennio che ben rappresenta le tappe fondamentali del suo linguaggio creativo. L'artista dopo aver fondato il movimento dell'Astrazione Lirica nel 1947 volge la sua ricerca verso una gestualità più esplosiva per approdare, negli anni '60, ad uno stile più geometrico. Per Mathieu la pittura è intesa come arte di puro impeto, libera da ogni costrizione formale, che predilige l'improvvisazione e l'immediatezza del segno, rifiutando riferimenti stabili e legami a forme definite.

    L'artista ha più volte affermato: "la mia pittura è la pittura dell'energia, della febbre, dell'eccitazione della vita". A tale proposito la curatrice Dominique Stella commenta: "nessuno prima di lui era stato trasportato da un simile slancio, da una simile spontaneità, una simile teatralità nella realizzazione di quadri la cui forza nasce dal movimento e anche dalla rapidità di esecuzione". Tra i lavori realizzati in tempi estremamente brevi, ma che tuttavia presentano delle dimensioni imponenti si ammira in mostra Saint Georges terrassant le dragon del 1961 (150x300cm).

    Il gesto di Mathieu, apparentemente incontrollato traduce la dimensione di un pensiero profondo e complesso che riflette e indaga sul passato, sul presente, sulla storia dell'arte, sulla pittura e sul proprio vissuto. L'artista partecipe della realtà culturale e politica contemporanea è molto attratto dalla storia, in particolare del Medioevo, come si vede per la tela Le Bassin de l'Ile d'Amour ou Adelbert Comte de Namur (1962), in cui evoca un personaggio dell'Alto Medioevo. La mostra è accompagnata da un catalogo con testi in italiano e francese di Roberto Agnellini, Dominique Stella, Gérard Xuriguera, Francesca Zappia, Giampietro Guiotto e la biografia curata da Daniel Abadie. (Estratto da comunicato stampa)

    Prima del nuovo numero di Kritik... / Iniziative culturali

    News culturali dalla Grecia di artisti ellenici Grecia moderna e Mondo ellenico
    Convegni, iniziative culturali, festival musicali e cinematografici




    Cinema. Articoli e notizie




    Dionissis Savvopoulos - immagine dalla locandina del concerto "Il poeta che canta"
    Concerto di Dionissis Savvopoulos

    Solisti: Ghiotis Kiourtsoglou, Orestis Plakidis, Vanghelis Karipis

    14 febbraio 2012, ore 21.00
    Teatro Il Vascello - Roma
    www.comunitaellenicaroma.it






    Toscana, mobilità ciclistica: legge regionale in dirittura d'arrivo
    www.fiab-onlus.it

    A breve la Toscana si doterà di una legge regionale per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica. Previsti investimenti infrastrutturali anche in vista dei mondiali di ciclismo del 2013. Sarà creato un sistema integrato di percorsi ciclabili che vedranno, tra le principali dorsali, la ciclovia Francigena e la ciclopista dell'Arno. La proposta di legge, ispirata da un analogo disegno di legge regionale della Puglia e dalla vigente legge regionale lombarda, è stata redatta con il contributo determinante del Coordinamento toscano FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta. La Toscana è una regione di antico amore per la bici e ha sempre dato un forte contributo al ciclismo sportivo ma, con l'avvento della motorizzazione di massa, anche in questa regione facilmente ciclabile, la bicicletta è stata relegata in una nicchia marginale. La situazione toscana è generalizzata in tutte le regioni italiane, peggiore al sud, accettabile in poche realtà del Centro Nord, in particolare in alcune città, come Ferrara, Reggio Emilia e nelle provincie di Trento e Bolzano.

    La Toscana risulta particolarmente gradita a milioni di cicloturisti europei come dimostra l'incredibile successo dell'Eroica in provincia di Siena (nel 2011 oltre 4 mila partecipanti) e il successo il sentiero della bonifica in Valdichiana (oltre 7 mila cicloturisti nell'estate 2011!). La proposta di legge regionale toscana interviene quindi a coprire un vuoto normativo e nello stesso tempo dare impulso a già importanti interventi realizzati in questi ultimi anni per la cosiddetta "mobilità dolce", collegati al progetto "ciclopista regionale dell'Arno" o finalizzati a integrare l'uso della bici con il trasporto pubblico come, ad esempio, la nuova ciclostazione/autostazione di Montevarchi, attualmente in costruzione nel contesto della realizzazione del nodo di interscambio ferro-gomma in questa città.

    Con riferimento, in particolare, al cicloturismo, la legge promuove la realizzazione di una rete, interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari ciclabili e ciclopedonabili attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico, dotata di punti di ristoro, con particolare riguardo ai percorsi connessi e correlati alla via Francigena e alle altre vie (quali la Via Romea dell'Alpe di Serra) aventi caratteristiche storico-culturali, la realizzazione in ambiente rurale e montano di percorsi dedicati e strutture di supporto. La legge prevede che nel Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità sia individuato il sistema ciclabile di scala regionale quale elemento di connessione e integrazione dei sistemi ciclabili provinciali e comunali.

    Il Piano regionale integrato definisce l'utilizzo per la riconversione in percorsi ciclabili e ciclopedonali, favorendone il recupero conservativo, di manufatti stradali o ferroviari dismessi, strade in disuso ed aree inutilizzate quali gli argini dei corsi d'acqua. In questo contesto, assumerà particolare rilievanza la "ciclopista regionale dell'Arno", da Stia a Marina di Pisa, già individuata come infrastruttura strategica della Regione Toscana. Con la nuova legge nella pianificazione provinciale e comunale per la mobilità ciclistica si dovrà prevedere la connessione dei grandi attrattori di traffico, in particolare i centri scolastici e universitari, gli uffici pubblici, i centri commerciali, le aree industriali, il sistema della mobilità pubblica con particolare riferimento ai poli di interscambio modale, ai poli sanitari ed ospedalieri, alle aree verdi ricreative e sportive e, in generale, agli elementi di interesse sociale, storico, culturale e turistico di fruizione pubblica".




    Chiara Casarico e Tiziana Scrocca - Finestre Il Teatro oltre il teatro
    2a edizione di «Non andare, rimani!», nei Centri Anziani del IV Municipio di Roma

    Uff.Stampa: info@scarlettmatassi.com

    Rassegna ideata e organizzata dall'Associazione "Confine Variabile", che da dodici anni realizza spettacoli professionali in strutture il cui normale utilizzo non è quello della rappresentazione scenica, come nel triennio 1999-2001 - con il progetto Malati di teatro - in sei importanti nosocomi di Roma e in ospedali di comuni limitrofi e, tra il 2004-05, con Tutti giù a teatro, in scuole, Case del Popolo e centri culturali delle periferie della Capitale.

    «Non andare, rimani!», ideato nel 2009 da Riccardo Belli e Massimo Lombardo, nel corso della seconda edizione, dal 16 al 31 gennaio 2012, si è svolto nei Centri Anziani del IV Municipio, periferia Est della capitale. In alternativa al repertorio dei classici del teatro comico, sono state presentate due novità, caratterizzate da storie che integrano comicità e temi di impegno civile: Finestre e Storie di Pane, zibaldoni di racconti, sketch e canzoni. Spettacoli scritti, prodotti, diretti, allestiti e interpretati dalla compagnia teatrale indipendente "IlNaufragarMèDolce", costituita soltanto da donne.

    In Storie di pane, di Chiara Casarico ed Emanuela Bolco, due donne impastano e mettono a cuocere i pani che, al termine della rappresentazione, saranno mangiati insieme al pubblico. A lievitare sono anche i ricordi e le parole evocati: racconti proverbi, scioglilingua e canzoni legati da un filo di pane. Finestre, di Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, affronta, in chiave tragicomica, il tema del lavoro precario. Storie di gente comune, eroi della vita di tutti i giorni. La manifestazione è stata realizzata con il sostegno di Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - e della Regione Lazio. In collaborazione con i Municipi di Roma Capitale.




    Nuove ciclostrade nazionali della Rete Bicitalia
    www.bicitalia.org

    Nasce "BI 17", la ciclovia n.17 della Rete ciclabile nazionale Bicitalia, il progetto ideato e promosso dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Cosa sono le ciclovie? Sono date dalla sequenza di strade principalmente a basso traffico e con diverso livello di protezione per il ciclista a seguito di provvedimenti amministrativi (es. aree pedonali, ZTL, zone residenziali, zone a velocità limitata, strade 30, itinerari ciclopedonal) o interventi infrastrutturali (piste ciclabili e corsie ciclabili come da codice della strada; strade ciclopedonali lontane dal traffico motorizzato - es. greenway - ottenute su sedimi ferroviari dismessi, argini di fiumi, strade di servizio acquedotto; itinerari nei parchi, nelle aree naturali e protette o in ambienti rurali. (Estratto da comunicato stampa Fiab - Federazione Italiana Amici della Bicicletta)




    Premio Cinema e Letteratura Mauro Bolognini
    2a edizione, Pistoia 23-24-25 novembre 2012
    Termine di partecipazione: 30 giugno 2012
    www.centromaurobolognini.it

    Il premio è riservato alle sceneggiature tratte o ispirate da opere letterarie, teatrali o operistiche, che tanta fortuna e prestigio hanno portato alla cinematografia nazionale in generale e a quella di Mauro Bolognini in particolare. Possono partecipare al concorso unicamente sceneggiature inedite, dalle quali non sia mai stata tratta alcuna opera cinematografica, teatrale, operistica, televisiva o di qualsiasi altra natura, scritte in lingua italiana, di piena ed esclusiva proprietà dell'autore che le presenta al concorso. Le sceneggiature possono essere finalizzate alla realizzazione di opere video e cinematografiche di qualunque metraggio (corto, medio, lungo).




    Lunedìcinema
    16 gennaio - 21 maggio 2012, ore 21
    Auditorium del Conservatorio - Riva del Garda / Auditorium di Palazzo dei Panni - Arco
    ufficiostampa@comune.rivadelgarda.tn.it

    La rassegna prevede quattro cicli successivi, nelle due sale di Riva del Garda e di Arco, che affrontano due macro-tematiche, declinate in modo diverso e originale. Uno infatti è il tema dell'informazione e delle distorsioni legate all'ambiente; il primo ciclo del tema, che apre la rassegna e si tiene a Riva del Garda, s'intitola «Italia Mani di Forbice» e propone una riflessione sul modo in cui la censura ha orientato e costretto la cinematografia fino ad un recentissimo passato. Ad Arco invece, a conclusione della rassegna (dalla fine di aprile a maggio), il secondo ciclo s'intitola «La messa è finita?»: una serie di pellicole che hanno trattato il tema della coscienza confessionale in rapporto con la comunicazione.

