Trinacria simbolo della Sicilia Hellas Grecia
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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

Presentazione | Articoli sulla Grecia


Copertina catalogo mostra Maria Callas Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito
Catalogo della mostra
Fondazione Giuseppe Lazzareschi, pagg.71, immagini b/n e colore

Recensione
Luigi Pirandello «Pirandello»
Per il celeberrimo scrittore, drammaturgo, poeta. Premio Nobel per la Letteratura.

Poesia di Nidia Robba
 




Opera di Jan Muche - acrilico su tela cm.80x80 2013 Jan Muche
20 giugno (inaugura ore 18.30) - 21 settembre 2013
Galleria Opere Scelte - Torino
www.operescelte.com

I lavori di Jan Muche (Herford - Germania, 1975) sono radicati in una tradizione riconducibile a K. H. Hödicke, suo maestro, e a Georg Baselitz. I soggetti delle sue opere prendono spunto dalla vita quotidiana, ma una volta entrati nelle tele vengono mescolati e composti in modo tale da creare scene irreali e paradossali, dove i punti di riferimento spaziali e temporali possono essere facilmente perduti e ribaltati. Immagini dai colori accesi, da linee architettoniche ardite e spesso da scritte o slogan che compaiono all'improvviso, tagliando lo spazio e rompendone l'equilibrio. Nei suoi dipinti è evidente l'interesse per il "geometrismo" che entra totalmente a far parte della composizione dell'opera stessa. Attingendo da immagini filmiche, fumetti e soggetti poco naturalistici, Jan Muche analizza e ripropone i prodotti visivi quali risultato della società e dei media contemporanei, creando per lo spettatore una visione caotica d'insieme. In mostra opere inedite che caratterizzano la ricerca dell'artista negli ultimi anni.




Locandina art25helium art25helium
05-07 luglio 2013
Botanikum - Monaco di Baviera
www.botanikum.de - www.boscodeipoeti.it

Una tre giorni di autentica Festa dell'Arte. Nel segno dell'aria "art25helium" propone installazioni, performance e l'apertura degli atelier di artisti, architetti, e designer che lavorano nel Botanikum, spazio dedicato alla Natura e all'Arte. E' l'occasione per un gemellaggio tra Botanikum e Bosco dei Poeti. Con l'occasione saranno esposti presso il Theaterhaus gli stendardi di 40 artisti internazionali nel segno di Arte e Natura; gli artisti sono: Lawrence Ferlinghetti, Ben Vautier, Luigi Ontani, Philip Corner, Alberto Casiraghi, Alessandro Mendini, Ugo Dossi, Jakob De Chirico, Lome, Jack Hirschman, Heinrich Bunzel, Andrea Marescalchi, Anna Boschi, Arrigo Lora Totino, Stefano Cagol, Renato Sclaunich, Riccardo Gusmaroli, Stefano Pasquini, Pietro Weber, Paolo Tomio, Matteo Boato, Paolo Brunati, Stefano Benedetti, Helmut Pizzinini, Federico Lanaro, Julien Blaine, Philippe Broutin, Franz Pichler, Giuseppe Desiato, Antonio Riello, Hermann Nitsch, Kiddy Citny, Gabriele Picco, Luc Fierens, Stefano Soddu, Rosanna Forino, Giovanni Leombianchi, Camillo Cuneo, Sergio Dangelo .




Opera di Enrico Della Torre Enrico Della Torre - opera i mostra Enrico Della Torre
29-30 giugno 2013
Spazio d'arte Stellanove - Mendrisio (Svizzera)
www.stellanove.ch





.. Enrico Della Torre. Catalogo generale dell'opera grafica, 1952-2012
a cura di Sandro Parmiggiani, con introduzione di Ernesto Ferrero, Skira editore, 2012

Presentazione catalogo
29 giugno, ore 11.00
Interverranno, oltre all'artista: Mario Botta (architetto) e Sandro Parmiggiani (critico d'arte)

Due giornate di incontro con l'artista Enrico Della Torre. Insieme alla presentazione del catalogo sarà esposta una selezione di incisioni dell'artista lombardo, che rimarrà visibile in galleria fino metà luglio. L'antico, glorioso termine di peintre-graveur (pittore-incisore), reso celebre da Adam Bartsch, è del tutto pertinente quando ci si confronta con l'attività di Enrico Della Torre. Fin dall'esordio, nei primi anni Cinquanta, l'artista alterna, con lo stesso grado di intensità e di importanza, pittura e incisione, presto elaborando un proprio vocabolario di segni, di forme e di colori che sono funzionali a cogliere e rendere echi e suggestioni delle vite che si celano dentro la natura, che approdano a esiti di alta intensità lirica, nei quali il dato naturale viene trasfigurato, e la realtà e l'immaginazione si fondono inestricabilmente.

Il Catalogo generale documenta le 442 incisioni, litografie e xilografie che l'artista ha realizzato nei sessant'anni che vanno dal 1952 al 2012. Il volume riconferma che il vasto corpus dell'opera grafica di Della Torre è fondamentale per meglio penetrare e comprendere i caratteri e la genesi del lavoro di questo maestro dell'astrazione lirica, nel quale dipinti e incisioni, pur nella totale autonomia dei loro specifici linguaggi, si gettano reciprocamente luce e interagiscono tra di loro, in una continua trasmigrazione di sperimentazioni e di intuizioni.

Enrico Della Torre (Pizzighettone - Cremona, 1931) dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nel 1953 realizza dipinti di matrice informale e incisioni all'acquaforte ispirati ai luoghi familiari della Pianura Padana. Nel 1955 si stabilisce definitivamente a Milano. Dopo un breve soggiorno a Parigi, ricerca una sintassi pittorica nuova e più strutturata, e realizza, nel 1958, quadri connotati da linee parallele orizzontali con toni chiari; nel 1959 realizza invece quadri ritmati da diagonali nere. Ma, soprattutto a partire dal 1968, la pittura di Della Torre diventa espressione di un mondo popolato da personaggi inediti, da animali, da visioni, di gusto astratto lirico-naturalistico.

Nel corso dei primi anni Settanta vive un momento di grande successo di pubblico e di critica, foriero di mostre in Italia e all'estero. La sua pittura, intanto, matura e rivela atmosfere fantastico-surreali: alterna figurazione e astrazione, o associa i due momenti passando dalla visionarietà di Kubin alla scrittura segnica di Wols. Decanta in analogie molto libere, liriche, l'originaria vocazione embrionalmente narrativa. Nel 1983 comincia anche ad utilizzare il collage, misurandosi con una tecnica che gli consente di sperimentare in maniera più diretta un ulteriore grado di astrazione dell'immagine.

Dopo le grandi retrospettive alla Neue Pinakothek di Monaco di Baviera e di Ahlen in Vestfalia, nel 1989 il Comune di Milano gli dedica una mostra al Padiglione d'Arte Contemporanea, alla quale fa seguito l'importante rassegna Di segno italiano - Italiensche Zeichnungen 1908-1988 nei musei di Francoforte, Berlino, Zurigo. Nel 2001 viene costituito il Fondo Enrico Della Torre presso il Museo Villa dei Cedri a Bellinzona. Nel 2008, presso la Biblioteca Statale di Cremona, è costituito un Fondo composto con un cospicuo numero di libri d'artista.




Francesco Jodice
Venezia / L'eredità dei precursori


termina l'11 agosto 2013
Casa dei Carraresi, Treviso
www.fondazionefrancescofabbri.it

Nella terza edizione del Festival "F4 / una idea di fotografia", l'esposizione, a cura di Carlo Sala, presenta un corpus di lavori inediti legati al quarto film del ciclo Citytellers che l'autore sta realizzando proprio sulla città lagunare. Attorno a Venezia esiste un immaginario collettivo costruito da secoli di rappresentazioni che vanno dalla grande pittura del Rinascimento fino ai milioni di scatti fotografici digitali che ogni anno vi realizzano i turisti di tutto il mondo. Francesco Jodice, ricognitore dei fenomeni sociali e urbanistici, non si è confrontato con l'aspetto esteriore della città, con un peculiare interrogativo: perché oltre mille anni fa è stata edificata una città proprio in un luogo così ostile?

Come sottolinea lo stesso autore: "Questi abitanti, i Primi Veneziani, sono i precursori di una eredità unica e irripetibile: nell'arco di pochi secoli sarebbero diventati una gilda di mercanti a capo di una città-impero in grado di ridefinire i rapporti tra politica ed economia, stato e religione, diritti privati e doveri collettivi". Le immagini che ne emergono parlano dell'essenza attuale della città attraverso i suoi caratteri archetipali negandone una iconicità strettamente contemporanea del presente. Con un giro di parole potrebbero essere definite un "film in costume", per porre una analisi profonda senza alcun intento celebrativo o nostalgico.

Ogni immagine esposta costituisce una narrazione corale, quasi costituisse singolarmente uno storytelling complesso. Stupisce una fotografia sospesa tra realtà e finzione che mostra la facciata di un palazzo veneziano. E' il ritratto di un modellino trovato al Museo Fortuny. Un atto di ingegno, ma anche una dimostrazione di potere e forza per un'impresa che appare quasi impossibile: riuscire dal nulla ad edificare una città che in alcuni secoli diverrà una delle più popolose d'Europa e uno dei centri culturali ed economici più floridi del continente. Nello scorrere degli scatti ci troviamo di fronte all'iconicità di un abito dalle fattezze del Cinquecento o all'immagine rarefatta e complessa di una palude del Lido di Venezia.




Locandina mostra A Nord di Trento, a Sud di Bolzano - Nördlich von Trient, Südlich von Bozen A Nord di Trento, a Sud di Bolzano | Nördlich von Trient, Südlich von Bozen
un territorio, otto fotografi | ein Gebiet, acht Fotografen


Galerie Foto-Forum - Bolzano / Bozen
18 giugno (inaugurazione ore 19) - 06 luglio 2013
www.foto-forum.it

Un territorio, otto fotografi, una mostra. Un'occasione per guardare con più attenzione e occhi diversi al territorio che divide i due capoluoghi provinciali, teatro, per molti secoli, di un vero e proprio confine politico e culturale. La valle dell'Adige è una delle valli più interessanti dell'arco alpino. Non solo per il suo essere canale di comunicazione, con il valico del Brennero, tra l'Italia e la mitteleuropa, ma soprattutto per la sua struttura naturale e antropica, caratterizzata da grandi e fertili aree agricole e da un originario sistema insediativo, storicamente ordinato in piccoli borghi lungo il fiume e allo sbocco dei solchi vallivi. A partire dal secondo dopoguerra questo sistema insediativo e agricolo con forti potenzialità identitarie, simboliche ed espressive ha in parte ceduto il passo a una forte pressione antropica che è sfociata in un'urbanizzazione e infrastrutturazione che talvolta ha compromesso il suo fragile equilibrio.

Proprio per capire quanto e come è cambiato l'uso del territorio in questa «terra di mezzo» Ambiente Trentino (www.ambientetrentino.it) e le sezioni di Trento e di Bolzano dell'Istituto Nazionale di Urbanistica hanno ideato questa indagine fotografica che concentra l'attenzione su uno dei tratti più emblematici del territorio regionale, quello compreso tra le periferie nord di Trento e sud di Bolzano. Un territorio che sfugge a classificazioni univoche e non è mai stato oggetto di uno studio unitario, anche in ragione dei moderni confini e della separazione amministrativa legata alle due province autonome.

Con tali motivazioni è stato affidato a otto fotografi il compito di interrogare con il proprio estro le peculiarità di questo territorio, lavorando su altrettanti temi di ricerca. Nessuna ambizione di esaustività, ma solo la volontà di compiere un primo passo nel guardare con occhi nuovi questo territorio che continua a offrire chiavi di lettura attraenti per capire come stiamo trasformando il nostro paesaggio, e come siamo da esso trasformati tutti noi che ci abitiamo. La ricerca per immagini è stata affidata a fotografi operanti in Trentino e in Alto Adige. Ad ognuno di essi è stato affidato un tema da sviluppare con il massimo grado di libertà, previo il "rispetto" dell'obiettivo generale del progetto, raccontare un territorio in trasformazione attraverso immagini di paesaggio.

.. Leonhard Angerer - Una ricerca a metà strada tra l'eccellenza contemporanea in architettura e la progettazione innovativa di strutture pubbliche problematiche o legate ad emergenze sociali.

.. Luca Chistè - Il paesaggio antropico notturno, osservando alcune dellepiù rilevanti infrastrutture della viabilità e del trasporto.

.. Ivo Corrà - Confini culturali, linguistici e territoriali: cosa cambia quando si varca la "Chiusa di Salorno”?

.. Erich Dapunt - L'interazione tra zone industriali e artigianali da un lato e aree residenziali limitrofe dall'altro.

.. Anna Da Sacco - I luoghi del passato ora abbandonati o svuotati del significato originario, oppure in attesa di altra destinazione d'uso.

.. Hugo Munoz - Una prospettiva aerea per un nuovo livello di lettura dei cambiamenti in atto in un paesaggio inteso come il risultato delle diverse azioni fisiche e biologiche, antropiche e culturali e della percezione dell'osservatore.

.. Francesca Padovan - Immagini di edifici e abitazioni assai diversi tra loro per età e condizioni, mettendo in evidenza la loro peculiare relazione con gli elementi naturali circostanti.

.. Paolo Sandri - Un viaggio alla ricerca di luoghi che per consuetudine sono considerati punti panoramici. Qui le persone si fermano per guardare il paesaggio e segnano questa sosta con elementi architettonici: un terrazzo, una panchina, un parapetto, un parcheggio o un edificio.

- Versione in Tedesco

Eine Gegend, acht FotografInnen, eine Ausstellung. Eine einmalige Gelegenheit, die Gegend, die zwischen den zwei Städten Bozen und Trient liegt, mit neuen Augen und neuer Aufmerksamkeit zu betrachten; die Gegend, die Jahrhunderte lang eine politische und kulturelle Grenze darstellte. Das Etschtal gehört zu den interessantesten Tälern der Alpen. Es zählt nicht nur zu den wichtigsten Kommunikationswegen zwischen Italien und Mitteleuropa (über den Brenner), sondern hat auch eine ganz besondere, von Mensch und Natur hervorgebrachte, Beschaffenheit, die sich durch große und fruchtbare Agrarflächen und typischen Ansiedlungsformen von kleinen Dörfern längs des Flusses und an den Mündungen der Seitentäler auszeichnet, die historisch gewachsen sind. Nach dem Ende des Zweiten Weltkriegs haben diese dörflichen und landwirtschaftlichen Strukturen, denen ein großes Potential an Identitätsstiftung, Symbolik und Expressivität innewohnte, dem großen Bevölkerungsdruck nachgeben müssen, der zu einer urbanen und infrastrukturellen Entwicklung geführt hat, die das fragile Gleichgewicht der überbrachten Strukturen in manchen Fällen zerbrechen ließ.

Um zu verstehen, wie sich das Territorium in diesem "Land der Mitte" verändert hat, habenAmbiente Trentino (www.ambientetrentino.it) und das Istituto Nazionale di Urbanistica (Sektionen «Alto Adige/Südtirol» und «Trentino») diese fotografische Untersuchung in Auftrag gegeben, die sich mit diesem sehr emblematischen Teilstück der Region befasst, dem Abschnitt zwischen der nördlichen Peripherie von Trient und der südlichen von Bozen. Eine Gegend, die nicht eindeutig definiert werden kann und noch nie einheitlich untersucht worden ist, da auch die derzeitige verwaltungstechnische Grenze zwischen den zwei autonomen Provinzen eine solche Untersuchung nicht gefördert hat.

Aufgrund dieser Voraussetzungen ist acht FotografInnen die Aufgabe gestellt worden, ihren ganz persönlichen Blick auf diese Gegend zu werfen und an acht unterschiedlichen Themen zu arbeiten. Es geht hier nicht um Vollständigkeit, sondern darum, einen ersten Schritt zu wagen, diese Gegend, die immer noch ganz besondere Interpretationsmöglichkeiten bietet, mit neuen Augen zu betrachten, um zu verstehen wie wir unsere Landschaft verändern und wie diese uns alle, die wir in ihr wohnen, verändert. Mit dieser bildlichen Untersuchung sind FotografInnen aus dem Trentino und Südtirol beauftragt worden. Jedem/r einzelnen ist ein Thema vorgegeben worden, das er/sie absolut frei interpretieren konnte, immer aber unter Berücksichtigung der allgemeinen Zielsetzung des Projekts: Die Veränderung einer Gegend durch Landschaftsbilder aufzuzeigen.

.. Leonhard Angerer - Eine Untersuchung auf halbem Weg zwischen hochwertiger zeitgenössischer Architektur und innovativer Planung öffentlicher Einrichtungen, die oft aus einer sozialen Notsituation heraus entstanden oder sehr problematisch sind.

.. Luca Chistè - Die menschliche Landschaft bei Nacht. Eine Beobachtung der wichtigsten Straßen- und Transportinfrastrukturen.

.. Ivo Corrà - Kulturelle, sprachliche und territoriale Grenzen: Was ändert sich, wenn man die "Salurner Klause" überschreitet?

.. Erich Dapunt - Das Zusammenwirken von Industrie- und Gewerbezonen auf der einen und angrenzenden Wohnsiedlungen auf der anderen Seite.

.. Anna Da Sacco - Die Orte der Vergangenheit: Vergessen, ihrer ursprünglichen Bedeutung entleert oder in Erwartung einer neuen Nutzung.

.. Hugo Munoz - Vogelperspektive für eine neue Interpretation der derzeitigen Veränderungen einer Landschaft, die das Ergebnis physischer, biologischer, menschlicher und kultureller Kräfte ist, gleichzeitig aber auch Ausdruck der Wahrnehmung des Beobachters.

.. Francesca Padovan - Bilder von Gebäuden und Wohnungen sehr unterschiedlichen Alters und Zustands. Es wird besonders ihr Bezug zur umliegenden Natur hervorgehoben.

.. Paolo Sandri - Eine Reise auf der Suche nach Orten, die traditionell als Aussichtsorte bezeichnet werden. Die Menschen betrachten von hier aus das Panorama und setzen dazu architektonische Elemente in die Landschaft: eine Terrasse, eine Bank, ein Geländer, einen Parkplatz oder ein Gebäude.




Opera di Susanna De Vito Susanna De Vito: Emozioni sfuggenti
termina il 22 giugno 2013
Bottega d'arte Amèbe - Trieste
www.amebe.com

"Una pittura scenografica d'effetto che con colori, forme sfuggenti e grande sensibilità, ci trasmette grandi emozioni. Sfumature delicate, figure dalle sagome sfuggenti evocano situazioni interiori fatte di pensieri e moti dell'anima. Con riferimenti onirici, sono quasi uno specchio dove poter riflettere sulle tematiche della vita. I colori sono una parte importante che mettono in evidenza la bravura cromatica e originale di questa artista". (Gabriella Machne - Curatrice artistica)

Nel 2013 è presente, alla pagina della Bottega d'arte Amèbe, in un catalogo di un Evento collaterale alla 55esima ed. della Mostra Internazionale d'Arte "La Biennale di Venezia. L'artista è presente nel sito Amebe. E' sempre alla ricerca di tecniche e materiali nuovi con il desiderio di intraprendere una strada personale, interpretando il proprio aspetto interiore con la dolcezza della poesia e la bellezza dell'arte con luci, sfumature ed ombre che la circondano. Vive e lavora a Trieste. La sua passione per l'arte e per la pittura in particolare la spingono ad intraprendere un proprio percorso.

Artista autodidatta coltiva negli anni questa sua passione e nel 1983 frequenta il corso di "pittura avanzato" con la Maestra Gabri Benci che la sprona a trovare uno stile particolare che si trasformerà, con il tempo, in uno stile "personale". E' presente nell'Enciclopedia Artisti Contemporanei "D'Arte" 2009 edita da S.T.M. Italia, nonché nei siti Internet "Equilibriarte", "Gigarte" ed "ExpoArt". Dal 2006 partecipa attivamente alle molteplici iniziative artistiche tra cui le varie mostra di "Vele e Marine del Nostro Mare" presentate a Trieste alle Sale "Vulcania" e "Victoria" della Stazione Marittima da Artesette. Partecipa inoltre a svariate manifestazioni artistiche della Bottega d'arte Amèbe di Trieste, allestendo anche alcune personali in questo spazio espositivo. Artista attiva sia nella nella sua regione che fuori regione, partecipa altresì a concorsi di pittura ottenendo ottimi risultati.




