Trinacria simbolo della Sicilia Hellas Grecia
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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007
Presentazione



Copertina catalogo mostra Maria Callas Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito
Catalogo della mostra
Fondazione Giuseppe Lazzareschi
pagg.71, immagini b/n e colore
Recensione




Le Macchine della Meraviglia
Lanterne magiche e film dipinto. 400 anni di cinema


termina lo 07 novembre 2010
Reggia di Venaria Reale - Venaria (Torino)
www.lavenaria.it

Un suggestivo racconto per immagini sulla lanterna magica e i suoi legami con il cinema e con l'arte d'avanguardia: accanto a rari vetri del Settecento e dell'Ottocento, sono presentati film di cineasti che hanno reso omaggio al progenitore della macchina cinematografica e alcune opere e installazioni di importanti artisti contemporanei, come Anthony McCall, Ugo Nespolo e Bill Viola, che a esso si sono ispirati o che ne rievocano le immagini. La mostra, a cura di Laurent Mannoni e Donata Pesenti Campagnoni, presenta collezioni al mondo di vetri per lanterna magica, provenienti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Cinematheque française di Parigi e da altri importanti istituzioni e collezionisti.

Per oltre tre secoli ogni sorta di soggetto è stato illuminato dalla lanterna magica, strumento ottico inventato nel 1659 dall'astronomo olandese Christiaan Huygens, che permise, per la prima volta di proiettare su uno schermo immagini fisse e animate. La lanterna magica spaventava, stupiva, divertiva ma al contempo era anche un potente mezzo educativo e divulgativo. Le sue proiezioni luminose hanno influenzato i primi cineasti della storia del cinema (i fratelli Lumiere, Georges Melies, Ferdinand Zecca e Segundo de Chomón), per poi incantare autori classici (come François Truffaut, Ingmar Bergman e Federico Fellini) e rivivere nei fotogrammi dipinti del cinema sperimentale di ieri e di oggi (Len Lye, Norman McLaren, Stan Brakhage, Luigi Veronesi, Cioni Carpi e altri ancora).




Fracobollo dedicato alla 5a conferenza generale Unesco - Firenze maggio-giugno 1950 Unesco: 2010 anno internazionale per l'avvicinamento delle culture
termina il 30 settembre 2010
Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa / Spazio Filatelico - Trieste
simonchi@posteitaliane.it

La mostra pone in risalto i diversi siti regionali e delle regioni con termini che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'Umanità. Saranno visibili documentazioni relative ai resti romani della città di Aquileia, alle Grotte di San Canziano della vicina Slovenia, della cattedrale di Parenzo (Croazia) oltre che la miniera di mercurio di Idria e il Comune di Cividale del Friuli entrambi candidati a divenire patrimonio dell'Unesco. La rassegna è realizzata dalla direzione museale e dallo spazio filatelico assieme al Centro Unesco di Trieste, con il coinvolgimento di diverse realtà scientifiche e istituzionali del capoluogo e della regione. Ha contribuito anche il Centro Internazionale di Fisica Teorica di Grignano (Ts) con materiali che riguardano la loro storia e lo sviluppo delle loro attività scientifiche. Sarà presente anche l'Accademia per le scienze per lo sviluppo del mondo (Twas) con altri documenti inerenti la loro attività.

La mostra sarà anche occasione per conoscere e apprezzare le diverse e numerose emissioni filateliche che l'Italia ha voluto dedicare all'opera e all'impegno dell'Unesco per la salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale del pianeta. Dal primo francobollo emesso il 5 maggio 1950 attraverso altre emissioni degli anni Novanta e del nuovo secolo, l'Unesco può vantare numerosi francobolli che hanno testimoniato il lavoro dell'ente per la diffusione della Civiltà del rispetto e della conoscenza. L'ultimo francobollo di Poste Italiane dedicato all'Unesco celebra il completamento della Ferrovia Retica, ed è stato emesso il 6 maggio di quest'anno.




Salvo - Viaggio in Egitto - olio su tela cm30x40cm 2010 Salvo: Universo a colori
14 ottobre (inaugurazione ore 18.30) - 04 dicembre 2010
Studio d'arte Raffaelli (Palazzo Wolkenstein) - Trento
www.studioraffaelli.com

Salvo, al principio degli anni '70, controcorrente rispetto al fermento artistico di quegli anni, intraprende la via della pittura. Inizialmente l'intento di reinvenzione del senso della pittura lo porta ad una rivisitazione citazionistica delle opere della tradizione pittorica del passato. Negli sviluppi successivi, invece, assume la sua inconfondibile fisionomia: la sua è una Pittura con la lettera maiuscola, poiché caratterizzata da colori luminosi, da semplicità e essenzialità geometrica delle forme, da nitore della costruzione spaziale, da una grazia intensa e sublime che avvolge i soggetti rappresentati. Dal 1995 i paesaggi diventano spesso annotazioni dei suoi percorsi così come le nature morte diventano un richiamo allo scorrere del tempo, delle stagioni, dei mesi. I suoi quadri sono il frutto di un'attenta osservazione e non intendono mai narrare delle storie; essi si concentrano sulla vita quotidiana. Ecco allora che i titoli di taluni dipinti aiutano a collocare il momento creativo sia dal punto di vista cronologico sia dal punto di vista spaziale e geografico.

La mostra - una trentina di lavori, tra dipinti ad olio su tela e su carta - nasce dunque dall'intento di presentare questo incantevole universo, apparentemente così semplice ed ingenuo, ma in realtà frutto di una raffinata capacità di cogliere gli effetti della costruzione plastica, della felicità cromatica e dell'incanto luminoso. Tra le opere presentate vi sono frammenti della sua esistenza: il viaggio in Egitto, quello in Islanda, nature morte e paesaggi che scandiscono lo scorrere delle stagioni, le vedute campestri e montane dell'Italia. «Dietro le semplificazioni della sua pittura c'è una coscienza analitica del passato, una sapienzialità silenziosa alimentata dalle fonti dirette della tradizione. L'ingenuità apparente di Salvo è il frutto di una conquista instancabile, è quella del maestro che ha appreso la semplicità, non di chi ha imparato a eludere la complessità.» (Giuseppe Pontiggia)




Piazza dell'Architettura Piazza dell'Architettura
termina lo 07 agosto 2010
Salone degli Incanti - ex Pescheria / Museo Revoltella - Trieste
piazzadellarchitettura.wordpress.com - Uff.Stampa Studio Sandrinelli Srl: candotti@studiosandrinelli.com

Aprirsi alla comunità per raccontare, spiegare, dare un ruolo alla "vocazione" dell'Architetto e per confrontarsi con la città e i suoi cittadini, con gli operatori e con le amministrazioni sulle tematiche che interessano il territorio e che quindi appartengono a tutti: questo è l'obiettivo della rassegna organizzata dall'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Trieste (Oappc) in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste. Perché piazza? La piazza rappresenta, nella città europea ed italiana in particolare, quello spazio urbano simbolo della socialità e della comunità. E' nella piazza che la gente si incontra, si mostra, si confronta. Ed è nella piazza che va in scena il teatro della civiltà urbana.

Otto le mostre fotografiche in programma. Le attività saranno diverse tra loro per caratteristiche, organizzazione e tempistica e vogliono rappresentare il momento propositivo e costruttivo, attraverso cui dare forma ed attuazione a tutte quelle azioni necessarie ad innescare o a diffondere processi e progetti di miglioramento e di trasformazione della città. Gli incontri rappresentano il nocciolo della manifestazione in quanto un'occasione unica di scambio di "saperi" e di confronto sulle tematiche che interessano il rapporto tra architettura, città e territori. Infine numerosi eventi collaterali: premi speciali, proiezioni di video, uno spettacolo di danza verticale sull'Ursus, studi aperti, parties, bar/dj ed altro ancora animerà la città "Piazza dell'architettura" coinvolgerà anche il Museo Revoltella - Galleria d'arte moderna di Trieste, che ospiterà la 2a edizione di Archiprix Italia 2010 e l'8° edizione della Rassegna Biennale di Architettura con l'assegnazione del 5° Premio Marcello D'Olivo

Mostre

- La visione dello spazio
Esposizione fotografica curata da Roberto Mutti che accosta 7 autori con impostazioni e stili diversi: Gabriele Basilico, John Davies, Margherita Spiluttini, Stefania Beretta, Vladimir Sutiaghin, Maurizio Galimberti, Franco Donaggio.

- La museografia di Siza
Rassegna curata da Maddalena D'alfonso che presenta 36 scatti realizzati da Marco Introini, fotografo italiano specializzato in architettura e paesaggio.

- Expo dopo Expo
Lo sguardo di 5 fotografi sulle eredità urbane e ambientali di 5 Expo in Europa: reportage sulla condizione attuale di Lisbona, Hannover, Siviglia, Saragozza e Suisse, fissati dagli obiettivi di Gabriele Basilico, Marco Introini, Claudio Sabatino, Claudio Gobbi e Maurizio Montagna.

- Premio Europeo d'Architettura Ugo Rivolta 2009
Mostra sul premio organizzato dall'Ordine degli Architetti di Milano con lo scopo di dare un contributo sull'Housing Sociale a livello europeo: vengono presentati i 4 finalisti e i 24 progetti selezionati per la fase finale della 2a edizione.

- CCS - Caracas
Mostra fotografica di Stefano Graziani: una ricerca sui caratteri dell'autocostruzione e dell'autogestione a Caracas.

- Stanze
Fotografie della casa di Yona Friedman: autore di una riflessione allargata sull'uso dell'architettura nella società contemporanea e per la quale ha coniato il termine "utopie realizzabili".

- Vedetta d'Opicina
Esposizione sul concorso di progettazione per giovani progettisti volto alla ricostruzione della Vedetta panoramica di Opicina, organizzato dal Comitato per l'amministrazione separata dei beni civici di Opicina, con il supporto dell'OAPPC di Trieste.

- London-Trieste
Esposizione di progetti sulla città di Trieste elaborati dagli studenti del Dipartimento di architettura dell'Università di Westminster a Londra.




Opera di Stefano Di Stasio Opera di Angelo Casciello Diorama Italiano. Arte e ambiente
61esima edizione del Premio Michetti


termina il 31 agosto 2010
Fondazione Michetti - Francavilla al Mare
Uff.Stampa: gangemi@vallecchi.it

Il titolo prescelto per questa sessantunesima edizione del Premio Michetti, curato da Carlo Fabrizio Carli, possiede una duplice valenza. Vuole indicare innanzitutto che italiani sono i trenta artisti, autorevoli e di vasta notorietà, che partecipano all'esposizione con opere quasi sempre realizzate appositamente per la mostra, ma anche che essi interpretano, spontaneamente e in assoluta libertà, altrettanti aspetti della creatività, della specificità, degli scenari esistenziali, in breve, dell'essere italiani. Estendendo all'intero settore dell'arte l'affermazione che Mina Gregori riservava recentemente all'ambito del collezionismo d'arte, questo equivale a dire che quello delle arti visive è un campo privilegiato per ritrovare l'identità italiana.

La formula espositiva adottata, ovvero la scelta di accogliere ogni espositore con cinque opere (tre nel caso della sezione "Arte e Ambiente"), non è affatto casuale, ma finalizzata ad assicurare a ciascun artista una sorta di piccola sala personale, consentendo al visitatore interessato di approfondirne la conoscenza, come non permette invece la selezione abitualmente adottata di una o due opere. Parte integrante di questo Premio Michetti è la sezione "Arte e Ambiente", che non soltanto affronta un tema centrale per l'esistenza dell'uomo contemporaneo, ma riprende un'antica vocazione del Michetti che significativamente, nel 1976, realizzò la trentesima edizione del Premio intitolata "L'uomo e il suo ambiente".

Pure nella forzatamente ridotta, ma qualificata, selezione degli artisti, il Michetti intende testimoniare proprio la vastità degli approcci e dei coinvolgimenti di un tema a cui vengono dedicate innumerevoli mostre e pubblicazioni: i verdissimi Tappeti Natura di Piero Gilardi, celebri in tutto il mondo, l'approccio esoterico di Immacolata Datti, la natura transgenica di artificiale candore di Carla Mattii, i fiori malati di Ettore Frani, il riutilizzo degli scarti di produzione proposto in dimensione estetica da Mariano Moroni, i fiori luminosi ed ecologici di Marco Appicciafuoco, la ricerca sui baccelli e i semi vegetali di Federica Luzzi, l'attitudine ecologica di Margherita del Balzo, che prepara da sé i fogli della speciale carta su cui interviene con il disegno, il rimpianto per la natura incontaminata di Isabella Ducrot, il vagheggiamento di una recuperata purezza primordiale dell'arte rupestre di Andrea Benetti.

Elenco artisti: Ubaldo Bartolini, Tommaso Cascella, Angelo Casciello, Francesco Cervelli, Marco Colazzo, Michele Cossyro, Alberto Di Fabio, Stefano di Stasio, Iginio Iurilli, Massimo Livadiotti, Salvatore Marrone, Andrea Martinelli, Alberto Mingotti, Cesare Mirabella, Mauro Reggio, Ruggero Savinio, Giancarlo Sciannella, Fabrizio Sclocchini, Giovanni Soccol, Ernesto Terlizzi. Sezione "Arte e Ambiente": Marco Appicciafuoco, Andrea Benetti, Immacolata Datti, Margherita del Balzo, Isabella Ducrot, Ettore Frani, Piero Gilardi, Federica Luzzi, Carla Mattii, Mariano Moroni.

Il 61esimo Premio Michetti è stato conferito ex aequo ad Angelo Casciello per l'opera Arco di Ulisse ferro e marmo di Carrara 2010, con la seguente motivazione "è stata riconosciuta una ricerca concettuale di recupero e di rilettura del mito classico all'interno di un approccio armonico e lirico" e a Francesco Cervelli con l'opera Senza titolo olio su tela 2009, con la seguente motivazione "per la sua riflessione sull'arte e il pensiero del Novecento che unisce la pittura alla ricerca delle nuove tecnologie, rivelando una vena narrativa, una poesia sommessa nella quale l'immagine si fa racconto". Nell'occasione è stato attribuito a Mauro Reggio con l'opera La torre olio su tela, 2010, il premio Museo d'arte contemporanea e moderna F.P. Michetti.

"Negli ultimi anni, in occasione del Premio, sono stati organizzati alcuni omaggi ad artisti che hanno caratterizzato, in modo significativo, la storia della rassegna francavillese. Tra i nomi più interessanti che si ricordano nelle prime edizioni, a cominciare da quella del 1949, Carlo Verdecchia occupa un posto di rilievo e ci sembra possa ben rappresentare una stagione dell'arte italiana del secolo scorso. La personalità di Verdecchia esprime in maniera esemplare la sensibilità di due città alle quali fu profondamente legato: Napoli ed Atri, la sua città natale. A Napoli come allievo dell'Accademia delle Belle Arti ed animatore del mondo artistico e nella città abruzzese dove lavorava nel suo studio non lontano dalla splendida cattedrale. Le sue opere ci parlano soprattutto di quei paesaggi e dei volti che gli erano ben familiari. Un artista che merita di essere nuovamente al centro dell'interesse degli studiosi e degli appassionati per l'originalità della sua tempra artistica e per la fedeltà ad uno stile che lo ha caratterizzato e distinto in tutta a sua lunga stagione creativa." (Vincenzo Centorame - Presidente della Fondazione Michetti)




Clemens Kalischer: Sguardi d'autore su luoghi e persone
termina il 22 agosto 2010
Borgata Paralup - Rittana (Cuneo)
www.nutorevelli.org

"Questo è un artista, questo americano ha capito" disse Nuto Revelli sfogliando le fotografie di Clemens Kalischer. La mostra espone lo sguardo d'autore di Kalischer sui luoghi e le persone che popolavano le alte valli cuneesi fotografati fra il 1962 e il 1963 e una sezione dedicata al "Progetto germoglio", un esperimento condotto in Massachusetts per avvicinare i giovani studenti all'agricoltura.




Opera di Maurizio Fava Maurizio Fava
termina il 31 agosto 2010
Studio Arkema - Portogruaro (Venezia)
www.notturnidiversi.net - xoomer.virgilio.it/maurizio_fava

Nonostante le astratte geometrie delle opere di Maurizio Fava possano far pensare a una ricerca pittorica estremamente distaccata e tesa verso la formulazione di leggi che regolino razionalmente il rapporto tra forme e colori, non si può nascondere che la sua pittura non risulti affatto fredda e calcolata ma trasmetta, al contrario, un senso di potente energia vitale sprigionata da un intenso cromatismo non regolato da leggi che non siano quelle di una spontanea e raffinata sensibilità per il colore. E' significativo come il percorso dell'artista sia partito da una fase di intensa gestualità e abbia sentito la necessità di evolversi gradualmente verso la regolarità della forma geometrica.

E infatti proprio la tensione tra l'ordine geometrico e la forza di una realtà vitale che tende sempre ad eccederlo sono una delle possibili chiavi per la lettura dei lavori di Maurizio Fava e ciò da cui scaturisce la capacità di attrazione che esercitano sullo spettatore. Questo incontro/scontro, giocato nell'opera d'arte, tra ordine della forma e vitalità del reale viene ulteriormente confermato dal frequente ricorso dell'artista a superfici ottenute da oggetti riciclati e utilizzate come supporti dell'intervento pittorico. Quasi a far scaturire, tramite l'operare artistico, una nuova forza vitale dagli scarti di un mondo dominato dalle logiche del consumo. (S. Pellarin)




Osvaldo Licini - Ritratto di Nanny - olio su tela 1926 circa Uno sguardo sulle donne: dai Macchiaioli a Modigliani
Ritratti femminili nella pittura dall'Unità d'Italia al primo conflitto mondiale


termina il 17 ottobre 2010
Auditorium di Sant'Agostino - Civitanova Marche Alta (Macerata)
Uff.Stampa De Luca Comunicazioni: m.deluca33@virgilio.it

La presenza a Civitanova Marche, nei primi anni del XX secolo, d Sibilla Aleramo, che ha ambientato proprio nel piccolo centro marchigiano il suo romanzo d'esordio, Una donna, ha rappresentato lo spunto culturale dal quale prendere le mosse per analizzare come la figura femminile sia stata rappresentata nel mondo delle arti in un periodo in cui le donne cominciavano a manifestare una forte insofferenza verso la loro condizione di subordinazione rispetto agli uomini. Attraverso cinquanta dipinti e sculture, la mostra, curata da Stefano Papetti, presenta i vari ruoli che le donne ricoprivano nella società del tempo, in un percorso articolato in sei ambiti nei quali vengono proposte immagini che le rappresentano nella loro veste di madri, di lavoratrici, di artiste, di seducenti conquistatrici, di recluse nei conventi per scelte spesso imposte dalla famiglia o di muse ispiratrici dell'opera dei loro compagni artisti.

La mostra, realizzata grazie ad una selezione delle opere conservate nelle collezioni pubbliche e private della regione Marche, consentirà di conoscere alcuni importanti dipinti inediti, come il toccante ritratto della signora Simboli eseguito nel 1928 da Giacomo Balla, di proprietà della Accademia Georgica di Treia, il ritratto della moglie Nanny Hellstrom dipinto da Osvaldo Licini negli anni Venti, quando l'artista marchigiano si trovava a Parigi dove, poco prima della scomparsa del pittore livornese, aveva incontrato Modigliani, presente in mostra con un ritratto femminile di grande suggestione. La mostra dedica un ampio spazio alla immagine delle "femme fatale", ma nel contempo vengono illustrati anche altri stili di vita, come quello segnato dalla fatica della vita nei campi, descritta nelle tele di Nazzareno Orlandi, il pittore ascolano che tanto successo riscosse in Argentina.

Anche il mondo della pittura, considerato per molto tempo luogo riservato agli uomini, nei primi anni del Novecento conta alcune rappresentanti femminili che, incuranti dei giudizi dei benpensanti, si dedicano all'attività artistica con successo, come mostrano le tele di Giulia Panichi, allieva del maestro romano Cesare Mariani, e della giovane patriota Giulia Centurelli. Numerose sono state anche le ragazze che, frequentando come modelle gli studi dei pittori, hanno finito per stabilire con loro un rapporto esclusivo che le ha innalzate al rango di muse ispiratrici dell'arte dei loro compagni di vita: Lina Ciucci, la moglie dell'eclettico pittore Adolfo de Carolis, molto stimato anche da D'Annunzio, ha rappresentato il prototipo di bellezza femminile. Il catalogo, curato da Stefano Papetti, edito dal Comune di Civitanova Marche, contiene saggi che illustrano in una visione pluridisciplinare il tema della mostra.




Daniela Caciagli - Mondo in rosso - cm120x100 2009 Daniela Caciagli: Forma/pensiero
17 agosto (inaugurazione ore 21) - 25 agosto 2010
Galleria Europa - Lido di Camaiore
www.mercurioviareggio.com

In questa occasione, viene presentato un ciclo di lavori realizzato negli ultimi quattro anni: dipinti ad olio e acrilico su tela, contraddistinti da uno stile in cui si uniscono con originalità richiami di matrice pop e surrealista. Daniela Caciagli (Bibbona, 1962) cerca di plasmare la realtà e di farla immaginare in continua mutazione, creando libere associazioni fantastiche di frammenti di vita quotidiana, in cui i riferimenti spazio - temporali appaiono sfumati. Le opere di Daniela Caciagli si distinguono per una tecnica raffinata e un uso vibrante dei cromatismi: il colore è il vero elemento generatore della forma, la modella e la controlla per comunicare allo spettatore una non banale riflessione sul vivere quotidiano e sul destino, imperscrutabile, che caratterizza ogni essere umano. L'artista ha all'attivo un nutrito curriculum espositivo, con personali e collettive in tutta Italia e all'estero. E' stata finalista all'importante Premio Arte Mondadori 2007 con l'opera Soli, che è stata esposta al Palazzo della Permanente di Milano. La mostra è patrocinata dalla Circoscrizione Lido di Camaiore e corredata di catalogo con testo critico di Simone Fappanni. E' curata da Gianni Costa, direttore della galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio.




Turi Simeti - Superficie gialla con cinque ovali - acrilico su tela sagomata cm150x200 2005 Turi Simeti
termina il 12 settembre 2010
Ex Collegio dei Gesuiti - Alcamo (Trapani)
galleria.ala@iol.it

A distanza di quasi mezzo secolo dalle prime partecipazioni importanti a mostre e rassegne, Turi Simeti continua a svolgere con immutato rigore i termini di una ricerca artistica di rara coerenza. La mostra segna il suo ritorno nella cittadina siciliana dove è nato. Un omaggio che ha voluto ordinare in un percorso antologico di circa 50 opere, dagli inizi degli anni Sessanta sino alle opere più recenti, privilegiando nell'allestimento l'unitarietà di spazio e colore, accostando quindi i lavori nella suggestiva unità del monocromo: il giallo, il grigio, l'azzurro, il verde e il rosso si alternano così nelle sale ogni volta sviluppando un dialogo silenzioso con gli antichi ambienti seicenteschi del Collegio dei Gesuiti.