    La seconda tematica riguarda la vita, sviluppata sia come riflessione e ricerca interiore («Il senso della vita», ad Arco in febbraio e marzo) sia sulla cinematografia di tipo biografico («Lo schermo dipinto», a Riva del Garda in marzo e aprile) che propone quattro titoli dedicati alla narrazione della vita di quattro artisti e dell'ambiente in cui si è sviluppata la loro pittura. L'iniziativa è possibile grazie a due associazioni altogardesane, l'ARCI Alto Garda e il centro culturale La Firma di Riva del Garda.

    Programma

    - "Italia Mani di Forbice: I grandi film censurati"
    Auditorium del Conservatorio - Riva del Garda

    16.01, Totò e Carolina, regia di Mario Monicelli (Italia, 1954)
    23.01, Il Decameron, regia di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1971)
    30.01, Ultimo tango a Parigi, regia di Bernardo Bertolucci (Italia, 1972)
    06.02, La grande abbuffata, regia di Marco Ferreri (Italia, 1973)
    13.02, Totò che visse due volte, regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1998)

    - "Il senso della vita: Il cinema come ricerca interiore"
    Auditorium di Palazzo dei Panni - Arco

    20.02, Una storia vera, regia di David Lynch (Usa, 1999)
    27.02, Vivere, regia di Akira Kurosawa (Giappone, 1952)
    05.03, Stalker, regia di Andrej Tarkowskij (Urss, 1979)
    12.03, The tree of Life, regia di Terrence Malick (Usa, 2011)
    19.03, Biutiful, regia di Alejandro Gonzalez Inarritu (Spagna, 2010)

    - "Lo schermo dipinto: L'arte nel cinema"
    Auditorium del Conservatorio - Riva del Garda

    26.03, Caravaggio, regia di Derek Jarman (Gran Bretagna, 1968)
    02.04, Van Gogh, regia di Maurice Pialat (Francia, 1991)
    16.04, Klimt, regia di Raul Ruiz (Italia, 2006)
    23.04, L'ultimo inquisitore, regia di Milos Forman (Spagna, 2006)

    - "La Messa è finita?: Il mondo clericale visto da grandi registi"
    Auditorium di Palazzo dei Panni - Arco

    30.04, Il nastro bianco, regia di Michael Haneke (Austria, 2009)
    06.05, Viridiana, regia di Luis Bunuel (Spagna, 1961)
    14.05, Habemus papam, regia di Nanni Moretti (Italia, 2011)
    21.05, Il corpo celeste, regia di Alice Rohrwacher (Italia, 2011)




    Nuovi album di Mac of BIOnighT
    disponibili su CDr e come download gratuito (MP3 e WAV)

    Copertina album Destroyer of memories Destroyer of memories (serie Classic EM vol. 18)

    «Alcune persone semplicemente spariscono o sfumano dalla tua vita. Altre riescono a restare aggrappate abbastanza a lungo da distruggere tutti i ricordi belli che potresti conservare di loro e della parte di vita che con loro hai condiviso... Questo è un album in stile Berlin School, ma va anche oltre, così come il precedente (In the Wind). In effetti, questo si potrebbe considerare una sorta di seguito, in quanto mi sono reso conto che avevo bisogno di dire ancora altre cose sullo stesso soggetto/emozione.



    Copertina album Falling from the stars Falling from the Stars (serie CD Single vol. 4)

    Non registro praticamente mai un brano solo per divertimento o tanto per farlo. Quando mi siedo davanti ai miei strumenti è perchè ho bisogno di lasciar uscire un'emozione od esperienza ben precisa. Faccio musica perchè ne ho bisogno. Questo brano, però, era davvero per divertimento - o meglio, avevo bisogno di provare un microfono super economico che avevo appena preso, per cui ho composto (parola grossa) e registrato questo brano in mezz'ora tanto per vedere se quel microfono da venti euro scarsi poteva registrare la voce.

    Il brano in sè non è altro che una raccolta di clichè di una certa Italo Disco degli anni 80: batteria Simmons, i tipici basso e accordi, pochi elementi che cercano di sovrastarsi l'un l'altro, testo senza senso ("Sto contando le stelle, il loro numero è oltre l'immaginazione, allora perchè, perchè, perchè dovrei provarci? Precipitando dalle stelle!" Se ci trovate un senso profondo, sappiate che è solo un caso), mix tremendo, canto terribile e stonato, campionatore balbuziente, e tutto con troppi effetti. Se non fosse abbastanza, ci ho messo anche il clichè più abusato degli ultimi anni (scrivo questo nel 2011): il dannato autotune. Il risultato è un brano che avrebbe potuto essere registrato da chiunque. Ciononostante, trovo che sia gradevole alle orecchie e al cervello, così ho deciso di pubblicarlo comunque. Non prendetelo seriamente e divertitevi.» (Mac of BIOnighT)




    Cyprus International Film Festival 2011

    La sesta edizione della rassegna cinematografica (30 settembre - 16 ottobre 2011) che si svolge dal 2006 a Nicosia, capitale della Repubblica di Cipro, ha confermato l'incremento della rilevanza internazionale. Per partecipare a questa edizione sono arrivate pellicole da 98 stati.




    SardiniaFilmFestival 2012
    International Short Film Award


    7a edizione, Sassari, 25-30 giugno 2012
    Termine di partecipazione: 01 marzo 2012
    www.sardiniafilmfestival.it




    Francesco Anile: la straordinaria storia del tenore che ha conquistato la Scala.
    "Cantare è un mestiere che bisogna fare per imparare a farlo"

    Intervista di Antonella Neri (Associazione culturale "Cantare l'Opera")




    "Basta muoversi di più in bicicletta per ridurre la CO2"
    Nuovo studio dell'European Cyclists' Federation sulle potenzialità della mobilità ciclistica nelle politiche UE di riduzione delle emissioni di gas climalteranti entro il 2050
    www.fiab-onlus.it

    Le elevate riduzioni delle emissioni dei gas serra previste dalla UE sono sotto esame: quest'anno i progressi e i risultati effettivi sembrano non raggiungere gli obiettivi fissati dalla stessa Unione Europea. Recenti rapporti sulle tendenze nel settore dei trasporti europei mostrano che la UE non riuscirà a ottenere la riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto del 60% tra il 1990 e il 2050 affidandosi alla sola tecnologia. Un interessante approccio all'argomento è messo in luce da un recente studio effettuato dall'European Cyclists' Federation (ECF), che ha quantificato il risparmio di emissioni delle due ruote rispetto ad altri mezzi di trasporto.

    Anche tenendo conto della produzione, della manutenzione e del carburante del ciclista, le emissioni prodotte dalle biciclette sono oltre 10 volte inferiori a quelle derivanti dalle autovetture. Confrontando automobili, autobus, biciclette elettriche e biciclette normali, l'ECF ha studiato che l'uso più diffuso della bicicletta può aiutare la UE a raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra nel settore trasporti, previsti entro il 2050. Secondo lo studio, se i cittadini della UE dovessero utilizzare la bicicletta tanto quanto i Danesi nel corso del 2000, (una media di 2,6 km al giorno), la UE conseguirebbe più di un quarto delle riduzioni delle emissioni previste per il comparto mobilità.

    "Basta percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni", osserva l'autore Benoit Blondel, dell'Ufficio ECF per l'ambiente e le politiche della salute. Che aggiunge: "Il potenziale di raggiungimento di tali obiettivi per le biciclette è enorme con uno sforzo economico assolutamente esiguo: mettere sui pedali un maggior numero di persone è molto meno costoso che mettere su strada flotte di auto elettriche". Lo studio ha altresì ribadito la recente valutazione da parte dell'Agenzia europea dell'ambiente, secondo la quale i soli miglioramenti tecnologici e l'efficienza dei carburanti non consentiranno alla UE di raggiungere il proprio obiettivo di ridurre del 60% le emissioni provenienti dai trasporti. (Estratto da comunicato stampa FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta)




    Concorso Internazionale di Composizione "Città di Udine" 2012 - 9a edizione
    Termine di partecipazione: 31 marzo 2012
    www.taukay.it

    Il concorso è diviso in due sezioni: "Composizioni per gruppo strumentale da camera"; "Musica elettroacustica". I brani possono essere già stati eseguiti.




    Maestri milanesi
    Ciclo di incontri dell'Accademia di Archiettura di Mendrisio
    www.arc.usi.ch

    03 novembre 2011, ore 19.00, Umberto Riva
    17 novembre 2011, ore 19.00, Gae Aulenti
    22 marzo 2012, ore 19.00, Alessandro Mendini
    03 maggio 2012, ore 19.00, Enzo Mari




    1974 - Sergio Miniussi con Carlo Levi ad Aliano dove Levi era al confino nel 1935 Trieste Contemporanea affida il Fondo Sergio Miniussi all'Archivio di Stato di Trieste

    Il Fondo documentario Sergio Miniussi, a seguito della dichiarazione di interesse storico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvenuta nel giugno 2008, è stato consegnato all'Archivio di Stato di Trieste dal Comitato Trieste Contemporanea, d'accordo con la vedova dello scrittore Elisabetta Messina Miniussi. Il Comitato triestino, dopo la scomparsa dell'intellettuale originario di Monfalcone ha custodito il Fondo Miniussi, lo ha inventariato e ha già offerto in questi anni più di un'occasione di studio dei suoi materiali inediti agli specialisti dalle quali sono derivati lavori di ricerca e tesi di laurea.

    Il Comitato Trieste Contemporanea nel corso degli ultimi anni ha densamente promosso la conoscenza dell'opera dello scrittore e ha realizzato importanti iniziative: una serie di attività espositive ed editoriali che nel 2002 si sono concretizzate tra l'altro nella ripubblicazione della prima raccolta di poesia di Sergio Miniussi La gioia è dura e che nel 2007 hanno visto discutere e aggiornare la lettura storico-critica dell'opera di Miniussi nel convegno intitolato Ch'abbia una voce questa timidezza. In quell'occasione il Comune di Monfalcone, che ha collaborato all'evento, ha dedicato al poeta una targa commemorativa posta sulla casa natale, in Corso del Popolo.