Giovanni Petronio Giovanni Petronio
Città d'Istria: gli stemmi intagliati di Petronio


26 giugno (inaugurazione ore 17) - 13 luglio 2013
Bottega d'arte Amèbe - Trieste
www.amebe.com

Una mostra particolare questa di Petronio che trova le sue radici in qualcosa di "antico e lontano" nel tempo e quasi dimenticato: l'intaglio. La città, con tutte le sue modernità e comodità, difficilmente fa posto a quest'arte che invece in montagna, suo habitat naturale, è ben sviluppata. La difficoltà, dice, non sta tanto nella lavorazione ma nel reperire il legno; il legno vero. Per lui è essenziale che questa materia prima sia legno "autentico" e non legno di città: truciolato o altro. Falegname di professione, con la passione per l'intaglio, ha portato Petronio, oltre a creare oggetti d'arredamento, a realizzare numerosi stemmi araldici di luoghi e di famiglie.

Di particolare interesse ricordiamo quelli delle regioni italiane, dell'Austria e dell'Istria; quest'ultima Terra particolarmente legata al suo cuore in quanto è originario di questo luogo. Ma Petronio ha anche la passione per il mare, da cui nascono modellini di navi pirate e di pescatori. Questa esposizione di stemmi è un'occasione per addentrarci nel mondo magico e quasi sconosciuto del legno. Di quel legno "buono" che quando lo tagli profuma; quel legno che da calore a chi lo lavora e a chi poi ammira il lavoro dell'artista. L'artista è presente nel sito di Amebe alla pagina "Mostre" e "News". (Presentazione a cura di Gabriella Machne)




Franco Maruotti - Trabucco presso Vieste - cm.40X50 2011 Franco Maruotti: Itinerari e trasfigurazioni
termina il 20 giugno 2013
Atelier Chagall - Milano
galleria.zamenhof@gmail.com

I quadri di questa mostra si squadernano allo sguardo del visitatore come gli appunti di viaggio di un esploratore del Gargano, rapidi e guizzanti schizzi presi durante lunghe passeggiate tra macchie mediterranee, rocce, scorci marini: una roccia della montagna o uno scoglio sul mare, un trabucco nella tempesta o uno scorcio di paese pugliese. Dello schizzo questi quadri hanno la rapidità del segno: l'affastellarsi delle spatolate di colore ricorda la rapidità di un tratteggio a matita che non indugia sul particolare, ma cerca di cogliere l'essenza di quello che si guarda. Ma poi è evidente che l'aspetto visivo subisce l'effetto deformante della memoria, che mischia il colore con le emozioni e imprime alle spatolate ritmi e intensità incalzanti che scompongono la realtà del paesaggio fino al limite dell'astrazione: le impressioni visive vengono così trasfigurate e gli schizzi di viaggio diventano appunti di un diario tutto intimo e personale. E la visione si fa introspezione, racconto di sé, del turbinare delle proprie emozioni. (Virgilio Patarini)




Opera di Franco Manià Franco Manià da New York a Trieste
termina il 12 luglio 2013
Lux Art Gallery - Trieste

Nel capoluogo giuliano, negli spazi della galleria, diretta da Giorgio Parovel, un'importante rassegna curata da Marianna Accerboni. Attraverso 80 dipinti dal 1990 a oggi, è infatti la prima rassegna in assoluto a raccontare in modo esaustivo l'arte di questo pittore.

Presentazione mostra




Dalla mostra Dal Giglio al David Dal Giglio al David
Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento


termina lo 08 dicembre 2013
Galleria dell'Accademia - Firenze
www.civita.it

L'esposizione - curata da Daniela Parenti e Maria Monica Donato - prende in considerazione "temi artistici profondamente appartenenti alla storia, alla fede, alla mercatura, alla creatività e in una parola a innumerevoli aspetti della società fiorentina nei suoi secoli d'oro" (Cristina Acidini). Tra questi l'araldica cittadina, la religione civica, gli emblematici luoghi legati al potere cittadino come il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Podestà, Orsanmichele, e le parti politiche dominanti quali gli Angiò, le Arti, Guelfi e Ghibellini, illustrando quali fossero i temi figurativi prescelti ed offrendo dunque una nuova chiave di lettura di numerose opere d'arte.

Chiave che sottolinea come anche a quell'epoca si desse importanza alle immagini come mezzo per la comunicazione e la propaganda, attenzione riposta in particolare dai gruppi che detenevano il potere a Firenze in età comunale e repubblicana, prima che l'ascesa dei Medici modificasse profondamente l'assetto politico ed estetico della città. Le opere che comporngono la mostra rivelano dunque un linguaggio figurativo complesso, ricco di riferimenti allegorici, dove il sacro e il profano si compenetrano, così che nel Palazzo dei Priori, oggi noto come Palazzo Vecchio, si potevano incontrare le raffigurazioni di san Cristoforo e della Ruota di fortuna, dell'eroe mitologico Ercole, presente nel sigillo ufficiale della città.

Sono soprattutto immagini religiose quelle salvatesi dall'ingiuria del tempo, come testimoniano le molteplici raffigurazioni della Madonna in maestà, dei santi patroni. Immagini ben augurali trovavano invece posto nel mercato, luogo per il quale lo scultore Donatello eseguì la statua della Dovizia (Abbondanza), oggi perduta, ma documentata in mostra da derivazioni realizzate nei secoli seguenti. Anche la decorazione delle porte cittadine e le immagini araldiche che arricchivano le mura costituivano un'altra occasione per celebrare la città e i suoi alleati. Particolare rilievo nell'esposizione sarà dato alle Arti, vero motore economico della Firenze comunale di cui gestivano di fatto il potere politico; l'iscrizione ad una delle corporazioni era condizione imprescindibile per poter partecipare alla vita politica della città e i Priori delle Arti governavano a Palazzo Vecchio.

La mostra riunisce, dopo due secoli, le tavole dei santi patroni che originariamente trovavano posto sui pilastri della chiesa di Orsanmichele, nata dalla progressiva trasformazione in luogo di culto dell'antico mercato del grano e affidata alle Arti che la trasformarono in uno scrigno di opere d'arte. L'esposizione sarà anche un'occasione per valorizzare il territorio cittadino richiamando l'attenzione sui luoghi per i quali vennero realizzate le opere esposte e favorendo la conoscenza e, quando possibile, la fruizione di tali luoghi, in larga parte sconosciuti ai turisti e ai fiorentini stessi. (Estratto da comunicato stampa Civita)




Max Dudler. Architetture dal 1979
termina il 28 giugno 2013
Casabel lalaboratorio - Milano
www.electaweb.it

Esposizione di modelli, foto e disegni originali delle architetture di Max Dudler (Altenrhein, Svizzera)sviluppate in oltre trent'anni di feconda attività. Nel lavoro di Dudler si instaura un rapporto quasi di collaborazione tra astrazione e interpretazione della realtà; la realtà astratta che propone è sempre legata all'essenza della città, alla sua storia, sia essa antica o recente. I temi dello spazio costruito sono così reinterpretati in nuove composizioni che non trovano direttamente il loro referente urbano, ma rimandano ad altri mondi di un nuovo vissuto. All'inesauribile capacità inventiva si affianca una chiarezza formale del tutto personale, che rende immediatamente riconoscibile l'autore in virtù dell'uso reiterato dei meccanismi aggregativi, nell'articolazione delle masse e dei volumi, dei vuoti e dei pieni.

Electa pubblica per la collana "Architettura e architetti moderni", Max Dudler. Architetture dal 1979, una monografia che presenta l'opera dell'architetto svizzero dagli esordi fino ai giorni nostri. Il rinnovato interesse per l'architettura razionale della cultura architettonica contemporanea è evidenziato dal crescente numero di pubblicazioni che hanno per oggetto l'analisi di questo fenomeno espressivo. Il lavoro di Max Dudler costituisce un simbolo e un rinnovamento di questo peculiare modo di interpretare la realtà dell'architettura nella città moderna. Il volume ripercorre, attraverso la pubblicazione di oltre cinquecento progetti, molti dei quali inediti, l'originale approccio di Dudler alla composizione.

L'esposizione dei lavori segue un ordine cronologico e non una divisione tematica o concettuale, così da poter percorrere la vicenda compositiva nel suo naturale svolgimento temporale e di prendere maggiormente coscienza della coerenza dell'autore nel suo progettare e comporre i luoghi dell'abitare. Seguendo la sequenza delle opere e dei progetti è possibile ricostruire un racconto per immagini, dense di significato, che attraversa gli ultimi decenni del secondo millennio. Tra i suoi numerosi progetti, la sede centrale europea di IBM a Zurigo, il Museum Ritter a Waldenbuch, la Biblioteca diocesana a Münster, lo Jacob-und-Wilhelm-Grimm-Zentrum, biblioteca centrale della Humboldt-Universität a Berlino, il castello di Hambach e l'Europaallee a Zurigo. I progetti di Dudler abbracciano un'ampia scala di tipologie di edifici, dalle case unifamiliari ai complessi sportivi, dai centri culturali all'allestimento di esposizioni provvisorie.




Davide Puma: Lettera dal pianeta Terra
termina il 29 giugno 2013
Biblioteca Queriniana - Brescia
www.gimorandini.it




La Provincia di Gorizia e Gradisca: autonomia e Governo 1861-1914. Letture di territorio
termina lo 03 novembre 2013
Musei Provinciali di Gorizia - Borgo Castello
musei@provincia.gorizia.it

L'attuale Amministrazione Provinciale è erede di una istituzione molto antica e illustre, la Contea di Gorizia. I suoi primi signori, i conti di Gorizia appunto, apparvero sulla scena europea già agli inizi del XII secolo e riuscirono ad ascendere fra le famiglie più potenti del Sacro Romano Impero. Alla loro estinzione nel 1500, la Contea cambiò dinastia sovrana passando in possesso agli Asburgo, ma conservando tutti i propri diritti tradizionali. Estesa lungo le valli dell'Isonzo e del Vipacco su un'area strategica compresa tra le Alpi all'Adriatico, divenne una Provincia ereditaria austriaca e mantenne la propria individualità istituzionale fino alle grandi riforme del XVIII secolo e ai rivolgimenti provocati dalle invasioni napoleoniche. Privata da allora dell'autonomia, la riacquistò solo dopo il 1860.

Avendo da poco doppiato il traguardo dei 150 anni di storia, i Musei Provinciali di Gorizia dedicano un originale progetto di studio alle vicende istituzionali della Provincia autonoma di cui furono emanazione fin dal 1861, l'anno stesso in cui la Provincia raggiunse la sua sistemazione definitiva nell'ambito della generale riorganizzazione amministrativa in senso costituzionale delle Terre della corona asburgica; in questa forma la Provincia durò fino al 18 gennaio 1923, quando il governo italiano ne decretò la soppressione. Fu ricostituita nel 1927 e dalle vicende della seconda guerra mondiale uscì pesantemente ridimensionata sotto il profilo territoriale.

Tra il 1861 e la Prima guerra mondiale la Provincia di Gorizia aveva goduto di ampia autonomia. Le erano infatti affidati: l'agricoltura, con le relative competenze sulle foreste, la pastorizia e l'enologia nonché l'organizzazione di scuole specialistiche e popolari e di istituti sperimentali chimico-agrari; il commercio e l'industria, con interventi che spaziavano dalla promozione dei prodotti locali nell'ambito delle esposizioni mondiali alla progettazione e realizzazione delle linee ferroviarie; le opere pubbliche, che riguardano la viabilità stradale su tutto il territorio e la regolazione delle acque fluviali; l'assistenza e la sanità, con interventi innovativi nel campo della vaccinazione e della creazione di manicomi e di istituti per sordomuti e per ciechi; la pubblica istruzione e il culto, con competenze che si estendevano dagli edifici al personale fino ai programmi e alla pianificazione scolastica; gli affari comunali, con facoltà di legislazione, di decretarne la separazione e aggregazione e di controllo su patrimoni e bilanci.

Tutta la vasta attività compiuta dagli organi dell'amministrazione provinciale (ovvero la Dieta, cioè l'assemblea elettiva locale e la Giunta a sua volta nominata dalla Dieta) è documentata dagli atti raccolti nel fondo della Rappresentanza Provinciale (1861-1924), oggi conservato nell'Archivio Storico Provinciale. Utilizzando questa documentazione originale, accompagnata dai ritratti dei deputati ed accostata ad opere a stampa, ai periodici locali e ad analoga documentazione, verrà allestita un'esposizione, a cura di Donatella Porcedda e Alessandra Martina (catalogo a cura di Loredana Panariti), articolata in sezioni, dedicate rispettivamente a:

- Storia istituzionale della Provincia (ricostruita attraverso le patenti sovrane istitutive, i regolamenti e gli atti elettorali, i protocolli originali delle sedute, le descrizioni delle sedi istituzionali),

- Sviluppo territoriale della Provincia (ricostruito attraverso le carte corografiche, geografiche e geologiche del territorio a stampa e manoscritte)

- Attività amministrativa della Provincia (ricostruita attraverso i disegni tecnici relativi alla costruzione delle più importanti opere pubbliche, i testi originali delle relazioni delle specifiche commissioni, delle proposte di legge e delle interpellanze, fotografie, ecc.) Accompagnerà la mostra un volume in cui saranno pubblicati i risultati della ricerca condotta da un gruppo di studio formato da professori universitari e giovani ricercatori, che ha avviato una ricerca sistematica sull'attività della Provincia. (Comunicato stampa Studio Esseci)




Lisandro Ramacciotti - opera dalla mostra People People
08 luglio (inaugurazione ore 21.00) - 18 luglio 2013
Galleria Europa - Lido di Camaiore (Lucca)
www.mercurioviareggio.com

In esposizione recenti dipinti di Daniela Caciagli, Riccardo Corti, Marco Manzella, Armando Orfeo, Lisandro Ramacciotti e Valente Taddei: 6 pittori toscani che operano nell'ambito del contemporaneo e affrontano, ognuno in maniera personale, il tema della figura umana. Daniela Caciagli (Bibbona, 1962) raffigura scene di vita quotidiana, in cui un senso di isolamento avvolge individui ora perduti nei propri pensieri, ora soli nella folla: l'assenza di tratti somatici nei volti suona come monito nei confronti del vuoto imperante nella società odierna.

I ritratti di Riccardo Corti (Firenze, 1952) uniscono la verosimiglianza a un lucido tratto poetico interiore, che tende a cristallizzare il volto del soggetto in una dimensione di colore. Marco Manzella (Livorno, 1962) dà vita ad una sorta di mondo artificiale, popolato da figure che paiono quasi manichini per la loro accentuata gestualità: la sensazione è quella di una fissità congelata in un silenzio pressoché inviolabile. Protagonista dei dipinti di Armando Orfeo (Marina di Grosseto, 1964) è il personaggio, da lui ideato, del ‘Signor Cozza': bizzarra icona dell'uomo comune, si aggira in surreali paesaggi urbani, in perenne conflitto tra quotidianità e utopia.

Lisandro Ramacciotti (Viareggio, 1950) dipinge, con segno netto e sicuro, enigmatiche figure di donne, quasi rassegnate ad una solitudine immobile: presenze ad un tempo eleganti ed ambigue, imperscrutabili maschere che sfidano lo spettatore a scoprire la loro vera identità. Valente Taddei (Viareggio, 1964) narra sintetici racconti nei quali un minuscolo individuo conduce una paradossale esistenza, sospesa in tempi e spazi indefiniti: l'artista offre una metafora dei limiti umani, sdrammatizzando, con sottile ironia, il senso di caducità che l'uomo può provare di fronte al proprio destino. La mostra, corredata di brochure con introduzione di Gianni Costa, è organizzata dal Comune di Camaiore in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio.




Opera di Lucia Sanavio Lucia Sanavio dalla mostra allo Spazio Zero "L'altra metà di me"
Opere di Lucia Sanavio


termina il 30 giugno 2013
Spazio Zero - Gallarate (Varese)
www.metamusa.it

L'esperienza artistica dell'artista prende avvio dal dialogo con la natura, dalle emozioni che scaturiscono nell'immergersi in essa, alla ricerca di quel sentimento panico che consente di elaborare le impressioni e di trascriverle filtrate dall'interiorizzazione, nell'intento di tradurre sulla tela la memoria del reale attraverso segni, colori, tracce, che divengono parvenze di ricordi, frammenti nostalgici di intime suggestioni. I paesaggi della Sanavio sono pervasi da un'atmosfera lirica che li rende intensi, capaci di raccontare la malinconia di certe giornate nebbiose padane, in cui una pallida luce filtra - come un mistico bagliore - attraverso il grigio della bruma, quanto i colori vivi e caldi di un paesaggio marino che vibra dei toni caldi dell'estate.

Già da tempo la pittura di questa artista ha saputo travalicare la necessità di un chiaro e puntuale riferimento al reale, per trascendere i limiti dell'iconicità ed arrivare alla costruzione di una personale spazialità, sulla quale segno e colore si intersecano per divenire allusivi ed emblematici, rimandandoci alla visione naturalistica senza necessità di un racconto puntuale, piuttosto nel tentativo di esserne un vagheggiamento, che allude senza dover asserire. Come ogni artista, Lucia ama sperimentare, percepisce la necessità di superare un linguaggio ormai perfezionato e personale, per arricchirlo di nuovi stimoli e nuovi percorsi.

Queste tele, quasi tutte di dimensioni ridotte, sono costruite a partire da pochi colori - neri, grigi, bianchi, rossi - in una dimensione che racconta, questa volta, una natura non più crepuscolare ed intimistica, ma più dura, sanguigna, palpitante di frammenti che ricordano certa pittura nucleare. La mostra, a cura di Cristina Palmieri, è organizzata da Metamusa Arte ed Eventi.Lucia Sanavio (Rho - Milano) si diploma in decorazione presso la Scuola Superiore d'Arte Castello Sforzesco di Milano. Dal 1985 ha iniziato la sua attività espositiva con mostre personali e collettive in Italia.




Nikos Floros. Omaggio alla Callas
termina lo 02 luglio 2013
Grand Hotel Majestic (già Baglioni) - Bologna
www.omniarelations.com - grandhotelmajestic.duetorrihotels.com

Anteprima assoluta in Italia per Nikos Floros, artista di fama internazionale - greco di origine, lavora a New York - scelto dal Teatro Comunale di Bologna per celebrare l'anniversario dei 250 anni. In mostra 10 costumi-sculture dedicati a Maria Callas. Il percorso espositivo - progetto organizzato da Spherica, a cura di Giuseppe Ussani d'Escobar e da un'idea di Elisabetta de Pamphilis - unirà due eccellenze cittadine nel segno della musica, della moda e dell'arte contemporanea. Gli abiti scultura realizzati a partire dal 2008 per la Fondazione Maria Callas di Atene - già esposti all'Hofburg Palace Wien, Palace of the Grand Master,National Museum of Women in the Arts, Whitney Museum of American Art, Gran Premio del Metropolitan Museum of Art Costume presentato dal curatore Harold Koda - sono creati dall'artista con materiali di recupero in circa due anni di lavoro per ogni modello.

Con una certosina attività artigianale, Floros rielabora lattine e cannucce, sminuzzate, tagliate, ricomposte e intrecciate come fossero veri e propri tessuti. Il risultato sono opere che mixano moda, arte contemporaneo e mito, diventano simboli tangibili delle atmosfere e dell'universo della musica lirica, personificate al meglio dalla "divina" Maria Callas. Icone di un mondo che a Bologna, da oltre due secoli, va in scena al Teatro Comunale e "si riposa" nelle stanze del Majestic.

E proprio Maria Callas, negli anni Cinquanta, fu una delle più celebri ospiti del 5 stelle Lusso di via Indipendenza, dove non a caso si potranno ammirare 3 delle 10 opere firmate da Floros. Nella hall, la riproduzione dell'abito indossato per la prima esibizione alla Scala di Milano; all'ingresso del Ristorante "I Carracci" l'opera ispirata all'Armida rossiniana e presso il Café Majestic, il Jacket Princess di Anastasia Romanov. Le altre 7 saranno allestite fino al 2 luglio nel foyer e nella Sala Rossini del Teatro Comunale. (Estratto da comunicato stampa Omnia Relations)




Overplay - Progetto multidisciplinare Overplay
termina il 24 novembre 2013
Palazzo Albrizzi - Venezia
www.diegovalentinuzzi.com - www.giuseppedenti.it

Progetto multidisciplinare ideato da Emiliano Bazzanella e curato con Diego VAlentinuzzi, Giancarlo Bonomo, Nevia Pizzul-Capello; promosso da Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia. Viene affrontato, attraverso diverse prospettive, il tema della "crisi", in tutta la complessità delle sue sfaccettature. Nella crisi è implicita nello stesso tempo la paura e l'attrazione verso un "nuovo" e un "avvenire" imprevedibile, ma non necessariamente negativo. L'arte in questo senso può servire da importante riferimento, poiché sia nella sua storia che nelle sue espressioni contemporanee sembra fare della "crisi" il suo propulsore, il proprio modus essendi.