Nel colloquio intenso e circolare delle opere tra loro e con l'architettura, emerge così la qualità essenziale del lavoro di Simeti: un gioco di variazioni e increspature, di modulazioni e di movimenti minimi in cui l'aggetto delle forme ovali, l'affiorare delle luci e il dilatarsi delle ombre, il continuo mutare delle geometrie, svolgono quella riflessione sugli elementi elementari della visione e del linguaggio che Simeti ha individuato come portanti nel clima culturale della seconda metà del Novecento e che adesso consegna al nuovo secolo. In catalogo, testi di Bruno Corà e Sergio Troisi.

Turi Simeti (Alcamo - Trapani, 1929) nel 1958 si trasferisce a Roma dove frequenta Alberto Burri. Negli anni Sessanta espone in importanti rassegne in Italia e all'estero dedicate all'Arte Programmata e a Nuova Tendenza. Trasferitosi a Milano, nel 1965 partecipa al progetto "Zero Avantgarde" presentato per la prima volta nello studio di Lucio Fontana. Soggiorna per lunghi periodi a New York tra il 1966 e il 1969 dove è stato invitato dalla Fairleigh Dickinson University come artista residente. Negli anni Settanta e Ottanta la sua attività espositiva lo porta in diverse città europee. Dal 1980 inizia a lavorare e ad esporre a Rio de Janeiro. Nel 1991 il Museo d'Arte Contemporanea di Gibellina (dove gli era stata commissionata una scultura nel 1980) gli dedica un'importante retrospettiva.

Tra le principali mostre personali degli anni Novanta ricordiamo quelle del 1996 al Kunstverein di Ludwigsburg e ad Erice. Più recenti le rassegne del 2001 alla Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate e del 2002 alla Fondazione Mudima di Milano. Nel 2010 espone per due mesi grandi opere nella Galleria Salvatore + Caroline Ala a Milano. Le sue opere sono presenti, tra le altre, nelle seguenti collezioni: in Italia, Galleria Civica di Torino; Pinacoteca di Macerata; Villa Croce, Genova; Museo d'Arte Moderna di Bolzano; CIMAC, Palazzo Reale, Milano; in Germania, Städtische Museum Gelsenkirchen; Museum Pfalzgalerie Kaiserslautern; Wilhelm-Hack-Museum Ludwigshafen; Städtische Galerie Villa Zanders, Bergisch Gladbach; Mittellrhein-Museum, Koblenz; in Olanda, Mondriaanhuis,Amersfoot e in Brasile, MAM, Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro.




Hugo Bustamante Isla - Natura morta - cm.60x80 2010 Hugo Bustamante Isla: Nature morte
termina il 28 settembre 2010
Galleria Arteincornice - Torino
Mostra on line

Il pittore colombiano Hugo Bustamante (Popayán, 1969) offre nelle sue opere la possibilità di vedere le "caratteristiche del quotidiano" raffigurando talvolta oggetti di varia natura riscontrabili nella vita di tutti i giorni. Barattoli, borse di plastica, drappi e fiori si amalgamano in composizioni alquanto suggestive che soprattutto attraverso l'uso ben consapevole dei colori riescono a comunicare a chi le osserva. "La pittura di Hugo Bustamante è forte, dura, senza dubbio molto elaborata. La natura dei temi è sofferta, fiumi profondi di solito hanno tanti sassi depositati dal tempo, Hugo non ha un fondo di artista fatto di sabbie leggere: basta guardare il trattamento tenace dei colori, la vitalità con la quale non cede alla tentazione del colore banale. Un lavoro dove si percepisce una dedicazione permanente. Artista di grande ricchezza pittorica, archeologo plastico del quotidiano, nelle sue nature morte lascia che gli oggetti ammucchiati raccontino storie non scritte. Oggetti riuniti in apparente disordine, che testimoniano il passato e il presente." (Gerardo Fontanes Perez)




Meccaniche della Meraviglia VII/2010
Carlo Zauli, Michele Mazzanti, Luigi Compagnoni, Armida Gandini, Roberto Dolzanelli, Salvatore Falci, Michele Mazzanti, Alexander Brodzky


7a edizione, 18 settembre - 10 ottobre 2010
amorandi@provincia.brescia.it

Percorso itinerante in sei località della bassa bresciana (Manerbio, Verolanuova, San Gervasio, Cigole, Gambara, Leno), atto ad instaurare delle meccaniche inedite di lettura ed esperienza tra opera e territorio. Una delle idee fondanti di quest'iniziativa sta nell'accostare a spazi architettonici di particolare valenza storico-artistica artisti contemporanei che in quel luogo non si limitano ad allestire una mostra, ma che devono andare oltre e cercare di creare un dialogo tra le loro opere e gli spazi architettonici.

Il curatore dell'intera rassegna è l'artista bresciano Albano Morandi che nella presentazione in catalogo alla prima edizione di Meccaniche, scriveva: "Le Meccaniche della meraviglia ci riportano, almeno come affinità linguistica al pensiero di Borges. Le eterotopie (come quelle che troviamo tanto frequentemente in Borges) inaridiscono il discorso, bloccano le parole su se stesse. Contestano, fin dalla loro radice, ogni possibilità di grammatica; dipanano i miti e rendono sterile il lirismo delle frasi. Minano segretamente il linguaggio, sconvolgono la sintassi che costituisce le frasi e che fa tenere insieme le parole e le cose. Voglio precisare che Le parole e le cose è il titolo della traduzione italiana del saggio Les mots et les choses di Michel Foucault del 1996. L'intento è quello di suggerire allo spettatore uno sguardo non superficiale verso le cose, prendendo noi stessi e la nostra "piccola" e inadeguata cultura come punto focale per comprendere ciò che ci sta davanti."




Fotografia di Gianni Catellani Metafisica del quotidiano
15 agosto - 10 ottobre 2010
Rathaus Köpenick - Berlino
info@csart.it

La mostra, promossa dal Comune e dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, ospitata a Berlino, nella prestigiosa sede del Municipio di Köpenick, presenta una selezione di immagini che, come spiega Giuseppe Berti, curatore della mostra insieme ad Ivano Bolondi, "non albergano nella realtà quotidiana, non sono nel mondo, o del mondo conservano un solo frammento, evocano un'assenza o una presenza mai prima percepita, un'insolita trama di luce e di ombra che destabilizza le cose oltreché il nostro pensiero". Una cinquantina di scatti realizzati dai fotografi del Circolo degli Artisti (Sebastiano Davide Aviles, Rita Bedogni, Monica Benassi, Luca Bertolotti, Lucio Braglia, Maria Cristina Bassoli, Maria Grazia Candiani, Claudio Carelli, Gianni Catellani, Loretta Costi, Emilio Giberti, Nero Levrini, Maria La Penta, Claudio Salsi, Bruno Vagnini ed Enzo Zanni) con la partecipazione speciale di Enzo Carli, sociologo, giornalista e teorico della fotografia. Paesaggi, geometrie, ritratti, immagini astratte e digitali capaci di offrirci un quotidiano diverso dal consueto, visionario ed incantato, oppure drammatico, ironico ed allusivo. (Estratto da presentazione Ufficio stampa CSArt - Comunicazione per l'Arte)




Opera di Annamaria Iodice Annamaria Iodice
termina il 22 agosto 2010
Palazzo Costanzi - Trieste
info@twinsclub.it

In mostra i lavori più classici dell'autrice: dai paesaggi con figura agli animali inseriti nei cieli stellati; dagli alberi ai corsi d'acqua; dai nidi a forma di ciambella alla migrazione delle cicogne. L'esordio dell'autrice avviene a Napoli, attorno al 1975, per mezzo di fugaci miracoli, come lo scintillio di un atto poetico dentro al vociare stordito e sentimentale del vicolo, il suscitare un silenzio improvviso tra tante parole, pur usandole tutte, cercando, nell'arte, una dimensione capace di illuminare l'opacità della consuetudine. Per Annamaria Iodice, creare con la leggera pressione di un pennello sulla carta o sulla tela gesto della mano, significa innanzitutto dare ascolto al lato nascosto delle cose per assistere al loro manifestarsi come di fiamma sempre accesa che sa che cosa illuminare e quello che deve essere tenuto in ombra. Un rumore di conoscenze di un tempo passato, fissato forse nei geni delle cellule più significative, forse collocato in una strada che ha l'ingresso nella testa dove si rispecchia il fondo che è nel respiro. E in questa regione è posto il deposito-laboratorio dove i distillati del vivere e del visto, amato e capito, risiedono attivi e forti, anche se lievi come luce, profumo, suono.

Con il gesto, con colore e acqua, per uno strano fenomeno, escono dalla punta delle dita, del pennello, e si imprimono sulla materia-supporto. Il suo lavoro consiste nell'utilizzare questi umili e antichi strumenti per raccontare ciò che si mostra al nostro sguardo. Ciò che risuona è un insieme di impulsi che muovono dal paesaggio del mondo vegetale, umano, animale, dall'arte che già ha contemplato e riferito. Ciò che viene estratto è un distillato: un prodotto di decantazione che si rimette in circolazione. Così comincia a nascere un linguaggio, esiguo di cifre, ma con le quali il racconto si impregna nel modo giusto, per sé stesso e per il colore, facendo emergere l'impulso che ha ricevuto, senza sbavature, senza inutili arzigogoli. Pigmenti sì, ma in quantità limitata, come cadmio rosso e giallo, indaco e oltremare, verde acqua e turchese bianco. Dall'unione di questi con il supporto nascono individualità precise: carteveline, carte porose, tele dalla grana minuta, vivono questa danza del colore che incontra e vive nella materia trascinata dal flusso acquoso. La mostra, a cura di Roberto Vidali, è stata realizzata dall'Associazione Juliet in collaborazione con il Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura. (Estratto da comunicato stampa di Massimo Premuda - fvg24.it)




Riccardo Giulietti - Cartocomposizione 15 - cm40x46 2008 Riccardo Giulietti: Gioco di astrazione geometrica
termina lo 08 settembre 2010
Galleria 9 Colonne / Spe / La Nazione - La Spezia
info@fondazionedars.it

L'estro e la fantasia di Giulietti ci conduce in un mondo dal carattere ludico dove le forme geometriche ed i colori si avvicendano producendo effetti inusuali e sempre diversi. I colori sono molto luminosi: vanno dal verde al blu all'arancione e così via. Le forme sono quelle di origine elementare: si va dai cerchi, ai rettangoli, ai quadrati, che ogni volta mutano la loro dimensione. La geometria, va detto inoltre, è una materia che stimola la razionalità, il calcolo, la capacità di astrarre. Non si tratta, infatti, nel caso di Giulietti, di composizioni create senza un senso logico ma, al contrario, è la logica che domina le sue opere, la necessità ed il desiderio di dare un senso anche al mondo apparentemente inanimato che è quello delle scatole e scatoloni di legno.

I labirinti giocosi che crea, fanno pensare ai labirinti della mente umana, che mai finiremo di indagare e conoscere. E non solo: fanno pensare anche ai circuiti elettronici dei computer, che non sono altro che il pensiero umano applicato in modo tecnico. Il gioco come tale è il modo più semplice ed immediato per sperimentare e così ha fatto il nostro artista divertendosi, in modo intelligente, a ricreare luoghi, spazi, pause tramite la sua capacità pittorica compositiva. (Estratto da presentazione di Tatiana Gorla)




Dalla mostra di Vladimir Asmirko Russia il sacro e il mistero - mostra di Vladimir Asmirko Russia: il sacro e il mistero
Fotografie di Vladimir Asmirko


Bugno Art Gallery - Venezia
termina lo 06 agosto 2010
studiodalponte@libero.it

Una trentina di lavori che documentano i viaggi di Vladimir Asmirko nei luoghi della Russia poco conosciuta e lontana dalla capitale, tra le comunità dei Starovery, i religiosi ortodossi che osservano ancora le antiche credenze e tradizioni. La multiforme bellezza e la straordinaria varietà della cultura di ciascun paese, afferma Asmirko, affondano le radici nell'antichità, nelle tradizioni, nelle religioni e sono intessute di misteri e di segreti. Per comprendere una cultura - come un insieme nato dal fondersi di molteplici caratteristiche e tradizioni etniche - esiste una chiave di lettura che non si può semplicemente raccogliere, ma si deve investigare e raggiungere. A volte, ascoltando il cuore della terra altrui, si riesce a sentire quello della propria, scoprendovi aspetti nuovi o scorgendoli sotto una luce inaspettata.

La mostra è un invito a compiere questo viaggio e questa scoperta attraverso i templi antichi, i paesaggi, i ritratti di coloro che ancora conservano la conoscenza dei secoli passati, i riflessi delle chiese in quelle stesse acque che forse, un tempo, avevano lambito i gradini di pietra di Venezia. Catalogo in mostra, con presentazione di Carlo Montanaro. Vladimir Asmirko (isola di Sakhalin, 1963), laureato col massimo dei voti presso l'Istituto Umanistico di Mosca, facoltà di Radiotelevisione, specializzato in regia cinematografica e televisiva, ha iniziato la carriera fotografica a Vladivostok, presso gli studi documentaristici "DalTelefilm". Ha poi lavorato per il dipartimento dell'Estremo Est del canale nazionale TV Rossìa, girando documentari in Siberia, Cina, Giappone, India, Siria, Francia e Italia che oggi fanno parte di un'importante filmografia. Dal 2000 espone i suoi lavori fotografici in Russia e in Europa.




La via delle anime - Sepolture di epoca romana a Riva del Garda La via delle anime
Sepolture di epoca romana a Riva del Garda


termina lo 01 novembre 2010
MAG Museo Alto Garda - Riva del Garda
ufficiostampa@comune.rivadelgarda.tn.it

Il tema assoluto - la morte e l'atteggiamento, diverso nella varie epoche, dell'uomo nei confronti dell'estremo passaggio - visto con gli occhi degli antichi: l'immaginario collettivo d'epoca romana è indagato e proposto al pubblico dal MAG - Museo Alto Garda con un'ampia esposizione di reperti recentemente rinvenuti nelle due notevoli aree cimiteriali della Baltera e di San Cassiano, databili fra il primo e il quarto secolo d.C. Oggetti, recipienti e monili provenienti da una ventina di corredi tombali che permettono di scrutare convinzioni profonde, aspettative e timori delle genti che abitarono l'Alto Garda duemila anni or sono. Il territorio di Riva del Garda è, insieme a Tridentum, quello archeologicamente più significativo dell'intero Trentino. Il particolare, le testimonianze più ricche sono d'epoca romana e testimoniano una vivace realtà economica.

Tra i rinvenimenti, distribuiti sull'intero areale, sono numerosissime le necropoli, distribuite lungo l'antica viabilità, delle quali sono particolarmente interessanti quelle che si sviluppano lungo l'odierna via Marone, una strada con andamento nord-sud marcata alla sua estremità meridionale da un capitello (suggestivamente noto alla tradizione popolare come «capitello delle anime»). Da qui la scelta del titolo che restituisce i risultati delle ricerche nate dai recenti scavi nelle località San Cassiano e Baltera. Nei due nuclei cimiteriali scoperti lungo via Marone fra il 2006 e i 2008 sono infatti state rinvenute una settantina di tombe, alcune delle quali dovevano presentarsi monumentali. Il primo gruppo di sepolture, quello della Baltera, ascrivibile nell'ambito dell'ultimo quarto del I secolo d.C, presentava un recinto tombale di famiglia con tombe a cremazione; qui sono stati rinvenuti corredi particolarmente ricchi, tra cui si segnalano alcune pissidi in lamina d'argento, uno specchio e diverse suppellettili in vetro.

Il secondo gruppo è riferito ad una selezione di sepolture, parte a cremazione e parte ad inumazione, provenienti al complesso cimiteriale di San Cassiano, molto più ampio del precedente e dal quale, per la mostra sono stati selezionati alcuni corredi tombali particolarmente significativi, che coprono l'orizzonte cronologico che va dagli ultimi decenni del I secolo d.C. al IV secolo d.C. Interessanti anche i risultati delle ricerche documentate nel catalogo della mostra dai quali emergono i risultati delle ricerche che narrano anche di una villa collocata a ridosso dell'asse viario in direzione di Arco. Dalle analisi dei corredi tombali le caratteristiche sociali ed economiche degli abitanti di un sito che fu caratterizzato da una lunghissima durata nella frequentazione, frequentato dall'età romana fino al diciottesimo secolo. La mostra, a cura di Cristina Bassi, è organizzata dal MAG e dalla Provincia autonoma di Trento, Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici, nella sede della Rocca.




openArt - 10edizione
B&B Vallombrosa - Castelrotto (Svizzera, Ct. Ticino), 23 luglio - 12 settembre 2010
Località Trii - Roveredo (Svizzera, Ct. Grigioni), 24 luglio - 10 ottobre 2010
Torre Fiorenzana - Grono (Svizzera, Ct. Grigioni), 25 luglio - 10 ottobre 2010
www.openart.ch

Gli oltre 100.000 metri quadrati dei terreni in località Trii che accolgono ogni anno le grandi opere e le installazioni che arrivano da varie parti d'Europa sono diventati un luogo di convegno per gli appassionati d'arte della Svizzera in particolare, ma anche di Austria, Germania, Italia e Francia, che non perdono ogni estate l'occasione per affacciarsi su uno spaccato di quella che è la creatività europea del momento. Quest'anno, per il decennale, il numero degli artisti è ulteriormente lievitato: sono una settantina gli autori rappresentati, frutto di una selezione che, come in passato, è fatta da Luigi a Marca, egli pure scultore, ma soprattutto organizzatore instancabile di questo incontro che richiama a Roveredo, assieme agli artisti, critici e direttori di musei.

Molto apprezzata da tutti è la commistione arte-natura che sposa bene i manufatti con le distese di verde o i boschi entro cui sono disposte le opere, appositamente progettate e realizzate, nei materiali più vari, dove prevalgono ancora, pur in declinazioni innovative, legno e pietra. Sempre folta è la presenza degli artisti svizzeri, cui si affiancano scultori provenienti dalla Germania e da altre parti d'Europa (Austria, Francia, Italia, Olanda e Gran Bretagna), ma appare subito evidente come l'espressione artistica non abbia ormai più nazionalità. Le sculture (in legno, bronzo, pietra ed altri materiali meno usuali), le installazioni più varie, i video non sono più connotati dalla cultura di provenienza ma vivono di una globalità (qui certamente produttiva) fatta propria dagli artisti che si confrontano con l'arte del mondo intero.

Artisti a Roveredo: Eva Antonini, Sandra Autengruber, Irma Bucher, Clara Conceppio-Sangiorgio, Sibylla Dreiszigacker, René Düsel, Pli Ebnöther, Chiara Fiorini, Linda Fontanelli, Markus Fritschi, Iréne Fröhlich, Dieter Gassebner, Christa Giger, Duosch Grass, Paolo Grassi, Fredy Hadorn, Daniel Hardmeier, André Heer, Regula Hotz, Nadja Iseli, Edith Kappeler, Christina Käuferle-Gallo, Christian Kirchhofer, Jürgen Knubben, Betty Kuhn, KUSPI 010, Martina Laulnger, Pi Lederberger, Peter Leisinger, Leto/Markus Meyle, Line Lindgren, Steff Lüthi, Luigi a Marca, Marck, Riccardo Matteuzzi, Pascal Murer, Simeun Moravac, Marc Moser, Giovanna Nicola + Petra Wyss, Stefan Niederberger, Brigitte Noti, Claire Ochsner, Eva Oertli, Milvia Quadrio, Regina Ramseier, Aniko Risch, Nigel Ritchie, Gerda Ritzmann / Maya Andrey, Gianni Rodenhäuser, Tannja Röder, Dorothée Rothbrust, Teresa Rothenbüler-Aebischer, Pavel Schmidt, Sferico, Hansruedi Suter, Suter & Bult, Milan Spacek, Rolf Sprecher, Sergio Tappa, Gwendolin Taube, Rudolf Tschudin, Christiane Tureczek, Lars Vaupel, Maximilian Verhas, VeronesiHoepflinger, Stefan Waibel, Claudia E. Weber, Hanspeter Wespi, Pt. Withfield, Anne Marie Catherine Wieland, Hanspeter Wyss, Katrin Zuzakova. Esposte anche opere di Arman, che aveva aderito alle prime edizioni di openArt.

Artisti a Castelrotto: Eva Antonini, Irma Bucher, Pli Ebnöther, Dieter Gassebner, Duosch Grass / Aniko Risch, Paolo Grassi, André Heer, Jürgen Knubben, Line Lindgren, Steff Lüthi, Luigi a Marca, Marck, Pascal Murer, Simeun Moravac, Stefan Niederberger, Eva Oertli, Klaus Prior, Dorothée Rothbrust, Sferico, Milan Spacek, Rudolf Tschudin, Maximilian Verhas, Stefan Waibel, Anne Marie Catherine Wieland, Hanspeter Wyss, Katrin Zuzakova.




Carlo Trevisan - Vola V(i)ola - olio su tela cm50x50 2010 Carlo Trevisan: Kromatis
termina lo 01 agosto 2010
Galleria d'Arte Contemporanea Artekostia - Albinea (Reggio Emilia)
Uff.Stampa: info@csart.it

L'allestimento, curato dal gallerista Costantino Piazza, prevede una quindicina di opere ad olio su tela - alcune di grandi dimensioni - tutte realizzate tra il 2009 ed il 2010, con riferimento ad uno stile pittorico in cui il colore ha funzione preminente. Come spiega infatti lo stesso artista, le opere della sua recente produzione sono accomunate da una scelta cromatica che va dal bruno Van Dyck alla terra di Siena, dalla terra d'ombra bruciata ai bitumi: tonalità calde che accolgono epifanie del quotidiano, sospese nel cielo o naufragate sulle rive del mare. I soggetti delle sue opere sono infatti nature morte, figure e animali, proiettati in un'atmosfera surreale e sottoposti ad un processo di ibridazione che, con un pizzico di ironia, dà vita a situazioni e creature fantastiche, come il Rinoperonte, Vola V(i)ola e la CocaCola ellenica.

Carlo Trevisan (Cesena, 1965) negli anni '80 inizia la sua formazione artistica e culturale come poeta e pittore. Dal 1992 è redattore e segretario della rivista "Sinopia", grazie alla quale viene a contatto con il mondo culturale e artistico della Versilia. Partecipa attivamente al Movimento Artistico Versilia, collabora con Il Teatrino dei Bisogni Consapevoli e con l'Unione Cattolica Artisti Italiani di Lucca. Nel 2000, lasciando ogni corrente ed associazione, intraprende un percorso artistico personale, dal quale nascono collaborazioni con alcune gallerie del centro e nord Italia. Frequenti viaggi in Europa, ma anche in America, lo portano a confrontarsi con il mondo dell'arte internazionale. Ha pubblicato una trentina di raccolte poetiche che integrano e arricchiscono il mondo surreale della sua pittura.