    Sergio Miniussi è nato a Monfalcone nel 1932 da padre triestino e madre scozzese, figlia di un ingegnere navale di Dundee chiamato dai Cosulich a lavorare presso i cantieri navali della città. Intellettuale europeo a tutto tondo, comincia a scrivere i primi racconti e le prime poesie. In seguito frequenta la Sorbona dove si laurea in letteratura comparata. E' giornalista de Il Piccolo, Terza Pagina, Il Giorno e Ritratto d'Autori, autore radiofonico di Radio Trieste e infine regista Rai prima a Milano e poi a Roma. E' autore di teatro e raffinato traduttore per la Mondadori ed Einaudi (merita citare almeno il Ferdidurke di Witold Gombrowicz del 1960), critico artistico e letterario. Muore a Roma nel 1991.




    - Censimento su luoghi, monumenti, targhe e ogni opera alla "Memoria del genocidio armeno" nelle città e località italiane.
    www.comunitaarmena.it

    Promosso dalla redazione del sito della Comunità Armena di Roma in occasione del 93esimo anniversario del Genocidio Armeno. La redazione sin da ora ringrazia tutti coloro che aderiranno all'appello e fa presente che il risultato del censimento sarà riportato sul sito per una consultazione pubblica.

    Prima del nuovo numero di Kritik... / Libri

    Copertina Ricerche storiche Ricerche storiche. A. XLI N. 3 (settembre-dicembre 2011)
    Storia e ambiente nell'Italia del Novecento


    a cura di Federico Paolini, Edizioni Polistampa
    Presentazione







    Lista libri recensiti

  • Lo Schiaffo
  • Castel Rovino
  • L'amore scosso
  • L'angelo nello specchio
  • Le avventure delle immagini
  • Atlante americano
  • Atom Egoyan
  • Mia Martini
  • Bottecchia: Il forzato della strada
  • Ugo Carà: Il Segno - Disegni dal 1926 al 1948
  • Cinema italiano: Nell'arte di Gianni Di Nucci e nella musica di Giuppi Paone
  • Crepe nel ghiaccio: Dietro le quinte del pattinaggio artistico
  • Derby Days: Il gioco che amiamo odiare
  • Fregati dalla Storia
  • Le Garzantine: Geografia
  • Franco Franchi e Ciccio Ingrassia: Due cialtroni alla rovescia.
  • Graffiti animati: I cartoon da emozioni a gadget
  • Greci e Turchi tra convivenza e scontro | Le relazioni greco-turche e la questione cipriota
  • The Rough Guide Cipro
  • The Rough Guide Grecia continentale
  • The Rough Guide Sicilia
  • Idoli di carta: Storie di undici ex calciatori della Reggina
  • Jan Ullrich: O tutto o niente
  • Jonah Lomu: La mia storia
  • Lena
  • Mondo ex e tempo del dopo
  • Nessuno è la mia stella
  • I carati dell'amore
  • La Cetra d'Oro
  • Un uomo di neve
  • L'Olocausto Armeno: Breve storia di un massacro dimenticato
  • Meltemi
  • Quando spararono al Giro d'Italia
  • Italiae Medievalis Historiae: Racconti brevi ambientati nel Medioevo in Italia
  • Il sortilegio della città rosa
  • Un sogno a Roma: Storia di Abebe Bikila
  • Breve Storia del Caucaso
  • I sogni e le mischie: Storie di vita e di rugby
  • Te lo do io lo sport!
  • The Live Side of Rock: Celebrando un culto profano
  • La lingua in gioco. Da Totò a lezione di retorica
  • Tour de France 1903: La nascita della Grande Boucle
  • L'ultima stagione
  • Un uomo, una storia: La Ville en haut de la Colline, di J.J. Varoujean
  • Nell'uovo cosmico
  • La verità falsa





  • Copertina libro Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010 Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010
    Prefazione di Italo Zannier, Edizioni Ghirlandina (Nonantola - Modena), pagg.216, €.12,00

    Nel volume sono raccolte le recensioni apparse nella rubrica "Fotografia" sulla rivista "Rocca" della Pro Civitate Christiana di Assisi nel corso di venticinque anni. Si tratta, di "appunti" che da questo "osservatorio" De Luca ha annotato, riguardo a rimarchevoli eventi espositivi o editoriali che una successione cronologica del tutto casuale ha offerto alla sua attenzione in quest'ultimo quarto di secolo riguardo alla fotografia, al fine di metterli a fuoco, di "raccontarli".

    Questi brevi articoli, a rileggerli e riguardarli nel loro insieme, offrono con la loro omogeneità critica e narrativa, concisi approcci con le tante figure di fotografi che mostre e libri gli hanno dato in questo lungo periodo occasione di "incontrare", ma anche tante utili informazioni sull'editoria fotografica, sull'impegno di istituzioni pubbliche e private nella divulgazione della storia della fotografia, sull'attività di studiosi, ricercatori e operatori culturali, sul dibattito teorico nonché sulla fotografia come "bene culturale" e quindi sul lavoro di recupero e di conservazione di archivi, musei, collezionisti.




    Copertina del libro Breviario di Estetica del Cinema Breviario di Estetica del Cinema
    di Angelo Moscariello, Edizioni Mimesis, 2011

    Alle soglie della "terza età" del cinema, appena iniziata con l'avvento del digitale, questo breviario vuole essere un memorandum per i fedeli di vecchia data e un manuale di agevole consultazione per i neofiti affinché imparino a vedere, con l'aiuto degli opportuni riferimenti teorici vecchi e nuovi, il vero film e non quello che credono di vedere, senza per questo dover rinunciare al piacere della visione. L'intento del libro è quello di fornire al lettore una sintesi delle parole-chiave dell'estetica del cinema, un "percorso attrezzato" che lo guidi a entrare per la giusta via dentro i film e a sostare nei punti che richiedono esercizi di lettura adeguati per poter giungere alla fine del tragitto con un minimo di giovamento.

    Il percorso proposto risulterà più agevole per chi ha un po' di esperienza e conosce già qualche capolavoro (magari di Kubrick se non proprio di Ejzenstejn), ma comunque cercherà di non stancare più di tanto chi è ancora inesperto dei sentieri della visione cinematografica ma è stato appena folgorato dall'ultimo film di Tarantino o di Haneke. Conoscere il linguaggio del cinema e le dinamiche della visione resta la condizione primaria per meglio capire e gustare la magia di un'arte in continua evoluzione, sopratutto oggi che i film dagli schermi stanno trasmigrando nell'etere per continuare a raccontarci storie antiche in forme sempre nuove, storie piccole e grandi che da L'innaffiatore innaffiato ad Avatar sanno intrattenere, emozionare e anche far pensare. Attraverso le riflessioni di grandi teorici di ieri e di oggi e le parole di registi famosi, fatte dialogare tra loro in un confronto sincronico, questo breviario si propone di aiutare il lettore-spettatore a meglio penetrare quel mistero che secondo Godard resta ancora oggi il cinema.

    Angelo Moscariello, critico e saggista, è docente di Storia del cinema presso l'Accademia dell'Immagine di L'Aquila. Tra le sue pubblicazioni Claude Chabrol (La Nuova Italia, Firenze,1977), Come si guarda un film (Laterza, Bari,1982), Come si gira un film (Editori Riuniti, Roma,1995), Fantascienza (Electa, Milano,2005), Colpi di cinema (Audino, Roma,2006), Horror (Electa, Milano,2008), Gag. Guida alla comicità slapstick (Audino, Roma,2009), Cinema e pittura (Progedit, Bari,2011)




    "Dalle rotaie alle bici"
    Le ferrovie dismesse, recuperate e trasformate in strade per le bici e l'utenza non motorizzata.


    a cura di Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi, ed. FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), pagg.174
    Estratto

    Dichiara il Presidente FIAB Antonio Dalla Venezia: "In Italia ci sono più di 5.000 chilometri di linee ferroviarie dimesse. Pochissimi i chilometri chiusi per la modifica dei tracciati. La maggior parte per scelte che, col senno di poi, si sono rivelate decisamente sbagliate, frutto di valutazioni superficiali da parte di Istituzioni poco lungimiranti che avevano come modello di riferimento una società basata sulla prevalenza del mezzo privato a motore. L'obiettivo condiviso è quello di un recupero totale di questo immenso patrimonio ferroviario dismesso per prevenirne l'assoluto degrado e distruzione, puntando preferibilmente alla sua funzione originaria e, in seconda battuta, alla tutela dell'infrastruttura e alla sua riconversione, come parte essenziale di una rete nazionale di percorribilità ciclistica e ciclopedonale secondo il progetto FIAB BicItalia".

    Umberto Rovaldi (Fiab) introduce al tema del riconoscimento, della percezione e della fruizione estetica del paesaggio, che proprio la mobilità dolce fa emergere oggi in Italia. Roberto Rovelli e Giulio Senes (Associazione Italiana Greenways) e il tedesco Achim Bartoschek delineano e compendiano le origini, le casistiche e gli sviluppi del recupero ciclopedonale delle ferrovie abbandonate in America e in Europa. Albano Marcarini (Co.Mo.Do. - Confederazione Mobilità Dolce) evidenzia come la trasformazione in pista ciclopedonale di un sedime ferroviario dismesso non pregiudichi un successivo ripristino del servizio ferroviario.

    Marco Navarra introduce all'idea di parco lineare nel recupero del sedime ex ferroviario come progetto di paesaggio dei territori attraversati (il caso della greenway degli Erei, in Sicilia). Girolamo Lombardo e Gaetano Brucoli descrivono la riconversione in greenways delle ex ferrovie siciliane inquadrando gli approcci progettuali e gli aspetti di metodo ("progetto conoscenza") nei confronti di un'infrastruttura ferroviaria storica intesa in termini di archeologia industriale, di elemento del paesaggio degno della stessa attenzione progettuale riservata al restauro dei tessuti urbani storici. Giulia Cortesi (Fiab) traccia una sintesi ragionata di quanto realizzato con verifiche sul campo dell'effettiva ciclabilità dei sedimi recuperati, documentando e mettendo in luce caratteristiche e potenzialità di interconnessioni.




    Copertina romanzo Il suono sacro di Arjiam - di Daniela Lojarro Il suono sacro di Arjiam
    di Daniela Lojarro, ed. EdiGiò, collana "Le giraffe", pagg.704, 2009

    «E' al cammino che hai davanti che devi guardare, non a quello che hai già compiuto. Il Suono Sacro è la Conoscenza. In esso troverai la via per sollevare il velo che nasconde la verità immutabile.»