Il progetto è suddiviso in cinque distinte sezioni:

1. Sezione Storica: vengono segnalati alcuni momenti di "crisi" o "di passaggio" nella storia dell'arte attraverso autori di notevole rilevanza come Bartolomeo Caporali, Antonio Allegri detto Correggio, Jacob Jordaens, Giacomo Guardi, Théodore Rousseau, Franz von Stuck, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Mario Schifano.

2. Sezione Installativa: nell'installazione Overplay, l'artista Emiliano Bazzanella mette in luce la "crisi del senso": attraverso un software vengono riprodotte su decine di iPad appesi su porta-flebo domande solo in apparenza scontate: Perché mangio? Che cosa faccio? Dove vado? Quando mangio?, etc.. Queste domande sono sequenziate all'infinito e in maniera random, mettendo in crisi anche le nostre esperienze quotidiane più scontate.

3. Sezione Contemporanea: quaranta artisti italiani e tedeschi si confrontano con le tematiche della crisi attraverso le più svariate tecniche espressive: video, fotografia, computer-art, pittura, scultura, installazioni, fiber-art, design. Tra gli artisti più interessanti, Daniele Basso, Gerd Winner, Diego Valentinuzzi.

4. Sezione Performativa: nella performance Endless Signature, Emiliano Bazzanella firmerà ossessivamente per un intero giorno dei rotoli di carta per le pulizie fino a riempire l'intera sala Fischer del Palazzo Albrizzi. La firma rappresenta il soggetto a livello sociale: nei tempi di crisi, il rischio è quello di perdere i contenuti e di rimanere al puro livello della marca, della traccia, del brand.

5. Sezione Teorica: un seminario cui parteciperanno alcuni filosofi di rilevanza nazionale svilupperà il problema della "crisi" rispondendo ad alcune domande: la "crisi" veniva percepita nello stesso modo dagli antichi Greci per i quali il tempo era circolare e tutto "ritornava"? Nel Cristianesimo, invece, con l'introduzione del tempo lineare e dell'idea di "progresso", la crisi nella sua forma apocalittica non si è forse trasformata nel fattore positivo della storia in vista della salvezza? E come inquadrare allora la crisi in un'epoca secolarizzata e postmoderna in cui non è più possibile un'escatologia?




Islanda. Il fascino estremo del Nord - mostra di Massimo Lupidi Massimo Lupidi
Islanda. Il fascino estremo del Nord


termina il 22 giugno 2013
Castello La Tour de Villa - Gressan (Valle d'Aosta)
www.tourdevilla.it

Nastri di fiumi e cascate impetuose che, con il loro lento e a volte impetuoso procedere, solcano valli ed interminabili pianure fertili ove pascolano indisturbati i tipici cavalli islandesi e le pecore fino a raggiungere l'oceano. Fiordi, distese sabbiose e nere falesie ove, un giorno, approda l'uomo. Un'isola che viene considerata un avamposto a nord dell'Oceano atlantico, ai margini del mondo abitato; dal punto di vista economico rappresenta una terra povera, senza miniere, boschi, ma solo con l'avvento della tecnologia, gli islandesi hanno potuto rendersi conto dell'enorme ricchezza racchiusa nelle riserve naturali. L'energia scaturita dalle numerose cascate e quella celata appena sotto una decina di metri nel terreno, senza tralasciare i tesori del mare. Una terra difficile, che gli islandesi però non abbandonerebbero mai.

Questa mostra illustra le ricchezze di una nazione dal fascino inimitabile, capace di magie straordinarie in inverno e di sorprendenti suggestioni in estate. Massimo, unico fotografo europeo a vincere il Concorso "Focus on Your World" delle Nazioni Unite nel 1992 proprio con un'immagine scattata in Islanda, interpreta le magie di un paese straordinario che continua a stupire. Una turbolenta storia geologica impressa sulla terra e sulla roccia. Innumerevoli sono gli scenari di questo estremo lembo di terra che destano l'idea della suprema solitudine e del perfetto ritorno alla dimensione selvaggia della vita. Ma, al di là della contemplazione estetica e del ritorno alla visione primordiale degli elementi naturali, il giungere quassù, nell'ultima "Thule", la terra dove, secondo Plinio, l'estate era senza notte e l'inverno senza giorno, significa soprattutto leggere i lineamenti di una storia.

Un territorio estremo il cui cuore esplosivo, il vulcano Hekla, è cantato tra le leggende dell'Edda poetica come l'anticamera dell'inferno. Una nebbia antica, sottile ci avvolge e si fonde con i vapori che si sprigionano dalle viscere della Terra, l'odore acre di zolfo invade l'aria, sospinta da un vento rabbioso e ribelle. L'Islanda rappresenta una terra che sfugge a qualunque previsione inimmaginabile e fantastica. Fin dall'atterraggio su una superficie che non si resiste alla tentazione di chiamare lunare, si ha la consapevolezza di immergersi in un mondo primigenio che altrove non è più e qui è rimasto immutato. Dentro le sue profondità covano, da sempre, tensioni, lacerazioni; l'acqua ed il fuoco sono i poli di questo suggestivo paradosso che non smette mai di sorprendere.




Opera di Mirko Donati Mirko Donati: Percorsi di luce
termina lo 01 luglio 2013
Bottega Gibigiana - Venezia

In un luogo espositivo e laboratorio, dove ogni cosa è autoprodotta e realizzata artigianalmente, una mostra speciale, dell'artista bolognese Mirko Donati, ispirati, come scrive la curatrice Serena Boccanegra, principalmente al termine gibigiana.

Presentazione mostra




Opera di Massimo Giacon Massimo Giacon - Before the apocalypse - tecnica mista su carta cm.30x40 2011 Massimo Giacon - opera dalla mostra Works 1983-2013 Massimo Giacon: C'è quel che c'è e di quel che c'è non manca nulla
Works: 1983-2013


termina il 26 luglio 2013
Antonio Colombo Arte Contemporanea - Milano
www.colomboarte.com

Massimo Giacon potrebbe essere considerato uno dei primi e più autorevoli artisti lowbrow italiani, peccato che anagraficamente abbia iniziato il suo lavoro quando il termine lowbrow non era ancora stato coniato. Nel 1982, durante la Triennale del disegno di Norimberga, a 20 anni esponeva negli stessi spazi in cui si potevano vedere i primi disegni di un allora sconosciuto Keith Haring. Keith Haring poi è diventato famosissimo, Giacon invece è ancora vivo e pieno di buone intenzioni. Fumetti, illustrazioni, dipinti su tavole di legno, su tela, oggetti di plastica, lampadari, grafica, concerti, canzoni, dischi in vinile, cd, copertine, graphic novels, video musicali, video in animazione, immagini digitali stampate su carta fotografica, ceramiche, oggetti natalizi, adesivi, manifesti, magliette, menù per ristoranti, francobolli, piatti, portapenne...

Chissà se esiste qualcosa che Giacon non ha mai disegnato... Questa mostra rincorre Massimo Giacon per questi 30 anni, senza nessun intento celebrativo o cronologico. Una mappa del suo lavoro, una mappa che in questo modo è diventata anche un carnet di viaggio della nostra storia e di tutti questi 30 anni italiani, pieni di creatività, fatica, frustrazioni, intuizioni felici, idee più o meno riuscite, ottimismo, pessimismo, speranza, sconforto, ironia amara e sarcasmo dolce, con il fumetto a fare da filo conduttore e nume tutelare.

Massimo Giacon (Padova, 1961) dal 1980 lavora a Milano sospeso tra le sue attività di fumettista, illustratore, designer, artista e musicista. Protagonista sin dai primi anni '80 del rinnovamento del fumetto italiano scaturito da riviste come Frigidaire, Alter, Linus, Dolce Vita, Cyborg, Nova Express. Ha aggiunto alla sua attività diverse collaborazioni come designer con studi e marchi prestigiosi. Nel 1990 inizia un'attività artistica che lo ha portato a numerose personali in Italia e all'estero. Dal 1983 ha dato vita a varie band indipendenti e progetti musicali come solista. Ultimamente canta con la band Massimo Giacon & The Blass. Attualmente sta progettando oggetti di design, lavorando a diversi progetti editoriali (libri, riviste, graphic novels), e continuando la sua attività artistica e performativa.




Opera di Eliana Sevillano Eliana Sevillano
termina il 27 giugno 2013
Immaginaria arti visive gallery - Firenze
www.galleriaimmaginaria.com

Eliana Sevillano (La Paz, Bolivia) studia all'Accademia di belle Arti di Caracas, Venezuela, e frequenta all'Accademia di Roma. Studia tecniche grapiche e alla fine degli anni Settanta vince una borsa di studio in Italia. Vive tra Caracas, Venezuela e Arezzo, Italia. Partecipa a fiere internazionali e le sue opere sono presenti in collezione private e aziende in Europa e America. «...nelle sue opere ne consegue che una certa tonalità cromatica, che la Sevillano preferibilmente sceglie tra quelle più acute e brillanti - affascinanti i suoi rossi, i blu oltremare che scalano nei verdi e nei turchesi trasparernti - viene attutita e ridotta a un decrescendo tonale per l'effetto delle sottili e raffinate stratificazione materiche interposte, le quali, se cambiano il registro finale, non ci impediscono di intuire il loro codice genetico d'appartenenza...» (dal catalogo Il profondo della superficie, a cura di Giuliano Serafini)




Marco Lachi - vista della sala macchine dalla finestra di osservazione Nursing data: l'architettura dei centri di calcolo
termina il 10 luglio 2013
i2a istituto internazionale di architettura - Vico Morcote (Svizzera)
www.i2a.ch

I centri di calcolo sono oggi lontani dall'interesse degli architetti, ma la loro organizzazione presenta in verità caratteristiche e problematiche comuni alle infrastrutture della città contemporanea. Inoltre, sebbene siano collocati nelle città, non hanno ancora acquisito un significato vero e proprio in relazione all'organizzazione delle aree urbane. Nonostante questo, richiedono importanti flussi di energia, acqua, persone e conoscenze per operare e così, inevitabilmente, influenzano grandi porzioni del territorio. La mostra - a cura di Alessandro Martinelli e allestita da Rosalia Briguglio e Antonio Pennisi, researchers in residence di i2a - presenterà i risultati dell'indagine fotografica condotta dai fotografi Allegra Martin e Marco Lachi presso il CSCS - Swiss National Supercomputing Center di Lugano (assunto come esempio di tali infrastrutture).

I lavori saranno accompagnati da materiale proveniente dalla rivista americana d'architettura Clog, che ha dedicato nel 2012 un intero numero all'architettura dei data-centers, come pure da materiale di ricerca elaborato da i2a. Per l'occasione sarà promossa una tavola rotonda dedicata alla fotografia come strumento d'indagine della realtà con la partecipazione di Martin, Lachi e un panel di critici che operano nel mondo dell'architettura e della fotografia. La serata è aperta a tutti gli interessati. La mostra e la tavola rotonda si inseriscono nel programma di studio infrarealities sulle infrastrutture e il territorio urbano contemporaneo avviato da i2a nel 2011. La serata del 4 giugno potrà essere seguita in live streaming nel sito di i2a. Il materiale confluirà nella pubblicazione Nursing data che verrà data alle stampe per le edizioni Listlab durante l'estate 2013 - il quinto volume della collana di i2a relativa al programma infrarealities. (Estratto da comunicato stampa Amanda Prada - Responsabile comunicazione, pubbliche relazioni, sviluppo i2a)




Miniatura Viva. Codici, facsimili, miniatori di oggi
termina il 26 luglio 2013
Biblioteca Riccardiana - Firenze
ufficiostampa@novacharta.it

La mostra, organizzata dalla Casa editrice Nova Charta in collaborazione e con il patrocinio della Direzione della Biblioteca Riccardiana, celebra i 10 anni della rivista "Alumina. Pagine miniate" e ha origine dal restauro del Liber secretorum fidelium Crucis. Il codice è un manoscritto miniato della prima metà del XIV secolo fatto predisporre dal patrizio veneziano Marino Sanudo Torsello per promuovere presso i potenti del suo tempo una crociata in Terrasanta. La mostra, allestita nella Sala Esposizioni della Biblioteca, si articola in due sezioni principali: la prima comprende una selezione di edizioni in facsimile scelte tra le più significative degli ultimi anni, in qualche caso affiancate dai codici originali; la seconda è dedicata a nove miniatori del nostro tempo che hanno saputo ridare vita, con la loro arte, agli splendori dell'ars illuminandi (le bolognesi Barbara Calzolari e Tiziana Gironi, il maestro Piero Colombani, definito il Profeta del Nuovo Gotico, il milanese Marzio Foresti, la miniatrice di origine polacca Agnieszka Kossowska, il fondatore dell'Antica Bottega Amanuense, Enrico Ragni, in arte Màlleus, il grossetano Francesco Mori e due maestri veneti, Massimo Saccon e Ivano Ziggiotti). (Estratto da comunicato stampa Sebastiana Gangemi - Vallecchi)




Il Sogno nel Rinascimento
termina il 15 settembre 2013
Galleria Palatina - Firenze
www.civita.it

Profetico o premonitore, illustrato da episodi celebri dell'Antico Testamento o dall'agiografia visionaria (sogni di Costantino, di san Francesco, etc.), il sogno si offre anzitutto come manifestazione e rivelazione di un altro mondo. Esso manifesta altresì, in senso profano, le possibilità induttive e speculative offerte all'animo umano; trasfigura il vissuto quotidiano e rivela la sua dimensione erotica; viene ad occupare un ruolo prezioso nella teoria e pratica dell'arte, non meno attente all'attività onirica che la letteratura, la filosofia o la medicina. Varie sezioni articoleranno la mostra - curata da Chiara Rabbi Bernard, Alessandro Cecchi, Yves Hersant - cominciando da quelle che definiscono e precisano il contesto nel quale il sogno si manifesta: la notte, il sonno.

La Notte, che inaugura il percorso espositivo, vi sarà rappresentata con tutta la sua complessa simbologia ed in particolare attraverso alcune delle tante derivazioni plastiche e pittoriche tratte dalla Notte che Michelangelo scolpì nella Sagrestia Nuova, per il monumento funebre in memoria a Giuliano de' Medici. La sezione successiva, La Vacanza dell'anima, metterà in primo luogo in risalto le opere legate al sonno, ne presenterà poi altre inerenti ai miti della classicità come il Fregio della Villa Medicea di Poggio a Caiano di Bertoldo, ma anche opere letterarie come la celebre Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, in cui il sogno svolge un ruolo fondamentale.

Li affiancano dipinti e incisioni di soggetto mitologico e allegorico, alcuni per la prima volta esposti a Firenze come il Sogno del cavaliere di Raffaello della National Gallery di Londra e il dipinto con Venere e Amore addormentati e spiati da un satiro del Correggio proveniente dal Museo del Louvre. Visioni dell'Aldilà tratterà il tema del sogno nella tradizione biblica e religiosa, con esempi grafici e pittorici dei secoli XV e XVI, dal Sogno di Giacobbe all'Interpretazione dei sogni da parte di Giuseppe, ai Sogni e Visioni di sante e santi come Elena, Orsola, Caterina d'Alessandria, Agostino, Girolamo. Di importanza fondamentale è la sezione La vita è sogno, che trae origine dall'eccezionale fortuna iconografica di un disegno di Michelangelo, Il Sogno o la Vanità dei desideri umani, come dimostra il gran numero di riprese e copie che ne sono state eseguite, fra le quali quelle di Giulio Clovio, Francesco del Brina, Battista Franco, etc.

Nella stessa sezione I sogni del principe, presentano la figura di Francesco de' Medici ed il suo particolare e fecondo rapporto con il sogno, di cui ci sono pervenute varie testimonianze, spesso impregnate di fantastica teatralità (come L'Allegoria dei Sogni del Naldini che si trova nello Studiolo), in questo simbolicamente rivelatrici di quanto e come il Sogno fosse al centro del dibattito culturale della fine del Rinascimento. Sono, in questo ambito, presentati disegni, documenti, dipinti fra i quali il Ritratto di Bianca Cappello di Alessandro Allori con al verso l'iconografia del celebre Sogno di Michelangelo e, sempre dell'Allori la rara Spalliera di letto dai motivi onirici, conservata nel Museo Nazionale del Bargello.

La penultima sezione Sogni enigmatici e visioni da incubo presenterà opere inquietanti e di difficile interpretazione come la stampa raffigurante Il sogno del dottore di Albrecht Dürer dove è difficile comprendere se l'artista abbia rappresentato un sognatore tentato da Venere oppure i pericoli dell'accidia, o Cibele che si prende gioco di un alchimista addormentato davanti al suo forno. Ed ecco le visioni dell'Inferno o le Tentazioni di Sant'Antonio, di Bosch, Brueghel, Jan Mandijn e Met de Bles. La mostra si conclude con un richiamo all'Aurora considerata nel Rinascimento come lo spazio - tempo dei sogni veri (rappresentata da un dipinto di Battista Dossi) per aprirsi, infine, al Risveglio (con il Risveglio di Venere di Dosso Dossi) come espressione della ciclicità paradigmatica e complementare del tempo. (Estratto da comunicato stampa Civita)




Getulio Alviani - Enrico Castellani
termina il 25 luglio 2013
Brother's Art Gallery - Pambio-Noranco (Lugano)
www.brothersartgallery.com

Getulio Alviani (Udine, 1939), protagonista della vicenda dell'Arte Programmata e Ghestaltica in Italia fra gli anni Sessanta e Settanta. Le sue superfici a testura vibratile realizzate nel 1960 si imposero subito all'attenzione: il trattamento dei piani in alluminio ed acciaio dava vita a strutture di immagini cangianti a seconda della rifrazione della luce. Erano la prima espressione di quella poetica del Concretismo, cresciuta in Italia sulla scia dell'esperienza storica del Bauhaus. La sua formazione artistica è vicina, per costituzione, attrazione culturale ed amicizia, a maestri come Josef Albers, Konrad Wachsmann e Max Bill, nel clima del Bauhaus. Inizia i suoi esperimenti sulla percezione visiva e sulla psicologia nei tardi anni Cinquanta.

In questo periodo di boom economico c'è una notevole collaborazione tra la ricerca artistica e la produzione industriale, cui Alviani contribuisce. Nel 1959-60 realizza le sue Superfici con struttura vibrante, piani metallici con incisioni modulari che creano l'illusione di distanze che cambiano in continuazione, in base all'angolo da cui si guarda e il modo in cui la luce li colpisce. Nel 1961 collabora alla produzione seriale di oggetti di plastica e tra il 1962 e il 1964 partecipa all'esibizione di "Arte Programmata" promossa dalla Olivetti a Venezia, Roma, Trieste, Düsseldorf e Londra. Negli anni Sessanta inoltre prende parte al movimento Nuovelle tendance. Negli ultimi anni si è dedicato alla cura di testi ed esposizioni riguardanti i migliori protagonisti delle ricerche strutturali e visive internazionali, collaborando con musei soprattutto dell'Est Europa.

Enrico Castellani (Castelmassa - Rovigo, 1930), si trasferisce ancora ragazzo in Belgio, dove rimarrà fino al 1956, anno della sua laurea in Arte e Letteratura. L'anno successivo rientra in Italia, stabilendosi a Milano, e diviene un esponente attivo della nuova scena artistica. Dopo prime esperienze di carattere informale, ispirate all'action painting americana e soprattutto da Mark Tobey, elabora con la collaborazione alla rivista Azimuth, da lui fondata insieme a Manzoni, un nuovo inizio, che propone l'azzeramento totale dell'esperienza artistica precedente, basato su un rigorosissimo studio ed analisi delle possibilità fornite dall'estroflessione della tela mediante l'utilizzo di chiodi, centine e di sagome di legno e metallo inserite dietro la tela.

Così Manzoni, Castellani e Bonalumi impiegarono tele monocrome (spesso totalmente bianche) estroflesse con varie tecniche in modo da creare effetti di luci ed ombre cangianti con l'inclinazione della sorgente luminosa. Si trattò di un'esperienza del tutto originale e considerata di fondamentale importanza nella storia dell'arte astratta italiana del Novecento. E' nel 1959, infatti, che Castellani realizza la sua prima superficie a rilievo, dando vita ad una poetica che sarà la sua cifra stilistica costante e rigorosa. Anche nelle rare opere su carta Castellani è riuscito a realizzare il suo personalissimo stile di estroflessioni ritmiche.