ThomasWrede - Bungalow Thomas Wrede. Panorama.
termina lo 05 settembre 2010
Palazzo dei Panni - Arco (Trento)
www.galleriacivica-arco.it

L'esposizione, a cura di Giovanna Nicoletti, presenta trenta foto del fotografo tedesco Thomas Wrede (Iserlohn, 1963) provenienti dai tre celebri percorsi Magic world, Domestic world e Real landscapes, più alcuni scatti inediti eseguiti nel territorio di Arco. Come Kant e Hegel si interessano del complesso rapporto dialettico con la natura, Thomas Wrede fornisce un contributo creativo alla tradizione filosofica tedesca, ponendo in discussione la percezione della natura e della realtà in generale, attraverso un originalissimo linguaggio fotografico in cui i paesaggi mettono alla prova la percezione dello spettatore e spingono a riflettere su cosa è reale e cosa non lo è. Un mondo in cui un oceano infinito è spesso una pozzanghera, mentre un mucchietto di sabbia e rocce un'imponente catena montuosa. Piccoli set accuratamente allestiti, immortalati da una fotografia (rigorosamente analogica), che non risparmiano l'ironia di bramare una sorta di "terra promessa dalla fotografia".

«La ricerca fotografica di Thomas Wrede pone l'attenzione sulle modalità della rappresentazione: come ricreiamo l'ambiente? Questo interrogativo ci porta ad osservare un aspetto delle Alpi e delle montagne, intese come spazio urbano, in continua trasformazione, a volte surreale, nella relazione tra artificiale e naturale. La natura è una forma flessibile: diventa spazio o scenario di pubblicità, di gioco. Addirittura di abitazione, quando prende forma di carta da parati, trasformando lo spazio di pareti domestiche in fotografia di paesaggio». (Giovanna Nicoletti)




A-One - Portrait of A-Bot - spray smalto su tela cm195x395 1983 A-One
termina il 25 settembre 2010 (chiusa per ferie 01-31 agosto 2010)
Galleria Salvatore + Caroline Ala - Milano
galleria.ala@iol.it

Personale con una trentina di opere realizzate con tecnica spray su tela cartone e metallo in vari formati - talune estese fino a 6 metri di lunghezza - dall'artista newyorkese A-One (1964-2001), considerato il protagonista con maggiore talento della generazione dei graffitisti degli anni Settanta. Tali lavori furono presentati per la prima volta nel novembre del 1983 nella Galleria Salvatore Ala a Milano. Un'importante anticipazione italiana di quella nuova espressione artistica - nota come graffitismo e dall'ampia risonanza sociale oltre che estetica - che allora era ancora un fenomeno puramente americano. Il pubblico italiano fu molto colpito dalla novità pittorica e comportamentale dell'esposizione di A-One, presto seguita da altre dei suoi compagni di New York.

Disegnando coi compagni i muri del South Bronx, i supermarket, le piste di pattinaggio, i treni della subway e i templi della musica rap, A-One era uno dei primi e più vitali pittori che stava dando una voce figurativa allo slang dei bassifondi di New York, inaugurando con grande energia e vitalità una forma d'arte oggi detta di "strada". Durante la disposizione delle opere americane pensate per la mostra alla Galleria Ala, il diciannovenne A-One, nativo del Bronx ed esponente di spicco della nuova cultura metropolitana, decise di improvvisare su un'ampia parete della galleria un appuntamento ed incontro tra graffitisti e pubblici di qua e di là dell'Atlantico, realizzando un affresco su cui scrisse: «Welcome Back my Friends to the Show that Never Ends» (Bentornati amici alla mostra che non ha mai fine). Il suo modo di fare volteggiare le sue bombolette di colori spray creava forme e aloni per effetti effimeri e tuttavia ben carichi, perfettamente fissati e duraturi nella tessitura della tela. Il suo segno correva velocissimo sul cartone e sulla tela, passando dal dripping al segno netto.




Mario Giacomelli - Campagna marchigiana - Presa di coscienza sulla natura 1977-2000 - courtesy Simone Giacomelli Luigi Ghirri - Lido di Spina - 1973 - courtesy Paola Borgonzoni Ghirri Paesaggi. Luigi Ghirri e Mario Giacomelli
termina il 19 settembre 2010
Centro Arti Visive Pescheria - Pesaro
www.centroartivisivepescheria.it

Per la prima volta in uno spazio espositivo pubblico, vengono presentate circa 80 opere di Luigi Ghirri (Reggio Emilia 1943-1992) e Mario Giacomelli (Senigallia 1925-2000), due maestri della fotografia italiana. La posizione geografica di Pesaro, situata ai confini tra le Marche e la Romagna, ha suggerito questa mostra basata sull'idea di paesaggio, interpretata dai due artisti: orizzonti evanescenti e metafisici per Ghirri, superfici drammatiche e contrastate per Giacomelli. Tra documentazione e invenzione, il paesaggio ridefinisce in queste opere l'orizzonte creativo degli autori che compongono, da una fotografia all'altra, la mappa geografica personalissima, e per questo vera e profonda, della costa adriatica romagnola e marchigiana.

Come il confine tra uno spazio esterno da percorrere e uno più interno da lasciar affiorare in superficie. E' un itinerario visivo legato ad un 'viaggiare senza spostarsi' attraverso il territorio, un modo per il visitatore di scoprire paesaggi sconosciuti o riconoscere luoghi familiari attraverso l'interpretazione degli artisti. Un'esposizione che ancora una volta cerca di sottolineare l'importanza del legame con un territorio proiettato verso il mondo esterno, per far sì che tutti possano comprenderne il profondo valore culturale ed artistico.




Lucio Perna - Bidonville - tecnica mista su tela cm100x140 2009 Antonio Pizzolante - Muroalto - tecnica mista su tavola e ferro cm158x103 2010 Elena Strada - Qualcosa nascosto - tecnica mista su tela cm65x58 2010 Segno, Simbolo, Sintassi
Elena Strada, Lucio Perna, Antonio Pizzolante


Civico Museo Parisi Valle - Maccagno (prov. Varese)
termina il 29 agosto 2010
www.museoparisivalle.it

Le differenti personalità dei tre artisti, Elena Strada, Lucio Perna, Antonio Pizzolante, interpretano i concetti portanti della mostra animando nella dialettica e nella reciprocità una ricca dinamica di riferimenti e rimandi offrendo agli spettatori motivi di lettura, di suggestione e di riflessione. Il segno spontaneo e perentorio di Elena Strada ripercorre gli albori dei graffiti rupestri, la prima traccia della parola incisa. Scava nel tempo e ripercorre il quadro come venatura sottile o spartito dell'emozione. La visione di Lucio Perna è prospettiva di lettura dell'infinito, mappa geografica di proiezione alla scoperta dello spazio esistenziale, simbolo di percorso, memoria e immedesimazione. Una pergamena antesignana di intimo diario. La struttura composita di Antonio Pizzolante racchiude il tempo: radici, sedimenti, reliquie. Aleggia la trasparenza del presente ma prorompono le voci dell'antico. E' sintassi di terra sacra, di gente umile, di cori e canti di fede.

Elena Strada (Milano, 1967) frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e si diploma nel 1989. Nello stesso anno esordisce in mostra collettiva a Parma. Debutta in mostra personale a Modena nel 1994 ed espone da allora in gallerie private ed enti pubblici anche all'estero. Partecipa con regolarità di percorso a rassegne tematiche, mostre collettive anche in ambito internazionale. Lucio Perna (Palmi - Reggio Calabria, 1946) giunto a Milano alla fine degli anni '60, entra in contatto con l'ambiente artistico e segue corsi di perfezionamento sulla tecnica del colore. Ordina la sua prima mostra personale nel 1993 a Milano proseguendo da allora l'attività espositiva attraverso intenso percorso di partecipazione a mostre personali, esposizioni collettive, rassegne tematiche. Antonio Pizzolante (Castrignano del Capo - Lecce, 1958) compie gli studi in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Lecce. Alla fine degli anni Ottanta si trasferisce a Laveno. Esordisce in mostra personale nel 1977 in Svizzera e prosegue in itinerario intenso con esposizioni in gallerie d'arte ed Enti pubblici.




Takeaway on the lake
termina il 28 settembre 2010
Agriturismo Belvedere di Bolsena
harydaqua@yahoo.it

La Takeawaygallery organizza una vasta esposizione di pittura, scultura e fotografia per tutto il periodo estivo. La mostra presenta 40 artisti, alcuni dei quali della zona. L'allestimento è previsto nell'ampio salone della struttura alberghiera, frequentata, data la suggestiva posizione, da molti stranieri e da un turismo d'elite. L'inaugurazione sarà accompagnata da un party con musica dal vivo. Le iniziative della Takeawaygallery si distinguono sempre per la loro originalità, anche questa volta proponendo prezzi accessibili legati ad una alta qualità e presentando due opere di piccole dimensioni per ciascun artista. Un invito, che mantiene viva l'arte durante l'estate.

Artisti: Paolo Assenza, Giampaolo Atzeni, Alessandro Bartolini, Andrea Biavati, Marinella Breccola, Fabrizio Buratta, Giorgio Ceccotti, Massimo Chioccia, Gianni Cortellessa, Claudio Dantoni, Valerio de Filippis, Claudio Di Carlo, Gregory Di Carlo, Eleonora Di Cesare, Stefano Esposito, Sergio Fasciani, Selma Fattinnanzi, Andrea Fumagalli, Pasquale Nero Galante, Marco Galofaro, Frederic Guerin, Anastasia Kurakina, Francesco Marzetti, Federico Mazza, Gabriele Mazzara, Viviana Mauriello, Susanna Micozzi, Kristina Milakovic, Marco Milia, Maurizio Monaco, Claudio Orlandi, Carlo Pecoraro, Olga Peshko, Roberto Petitti, Andrea Pochetti, Alessandro Procaccioli, Olga Psarkova, Martina Pucci, Andrea Quero, Agnese Ricchi, Giulia Ripandelli, Barbara Salvucci, Paolo Torella, Sergio Tosoni, Giuseppe Utano, Regula Zwicky. (Comunicato stampa di Hary Daqua)




Opera di Kengiro Azuma Kengiro Azuma
termina lo 02 ottobre 2010
Chiese rupestri Madonna delle Virtù e S. Nicola dei Greci / Museo della Scultura Contemporanea - Matera
Uff.Stampa: m.deluca33@virgilio.it

Prima antologica dello scultore giapponese Kengiro Azuma (Yamagata, 1926), terzo artista vivente, dopo Sebastian Matta e Stanislav Kolibal, ad essere ospite de Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera che il Comune di Matera e il Circolo Culturale "La Scaletta" dal 1978 promuovono nei suggestivi ambienti rupestri del Sasso Barisano. La mostra, a cura di Giuseppe Appella, comprende 102 sculture, 50 disegni e 16 gioielli datati 1948-2010, oltre a una installazione, La luce di Matera, preparata per l'occasione tra gli ulivi di San Nicola dei Greci. La biblioteca Scheiwiller, inoltre, ospiterà una ricca messe di immagini e documenti, in maggior parte inediti, che tracciano la vita e la fortuna critica dello scultore giapponese in oltre 60 anni di lavoro, e tutti i filmati (ultimo in ordine di tempo quello di Philippe Daverio mandato in onda da Rai Tre lo scorso aprile) realizzati su Azuma in occasione delle opere monumentali sistemate in parchi e musei di tutto il mondo.

L'opera di Azuma, pur se maturata accanto all'esperienza di uno dei maggiori scultori occidentali, qual è stato Marino Marini, in un silenzioso e devoto scambio tra maestro e discepolo sollecitato a penetrare la propria vera natura, ha conservato nel suo stile l'astratta e rigorosa simbologia tipica dello spirito orientale, richiamo diretto della filosofia Zen. A questa astrazione, però, ha saputo sempre opporre il peso reale, ovvero l'energia della materia da cui è riuscito a sottrarre ogni sotterranea capacità plastica da esaltare in uno spazio che rendesse evidenti, mediante sottili trapassi luminosi, le superfici dei riquadri, le incrinature dei piani, il gioco dei pieni e dei vuoti, il ritmo delle lastre parallele di metalli portati al più alto grado di raffinatezza espressiva.

In questa costante alternativa o intreccio di giochi d'ombra, di buchi ora scuri e profondi ora trapassati da parte a parte, quasi tendesse a ricomporre l'unità spaziale nell'ordito stesso della scultura, è evidente la concezione filosofica Zen corrispondente al contrasto tutto - nulla, all'immedesimazione tra le due forze che elidendosi si identificano l'una nell'altra. Al centro di tutto c'è la meditazione, che insegna a tornare all'esperienza più profonda di sé per percepire chiaramente, senza forzare in alcun modo il processo di consapevolezza, che la forma è vuoto e il vuoto è forma, e le cose sono in continuo mutamento.




Artisti in bicicletta
termina lo 01 settembre 2010
Studio Gennai Arte Contemporanea - Pisa
studiogennai.sytes.net

Opere di: Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Antonio Bobò, Sergio Borrini, Anna Buratta,Carlo Canè, Bruno Cassaglia, Renato Cerisola, Cosimo Cimino, Mario Commone,Marcello Diotallevi, Beatrice Donin, Delio Gennai, Elisabetta Gut, Alessandro Lapperier, Leona K., Carlo Alberto Longaretti, Ruggiero Maggi, Mauro Manfredi, Nadia Nava, Giuseppe Pellegrino, Daniele Sanguinetti, Rosemarie Sansonetti, Danilo Sergianpietri, Vittorio Sopracase, Alberto Sordi, Marie Laure Van Hissenhoven.

All I wanna do is / Bicycle bicycle bicycle / Bicycle races are coming your way: se ogni mostra potesse avere la sua colonna sonora, per Artisti in bicicletta sarebbe perfetto l'incipit di Bycicle race (1978) dei Queen. Altri artisti, come Fernando Andolcetti in Sull'uso del pedale, o Giuseppe Pellegrino in La bicicletta è il miglior amico dell'uomo, scelgono atmosfere retro, come quelle di Bellezze in bicicletta (Trio Darling, 1951) colonna sonora del film omonimo. Atmosfere vintage sono evocate anche da Modello turbo di Sergio Borrini (sembra di sentirlo il rumore della cartolina tenuta dalla molletta fra i raggi), delle biciclette tristi e abbandonate di Roberto Buratta e di Beatrice Donin (Omaggio a Loris Cecchini), della bici fra le nuvole di Rosemarie Sansonetti, della 365 giorni... di Alberto Sordi, gara contro il tempo sotto i portici.

Di segno opposto il film di riferimento, in questo caso è adatto Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948). Gira producendo un sottile ronzio la Bicycle Wheel (Ruota di bicicletta) di Marcel Duchamp (1913), probabilmente il primo ready-made della Storia dell'Arte, cui hanno reso omaggio Danilo Sergiampietri con Giro del mondo (innumerevoli ruote di bicicletta d'apres Duchamp su una sfera) e Nadia Nava con Ready ready made (un equilibrista in bilico sulla ruota di Duchamp). Non mancano i libri d'artista, silenziosissimi, visto che non si possono neanche sfogliare: Sulla quadratura del cerchio di Paolo Albani e Vecchia bicicletta nuova di Lamberto Pignotti, un omaggio al futurista Primo Conti.

Per la colonna sonora si rimanda a Paolo Conte (2008): Una bella bici che va / silenziosa velocità / sopra le distanze, le lontananze starà/-/ una bella bici che va / roteante fluidità / bici futurista, bici d'artista sarà (forse si riferisce a Futuriste in bicicletta della mail artista Anna Boschi?) /-/ una bici non si ama, / si lubrifica, si modifica / una bici si declama / come una poesia per volare via. Sono poesie visive il raffinato Haiku per bicicletta di Bruno Cassaglia, l'anagramma Bycicle di Elisabetta Gut, con la Y a far da telaio, Linea 5 fermata Eddy Merxx di Marie Laure Von Hissenhoven, Stress (S3SS) di Marcello Diotallevi (la poesia visiva inizia ad attingere dagli Sms). Intanto, di sottofondo, Paolo Conte continua a cantare una bella bici che va / roteante fluidità / sagoma dinamica e geometrica avrà, come lo studio di funzione di Ruggero Maggi e L'assenza del ciclista di Mario Commone, mai visto niente di così tecnologico, ma il ciclista che fine ha fatto?

La bicicletta è una scelta ecologica ricorrente: oltre che in Bicycle song dei Red Hot Chili Peppers o Bike dei Pink Floyd, ha ispirato il progetto scartato Ipotesi n.115 Aria pulita di Carlo Alberto Longaretti e The right way di Daniele Sanguinetti, sintetico ed efficace. Due casi a se': Sotto l'obiettivo di Cosimo Cimino: tutti fotografano il ciclista, costruito con le lattine e Pedalare di Antonio Bobò, simmetrico speculare ed enigmatico. Non manca la pittura, nel girotondo di Biciclette di Alessandro Lapperier, nella scomposizione della Milano-Sanremo 2010 di Leona K e in Prendi la bicicletta e vai di Vittorio Sopracase, l'unico artista di questa rassegna davvero e sempre in bicicletta. (Estratto da presentaione di Mara Borzone)




Gruppo T 50° / Gruppo T / Miriorama 16
Fondazione Mudima - Milano
21 settembre - 21 ottobre 2010
press@clponline.it

La mostra che celebra il Gruppo T, fondato a Milano nel 1960 da Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo e Gabriele Devecchi, cui si aggiunse, l'anno successivo, e fino al 1964, Grazia Varisco. L'esposizione, nata da un progetto del Gruppo T e a cura di Allegra Ravizza Art Project e Studio Gariboldi, ripercorrerà le tappe storiche del gruppo, attraverso una quarantina tra opere e ambienti immersivi ed interattivi, tra le più importanti realizzate dai cinque artisti, come: Tavola di possibilità liquide di Giovanni Anceschi, Superficie magnetica di Davide Boriani, Strutturazione Pulsante di Gianni Colombo e Scultura da prendere a calci di Gabriele Devecchi.

Il fine è quello di creare un percorso di interesse artistico e didattico, che faccia comprendere lo spessore intellettuale e culturale del lavoro del Gruppo T e le importanti ripercussioni che la sua ricerca ha avuto sullo sviluppo dell'arte contemporanea, specialmente nei campi dell'arte multimediale e interattiva. L'esordio del Gruppo T avvenne nel 1960 con la storica manifestazione alla Galleria Pater di Milano, Miriorama 1, nome che caratterizzerà ciascuna mostra del gruppo. In quell'occasione venne presentato il loro primo manifesto, nel quale, Anceschi, Boriani, Colombo e Devecchi dichiaravano "Noi ravvisiamo nelle arti una tendenza ad esprimere la realtà nei suoi termini di divenire", considerando così l'opera come qualcosa che perde la sua realtà fissa e immutabile e diventa nuovo elemento in mutazione.

Il percorso sarà arricchito da documenti originali, provenienti dagli archivi personali degli artisti, che racconteranno le ragioni della ricerca intellettuale del Gruppo T. Miriorama 16 sottolinea che si tratta della sedicesima esposizione del Gruppo T, frutto di una intensa collaborazione tra gli artisti in prima persona, coordinati nella ricerca storica e negli allestimenti dall'artista designer Nanda Vigo, nell'organizzazione logistica da Renata Knes, nella consulenza organizzativa da ArtNetWorth. Sono previste in contemporanea due sezioni negli spazi della galleria Allegra Ravizza Art Project e Studio Gariboldi di Milano. Accompagna la mostra un catalogo, edizione Fondazione Mudima / Allegra Ravizza Art Project / Studio Gariboldi.




Stuart Arends - For Everette - 1988 Omaggio a Giuseppe Panza di Biumo
Opere della Donazione al Museo Cantonale d'Arte


termina il 26 settembre 2010
Museo d'Arte - Lugano
Ufficio stampa Battage Comunicazione: battage@battage.net

Con la mostra dedicata al Conte Giuseppe Panza di Biumo (1923-2010), scomparso nell'aprile scorso, il Museo d'Arte (Comune di Lugano) e il Museo Cantonale d'Arte (Cantone Ticino) rendono omaggio al grande collezionista d'arte contemporanea, profondamente legato al Ticino. Giuseppe Panza di Biumo dà inizio alla sua avventura nell'arte nel 1954 con un viaggio in America. Sebbene inizialmente motivata dall'interesse per la situazione economica e sociale degli Usa, la trasferta si rivelò fondamentale per scoprire l'universo artistico dell'epoca e per conoscerne i protagonisti. Da allora il collezionismo, come necessità intellettuale ed esistenziale, non lo abbandonò più. Dall'espressionismo astratto, al minimalismo, all'arte concettuale, Panza fu sempre un pioniere del gusto, il "primo" ad acquisire opere di figure ancora ignote. Coniugò una sua cifra originalissima, rigorosa e coerente, con un'appassionata frequentazione degli artisti, per lui sempre fonte di grande vitalità intellettuale. Residente a Lugano dal 1992, Giuseppe Panza fu sempre attento osservatore e discreto testimone del sistema artistico e museale ticinese.

Né seguì evoluzioni e mutamenti contribuendo ad ampliare quella rete di collezionismo privato, cruciale per il radicamento e l'espansione dell'arte contemporanea nel territorio. L'esposizione, curata da Marco Franciolli, propone uno sguardo su parte di quell'universo artistico che destò l'attenzione e la curiosità del Conte Panza, con l'obiettivo di documentare la sua personale sensibilità collezionistica a partire da una scelta di opere della sua Donazione al Museo Cantonale d'Arte. Questa generosa Donazione ha avuto origine da un incontro con Giuseppe Panza organizzato nel 1992 dal Museo Cantonale d'Arte nell'ambito di una serie di conferenze dedicate al tema del collezionismo. Nel corso dell'incontro egli aveva rivelato quali fossero gli artisti che avevano destato il suo interesse quando, negli anni Ottanta, dopo una pausa durata alcuni anni, riprese a collezionare intensamente.

Il Museo decise allora di organizzare una mostra dedicata proprio a questa parte della Collezione Panza e da questa collaborazione maturò la decisione del collezionista di donare una prima serie di 100 opere al "giovane" Museo. Percorrendo le sale dei tre piani di Villa Malpensata si possono ammirare opere di: Roger Ackling, Stuart Arends, Barry X Ball, Lawrence Carroll, Ruth Ann Fredenthal, Gloria Graham, Ron Griffin, James Hyde, Roni Horn, Gregory Mahoney, Thomas Schütte, Carole Seborovski, Peter Shelton, David Simpson, Ettore Spalletti, Robert Therrien, Jan Vercruysse, Meg Webster. Le opere riunite per questo omaggio al Conte Panza sono da ricondurre agli acquisti effettuati tra il 1988 e il 1995 e documentano efficacemente la tensione del collezionista verso una dimensione spirituale nell'arte contemporanea, una vera ossessione per i valori morali ed etici espressi attraverso le metafore dell'arte.