    Per il regno di Arjiam si profila una terribile minaccia: il nobile Mazdraan, affascinante Primo Cavaliere del Re, ha scoperto che, all'avverarsi di determinate condizioni astrali, potrà ottenere il controllo assoluto sulle vibrazioni del Suono Sacro, il principio creatore dell'universo, e mutare a suo piacimento la Legge che regola il ciclo della vita. Il cammino di Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, sembra incrociarsi per caso con quello del nobile Mazdraan, dell'anziano saggio Tyrnahan, irriducibile avversario del Primo Cavaliere, e dell'ingenuo e valoroso Uszrany, Cavaliere dell'Ordine militare del Grifo. Durante la sua iniziazione ai misteri del Suono Sacro però, Fahryon comprenderà il suo ruolo nella vicenda in cui si è trovata coinvolta e, dopo averlo coscientemente scelto, deciderà di sviluppare le sue doti e di trasformare le sue apparenti debolezze nell'arma vincente per impedire che il Mondo precipiti nel caos. (Dalla Quarta di copertina del romanzo)

    Nata a Torino, Daniela Lojarro appare giovanissima come protagonista del melodramma italiano sui maggiori palcoscenici europei. Accanto all'attività operistica e concertistica, ha in seguito intrapreso quella di terapista in Audio-psico-fonologia secondo il metodo sviluppato dal Alfred Tomatis. Il Suono Sacro di Arjiam è la sua prima rivelazione letteraria.




    Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa
    ed. Centro Studio Sartori per la grafica
    info@sartoriarianna.191.it

    Nonostante che già Leonardo da Vinci od un suo discepolo, sul Codice Atlantico avesse inserito il disegno di un mezzo di trasporto del tutto simile alle odierne biciclette, l'invenzione della draisina, fatta nel 1816 dall'aristocratico tedesco Karl Christian Ludwig Drais von Sauerbronn, si basa sull'introduzione della ruota anteriore sterzante applicata, come perfezionamento di una precedente invenzione del conte Mede de Sivrac chiamata celerifero. Il nome draisina deriva appunto da Drais, il nome dell'inventore. Karl Drais sosteneva che tale mezzo potesse sostituire il cavallo, con un conseguente risparmio dei costi di gestione, allargando quindi la possibilità di trasporto personale veloce ad una più larga fetta di popolazione.

    In realtà, nonostante le speranze del suo inventore, la draisina divenne un mezzo per il puro divertimento utilizzato sia dai giovani borghesi che dagli aristocratici, tanto da essere chiamato, in Inghilterra, hobby horse (cavallo da divertimento). Fu merito del costruttore di carrozze Denis Johnson se la draisina diventò un mezzo sportivo, dato che fu lui ad organizzare una delle prime scuole per imparare a condurre tale mezzo. Introdotta ufficialmente, in Italia, nei reparti militari dei Bersaglieri nel 1898, con l'avvento della bicicletta s'ebbero nuove occasioni d'esercizio fisico. Le salite si facevano in bicicletta e le discese a piedi col mezzo alla mano.

    La bicicletta, fece prendere dimestichezza al mezzo a migliaia d'italiani del Nord e del Sud. Durante la Seconda guerra mondiale le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato. Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne.

    Dalla fine della guerra l'uso della bicicletta è cresciuto in modo esponenziale, anche perché le città sono diventate sempre più caotiche e l'uso della bicicletta permette di muoversi nella città più velocemente.Questa in brevi note la storia della bicicletta, che dalla sua invenzione ad ora ha accompagnato l'uomo in molte vicissitudini. Alla bicicletta è dedicata questa raccolta di incisioni eseguita da più di settanta incisori italiani. Gli artisti che hanno aderito all'invito di Arianna Sartori. (Estratto da Il mondo fantastico della bicicletta, di Maria Gabriella Savoia)

    Opere in catalogo di: Tino Aime - Angelo Arrigoni - Mario Benedetto - Alberto Benvenuti - Angiola Bernardelli - Maurizio Boiani - Miro Bonaccorsi - Emilia Bonfanti - Aldo Burattoni - Andrea Cangemi - Giacinto Cargnoni - Anna Laura Cartocci - Gianpiero Castiglioni - Bruno Chersicla - Stefano Ciaponi - Renato Coccia - Giuliana Consilvio - Teodoro Cotugno - Gioxe De Micheli - Gianni Demo - Fausta Dossi - Franco Dugo - Umberto Faini - Gianni Favaro - Roberto Gianinetti - David Giovannini - Alberico Gnocchi - Sandro Guizzardi - Achille Guzzardella - Carlo Iacomucci - Miho Ikeda - Piero Leddi - Roberto Leone - Giuseppina Lesa - Umberto Ligrone - Luigi Marcon - Raffaello Margheri - Gabriele Marino - Mauro Maulini - Lucia Mignosa - Federico Moroni - Anna Ottani - Paola Pareschi - Maristella Pau - Gigi Pedroli - Paolo Perbellini - Maria Rosaria Perrella - Carlo Pescatori - Dunio Piccolin - Giancarlo Pozzi - Giancarlo Rossi - Gabriella Santarelli - Bruno Sapiente - Ernesto Saracchi - Barbara Scacchetti - Gianfranco Schialvino - Luciano Schiavo - Massimo Scifoni - Maurizio Sicchiero - Salvatore Simone - Marisa Simoni - Severino Spazzini - Luisa Tinazzi - Roberto Tonelli - Girolamo Battista Tregambe - Vito Tumiati - Melania Vaiani - Gianni Verna - Michele Volpe - Agostino Zaliani - Maura Zanardi - Enrico Zorzi.




    Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto - di Rudy Caparrini Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto
    di Rudy Caparrini, ed. NTE, collana "Violacea", 2010
    www.rudycaparrini.it

    Dopo Azzurri… no grazie!, Rudy Caparrini ci regala un nuovo libro dedicato alla Fiorentina. Come spiega l'autore, l'idea è nata leggendo il capitolo INTERpretazioni del Manuale del Perfetto Interista di Beppe Severgnini, nel quale il grande scrittore e giornalista abbina certe opere letterarie ad alcune squadre di Serie A. Accorgendosi che manca il riferimento alla Fiorentina, il tifoso e scrittore Caparrini colma la lacuna identificando ne L'Odissea l'opera idonea per descrivere la storia recente dei viola. Perché Odissea significa agonia, sofferenza, desiderio di tornare a casa, ma anche voglia di complicarsi la vita sempre e comunque. Ampliando il ragionamento, Caparrini sostiene che nell'Odissea la squadra viola può essere tre diversi personaggi: Penelope che aspetta il ritorno di Ulisse lo scudetto; Ulisse, sempre pronto a compiere un "folle volo" e a complicarsi la vita; infine riferendosi ai tifosi nati dopo il 1969, la Fiorentina può essere Telemaco, figlio del padre Ulisse (ancora nei panni dello scudetto) di cui ha solo sentito raccontare le gesta ma che mai ha conosciuto.

    Caparrini sceglie una serie di episodi "omerici", associabili alla storia recente dei viola, da cui scaturiscono similitudini affascinanti: i Della Valle sono i Feaci (il popolo del Re Alcinoo e della figlia Nausicaa), poiché soccorrono la Fiorentina vittima di un naufragio; il fallimento di Cecchi Gori è il classico esempio di chi si fa attrarre dal Canto delle Sirene; Edmundo che fugge per andare al Carnevale di Rio è Paride, che per soddisfare il suo piacere mette in difficoltà l'intera squadra; Tendi che segna il gol alla Juve nel 1980 è un "Nessuno" che sconfigge Polifemo; Di Livio che resta coi viola in C2 è il fedele Eumeo, colui che nell'Odissea per primo riconosce Ulisse tornato ad Itaca e lo aiuta a riconquistare la reggia. Un'Odissea al momento incompiuta, poiché la Fiorentina ancora non ha vinto (ufficialmente) il terzo scudetto, che corrisponde all'atto di Ulisse di riprendersi la sovranità della sua reggia a Itaca. Ma anche in caso di arrivasse lo scudetto, conclude Caparrini, la Fiorentina riuscirebbe a complicarsi la vita anche quando tutto potrebbe andare bene. Come Ulisse sarebbe pronta sempre a "riprendere il mare" in cerca di nuove avventure. Il libro è stato presentato il 22 dicembre 2010 a Firenze, nella Sala Incontri di Palazzo Vecchio.




    La miniatura armena - Libro-calendario 2011 La miniatura armena
    Libro-calendario 2011

    a cura di Giovanna Parravicini, RC Edizioni «La Casa di Matriona», pagg.50, formato 31x44, Milano 2010, €15,00
    Depliant

    Per il 2011 il tradizionale libro-calendario di Russia Cristiana propone un tema di straordinario interesse, il mondo delle miniature armene, attraverso una selezione di opere dal VI al XVI secolo. L'opera, a cura di Giovanna Parravicini (ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana) costituisce infatti una raccolta di splendide miniature provenienti dalle collezioni dell'Istituto Matenadaran di Erevan e della Congregazione Mechitarista di San Lazzaro a Venezia, riprodotte in grande formato. Le miniature sono state realizzate da Sejranus Manukjan e Zaruhi Hakobjan (Istituto Matenadaran, Erevan, Armenia), Alberto Peratoner (Studium Generale Marcianum, Venezia). Ogni miniatura è corredata da una descrizione completa artistica e storica. L'opera è arricchita da un testo monografico (con immagini e foto) sulla storia della miniatura armena con approfondimenti sulle diverse scuole di miniatura, sulla Chiesa Armena, su alcuni tratti caratteristici della spiritualità.




    Copertina libro Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo
    di Michele Sakkara, ed. Edizioni Solfanelli, pagg.112, €8,00
    www.edizionisolfanelli.it

    «Il Cinema mondiale in occasione della scomparsa di Leni Riefenstahl, si inchina riverente davanti alla Salma di colei che deve doverosamente essere ricordata per i suoi geniali film, divenuti fondamentali nella storia del cinema.» Questo l'epitaffio per colei che con immagini di soggiogante bellezza ha raggiunto magistralmente effetti spettacolari. Per esempio in: Der Sieg des Glaubens (Vittoria della fede, 1933), e nei famosissimi e insuperati Fest der Völker (Olympia, 1938) e Fest der Schönheit (Apoteosi di Olympia, 1938).