Vedova - Ciclo '62 (B3) - tecnica mista cm.145.5x185 - Fondazione Emilio e Annabianca Vedova Vedova Tintoretto
termina lo 03 novembre 2013
Scuola Grande di San Rocco - Venezia
Uff.Stampa Civita Tre Venezie: valeria.regazzoni@gmail.com

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il Ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all'arte moderna e contemporanea con il progetto: San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto. A cura di Stefano Cecchetto e Giorgio Baldo, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l'opera del Maestro Manierista. Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento, e per la prima volta saranno esposte le sue opere che testimoniano il profondo legame che il giovane Vedova sentiva verso l'opera di Tintoretto fino alla maturità dei lavori più recenti.

Si potranno vedere gli studi di Vedova dal Tintoretto, realizzati in epoche diverse fin dal 1936, due sculture e una grande tela degli anni Sessanta fino al ciclo degli Oltre che l'artista realizzò nel 1985, in un ideale percorso che ritrova Vedova nei luoghi di Tintoretto. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant, Fabrizio Gazzarri e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo quasi lo spettatore possa rivivere e percepire lo sguardo attento e sensibile che provocò Vedova in quella situazione di forte attrazione mentre il ciclo degli Oltre verrà installato nella Sala Terrena tra le colonne della navata centrale. La mostra è un'iniziativa promossa e organizzata dall'Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, in collaborazione con Civita Tre Venezie e con il contributo della Regione Veneto. La mostra sarà accompagnata da un catalogo di Marsilio Editori.




Braga-Dias - Favelas (moltitudine) - xilografia e collage su carta cm.70x70 2013 "Da Brera a Maccagno"
termina il 30 giugno 2013
Civico Museo Parisi Valle - Maccagno (prov. Varese)
www.museoparisivalle.it

Il Museo Civico di Maccagno, nella continuità di lettura dedicata al contemporaneo, oggi riserva una prospettiva di attenzione ai giovani studenti a Brera. Il Museo Civico coniuga l'attenzione per l'Accademia di Milano al riguardo per il pubblico internazionale che frequenta Maccagno e le sponde del Lago Maggiore. In collaborazione con la Direzione e i Docenti di Brera, grazie alla partecipazione del Direttore Franco Marrocco e del Preside del Dipartimento di Arti Visive Roberto Casiraghi, il Museo Civico ospita sedici giovani allievi. Segnalati dai Docenti di Pittura, Scultura, Grafica, Decorazione, Anatomia, Tecniche Pittoriche, i giovani autori sono chiamati ad esporre due opere ciascuno animando una mostra che si sviluppa complessivamente nel contesto di trentadue opere.

Ne deriva un percorso analitico eppure panoramico sull'attualità di linguaggi, "scuole", tecniche e contenuti. Gli allievi di Brera invitati sono: Alessio Barchitta, Marcelina Braga-Dias, Donatella De Rosa, Luca Di Stefano, Debora Fella, Laura Forghieri, Martina Dolkar Gatti, Yasmine Gerbase, Adi Haxhiaj, Roberto Maggioni, Camilla Molteni, Francesco Pariset, Valentina Pasta, Alessandro Vecchio, Beatrice Vecchio, Lorenzo Zuccato. In parallelo, la mostra propone una sala dedicata a Maestri di fama e merito che furono allievi a Brera alla Scuola di Pittura di Aldo Carpi e alla Scuola di Scultura di Francesco Messina, divenuti poi docenti e artisti di grande profilo. Appartenenti alle generazioni Anni '20 e '30, i Maestri in mostra sono: Giorgio Bellandi, Giacomo Benevelli, Giovanni Blandino, Floriano Bodini, Mino Ceretti, Liberio Reggiani, Luigi Stradella, Tino Vaglieri.




Premio GhigginiArte giovani: Collettiva finale
termina il 22 giugno 2013
Galleria Ghiggini 1822 - Varese
www.ghiggini.it

Dieci protagonisti dell'esposizione: Ilaria Beretta, William Berni, Gabriele Castellani, Diana Debord, Giulia Federico, Federica Ferri, Davide Genna, Enzo Modolo, Matteo Pizzolante, Julian Soardi. Il concorso, finalizzato, alla promozione e valorizzazione della giovane arte contemporanea, offre al vincitore la possibilità di allestire una personale in galleria. I finalisti sono stati selezionati dalla Giuria Artistica composta dalle seguenti personalità: Giuseppe Bonini, docente di Estetica all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Giovanni Bruno, docente di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Martina Corgnati, storica, curatrice e docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Accademia Albertina a Torino, Mariarosa Ferrari, direttore del Circolo Culturale Il Triangolo a Cremona, Chiara Gatti, storica, critica dell'arte e giornalista di Repubblica, Licia Spagnesi, giornalista di Arte Mondadori, Paolo Zanzi, fotografo e art director.

Contemporaneamente alla Collettiva finale che ha luogo in galleria, ArteVarese.com il settimanale d'informazione artisticoculturale della provincia, pubblicherà le opere dei finalisti dando modo a tutti i lettori di far parte di una Giuria Interattiva che esprimerà la propria preferenza partecipando così alla designazione del vincitore del Premio ArteVarese 2013 al quale verrà data l'occasione di essere protagonista di una mostra on-line realizzata sulle pagine del sito.




Opera di Dadamaino - tempera su carta cm.50x69 1972 Opera di Marina Apollonio Opera di Jorrit Tornquist Opera di Marcello Morandini Dadamaino - Marina Apollonio - Marcello Morandini - Jorrit Tornquist: Fuori dal coro

termina il 19 luglio 2013
Associazione Culturale Renzo Cortina - Milano
www.cortinaarte.it

Un omaggio a quattro grandi artisti, protagonisti dell'arte programmata italiana. Dall'Optical alla Cinetica allo studio del colore, arte come espressione, arte come scienza e matematica. Dadamaino, Marina Apollonio, Marcello Morandini, Jorrit Tornquist. Dagli anni '60 ad oggi, tranne Dadamaino mancata nel 2004 e che di fatto, causa malattia, terminò il suo lavoro nel 2000, i quattro hanno vissuto intensamente dapprima l'epopea dei gruppi, Azimuth, Gruppo Milano 61, Gruppo T, Gruppo N, Grav, Zero, Nul Groep, Nove Tendencije, più generalmente accolti sotto l'egida dell'Arte Concreta, ed in seguito, autonomamente, la propria ricerca individuale figlia della partenza comune. Sicuramente un periodo felice e fecondo di scambi e contrasti, talvolta accesi, volti ad una grande crescita culturale.

I tempi del vivere insieme e dei convivi, mantenendo però autonoma la propria ricerca. E' proprio questo frequentare tutti, amici (o nemici) di tutti ma indipendenti da tutti, la caratteristica che accomuna questi grandi autori. Fuori dal coro appunto, legati come, e forse più di altri a concetti d'ordine algebrico e geometrico rispetto alla struttura creativa. Dal cerchio, figura centrale nell'opera di Marina Apollonio alla proporzione matematica di Marcello Morandini, architetto e designer. Dal calcolo scientifico del colore e delle sue valenze cromatiche di Jorrit Tornquist, austriaco di nascita ma italiano d'adozione sin dagli anni '60, capace di applicare le proprie teorie e trasponendole in progetti di architettura industriale.

A Dadamaino, la cui vita fu esempio di caos e anticaos, donna multiforme capace di passare dal disordine delle tele forate alla ricostruzione matematica della Ricerca del Colore alla codificazione del segno in movimento della serie Sein und Zeit. Fuori dal coro ma assolutamente dentro l'arte, dalla grande tradizione famigliare dell'Apollonio figlia di Umbro Apollonio, uno dei massimi scrittori ed esperti di arte contemporanea del nostro tempo, alla professionalità riconosciuta a livello internazionale di Morandini degno erede dei fondatori del Bauhaus. Da Tornquist sperimentatore e scienziato al tempo stesso, a Dadamaino e al suo impegno politico dove il segno pittorico era voce e manifesto del suo credo. La mostra è curata da Susanne Capolongo e Stefano Cortina. Catalogo Cortina Arte Edizioni. Con testi di Susanne Capolongo, Cristina Celario, Giovanni Cerri, Veronica Riva. Prefazione di Stefano Cortina.




Guido Ballo e Renzo Cortina 50 e oltre
Storia di una galleria d'arte: la Galleria Cortina 1962-2013


termina il 23 giugno 2013
Galleria d'Arte Contemporanea "Virgilio Guidi" - San Donato Milanese (Milano)
artecortina@artecortina.it

50 anni, anzi 51, sono molti per la storia di una galleria d'arte, una vicenda sempre in bilico tra imprenditoria e formazione culturale. La galleria nasce in una libreria, attività principale della famiglia Cortina dal 1946, quando Renzo, il più giovane dei tre fratelli, vende il suo primo quadro, un Sironi nel 1961. L'anno dopo inizia l'attività espositiva affiancata per ben 25 anni dalla libreria, situate entrambe negli storici locali di Piazza Cavour. Mercato, cultura ed editoria hanno percorso strade parallele, non possiamo infatti sottovalutare l'importanza del ruolo di proposizione culturale che la Galleria, come del resto le altre Gallerie storiche, ha svolto in tutti questi anni, sovrapponendosi, affiancandosi, e talvolta sostituendosi alla proposta culturale della città. Una storia familiare, come da tradizione tra i grandi galleristi italiani, che lega il padre Renzo, scomparso nel 1987, al figlio Stefano, fatta di amicizie e solidarietà, di progetti condivisi, di successi e di cadute, spesso mirando più alla gloria di una mostra di successo che al profitto di un affare fine a se stesso.

Dal Futurismo con Depero, Balla e Sironi, allo Spazialismo con Fontana, Dova e Crippa, dalla Pop Art e dintorni di Warhol, Schifano e Tadini al Realismo Esistenziale di Romagnoni, Guerreschi e Cazzaniga, dall'Arte Cinetica di Dadamaino, Morandini, Tornquist e Apollonio alla Geometrica di Munari e Carmi, alla grande scultura italiana di Minguzzi e Agenore Fabbri alle esperienze informali di Mathieu e Turcato, alla poesia visiva e alla performance art di Chopin, alla MEC ART di Rotella, non tralasciando i giovani che la Galleria ha da sempre promosso e seguito come Giovanni Cerri e Oki Izumi. Una sezione speciale sarà dedicata a Dino Buzzati, conterraneo e grande amico di Renzo, passione poi trasmessa al figlio Stefano. Saranno esposti oli e disegni, alcuni inediti, che testimoniano il senso della profonda amicizia che legava i due bellunesi e che rese Renzo il gallerista in esclusiva di Dino Buzzati sino alla sua morte nel 1972. Il racconto di questi anni è reso possibile dalle testimonianze fotografiche che ne hanno accompagnato le mostre e gli eventi.

A rappresentare questo aspetto una sala sarà dedicata a Maria Mulas, partecipe del passaggio di tanti amici che hanno vivacizzato quello che tra i primi diventò dagli anni '60 un autentico salotto letterario, crogiuolo di idee e fucina di iniziative grazie alla frequentazione di personaggi quali Indro Montanelli e Dino Buzzati, Alberto Moravia e Salvatore Quasimodo, Jack Kerouac e Andy Warhol. In oltre 670 mostre allestite nei vari spazi della galleria nelle sue varie sedi ed in oltre un centinaio di esposizioni organizzate presso Gallerie Pubbliche, Musei e Fondazioni sono stati quasi mille gli artisti, pittori, scultori, fotografi, performer, illustratori, designer presentati al pubblico dalla Galleria Cortina dal 1962 ad oggi. La mostra è curata da a Susanne Capolongo; testi critici di Flaminio Gualdoni e Maria Teresa Ferrari.

- Eventi collaterali della mostra
Gli incontri si terranno presso Cascina Roma - San Donato Milanese (Milano)

.. 17 maggio, ore 21
Omaggio a Dino Buzzati
Racconto a due - Parole Immagini Video
con Maria Teresa Ferrari e Lucia Bellaspiga

.. 24 maggio, ore 21
Il Teatro Stabile di Verona presenta «Poema a fumetti»
Testi e disegni di Dino Buzzati
Con Paolo Valerio
Musiche originali di Antonio Di Pofi
Eseguite dal vivo al pianoforte da Sabrina Reale
Videoproiezione delle immagini originali

Al termine dello spettacolo Maria Teresa Ferrari, giornalista e critica d'arte, introdurrà il pubblico nell'universo creativo di Dino Buzzati. Entrando nel vivo del "poema", la studiosa permetterà di scoprire come, attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni, l'omaggio ad artisti di ogni epoca, la contaminazione di generi, queste pagine trattengano l'intero universo creativo di Buzzati. "Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore."

Così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori questo libro, troppo a lungo sottovalutato, se non dimenticato. Uscito con grande scalpore nel 1969, è infatti rimasto irreperibile nelle librerie. In questa rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo e Euridice, Buzzati ci parla di se stesso, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari, a partire dall'eterno dialogo tra la vita e la morte. Attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni, l'omaggio ad artisti di ogni epoca, la contaminazione di generi, queste pagine svelano l'intero universo creativo di Dino Buzzati, facendo di Poema a fumetti un libro che ne racchiude in sé molti altri, come solo i capolavori possono fare. La serata avrà luogo presso la Galleria d'Arte Contemporanea Virgilio Guidi.

.. 07 giugno, ore 21
Concerto in "Arte" - Concerto di Musica Classica
Direzione Artistica Yukie Suzuki
Esecutori Shiho Fujita (Soprano), Yuka Matayoshi (Soprano), Hayato Yamagiwa (Tenore)
Al pianoforte Yukie Suzuki

.. 12 giugno, ore 18.30
Tavola rotonda su Arte e collezionismo
Intervengono Flaminio Gualdoni (critico d'arte), Marcello Morandini (artista), Giovanni Cerri (artista), Stefano Cortina (gallerista)




Marco Manzella - Nulla da nascondere III - tempera su tavola cm.90x90 "ARTinCLUB": Arte Contemporanea alla Residenza d'Epoca
termina il 21 settembre 2013
Residenza d'Epoca Hotel Club I Pini - Lido di Camaiore (Lucca)
www.clubipini.com/artinclub

In esposizione dipinti di Daniela Caciagli, Riccardo Corti, Marco Manzella, Guido Morelli, Armando Orfeo, Valente Taddei. I 6 artisti, seppur diversi tra loro per formazione estetica, scelte stilistiche e tecniche pittoriche, sono accomunati da un profondo spirito di ricerca nell'ambito della figurazione contemporanea. L'iniziativa nasce con l'intento di offrire al pubblico una proposta culturale che coniughi l'arte contemporanea con la raffinata atmosfera della Villa in stile Liberty, fatta costruire dal pittore e ceramista Galileo Chini agli inizi del '900 per crearvi la propria dimora nei periodi di vacanza. Completamente ristrutturata lasciando inalterato il fascino originario, la Residenza d'Epoca Hotel Club I Pini accoglie ancora oggi numerose opere di Chini - dipinti, affreschi e oggetti d'arredamento - perfettamente conservate.

Nei suoi dipinti ad olio e acrilico, Daniela Caciagli (Bibbona, 1962) cerca di plasmare la realtà e di farla immaginare in continua mutazione, creando libere associazioni fantastiche di frammenti di vita quotidiana, in cui i riferimenti spazio-temporali appaiono sfumati. Gli oli di Riccardo Corti (Firenze, 1952), dall'intenso impatto visivo e dalla forte valenza simbolica, creano un gioco testuale di notevole pregio stilistico, nell'ambito di una pittura di sintesi, volta ad indagare il sensibile con lirismo. Nelle tempere di Marco Manzella (Livorno, 1962) salta agli occhi la qualità emblematica delle scene: la sensazione è quella di un'immobilità congelata in un silenzio quasi artificiale, come se tutti gli elementi del dipinto fossero in attesa di un evento imminente.

Guido Morelli (La Spezia, 1967) è autore di raffinati oli dall'impronta materica, nei quali sono raffigurati sintetici paesaggi naturali: l'artista si concentra su un linguaggio psicologico del dipinto, allontanandosi dagli aspetti descrittivi e mirando ad una pura fusione di cromatismi e luminosità. L'universo creativo di Armando Orfeo (Marina di Grosseto, 1964) è vicino al mondo dei fumetti. Nei suoi dipinti ad olio e acrilico, vengono raffigurati singolari paesaggi urbani in cui ondeggiano i grattacieli e si stagliano architetture ardite, in una dimensione ad un tempo onirica e giocosa. Valente Taddei (Viareggio, 1964) realizza dipinti ad olio e china dal taglio narrativo e minimalista, nei quali un minuscolo individuo conduce una paradossale esistenza, sospesa in tempi e spazi indefiniti. L'artista offre una metafora dei limiti umani, sdrammatizzando, con sottile ironia, il senso di caducità che l'uomo può provare di fronte al proprio destino. La mostra, organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, è patrocinata dal Comune di Camaiore ed è corredata di brochure con introduzione di Gianni Costa.




Opera di Alessia Armeni nella mostra About a wall Alessia Armeni: About a wall
termina il 23 giugno 2013
Museo Laboratorio - ex manifattura tabacchi - Città Sant'Angelo (Pe)
www.museolaboratorio.org

Le opere in mostra rappresentano quattro serie di differenti lavori, 24 hour painting, Bianco Vermeer, Spaces e una installazione realizzata per il Museo. Nel loro insieme, esse presentano la ricerca pittorica dell'artista che verte sulla luce come paradigma del tempo, dello spazio ambientale, dell'azione artistica in se stessa. L'installazione presentata, eseguita negli spazi del Museo, appartiene alla ricerca 24 hour painting in cui Alessia Armeni (Roma, 1975) riproduce, per 24 ore consecutive, le variazioni tonali di una parete sulla tela scandita in ventiquattro segmenti/ora.

Tale opera, che ha uno sviluppo di 2 metri per 14, verrà realizzata pochi giorni prima della inaugurazione. Anche in questo lavoro l'artista, tramite un dispositivo minimo, esplicita le relazioni complesse tra gli elementi primari dell'ambiente (come la luce e la parete bianca), della pittura (come l'osservazione e la riproduzione), del tempo come unità di realizzazione e di percezione dell'opera. Bianco Vermeer è un omaggio a un artista che ha affrontato, con attenzione analitica, le mutevoli sfumature di colore assunte dal bianco, isolando la parete bianca di alcuni celebri interni del maestro olandese, proponendo all'osservatore, attraverso un particolare, la rilettura e la trasfigurazione funzionale alla sua poetica.

In Spaces, la stessa attenzione per la luce si rappresenta nell'unità primaria dello spazio, ovvero l'angolo, in una formulazione che indaga la moltiplicazione e la tridimensionalità. Per il ciclo Il grado zero dello sguardo, come di consuetudine nelle mostre ospitate dal Museo, l'artista è invitato a porre in relazione la sua esposizione con la proiezione di un film. Per quest'occasione, viene presentato Hanger (2008) di Steve McQueen, la cui chiara struttura formale, la rappresentazione statica degli ambienti e la tematica della determinazione umana si confrontano con le opere in mostra come anche con gli ambienti dell'ex convento/museo, sfida questa che l'arte sempre incarna. La mostra sarà accompagnata dal testo critico di Mike Watson, Riflessioni sulla Possibilità della Soggettività: le 24h painting di Alessia Armeni.




Opera di Vittorio Matino - 1973 P I T T U R A N A L I T I C A
Aricò Gastini Griffa Guarneri Marchegiani Matino Morales Olivieri Pinelli Vago Verna


termina il 30 giugno 2013
Elleni Galleria d'arte - Bergamo
www.galleriaelleni.it

Una serie di opere di artisti Italiani attivi dal 1968 e per tutti gli anni Settanta e riferibili a quella corrente internazionale che negli Stati Uniti prende il nome di Post-Minimal Painting di cui fanno parte Robert Ryman, Agnes Martin, Robert Mangold e Brice Marden o Pittura Analitica nella definizione italiana nella quale si possono includere tutti gli artisti presentati in questo progetto espositivo. Nell'epitaffio coniato da Giorgio Griffa nel 1973 "iononrappresentonullaiodipingo" c'è la sintesi di tutto lo spirito di questa corrente di nuova pittura, una pittura progettata collocata in una dimensione concettuale, una riflessione dell'artista sul suo ruolo e sul "fare pittura" che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà, il gesto della mano è mediato dalla cultura personale e da una auto-riflessione sul concetto stesso del dipingere. Pur partendo da concetti condivisi gli artisti coinvolti e sensibili a questa corrente giugeranno a risultati stilistici diversi.