Davide Bonasia - Untitled - tecnica mista cm60x45 1989 Davide Bonasia
termina lo 08 settembre 2010
Galleria 9 Colonne / Spe / La Nazione - Viareggio
www.fondazionedars.it

Venti opere su carta, inquadrate da un passepartout rosso che esalta la finezza del segno, del disegno e del contenuto di questa "quasi monocorde" raccolta di immagini, che vertono tutte su un solo soggetto: una mano con immagini variamente evocate, simbolo ricco di significati. Mani che hanno atteggiamenti di amicizia, di conversazione, di richiesta, di gioia, di dolore, a colloquio, tutte, con presenze umane, di vita, di metropoli, di poetiche reminiscenze. Si aggiungono altre opere a tecnica mista. Chiudendo la lettura del messaggio artistico di Davide Bonasia, riporto un breve pensiero di questo giovane artista: "...l'argomento spiritualità nell'arte contemporanea è controverso così come lo è il parlare sentimenti o di emozioni. Tuttavia l'artista, ancor prima di essere tale, è un essere umano". (Grazia Chiesa).

Davide Bonasia, figlio del grande fotoreporter Aldo Bonasia, nasce artisticamente come musicista negli anni '80, nel movimento New Wave a Milano, per interessarsi successivamente alla fotografia, alla pittura e all'arte contemporanea. Scrive poesie e brevi saggi. Espone dagli anni '80. Tra le mostre recenti, ha esposto allo Studio D'Ars di Milano e nelle sedi SPE/Galleria 9 Colonne di Milano, Bologna, La Spezia.




Dalla mostra Angeli Silenziosi di Maria Pia Lo Verso Immagine dalla mostra di Maria Pia Lo Verso Maria Pia Lo Verso: Angeli Silenziosi
termina il 12 agosto 2010
Monastero di San Francesco - Sant'Angelo di Brolo (Messina)
studio71pa@tin.it

Culti, figure e legami persi tra le pieghe del tempo in venti scatti fotografici, inseguendo un paio d'ali per la città di Palermo. Il tema angelico, proposto dalla fotografa palermitana, difatti, ha origini lontane, legato a simbologie arcaiche e divinità antiche. Ma chi sono gli angeli? Da dove vengono? Presenze che da millenni popolano, con alcune varianti, quasi tutte le culture del mondo, gli angeli (Ànghelos in greco) sono, etimologicamente e fattivamente, i messaggeri, gli emissari divini inviati per istruire, comunicare o impartire ordini agli uomini, ed è proprio per questa loro funzione di ponte tra la vita dei mortali e la vita Superiore che essi sono da sempre accolti e, a volte, anche venerati. Oggi, così come nella preistoria (tra le rappresentazioni più antiche di uomini uccello vi sono le pitture rupestri ritrovate in Brasile nel complesso del riparo di Santa Elina risalenti all'arte paleoindiana), le creature alate ci guardano dall'alto di un obelisco o di un monumento (così come accadeva nel celebre film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino), dalle pareti di un oratorio, dal piedistallo di una tomba. (Estratto da comunicato stampa Galleria Studio 71 - Palermo)




Sean Shanahan
termina il 30 settembre 2010
Fabbri Contemporay Art - Milano
www.fabbricontemporaryart.it

Il lavoro dell'artista irlandese Sean Shanahan (Dublino, 1960) esprime una delle più interessanti forme contemporanee di "minimalismo concettuale", affrontando in il problema dello spazio, della realtà e della sua rappresentazione: il dubbio, la certezza e la verità dell'apparire. Shanahan studia alla Heatherley School of Fine Art di Chelsea, Londra (1978-79), quindi al Croydon College of Art & Design di Londra (1979-82), e si perfeziona presso la Fundación Olivar de Castillejo di Madrid (1986-88). La rigorosa analisi sulle dinamiche di strutturazione visiva della forma, sorretta da una coscienza teorica impostata sulle componenti razionali del fare artistico, sembra certo avvicinare il lavoro di Shanahan al Minimalismo americano, ma la notevole capacità di concretizzare e rendere tangibili i procedimenti logico-costruttivi sembra a sua volta renderlo partecipe delle maggiori conquiste dell'arte concettuale.

Rifiutando una soggettività cripto-realista ed espressionista, Sean Shanahan arriva in realtà a "riabilitare" la materia in tutta la sua vastità, in tutta la sua dinamica, in tutta la sua "presenza". Servendosi di strumenti sostanzialmente tradizionali, come il disegno e la pittura - spesso il wall drawing, il disegno direttamente su muro, a cui è dedicata una parte della mostra - Shanahan si interroga sullo spazio, sulla rappresentazione e sulla sua verità, collocando le sue opere in uno spazio-tempo circolare, interno e autocostruito, in una dimensione di presente assoluto.




L'immagine di sé - Il ritratto fotografico tra 800 e 900 L'immagine di sé
Il ritratto fotografico tra '800 e '900


termina lo 07 agosto 2010
Lanterna Magica - Palermo
www.lanternamagica.eu

In esposizione 100 fotografie provenienti dall'archivio di Lanterna Magica e dalle collezioni di Vincenzo Marzocchini e Vincenzo Mirisola, rappresentative delle diverse epoche e dei maggiori fotografi internazionali operanti nel settore del ritratto dalle origini fino agli anni Settanta del Novecento. Tutte le fotografie in mostra sono originali vintage d'epoca, eseguite con diverse tecniche: dagherrotipi, carte salate, ambrotipi, ferrotipi, albumine con viraggi conservativi all'oro o colorazione manuale, foto al carbone e woodburitipie, aristotipi, platinotipie, stampe ai pigmenti e gelatine d'argento. Il libro/catalogo, edito da Lanterna Magica, è un volume di 168 pagine stampato in quadricromia di Vincenzo Marzocchini sul ritratto fotografico dalle origini ai primi decenni del Novecento, integrato da un autorevole saggio di Roberto Salbitani sui modi e i perché delle riprese, sui risvolti psicologici e le tendenze contemporanee.

Tra i fotografi in mostra: James Abbe, Eva Barrett, Alphonse Bernoud, Ghitta Carell, Hippolite Bayard (studio), Elisabetta Catalano, F.lli D'Alessandri, Eugène Disderi, Alessandro Duroni, Ghemar Freres, J. Garrigues, Eugenio Interguglielmi, Irina Ionesco, Dora Kallmus (Madame D'Ora), Elio Luxardo, Gaudenzio Marconi, John Mayall, Bruno Miniati, Fotografia Artistica Montabone, Nickolas Muray, Felix Nadar, Guglielmo Pluschov, James Robertson, Nicola Scafidi, Enzo Sellerio, Nunes-Vais, Porry-Pasteurel, Reutlinger, Venturini, Wilhelm Von Gloeden.




Ritratto fotografico di H.C. Andersen e Olivia Cushing Storia di un'anima. Immagini e memorie dal Diario di Olivia Cushing (1871-1917)
termina lo 03 ottobre 2010
Museo Hendrik C. Andersen - Roma
s-gnam.comunicazione@beniculturali.it

Olivia Cushing (Newport - Rhode Island, 1871) nata in una facoltosa famiglia di educazione puritana appartenente alla società dei "nuovi ricchi" anglo-americani, per la sua formazione culturale, viaggia molto tra l'Europa e l'America. A vent'anni compie il suo grand tour: Londra, Parigi, Norimberga, Bayreuth, Venezia, Torino, Aix-les-Bains, Siena, Perugia, Firenze, Napoli, Roma. Nel 1892 a Parigi in rue de l'Université avviene l'incontro della sua vita con Andreas Andersen, artista, pittore di umili origini, grande amico del fratello maggiore di Olivia, Howard, dedito anch'egli allo studio e alla pratica dell'arte. Da questo momento tutto l'impegno di Olivia sarà profuso verso la famiglia Andersen. All'inizio, innamorata, dedicherà le sue attenzioni e il suo incoraggiamento economico e spirituale ad Andreas, di cui diventerà nel 1902 l'amatissima consorte per circa un mese.

Poi, per il resto della sua vita, si occuperà con decisione e dedizione (fino alla morte nel dicembre 1917) a Hendrik Andersen, di cui diverrà il nume tutelare, sorella, amica intima con cui condividerà ambiziosi progetti (La Città mondiale della comunicazione, i suoi Drammi religiosi). Trasferitasi definitivamente a Roma a partire dal 1903, la sua vita quotidiana si svolge vicina a tutta la famiglia Andersen, l'adorata mamma Helene, la sorella adottiva e modella Lucia, Arthur il giovane fratello musicista. In un susseguirsi di continui viaggi tra l'America e l'Italia al fine di concretizzare il suo personale impegno di scrittrice e quello legato al grande sogno dell'utopica città della comunicazione mondiale, The world communication centre, condiviso con Hendrik. Olivia si preoccupa sempre con dedizione di incitare e sostenere non solo spiritualmente ma anche materialmente i grandi progetti scultorei di Hendrik, a partire dalla Fontana della vita.

L'allestimento, a cura di Matilde Amaturo e Maila Marasco, si articola attraverso una cinquantina di opere e numerose foto e cartoline (dipinti e sculture di Andreas e Hendrik, disegni e pastelli di Howard Cushing e James Brigg Potter), in un curioso "ritratto di Signora" amante dei viaggi e delle amicizie raffinate, in una continua fuga anticonvenzionale, tipicamente anglo-americana, dalla propria famiglia di origine e con un grande amore per la cultura e per l'espiazione-elevazione della propria anima. Il profilo che ne viene fuori è molto vicino ai personaggi letterari femminili creati dall'amico (rivale di Olivia nell'affetto per Hendrik) Henry James, sicuramente incarnazione di una donna di fine secolo piena di fermenti e di slanci femministi, ancora sentiti come intimo contraddittorio, eppure in sintonia con la rapida evoluzione della società dell'epoca.




Anna Eva Monteduro - Risveglio - olio su tela 2009 Anna Eva Monteduro: Il paesaggio che abita gli echi
termina il 12 novembre 2010
Plus Florence - Firenze

"C'è una sorta di eco primonovecentesca nella pittura di Anna Eva Monteduro, con tutti i richiami immaginifici che sanno di narrazione filmica, di ricordo prossimo, immediato, senza tempo. Un sogno trasformato in visione, che arriva a captare persino segnali e riflessi chagalliani, a far leggere ispirazioni colorate, anzi coloratissime, paesaggi irreali, fiabeschi e visioni in stato di veglia provocate dall'alterazione dei sensi. Un mondo di poesia sublime, di luoghi incantati, e di respiri che affondano nel ritaglio delle tessere musive, che allargano le immagini dei dipinti in una specie di ricamo forbito, di scenografica cattedrale figurale dove oggetti, figure, alberi e verde, si attestano fiaba senza fine.

Paesaggi mentali, lussuriosi e caldi, che intrecciano e decodificano certe istanze del Novecento inespresso, dando invece testimonianza di una tradizione surrealista portata sulla tela con grande virtuosismo, e racchiudendo il mistero dell'essere e della vita con sottile ironia, con potenzialità coloristiche e inventive del decoro accattivanti di effetti visivi, tanto da fare apparire ogni opera un grande arazzo istoriato". (prof. Carlo Franza, curatore della mostra)




La musica automatica
Strumenti musicali meccanici 1800-1930


termina lo 08 dicembre 2010
Rocca Sforzesca - Dozza (Bologna)
rocca@comune.dozza.bo.it

Repertorio di strumenti meccanici ed automatici d'epoca allestiti con sistemi multimediali che consentono di apprezzare il suono e l'ingegnosità dei meccanismi, attraverso stanze sonorizzate, documenti video e sistemi interattivi. L'esposizione prende avvio da antico organo a cilindro, stile impero, di inizio Ottocento per poi presentare una vasta serie di piani a cilindro e melodici. Fra Otto e Novecento la riproduzione di brani musicali avveniva attraverso questi strumenti, azionati da complessi congegni meccanici, che all'epoca ebbero un grande sviluppo ed un'ampia diffusione.

Ad essi veniva affidato il compito di allietare i momenti di svago, spesso accompagnavano le giostre azionate a mano nelle fiere e nelle feste, riempivano gli intervalli nei cinematografi, accompagnavano le danze nelle sale da ballo; la loro musica la si udiva poi nei ristoranti, nelle osterie ed anche e soprattutto lungo le strade e nelle piazze dove suonatori ambulanti portavano la viola sui loro carretti. Accanto a questi grandi strumenti, il percorso di visita comprende oggetti di minor dimensioni, legati a situazioni più familiari, come le cassette musicali, i libri fotografici con movimenti musicali, gli automi musicali e i grammofoni a manovella.

La mostra consente di ripercorrere la storia di questa particolare tipologia di oggetti arrivando fino al terzo decennio del 1900. Con la "radiola 1928", una delle primissime radio, documentata in mostra, inizia l'epoca delle "macchine parlanti" che in un breve volgere di anni soppiantano gli strumenti musicali meccanici ed aprono una nuova generazione di apparecchi di riproduzione sonora che arriva fino ai nostri giorni. Il percorso si snoda, negli appartamenti nobiliari della Rocca, attraverso sale tematiche (piani a cilindro, grammofoni, automi e carillon) caratterizzate da ambientazioni sonore omogenee.

L'organizzazione generarle della mostra è stata curata, per la Fondazione Dozza Città d'Arte, da Patrizia Grandi, l'allestimento multimediale è stato ideato e realizzato da Articolture, giovane società di progettazione e sviluppo di iniziative culturali, ed è stata realizzata in collaborazione con l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Prima del nuovo numero di Kritik... / Iniziative culturali

News culturali dalla Grecia di artisti ellenici Grecia moderna e Mondo ellenico
Convegni, iniziative culturali, festival musicali e cinematografici




Cervino CineMountain 2010 - Festival Internazionale del Film di Montagna Cervino CineMountain - Festival Internazionale del Film di Montagna
13esima edizione, 30 luglio - 08 agosto 2010
Breuil-Cervinia, Valtournenche (Aosta)
www.cervinocinemountain.it

La rassegna - codiretta da Luisa Montrosset e Luca Bich, presieduta da Antonio Carrel, storica guida del Cervino - attribuisce una serie di riconoscimenti alle opere che premiano film che hanno per tema la storia, l'alpinismo e lo sport e l'identità culturale dei popoli che abitano le montagne. Tra gli obiettivi, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, tramite la cinematografia, al rispetto verso l'ambiente, le ricchezze artistiche della Valle d'Aosta - e non solo - e alla salvaguardia dell'identità culturale di ciascun luogo, oltre alla valorizzare una produzione di qualità. Trentaquattro film in gara per il Grand Prix - Conseil de La Vallée, e il Grand Prix Festival, riconoscimento al migliore dei film vincitori tra i festival di cinema di montagna del mondo intero. Per questa edizione il Festival ripropone la formula ormai consolidata e vincente delle 4 sezioni: "Cervinia Mon Amour", "Antropomount", "Festival Concorso" e "After Festival".

"Cervinia Mon Amour" è radicata nel territorio e cerca di svelare il genius loci di Breuil-Cervinia: il grande sci di ogni epoca, il glamour, il cinema. Lo scorso anno fu il momento di celebrare la valanga azzurra dei Thöni, dei Gros, degli Stricker etc. Quest'anno il festival vuole celebrare una valanga rosa trasversale, di ogni epoca, una linea ideale che unisce la prima grande campionessa italiana degli anni '40, Celina Seghi, all'olimpionica Giuliana Minuzzo, a Maria Rosa Quario, Claudia Giordani, Paola Magoni, Daniela Zini e infine alla grande discesista Isolde Kostner. Il 31 luglio, un Omaggio a Padre Alberto De Agostini per i 100 anni dal suo arrivo e scoperta della Patagonia e per i 50 dalla sua scomparsa. Per celebrarlo, il film Fin del mundo, di Davide De Michelis, una tavola rotonda ed una mostra. La sera verrà dedicata ai 50 anni delle spedizioni Guido Monzino con la presenza dei protagonisti e, per la prima volta, la consegna del Premio Monzino.

"Antropomount" è la sezione di antropologia visuale. In occasione dell'Anno Internazionale della Biodiversità e dell'Anno Internazionale "du rapprochement entre les cultures", infatti, il Cervino CineMountain ha creato un concetto ad hoc, la "bio-diverticalità", attraverso il quale sviluppare una riflessione sul rapporto dell'uomo con la verticalità. Così grazie alla preziosa collaborazione con il Comité du film ethnographique - Festival Jean Rouch di Parigi sarà presentata una selezione di pellicole sui vari modi di vivere e di interpretare il mondo verticale da parte di popolazioni e culture diverse. Il programma del festival prevede anche due eventi speciali, la serata di chiusura e l'After Festival. La serata di chiusura è dedicata al Cervino, come montagna simbolo della nascita dell'alpinismo. Sarà uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi Walter Bonatti a parlarne introducendo la proiezione di un grande classico, La grande conquista (1938) di Luis Trenker.




Vergebliches Staendchen. Serenata inutile
Beatrice Binda (soprano), Simone Corti (pianoforte)


30 luglio 2010, ore 21.00
Auditorium di Maccagno (prov. Varese)
www.auditoriumdimaccagno.it - segreteria.attivamente@gmail.com

Il giovane pianista varesino Simone Corti, dopo aver studiato con il M.o Miotti e, presso il Conservatorio "Verdi" di Milano con la Prof.ssa Maria Isabella De Carli, si è poi diplomato con il massimo dei voti presso lo stesso Conservatorio conseguendo il Diploma di 1° livello accademico. Allo studio del pianoforte affianca quello della composizione, intrapreso sotto la guida del M° Luca Macchi. Attualmente frequenta il corso medio sperimentale con il M° Gabriele Manca presso il Conservatorio di Milano. Ha inoltre partecipato ad importanti Rassegne nell'ambito della musica contemporanea suonando come solista presso il Conservatorio "Verdi" di Milano.

La giovane soprano gaviratese Beatrice Binda, nel dicembre 2008 viene selezionata dall'Accademia del Teatro alla Scala per il corso formativo "artisti del coro" e partecipa come corista sotto la guida del Maestro Alfonso Caiani (Direttore David Garforth) alle otto recite dello spettacolo Sogno di una notte di mezz'estate di F. Mendelssohn allestito dal Teatro nel settembre 2009. Attualmente collabora con Aslico, l'Accademia e il Coro filarmonico del Teatro alla Scala di Milano con cui ha tenuto diversi concerti in Italia e all'estero, di cui il più recente l'ha vista impegnata a Budapest nel Carmina Burana.

I due musicisti hanno recentemente formato un Duo per dedicarsi al perfezionamento del repertorio da camera tedesco (Brahms e Schumann) sotto la guida del maestro e musicologo Guido Salvetti e del soprano Stelia Doz, docente della classe di musica vocale da camera del conservatorio G. Verdi di Milano. Il programma che i due musicisti varesini presenteranno comprende una prima parte di liederistica ed in particolare Lieder di Brahms e Schumann ed una seconda parte, meno impegnativa, ma di forte impatto e virtuosismo, che porterà sulla scena alcune tra le più belle e famose arie d'opera di Rossini, Bellini, Gounod. Il concerto è organizzato dall'Associazione Culturale "Attivamente", di Casalzuigno. Come per tutti gli altri appuntamenti nel programma 2010 della rassegna "Il colore", anche questo concerto si fa strumento per la campagna di sensibilizzazione sul problema oncologico che l'Associazione "Attivamente", per questo 2010, vuole dedicare all'Associazione "Varese per l'oncologia. L'oncologia per Varese".

Programma del concerto

Prima parte

- R. Schumann: Liederkreis op. 24, 9 Lieder su testo di Heine
- J. Brahms
Liebesglut op. 47 n.2
An die Nachtigall op. 46 n.4
Die Mainacht op. 43 n.2
Vergebliches Ständchen op. 84 n.4

Seconda parte

- G. Rossini: da Semiramide, "Bel raggio lusinghier"
- C. Gounod: da Romeo et Juliette, "Jeu veux vivre"
- V. Bellini: da Norma, "Casta Diva"
- G. Rossini: da Barbiere di Siviglia, "Una voce poco fa"




Lago Film Fest 2010 Lago Film Fest
Festival internazionale di cortometraggi, documentari e sceneggiature


6a edizione, Revine Lago (Treviso), 23 luglio - 01 agosto 2010
www.lagofest.org

Circa 150 film, selezionati su mille pervenuti da 61 stati, suddivisi nelle varie sezioni: Cortometraggi, Documentari, Sceneggiature - Premio Rodolfo Sonego - e Soggetto raccontato, Premio Unicef, Premio nuovi segni (sperimentazione e ricerca), Premio Animazione, Premio Sui Generis, dedicato ai film di genere (horror, thriller, zombie), Premio Limno. La rassegna, con la direzione artistica di Viviana Carlet, è caratterizzata da una molteplicità di iniziative in programma - oltre ai film, anche incontri tematici, musica, teatro - e vuole essere una occasione d'incontro tra autori cinematografici, tecnici, artisti. La scenografia in legno, che richiama il movimento imprecettibile dell'acqua del lago, è stata ideata dagli architetti dell'Atelier FraSe. I visitatori del Festival hanno la possibilità di seguire il programma attraverso il catalogo-magazine bilingue.

Tra gli appuntamenti, la proiezione dei migliori corti degli ultimi dieci anni del progetto Kimuak (25 luglio), programma Basco di diffusione e promozione del corto che ha già ottenuto riscontri notevoli in importanti festival del cortometraggio (da Cannes a Clermont-Ferrand a Gijón). Nei due giorni seguenti è la volta della presentazione del programma "Corto in Italia" e della retrospettiva dei lavori di Ackroyd e Harvey, tra cui il il lungometraggio Art from a Changing Arctic di David Hinton, in cui il regista inglese, viaggiando per più di 2500 miglia nautiche a bordo della nave Nooderlicht, ha filmato artisti e scienziati nel corso delle loro esplorazioni verso l'Artico.

Nell'ambito delle iniziative laterali, i concerti di Gord the Rogue, artista vittoriese che modifica i circuiti interni di supporti tecnologici per costruirne nuovi strumenti, nuovi suoni, e dei Comaneci. Per le installazioni d'arte, Blue e Joy presentano un live painting. Per il teatro, una retrospettiva sul lavoro di Antonio Rezza, regista anche di cortometraggi. Saranno proiettati 12 suoi corti e il lungometraggio Delitto su Po - Antifilm a corpo morto. L'1 agosto a Castel Brando in scena Pitecus, uno dei suoi lavori teatrali più conosciuti. Tra i riconoscimenti anche il Premio Regione del Veneto, a cui partecipano produzioni realizzate in Veneto e sul Veneto. Torna inoltre il consueto appuntamento con il lavoro e la poetica di Rodolfo Sonego, celebre sceneggiatore bellunese che, insieme ad Alberto Sordi, ha ideato molti dei personaggi più noti della commedia all'italiana, caratterizzati dalle contraddizioni economiche e sociali dell'Italia degli anni '60. Il 25 luglio, presentazione del volume L'anticonformismo intelligente di Rodolfo Sonego (opere 1921-1998), di Mirco Melanco.