    Michele Sakkara, nato a Ferrara da padre russo e madre veneziana, ha dedicato tutta la sua esistenza allo studio, alla ricerca, alla regia, alla stesura e alla realizzazione di soggetti, sceneggiature, libri (e perfino un'enciclopedia), ed è stato anche attore. Assistente e aiuto regista di Blasetti, Germi, De Sica, Franciolini; sceneggiatore e produttore (Spagna, Ecumenismo, La storia del fumetto, Martin Lutero), autore di una quarantina di documentari per la Rai. Fra le sue opere letterarie spicca l'Enciclopedia storica del cinema italiano. 1930-1945 (3 voll., Giardini, Pisa 1984), un'opera che ha richiesto anni di ricerche storiche; straordinari consensi ebbe in Germania per Die Grosse Zeit Des Deutschen Films 1933-1945 (Druffel Verlag, Leoni am Starnberg See 1980, 5 edizioni); mentre la sua ultima opera Il cinema al servizio della politica, della propaganda e della guerra (F.lli Spada, Ciampino 2005) ha avuto una versione in tedesco, Das Kino in den Dienst der Politik, Propaganda und Krieg (DSZ-Verlag, München 2008) ed è stato ora tradotta in inglese.




    Copertina Il libro di un teppista Il libro di un teppista
    di Ottone Rosai, ed. Vallecchi, pag. 140, Euro 10,00
    www.vallecchi.it

    Torna in libreria, nella nuova collana "Avamposti", Il libro di un teppista pubblicato per la prima volta da Attilio Vallecchi nel 1919 ed esordio narrativo di un Rosai autodidatta appena rientrato dal fronte. Tra le varie figure del "teppista" che troviamo nelle opere delle avanguardie del primo Novecento, quella di Rosai è senza dubbio la più credibile e autentica. Affascinato dalla guerra, sola "igiene del mondo", nel 1915 Rosai parte per la guerra e combatte con i Granatieri sul Monte Grappa. "Una gavetta e un cucchiaio furono la base del mio corredo militare" è l'inizio dell'opera, scritta in forma diaristica e suddivisa in tre parti: Coscritto, Verso la guerra, Appendice.

    Ricco di espressioni popolari unite a una prosa che attinge alle parolibere futuriste, lungi dall'esaltazione dell'evento bellico come espressione individualistica del "superomismo" l'opera ci regala una visione della tragedia collettiva dettata dall'esperienza vissuta in trincea. A seguire, all'interno del libro, Via Toscanella, una serie di prose in cui Rosai recupera la dimensione poetica e il rapporto con la natura e il quotidiano. In copertina il celebre dipinto Les Apaches, icona futurista del "teppista" Rosai, visione allucinata e notturna di due minacciosi figuri, datata 8 agosto 1913.

    Ottone Rosai (1895-1957). Figlio di un artigiano fiorentino frequenta i corsi di incisione di Celestino Celestini all'Accademia di Firenze. Nel 1913 entra in contatto con il gruppo di "Lacerba" e l'anno seguente inizia a collaborare con la rivista, l'amicizia con Ardengo Soffici lo apre alle influenze francesi. Dopo la guerra e le esperienze cubofuturiste trova nella realtà che lo circonda la fonte primaria per la sua espressione. Parallela e non secondaria la sua attività di illustratore e scrittore con l'editore e amico Attilio Vallecchi, le punte più alte della sua produzione letteraria in: Il libro di un teppista (1919), Via Toscanella (1930), Dentro la guerra (1934) e Vecchio autoritratto (1951). (Comunicato stampa di Sebastiana Gangemi)




    Copertina libro 1915 - Cronaca di un genocidio 1915 - Cronaca di un genocidio
    La tragedia del popolo Armeno raccontata dai giornali italiani dell'epoca

    di Emanuele Aliprandi, ed. MyBook, 2009
    www.comunitaarmena.it

    Libro unico del suo genere, pubblicato alla soglia del 95esimo anniversario del genocidio armeno e all'indomani della firma dei protocolli sullo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Turchia. Emanuele Aliprandi è membro del Consiglio e responsabile del periodico Akhtamar On-Line. La prefazione è firmata da Marco Tosatti, giornalista e vaticanista de "La Stampa".




    Copertina libro La natura morta de La Dolce Vita La natura morta de La Dolce Vita
    Un misterioso Morandi nella rete dello sguardo di Fellini


    di Mauro Aprile Zanetti, ed. Bloc-notes Edition IIC-New York, 2008, pagg.112, illustrato con dipinti originali da Piero Roccasalvo

    Mezzo secolo dopo la realizzazione di uno dei più famosi film di tutti i tempi, La Dolce Vita di Federico Fellini, il giovane film-maker e scrittore, Mauro Aprile Zanetti rivela con autentico empirismo eretico, attraverso un saggio-narrativo interdisciplinare, "l'esile e monumentale presenza" di una natura morta di Giorgio Morandi. Questo elemento, finora praticamente "ignorato" sia dal grande pubblico, sia dalla critica cinematografica ufficiale, appare all'interno di una delle più complesse e belle sequenze del film, paradossalmente anche la meno ricordata: il salotto intellettuale di Steiner.

    Il libro è letteralmente scritto con parole dipinte, animate dalle "illustrazioni" originali del pittore e graphic designer, Piero Roccasalvo, il quale si è ispirato alla visione umoristica di Zanetti sul film di Fellini, come per uno story-board di un film ancora da girare. Renato Miracco, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e Co-curator insieme a Maria Cristina Bandera (Fondazione Roberto Longhi) del Metropolitan Museum of Art per la più grande retrospettiva mai allestita in USA su Morandi (Giorgio Morandi, 1890-1964, 16 sett. - 14 dic. 2008) sottolinea nella sua introduzione al libro, che: "All'autore va il merito di aver approfondito un elemento estetico di cui non si trova alcuna traccia nella pur sterminata letteratura dedicata al cinema di Fellini". Il 27 febbraio 2009 la pubblicazione è stata presentata in anteprima italiana presso l'Auditorium della RAI di Palermo.




    Copertina libro Silenzio Silenzio
    Poesie di Nicola Lotto, ed. La Bancarella, pagg.68, 2009, €9.00

    Il silenzio dell'umiltà, quello del pensiero, il silenzio di un uomo nuovo che si libera dalla pesantezza ordinaria che strisciante lo costringe e di fronte al gran disfacimento volgare dei propri simili rimane in attesa che dal silenzio si generi il pensiero e dal pensiero le idee. Il silenzio dello studio su se stessi, dell'interiorizzazione, il silenzio delle proprie idee che crescono si gonfiano e finalmente si liberano. E poi l'amore ed il silenzio della notte che lo nutre, e ancora quello della preghiera e della ricerca di un Dio per la necessità di avere, tra le tante cose effimere, qualcosa di eterno. La poesia senza interpretazione e coinvolgimento è un ammasso di parole in sequenza che vorrebbero dire ma non dicono nulla.

    Il dolore è comunque partecipe, è presente come un passaggio obbligato, viaggio necessario per arrivare alla consapevolezza che non si può fuggirlo senza averlo prima affrontato. In definitiva sembra necessario rendersi conto che la nostra quotidianità è fatta tanto di gioie quanto di dolori e volersi fermare a celebrare le gioie nascondendo i dolori è un atteggiamento di cecità che non potrà mai portare alla conquista di una vera felicità, intesa come il sentimento vero di un uomo conscio di essere labile, destinato a sparire ma allo stesso tempo felice e sereno di questa condizione. In Silenzio c'è anche spazio per il ricordo e la malinconia che si genera. La malinconia viene presentata in antitesi alla cupa tristezza dalla quale non esiste via di fuga, si palesa come un'essenza dolce e pura che non lacera ma dona quello stato di ebbrezza necessaria per coltivare la sensibilità poetica.

    Della silloge non va tralasciato l'enigma: Ripopolare i mari di sirene / ripopolare la terra di Dei, sono gli ultimi versi che racchiudono, come una preghiera solenne, tutta la speranza dell'arrivo di un uomo nuovo. Ripopolare i mari di sirene significa ritornare ad una dimensione onirica che restituisca all'individuo la capacità di farsi impressionare dalle cose e la sensibilità necessaria per capire i drammi esistenziali. Ripopolare la terra di Dei significa ripristinare i valori perduti che hanno trasformato l'uomo in un'accozzaglia di vizi presuntuosi. Ne emerge una figura che trovi nella dignità un obbligo morale, che non sia vuoto simulacro, immagine priva di sostanza, ma vera essenza della natura che l'ha generato. (Estratto da presentazione libro)




    L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna
    a cura di Alessandra Anselmi

    Il volume ripercorre la storia dell'iconografia immacolistica a partire dalla seconda metà del Quattrocento quando, a seguito dell'impulso impresso al culto della Vergine con il pontificato di Sisto IV (1471-1484), i sovrani spagnoli si impegnano in un'intensa campagna volta alla promulgazione del dogma. Di grande rilevanza le ripercussioni nelle arti visive: soprattutto in Spagna, ma anche nei territori italiani più sensibili, per vari motivi, all'influenza politica, culturale e devozionale spagnola. Il percorso iconografico è lungo e complesso, con notevoli varianti sia stilistiche che di significato teologico: il punto d'arrivo è esemplato sulla Donna dell'Apocalisse, i cui caratteri essenziali sono tratti da un versetto del testo giovanneo.

    Il libro esplora ambiti culturali e geografici finora ignorati o comunque non investiti da indagini sistematiche: la Calabria, Napoli, Roma, la Repubblica di Genova, lo Stato di Milano e il Principato Vescovile di Trento in un arco cronologico compreso tra la seconda metà del Quattrocento e il Settecento e, limitatamente a Roma e alla Calabria, sino all'Ottocento, recuperando all'attenzione degli studi una produzione artistica di grande pregio, una sorta di 'quadreria "ariana" ricca di capolavori già noti, ma incrementata dall'acquisizione di testimonianze figurative in massima parte ancora inedite.

    Accanto allo studio più prettamente iconografico - che si pregia di interessanti novità, quali l'analisi della Vergine di Guadalupe, in veste di Immacolata India - il volume indaga il tema dell'Immacolata secondo un'ottica che può definirsi plurale affrontando i molteplici contesti - devozionali, cultuali, antropologici, politici, economici, sociali - che interagiscono in un affascinante gioco di intrecci. (Estratto da comunicato stampa Ufficio stampa Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria: sbsae-cal@beniculturali.it)




    Copertina Le stelle danzanti Le stelle danzanti. Il romanzo dell'impresa fiumana
    di Gabriele Marconi, ed. Vallecchi, pagg.324, Euro 15,00
    www.vallecchi.it

    L'Impresa fiumana fu un sogno condiviso e realizzato. Uno slancio d'amore che non ha eguali nella storia. D'Annunzio, fu l'interprete ispiratore di quello slancio, il Comandante, il Vate che guidò quella straordinaria avventura, ma protagonisti assoluti furono i tantissimi giovani che si riversarono nella città irredenta e là rimasero per oltre un anno. L'età media dei soldati che, da soli o a battaglioni interi, parteciparono all'impresa era di ventitré anni. Il simbolo di quell'esperienza straordinaria furono le stelle dell'Orsa Maggiore, che nel nostro cielo indicano la Stella Polare.