In mostra ci saranno: Rodolfo Aricò (1930-2002) con una delle sue tele sagomate, Marco Gastini (1938) con le sue celebri carte, la pittura asciutta e ornamentale di Giorgio Griffa (1936), l'equilibrato rigore geometrico di Riccardo Guarneri (1933), Vittorio Matino (1943), Carmengloria Morales (1942), Claudio Verna (1937), le delicate grammature di colore di Elio Marchegiani (1929), la pittura spaziale di Claudio Olivieri (1934) e Pino Pinelli (1938) rappresentato con una tela monocroma degli anni Settanta, il lirismo astratto di Valentino Vago (1931). Progetto mostra a cura di Cristiano e Massimiliano Calori, realizzato in occasione di Artdate 2013, organizzato dall'associazione The Blank Bergamo contemporary art.




Opera di Günter Umberg Günter Umberg
termina il 16 luglio 2013
Galleria A arte Studio Invernizzi - Milano
www.aarteinvernizzi.it

Dopo le precedenti mostre tenutesi in galleria a partire dal 1996, anche in questa occasione l'artista tedesco Günter Umberg ha specificamente ideato un percorso espositivo in cui il "corpus" di opere è pensato in relazione allo spazio espositivo. Attraverso un coerente percorso artistico, Günter Umberg interpreta in modo strettamente personale il tema del monocromo e le sue opere acquisiscono lo "status" di entità pienamente corporee, condizioni concrete e attuative, inserendosi pienamente nel contesto del reale e dell'esperienza vissuta. Nella prima sala del piano superiore verrà esposta l'opera "Territorium 20A, 2012-2013", costituita da sei lavori ordinati e disposti dall'artista sulle pareti per creare uno spazio definito e adatto all'esperienza percettiva, creando una connessione dialogica tra i lavori stessi, la stanza e lo spettatore, che viene chiamato a interagire e divenire parte attiva.

Nella seconda sala dello stesso piano verrà esposto, per la prima volta in Italia, un gruppo di opere del 1976, fogli di carta trasparente immersi in pigmenti puri miscelati con cera o paraffina, sui quali l'artista ha praticato dei fori. Al piano inferiore della galleria, secondo un intenso procedere dialogico con quanto esposto nelle sale precedenti, saranno presentati "Territorium, 22, 2013, 2013" ed alcuni lavori recenti, caratterizzati da intense cromie scure, ottenute attraverso diverse stesure di pigmenti e resine, e da una fisicità imperante che si disvela già nel momento del processo creativo, grazie a un'azione fortemente consapevole di sè e dell'interazione fisica tra l'artista e l'opera. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere esposte, un saggio introduttivo di Paolo Bolpagni, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

"Il monocromo per Umberg" come scrive Paolo Bolpagni "è energia viva e pulsante, condizione e luogo d'infinite possibilità: è come il punto che tutto racchiude in nuce e in potenza, entità adimensionale originaria (ursprünglich), dove però già è presente la totalità. Non è casuale ch'egli ami citare un episodio della vita di Bernardo di Chiaravalle, il quale, interrogato una volta sul concetto che aveva di Dio, rispose: 'Altezza, lunghezza, larghezza, profondità'. Non si vuole affermare con ciò che vi siano necessariamente in Umberg istanze trascendenti o metafisiche, ma semmai che le caratteristiche in cui il santo medievale riassumeva l'idea dell'Ente Supremo sono il nucleo stesso della nozione di pittura da lui sviluppata; una pittura che ha nella monocromia il proprio compimento e la ragione ultima".




Opera di Iris Hutegger Iris Hutegger: La montagna incantata
termina il 20 luglio 2013
Galleria Martini & Ronchetti - Genova
www.martini-ronchetti.com

Lontana dalla mera riproduzione, la fotografia di Iris Hutegger - artista contemporanea, fotografa e scultrice - esplora i rapporti tra percezione e memoria, tra realtà e illusione. I suoi paesaggi montani sono fotografati con la tecnica analogica, poi ingranditi e stampati in bianco e nero per ottenere immagini neutre, appena delineate, senza indizi di appartenenza. Su queste poi l'artista interviene con cuciture, creando così una superficie nuova. In una conversazione pubblicata in catalogo, l'artista racconta il suo lavoro e riflette sul rapporto tra uomo e natura, tra appartenenza - Heimat - e nostalgia, tra percezione e riproduzione virtuale. Scrive Cristina Zelich nella presentazione a catalogo: (...) "L'approccio artistico di Iris Hutegger affronta e mette in discussione il rapporto tra il paesaggio e la sua rappresentazione, soggetto caro alla post-modernità che mette in dubbio l'oggettività del discorso scientifico. Il suo lavoro sottolinea la tensione tra autenticità e simulacro".

Iris Hutegger (Schladming - Austria, 1964) nel 2005 si laurea alla Alta Scuola di Belle Arti di Basilea. Dal 2004 partecipa a diverse esposizioni di gruppo e le vengono dedicate diverse mostre personali in Svizzera, Germania e Stati Uniti. Dal 2006 al 2007 compie lunghi soggiorni a Tucson, negli Stati Unti. Nel 2006 con Lena Eriksson cura "club time-video.time-schau.time" Video Festival al Cinema kult.kino club di Basilea. Organizza e cura diversi eventi sui temi dell'arte e della filosofia come" ArtPhilo" a Basilea nel 2011. Cristina Zelich dal 1977 al 1983 dirige la galleria Fotomania a Barcellona. Dal 1996 al 2001 ha coordinato le mostre di fotografia dell'Università di Salamanca e nel 2002 quelle per la città di Salamanca, capitale europea della cultura. Ha curato numerose esposizioni.




Fortunato Depero Dino Buzzati - Mostra Zavattini e i Maestri del Novecento Bruno Munari "A tutti i pittori ho chiesto l'autoritratto"
Zavattini e i Maestri del Novecento


termina lo 08 settembre 2013
Pinacoteca di Brera

La passione per l'arte non ha misura e Cesare Zavattini l'ha dimostrato con la sua collezione "eccezionale" per formato e numero: circa millecinquecento quadri piccolissimi, solo otto centimetri per dieci. Universalmente noto per la straordinaria attività di scrittore e sceneggiatore del cinema neorealista, Zavattini coltiva costantemente un'altrettanto entusiasta dedizione all'arte, alla pittura soprattutto.

Presentazione mostra




Winfred Gaul: "Due anni a Roma - opere 1959-1962"
termina il 30 giugno 2013
Galleria Anna D'Ascanio - Roma
info@galleriadascanio.it

In mostra alcune delle opere che Winfred Gaul (Dusseldorf 1928 - Kaiserswerth 2003) ha dipinto durante i suoi soggiorni italiani e in particolare a Roma tra la fine del 1959 e gli inizi del 1962. Le sue frequentazioni romane, come si può vedere nell'ampio catalogo la cui prefazione è di Enrico Crispolti, erano nel "mileu" artistico dell'epoca: la Galleria La Salita di Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis e in seguito alla Galleria Sargentini dove Gaul esporrà, appunto, i quadri realizzati in quei mesi della serie "Oggetto Mistico" oppure "Oggetto Romano" e "Oggetto di Contemplazione".

Nel catalogo, a cura delle Edizioni Peccolo che accompagna la mostra, Enrico Crispolti nella breve introduzione ricorda la sua amicizia con l'artista e il clima culturale romano da loro vissuto in quegli anni; Rolf Lauter nel suo scritto ripercorre le opere della fine degli anni dell'informale di Gaul che definisce come i germogli della "pittura analitica". Una succinta memoria di W.G. e l'Italia, raccolta dalle sue lettere ad opera di RobertoPeccolo, chiude la parte scritta del catalogo. Insieme con una breve biografia relativa ai suoi viaggi italiani e soggiorni di lavoro e l'elenco completo delle sue mostre vi sono riprodotte tutte le opere che saranno in mostra. Da alcune carte e piccoli quadri ancora di impianto post informale del 1958-59 sino alle superfici quasi monocrome su carta e su tela del 1961-62. Chiude la rassegna dei dipinti il significativo quadro "Oggetto Mistico" del 1961.




Opera di Aurelio Gravina dalla mostra Volti e Figure a Berlino Aurelio Gravina: Volti e Figure
termina il 22 giugno 2013
Kuhn&Partner Galerie - Berlino
www.galeriekuhn.de - www.cortinaarte.it

Aurelio Gravina, scenografo, attore e pittore, dal 1995 inizia una ricerca in campo pittorico, fondendo le tecniche sperimentate in teatro e usando la tela come spazio scenico. Sceglie i volti per cogliere lo sguardo, la maschera drammatica, la rappresentazione che ognuno fornisce di se stesso. La nuova stagione di Aurelio Gravina parte da una diversa filosofia: prima una rappresentazione espressionistica, oggi una visione più risolta alla ricerca della realtà in azione. La scena si popola di animali che passeggiano nella città, guardandola dall'alto, la citazione al film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino è stata fatta dallo stesso autore, che riconosce di aver sostituito gli Angeli con animali, simbolo di una umanità varia a spasso per la giungla metropolitana. La mostra, a cura di Gemma Clerici, è realizzata in collaborazione con Associazione Culturale Renzo Cortina (Milano). Catalogo con testo di Gemma Clerici.




Irena Gajser Irena Gajser
termina il 27 giugno 2013
Associazione culturale "la roggia" - Pordenone
www.laroggiapn.it

Irena Gajser lavora con varie tecniche pittoriche, come l'acquerello su carta e l'olio su tela, ma usa anche i granulati, le applicazioni con tessuti, il collage ecc., esprimendosi in uno stile inconfondibile, unendo le forme geometriche con l'espressionismo astratto (dripping / action painting) e lo strutturalismo. L'ispirazione per le tematiche artistiche viene trovata esclusivamente nella natura, che da lei è considerata "sacra", e che perciò non deve essere turbata dall'uomo. Proprio per questi motivi, le sue opere si possono interpretare come manifesti ecologici, come un urlo nel deserto, per salvaguardare la natura (p.e. il ciclo Lacrimae arboris). Dunque, già dall'inizio della sua via artistica Irena Gajser si dedica ai motivi floreali, come frutta, fiori, alberi, foglie, tronchi, usando spesso le forme spirali con allusioni alla sezione aurea, il simbolo dell'intervento divino nel mondo fisico.

In senso creativo lei si interessa, oltre alla composizione, all'illusione spaziale tridimensionale e non di meno ai valori coloristici, cioè l'immagine superficiale e la tessitura degli oggetti naturali, sopratutto alla struttura interiore, incluso il suo svariato significato, sia simbolico sia iconografico. Così, l'assenza assoluta delle figure umane è recentemente compensata con la presenza degli alberi (o foglie come pars pro toto), un antico simbolo dell'uomo per la forma antropomorfica, che sta nello stesso tempo riunendo le sfere terrestri e celesti in modo armonico. Ma l'armonia tra uomo e natura non può essere perenne; invece, si deve coltivare continuamente, perchè alberi siamo infatti noi stessi. (Mario Berdic, critico d'arte)

Irena Gajser (Maribor, Slovenia) laureata all' Art House College of Visual Arts a Lubiana (prof. Darko Slavec). Ulteriore educazione presso vari riconosciuti artisti sloveni. Presidente della Associazione di Belle Arti Maribor (DLUM), membro del consilio esecutivo della Unione nazionale delle associazioni di belle arti slovene (ZDSLU). Partecipazioni a diverse colonie, simposi ed extempore in Slovenia ed all'estero, numerevoli mostre personali e collettive, premi d'arte




Il viaggio di Roland Ultra Nathalie Du Pasquier - Igiorni della merla Il viaggio di Roland Ultra
termina il 19 luglio 2013
10-27 settembre 2013
Assab one - Milano
www.assab-one.org

Il 2 febbraio 2012 Roland Ultra, la grande macchina da stampa che per 10 anni era stata al centro delle attività di Assab One, lasciava Milano alla volta dell'India verso la promessa di una nuova vita. Dall'inerzia forzata che dopo trent'anni di onorato servizio nel mondo dei libri illustrati l'aveva trasformata in un monumento, Roland iniziava il suo viaggio verso il ritorno insperato all'attività per cui era stata costruita. Il laborioso smontaggio salutato dalle visite di molti amici è stato documentato, insieme al lungo viaggio e all'insediamento nella sua nuova sede, da Giovanni Hänninen, uno dei fotografi più interessanti della sua generazione, noto soprattutto per il suo interesse allo sviluppo urbano. Il lavoro è durato più di un anno e ha generato percorsi paralleli, occasioni impreviste di incontri e di riflessioni sul presente e una mole enorme di materiale fotografico di grande qualità.

La mostra, a cura di Elena Quarestani, ambientata in tutto il piano terra di Assab One, dove Roland ha abitato per oltre quarant'anni, presenta una selezione di stampe fotografiche, due montaggi video e due slideshow, che raccontano un'India poco nota, senz'altro non turistica che, pur fotografata con il rigore e i modi poco inclini al folklore e al sentimentalismo di Giovanni Hänninen, rivela tutto il suo fascino, la sua complessità, le sue contraddizioni. Sono inoltre presenti tre installazioni: una serie di disegni di Nathalie du Pasquier: I giorni della merla, gennaio 2012, il diario dei giorni dello smontaggio; l'edizione di stampe offset di Luca Pancrazzi: Polvere contemporanea 2012 - assenza di Roland, stampate su cartoncino indiano da Roland Ultra a Manmad il 31 gennaio 2012; l'installazione sonora di Steve Piccolo Hermitage

Roland Ultra RVU7 è una macchina da stampa a foglio, 4 colori, che è stata in produzione dal 1967 al 1981, ma la prima Roland a foglio risale al 1911. La protagonista del nostro viaggio - numero di matricola 22334, serie 414, peso 43.000 kg - è arrivata a Milano dalla Germania nel 1969. Per più di trent'anni ha stampato libri d'arte per una nota azienda grafica milanese, la GEA - Grafiche Editoriali Ambrosiane. Dopo la chiusura dell'azienda Roland Ultra, unica macchina rimasta nello stabilimento che ora ospita Assab One, assiste (e a volte partecipa) alle mostre, alle installazioni, alle performance. La storia dell'azienda produttrice risale al 1874, quando due pionieri della stampa mettono in funzione la prima pressa a cilindro automatica. L'azienda, che oggi si chiama ManRoland in virtù di una fusione avvenuta nel 1979, ha sede a Offenbach sul Meno dove era stata fondata ed è tutt'ora leader nel settore delle macchine a foglio.




Jack Clemente - Archeologie di un recente passato Jack Clemente: Archeologie di un recente passato
termina il 30 giugno 2013
Studio Gariboldi - Milano
www.studiogariboldi.com

Personale di Jack Clemente (1926/1974), con 32 opere datate dal 1966 al 1972. Si tratta di quadri "o meglio sculture-bassorielivi-altorilievi o ancora meglio oggetti" come li definì Milena Milani, artista che gli fu amica in quegli anni. I lavori in mostra sono composti da corde annodate, intrecciate da sole o unite a tasselli di legno e, insieme al tessuto, applicate sulle tele. L'osservatore avvicinandosi vedrà che le eruzioni di canapa scaturite dalla tela non sono affatto minacciose, e, anche se potrebbe rimanerne sconcertato, riconoscerà all'artista l'abilità di aver esasperato e poi domato rendendo innocua una materia indisciplinata come la corda. Clemente è un autentico "stregone" che si è divertito, non senza ironia, a stupire chi si avvicina alla sua opera. E ancora oggi ci riesce a cinquant'anni di distanza dall'ultima mostra datata al 1972. Catalogo a cura di Nicoletta Pallini Clemente e Francesco Tedeschi, con testi critici di Francesco Tedeschi, Milena Milani e Giuliano Zincone; note biografiche a cura di Nicoletta Pallini Clemente; note bibliografiche a cura di Marco Pancheri.

Jack Clemente (Novara, 1926 - Milano, 1974) nella sua esistenza studia lettere e filosofia, scrive poesie frequentando l'amico e grande poeta Edoardo Sanguineti, dipinge e per questo si trasferisce a Parigi nel 1952 partecipando a numerose esposizioni personali e collettive all'estero e poi in Italia. Negli ultimi anni firma diverse regie per la televisione francese come Balla e il futurismo, vincitore del Leone d'Argento alla Biennale veneziana del 1973; D'Annunzio e il dannunzianesimo e Rauschenberg e la Pop Art terminato dallo stesso artista americano suo grande amico. Artista poliedrico in ampio anticipo sulle moderne tendenze poli-espressive, Clemente manifesta nel suo percorso una forte volontà innovativa che riesce a farsi strada durante uno dei momenti più fertili della nostra storia recente. Il cospicuo nucleo di lavori ritrovato costituisce un tassello esemplare di questo suo ultimo percorso e di tutta un'epoca. Non a caso, Francesco Tedeschi, nel suo testo in catalogo definisce questa operazione di recupero quasi "archeologica".




Marco Cingolani - A perdita d occhio (Lou e Friedrich) - olio su tela cm.200x150 2011 (P): (P)ARERGA & (P)ARALIPOMENA DELLA (P)ITTURA
termina il 22 giugno 2013
BonelliLAB - Canneto sull'Oglio (Mantova)
www.bonelliarte.com - Uff.Stampa: info@noracomunicazione.it

Lo spazio post-industriale del BonelliLAB si fa nuovamente contenitore ideale per la pittura. La mostra, curata da Alberto Zanchetta, presenta un'ampia riflessione sul linguaggio pittorico attraverso dipinti, libri d'arte, cataloghi, video, litografie, cartoline, dischi. Il visitatore viene condotto per mano in un percorso sulla pittura figurativa contemporanea che affianca circa settanta opere di 38 artisti: alcuni dei nomi più amati del Novecento - come De Chirico, Morandi, Sironi - compaiono accanto a quelli più contemporanei e accattivanti di Nicola Bolla, Fulvio Di Piazza, Igor Eskinja, passando, tra gli altri, per Mondino, Ontani, De Dominicis, A.R. Penck. Un'esposizione corredata di documenti visivi, sonori, testuali che la rendono accessibile anche al grande pubblico in un progetto che si snoda in 6 sezioni tematiche.

Artisti in mostra: Gabriele Arruzzo, Mattia Barbieri, Emanuele Becheri, Nicola Bolla, James Lee Byars, Juan Carlos Ceci, Marco Cingolani, Daniele D'Acquisto, Giorgio De Chirico, Gino De Dominicis, Lorenzo Di Lucido, Andrea Di Marco, Gabriele Di Matteo, Fulvio Di Piazza, Igor Eskinja, Andrea Facco, Matteo Fato, Angelo Filomeno, Giovanni Frangi, Giuseppe Gonella, Paolo Grassino, Dacia Manto, Carlo Maria Mariani, Andrea Mastrovito, Aldo Mondino, Giorgio Morandi, Luigi Ontani, Robert Pan, Simone Pellegrini, A.R. Penck, Massimo Pulini, Max Rohr, David Salle, Mario Sironi, Giovanni Termini, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Dany Vescovi.




Opera di Giuseppe Kramer Badoni Giuseppe Kramer Badoni: Scritture e colori del poeta
termina lo 07 novembre 2013
Plus Florence - Firenze

Giuseppe Kramer Badoni (Francoforte sul Meno, 1938) è vissuto sempre in Italia dove si è laureato in ingegneria nel 1962 presso il Politecnico di Milano. Già da ragazzo e poi ancora durante il percorso di studi ha coltivato la passione per il disegno e la pittura. "Giuseppe Kramer Badoni è artista dal fascino pittorico fortemente poetico, perché nei temi colti del paesaggio, quasi volesse perpetuare le gloriose scuole regionali di fine Ottocento, vi bagna sentimento e armonia, evidenziandone un'orchestrazione cromatica. L'amore per il paesaggio italiano è quanto Badoni offre al destino di questo genere con cui colloquia con naturale ossessione da sempre. Eppure, si badi bene che nel paesaggio e nella grande pittura di questo artista italiano c'è tutta una lezione pittorica di forte rilevanza che trae umore da artisti come Sironi, Rosai, Mattioli, ecc., che concede ad esso non una semplice rappresentazione dal vero, quanto una serie di vibrazioni sottili, capaci di svelare un sentimento lirico e meditativo,un immaginario fantastico che solleva il racconto nel colore, legandolo ad una condizione emotiva ed esistenziale." (Estratto da presentazione di Carlo Franza - curatore della mostra)




Hns Finsler. Sweet
termina il 21 luglio 2013
Rolla.info - Bruzella (Svizzera)
www.rolla.info

La mostra presenta uno dei lavori iniziali del padre della fotografia oggettiva, la Sachfotografie, Hans Finsler (Heilbronn, 1891 - Zurigo, 1972). Per trent'anni docente alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, oggi Zürcher Hochschule der Künste, ha formato gran parte dei massimi esponenti della fotografia svizzera, da Werner Bischof a René Burri, da Emil Schulltess a Peter W. Häberlin. Finsler ha dato grande impulso, in connessione con grafici ed architetti di orientamento modernista, ad una immagine rinnovata dell'industria svizzera, contribuendo sensibilmente a costruire il patrimonio e l'immagine dello swiss made.