Estate di concerti di musica classica a Laveno Mombello
Villa Frua e Palazzo Perabò di Cerro - Laveno Mombello (Varese)
www.metamusa.it

Il 31 luglio (Villa Frua, ore 21) gli Anima Quartet, quartetto d'archi composto da Evgeniya Norkina, violino, Ksenia Evtushenko, violino, Maria Dubovik, viola e Vladimir Reshetko, violoncello, vincitori del Primo Premio al Concorso Internazionale "Schubert" di Graz nel 2009. Sarà un connubio di musica e parole, con brani di Schubert, Rachmaninov e Cajkovskij e letture tratte da Dostojevskij. Con i concertisti dialogherà Corrado D'Elia, attore, vincitore del Premio Luigi Pirandello per il Teatro nel 2009 e del Premio dell'Associazione Nazionale dei Critici Teatrali nel 2010. L'1 agosto 2010 (Palazzo Perabò di Cerro, ore 21.00) al concerto Canto di ebano. Interpretando suoni e luoghi, parte del programma interreg. di cooperazione transfrontaliera Italo svizzera. Si esibiranno: Gabriele Mirabassi, clarinetto; Roberto Taufic, chitarra; Salvatore Maiore, contrabbasso e Alfred Kramer, batterie e percussioni.




Acusmatiq 5.0
Electronic Electroacoustic Liveset Djset Festival


21-31 luglio, 01 agosto 2010
Mole Vanvitelliana - Ancona
www.acusmatiq.org

- 21 luglio, ore 18.30, Mole Vanvitelliana
Museo temporaneo del Synth marchigiano
Viaggio attraverso la storia delle tastiere elettroniche e dei sintetizzatori creati nella Regione Marche

In esposizione (ed in azione) rari strumenti elettronici vintage costruiti nelle Marche dagli anni '50 agli anni '80. Uno sguardo retrospettivo alla storia della musica elettronica secondo una prospettiva locale e globale al tempo stesso che prelude anche alla realizzazione del museo in forma virtuale, online.

.. ore 21.30, Arena Mole Vanvitelliana
Fabrizio Ottaviucci (Italia), Synusonde (Italia), Rafael Anton Irisarri (Usa)

La serata inaugurale propone tre concerti elettroacustici, tra avanguardia storica e sperimentazioni contemporanee, evidenziando il rapporto tra la dimensione del suono elettronico e la fisicità acustica del pianoforte. Fabrizio Ottaviucci, pianista e compositore diplomato in pianoforte, composizione e musica elettronica ha tenuto centinaia di concerti esibendosi nei maggiori festival internazionali e confermandosi come uno dei più raffinati interpreti del repertorio contemporaneo. Lavora intensamente dal 1986 con Markus Stockausen e rilevante è la collaborazione con Terry Riley con cui ha partecipato ad esecuzioni dirette dal compositore stesso. Presenterà una selezione del suo repertorio elettroacustico, con brani di, Terry Riley, John Cage, Stefano Scodanibbio e Nicola Sani. Synusonde è il nuovo progetto del compositore elettronico Paolo F. Bragaglia con il pianista Matteo Ramon Arevalos il cui album di debutto è atteso per l'autunno 2010.

Synusonde mette in gioco elementi dell'elettronica contemporanea ed il corpo sonoro di uno degli strumenti più importanti della tradizione occidentale, il pianoforte. Una continua ricerca di un punto di equilibrio, tra acustica ed elettronica, tra sperimentazione e tensione armonica. Rafael Anton Irisarri è un musicista elettronico originario di Seattle. Il suo album Daydreaming (2007), pubblicato da Miasmah, etichetta discografica di Erik Knive Skodvin (Deaf Center), si muove in quel contesto definito dalla critica come neoclassicismo elettronico, vicino ad artisti come Max Richter, William Basinski e Johan Jòhannsson. Pianoforte, chitarra e altri strumenti classici affiorano attraverso modalità inedite in brani in cui l'elemento elettronico è presente ma mai predominante seguendo una trama liquida e rarefatta.

- 24 luglio, ore 18, nella città di Ancona
Geotracks

Paolo F. Bragaglia è compositore elettronico dallo stile particolare ed eclettico. Da sempre intrigato dalla metamorfosi del suono attraverso i generi, nel corso degli anni allarga i suoi interessi verso ai rapporti possibili della musica con l'immagine in movimento, gli spazi architettonici, le arti visive, la parola e il teatro. Negli anni ha condotto un'intensa attività di compositore di colonne sonore per spot e film, sonorizzazioni di spettacoli, che si affianca all'attività discografica ed ultimamente, alla sound-art ed alle installazioni sonore. ha collaborato con Mauro Pagani, Howie B, Steve Piccolo, Monica Demuru, Matteo Ramon Arevalos e pubblicato 6 dischi a suo nome.

- 31 luglio, ore 21.30, Arena Mole Vanvitelliana
Carter Tutti - Chris&Cosey from Throbbing Gristle (Gran Bretagna), Biosphere

Chris&Cosey, un duo che ha attraversato (e scritto) più di trent'anni di storia della musica elettronica, tra fragori industrial, sperimentazione radicale e sonorità synthpop oblique. I due, fondatori della band seminale dell'industrial music Throbbing Gristle, presenteranno, in anteprima, il loro nuovo set audio/video Harmonic Coaction in forma estesa e completa. Un flusso di suoni ed immagini lungo, dilatato, immersivo, una suite electro/ambient dove Chris & Cosey mettono a fuoco la loro congenita attitudine alla sperimentazione ad ampio respiro. Una produzione ancora inedita che approderà il prossimo settembre alla Tate Modern Gallery di Londra.

Geir Jenssen aka Biosphere è conosciuto ormai a livello internazionale per essere il precursore di generi come l'ambient techno e l'arctic ambient. Ispirato inizialmente dalla new wave e in particolar modo dall'ambient di Brian Eno, intraprende il percorso solista con il progetto Biosphere, nome ispirato al Biosphere 2 Space Station Project. Con Biosphere, si dedica alla costruzione di un universo sonoro caratterizzato dal "sound artico", dalla combinazione di sperimentalismo sonoro e ritmi dancefloor. Come l'astronauta che osserva il pianeta terra dallo spazio, Jenssen continua a vivere nella sua cittadina di nascita Tromso, 400 miglia a nord del Circolo Polare Artico, preferendo enormi spazi visivi alla claustrofobia urbana. Da molti anni in forza all'etichetta "Touch" è autore di autentiche pietre miliari dell'ambient music elettronica come Substrata e Shenzou.

- 01 agosto, ore 21.30, Arena Mole Vanvitelliana
Chapelier Fou (Francia), Cronofobia (Italia), Mouse on Mars (Germania)

Chapelier Fou, considerato come il nuovo virtuoso della musica elettronica francese dopo due EP molto promettenti Darling, darling, darling e Scandale, il giovane francese Chapelier Fou (26 anni) pubblica il suo primo disco intitolato 613? (Ici d'ailleurs/Audioglobe). Da solo sul palco ci propone un'esperienza innovativa che naviga tra sperimentazioni elettroniche e ricerca di nuove armonie con il suo violino, disegnando un'architetura musicale ricca e complessa. Tra Yann Tiersen e Matt Elliot in una dimensione elettronica. Cronofobia. Suoni e immagini. superfici verticali trasformate in schermi, in supporti transienti di forme da vedere e sentire. sui mattoni o sul cemento delle opere dell'uomo, sulle molecole vive di un bosco.

I Mouse on Mars sono tra i protagonisti del rinnovamento della scena elettronica tedesca a cavallo tra i due secoli. Le loro alchimie musicali aggiornano lo spirito audace di pionieri dell'elettronica anni 70 come Kraftwerk, Faust e NEU!. Omdatik aka Nicola Tripaldi, è attivo nel mondo della musica elettronica dal 1992. Ha iniziato un percorso di ricerca tra synth, campionatori, drum machines, e vecchi computers come Commodore64 e MSX, anche "strumenti autocostruiti" da scarti elettronici. Sperimentazione elettronica, computer music, musica industriale e concreta, club music, circuit bending sono solo alcuni degli interessi di Omdatik che ha anche composto musiche per Tv, web, e commercials.




Seminario: "Il Lambro e i suoi parchi"
Milano, 08-17 ottobre 2010
ACMA Centro di Architettura - Milano
www.acmaweb.com

Il Lambro nasce nelle Alpi a quasi 1000 metri di quota, raggiunge il Po dopo aver attraversato per 130 chilometri una delle aree metropolitane più densamente industrializzate d'Italia, il suo bacino sopporta la pressione di 6 milioni di residenti distribuiti in più di 400 comuni tra cui il capoluogo, Milano. In città  si percepisce la sua presenza ai bordi delle tangenziali, lungo gli argini cementificati di nuovi isolati residenziali, nei parchi sorti anche grazie alla sua presenza. Il seminario contempla una serie di apporti teorici giornalieri e si svilupperà  in tre fasi pratiche: conoscenza ed interpretazione del luogo (visione dei materiali e dell'area); elaborazione del progetto (singolarmente o in gruppo); dibattito e presentazione delle proposte. E' parte del programma di Master in Architettura del Paesaggio e di Formazione Permanente della UPC di Barcellona/ACMA Milano.




7a edizione Concorso per cortometraggi Corto Dorico
Termine di partecipazione: 30 settembre 2009
www.cortodorico.it

Dopo l'edizione 2009 vinta da La preda, di Francesco Apice, che ha visto presidente della giuria Edoardo Winspeare affiancato da Valentina Carnelutti e Steve Della Casa, Corto Dorico intende confermarsi anche nel 2010 come una delle più importanti vetrine del cortometraggio italiano. Con quasi 100 operatori ospiti di Corto Dorico, l'edizione 2009 del festival del cortometraggio di Ancona ha rappresentato una grande occasione di incontro tra registi, produttori, giornalisti, istituzioni ed operatori del settore. Due sezioni: "Tema libero" e "Istruzioni per l'uso". Durata massima delle opere: 20 minuti.




I giardini della paura
Rassegna di film dell'orrore


14 luglio - 01 settembre 2010 (ogni mercoledì dalle ore 21.30)
Giardini di San Paolo - Parma
www.ufficiocinema.it

14 luglio, Drag me to hell (regia di Sam Raimi, Usa 2009)
21 luglio, I racconti del terrore (regia di Roger Corman, Usa 1962)
28 luglio, Rec 2 (regia di Jaume Balaguerò e Paco Plaza, Spagna 2009)
04 agosto, Due occhi diabolici (regia di George Romero e Dario Argento, Usa/Italia 1990)
11 agosto, Cabin fever (regia di Eli Roth, Usa 2002)
18 agosto, Zora la vampira (regia di Antonio e Marco Manetti, Italia 2000)
25 agosto, Vacancy (regia di Nimrod Antal, Usa 2007)
01 settembre, La cavalcata dei resuscitati ciechi (regia di Amando De Ossorio, Spagna 1973)





Est Film Festival
4a edizione, Montefiascone (Viterbo), 24 luglio - 01 agosto 2010
www.estfilmfestival.it

Sei sezioni in programma (Élite, Concorso, Documentari, Maratona Corti, DopoFestival ed Eventi Speciali), incontri cinematografici con grandi star e il prestigioso concerto di chiusura del Trio Jazz Paolo Di Sabatino, special guest Antonella Ruggiero. Sono alcuni degli appuntamenti nel calendario del Festival. Tra le altre iniziative, la mostra dei costumi originali del film I Clowns (1970) di Federico Fellini, disegnati da Danilo Donati e realizzati dalla storica Sartoria Farani di Roma. Danilo Donati, scenografo e costumista ma anche scrittore, uno degli artisti più geniali e poliedrici del cinema italiano, ricevette durante la sua carriera ben due Premi Oscar e otto Nastri d'Argento, tra cui nel 1971 proprio quello per i migliori costumi ideati per i clowns felliniani.




60x60 Images
Termine di partecipazione: 20 settembre 2010
www.taukay.it

Mostra di arti grafiche e figurative legata al progetto di musica elettronica "60x60" del compositore Robert Voisey (www.voxnovus.com), uno degli appuntamenti del festival "Contemporanea", che include 60 composizioni sonore di 60 differenti compositori. Ogni composizione ha una lunghezza massima di 60 secondi (i brani possono avere anche lunghezza inferiore). Parallelamente, durante il festival, sarà organizzata una mostra dove saranno esposte opere della dimensione di 60x60 centimetri. Per la realizzazione delle opere potrà essere utilizzata qualsiasi tecnica conosciuta.




Biblioteche in cortile
29 giugno - 13 agosto 2010
Biblioteca Civica di Spilimbergo
Presentazione




Copertina Joint Efforts: The Album Joint Efforts: The Album
Dettagli ed estratti

Raccolta di brani elettronici di un gruppo internazionale di artisti, coordinati dall'amministratore del sito Koos. I 20 musicisti presenti su questo doppio CD vengono da molte nazioni diverse: Messico, UK, Francia, Moldavia, Finlandia, Olanda, Bosnia ed Herzegovina, Nuova Zelanda, USA, Polonia, Australia, Italia (Mac of BIOnighT). Artisti come Von Haulshoven, Alpha Wave Movement, Na-Koja-Abad, Modulator ESP, Phrozenlight e molti altri hanno contribuito alla realizzazione con una traccia a testa.





Filmfestival del Garda
4a edizione, 08-12 dicembre 2010
Cinema Teatro Cristal (Salò) - Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera)
www.filmfestivaldelgarda.it

Due sezioni competitive internazionali, una per i lungometraggi e una per i corti di giovani autori del panorama contemporaneo che si contenderanno il Ricciolo d'Oro (Premio miglior lungometraggio Città di San Felice, Premio miglior corto Città di Salò), consegnato da una giuria di professionisti che nelle passate edizioni è stata presieduta da Morando Morandini, Emanuela Martini e Gianni Rondolino. Dopo Marlene Dietrich, la retrospettiva critica del cartellone 2010 sarà dedicata alla regista francese Agnès Varda, della quale saranno presentate otto pellicole originali. La retrospettiva, poi in altre città italiane, sarà accompagnata dalla pubblicazione di un volume di saggi critici curato da Nicola Falcinella. Agnès Varda (Bruxelles, 1928) è considerata una precorritrice della nouvelle vague per averne anticipato lo stile libero di riprese e le ambientazioni dal vero nella sua opera d'esordio La Pointe-Courte, del 1955 con Philippe Noiret e Silvia Monfort.

La carriera è poi proseguita, al di fuori di ogni movimento o etichetta, tra lungometraggi, documentari e cortometraggi, profondendo lo stesso impegno nei progetti più piccoli quanto in quelli più importanti. Nel 1962 ha realizzato Cleò dalle 5 alle 7, ancora oggi il suo film più conosciuto. Tra i suoi film: Salut les cubains (1963), Le bonheur (1965), Loin du Vietnam (1967, insieme a Jean-Luc Godard, Alain Resnais, Chris Marker e altri), Daguerréotypes (1976), Documenteur (1981), Senza tetto né legge (1985) con Sandrine Bonnaire, Kung-Fu Master e Jane B. vu par Agnès V. (1988) con Jane Birkin, Les glaneurs et la glaneuse (2000). Moglie del regista Jacques Demy (Les parapluies de Chebourg), gli ha dedicato i film Garage Demy - Jacquot de Nantes (1991) e L'univers de Jacques Demy (1995).

Il suo più recente lavoro è l'autobiografico Les plages d'Agnès, dove ripercorre le tappe della sua vita e della sua carriera, presentato come evento speciale alla Mostra del Cinema di Venezia 2008. Più volte in gara nei maggiori festival, ha vinto il Leone d'oro a Venezia nel 1985 con Senza tetto né legge. Ha vinto altri numerosi premi tra i quali tre Cesar francesi, di cui uno alla carriera, e l'Orso d'argento a Berlino per Le bonheur. E' stata giurata ai festival Venezia e Cannes, dove nell'edizione da poco conclusa, ha ricevuto la Carrosse d'Or della Quinzaine des realisateurs, come omaggio alla sua indipendenza produttiva e creativa difesa sempre con grande passione.




Festival Cineramnia 3D Festival Cineramnia 3D
Teramo, 19-31 luglio 2010
www.cineramnia.it

Primo Festival italiano dedicato al cinema digitale e al 3D stereoscopico. Le sezioni previste prevedono la partecipazione di produzioni cinematografiche del circuito indipendente nazionale: lungometraggi, documentari, advertising, corti, trailer in 3D. Il festival premierà un film per sezione e assegnerà un ulteriore riconoscimento per il miglior lavoro indipendente in digitale. Tutti i film e i cortometraggi in concorso saranno proiettati in contemporanea in numerose e selezionate sale digitali italiane e di concerto con i principali distributori italiani. Durante le due settimane del festival, secondo la tradizione di Cineramnia, verrà realizzato un cortometraggio: la città si trasforma in un set, i suoi cittadini in attori, i professionisti del mondo del cinema e gli studenti di prestigiose scuole di cinema gireranno un cortometraggio, che sarà proiettato a chiusura della manifestazione. Quest'anno il corto verrà prodotto in 3D. Il Festival organizzato dal Cineforum Teramo in collaborazione con la Nuct - Scuola Internazionale di Cinema e Televisione - e AV Magazine, rivista online nel settore dell'audiovisivo.




La scienza si racconta: Alla scoperta di elettricità e vapore
08 maggio - 05 dicembre 2010
Fondazione Scienza e Tecnica - Firenze
www.fstfirenze.it

La Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, nell'ambito del progetto Edumusei della Regione Toscana, offre una serie di pomeriggi domenicali con attività di laboratorio aperte al pubblico, completamente gratuite, alla scoperta di alcuni momenti fondamentali per lo sviluppo della fisica nell'Ottocento. Le attività sono di carattere narrativo-sperimentale. La proposta si articola su due temi diversi. Il primo "Dalla pila al telegrafo", riguarda le prime applicazioni pratiche dell'elettricità dinamica.

Con l'invenzione della pila da parte di Volta e la successiva scoperta dell'interazione elettricità-magnetismo, si arriva all'invenzione del telegrafo che nel giro di pochi anni, grazie anche all'avventura della telegrafia sottomarina, produce enormi trasformazioni sulla società della seconda metà dell'Ottocento. Il secondo laboratorio, "Vapore, lavoro, energia", offre un percorso che inizia con l'introduzione della macchina a vapore nell'Inghilterra del Settecento, e mostra come, attraverso gli studi per migliorarne l'efficienza si arrivi, nel secolo successivo, alla nascita di un nuovo fondamentale settore della fisica: la termodinamica.




Baroque. La musica barocca come elemento unificatore della nuova e vecchia Europa
La stagione della Musica Barocca Sacra


Novo Mesto, Trieste, Cluj, 24 aprile - 12 settembre 2010
www.ascutpantarhei.org

Dopo il ciclo di 9 concerti dedicati al tema profano, riprende il festival internazionale finanziato con il sostegno della Commissione Europea, con altri 9 interessanti appuntamenti. Baroque è inserito nel Programma Cultura 2007 - 2013 della Comunità Europea ed è promosso dall'Associazione triestina Pantha Rhei, assieme ai partner Flauto Dolce Ensemble (Romania) e Istituto Friderik Ireney Baraga di Novo Mesto (Slovenia).

- 24 aprile, Novo Mesto (Slovenia), L'eredità musicale slovena
- 06 maggio 2010, Cluj, La Musica sacra della Romania del periodo Barocco e la sua influenza sulle composizioni del XXesimo secolo

- 09 maggio a Cluj a Novo Mesto, il 9 e il 12 settembre a Trieste

Spettacolo dell'Ensemble Nova Accademia di Trieste. Verrà eseguita, nella prima parte, una scelta di mottetti inediti tratti dalla Ghirlanda sacra, l'antologia veneziana di musica barocca, scritta da diversi eccellenti compositori del De Varij motetti à Voce sola (1625). La raccolta, cui appartengono musicisti come il geniale Claudio Monteverdi, porta alla luce anche il lavoro di compositori meno noti, operanti nelle chiese veneziane del 17esimo secolo in qualità di organisti e direttori di coro. La seconda parte del concerto prevede in prevalenza musiche di Antonio Vivaldi, con un breve intermezzo dedicato a Francesco Gasperini.

Il mottetto nasce come forma vocale polifonica (vocale o strumentale) nel 13esimo secolo, all'interno della scuola di Notre Dame e nella fase finale dell'Ars antiqua, durante le liturgie. Nel periodo successivo i mottetti uscirono dal contesto liturgico, incrementando la propria complessità strutturale e abbandonando il latino per il francese. Gli sviluppi confluirono poi nelle scuole franco-fiamminga e veneziana, dove frequentemente le voci e gli strumenti si univano in un unico corpo sonoro, con un conseguente arricchimento in termini vocali.




Copertina Resonance of the Spirit
Nuovo allbum dei BIOnighT
Informazioni ed estratti audio

"E' passato molto tempo da quando un nuovo album dei BIOnighT si è affacciato al mondo. I motivi sono vari - lavoro, famiglia, forti disaccordi, e tutto quello che potrebbe essere riassunto con "vita in generale". Resonance of the Spirit è un lavoro un pò particolare, per vari motivi. E' in effetti forse un pò più "spirituale" (ma non in senso religioso) dei precedenti, e soprattutto introduce nella musica dei BIOnighT, per la prima e forse ultima volta, alcuni strumenti acustici. Da un paio d'anni, infatti, FaBIO sta imparando a suonare la cetra (uno dei mille tipi esistenti) ed si è così voluto inserirla in diversi brani.

Sono stati aggiunti, in un paio di pezzi, un flauto cinese di bamboo, ed anche una performance vocale (niente parole, solo una serie di oooh e aaah..., tutti stonati). L'immagine di copertina del CD è di Thierry Moreau. Il disco può essere richiesto attraverso il sito dei BIOnighT (www.bionight.net), oppure acquistato tramite l'etichetta in Germania SynGate o qualsiasi altro negozio on-line di musica elettronica, o infine come download tramite Musiczeit". (Estratto da comunicato stampa BIOnighT newsletter)

Corso di Alto perfezionamento
Per cantanti lirici, pianisti accompagnatori e direttori d'orchestra sul teatro musicale del Settecento


Tuoro sul Trasimeno (Perugia), 22 agosto - 12 settembre 2010
www.accademialiricacimarosa.com

Al termine del corso, promosso dalla Accademia Lirica Toscana "D. Cimarosa", i migliori allievi parteciperanno alla registrazione discografica dell'opera con una nota etichetta specializzata che verrà immessa nel mercato come prima registrazione mondiale del lavoro cimarosiano (Estratto dalla newsletter dell'Associazione "Cantare l'Opera").