    Il romanzo narra le vicende di Giulio Jentile e Marco Paganoni, due giovani arditi che hanno stretto una salda amicizia al fronte. Dopo la vittoria, nel novembre del 1918 si recano a Trieste per far visita a Daria, crocerossina ferita in battaglia di cui sono ambedue innamorati. Dopo alcuni giorni i due amici faranno ritorno alle rispettive famiglie ma l'inquietudine dei reduci impedisce un ritorno alla normalità. Nel febbraio del 1920 li ritroviamo a Fiume, ricongiungersi con Daria, uniti da un unico desiderio.

    Fiume è un calderone in ebollizione: patrioti, artisti, rivoluzionari e avventurieri di ogni parte d'Europa affollano la città in un clima rivoluzionario-libertino. Marco è tra coloro che sono a stretto contatto con il Comandante mentre Giulio preferisce allontanarsi dalla città e si unisce agli uscocchi, i legionari che avevano il compito di approvvigionare con i beni di prima necessità anche con azioni di pirateria. (...) Gabriele Marconi (1961) è direttore responsabile del mensile "Area", è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana e il suo esordio narrativo è con un racconto del 1988 finalista al Premio Tolkien.




    Copertina libro Luoghi di potere normanno-svevi Luoghi di potere normanno-svevi in Calabria Citra - Itinerario di architettura fortificata
    di Maria Gabriella Le Rose, ed. Publiepa Edizioni, 2008

    La pubblicazione, arricchita da suggestive fotografie, si occupa del fenomeno dell'incastellamento, apertosi con i Normanni e poi ampliato in età sveva. Lo studio, attraverso le fortificazioni presenti a San Marco Argentano, Scalea, Amantea, Cosenza, Morano, Laino Castello, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, evidenzia le relazioni tra la localizzazione di tali architetture e la viabilità antica, con schede, grafici, didascalie e con una felice ricostruzione storica. L'autrice, forte della sua esperienza nel campo dei Beni Culturali, ha sottoposto all'attenzione dei lettori un segmento di architettura difensiva come "una significativa testimonianza superstite della nostra identità storico-architettonica". Presentazione di Pietro Dalena, Prof. ordinario di Storia Medievale, che, fra l'altro, riporta "l'agile libro si carica di valore documentale ed esprime la sua efficacia nella ricchezza di spunti metodologici e nell'intensità dell'approccio di una ricerca condotta con la passione tipica di chi ama la propria terra".




    Casa Collins. Le memorie della "segretaria inglese" di Garibaldi
    di Barbara Minniti, ed. Polistampa, 2008

    Che Giuseppe Garibaldi fosse un tombeur de femmes è cosa risaputa. Oggi all'elenco delle sue conquiste si va ad aggiungere una seconda nobildonna inglese (era già stato fidanzato con una lady negli anni successivi al suo esilio in terra statunitense). Si chiamava Emma Collins, fu la vicina di casa a Caprera e, con il marito, gli vendette l'intera isola. Alcuni biglietti "affettuosi" dell'eroe risorgimentale a lei diretti sono stati ritrovati a Roma presso l'archivio dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano dalla giornalista e scrittrice romana Barbara Minniti che basandosi proprio su quelle righe ha costruito un romanzo storico. Quegli scritti autografi sono ora visibili sul suo sito www.barbaraminniti.info.

    Le memorie di Emma Collins, la "segretaria inglese" di Garibaldi che visse sull'Isola della Maddalena tra il 1855 e il 1868, proprio di fronte ai possedimenti dell'eroe. Dal suo osservatorio privilegiato Emma racconta, con humour e in uno stile semplice e scorrevole che appassiona, le vicende del Risorgimento italiano attraverso le storie di una miriade di personaggi che passano da Caprera: patrioti, rivoluzionari, Camicie rosse, ufficiali sabaudi, inglesi o americani. Ma tra le sue memorie trovano spazio anche vicende personali di Garibaldi, dei figli avuti da Anita e dalle altre sue donne, con cui Emma intreccia la propria storia personale. Il racconto è introdotto da Annita Garibaldi Jallet, pronipote del Generale, e chiuso con un piccolo colpo di scena da una nota di Fanny Collins, nipote di Emma.




    Copertina libro La spilla di Janesich La spilla di Janesich
    di Antonio Della Rocca, ed. Mobydick (Faenza), 2008

    In un gioco di flash-back, la storia di una spilla della maison triestina Janesich si snoda nel tempo e nello spazio e si intreccia con quella di una famiglia ebrea, in cui il gioiello gioca un ruolo unificante anche nei momenti più bui. Indipendentemente dai luoghi dell'azione, lo sfondo della narrazione è Trieste, con i suoi caratteri di città multietnica e multilingue, con le sue chiese di tutte le religioni, con i suoi problemi di appartenenza all'uno o all'altro mondo, in bilico tra Mitteleuropa, Balcani e Italia.

    Antonio Della Rocca, vicepresidente del Pen Club Trieste, ha trascorso gran parte della sua vita di manager fuori Trieste, in Italia come a Bogotà, Norimberga e Mosca. Al suo primo romanzo, Il Professore (Ibiskos, 2002) è andato nel 2001 il 1° Premio del "Leone di Muggia". Ha pubblicato nel 2006 una plaquette di versi Carboncini e sanguigne (Hammerle Editori). La spilla di Janesich ha ottenuto il 1° Premio ad "Arti & Scritture di Frontiera" (promosso da Altamarea) a Trieste e al "Giovanni Gronchi" a Pontedera.




    Copertina Parola di testimonial Parola di testimonial
    Il testimonial nel panorama pubblicitario tra anima commerciale e non profit


    di Alessandro Aquilio, ed. Lupetti - Editori di Comunicazione, ottobre 2008
    www.lupetti.com

    Se la pubblicità è l'anima del commercio, il testimonial è l'anima della pubblicità, il suo volto spensierato, felice. Ma che spesso nasconde segreti da conoscere. Il testimonial, infatti, non è sempre un Re Mida capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Al contrario. Spesso si trasforma in Medea, in Conte Ugolino, fagocitando il prodotto o la marca che doveva promuovere. E' per questo motivo che la scelta di chi deve portare un messaggio deve essere preceduta da attente riflessioni strategiche, da presupposti che favoriscano l'incontro tra le due identità (quella del brand e quella del personaggio), ma anche da una buona dose di coraggio e voglia di sperimentare. Un originale viaggio all'interno del panorama pubblicitario.

    Da Calimero a Megan Gale, passando per Mina, Madonna o Fiorello fino alla Particella di sodio, Giovanni Rana o la coppia Totti-Gattuso: quanti di questi personaggi sono ormai diventati amici di famiglia, ammiccando dallo schermo tv, e quante volte ci siamo trovati a ripetere nel nostro linguaggio comune, come il classico "provare per credere" che ha accompagnato anni di comunicazione di un mobilificio.

    Alessandro Aquilio analizza la figura del testimonial dai suoi albori ad oggi. Dagli ambivalenti inizi legati a Carosello, agli sfavillanti anni Ottanta, alla globalizzazione della società contemporanea, il mondo della comunicazione pubblicitaria non ha mai saputo rinunciare a questa rassicurante immagine. Non sempre però i risultati sono stati pari alle attese. Un excursus storico tra mondo commerciale e non profit, una suddivisione tipologica aggiornata e al passo con i tempi supportata dall'analisi di specifiche case history, dalla testimonianza diretta di personaggi celebri (da Massimiliano Pani a Claudio Bisio) e di esperti della comunicazione, da Patrizia Musso a Paola Papakristo. (Estratto da presentazione libro)




    Il nostro Sessantotto. 1968-1973. I movimenti studenteschi e operai in Valsesia e Valsessera
    di Alessandro Orsi, pp. 240, 12,00 euro, 2008
    www.storia900bivc.it

    Pubblicato il 73esimo volume dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli "Cino Moscatelli", riedizione ampliata del volume già edito nel 1990. Afferma l'autore: "Sono quarant'anni, dunque. Quarant'anni da quel 1968, mirabolante anno, diventato simbolo di avvenimenti e processi di cambiamento nel mondo, maturati negli anni Sessanta e generatori di effetti prolungatisi nei decenni successivi. Anni di ideali e di brame di libertà. L'anniversario può servire a riflettere, ridiscutere e congetturare su come riaprire un canale di trasmissione di storia autentica e di valori validi. Ecco un obiettivo, allora, del ripubblicare Il nostro Sessantotto: ci saranno pure lettori, spero anche giovani, curiosi di avere notizie sulle vicende del Sessantotto magari in un'area periferica come la Valsesia. Cerchiamo, quindi, di informarli".

    Alessandro Orsi (Varallo, 1949) per un ventennio ha insegnato Letteratura italiana e Storia; dal 1993 è dirigente scolastico. Si occupa di istruzione, storia e turismo, degli ideali dell'area progressista, dell'educazione scolastica e della solidarietà. Collabora con riviste e giornali locali, con movimenti e associazioni a favore del territorio valsesiano. Ha scritto testi per volumi di fotografie e per filmati, per diffondere la conoscenza degli aspetti storici, culturali, gastronomici.




    Libro Visconti Visconti: Scritti, film, star e immagini
    a cura di Marianne Schneider e Lothar Schirmer, con scritti di Luchino Visconti, ed. Electa, pagg. 320, ill.161, 90euro, ottobre 2008
    www.electaweb.com

    Luchino Visconti (1906-1976) ha segnato un secolo del cinema europeo e sin dal primo film, Ossessione del 1943, rivela subito un eccezionale spessore cinematografico. La sua carriera è costellata da un susseguirsi di capolavori che lo hanno reso tra i più grandi, raffinati e innovativi protagonisti del cinema italiano: Bellissima (1951), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963), La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), fino all'ultimo lavoro, L'innocente, che uscirà postumo pochi mesi dopo la sua morte nel 1976.