Autore in parte misconosciuto, l'esposizione alla Fondazione Rolla ha come centro focale un lavoro giovanile su commissione (35 fotografie stampate a contatto), dove Finsler mette a punto i caratteri della fotografia, in seguito trasmessi a più di una generazione di allievi, nonché la trasformazione, attraverso la dimensione dello still life, dell'oggetto rappresentato a pura forma dalla dignità estetica ed artistica. Introdurrà il catalogo, un breve scritto di Gian Franco Ragno, storico della fotografia.




La porta del Cielo La porta del Cielo
termina il 27 ottobre 2013
Cattedrale - Siena
www.operaduomo.siena.it - www.civita.it

Il Duomo di Siena non finisce di sorprendere. Dopo la scopertura del pavimento che ha fatto conoscere a un pubblico numeroso di visitatori italiani e stranieri le tarsie disegnate dagli antichi maestri raffiguranti un percorso di sapienza e di fede, la cattedrale apre ora la sua porta alle sommità della fabbrica. Dopo lunghi restauri, a partire dal 6 aprile, sarà possibile ammirare il 'cielo' del Duomo, una serie di locali mai aperti al pubblico, in cui per secoli nessuno è potuto accedere, se si eccettuano le maestranze dirette dai grandi architetti che si sono avvicendati nei secoli, di cui recano testimonianza progetti e schizzi effigiati talvolta direttamente sui muri. La magnifica facciata del Duomo è fiancheggiata da due imponenti torri terminanti con guglie di svariate forme che si proiettano verso l'alto, in cui si inseriscono scale a chiocciola, quasi segrete perché nascoste alla vista dei visitatori, che conducono verso il 'cielo' del Duomo.

Una volta giunti sopra le volte stellate della navata destra si inizia un itinerario riservato a piccoli gruppi, accompagnati da un'esperta guida, che riserva una serie di scoperte ed emozioni. Sarà infatti possibile camminare 'sopra' il sacro tempio e ammirare suggestive viste panoramiche 'dentro' e 'fuori' della cattedrale. Saranno aperte al visitatore le multicolori vetrate di Ulisse De Matteis con la rappresentazione degli Apostoli, dalle quali il visitatore si affaccerà nella cattedrale con la vista del pavimento, dei principali monumenti scultorei e nel 'Pantheon' dei santi senesi, i quattro Patroni, santa Caterina e san Bernardino, i 'giganti' dorati che proteggono dall'alto la comunità dei fedeli. Si percorre dunque il ballatoio dal quale sarà possibile contemplare l'altar maggiore, la copia della vetrata di Duccio di Buoninsegna, con al centro la mandorla di Maria Assunta, e i capolavori scultorei.

Dall'affaccio della navata sinistra è possibile ammirare uno splendido panorama sulla Basilica di S. Domenico, la Fortezza Medicea, il paesaggio circostante fino alla Montagnola senese. Si entra infine dietro il prospetto della facciata nel terrazzino che si affaccia su Piazza del Duomo con la vista dello Spedale di S. Maria della Scala e si accede al ballatoio della controfacciata da dove si ha una vista generale sulla navata centrale e lo sguardo è accompagnato dal ritmo scandito dalle teste dei papi e degli Imperatori, attraverso le tarsie con i filosofi del mondo antico che proferiscono sentenze. La "porta del cielo" si apre dunque ai visitatori come salissero attraverso la scala apparsa in sogno a Giacobbe, la cui cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano (Genesi 28,10-22). Nel sogno Dio promette a Giacobbe la terra sulla quale egli stava dormendo e un'immensa discendenza.

Al suo risveglio Giacobbe esclama «Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo», verso utilizzato dalla liturgia nella messa della dedicazione delle cattedrali. Ma 'porta del cielo', secondo le litanie lauretane, è anche la Vergine, definizione che meglio esprime la potenza e la bontà di Maria, la quale come Madre di Cristo e dell'umanità, concorre alla nostra salvezza eterna in Cielo ove lei è 'Regina assunta'. Il percorso "dall'alto" permetterà infatti di comprendere meglio la dedicazione del Duomo di Siena all'Assunzione della Madonna e il forte legame che i cittadini senesi hanno da secoli con la loro 'patrona': Sena vetus civitas Virginis. L'iniziativa, fortemente voluta dall'Opera della Metropolitana di Siena, è organizzata da Opera - Civita Group. (Comunicato Ufficio stampa Civita)




Nello splendore mediceo Nello splendore mediceo
Papa Leone X e Firenze


termina lo 06 ottobre 2013
Museo delle Cappelle Medicee - Firenze
www.civita.it

Il Museo delle Cappelle Medicee celebra la figura di Leone X, primo papa di Casa Medici, a cinquecento anni dall'elezione al soglio pontificio. Dall'angolo visuale fiorentino, la mostra dedicata a papa Leone X seguirà la vita di Giovanni, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, dalla nascita a Firenze nel 1475 fino all'11 marzo 1513, quando venne eletto papa, e al suo breve ritorno in patria nel 1515. Una sezione introduttiva alla mostra dedicata alla stirpe dei Medici espone, fra le altre opere, un Doppio ritratto di personaggi della famiglia (forse Piero e Giovanni) di Andrea del Castagno, dal Kunsthaus di Zurigo, e un ritratto marmoreo di Giuliano de' Medici attribuito a Michele Marini e conservato al Museo del Bargello.

Nella prima e seconda sezione, ci si sofferma sulla nascita ed educazione di Giovanni, e le numerose opere esposte hanno soprattutto lo scopo di ricreare il clima culturale in cui si formò il futuro pontefice, fra le altre il Busto del Magnifico della National Gallery di Washington così come il Vaso con stemma Medici-Orsini di Detroit (Institute of Art) che testimonia delle nozze fra Lorenzo e Clarice Orsini da cui nacque il primo papa della dinastia fiorentina. Con il ritratto di Agnolo Poliziano, e vari manoscritti (fra gli altri l'Anthologia Graeca, di Demetrio Calcondila) si dà conto di coloro i quali si presero cura della prima educazione del giovane Medici.

E' in quel clima colto e raffinato che egli poté frequentare i maggiori artisti del tempo (i Ghirlandaio e Botticelli), alcuni dei quali ospitati dal Magnifico presso il giardino di San Marco: fra questi il giovane Michelangelo di cui si espone il calco della Centauromachia (l'originale si ammira presso una sede distaccata della mostra a Casa Buonarroti), Andrea Sansovino rappresentato dal Galba del Museo di Casa Vasari di Arezzo, e poi Giovanfrancesco Rustici, e Francesco Granacci. Eletto cardinale in tenera età, Giovanni, di cui si espone il Busto assegnato ad Antonio di Orsino Benintendi del Victora and Albert Museum di Londra, visse fino alla cacciata dei Medici da Firenze, anche nel palazzo Medici di via Larga, dove una "camera" a lui assegnata in quella magione, è evocata in mostra attraverso opere quali l'Ercole e Anteo, di Antonio del Pollaiolo, mentre le passioni giovanili del giovane prelato, la caccia e la musica sono testimoniate, fra le altre opere, da uno Schioppetto del XV secolo dalla Villa medicea di Cerreto Guidi e da due Olifanti del Museo degli Argenti di Firenze.

Alla cacciata dei Medici da Firenze nel 1494 Giovanni seguì le drammatiche sorti della sua famiglia e le sue vicende di quegli anni si possono seguire in mostra attraverso le incisioni di Pietro Santi Bartoli con i Fatti della vita di Leone X, mentre i contemporanei avvenimenti fiorentini sia politici che artistici sono sintetizzati dalla tavola con il Supplizio del Savonarola attribuito a Francesco di Lorenzo Rosselli e al Cristo in pietà del Perugino della Collezione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, come pure dal Busto già ritenuto ritratto di Pier Soderini e da una derivazione su tela della Battaglia di Anghiari del Museo Horne.

Con il ritorno dei Medici a Firenze nel 1512 e con le testimonianze pittoriche di quel momento e del tempo subito successivo che coincise, fra l'altro, con l'elezione al soglio pontificio di Giovanni che prese il nome di Leone X, si conclude la terza sezione della mostra affidata, fra gli altri, al Pontormo, tra cui: Due guerrieri; i pannelli del Carro della Moneta e ad Andrea del Sarto. La quarta sezione è dedicata al pontificato di Leone X e ai riflessi che ebbe nell'Urbe. I Ritratti del Papa di Ludovico Buti e di Giuliano Bugiardini e il medaglione con l'emblema leonino di Luca della Robbia il giovane (Roma, Museo di Castel Sant'Angelo) sono giustappunto affiancati da un affresco di Raffaello, il Putto dell'Accademia di San Luca di Roma, e da disegni architettonici sempre dal Sanzio, come quello della Veduta del Pantheon, e pure agli Studi per San Pietro, di Antonio da Sangallo il giovane, e alla Pianta di Villa Madama di Giovan Francesco da Sangallo.

Per Firenze l'occasione di celebrare il pontefice fu data agli artisti dal ritorno di Leone X nella sua città natale, il 30 novembre del 1515, avvenimento di cui si dà conto nella quinta sezione della mostra. Il papa (rilevante il suo Ritratto marmoreo della collezione Pandolfini) infatti, entrò in città attraverso un itinerario reso suggestivo dai numerosi apparati effimeri (oggi perduti) posti in luoghi simbolo del percorso viario e che furono realizzati dai più celebrati artisti, di alcuni dei quali, per esempio di Ridolfo del Ghirlandaio, di Francesco Granacci e del Rosso Fiorentino, si dà conto in mostra. Del seguito del papa, cardinali e personalità che furono con lui a Firenze in quel tempo, si dà testimonianza attraverso numerosi ritratti fra questi l'inedito Ritratto del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena.

Alle opere pittoriche e scultoree si affiancano le numerose oreficerie (per esempio il Pastorale del Museo delle Cappelle medicee ma anche il Secchiello per aspersioni del Museo degli Argenti) e i parati quali il Coprileggio facente parte del Parato Passerini del Museo Diocesano di Cortona che, raffinatissimi, furono realizzati a Firenze per celebrare il pontificato leonino. E non di meno i molti manoscritti miniati che stanno ad evocare la Biblioteca medicea di nuovo ricomposta. La sesta sezione della mostra ripercorre con disegni e manoscritti le vicende della Sacrestia Nuova di San Lorenzo mentre nella settima si ritesse, per via grafica, la storia della facciata, mai realizzata, della chiesa di San Lorenzo.




La Croce di Giorgio Lascaris Il Segno della Croce
termina il 10 novembre 2013
Villa Cagnola - Gazzada (Varese)
www.villacagnola.it

Per celebrare l'Anno della Fede e l'anniversario della emanazione dell'Editto di Costantino (313 d.C.), Villa Cagnola espone per la prima volta al pubblico la Croce di Giorgio Lascaris, una rara croce cinquecentesca in legno finemente scolpita. La Croce Lascaris (1583) è un capolavoro d'arte e fede che si inquadra nell'ambito della tradizione bizantina fiorita attorno al monte Athos. Misura circa 45 centimetri in altezza ed è legno di bosso. E' costituita da una parte superiore a forma di croce e da un piedistallo a sezione ottagonale, composto da uno zoccolo di base e da tre segmenti sovrapposti.

Sulle facce e sui lati della croce, così come su quelle del piedistallo, sono raffigurate scene dell'Antico e Nuovo Testamento, alcune intagliate in bassorilievo, altre finemente scolpite all'interno di piccole nicchie. Tra le Croci di questo genere che si trovano in Italia, una decina su un totale di circa quaranta esemplari noti, la Croce Cagnola vanta alcuni primati, tra cui quella di essere l'unica italiana firmata dal suo artefice, il misterioso Giorgio Lascaris, forse l'ultima della sua carriera.




Ventaglio di Cecilio Pla - 1892 Cento ventagli di Corte e d'autore dalla collezione Aldo Dente
termina il 30 giugno 2013
Rocca di Dozza (Bologna)
www.fondazionedozza.it

Selezione di ventagli, che consentirà di comprendere come a questo oggetto di antichissime origini siano stati affidati messaggi storici, estetici, nonché simbolici divenuti dominanti rispetto alla sua funzione pratica. La mostra si articola in due sezioni. Una di esse è dedicata ai ventagli di corte con esemplari eccellenti come quelli appartenuti alla Regina Carlotta Mecklemburg-Strelitz (1744-1818) moglie di Giorgio III d'Inghilterra, all'Imperatrice Eugenia de Montijo (1826-1920), ultima sovrana di Francia come moglie di Napoleone III, alla corte reale di Danimarca. Fra i tanti, sono qui compresi il settecentesco e raro ventaglio da matrimonio raffigurante Luigi XVII (1785-1795) Delfino di Francia, figlio di Maria Antonietta e Luigi XVI, i ventagli nuziali della Regina Margherita di Savoia (1851-1926) e di Elisabetta di Baviera (1837-1898), l'Imperatrice d'Austria nota come Sissi.

Non meno importanti i tre ventagli nobiliari inglesi appena rientrati da Londra, dove sono stati esposti in occasione delle Olimpiadi e del Giubileo della Regina Elisabetta II. L'altra sezione di mostra riguarda i ventagli d'autore realizzati da famosi pittori alla moda a partire da metà Ottocento, fra i quali Fontaine, Chaplin, Abbema, Lemaire, J. e M. A. Donzel, Dumas, Spreafico, Cavaleri, Acerbi, Sheringham. La qualità artistica degli esemplari esposti non riguarda la sola pittura ma anche l'intaglio applicato alle stecche d'avorio, madreperla e tartaruga, l'ageminatura, il ricamo.

La mostra si conclude con una sezione dedicata ai ventagli pubblicitari, alcune decine di esemplari che si aggiungono ai cento ventagli artistici. Sono pezzi a stampa tipografica disegnati da celebri autori quali Pal, Mario Pozzati, Morin, Redon, Regent, Cappiello, Cassandre, etc. Vi sono anche tre pezzi dedicati a grandi musicisti italiani di cui quest'anno si celebra l'anniversario: Giuseppe Verdi (200° della nascita), ricordato con la pagina dedicata dell'opera "Aida" del 1880 c., e Pietro Mascagni (150° della nascita), con un autografo del Maestro per la "Cavalleria rusticana" ed uno sul ventaglio stampato nel 1892 a Vienna, dove Mascagni fu invitato a dirigere alcune sue composizioni.

La mostra curata da Patrizia Grandi, responsabile del Museo della Rocca di Dozza, e da Aldo Dente, con presentazione di Hélène E. Alexander-Adda, direttrice del Museo del Ventaglio di Greenwich, Londra. I ventagli in mostra vanno dal XVIII secolo ai giorni nostri, non mancano infatti opere di artisti contemporanei come Carta, Balan, Calvaruso, che offrono suggestive interpretazioni dell'oggetto. Il percorso espositivo è animato da alcuni seducenti ritratti di donne con ventaglio. La mostra è accompagnata da un piccolo ma esaustivo catalogo-guida che vanta la presentazione di una autorità in materia, Hélène E. Alexander-Adda, MBE, FRSA Direttrice del Fan Museum Greenwich, il primo museo del ventaglio al mondo.

L'esposizione è stata promossa dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d'Arte che, dal 2006, sta portando avanti un progetto pluriennale di mostre sul collezionismo storico. L'iniziativa ha consentito di rendere accessibili a tutti, anche se per pochi mesi, piccoli e grandi tesori selezionati con intelligenza e passione da collezionisti di "meraviglie", basti per tutti citare Piergiuseppe Piersanti e le sue raccolte di pubblicità, giocattoli, strumenti musicali meccanici cui il Museo della Rocca di Dozza ha dedicato diverse mostre.

Quest'anno si presenta al pubblico la Collezione Dente. Aldo Dente è un collezionista di Lugo, studioso ed esperto di ventagli che, come tale, ha collaborato con importanti musei quali il Victoria & Albert Museum di Londra, il Fan Museum di Geenwich, il Museo di Arti Applicate di Milano, il Museo di Arte Medievale di Modena, i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste. Aldo Dente è stato inoltre revisore editoriale dell'Enciclopedia Ventagli da collezione per la casa editrice De Agostani International.




Alan Gattamorta: Cemento
Rassegna di 15 mosaici in carta

termina il 23 giugno 2013
Mostra nel sito del pittore




Certosa di Pavia - facciata Foto di Vincenzo Castella Santo Stefano di Bologna - Santo Sepolcro - Foto di Pino Musi Santo Stefano di Bologna - Foto di Pino Musi Architetture della Fede
Chiese d'Italia dalle origini al Rinascimento


termina lo 07 luglio 2013
Fondazione Card. Giacomo Lercaro-Raccolta Lercaro - Bologna
www.raccoltalercaro.it - www.fondazionemarilenaferrari.it

Il territorio europeo, e in modo particolare quello italiano, è ricchissimo di chiese antiche di straordinaria bellezza. Non esiste città, villaggio o paese che non abbia visto nei secoli il centro della comunità ritrovarsi attorno alla chiesa e alla sua piazza. Troppo spesso oggi passiamo inavvertitamente davanti a queste opere secolari che custodiscono la memoria di secoli di fede tramandata di generazione in generazione: abbiamo perso la capacità di leggerne gli spazi, di comprenderne la dimensione simbolica. La chiesa, infatti, non è mai assimilabile a un semplice contenitore destinato ad accogliere determinate funzioni, ma è spazio di preghiera, luogo in cui la comunità si riunisce per celebrare i riti, le feste. Se la chiesa ha mutato nei secoli la struttura architettonica secondo i contesti antropologici e teologici del tempo, tuttavia un aspetto è rimasto inalterato.

Chi varca la soglia della chiesa entra nel corpo di Cristo, incorporandosi alla sua persona. Muore e risorge. Abita e dimora in lui. Questa consapevolezza ha accompagnato la costruzione delle innumerevoli chiese, da Sant'Apollinare in Classe di Ravenna a Santa Maria Assunta di Torcello, dalla cattedrale di Pisa alla Certosa di Pavia. La mostra, organizzata dalla Fondazione Marilena Ferrari in collaborazione con la Raccolta Lercaro, comprende oltre cinquanta fotografie di alcune tra le chiese più conosciute d'Italia realizzate (la maggior parte in bianco e nero) da grandi interpreti come Aurelio Amendola, Vincenzo Castella e Pino Musi per la collana Italia della Fede, ideata e pubblicata dalla Casa editrice d'arte FMR.

L'esposizione, tuttavia, non vuole solo mostrare una sequenza di splendide foto, ma intende offrire una chiave di lettura dell'edificio nella sua evoluzione attraverso i secoli e nell'interpretazione dei suoi elementi fondamentali, per ritessere quel legame tra arte e fede oggi troppo spesso dimenticato. Le fotografie esposte, quindi, permetteranno di compiere un percorso a partire dalla trasformazione del tempio greco-romano in chiesa cristiana, come nel caso del Duomo di Siracusa o del Pantheon, passando attraverso la basilica dei primi secoli e le sue strutture tipiche (quadriportico, nartece, matronei...) fino all'affermarsi dell'edificio a impianto cruciforme, di cui in mostra sono gli splendidi esempi delle cattedrali di Pisa e Siena.

Una intera sezione sarà dedicata all'approfondimento dei significati simbolici della decorazione, oggi troppo spesso considerata solo come puro ornamento e incomprensibile nei suoi significati più profondi. Mentre a conclusione del percorso il visitatore potrà ammirare altre tipologie di edifici di culto cristiani: Santo Stefano di Bologna, Sancta Jerusalem cittadina; la Santa Casa di Loreto, esempio di santuario; la Certosa di Pavia e la chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie di Milano.