Festival Cinema e Letteratura Mauro Bolognini 2010
4a edizione, 26-27-28 novembre 2010
www.centromaurobolognini.it

Concorso riservato a registi italiani e stranieri che abbiano realizzato cortometraggi su qualsiasi supporto in pellicola o digitale. Possono partecipare al Festival filmati posteriori allo 01 gennaio 2008, di una durata non superiore ai 30 minuti, titoli di testa e di coda compresi. Il comitato di selezione può accettare, in via eccezionale, film più lunghi o realizzati in altra data. Termine di partecipazione: 10 settembre 2010.




Rappresentare l'opera "Malìa" di Francesco Paolo Frontini

Progetto dell'Associazione "Cantare l'Opera", dedicata a un importante compositore caduto nell'oblìo. Il 28 ottobre 2009 si è tenuta presso l'Università di Catania una serata in cui si sono potute apprezzare alcune melodie del raffinato autore siciliano. A questa serata "Cantare l'Opera" ha dedicato uno speciale. Mettere in scena un'opera "sconosciuta" oggi è cosa non facile e necessita di molte e sinergiche forze.

"Cantare l'Opera" si rende disponibile a fare da tramite per rendere possibile il successo di questa iniziativa che contribuirebbe a restituire al compositore Frontini la fama che merita, e al patrimonio musicale siciliano e italiano un artista ingiustamente dimenticato. Teatri, direttori artistici, accademie, orchestre, insegnanti, operatori del settore, appassionati, siciliani con l'orgoglio della propria terra: chi voglia dare il proprio contributo artistico, progettuale, organizzativo, personale per la realizzazione del "Progetto Malìa" può contattare la redazione dell'Associazione "Cantare l'Opera" (redazione@cantarelopera.com).

- Serata dedicata a Francesco Paolo Frontini




1974 - Sergio Miniussi con Carlo Levi ad Aliano dove Levi era al confino nel 1935 Trieste Contemporanea affida il Fondo Sergio Miniussi all'Archivio di Stato di Trieste

Il Fondo documentario Sergio Miniussi, a seguito della dichiarazione di interesse storico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvenuta nel giugno 2008, è stato consegnato all'Archivio di Stato di Trieste dal Comitato Trieste Contemporanea, d'accordo con la vedova dello scrittore Elisabetta Messina Miniussi. Il Comitato triestino, dopo la scomparsa dell'intellettuale originario di Monfalcone ha custodito il Fondo Miniussi, lo ha inventariato e ha già offerto in questi anni più di un'occasione di studio dei suoi materiali inediti agli specialisti dalle quali sono derivati lavori di ricerca e tesi di laurea.

Il Comitato Trieste Contemporanea nel corso degli ultimi anni ha densamente promosso la conoscenza dell'opera dello scrittore e ha realizzato importanti iniziative: una serie di attività espositive ed editoriali che nel 2002 si sono concretizzate tra l'altro nella ripubblicazione della prima raccolta di poesia di Sergio Miniussi La gioia è dura e che nel 2007 hanno visto discutere e aggiornare la lettura storico-critica dell'opera di Miniussi nel convegno intitolato Ch'abbia una voce questa timidezza. In quell'occasione il Comune di Monfalcone, che ha collaborato all'evento, ha dedicato al poeta una targa commemorativa posta sulla casa natale, in Corso del Popolo.

Sergio Miniussi è nato a Monfalcone nel 1932 da padre triestino e madre scozzese, figlia di un ingegnere navale di Dundee chiamato dai Cosulich a lavorare presso i cantieri navali della città. Intellettuale europeo a tutto tondo, comincia a scrivere i primi racconti e le prime poesie. In seguito frequenta la Sorbona dove si laurea in letteratura comparata. E' giornalista de Il Piccolo, Terza Pagina, Il Giorno e Ritratto d'Autori, autore radiofonico di Radio Trieste e infine regista Rai prima a Milano e poi a Roma. E' autore di teatro e raffinato traduttore per la Mondadori ed Einaudi (merita citare almeno il Ferdidurke di Witold Gombrowicz del 1960), critico artistico e letterario. Muore a Roma nel 1991.




- Censimento su luoghi, monumenti, targhe e ogni opera alla "Memoria del genocidio armeno" nelle città e località italiane.
www.comunitaarmena.it

Promosso dalla redazione del sito della Comunità Armena di Roma in occasione del 93esimo anniversario del Genocidio Armeno. La redazione sin da ora ringrazia tutti coloro che aderiranno all'appello e fa presente che il risultato del censimento sarà riportato sul sito per una consultazione pubblica.

Prima del nuovo numero di Kritik... / Libri

Lista libri recensiti da Ninni Radicini




La Roggia. Una sperimentazione lunga quaranta anni La Roggia. Una sperimentazione lunga quarant'anni

Presentazione volume
02 settembre 2010, ore 18.30
Biblioteca Civica - Pordenone
laroggia@tin.it

Contestualmente, sarà presentato il catalogo della mostra Continuum, opere di 30 artisti della Regione che hanno seguito e contribuito all'attività dell'Associazione Culturale "La roggia" di Pordenone, nei suoi quarant'anni di esistenza. La mostra è allestita e visitabile dall'1 settembre al 24 ottobre 2010 nei locali del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia a Trieste.




Copertina libro Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo
di Michele Sakkara, ed. Edizioni Solfanelli, pagg.112, €8,00
www.edizionisolfanelli.it

«Il Cinema mondiale in occasione della scomparsa di Leni Riefenstahl, si inchina riverente davanti alla Salma di colei che deve doverosamente essere ricordata per i suoi geniali film, divenuti fondamentali nella storia del cinema.» Questo l'epitaffio per colei che con immagini di soggiogante bellezza ha raggiunto magistralmente effetti spettacolari. Per esempio in: Der Sieg des Glaubens (Vittoria della fede, 1933), e nei famosissimi e insuperati Fest der Völker (Olympia, 1938) e Fest der Schönheit (Apoteosi di Olympia, 1938).

Michele Sakkara, nato a Ferrara da padre russo e madre veneziana, ha dedicato tutta la sua esistenza allo studio, alla ricerca, alla regia, alla stesura e alla realizzazione di soggetti, sceneggiature, libri (e perfino un'enciclopedia), ed è stato anche attore. Assistente e aiuto regista di Blasetti, Germi, De Sica, Franciolini; sceneggiatore e produttore (Spagna, Ecumenismo, La storia del fumetto, Martin Lutero), autore di una quarantina di documentari per la Rai. Fra le sue opere letterarie spicca l'Enciclopedia storica del cinema italiano. 1930-1945 (3 voll., Giardini, Pisa 1984), un'opera che ha richiesto anni di ricerche storiche; straordinari consensi ebbe in Germania per Die Grosse Zeit Des Deutschen Films 1933-1945 (Druffel Verlag, Leoni am Starnberg See 1980, 5 edizioni); mentre la sua ultima opera Il cinema al servizio della politica, della propaganda e della guerra (F.lli Spada, Ciampino 2005) ha avuto una versione in tedesco, Das Kino in den Dienst der Politik, Propaganda und Krieg (DSZ-Verlag, München 2008) ed è stato ora tradotta in inglese.




Copertina Il libro di un teppista Il libro di un teppista
di Ottone Rosai, ed. Vallecchi, pag. 140, Euro 10,00
www.vallecchi.it

Torna in libreria, nella nuova collana "Avamposti", Il libro di un teppista pubblicato per la prima volta da Attilio Vallecchi nel 1919 ed esordio narrativo di un Rosai autodidatta appena rientrato dal fronte. Tra le varie figure del "teppista" che troviamo nelle opere delle avanguardie del primo Novecento, quella di Rosai è senza dubbio la più credibile e autentica. Affascinato dalla guerra, sola "igiene del mondo", nel 1915 Rosai parte per la guerra e combatte con i Granatieri sul Monte Grappa. "Una gavetta e un cucchiaio furono la base del mio corredo militare" è l'inizio dell'opera, scritta in forma diaristica e suddivisa in tre parti: Coscritto, Verso la guerra, Appendice.

Ricco di espressioni popolari unite a una prosa che attinge alle parolibere futuriste, lungi dall'esaltazione dell'evento bellico come espressione individualistica del "superomismo" l'opera ci regala una visione della tragedia collettiva dettata dall'esperienza vissuta in trincea. A seguire, all'interno del libro, Via Toscanella, una serie di prose in cui Rosai recupera la dimensione poetica e il rapporto con la natura e il quotidiano. In copertina il celebre dipinto Les Apaches, icona futurista del "teppista" Rosai, visione allucinata e notturna di due minacciosi figuri, datata 8 agosto 1913.

Ottone Rosai (1895-1957). Figlio di un artigiano fiorentino frequenta i corsi di incisione di Celestino Celestini all'Accademia di Firenze. Nel 1913 entra in contatto con il gruppo di "Lacerba" e l'anno seguente inizia a collaborare con la rivista, l'amicizia con Ardengo Soffici lo apre alle influenze francesi. Dopo la guerra e le esperienze cubofuturiste trova nella realtà che lo circonda la fonte primaria per la sua espressione. Parallela e non secondaria la sua attività di illustratore e scrittore con l'editore e amico Attilio Vallecchi, le punte più alte della sua produzione letteraria in: Il libro di un teppista (1919), Via Toscanella (1930), Dentro la guerra (1934) e Vecchio autoritratto (1951). (Comunicato stampa di Sebastiana Gangemi)




Copertina libro 1915 - Cronaca di un genocidio 1915 - Cronaca di un genocidio
La tragedia del popolo Armeno raccontata dai giornali italiani dell'epoca

di Emanuele Aliprandi, ed. MyBook, 2009
www.comunitaarmena.it

Libro unico del suo genere, pubblicato alla soglia del 95esimo anniversario del genocidio armeno e all'indomani della firma dei protocolli sullo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Turchia. Emanuele Aliprandi è membro del Consiglio e responsabile del periodico Akhtamar On-Line. La prefazione è firmata da Marco Tosatti, giornalista e vaticanista de "La Stampa".




Copertina libro L'occhio del critico. Storia dell'arte in Italia tra Otto e Novecento L'occhio del critico. Storia dell'arte in Italia tra Otto e Novecento
a cura di Alessandro Masi, ed. Vallecchi, collana "Studi", postfazione di Achille Bonito Oliva, pp.252, Euro 28
www.vallecchi.it

La vita dei più grandi storici dell'arte italiana dell'Otto e Novecento, i loro studi e i loro scritti sono raccontati e raccolti in volume dai maggiori studiosi contemporanei del settore. Ne deriva un percorso affascinante sulla linea della moderna interpretazione delle fonti artistiche e dei testi critici, in cui ogni singola tappa è tracciata il più delle volte direttamente dal curatore dell'Opera omnia e dell'archivio personale dello studioso in oggetto. I disegni di Cavalcaselle composti a memoria su taccuini, le fotografie di Adolfo Venturi come inequivocabile "testo a fronte", il concetto di "critica d'arte" introdotto dal figlio Lionello.

E poi la prosa letteraria di Longhi, l'interpretazione soggettiva di Argan: ognuno di questi "ritratti a parole" è composto come un magnifico quadro rivelatore, che soltanto mani tanto esperte quanto quelle del soggetto rappresentato avrebbero potuto tracciare in maniera così partecipata e spontanea, originale e profonda al tempo stesso. Ogni saggio, ogni personalissimo sguardo, viene in realtà gettato da una comune angolatura prospettica, dalla quale si riesce a scorgere, finalmente, il lato inedito e tutt'altro che scontato dell'esperto d'arte moderno. Il curatore. Alessandro Masi, storico e critico d'arte, è segretario generale della Società Dante Alighieri e direttore editoriale della rivista "Terzocchio". (Comunicato stampa di Sebastiana Gangemi)




Copertina libro La natura morta de La Dolce Vita La natura morta de La Dolce Vita
Un misterioso Morandi nella rete dello sguardo di Fellini


di Mauro Aprile Zanetti, ed. Bloc-notes Edition IIC-New York, 2008, pagg.112, illustrato con dipinti originali da Piero Roccasalvo

Mezzo secolo dopo la realizzazione di uno dei più famosi film di tutti i tempi, La Dolce Vita di Federico Fellini, il giovane film-maker e scrittore, Mauro Aprile Zanetti rivela con autentico empirismo eretico, attraverso un saggio-narrativo interdisciplinare, "l'esile e monumentale presenza" di una natura morta di Giorgio Morandi. Questo elemento, finora praticamente "ignorato" sia dal grande pubblico, sia dalla critica cinematografica ufficiale, appare all'interno di una delle più complesse e belle sequenze del film, paradossalmente anche la meno ricordata: il salotto intellettuale di Steiner.

Il libro è letteralmente scritto con parole dipinte, animate dalle "illustrazioni" originali del pittore e graphic designer, Piero Roccasalvo, il quale si è ispirato alla visione umoristica di Zanetti sul film di Fellini, come per uno story-board di un film ancora da girare. Renato Miracco, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e Co-curator insieme a Maria Cristina Bandera (Fondazione Roberto Longhi) del Metropolitan Museum of Art per la più grande retrospettiva mai allestita in USA su Morandi (Giorgio Morandi, 1890-1964, 16 sett. - 14 dic. 2008) sottolinea nella sua introduzione al libro, che: "All'autore va il merito di aver approfondito un elemento estetico di cui non si trova alcuna traccia nella pur sterminata letteratura dedicata al cinema di Fellini". Il 27 febbraio 2009 la pubblicazione è stata presentata in anteprima italiana presso l'Auditorium della RAI di Palermo.




Copertina libro Silenzio Silenzio
Poesie di Nicola Lotto, ed. La Bancarella, pagg.68, 2009, €9.00

Il silenzio dell'umiltà, quello del pensiero, il silenzio di un uomo nuovo che si libera dalla pesantezza ordinaria che strisciante lo costringe e di fronte al gran disfacimento volgare dei propri simili rimane in attesa che dal silenzio si generi il pensiero e dal pensiero le idee. Il silenzio dello studio su se stessi, dell'interiorizzazione, il silenzio delle proprie idee che crescono si gonfiano e finalmente si liberano. E poi l'amore ed il silenzio della notte che lo nutre, e ancora quello della preghiera e della ricerca di un Dio per la necessità di avere, tra le tante cose effimere, qualcosa di eterno. La poesia senza interpretazione e coinvolgimento è un ammasso di parole in sequenza che vorrebbero dire ma non dicono nulla.

Il dolore è comunque partecipe, è presente come un passaggio obbligato, viaggio necessario per arrivare alla consapevolezza che non si può fuggirlo senza averlo prima affrontato. In definitiva sembra necessario rendersi conto che la nostra quotidianità è fatta tanto di gioie quanto di dolori e volersi fermare a celebrare le gioie nascondendo i dolori è un atteggiamento di cecità che non potrà mai portare alla conquista di una vera felicità, intesa come il sentimento vero di un uomo conscio di essere labile, destinato a sparire ma allo stesso tempo felice e sereno di questa condizione. In Silenzio c'è anche spazio per il ricordo e la malinconia che si genera. La malinconia viene presentata in antitesi alla cupa tristezza dalla quale non esiste via di fuga, si palesa come un'essenza dolce e pura che non lacera ma dona quello stato di ebbrezza necessaria per coltivare la sensibilità poetica.

Della silloge non va tralasciato l'enigma: Ripopolare i mari di sirene / ripopolare la terra di Dei, sono gli ultimi versi che racchiudono, come una preghiera solenne, tutta la speranza dell'arrivo di un uomo nuovo. Ripopolare i mari di sirene significa ritornare ad una dimensione onirica che restituisca all'individuo la capacità di farsi impressionare dalle cose e la sensibilità necessaria per capire i drammi esistenziali. Ripopolare la terra di Dei significa ripristinare i valori perduti che hanno trasformato l'uomo in un'accozzaglia di vizi presuntuosi. Ne emerge una figura che trovi nella dignità un obbligo morale, che non sia vuoto simulacro, immagine priva di sostanza, ma vera essenza della natura che l'ha generato. (Estratto da presentazione libro)




Copertina catalogo Rotraut Catalogo dedicato a Rotraut
ed. Silvana Editoriale, pagg.160, 2009
sbardelle@lugano.ch

Presentato nell'ambito della mostra Yves Klein & Rotraut, allestita al Museo d'Arte di Lugano, il volume - a cura di Bruno Corà e Daniel Moquay - contiene saggi critici di Bruno Corà e Jean-Michel Ribettes, e scritti di Rotraut, Günther Uecker, Hans Möller, oltre a una conversazione tra Bruno Corà e l'artista. Il catalogo documenta il percorso artistico di Rotraut sia in ambito plastico sia in campo pittorico, con opere affini alla poetica di Yves Klein. In versione bilingue (italiano/inglese), è corredato dalle tavole a colori delle opere in mostra.




L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna
a cura di Alessandra Anselmi

Il volume ripercorre la storia dell'iconografia immacolistica a partire dalla seconda metà del Quattrocento quando, a seguito dell'impulso impresso al culto della Vergine con il pontificato di Sisto IV (1471-1484), i sovrani spagnoli si impegnano in un'intensa campagna volta alla promulgazione del dogma. Di grande rilevanza le ripercussioni nelle arti visive: soprattutto in Spagna, ma anche nei territori italiani più sensibili, per vari motivi, all'influenza politica, culturale e devozionale spagnola. Il percorso iconografico è lungo e complesso, con notevoli varianti sia stilistiche che di significato teologico: il punto d'arrivo è esemplato sulla Donna dell'Apocalisse, i cui caratteri essenziali sono tratti da un versetto del testo giovanneo.

Il libro esplora ambiti culturali e geografici finora ignorati o comunque non investiti da indagini sistematiche: la Calabria, Napoli, Roma, la Repubblica di Genova, lo Stato di Milano e il Principato Vescovile di Trento in un arco cronologico compreso tra la seconda metà del Quattrocento e il Settecento e, limitatamente a Roma e alla Calabria, sino all'Ottocento, recuperando all'attenzione degli studi una produzione artistica di grande pregio, una sorta di 'quadreria "ariana" ricca di capolavori già noti, ma incrementata dall'acquisizione di testimonianze figurative in massima parte ancora inedite.

Accanto allo studio più prettamente iconografico - che si pregia di interessanti novità, quali l'analisi della Vergine di Guadalupe, in veste di Immacolata India - il volume indaga il tema dell'Immacolata secondo un'ottica che può definirsi plurale affrontando i molteplici contesti - devozionali, cultuali, antropologici, politici, economici, sociali - che interagiscono in un affascinante gioco di intrecci. (Estratto da comunicato stampa Ufficio stampa Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria: sbsae-cal@beniculturali.it)




Copertina Le stelle danzanti Le stelle danzanti. Il romanzo dell'impresa fiumana
di Gabriele Marconi, ed. Vallecchi, pagg.324, Euro 15,00
www.vallecchi.it

L'Impresa fiumana fu un sogno condiviso e realizzato. Uno slancio d'amore che non ha eguali nella storia. D'Annunzio, fu l'interprete ispiratore di quello slancio, il Comandante, il Vate che guidò quella straordinaria avventura, ma protagonisti assoluti furono i tantissimi giovani che si riversarono nella città irredenta e là rimasero per oltre un anno. L'età media dei soldati che, da soli o a battaglioni interi, parteciparono all'impresa era di ventitré anni. Il simbolo di quell'esperienza straordinaria furono le stelle dell'Orsa Maggiore, che nel nostro cielo indicano la Stella Polare.

Il romanzo narra le vicende di Giulio Jentile e Marco Paganoni, due giovani arditi che hanno stretto una salda amicizia al fronte. Dopo la vittoria, nel novembre del 1918 si recano a Trieste per far visita a Daria, crocerossina ferita in battaglia di cui sono ambedue innamorati. Dopo alcuni giorni i due amici faranno ritorno alle rispettive famiglie ma l'inquietudine dei reduci impedisce un ritorno alla normalità. Nel febbraio del 1920 li ritroviamo a Fiume, ricongiungersi con Daria, uniti da un unico desiderio.

Fiume è un calderone in ebollizione: patrioti, artisti, rivoluzionari e avventurieri di ogni parte d'Europa affollano la città in un clima rivoluzionario-libertino. Marco è tra coloro che sono a stretto contatto con il Comandante mentre Giulio preferisce allontanarsi dalla città e si unisce agli uscocchi, i legionari che avevano il compito di approvvigionare con i beni di prima necessità anche con azioni di pirateria. (...) Gabriele Marconi (1961) è direttore responsabile del mensile "Area", è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana e il suo esordio narrativo è con un racconto del 1988 finalista al Premio Tolkien.




Presentazione opera Vallecchi 1209-2009 San Francesco - Legenda Maior
Il facsimile firmato Vallecchi per gli ottocento anni dall'approvazione della Regola Francescana


16 aprile 1209, Papa Innocenzo III concede la sua approvazione alla formula vitae con la quale san Francesco d'Assisi e i suoi confratelli si impegnano a vivere in povertà, obbedienza e in castità, seguendo la dottrina e l'esempio di Gesù Cristo. Si tratta dell'approvazione della Regola Francescana e dell'atto di nascita dell'Ordine, di cui quest'anno si festeggiano gli ottocento anni. E' con grande orgoglio e partecipazione che Vallecchi dedica a questa importante ricorrenza la prima e unica riproduzione integrale del manoscritto Vittorio Emanuele 411, il più importante codice miniato della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, contenente una delle più antiche e preziose redazioni della Legenda maior sancti Francisci, la biografia ufficiale del Santo di Assisi scritta da San Bonaventura da Bagnoregio.

Il formato, diverso e più grande, rispetto a quelli più piccoli, da tenere a portata di mano, sembrerebbe quello di un codice da biblioteca, purtroppo non se conosce con esattezza l'origine, ma secondo gli studiosi, sarebbe da attribuire all'area emiliano-romagnola e con molta probabilità fu commissionato da una facoltosa committente; una figura femminile inginocchiata compare infatti più volte in alcune miniature. Il facsimile è corredato da un commentario contenente i saggi del professor Franco Cardini, medievista di fama internazionale, della dottoressa Francesca Niutta responsabile del Fondo Manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e della dottoressa Maria Alessandra Bilotta, studiosa di miniatura medievale. Caratteristiche tecniche: 188 pagine formato cm.25x34.5, stampa su carta pergamenata e applicazione di oro a caldo antichizzato, legatura artigianale in pelle con impressioni in nero e oro, cofanetto rivestito in carta marmorizzata. Tiratura limitata di 980 esemplari numerati.




Copertina libro Luoghi di potere normanno-svevi Luoghi di potere normanno-svevi in Calabria Citra - Itinerario di architettura fortificata
di Maria Gabriella Le Rose, ed. Publiepa Edizioni, 2008

La pubblicazione, arricchita da suggestive fotografie, si occupa del fenomeno dell'incastellamento, apertosi con i Normanni e poi ampliato in età sveva. Lo studio, attraverso le fortificazioni presenti a San Marco Argentano, Scalea, Amantea, Cosenza, Morano, Laino Castello, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, evidenzia le relazioni tra la localizzazione di tali architetture e la viabilità antica, con schede, grafici, didascalie e con una felice ricostruzione storica. L'autrice, forte della sua esperienza nel campo dei Beni Culturali, ha sottoposto all'attenzione dei lettori un segmento di architettura difensiva come "una significativa testimonianza superstite della nostra identità storico-architettonica". Presentazione di Pietro Dalena, Prof. ordinario di Storia Medievale, che, fra l'altro, riporta "l'agile libro si carica di valore documentale ed esprime la sua efficacia nella ricchezza di spunti metodologici e nell'intensità dell'approccio di una ricerca condotta con la passione tipica di chi ama la propria terra".