    Per scelta dei curatori di questa monografia, che include la filmografia e la teatrografia completa, si è voluto lasciare allo stesso Visconti il ruolo di guidare il lettore attraverso un fitto intreccio di scritti autobiografici e teorici sul teatro, sul cinema e sui suoi rapporti con gli autori così che fosse lo stesso Visconti a introdurci alle ragioni e alle idee fondamentali della sua arte drammatica. I testi autobiografici sono raccolti nel Fondo Visconti, Biblioteca dell'Istituto Gramsci a Roma. La seconda componente essenziale del libro è la vasta sezione iconografica, che documenta i diciassette film del regista sia dal punto di vista estetico sia del contenuto. Questa parte visiva deve la sua autenticità alle fotografie conservate dai fotografi di scena, impegnati per anni con Visconti: da Osvaldo Civirani a Paul Ronald, da Giovan Battista Poletto a Rosario Assenza a Mario Tursi...

    Wolfram Schütte ha fornito le trame dei film che, insieme alle immagini, fanno di questo libro una guida qualificata alla filmografia di Visconti. Il volume dedica inoltre una intera sezione alle star la cui carriera e fama internazionale sono indissolubilmente legate alle pellicole di Visconti. Da subito il regista ha saputo circondarsi di un tal numero di attori e attrici influenti che gli si potrebbe attribuire la capacità di "creare" le star. Tra gli attori ricordiamo: Alain Delon, Dirk Bogarde, Helmut Berger, Burt Lancaster. Tra le attrici Clara Calamai, Anna Magnani, Annie Girardot, Claudia Cardinale, Romy Schneider, Silvana Mangano, Charlotte Rampling e molte altre. Senza dimenticare il caso eccezionale rappresentato da Maria Callas. Nell'ultima parte del libro si ripercorre la storia della vita e delle opere di Visconti che Caterina D'Amico ha scritto, sostenuta dalla diretta conoscenza della famiglia e del periodo.




    Copertina libro Ellenico Ellenico
    di Lorenzo Paramana, Edizioni Tracce, pagg.498, euro 19,00, Pescara 2008

    Ribaltare la storia con un documento falso, personaggi storici reali e l'eco delle loro vicende che attraversa i secoli fino al nuovo millennio: sono gli ingredienti di Ellenico, un nuovo esempio di thriller storico, stavolta ambientato nell'Impero Bizantino, che ripropone la ricetta lanciata da Dan Brown con il romanzo cult Il Codice Da Vinci. Il mistero inizia con la volontà degli autori di fondere i propri nomi in unico pseudonimo: dietro Lorenzo Paramana si celano una laureata in Lettere e un ingegnere.

    Il casus belli che alimenta il giallo, che is svolge nel Mediterraneo antico e contemporaneo, è un manoscritto del 1094 spedito da Papa Urbano II all'Imperatore di Bisanzio Alessio Comneno. Il documento, animato dall'intento di ricucire i rapporti tra Papato e Impero, è composto da due pergamene scritte in latino e greco. Una contiene l'invito all'imperatore di inviare i suoi rappresentanti al prossimo concilio ecumenico di Piacenza; l'altro riporta le note di un canto gregoriano. Il thriller storico nasce dall'intreccio con il dramma familiare. Finito nelle mani di Irene, moglie di Alessio, il manoscritto Sara falsificato in segreto su commissione dell'imperatrice con la complicità della primogenita Anna Comnena.

    Privata del diritto di salire al trono in seguito alla nascita del fratello Giovanni - così come narrano i manuali di storia - Anna, nel thriller di Paramana, insieme alla madre cerca di riappropriarsene influenzando gli eventi storici. Il complotto di madre e figlia contro il ramo maschile della famiglia sembra riuscire alla perfezione se non fosse per un errore dell'amanuense ingaggiato: il canto gregoriano della Chiesa d'Occidente is era trasformato, invece, in un Inno alla Trinità in lingua bizantina. Circa mille anni dopo, nella Creta dei nostri giorni, due sconosciuti trascinano in macchina Piero e Kristina reclamando un antico manoscritto bizantino che sarebbe stato ereditato dalla famiglia di Piero. (Comunicato stampa Ansa, 18 luglio 2008)




    Copertina catalogo Pandora Pandora, la prima donna
    di Jean-Pierre Vernant, traduzione di Irene Babboni, ed. Einaudi, collana "L'Arcipelago", pagg.51, 9,00euro, marzo 2008


    Saggio di Jean-Pierre Vernant (1914-2007), uno dei massimi studiosi del mito e della cultura greca, con illustrazioni del pittore viareggino Valente Taddei, che ha realizzato per l'occasione 10 tecniche miste su carta, nel suo stile inconfondibile, ad un tempo narrativo e minimalista, ispirate al celebre mito di Pandora e del vaso contenente i mali del mondo. L'artista già in passato aveva collaborato con la nota casa editrice torinese, producendo una serie di chine acquerellate per la rivista "Cfr:". Taddei è uno degli artisti di punta della galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, presso la quale le sue opere sono esposte in permanenza.




    Copertina libro Franco Modigliani Franco Modigliani - L'impegno civile di un'economista
    Scritti editi e inediti sull'economia e la società italiana

    a cura di Pier Francesco Asso, Protagon Editori, pagg. 240, formato 22x29 cm, Euro 26,00, 2008


    Per la prima volta, viene pubblicata una raccolta di scritti, tra cui alcuni inediti, di Franco Modigliani, Premio Nobel per l'economia nel 1985, dedicati ai temi dell'economia e della società italiana dal dopoguerra fino alla fine del XX secolo. Documenti inediti prodotti come consulente del Dipartimento di Stato dove, fra l'altro, Modigliani spezza una lancia a favore dell'ingresso del PCI nel governo nazionale per favorire il processo di risanamento finanziario del Paese all'indomani delle elezioni del giugno 1976; carteggi intessuti con personalità del mondo istituzionale e accademico dell'Italia degli ultimi cinquant'anni come Nino Andreatta, Paolo Baffi, Antonio Fazio, Tommaso Padoa-Schioppa, Bruno Visentini, Giorgio Napolitano, Ezio Tarantelli.

    Come sottolinea nel suo saggio, il curatore Pier Francesco Asso, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Palermo, "Il rapporto scientifico e intellettuale che Modigliani ebbe con l'Italia riguardò i molteplici aspetti della sua professione di economista, professore, consigliere economico, opinionista. Esso si sviluppò sin dai primi anni del forzato esilio, senza significative interruzioni, producendo fecondi risultati, soprattutto nel campo della politica economica e per il progresso degli studi economici nel nostro paese. Esiste anche un altro importante obiettivo storiografico che vorremmo perseguire con questa iniziativa: la recente acquisizione del suo archivio privato da parte della Rare Books, Manuscript, and Special Collections Library, Duke University, Durham, NC, USA, studiato da me e da Michele Alacevich ci consente di aggiungere nuovi elementi alla storia dei rapporti fra Franco Modigliani e l'Italia. Sotto questo profilo, la seconda parte del volume è dedicata alla pubblicazione di alcuni documenti inediti di particolare interesse storico che abbiamo reperito nel corso della nostra ricerca sulle carte Modigliani ". (Ufficio stampa Protagon)




    Mario Del Monaco: Dietro le quinte - Le luci e le ombre di Otello
    (Behind the scenes - Othello in and out of the spotlight)
    di Paola Caterina Del Monaco, prefazione di Enrico Stinchelli, Aerial Editrice, 2007
    Presentazione




    Andres - Tre poeti maschi
    di Andrea Simi, con prefazione di Bruno Gentili, ed. Vallecchi, pagg.128, Euro 14,00

    Tre grandi poeti della letteratura greca antica tradotti e riattualizzati con passione per i lettori di oggi. L'ambizione del volume è quella di offrire anche a un pubblico di non specialisti una ampia selezione di ciò che rimane dell'opera di tre fra i più grandi poeti della Grecia arcaica e cioè Archiloco, Alceo e Ipponatte, in una versione "facile" e fortemente attualizzata, privilegiando la godibilità dei testi, ma senza rinunciare al giusto rigore filologico.Il percorso, attraverso i frammenti residui della loro poesia, fornisce l'occasione per ricostruire i tratti umani di queste grandi figure della letteratura antica: tre uomini diversi in contesti sociali differenti ma contigui, tre storie diverse con qualche tratto comune, tre caratteri marcati e forti; in definitiva, tre maschi che hanno sviluppato, ciascuno a proprio modo, una poetica incentrata sui temi di maggiore presa emotiva per il pubblico dell'epoca: la lotta, e la violenza in tutte le sue forme; la forza irresistibile della natura; l'amicizia e il tradimento. La prefazione è a cura di Bruno Gentili, accademico dei Lincei, professore emerito di Letteratura greca all'Università di Urbino.




    Copertina libro Guerra dei Pazzi Cacciate Lorenzo! La guerra dei Pazzi e l'assedio di Colle Val d'Elsa 1478-1479
    di Marco Barsacchi, Protagon Editori, pagg.208, 24,00 euro

    La guerra che seguì la congiura dei Pazzi, e che da questa prese il nome, è tipica espressione di quell'epoca inquieta, di cui evidenzia ambizioni, timori, debolezze, ipocrisie che contrassegnavano le relazioni politiche e diplomatiche, riflettendosi poi nella strategia e nella condotta delle operazioni militari. Dopo aver rapidamente delineato il contesto storico in cui nacque, il volume di Marco Barsacchi, segue le vicende del conflitto che ebbe luogo in Toscana ma che coinvolse tutte le potenze del periodo: il Ducato di Milano, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli, Le repubbliche di Venezia, di Firenze e di Siena. Si sofferma in particolare sull'assedio di Colle Val D'Elsa che, delle ostilità fu l'episodio culminante e decisivo, segnandone la fine. Tale assedio, durato 52 giorni, offre un quadro vivace di guerra quattrocentesca: con gli assalti alle mura, il fuoco terrificante delle bombarde e quello insidioso delle artiglierie minute, gli atti di eroismo, i rancori municipali, le inutili crudeltà, le distruzioni e le sofferenze degi abitanti. I fatti della guerra e dell'assedio sono raccontanti valendosi di documenti e testimonianze dell'epoca, il che conferisce al dettato un sapore di vicende lontane, in qualche nodo viste con gli occhi e rievocate con le parole di coloro che le vissero in prima persona.