Prima del nuovo numero di Kritik... / Iniziative culturali

News culturali dalla Grecia di artisti ellenici Grecia moderna e Mondo ellenico
Convegni, iniziative culturali, festival musicali e cinematografici



Cinema. Articoli e notizie




Edith Piaf Edith Piaf, il mito dell'usignolo
21 giugno 2013, ore 18.00
Spazio 85 - Roma
mussi@civita.it

Cinquant'anni fa, l'11 ottobre del 1963, moriva Edith Piaf. Alla indimenticabile chanteuse realiste di Francia, Civita Card dedica una conversazione-concerto per rivivere le esaltanti atmosfere culturali parigine tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento. Al racconto della drammatica vita della cantante, dai difficili esordi all'incontrastato successo, si alterneranno alcune delle sue canzoni più celebri e significative, riproposte dalla originale voce di Raffaella Misiti. Edith Piaf, nota anche come passerotto, resta una delle leggende della storia della canzone del Novecento. La conferenza sarà curata dalla dott.ssa Marina Marinelli ed i brani saranno interpretati dalla voce di Raffaella Misiti e dalla pianista Maria Elena Greco.




La costruzione di una cosmologia - vol. 1
Il ruolo sociale dell'artista.

Alfredo Pirri - Giuseppe Stampone: «politica»


19 giugno 2013, ore 18.30
Museo Hermann Nitsch – Napoli
www.museonitsch.org

Inizia con Alfredo Pirri e Giuseppe Stampone il ciclo di conversazioni pubbliche che rappresentano il vol.1 del progetto «La costruzione di una cosmologia». Il tema dell'intero ciclo che si svilupperà a Napoli fra giugno e novembre 2013 avrà come fuoco centrale il ruolo dell'artista nella società. Ad inaugurare una delle cinque differenti prospettive attraverso cui verrà discusso il tema principale sarà una discussione sul concetto di politica. Qual è la relazione tra l'arte e la politica, e ancora più radicalmente è possibile considerare l'azione dell'artista come un'azione politica di per sé. Politica, nello specifico, è la stessa decisione di sanare una frattura nel tessuto culturale della polis ritessendo le trame del confronto fra due differenti generazioni di artisti.




La musica è oltre - 12 "composizioni" d'autore
18 giugno 2013, ore 18.30
Goethe-Institut Palermo (Cantieri Culturali alla Zisa)
www.goethe.de/palermo

Kinshasa Symphony

Regia: Claus Wischmann, Martin Baer
Con Armand Wabasolele Diangienda, Albert Nlanzu Matubanza, Joséphine Mpongo Nsimba, Joseph Masunda Lutete, Nathalie Angwanguilo Bahati
Sceneggiatura: Claus Wischmann
Fotografia: Martin Baer, Michael Dreyer
Produzione: Sounding Images GmbH (Berlin) / WDR (Köln) / Télévision Suisse Italienne (Lugano)
Germania, 2010, 95', colore
Documentario in versione originale con sottotitoli in italiano

La Repubblica Democratica del Congo fa da significativo sfondo a questo documentario basato sull'esperienza di otto componenti (su 200) dell'Orchestre Symphonique Kimbanguiste, fondata nel 1994, l'unico grande ensemble musicale dell'Africa Centrale. Tanti i disagi a Kinshasa (ove diventa un grosso problema pure reperire degli strumenti). Ma il pentagramma unisce. Lo sa bene il direttore Armand Diangienda, che con l'inizialmente poco unito gruppo deve portare in scena la Nona di Beethoven. Gli elementi sono avvertiti: se non suonano con il cuore, non ce la faranno. Ed è un crescendo.




Festival Internazionale di musica "Cambi di Stagione"
4a edizione, 23 marzo - 15 dicembre 2013
Auditorium Fondazione Bottari Lattes - Monforte d'Alba (Cuneo)
www.fondazionebottarilattes.it - Uff.Stampa: galletto@salonelibro.it

Concerti proposti nei quattro periodi magici dell'anno, l'inizio delle stagioni, scanditi da equinozi e solstizi. E per il 2013, accanto ai concerti diverse novità, come la mostra di chitarre storiche appartenenti al collezionista e liutaio Gianni Accornero. Quattordici gli appuntamenti in cartellone che porteranno in Langa una trentina di artisti di fama internazionale, tra cui: i chitarristi Guillermo Fierens, definito "l'erede del grande Segovia" (Argentina), Jukka Savijoki (Finlandia), Martin Haug (Norvegia) e Nello Alessi; gli arpisti Enrico Euron e Anne-Gaëlle Cuif (Francia); la violinista Brigitte Stærnes (Norvegia); il Quartetto d'archi Rimskij-Korsakov di San Pietroburgo (Russia); l'Orchestra da Camera dell'Opera di Montecarlo (Principato di Monaco).

Spazio anche alle classi di chitarra del Maestro Francesco Biraghi, docente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Queste le date del festival: sabato 23 e domenica 24 marzo (primavera); venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno (estate); sabato 21 e domenica 22 settembre (autunno); sabato 14 e domenica 15 dicembre (inverno). Ideata dal direttore artistico Ubaldo Rosso, flautista, docente e attento interprete di musica antica con strumenti storici, la rassegna è organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d'Alba e dall'Associazione Amici della Musica di Savigliano (Cn) insieme con l'Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane.

E' all'insegna della chitarra classica e delle sue espressività sonore l'estate del festival : tre giorni (21, 22 e 23 giugno) di maratona chitarristica per immergersi nel fascino delle sei corde. Venerdì 21 giugno (ore 18) l'inaugurazione alla Fondazione Bottari Lattes della mostra di chitarre storiche appartenenti alla collezione Gianni Accornero, una delle più straordinarie al mondo. Il pubblico potrà assistere alla presentazione degli strumenti da parte del liutaio Gianni Accornero e ascoltare dal chitarrista Francesco Biraghi le tonalità antiche e spesso poco conosciute che le casse armoniche trasmettono.

In serata (ore 21), sale sul palco dell'auditorium della Fondazione l'argentino Guillermo Fiernes, considerato uno dei principali chitarristi al mondo. In scaletta: Suite Española, di Gaspar Sanz (1640-1710); Sonata op. 22, di Fernando Sor (1778-1839); Arioso per Guillermo, di Flavio Emilio Scogna (1956); Capriccio diabolico, di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968); Fandanguillo op 36 (il fandaguillo è una delle più vive e gioiose derivazione del fandango) e Ràfaga op.53, di Joaquín Turina; Gran Jota, di Francisco Tarrega (1852-1909).

Un'impresa da Guinness chitarristico per il pomeriggio del 22 giugno (ore 17): l'esecuzione dell'intera op. 20 di Luigi Rinaldo Legnani (1790-1877), ovvero i 36 Capricci per chitarra amati da Giuseppe Mazzini e suonati ancor oggi con grande passione dagli studenti di chitarra di tutto il mondo. Parafrasando Paganini, Legnani compose trentasei pezzi di una pagina l'uno, in tutte le tonalità e con tutti i modelli di scrittura del suo tempo: un'autentica enciclopedia del virtuosismo e del gusto musicale di un'epoca. L'esecuzione dei 36 Capricci op. 20 è affidata a un gruppo di cinque giovani talenti (biennio di perfezionamento) delle classi di chitarra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, coordinate da Francesco Biraghi.

In serata (ore 21), il palco è tutto per il chitarrista finlandese Jukka Savijoki, uno dei personaggi più prestigiosi dell'Europa chitarristica, docente all'Accademia Sibelius di Helsinki. Il programma spazia dal repertorio di fine Cinquecento a brani di inizio Novecento, per fare conoscere stili e artisti che hanno segnato la storia della chitarra: Praeludium, John Dowland's, A Pavan e A Fancy di John Dowland (1563-1626); Partita BWV 997, di Johann Sebastian Bach (1685-1750); Introduction et Variations sur l'Air Malbroug, op. 28 di Fernando Sor (1778-1839); le danze spagnole Arabesca e Andaluza di Enrique Granados (1867-1916); Preludio, Cuna, Canciòn dalla Suite Compostelana, di Federico Mompou (1893-1987); Manzanares del Real, Nocturno, Alba de Tormes e Albada, di Federico Moreno Torroba (1891-1982); Serenata, di Joaquin Malats (1872-1912).

Il 23 giugno mattina (ore 11) è protagonista il duo A Corda: la violinista Birgitte Stærnes e il chitarrista Martin Haug (Norvegia), coppia nella vita e nel lavoro, dimostreranno le straordinarie potenzialità della chitarra utilizzata in dialogo col violino, una combinazione indovinata per l'intrinseca compatibilità tra i due strumenti. Già Niccolò Paganini aveva capito l'armoniosa intesa tra i due strumenti, tanto che scrisse più di cento Sonate per violino e chitarra. Il duo si misura con: Sonata Trillo del Diavolo, di Giuseppe Tartini (1692-1770); Sonata D dur D 384, di Franz Schubert (1797-1828); Cordoba - Granada, di Isaac Albeniz (1860-1909); Intermedio, di Enrique Granados (1867-1916); Malagueña, Playera e Habanera, di Pablo de Sarasate (1844-1908).

La tre giorni di maratona a sei corde termina in serata (ore 17) con il chitarrista Nello Alessi accompagnato dal Quartetto d'Archi Rimskij-Korsakov di San Pietroburgo (Mikhail Bondarev, violino; Ekaterina Belisova, violino; Alexey Popov, viola; Anton Andreev, violoncello) in un concerto che affronta un aspetto fondamentale del repertorio chitarristico, quello della musica d'insieme. In scaletta alcune tra le più belle pagine per chitarra e quartetto d'archi: Quartetto n. 2 op. 22 Fa maggiore, di Pëtr I. Cajkovskji (1840-1893); Quintetto n. 4 per chitarra e archi (G.448), di Luigi Boccherini (1743-1805); Quintetto per chitarra e archi (op. 143), di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968).




"Assenza"
Compagnia: Aleph
Durata: 50 minuti
Musiche: AA. VV.
Regia e Coreografia: Paola Scoppettuolo

28 giugno 2013, ore 21.30
Casa delle culture - Roma
www.casadelleculture.net

Anteprima assoluta nazionale del nuovo spettacolo della compagnia romana "Aleph". "Liberamente ispirato ad alcune poesie di Borges, intende analizzare, nello spazio evocativo della danza, le molteplici sfaccettature proprie della problematica relativa all’uso dello specchio e delle procedure della riflessione così come esse si articolano nell’ambito di quel processo della "pietrificazione" che caratterizza, in modo saliente, il mondo poetico di De Chirico e Magritte", spiega Paola Scoppettuolo, regista e coreografa della pièce. Lo spettacolo sarà preceduto da Sisyphus, coreografia curata sempre da Paola Scoppettuolo e interpretata dagli allievi del corso avanzato professionale della "Piroetta Dance School".




Locandina Genova Film Festival 2013 Genova Film Festival
16a edizione, 01-07 luglio 2013
The Space Cinema - Genova
www.genovafilmfestival.org

Anteprime, film inediti in Italia, rassegne internazionali, approfondimenti, incontri con i registi, presentazioni editoriali. Dedicato ai talenti emergenti del nostro cinema, il Concorso Nazionale per Cortometraggi e Documentari è diventato nel corso degli anni un importante osservatorio sulle nuove tendenze e momento di incontro e confronto tra i registi e pubblico. Per la 16a edizione hanno partecipato alle selezioni circa 400 registi provenienti da tutta Italia. Nella sezione competitiva una trentina di film concorreranno all'assegnazione dei diversi riconoscimenti: oltre ai Premi "Miglior Cortometraggio", "Miglior documentario" e "Miglior colonna sonora", verranno attribuiti il Premio della Critica (assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e il Premio del Pubblico.

Novità di questa edizione l'istituzione di due nuovi concorsi tematici: "Il porto oggi, tra identità locale e reti globali", che proporrà una selezione dei migliori lavori nazionali dedicati al tema, e "Porto, Motore, Azione", un concorso di sceneggiature per cortometraggi da ambientare nei suggestivi spazi del Porto genovese che vedrà la realizzazione della sceneggiatura vincitrice. Sempre al porto più importante d'Italia, location di molti film, sarà dedicata una rassegna; un percorso per scoprire da diversi punti di vista uno dei porti europei più importanti e ricchi di storia.

La sezione "Ingrandimenti", curata dal critico e autore televisivo Oreste De Fornari, ogni anno mette a fuoco un originale protagonista del nostro cinema. Dopo grandi ospiti come Pupi Avati, Lando Buzzanca, Ugo Gregoretti, Paolo Virzì, quest'anno sarà dedicata al regista Giuseppe Piccioni, che con il film Fuori dal mondo, (5 David di Donatello e numerosi altri premi in Italia e nel mondo) fu nominato dall'Italia come candidato all'Oscar per il miglior film straniero. Fra i suoi film anche Luce dei miei occhi, Coppa Volpi come miglior attore e migliore attrice al Festival di Venezia ai due protagonisti, Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli e il recente successo Il rosso e il blu.

"Oltre il Confine" sarà dedicata al Cinema della Croazia in occasione dell'entrata del Paese in Europa. Il 1º luglio 2013, giorno di inaugurazione del Festival, la Croazia entrerà a far parte, come 28esimo stato, dell'Unione Europea. Per questo il Genova Film Festival dedicherà al Paese una retrospettiva di cortometraggi di animazione, settore in cui la Croazia ha ottenuto grande successo nel mondo, soprattutto grazie ai lavori provenienti dalla Scuola di Zagabria.

Non mancherà, infine, il consueto "Omaggio a Vittorio Gassman", che il Festival propone in accordo con la sua famiglia dal 2001, anno successivo alla scomparsa del grande attore nato a Genova. L'omaggio stabile (unico in Italia) coinvolge ogni anno un grande numero di appassionati. In questi anni sono stati coinvolti grandi personalità dello spettacolo e amici del Mattatore come i registi Mario Monicelli, Dino Risi, Krzysztof Zanussi, Emanuele Luzzati, Luciano Lucignani, il critico e biografo ufficiale Giacomo Gambetti e lo sceneggiatore Furio Scarpelli, e familiari come Paola Gassman e Ugo Pagliai. In questi anni l'omaggio a Gassman è stato animato dalla verve del critico Claudio G. Fava. E ancora la sezione Genova per noi: i Liguri nel Cinema, la Liguria come set.




Valigia dei Suoni. Migrazioni e contaminazioni dal globo sonoro
"Dalla tradizione al futuro in un crocevia di culture"


8a edizione, 07-28 giugno 2013, ore 21.00
Fondazione Centro Studi Campostrini - Verona
www.centrostudicampostrini.it

Programma dei concerti:

- 07 giugno, Mauro Ottolini e la Sousaphonix, Bix Factor

Mauro Ottolini, trombettista veronese e riconosciuto Miglior musicista italiano al Top Jazz 2012/2013, Miglior trombonista italiano Jazzit Award, Miglior arrangiatore italiano Jazzit Award 2012/2013, presenta un viaggio musicale e visionario ispirato al libro omonimo scritto con Vanessa Tagliabue che attraverso costumi, letture e il racconto della storia, si snoderà il concerto ispirato al jazz tradizionale dei primi anni del secolo scorso, quando New Orleans e Chicago erano le città che, attraverso i loro teatri e i locali notturni, forgiavano i primi grandi artisti come Bix Beiderbecke (nome che parla della povertà culturale odierna comparata alla vita difficile di un genio della tromba che non ha potuto esprimere al meglio la propria arte).

In un'ottica contemporanea e originale, Ottolini ripropone suoni in evoluzione tra jazz e blues, attraverso un sound fresco che profuma di antico e futuro insieme. Suonano con Mauro Ottolini (trombone, sousaphone, voce) e Vanessa Tagliabue Yorke (voce): Stephanie Ocèan Ghizzoni (voce, riti voodoo), Dan Kinzelman (sax tenore, clarinetto, clarinetto basso), Guido Bombardieri (clarinetti), Paolo De Giuli (cornetta), Vincenzo Vasi (voce, theremin, elettronica, strumenti giocattolo), Franz Bazzani (armonio liturgico, pianoforte), Enrico Terragnoli (banjo, chitarra elettrica), Paolo Botti (viola, dobro), Danilo Gallo (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria).

- 14 giugno, I Liguriani

Un viaggio nella tradizione provenzale-occitana di area così detta "Celtica" interpretata con lo spirito e il trasporto tipico delle genti di mare e del musicista mediterraneo che, oltre al virtuosismo strumentale ha, nella tavolozza dei suoni, una varietà di colori ancora più suggestivi e coinvolgenti delle tradizioni dalle quali attinge. Le melodie e le ballate di Liguria vengono proposte insieme a brani legati alla tradizione di aree culturalmente vicine: mazurche, sbrandi emonferrine dal Piemonte, valzer e scottisch dalla Francia e altro ancora. Musiche e canti sono riproposti con un nuovo sentire, dove il moderno e l'antico si uniscono seguendo i dettami dei sentimenti dell'uomo. Il gruppo è formato da Fabio Rinaudo (cornamusa), Filippo Gambetta (organetto diatonico), Fabio Biale (violino, voce, bodhran), Michel Balatti (flauto traverso) e Claudio De Angeli (chitarra acustica).

- 21 giugno, Gnu Quartet

Secondo un'antica leggenda africana, lo Gnu sarebbe il risultato di un incrocio tra diverse specie di animali. Dall'entusiasmo per la musica senza preconcetti, dall'alchimia di gioia e ricerca, dal virtuosismo della musica colta e il coinvolgimento di quella moderna esce un quartetto dal suono originale ed eclettico, che propongono brani inediti o rivisitati che sprigionano l'energia del rock e il virtuosismo del jazz il cui risultato è un sound raffinato e unico, senza confini di genere. Splendido esempio di come una formazione, dalle caratteristiche tipicamente accademiche, può far rivivere, in modo originale e brillante, una galleria d'immagini sonore anche contemporanee, comprese canzoni di area pop-rock o di generi in apparenza inadeguati a una strumentazione tipica di un quartetto cameristico. Il gruppo è formato da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello).

- 28 giugno, Remo Anzovino

Difficile da catalogare, insofferente alle appartenenze di genere, il suo suono attraversa jazz, pop e musica classica senza soluzioni di continuità, su una cifra fortemente internazionale e contemporanea conservando un gusto profondamente italiano per la melodia che lo rende un unicum nel panorama musicale attuale. La classica contemporanea, il pop e il jazz rock sono i tre i grandi filoni che da sempre coesistono nella sua musica. Pianista e compositore di estrazione jazzistica, ha nel suo bagaglio musicale una forte propensione all'energia descrittiva, ed è proprio questa dote meravigliosa che lo porta a coinvolgere l'ascoltatore in viaggi sonori ricchi di contaminazioni culturali elaborate attraverso la sua straordinaria sensibilità. Suonano con lui Alberto Milani (chitarra elettrica), Andrea Lombardini (basso elettrico) e Marco Anzovino (percussioni, chitarra acustica).




25esimo Cicloraduno nazionale della FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta
19-23 giugno 2013
Termine di partecipazione: 12 giugno 2013
www.cicloraduno.it

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni online cicloraduno della FIAB, quest'anno itinerante. L'iniziativa organizzata insieme al Circuito delle Città d'Arte della Pianura Padana, si svolgerà lungo itinerari che attraverseranno i territori comunali di Piacenza, Cremona, Parma, Reggio Emilia e Modena. "Già lo scorso anno FIAB e Circuito delle Città d'arte della Pianura Padana - racconta la Presidente della FIAB Giulietta Pagliaccio - stavano lavorando all'organizzazione di un cicloraduno nazionale tra Lombardia ed Emilia Romagna. Ma il terremoto ci impose di annullare l'evento che quest'anno riproponiamo ai nostri soci con lo stesso l' entusiasmo di sempre".

"Il cicloraduno nazionale - prosegue la Presidente nazionale FIAB - rappresenta uno degli appuntamenti annuali più importanti della vita delle nostre associazioni. Infatti da tutta Italia convergono in un unico luogo centinaia di iscritti che si incontrano per pedalare, per confrontarsi su quanto si fa in Italia per la ciclabilità e per scoprire ogni volta angoli del nostro Paese ricchi di storia, cultura e gastronomia". "Innanzitutto - spiega Bepo Merlin, direttore FIAB - ogni giorno i partecipanti potranno scegliere percorsi di diverso grado di difficoltà, da quelli più semplici a quelli più impegnativi. Ovunque è prevista un'accoglienza speciale e visite alle città d'arte. In conclusione un grande festival del cicloturismo.".