Copertina libro Due ruote per il futuro Due ruote per il futuro
ed. Ediciclo, pagg. 304, euro 18,00, gennaio 2009
www.ediciclo.it

Un volume che presenta puntualmente i progetti realizzati in varie città italiane ed europee, in molte regioni e province, evidenziando i punti d'eccellenza con l'obiettivo di mettere in rete le esperienze e focalizzare l'attenzione su quelle che potrebbero essere le successive evoluzioni legate alla mobilità ciclistica e al turismo. Bike sharing, piste ciclabili, Codice della strada, politiche per gli spostamenti quotidiani in bicicletta, mobilità sostenibile, i casi di Parigi, Lione, della Svizzera, delle Province italiane più attive, marketing turistico: questi alcuni degli aspetti di questo strumento indispensabile per un quadro completo sul mondo a due ruote. Il libro è pubblicato in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente del Territorio e del Mare e con la Provincia di Milano.




Casa Collins. Le memorie della "segretaria inglese" di Garibaldi
di Barbara Minniti, ed. Polistampa, 2008

Che Giuseppe Garibaldi fosse un tombeur de femmes è cosa risaputa. Oggi all'elenco delle sue conquiste si va ad aggiungere una seconda nobildonna inglese (era già stato fidanzato con una lady negli anni successivi al suo esilio in terra statunitense). Si chiamava Emma Collins, fu la vicina di casa a Caprera e, con il marito, gli vendette l'intera isola. Alcuni biglietti "affettuosi" dell'eroe risorgimentale a lei diretti sono stati ritrovati a Roma presso l'archivio dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano dalla giornalista e scrittrice romana Barbara Minniti che basandosi proprio su quelle righe ha costruito un romanzo storico. Quegli scritti autografi sono ora visibili sul suo sito www.barbaraminniti.info.

Le memorie di Emma Collins, la "segretaria inglese" di Garibaldi che visse sull'Isola della Maddalena tra il 1855 e il 1868, proprio di fronte ai possedimenti dell'eroe. Dal suo osservatorio privilegiato Emma racconta, con humour e in uno stile semplice e scorrevole che appassiona, le vicende del Risorgimento italiano attraverso le storie di una miriade di personaggi che passano da Caprera: patrioti, rivoluzionari, Camicie rosse, ufficiali sabaudi, inglesi o americani. Ma tra le sue memorie trovano spazio anche vicende personali di Garibaldi, dei figli avuti da Anita e dalle altre sue donne, con cui Emma intreccia la propria storia personale. Il racconto è introdotto da Annita Garibaldi Jallet, pronipote del Generale, e chiuso con un piccolo colpo di scena da una nota di Fanny Collins, nipote di Emma.




Copertina libro Casabella Casabella 1928/2008
di Chiara Baglione, ed. Electa architettura, pagg.800, 2008
www.electaweb.com

Il volume ricostruisce la storia di una delle più longeve, autorevoli, aperte e vivaci riviste di architettura del mondo. Un centinaio di articoli, ordinati in capitoli, ciascuno dei quali corrisponde al periodo in cui ognuno dei direttori ha guidato la rivista dal 1928. Nei capitoli sono riprodotte anastaticamente le pagine dei saggi che, a giudizio dell'autrice, hanno caratterizzato ciascuna delle epoche vissute da Casabella. Questa scelta permette di comprendere anche sul piano visivo e grafico come la rivista si sia trasformata nel tempo, quali punti di vista culturali e critici abbia privilegiato.

Il volume non rappresenta un documento destinato ad interessare soltanto la cultura architettonica; tutti coloro che sono animati dal desiderio di conoscere come la cultura italiana in generale è venuta evolvendo nel corso degli ultimi ottanta anni troveranno in questo volume informazioni, suggerimenti e suggestioni quanto mai utili. Casabella, infatti, non ha mai cessato di essere uno specchio luminoso dove si sono riflesse e si riflettono le trasformazioni dei gusti, degli atteggiamenti culturali, delle professioni, delle inquietudini politiche che hanno segnato e segnano la storia dell'Italia contemporanea.




Copertina libro La spilla di Janesich La spilla di Janesich
di Antonio Della Rocca, ed. Mobydick (Faenza), 2008

In un gioco di flash-back, la storia di una spilla della maison triestina Janesich si snoda nel tempo e nello spazio e si intreccia con quella di una famiglia ebrea, in cui il gioiello gioca un ruolo unificante anche nei momenti più bui. Indipendentemente dai luoghi dell'azione, lo sfondo della narrazione è Trieste, con i suoi caratteri di città multietnica e multilingue, con le sue chiese di tutte le religioni, con i suoi problemi di appartenenza all'uno o all'altro mondo, in bilico tra Mitteleuropa, Balcani e Italia.

Antonio Della Rocca, vicepresidente del Pen Club Trieste, ha trascorso gran parte della sua vita di manager fuori Trieste, in Italia come a Bogotà, Norimberga e Mosca. Al suo primo romanzo, Il Professore (Ibiskos, 2002) è andato nel 2001 il 1° Premio del "Leone di Muggia". Ha pubblicato nel 2006 una plaquette di versi Carboncini e sanguigne (Hammerle Editori). La spilla di Janesich ha ottenuto il 1° Premio ad "Arti & Scritture di Frontiera" (promosso da Altamarea) a Trieste e al "Giovanni Gronchi" a Pontedera.




Copertina Parola di testimonial Parola di testimonial
Il testimonial nel panorama pubblicitario tra anima commerciale e non profit


di Alessandro Aquilio, ed. Lupetti - Editori di Comunicazione, ottobre 2008
www.lupetti.com

Se la pubblicità è l'anima del commercio, il testimonial è l'anima della pubblicità, il suo volto spensierato, felice. Ma che spesso nasconde segreti da conoscere. Il testimonial, infatti, non è sempre un Re Mida capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Al contrario. Spesso si trasforma in Medea, in Conte Ugolino, fagocitando il prodotto o la marca che doveva promuovere. E' per questo motivo che la scelta di chi deve portare un messaggio deve essere preceduta da attente riflessioni strategiche, da presupposti che favoriscano l'incontro tra le due identità (quella del brand e quella del personaggio), ma anche da una buona dose di coraggio e voglia di sperimentare. Un originale viaggio all'interno del panorama pubblicitario.

Da Calimero a Megan Gale, passando per Mina, Madonna o Fiorello fino alla Particella di sodio, Giovanni Rana o la coppia Totti-Gattuso: quanti di questi personaggi sono ormai diventati amici di famiglia, ammiccando dallo schermo tv, e quante volte ci siamo trovati a ripetere nel nostro linguaggio comune, come il classico "provare per credere" che ha accompagnato anni di comunicazione di un mobilificio.

Alessandro Aquilio analizza la figura del testimonial dai suoi albori ad oggi. Dagli ambivalenti inizi legati a Carosello, agli sfavillanti anni Ottanta, alla globalizzazione della società contemporanea, il mondo della comunicazione pubblicitaria non ha mai saputo rinunciare a questa rassicurante immagine. Non sempre però i risultati sono stati pari alle attese. Un excursus storico tra mondo commerciale e non profit, una suddivisione tipologica aggiornata e al passo con i tempi supportata dall'analisi di specifiche case history, dalla testimonianza diretta di personaggi celebri (da Massimiliano Pani a Claudio Bisio) e di esperti della comunicazione, da Patrizia Musso a Paola Papakristo. (Estratto da presentazione libro)




Il nostro Sessantotto. 1968-1973. I movimenti studenteschi e operai in Valsesia e Valsessera
di Alessandro Orsi, pp. 240, 12,00 euro, 2008
www.storia900bivc.it

Pubblicato il 73esimo volume dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli "Cino Moscatelli", riedizione ampliata del volume già edito nel 1990. Afferma l'autore: "Sono quarant'anni, dunque. Quarant'anni da quel 1968, mirabolante anno, diventato simbolo di avvenimenti e processi di cambiamento nel mondo, maturati negli anni Sessanta e generatori di effetti prolungatisi nei decenni successivi. Anni di ideali e di brame di libertà. L'anniversario può servire a riflettere, ridiscutere e congetturare su come riaprire un canale di trasmissione di storia autentica e di valori validi. Ecco un obiettivo, allora, del ripubblicare Il nostro Sessantotto: ci saranno pure lettori, spero anche giovani, curiosi di avere notizie sulle vicende del Sessantotto magari in un'area periferica come la Valsesia. Cerchiamo, quindi, di informarli".

Alessandro Orsi (Varallo, 1949) per un ventennio ha insegnato Letteratura italiana e Storia; dal 1993 è dirigente scolastico. Si occupa di istruzione, storia e turismo, degli ideali dell'area progressista, dell'educazione scolastica e della solidarietà. Collabora con riviste e giornali locali, con movimenti e associazioni a favore del territorio valsesiano. Ha scritto testi per volumi di fotografie e per filmati, per diffondere la conoscenza degli aspetti storici, culturali, gastronomici.




Libro Visconti Visconti: Scritti, film, star e immagini
a cura di Marianne Schneider e Lothar Schirmer, con scritti di Luchino Visconti, ed. Electa, pagg. 320, ill.161, 90euro, ottobre 2008
www.electaweb.com

Luchino Visconti (1906-1976) ha segnato un secolo del cinema europeo e sin dal primo film, Ossessione del 1943, rivela subito un eccezionale spessore cinematografico. La sua carriera è costellata da un susseguirsi di capolavori che lo hanno reso tra i più grandi, raffinati e innovativi protagonisti del cinema italiano: Bellissima (1951), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963), La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), fino all'ultimo lavoro, L'innocente, che uscirà postumo pochi mesi dopo la sua morte nel 1976.

Per scelta dei curatori di questa monografia, che include la filmografia e la teatrografia completa, si è voluto lasciare allo stesso Visconti il ruolo di guidare il lettore attraverso un fitto intreccio di scritti autobiografici e teorici sul teatro, sul cinema e sui suoi rapporti con gli autori così che fosse lo stesso Visconti a introdurci alle ragioni e alle idee fondamentali della sua arte drammatica. I testi autobiografici sono raccolti nel Fondo Visconti, Biblioteca dell'Istituto Gramsci a Roma. La seconda componente essenziale del libro è la vasta sezione iconografica, che documenta i diciassette film del regista sia dal punto di vista estetico sia del contenuto. Questa parte visiva deve la sua autenticità alle fotografie conservate dai fotografi di scena, impegnati per anni con Visconti: da Osvaldo Civirani a Paul Ronald, da Giovan Battista Poletto a Rosario Assenza a Mario Tursi...

Wolfram Schütte ha fornito le trame dei film che, insieme alle immagini, fanno di questo libro una guida qualificata alla filmografia di Visconti. Il volume dedica inoltre una intera sezione alle star la cui carriera e fama internazionale sono indissolubilmente legate alle pellicole di Visconti. Da subito il regista ha saputo circondarsi di un tal numero di attori e attrici influenti che gli si potrebbe attribuire la capacità di "creare" le star. Tra gli attori ricordiamo: Alain Delon, Dirk Bogarde, Helmut Berger, Burt Lancaster. Tra le attrici Clara Calamai, Anna Magnani, Annie Girardot, Claudia Cardinale, Romy Schneider, Silvana Mangano, Charlotte Rampling e molte altre. Senza dimenticare il caso eccezionale rappresentato da Maria Callas. Nell'ultima parte del libro si ripercorre la storia della vita e delle opere di Visconti che Caterina D'Amico ha scritto, sostenuta dalla diretta conoscenza della famiglia e del periodo.




Conversazioni a Firenze
a cura di Andrea Spini, ed. Mauro Pagliai editore, pp.144, euro 9, settembre 2008
Presentazione completa

Il volume racchiude importanti interviste (ormai introvabili), realizzate da Arnaldo Nesti e Pietro De Marco, concesse tra la fine degli anni '80 e la prima metà dei '90 da Mario Luzi, Giorgio Spini, Eugenio Garin, Franco Fortini e Ferruccio Masini alla rivista "Religioni & Società". Attraversa tutti i testi un argomento, sempre scottante e attuale: il problema dei rapporti tra intellettuali e potere.

Che significò ad esempio essere "figlio del ghetto" evangelico - come Giorgio Spini - negli anni del consenso al regime fascista? E ancora: porre il problema della salvezza individuale - come Fortini e Masini - di fronte ai sogni di redenzione collettiva proposta dal materialismo storico? Dalla Firenze degli anni '30 a quella attraversata dalle inquietudini del '68 prende vita così la ragnatela di frustrazioni, speranze, "astratti furori", equivoci e drammi in cui si costruirono le biografie dei cinque intellettuali.




Copertina libro Ellenico Ellenico
di Lorenzo Paramana, Edizioni Tracce, pagg.498, euro 19,00, Pescara 2008

Ribaltare la storia con un documento falso, personaggi storici reali e l'eco delle loro vicende che attraversa i secoli fino al nuovo millennio: sono gli ingredienti di Ellenico, un nuovo esempio di thriller storico, stavolta ambientato nell'Impero Bizantino, che ripropone la ricetta lanciata da Dan Brown con il romanzo cult Il Codice Da Vinci. Il mistero inizia con la volontà degli autori di fondere I propri nomi in unico pseudonimo: dietro Lorenzo Paramana is celano una laureata in lettere e un ingegnere.

Il casus belli che alimenta il giallo, che is svolge nel Mediterraneo antico e contemporaneo, è un manoscritto del 1094 spedito da Papa Urbano II all'Imperatore di Bisanzio Alessio Comneno. Il documento, animato dall'intento di ricucire i rapporti tra Papato e Impero, è composto da due pergamene scritte in latino e greco. Una contiene l'invito all'imperatore di inviare i suoi rappresentanti al prossimo concilio ecumenico di Piacenza; l'altro riporta le note di un canto gregoriano. Il thriller storico nasce dall'intreccio con il dramma familiare. Finito nelle mani di Irene, moglie di Alessio, il manoscritto Sara falsificato in segreto su commissione dell'imperatrice con la complicità della primogenita Anna Comnena.

Privata del diritto di salire al trono in seguito alla nascita del fratello Giovanni - così come narrano i manuali di storia - Anna, nel thriller di Paramana, insieme alla madre cerca di riappropriarsene influenzando gli eventi storici. Il complotto di madre e figlia contro il ramo maschile della famiglia sembra riuscire alla perfezione se non fosse per un errore dell'amanuense ingaggiato: il canto gregoriano della Chiesa d'Occidente is era trasformato, invece, in un Inno alla Trinità in lingua bizantina. Circa mille anni dopo, nella Creta dei nostri giorni, due sconosciuti trascinano in macchina Piero e Kristina reclamando un antico manoscritto bizantino che sarebbe stato ereditato dalla famiglia di Piero. (Comunicato stampa Ansa, 18 luglio 2008)




Copertina libro Poesia spagnola Poesia Spagnola del Secondo Novecento
a cura di Francesco Luti, ed. Vallecchi, pag.544, Euro 25,00, luglio 2008
www.vallecchi.it

Rassegna organica della poesia in lingua spagnola dai primissimi anni Cinquanta ai nostri giorni, che offre un quadro completo dell'attività poetica svolta in questo delicato e fondamentale periodo storico della nazione iberica. Ventuno i poeti trattati per totale di 295 poesie tradotte con testo a fronte, molte della quali tradotte in italiano per la prima volta, contiene una premessa del Prof. Giorgio Luti e una nota critica del Prof. Gaetano Chiappini ordinario di Letteratura Spagnola all'Università di Firenze.

La maggior parte degli autori che la compongono hanno partecipato attivamente alla transizione dalla dittatura alla democrazia e alcune di queste voci, muovendo da una visione della poesia come approfondita e diretta conoscenza della realtà, hanno puntato nel corso degli anni alla ricerca di un linguaggio nuovo, che rompesse con il dogmatismo della "poesia sociale" fino ad allora dominante sulla scena dell'epoca franchista. Il volume abbraccia più generazioni di poeti: dagli ormai "classici" della cosiddetta "generazione del 1950", passando dai novísimos prima ai "poeti dell'esperienza" poi, per giungere infine a quelli che si sono messi in luce nell'ultimo ventennio.

Francesco Luti, laureato in Legge e in Lingue e Letterature straniere, è il traduttore italiano di riferimento dei principali poeti contemporanei di lingua spagnola, portoghese e catalana, tra i quali Ángel González, Luis García Montero, Carlos Bousoño, Francisco Brines, Luis Antonio de Villena, Jaime Gil de Biedma, Claudio Rodrìguez, Felipe Benìtez Reyes, Pere Gimferrer, Ruy Belo, Vinicius de Moraes e Carlos Drummond de Andrade. A sua volta autore di romanzi, ha insegnato in Spagna e in Brasile.

Autori presenti: Ángel Gonzáles, Josè Manuel Caballero Bonald, Carlos Barral, Josè Augustín Goytisolo, Jaime Gil De Biedma, Josè Ángel Valente, María Victoria Atencia, Francisco Brines, Claudio Rodríguez, José María Álvarez, Juan Luis Panero, Pere Gimferrer, Antonio Colinas, Guillerno Carnero, Eloy Sánchez Rosilo, Jaime Siles, Luis Antonio De Villana, Luis García Montero, Felipe Benítez Reyes, Carlos Marzal, Vincente Gallego.




Copertina catalogo Pandora Pandora, la prima donna
di Jean-Pierre Vernant, traduzione di Irene Babboni, ed. Einaudi, collana "L'Arcipelago", pagg.51, 9,00euro, marzo 2008


Saggio di Jean-Pierre Vernant (1914-2007), uno dei massimi studiosi del mito e della cultura greca, con illustrazioni del pittore viareggino Valente Taddei, che ha realizzato per l'occasione 10 tecniche miste su carta, nel suo stile inconfondibile, ad un tempo narrativo e minimalista, ispirate al celebre mito di Pandora e del vaso contenente i mali del mondo. L'artista già in passato aveva collaborato con la nota casa editrice torinese, producendo una serie di chine acquerellate per la rivista "Cfr:". Taddei è uno degli artisti di punta della galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, presso la quale le sue opere sono esposte in permanenza.




Copertina libro Sguardi sui colori Sguardi sui colori
Arti, Comunicazione, Linguaggi

di Massimo Squillacciotti, Protagon Editori, pagg.320, formato 17x24, Euro 24,00

Tredicesimo volume, per la collana che Protagon dedica alla Comunicazione. Massimo Squillacciotti docente all'Università di Siena, indaga i complessi meccanismi legati alla percezione e definizione verbale dei colori là dove neanche il più complesso linguaggio umano è in grado di comprendere ed esprimere le cose del mondo, in tutte le sue più variegate sfumature. Il volume raccoglie i lavori del Seminario Interdisciplinare tenutosi all'Università di Siena con la partecipazione di studiosi appartenenti a varie discipline. Premessa fondamentale dello studio è che un approccio interdisciplinare al mondo dei colori non considera questi una realtà oggettiva dell'ambiente fisico, ma una risposta percettiva ad una serie di proprietà della materia ovvero un'interpretazione cromatica che il "cervello visivo" dà in una certa quantità, ovvero la lunghezza d'onda della luce, che di per sé non rappresenta un colore in quanto tale.

Tale premessa, può trovare una felice concordanza nell'osservazione di Ludwig Wittgenstein che considera i colori una grammatica del vedere nella quale il dato della percezione ottica viene letto e interpretato alla luce di un assetto di relazioni logiche e culturali, da cui l'incapacità del segno linguistico di restituire modelli complessi a più dimensioni come quelli del colore. Ulteriore spia di questo "malessere linguistico" è la quantità, in quanto la quantità di colori che dominiamo cognitivamente sembra essere superiore a quella che i sistemi linguistici riescono o ritengono utile denominare. Questo volume trova impiego nell'ambito della ricerca universitaria nazionale e internazionale sia nel campo dell'antropologia cognitiva che dell'antropologia della comunicazione e del linguaggio, oltre che nella storia dell'arte. Inoltre, il volume interessa anche gli insegnanti delle scuole superiori attenti a tematiche interdisciplinari ed i laboratori di didattica museale. (Ufficio stampa Protagon)




Copertina libro Franco Modigliani Franco Modigliani - L'impegno civile di un'economista
Scritti editi e inediti sull'economia e la società italiana

a cura di Pier Francesco Asso, Protagon Editori, pagg. 240, formato 22x29 cm, Euro 26,00, 2008


Per la prima volta, viene pubblicata una raccolta di scritti, tra cui alcuni inediti, di Franco Modigliani, Premio Nobel per l'economia nel 1985, dedicati ai temi dell'economia e della società italiana dal dopoguerra fino alla fine del XX secolo. Documenti inediti prodotti come consulente del Dipartimento di Stato dove, fra l'altro, Modigliani spezza una lancia a favore dell'ingresso del PCI nel governo nazionale per favorire il processo di risanamento finanziario del Paese all'indomani delle elezioni del giugno 1976; carteggi intessuti con personalità del mondo istituzionale e accademico dell'Italia degli ultimi cinquant'anni come Nino Andreatta, Paolo Baffi, Antonio Fazio, Tommaso Padoa-Schioppa, Bruno Visentini, Giorgio Napolitano, Ezio Tarantelli.

Come sottolinea nel suo saggio, il curatore Pier Francesco Asso, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Palermo, "Il rapporto scientifico e intellettuale che Modigliani ebbe con l'Italia riguardò i molteplici aspetti della sua professione di economista, professore, consigliere economico, opinionista. Esso si sviluppò sin dai primi anni del forzato esilio, senza significative interruzioni, producendo fecondi risultati, soprattutto nel campo della politica economica e per il progresso degli studi economici nel nostro paese. Esiste anche un altro importante obiettivo storiografico che vorremmo perseguire con questa iniziativa: la recente acquisizione del suo archivio privato da parte della Rare Books, Manuscript, and Special Collections Library, Duke University, Durham, NC, USA, studiato da me e da Michele Alacevich ci consente di aggiungere nuovi elementi alla storia dei rapporti fra Franco Modigliani e l'Italia. Sotto questo profilo, la seconda parte del volume è dedicata alla pubblicazione di alcuni documenti inediti di particolare interesse storico che abbiamo reperito nel corso della nostra ricerca sulle carte Modigliani ". (Ufficio stampa Protagon)




Mario Del Monaco: Dietro le quinte - Le luci e le ombre di Otello
(Behind the scenes - Othello in and out of the spotlight)
di Paola Caterina Del Monaco, prefazione di Enrico Stinchelli, Aerial Editrice, 2007
Presentazione




Una famiglia nella lotta
Carlo, Nello, Amelia e Marion Rosselli: dalle carte dell'archivio dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana

di Paolo Bagnoli, ed. Polistampa, pp.148, euro 14, 2007
Presentazione completa

In occasione del 70esimo anniversario dell'uccisione di Carlo e Nello Rosselli, avvenuta il 9 luglio 1937, su mandato fascista, l'autore, docente della Bocconi e uno fra i maggiori studiosi del pensiero politico di Carlo Rosselli, ha raccolto numerosi documenti inediti presso l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, depositario delle carte della rivista "Giustizia e Libertà" (attiva tra il 1932 e il 1935) e di altri documenti donati dalla famiglia Rosselli. Questo volume, con presentazione di Ivan Tognarini, prefazione di Zeffiro Ciuffoletti e una nota di Mirco Bianchi, rappresenta il contributo documentario più nuovo e originale sul movimento politico di Giustizia e Libertà, fondato nel 1929 a Parigi da Carlo Rosselli, e sulla vicenda familiare di quest'ultimo. Tra le 42 lettere pubblicate, fino a oggi tutte assolutamente inedite, molte non erano mai state studiate prima e alcune, come quelle di Nello alla moglie di Carlo, Marion, erano del tutto ignote.