    Il volume è arricchito da una prefazione di Franco Cardini, numerose tavole a colori con gli alberi genealogici delle famiglie dei Medici, dei Pazzi, Aragona, e Della Rovere Riario, i disegni con i ritratti dei principali protagonisti storici l'elenco dei "Dramatis personae" e un'appendice documentaria che riproduce il Documento della resa di Colle Val d'Elsa e il Trattato di Pace stipulato a Napoli il 13 marzo 1480. E' il primo titolo a inaugurare la collana "Guerre e Cavalieri" diretta da Franco Cardini per Protagon Editori. Il volume sarà presentato mercoledì con gli interventi del sindaco Paolo Brogioni, dell'assessore alla Cultura Alessandra Topini, dell'autore Marco Barsacchi e dello storico Franco Cardini.




    Copertina catalogo Georgia O'Keeffe e John Loengard Georgia O'Keeffe/John Loengard. Dipinti e Fotografie
    di Johan & Levi Editore
    www.johanandlevi.com

    Giugno 1966. Il fotografo John Loengard visita la pittrice americana Georgia O'Keeffe nelle sue tenute di Ghost Ranch e Abiquiu, nel New Mexico. Le trentanove foto raccolte in questo volume documentano il forte legame fra i dipinti surreali della O'Keeffe e l'aspra realtà del deserto circostante, dove oggetti di tutti i giorni - ossa, sassi, i sonagli di un serpente - emanano una magia singolare. Fotografie scattate da Loengard alla signora del deserto, affiancate a immagini di opere della O'Keeffe che ne costituiscono una sorta di doppio, svelando come la realtà del deserto sia impressa a fuoco nelle immagini pittoriche dell'artista americana. A Ghost Ranch Loengard viene sorpreso dalla vitalità di quella meravigliosa signora che tutti ritenevano ormai un'eremita - aveva scelto di lasciare New York per il New Mexico alla morte del celebre marito Stieglitz nel 1946 - e ne ritrae momenti, silenzi, gesti. Alcune di queste fotografie furono pubblicate su Life nel 1967 e nel 1994 l'intero portfolio di Loengard arriva nelle mani di un editore e collezionista tedesco, Lothar Schirmer, che progetta un libro in cui affiancare gli scatti di Loengard a immagini di opere della O'Keeffe realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Georgia O'Keeffe, nata nel 1888, viene lanciata attorno al 1910 dal futuro marito, il fotografo Alfred Stieglitz, che la introduce negli ambienti dell'avanguardia newyorkese. Le creazioni degli anni dieci, illustrazioni a carboncino e acquarelli, sono fra le più innovative di tutta l'arte statunitense del periodo.

    Negli anni Venti si dedica a pitture a olio di grande formato con forme naturali e architettoniche ispirate agli edifici di New York. A metà degli anni venti è riconosciuta come una delle artiste più importanti degli Stati Uniti. Dal 1929 passa diversi mesi dell'anno nel New Mexico, dipingendo alcune fra le sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona. Negli anni trenta e quaranta riceve numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem. Nel 1949 si trasferisce nel New Mexico e negli anni cinquanta produce una serie di dipinti con forme architettoniche ispirate alla sua casa e una vasta serie di pitture di nuvole come viste da un aeroplano. Muore nel 1986. John Loengard, classe 1934, studia a Harvard e dopo l'università lavora come fotografo free-lance. Nel 1961 entra nella redazione di Life e successivamente lavora per altre pubblicazioni del gruppo Time Inc. Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, premiati con riconoscimenti quali l'Ansel Adams Book Award e il prestigioso Henry R. Luce Lifetime Achievement Award. Le suo opere sono state esposte in numerose mostre personali e fanno parte delle collezioni permanenti di vari musei. Vive a New York.




    Copertina libro Federico II e gli Ebrei Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza
    di Vincenzo Mercante, Edizioni Il Fiorino, pagg.135, €12,00

    "Questo breve saggio" scrive Mercante nella prefazione "si presenta come logica conseguenza del mio precedente studio dedicato a I Sefarditi, Saggi Ministri di Califfi e Re, pubblicato recentemente da Alinari. L'Al-Andalus dei secoli X-XIII presentava infatti nella Spagna delle tre culture (musulmana, cristiana ed ebraica), eccettuato il periodo della dinastia degli Almohadi, un clima di tolleranza, floridezza e cultura tali da lasciare un segno perenne nel corso dei secoli. L'eredità non andò perduta per qualche centinaio di anni: infatti la "Reconquista", che si proponeva di riportare sotto le insegne del Cristianesimo la penisola iberica, s'imbattè in un sovrano quale Alfonso X di Castiglia (1221-1284), così illuminato da essere soprannominato "il Savio". Egli si distinse infatti per la sua opera di mecenate, rendendo la sua corte un centro di sapere aperto a ogni ramo scientifico, soprattutto quello giuridico.

    Cronologicamente il suo operato si colloca alcuni anni dopo l'avventura di Federico di Svevia, ma i due sovrani presentano alcune caratteristiche comuni, prima fra tutte la tolleranza nei confronti di musulmani ed ebrei. Poco prima infatti nel centro del Mediterraneo la forte personalità dell'imperatore svevo" prosegue l'autore "aveva già instaurato una convivenza tra le tre culture e di conseguenza tra le tre religioni, che lascia ancor oggi stupiti per la modernità del concetto di tolleranza, che lungo i secoli ha tanto appassionato filosofi e saggisti, da John Locke (1632-1704), che scrisse la Lettera sulla tolleranza, a Voltaire (1694-1778), autore del Trattato sulla tolleranza. A tale moderno concetto di liberalità e all'implicito messaggio e invito alla pace contenuto nel libro, si accosta anche l'avanguardia architettonica presente a Castel del Monte in Puglia, trattato in appendice dall'architetto Marianna Accerboni.

    Il maniero fu fatto erigere da Federico II tra il 1240 e il 1250 e fu straordinariamente dotato di servizi, quali latrine, camini, condotte idrauliche, e di agi e lussi, inusitati per l'epoca e inseriti in un'architettura densa di riferimenti simbolici, matematici e geometrici: "una dimora possente" - così Accerboni - "in cui s'incontrano il pensiero e l'azione, che sembra concepita, filosoficamente, quale luogo per meditare e non per combattere". Il volume si conclude con gli apporti in appendice di Giorgio Galazzi, che tratta della Scuola Medica Salernitana, e con un accenno al trattato sull'arte della caccia con gli uccelli, composto in latino da Federico II. Vincenzo Mercante, noto studioso, è insegnante, esperto di comunicazione massmediale e collaboratore, in qualità di pubblicista, di varie testate. Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza è il suo diciottesimo libro.




    Copertina libro Toscanacci dal piede pesante Toscanacci dal piede pesante
    a cura di Vittorio Lorenzoni, Alsaba edizioni, pagg.208, 38,00 euro

    Nel mondo delle auto da competizione la Toscana gioca un ruolo di prim'ordine forse non a tutti noto. Un mondo fatto di gare, piloti appassionati, dai Rally, alla Pista alle Cronoscalate. Sono toscani alcune delle icone dei Rally: Paolo Andreucci, campione italiano assoluto Rally per tre stagioni, Andrea Aghini pluricampione italiano assoluto Rally e vincitore di prove del campionato del Mondo Rally, Stefano Bizzarri, plurititolato asso delle Due Ruote Motrici. E ancora toscano è il campione Alessandro Nannini, con nove podi in Formula Uno su 77 Gran Premi disputati oltre a numerosissime vittorie delle formule minori fino alle Sport Prototipo. Una lista lunghissima di Toscanacci dal piede pesante una carrellata di interviste e di racconti in chiave biografico-emozionale dei momenti più importanti vissuti da piloti più o meno noti, di terra di Toscana, raccolti da Vittorio Lorenzoni, accompagnati da un ricchissimo apparato iconografico. Nel libro troviamo le testimonianze di altri toscani come: Filippo Francioni, campione italiano assoluto Prototipi per ben cinque anni, Simone Fagioli, mattatore delle cronoscalate, attuale campione italiano assoluto Velocità Montagna, oltre ad essere campione Europeo, Franco Cinelli recordman in numerose cronoscalate e già Campione Italiano ed Europeo; Mauro Nesti, leggenda vivente con ben 17 titoli italiani e 9 europei nel Campionato Velocità Montagna infine Fabio Danti, la stella che ci ha lasciato troppo presto a cui l'opera è dedicata.




    Copertina libro Religione a Trieste La religione a Trieste
    di Alice Zen, ed. Editreg Trieste, pagg.213

    La realtà multireligiosa, e perciò multiculturale, della città di Trieste attraverso più di 400 foto a colori. Il volume della Zen - laureata in filosofia, studiosa di teologia e ricercatrice di storia della fotografia nonchè curatrice di numerose mostre e libri fotografici di prestigio - è frutto di un lavoro di due anni e ha il pregio di entrare nell'anima, nello spirito e nelle consuetudini delle diverse religioni, dopo una breve carrellata sulla loro evidenza architettonica. è un'opera che va in parallelo, quanto ad approfondimento, con quella realizzata dall'autrice nel 2003 sui "Protagonisti. Arte e scienza a Trieste" (ed. Mladika), che proponeva un ritratto fotografico e professionale di 118 personaggi, tra i quali Claudio Magris, Fedora Barbieri, Tullio Kezich, Marianna Accerboni, Callisto Cosulich, Franco Giraldi.

    In ambedue i casi alla Zen, raffinata artista dell'immagine, va il merito di aver saputo documentare e interpretare realtà diverse, indipendenti ma al contempo correlate, con un filo di tenerezza e tanta umanità, che rende più dolce la sua capacità di analisi. Alice Zen, nata ad Isola d'Istria (oggi Slovenia) e triestina da sempre, è stata allieva della fotografa Wanda Wulz, ultima erede della grande dinastia di fotografi triestini dell'Ottocento, con cui ha avuto un profondo legame artistico e affettivo. Ed è stata responsabile fino ai primi anni Ottanta del loro patrimonio fotografico. Da più di un decennio organizza a Trieste, nel proprio atelier di fotografia, degli interessanti e originali incontri culturali, intitolati "Tertulia": termine che nell'antico idioma ispanico allude a un convivio amichevole, condotto su temi artistici e culturali con amabilità, tranquillità e lealtà e accompagnato da cibi e bevande.

    banner newsletter Kritik
    freccia Per ricevere la newsletter Kritik, inviare una e-mail (senza testo) freccia


    Home page

    La newsletter Kritik non ha periodicità stabilita. Le immagini allegate ai testi di presentazione delle mostre, dei libri e delle iniziative culturali, sono inviate dalle rispettive redazioni e uffici stampa con l'autorizzazione alla pubblicazione.