Copertina libro Gino Bianchi Resultanze in merito alla vita e al carattere di Gino Bianchi
di Piero Jahier, ed. Vallecchi, collana Caratteri del '900, a cura di Angelo Piero Cappello.

Opera d'esordio di Piero Jahier (Genova 1884-Firenze 1966), fu pubblicato per la prima volta nelle edizioni dei "Quaderni della Voce" nel 1915. Nella forma di un fascicolo ministeriale si narra la triste vicenda esistenziale di un travet che finisce per identificare la propria vita con la propria anzianità di servizio: le sue giornate, modellate pedissequamente sui ritmi burocratici dell'ufficio presso il quale lavora, sono ossessivamente uguali le une alle altre e cadenzate, prima che sui bisogni reali, sulle necessità di "servizio". Quel che ne viene fuori è uno stralunato personaggio che può considerarsi perfino parodia di se stesso, già abile e preveggente satira dell'alienazione burocratica che rende inetti alla vita vera.




Copertina libro Prospettive Prospettive
Ristampa anastatica della rivista, edita di recente grazie alla collaborazione tra Franco Cesati Editore, Casa Malaparte e Vallecchi.

Iniziativa editoriale in occasione del 50esimo anniversario dalla morte di Curzio Malaparte (1957-2007), nell'ambito delle manifestazioni organizzate dal Comune di Prato, dal titolo "Dedicato a Malaparte". Vedrà la partecipazione dell''assessore alla Cultura del Comune di Prato Andrea Mazzoni e gli interventi di Giuseppe Pardini docente di Storia Contemporanea e di Marco Marchi docente di Letteratura Italiana. Nell'agosto del 1938, con la ristampa del numero sui legionari di Spagna si era chiusa la prima serie di "Prospettive", la rivista mensile fondata e diretta da Curzio Malaparte, pseudonimo di Kurt Erich Suckert (1898-1957) nel 1937 e dedicata all'arte e alla letteratura. Il 15 ottobre del 1939 "Prospettive" riprende le pubblicazioni con un numero dal titolo "Senso vietato" dove trovano spazio intellettuali come: Mario Praz, Alberto Savinio, Alberto Moravia, Aldo Palazzeschi e Ruggero Jacobbi, tra i tanti che vi collaborarono.

Una rivista asciutta nella grafica e ricca nei contenuti che, negli anni cruciali del secondo conflitto mondiale, ha il pregio di raccogliere intorno a sé nel nome della libertà del pensiero artistico e intellettuale firme prestigiose dell'epoca, consentendo agli italiani di tenere in vita la propria dignità e i propri valori intellettuali aprendo discussioni sulla letteratura, la critica e la pittura moderna. La ristampa contiene anche il raro numero, chiamato "Fascicolo rievocativo" datato 1 dicembre 1951 - 1 gennaio 1952 con il polemico saggio mapalartiano "Guerra e sciopero", un epistolario con i contributi di D'Annunzio, Apollinaire, Guynemer, Barbuse, Carco e il bel saggio di De Pisis dal titolo "Venezia o la consolazione della pietra". La ristampa, elegantemente contenuta in un cofanetto è accompagnata da un fascicolo introduttivo curato dal professor Giuseppe Pardini.




Andres - Tre poeti maschi
di Andrea Simi, con prefazione di Bruno Gentili, ed. Vallecchi, pagg.128, Euro 14,00

Tre grandi poeti della letteratura greca antica tradotti e riattualizzati con passione per i lettori di oggi. L'ambizione del volume è quella di offrire anche a un pubblico di non specialisti una ampia selezione di ciò che rimane dell'opera di tre fra i più grandi poeti della Grecia arcaica e cioè Archiloco, Alceo e Ipponatte, in una versione "facile" e fortemente attualizzata, privilegiando la godibilità dei testi, ma senza rinunciare al giusto rigore filologico.Il percorso, attraverso i frammenti residui della loro poesia, fornisce l'occasione per ricostruire i tratti umani di queste grandi figure della letteratura antica: tre uomini diversi in contesti sociali differenti ma contigui, tre storie diverse con qualche tratto comune, tre caratteri marcati e forti; in definitiva, tre maschi che hanno sviluppato, ciascuno a proprio modo, una poetica incentrata sui temi di maggiore presa emotiva per il pubblico dell'epoca: la lotta, e la violenza in tutte le sue forme; la forza irresistibile della natura; l'amicizia e il tradimento. La prefazione è a cura di Bruno Gentili, accademico dei Lincei, professore emerito di Letteratura greca all'Università di Urbino.




Emilio Pucci 1957: La collezione Palio
Protagon Editori, pagg. 270, 40,00euro

Il volume accompagna la mostra inaugurata al Complesso Museale di Santa Maria della Scala di Siena, curata da Alessandra Arezzi Boza e Margherita Anselmi Zondari, in collaborazione con la Fondazione Pucci e che rimarrà aperta fino al 9 settembre. Quest'anno infatti ricorrono cinquanta anni dalla collezione dedicata al Palio e alle contrade senesi che il celebre stilista presentò nel giugno del 1957 nella sala Bianca di Palazzo Pitti: diciassette indossatrici sfilarono con abiti ispirati dai motivi geometrici e dai colori accesi delle tradizionali Contrade medievali.

Uno splendido volume, ricco di materiali provenienti dall'Archivio Emilio Pucci: fotografie d'epoca, schizzi, disegni originali, tessuti, prove colore, abiti, costumi, foulard e documenti, una testimonianza unica sulla celebre collezione ispirata dai costumi della Contrade di Siena e che valse a Emilio Pucci nel 1957 il Neimann-Marcus Award e un successo internazionale senza precedenti. Dal punto di vista stilistico, la Collezione Palio segna il passaggio da una ispirazione figurativa, legata a motivi tipicamente italiani e alla nostra tradizione culturale al Pucci, stilista-artista, più conosciuto a livello internazionale, quello delle fantasie geometriche e dei cromatismi che hanno segnato in maniera irreversibile la moda degli anni '60 e lo stile Pucci nel mondo.




Copertina libro Guerra dei Pazzi Cacciate Lorenzo! La guerra dei Pazzi e l'assedio di Colle Val d'Elsa 1478-1479
di Marco Barsacchi, Protagon Editori, pagg.208, 24,00 euro

La guerra che seguì la congiura dei Pazzi, e che da questa prese il nome, è tipica espressione di quell'epoca inquieta, di cui evidenzia ambizioni, timori, debolezze, ipocrisie che contrassegnavano le relazioni politiche e diplomatiche, riflettendosi poi nella strategia e nella condotta delle operazioni militari. Dopo aver rapidamente delineato il contesto storico in cui nacque, il volume di Marco Barsacchi, segue le vicende del conflitto che ebbe luogo in Toscana ma che coinvolse tutte le potenze del periodo: il Ducato di Milano, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli, Le repubbliche di Venezia, di Firenze e di Siena. Si sofferma in particolare sull'assedio di Colle Val D'Elsa che, delle ostilità fu l'episodio culminante e decisivo, segnandone la fine. Tale assedio, durato 52 giorni, offre un quadro vivace di guerra quattrocentesca: con gli assalti alle mura, il fuoco terrificante delle bombarde e quello insidioso delle artiglierie minute, gli atti di eroismo, i rancori municipali, le inutili crudeltà, le distruzioni e le sofferenze degi abitanti. I fatti della guerra e dell'assedio sono raccontanti valendosi di documenti e testimonianze dell'epoca, il che conferisce al dettato un sapore di vicende lontane, in qualche nodo viste con gli occhi e rievocate con le parole di coloro che le vissero in prima persona.

Il volume è arricchito da una prefazione di Franco Cardini, numerose tavole a colori con gli alberi genealogici delle famiglie dei Medici, dei Pazzi, Aragona, e Della Rovere Riario, i disegni con i ritratti dei principali protagonisti storici l'elenco dei "Dramatis personae" e un'appendice documentaria che riproduce il Documento della resa di Colle Val d'Elsa e il Trattato di Pace stipulato a Napoli il 13 marzo 1480. E' il primo titolo a inaugurare la collana "Guerre e Cavalieri" diretta da Franco Cardini per Protagon Editori. Il volume sarà presentato mercoledì con gli interventi del sindaco Paolo Brogioni, dell'assessore alla Cultura Alessandra Topini, dell'autore Marco Barsacchi e dello storico Franco Cardini.




Copertina catalogo Georgia O'Keeffe e John Loengard Georgia O'Keeffe/John Loengard. Dipinti e Fotografie
di Johan & Levi Editore
www.johanandlevi.com

Giugno 1966. Il fotografo John Loengard visita la pittrice americana Georgia O'Keeffe nelle sue tenute di Ghost Ranch e Abiquiu, nel New Mexico. Le trentanove foto raccolte in questo volume documentano il forte legame fra i dipinti surreali della O'Keeffe e l'aspra realtà del deserto circostante, dove oggetti di tutti i giorni - ossa, sassi, i sonagli di un serpente - emanano una magia singolare. Fotografie scattate da Loengard alla signora del deserto, affiancate a immagini di opere della O'Keeffe che ne costituiscono una sorta di doppio, svelando come la realtà del deserto sia impressa a fuoco nelle immagini pittoriche dell'artista americana. A Ghost Ranch Loengard viene sorpreso dalla vitalità di quella meravigliosa signora che tutti ritenevano ormai un'eremita - aveva scelto di lasciare New York per il New Mexico alla morte del celebre marito Stieglitz nel 1946 - e ne ritrae momenti, silenzi, gesti. Alcune di queste fotografie furono pubblicate su Life nel 1967 e nel 1994 l'intero portfolio di Loengard arriva nelle mani di un editore e collezionista tedesco, Lothar Schirmer, che progetta un libro in cui affiancare gli scatti di Loengard a immagini di opere della O'Keeffe realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Georgia O'Keeffe, nata nel 1888, viene lanciata attorno al 1910 dal futuro marito, il fotografo Alfred Stieglitz, che la introduce negli ambienti dell'avanguardia newyorkese. Le creazioni degli anni dieci, illustrazioni a carboncino e acquarelli, sono fra le più innovative di tutta l'arte statunitense del periodo.

Negli anni Venti si dedica a pitture a olio di grande formato con forme naturali e architettoniche ispirate agli edifici di New York. A metà degli anni venti è riconosciuta come una delle artiste più importanti degli Stati Uniti. Dal 1929 passa diversi mesi dell'anno nel New Mexico, dipingendo alcune fra le sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona. Negli anni trenta e quaranta riceve numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem. Nel 1949 si trasferisce nel New Mexico e negli anni cinquanta produce una serie di dipinti con forme architettoniche ispirate alla sua casa e una vasta serie di pitture di nuvole come viste da un aeroplano. Muore nel 1986. John Loengard, classe 1934, studia a Harvard e dopo l'università lavora come fotografo free-lance. Nel 1961 entra nella redazione di Life e successivamente lavora per altre pubblicazioni del gruppo Time Inc. Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, premiati con riconoscimenti quali l'Ansel Adams Book Award e il prestigioso Henry R. Luce Lifetime Achievement Award. Le suo opere sono state esposte in numerose mostre personali e fanno parte delle collezioni permanenti di vari musei. Vive a New York.




Copertina libro Federico II e gli Ebrei Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza
di Vincenzo Mercante, Edizioni Il Fiorino, pagg.135, €12,00

"Questo breve saggio" scrive Mercante nella prefazione "si presenta come logica conseguenza del mio precedente studio dedicato a I Sefarditi, Saggi Ministri di Califfi e Re, pubblicato recentemente da Alinari. L'Al-Andalus dei secoli X-XIII presentava infatti nella Spagna delle tre culture (musulmana, cristiana ed ebraica), eccettuato il periodo della dinastia degli Almohadi, un clima di tolleranza, floridezza e cultura tali da lasciare un segno perenne nel corso dei secoli. L'eredità non andò perduta per qualche centinaio di anni: infatti la "Reconquista", che si proponeva di riportare sotto le insegne del Cristianesimo la penisola iberica, s'imbattè in un sovrano quale Alfonso X di Castiglia (1221-1284), così illuminato da essere soprannominato "il Savio". Egli si distinse infatti per la sua opera di mecenate, rendendo la sua corte un centro di sapere aperto a ogni ramo scientifico, soprattutto quello giuridico.

Cronologicamente il suo operato si colloca alcuni anni dopo l'avventura di Federico di Svevia, ma i due sovrani presentano alcune caratteristiche comuni, prima fra tutte la tolleranza nei confronti di musulmani ed ebrei. Poco prima infatti nel centro del Mediterraneo la forte personalità dell'imperatore svevo" prosegue l'autore "aveva già instaurato una convivenza tra le tre culture e di conseguenza tra le tre religioni, che lascia ancor oggi stupiti per la modernità del concetto di tolleranza, che lungo i secoli ha tanto appassionato filosofi e saggisti, da John Locke (1632-1704), che scrisse la Lettera sulla tolleranza, a Voltaire (1694-1778), autore del Trattato sulla tolleranza. A tale moderno concetto di liberalità e all'implicito messaggio e invito alla pace contenuto nel libro, si accosta anche l'avanguardia architettonica presente a Castel del Monte in Puglia, trattato in appendice dall'architetto Marianna Accerboni.

Il maniero fu fatto erigere da Federico II tra il 1240 e il 1250 e fu straordinariamente dotato di servizi, quali latrine, camini, condotte idrauliche, e di agi e lussi, inusitati per l'epoca e inseriti in un'architettura densa di riferimenti simbolici, matematici e geometrici: "una dimora possente" - così Accerboni - "in cui s'incontrano il pensiero e l'azione, che sembra concepita, filosoficamente, quale luogo per meditare e non per combattere". Il volume si conclude con gli apporti in appendice di Giorgio Galazzi, che tratta della Scuola Medica Salernitana, e con un accenno al trattato sull'arte della caccia con gli uccelli, composto in latino da Federico II. Vincenzo Mercante, noto studioso, è insegnante, esperto di comunicazione massmediale e collaboratore, in qualità di pubblicista, di varie testate. Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza è il suo diciottesimo libro.




Copertina libro Giorgio Spini Giorgio Spini: Lo storico e le politica: scritti giornalistici (1945-1961)
a cura di Mirco Bianchi, Ed. Polistampa, pp. 320, 22euro, 2007
www.polistampa.it

Giorgio Spini, (Firenze, 23 settembre 1916 - 14 gennaio 2006) è una delle figure intellettuali eminenti del Novecento italiano. Storico dell'età moderna, della Riforma e della storia del nord America, è un autore tra i più conosciuti all'estero, ove i suoi libri sono stati e continuano a essere tradotti. Antifascista e militante del Partito d'Azione, ha preso parte alla Guerra di liberazione nazionale come ufficiale aggregato alla VIII armata britannica e ha partecipato alla battaglia per la liberazione di Firenze. Attivo militante politico nell'area prima azionista poi socialista, dopo la guerra ha svolto in parallelo alla professione di storico un'intensa attività pubblicistica. L'Istituto Storico della Resistenza in Toscana ha raccolto in questo volume, edito da Polistampa, gli articoli che Giorgio Spini ha pubblicato tra il 1945 e il 1961 sulle storiche testate "Non Mollare", organo del Partito d'Azione fiorentino, "Nuova Repubblica" organo del Movimento di Unità Popolare diretto da Tristano Codignola e "Il Ponte", rivista fondata e diretta da Piero Calamandrei. E' evidente in questi scritti il suo sforzo di mantenere vivi gli ideali di giustizia e libertà propri del Partito d'Azione dopo il suo scioglimento nell'estate del '47, fino all'ingresso nel PSI, quando questo Partito scelse la linea di autonomia e indipendenza dal Comunismo sovietico.

"Questa nuova pubblicazione - dichiara l'onorevole Valdo Spini, figlio dell'insigne storico - si collega idealmente al volume autobiografico La strada della Liberazione che io stesso ho avuto la possibilità di curare e che tratta delle vicende precedenti, dall'antifascismo alla partecipazione alla Guerra di Liberazione. "Giorgio Spini si segnala analista attento e polemista pungente dell'Italia che dalla Liberazione arriva fino alle soglie del centro-sinistra con particolare attenzione ai temi della laicità dello Stato e della libertà religiosa secondo canoni critici che intrecciano azionismo e protestantesimo", scrive nella prefazione Paolo Bagnoli, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Siena e direttore dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Ciò che Spini persegue è la ricostruzione e l'unità dei valori civili come consapevolezza di libertà e partecipazione.




Copertina libro Toscanacci dal piede pesante Toscanacci dal piede pesante
a cura di Vittorio Lorenzoni, Alsaba edizioni, pagg.208, 38,00 euro

Nel mondo delle auto da competizione la Toscana gioca un ruolo di prim'ordine forse non a tutti noto. Un mondo fatto di gare, piloti appassionati, dai Rally, alla Pista alle Cronoscalate. Sono toscani alcune delle icone dei Rally: Paolo Andreucci, campione italiano assoluto Rally per tre stagioni, Andrea Aghini pluricampione italiano assoluto Rally e vincitore di prove del campionato del Mondo Rally, Stefano Bizzarri, plurititolato asso delle Due Ruote Motrici. E ancora toscano è il campione Alessandro Nannini, con nove podi in Formula Uno su 77 Gran Premi disputati oltre a numerosissime vittorie delle formule minori fino alle Sport Prototipo. Una lista lunghissima di Toscanacci dal piede pesante una carrellata di interviste e di racconti in chiave biografico-emozionale dei momenti più importanti vissuti da piloti più o meno noti, di terra di Toscana, raccolti da Vittorio Lorenzoni, accompagnati da un ricchissimo apparato iconografico. Nel libro troviamo le testimonianze di altri toscani come: Filippo Francioni, campione italiano assoluto Prototipi per ben cinque anni, Simone Fagioli, mattatore delle cronoscalate, attuale campione italiano assoluto Velocità Montagna, oltre ad essere campione Europeo, Franco Cinelli recordman in numerose cronoscalate e già Campione Italiano ed Europeo; Mauro Nesti, leggenda vivente con ben 17 titoli italiani e 9 europei nel Campionato Velocità Montagna infine Fabio Danti, la stella che ci ha lasciato troppo presto a cui l'opera è dedicata.




Copertina libro Brandi lungo il cammino Brandi lungo il cammino - Ricerche su un decennio 1933-1943
a cura di Maria Ida Catalano, Protagon editori

Terzo volume della collana "Scritti sull'arte" diretta da Mauro Civai e pubblicato in occasione della mostra "La passione e l'arte: Cesare Brandi e Luigi Magnani collezionisti" allestita a Siena presso S. Maria della Scala e Palazzo Squarcialupi. L'opera ripercorre la vita di Cesare Brandi negli anni decisivi per la sua formazione che lo porterà ad affermarsi a livello nazionale e internazionale come uno dei critici più celebri del nostro tempo. Come scrive la curatrice ". Nella città nativa, (Siena) l'esercizio metodologico della filologia si era temprato attraverso il lavoro quotidiano di censimento e catalogazione, che aveva orientato meticolose ricognizioni territoriali svolte per conto della Sovrintendenza senese. Nel corso del tempo fugace del soggiorno bolognese, avrebbe approfondito il passaggio dalla filologia alla critica, attraverso la ricchezza della lezione crociata ripensata, proprio in quell'arco di anni, da una intera generazione di storici dell'arte. Interno alla correlazione tra l'arte contemporanea e quella antica, lo studioso attiverà a Bologna ulteriori approfondimenti e nuovi filoni di ricerca, principalmente incentrati sul trecento emiliano, mentre approderà, in sintonia con le indicazioni di Roberto Longhi, docente dal 1934 nell'ateneo bolognese, alla scoperta di Giorgio Moranti."




Copertina libro Greci e Turchi Greci e Turchi tra convivenza e scontro
Le relazioni greco-turche e la questione cipriota
di Vincenzo Greco, Edizioni Franco Angeli, pagg.400, 2007
Presentazione






Copertina libro Religione a Trieste La religione a Trieste
di Alice Zen, ed. Editreg Trieste, pagg.213

La realtà multireligiosa, e perciò multiculturale, della città di Trieste attraverso più di 400 foto a colori. Il volume della Zen - laureata in filosofia, studiosa di teologia e ricercatrice di storia della fotografia nonchè curatrice di numerose mostre e libri fotografici di prestigio - è frutto di un lavoro di due anni e ha il pregio di entrare nell'anima, nello spirito e nelle consuetudini delle diverse religioni, dopo una breve carrellata sulla loro evidenza architettonica. è un'opera che va in parallelo, quanto ad approfondimento, con quella realizzata dall'autrice nel 2003 sui "Protagonisti. Arte e scienza a Trieste" (ed. Mladika), che proponeva un ritratto fotografico e professionale di 118 personaggi, tra i quali Claudio Magris, Fedora Barbieri, Tullio Kezich, Marianna Accerboni, Callisto Cosulich, Franco Giraldi.

In ambedue i casi alla Zen, raffinata artista dell'immagine, va il merito di aver saputo documentare e interpretare realtà diverse, indipendenti ma al contempo correlate, con un filo di tenerezza e tanta umanità, che rende più dolce la sua capacità di analisi. Alice Zen, nata ad Isola d'Istria (oggi Slovenia) e triestina da sempre, è stata allieva della fotografa Wanda Wulz, ultima erede della grande dinastia di fotografi triestini dell'Ottocento, con cui ha avuto un profondo legame artistico e affettivo. Ed è stata responsabile fino ai primi anni Ottanta del loro patrimonio fotografico. Da più di un decennio organizza a Trieste, nel proprio atelier di fotografia, degli interessanti e originali incontri culturali, intitolati "Tertulia": termine che nell'antico idioma ispanico allude a un convivio amichevole, condotto su temi artistici e culturali con amabilità, tranquillità e lealtà e accompagnato da cibi e bevande.

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