Mobilità ciclistica
Premiati i vincitori del Giretto d'Italia 2013

www.fiab-onlus.it

Sono state premiate a Bologna, nell'ambito della Borsa del turismo delle 100 città d'Arte d'Italia, le città vincitrici del Giretto d'Italia 2013, il campionato della ciclabilità urbana promosso da Legambiente, FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta e Città in bici. Bolzano, Schio e Venezia, che sui 23 comuni in gara quest'anno si sono aggiudicati la maglietta rosa, si sono visti consegnare ognuno una Ricicletta®, la city bike in alluminio riciclato del Consorzio Imballaggi Alluminio. La gara si è svolta monitorando quanti mezzi a pedali e quanti a motore hanno varcato il 10 maggio scorso i check-point allestiti per l'occasione in vari punti dei comuni suddivisi ai fini della classifica in tre categorie – grandi (oltre 200.000 abitanti), medi (tra 80 e 200.000 abitanti) e piccoli (meno di 80.000). Il conteggio, effettuato nell'arco delle quattro ore stabilite, ha permesso di assegnare il ruolo di leader delle tre diverse categorie al centro urbano con la percentuale più alta di utilizzo della bicicletta rispetto al mezzo a motore.

Tra le città piccole, Schio si è aggiudicata la maglietta rosa per il secondo anno consecutivo, con la percentuale straordinaria dell'80,1% degli spostamenti in bicicletta. Per le città grandi la percentuale più alta (33,5%) di mezzi a pedali rispetto quelli a motore è stata raggiunta nella terraferma di Venezia, anche se va ricordato che la città lagunare ha un flusso ciclistico particolare, difficilmente paragonabile con altre città. Bolzano si è aggiudicata invece la vittoria tra le città medie (con una percentuale del 75,1%) ed è in testa nella sua categoria anche in numeri assoluti con il passaggio notevolissimo di 3829 bici.

"Il monitoraggio del Giretto d'Italia ha un valore prevalentemente simbolico - hanno commentato gli organizzatori del Giretto FIAB, Legambiente e Città in bici - perché occorre tener presente la diversità delle città in gara, in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico, che rende complesse le valutazioni. Ma la gara è una buona occasione per incitare le amministrazioni locali a rivedere le loro politiche sulla mobilità, investendo sulla sicurezza e sui mezzi pubblici e favorendo l'uso della bicicletta. E i risultati del Giretto, giunto alla sua terza edizione con una partecipazione crescente di comuni e di ciclisti, lasciano ben sperare: quest'anno il numero assoluto di ciclisti è aumentato in ogni comune in gara, a testimoniare la crescita costante delle bici in città e la maggioranza delle città medie e piccole hanno rilevato una percentuale di mezzi a pedale rispetto a quelli motorizzati superiore al 50%. Un dato straordinario che dimostra che l'uso della bici si sta consolidando e in alcune realtà è ormai un'abitudine". (Comunicato Ufficio stampa Fiab)




Premio Sergio Amidei Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura Cinematografica
32esimo "Premio Sergio Amidei"



19-25 luglio 2013
Palazzo del Cinema (Parco Villa Coronini Cronberg) - Gorizia
www.amidei.com - Uff.Stampa: info@atemporarystudio.com

Otto film si contenderanno il prestigioso riconoscimento conferito per l'originalità e capacità di sperimentare nuove formule narrative, oltre che per l'attenzione alla realtà sociale e ai temi emergenti del mondo contemporaneo: Argo, Come un tuono, Il Sospetto, Il figlio dell'altra, La città ideale, La migliore offerta, Miele e Viaggio sola. Molte altre le sezioni tematiche del Premio Amidei, dall'attesissimo Premio all'Opera d'Autore 2013, allo Spazio off, dal Premio alla cultura cinematografica ai numerosi eventi speciali dedicati al cinema e alla città di Gorizia. Tra questi l'omaggio alla Camera Ottica, il sempre più attivo laboratorio di restauro del Dams di Gorizia.




ACMA Master
I sistemi del verde: dal verde urbano agli spazi naturali
Laboratorio di progettazione


settembre-ottobre 2013
ACMA Centro di Architettura - Milano
www.acmaweb.com

Rari sono i casi di progetti del movimento moderno che non riguardano strettamente il manufatto architettonico. Nei piani funzionalisti "il verde urbano" veniva considerato una zona monofunzionale di attrezzature e servizi da edificare attraverso modelli consolidati, esattamente come le aree residenziali, industriali ecc. Eppure non sono mancate esperienze nella costruzione della città contemporanea, da Fredrick Olmsted a Ebenezer Howard, che assegnavano un valore preciso al disegno degli spazi aperti. A partire dal movimento ambientalista degli anni '60 ma soprattutto con la maturazione della disciplina dell'architettura del paesaggio su temi ad ampia scala, ciò che per la pianificazione veniva considerato un indistinto retino verde ora per i progettisti è divenuto qualcosa di concreto.

Una preesistenza ambientale, un sistema complesso di relazioni tra strutture idrogeologiche e botaniche, da comprendere e interpretare con le più avanzate discipline scientifiche e da riprogettare in funzione della sua valorizzazione nei confronti anche degli insediamenti umani. Il laboratorio comprende tre workshop che contemplano una serie di apporti teorici giornalieri (lezioni dell'autore attinenti il tema) e si svilupperà in tre fasi pratiche: conoscenza ed interpretazione del luogo (visione dei materiali e dell'area; elaborazione del progetto (singolarmente o in gruppo); dibattito e presentazione delle proposte. Il laboratorio di 150 ore fa parte del programma di Formazione Continua della UPC di Barcellona.

La sua frequenza, che prevede l'immatricolazione presso la UPC, permette il conseguimento del Diploma post-laurea "Los Sistemas del Verde: Del Verde Urbano en los Espacios Naturales" emesso dalla UPC stessa Si configura come un corso intensivo di perfezionamento ed aggiornamento rivolto a: diplomati, studenti e laureati nelle discipline di carattere tecnico-scientifico legate alla gestione del territorio (architettura, architettura del paesaggio, ingegneria, scienze ambientali, scienze naturali, scienze agrarie e forestali, beni culturali, antropologia, sociologia, urbanistica, scienze e politica del territorio ecc.). In particolare è indicato al personale, ai collaboratori e ai consulenti dei parchi e delle soprintendenze, agli studi professionali che operano nelle progettazione ambientale. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.




Filmfestival del Garda
"Balcanica": retrospettiva dedicata alla ex Jugoslavia


6a edizione, 10-14 luglio 2013
San Felice del Benaco (Brescia)
www.filmfestivaldelgarda.it

Al centro delle cronache degli anni Novanta a causa delle guerre che si sono combattute nell'ex Jugoslavia, i Balcani sono stati presto dimenticati dall'opinione pubblica italiana. Nonostante si trovino a pochi chilometri dai confini nazionali. Su questo pezzo di Europa aleggia oggi un'aurea mista di mistero, attrazione, paura, curiosità, ma anche una vivacità culturale, una spinta a crescere che spesso non riusciamo a cogliere. Il cinema (con i film di Kusturica, Paskaljevic, Mihaileanu, Mungiu, Tanovic, Manchevski e altri) è stato uno dei migliori biglietti da visita di un'area così complessa, aprendo anche le porte dell'Occidente alla musica e alla letteratura dei Balcani. Il cartellone cinematografico della retrospettiva vedrà proposti una ventina tra lungometraggi di finzione e documentari e incontri per ricordare la questione jugoslava a più di due decenni dall'inizio del conflitto, per raccontare il fascino di questo terre, le sue secolari tradizioni e i suoi popoli in cambiamento, prossimi cittadini dell'Unione Europea.

Mostre sui Balcani




Detour Festival del cinema di viaggio
Padova, 15-20 ottobre 2013
Termine di partecipazione: 08 giugno 2013
www.detourfilmfestival.com

Il Concorso internazionale, come lo scorso anno, presenterà, in un'unica sezione, lungometraggi di finzione e documentari, legati al tema del viaggio. Tre i premi del festival: Premio Miglior film, Premio Speciale della Giuria e Premio del Pubblico. Detour dedica l'Omaggio a Awes Anderson, il regista americano molto amato da pubblico e critica, che ci ha regalato opere come I Tenenbaum (2001), Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004), fino al recente Moonrise Kingdom (2012). Viaggio in Italia ospiterà film italiani che hanno raccontato e tutt'ora raccontano il nostro paese. Un'occasione per rivedere le opere di grandi cineasti del passato e al tempo stesso scoprire i film di registi esordienti. Sarà proprio Viaggio in Italia di Roberto Rossellini a tenere a battesimo questa nuova sezione.




Copertina album Secluded Secluded
di Mac of BIOnighT

(serie Classic EM vol 21)
disponibile su Bandcamp (WAV, FLAC, MP3)
Presentazione

"Questo album è il primo in una serie di tre lavori in stile Scuola di Berlino. Non si tratta di una vera e propria trilogia, ma i tre album sono strettamente collegati. Li pubblicherò probabilmente a distanza di dieci o quindici giorni uno dall'altro. Se vi ricordate, il mio album precedente The end of an era (La fine di un'era). Percepivo che le cose stavano per cambiare nella mia vita, e quell'album esprimeva tutta la mia confusione e mancanza di direzione. Secluded e i due album che seguiranno sono stati registrati mentre le cose stavano effettivamente cambiando ed io stavo, in un certo senso, perdendo la mia vecchia vita, o forse liberandomene. Per un pò, all'inizio dell'anno, mi sono isolato completamente dal mondo, per ritrovarmi e riflettere. Secluded è stato composto e registrato in quel periodo di conversazione profonda con me stesso. "Lontano da tutto e tutti, finalmente solo, libero di trovare il tuo equilibrio di nuovo. Non inquinato, non disturbato, nessuna voce tranne la tua. Isolato, finalmente." (Mac of BIOnighT)




Restaurato "Monologo", con Eduardo De Filippo
www.fondazionecsc.it

La Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia ha recentemente individuato nel proprio archivio un filmato di propaganda, considerato perduto, intitolato Monologo. Interpretato da Eduardo De Filippo e prodotto tra il 1948 e il 1950 per sostenere l'operato del "Piano Marshall", non si hanno notizie di una sua presentazione al pubblico. E' probabile che sia stato scritto dallo stesso Eduardo De Filippo attingendo all'invenzione scenica già utilizzata nella commedia Questi fantasmi! (1945-1946). Il cortometraggio è stato restaurato dalla Cineteca Nazionale in collaborazione con la Fondazione De Filippo.




Francesco Anile: la straordinaria storia del tenore che ha conquistato la Scala.
"Cantare è un mestiere che bisogna fare per imparare a farlo"

Intervista di Antonella Neri (Associazione culturale "Cantare l'Opera")




"Basta muoversi di più in bicicletta per ridurre la CO2"
Nuovo studio dell'European Cyclists' Federation sulle potenzialità della mobilità ciclistica nelle politiche UE di riduzione delle emissioni di gas climalteranti entro il 2050
www.fiab-onlus.it

Le elevate riduzioni delle emissioni dei gas serra previste dalla UE sono sotto esame: quest'anno i progressi e i risultati effettivi sembrano non raggiungere gli obiettivi fissati dalla stessa Unione Europea. Recenti rapporti sulle tendenze nel settore dei trasporti europei mostrano che la UE non riuscirà a ottenere la riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto del 60% tra il 1990 e il 2050 affidandosi alla sola tecnologia. Un interessante approccio all'argomento è messo in luce da un recente studio effettuato dall'European Cyclists' Federation (ECF), che ha quantificato il risparmio di emissioni delle due ruote rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Anche tenendo conto della produzione, della manutenzione e del carburante del ciclista, le emissioni prodotte dalle biciclette sono oltre 10 volte inferiori a quelle derivanti dalle autovetture. Confrontando automobili, autobus, biciclette elettriche e biciclette normali, l'ECF ha studiato che l'uso più diffuso della bicicletta può aiutare la UE a raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra nel settore trasporti, previsti entro il 2050. Secondo lo studio, se i cittadini della UE dovessero utilizzare la bicicletta tanto quanto i Danesi nel corso del 2000, (una media di 2,6 km al giorno), la UE conseguirebbe più di un quarto delle riduzioni delle emissioni previste per il comparto mobilità.

"Basta percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni", osserva l'autore Benoit Blondel, dell'Ufficio ECF per l'ambiente e le politiche della salute. Che aggiunge: "Il potenziale di raggiungimento di tali obiettivi per le biciclette è enorme con uno sforzo economico assolutamente esiguo: mettere sui pedali un maggior numero di persone è molto meno costoso che mettere su strada flotte di auto elettriche". Lo studio ha altresì ribadito la recente valutazione da parte dell'Agenzia europea dell'ambiente, secondo la quale i soli miglioramenti tecnologici e l'efficienza dei carburanti non consentiranno alla UE di raggiungere il proprio obiettivo di ridurre del 60% le emissioni provenienti dai trasporti. (Estratto da comunicato stampa FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta)




1974 - Sergio Miniussi con Carlo Levi ad Aliano dove Levi era al confino nel 1935 Trieste Contemporanea affida il Fondo Sergio Miniussi all'Archivio di Stato di Trieste

Il Fondo documentario Sergio Miniussi, a seguito della dichiarazione di interesse storico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvenuta nel giugno 2008, è stato consegnato all'Archivio di Stato di Trieste dal Comitato Trieste Contemporanea, d'accordo con la vedova dello scrittore Elisabetta Messina Miniussi. Il Comitato triestino, dopo la scomparsa dell'intellettuale originario di Monfalcone ha custodito il Fondo Miniussi, lo ha inventariato e ha già offerto in questi anni più di un'occasione di studio dei suoi materiali inediti agli specialisti dalle quali sono derivati lavori di ricerca e tesi di laurea.

Il Comitato Trieste Contemporanea nel corso degli ultimi anni ha densamente promosso la conoscenza dell'opera dello scrittore e ha realizzato importanti iniziative: una serie di attività espositive ed editoriali che nel 2002 si sono concretizzate tra l'altro nella ripubblicazione della prima raccolta di poesia di Sergio Miniussi La gioia è dura e che nel 2007 hanno visto discutere e aggiornare la lettura storico-critica dell'opera di Miniussi nel convegno intitolato Ch'abbia una voce questa timidezza. In quell'occasione il Comune di Monfalcone, che ha collaborato all'evento, ha dedicato al poeta una targa commemorativa posta sulla casa natale, in Corso del Popolo.

Sergio Miniussi è nato a Monfalcone nel 1932 da padre triestino e madre scozzese, figlia di un ingegnere navale di Dundee chiamato dai Cosulich a lavorare presso i cantieri navali della città. Intellettuale europeo a tutto tondo, comincia a scrivere i primi racconti e le prime poesie. In seguito frequenta la Sorbona dove si laurea in letteratura comparata. E' giornalista de Il Piccolo, Terza Pagina, Il Giorno e Ritratto d'Autori, autore radiofonico di Radio Trieste e infine regista Rai prima a Milano e poi a Roma. E' autore di teatro e raffinato traduttore per la Mondadori ed Einaudi (merita citare almeno il Ferdidurke di Witold Gombrowicz del 1960), critico artistico e letterario. Muore a Roma nel 1991.




- Censimento su luoghi, monumenti, targhe e ogni opera alla "Memoria del genocidio armeno" nelle città e località italiane.
www.comunitaarmena.it

Promosso dalla redazione del sito della Comunità Armena di Roma in occasione del 93esimo anniversario del Genocidio Armeno. La redazione sin da ora ringrazia tutti coloro che aderiranno all'appello e fa presente che il risultato del censimento sarà riportato sul sito per una consultazione pubblica.

Prima del nuovo numero di Kritik... / Libri

Casistiche e contraddizioni nel Restauro architettonico Casistiche e contraddizioni nel Restauro architettonico
di Paolo Fancelli, 50 pagg., ed. GBE / Ginevra Bentivoglio EditoriA, dimensioni 15x15cm, 12€
info@gbeditoria.it

Come premette l'autore "se la motivazione principe dell'opera di restauro architettonico, tramandare al futuro gli edifici che, per diversi motivi, siano ritenuti meritevoli di essere trasmessi alla generazioni a venire, è chiara e condivisa, meno semplice risulta la messa in pratica di un tale operare". La riflessione di Fancelli parte proprio da qui, dalla consapevolezza della complessa natura del lavoro di restauro, in costante tensione fra l'esigenza di avere a disposizione casi di intervento affidabili a cui fare riferimento e la reale individualità della singola opera; fra la conoscenza della disciplina del restauro e quella del carattere storico del monumento su cui si va a operare, per conservarne e tramandarne i valori specifici; fra l'istanza storica e quella estetica che formano insieme l'ottica del restauratore: in media res.

Lontano dal proporre soluzioni univoche e semplicistiche alla questione, l'autore analizza la problematicità dei collaudati principi del restauro in generale (e di quello architettonico in particolare), fra cui lo stesso concetto di conservazione, da tempo alla base di tali interventi, che in fondo equivale, per sua stessa natura, a una trasformazione. Sempre, però, nel rispetto e nella comprensione profonda della materia con cui, di volta in volta, si ha a che fare. Il saggio breve di Paolo Fancelli, Ordinario di Restauro dei Monumenti all'Università "Sapienza" di Roma, è nella collana Abaco (saggi brevi sull'architettura e il restauro).




Copertina libro papa Francesco - di Efrem Ori papa Francesco
Un sogno per restituire alla Chiesa l'entusiasmo evangelico

di Efrem Ori, pagg.100, 2a edizione 2013

Pagina su ilmiolibro.it

La prima idea di questo libretto l'ho avuta il giorno della morte di Paolo VI (6 agosto 1978). Parlando con amici di come avrei desiderato che fosse il successore di papa Montini lo descrissi così: «Un papa che mette da parte i programmi dei predecessori, i codici e i manuali delle varie scuole filosofico-teologiche, che rifiuta il potere, politico ed economico della Chiesa, che non segue la molte tradizioni ereditate da duemila anni di storia, spesso in contrasto tra loro, che non si preoccupa nè dei conservatori nè dei progressisti, ma che prende come unica guida il Gesù dei vangeli. In una parola un papa che s'ispira al Vangelo e aperto al mondo di oggi nel solco del Concilio.» (Dalla prefazione Perchè "papa Francesco", di Efrem Ori)




Archetipi mitici e generi cinematografici
di Luigi Forlai e Augusto Bruni, Dino Audino Editore
www.audinoeditore.it

A distanza di tanti anni dalla sua prima pubblicazione (1998), torna nelle librerie questo testo, importante per due ragioni. La prima perchè rappresentava l'inizio di un pensiero italiano autonomo dalle teorizzazioni statunitensi sulla sceneggiatura. Un pensiero che a differenza di quanti rivendicavano l'assoluta spontaneità creativa- frutto in realtà di provincialismo e naïveté culturale - cercava strade originali di ricerca nell'analisi delle strutture narrative. La seconda ragione consisteva nell'approdare, a differenza dei grandi didatti americani, non ad Aristotele o Jung o Propp, ma all'idea che esisteva una pluralità di Eroi, completamente diversi tra di loro, con la conseguenza di una pluralità di narrazioni di base, cui attingere per le storie che si vogliono raccontare.

La novità più interessante è data dal fatto che i generi cinematografici secondo gli autori «non sono entità non definite e ad hoc, ma sono "generati" in modo logico e preciso dalle caratteristiche dei personaggi base che sono alla base dei miti della comunità umana». Joseph Campbell nel suo famoso L'eroe dai mille volti, aveva analizzato le strutture dei miti riscontrando che vi era una convergenza di significato tra le varie manifestazioni mitico-religiose, espressioni comuni alle varie società, che possono essere considerate come degli archetipi: come si sa, il famoso Viaggio dell'eroe di Vogler, ispirato proprio a Campbell, sostiene il cambiamento dell'Eroe attraverso alcune tappe, definite in modo preciso e secondo un ordine preciso.

Il libro di Bruni e Forlai mette al centro invece la possibilità che da diversi archetipi discendano diversi generi: Re, Guerriero, Mago e Amante, manifestazioni dell'Eroe archetipale da cui derivano il fantastico, l'azione-western, il detective, la storia d'amore. Dunque il viaggio dell'eroe non è sempre uguale e non segue sempre lo stesso schema: secondo gli autori la maggior parte delle narrazioni non prevede il "cambiamento" dell'Eroe, soprattutto in alcune narrazioni come l'action e il thriller. Originale nell'elaborazione, il libro di Forlai e Bruni fornisce un altro tassello alla possibilità per autori e sceneggiatori di operare una felice sintesi tra le forme codificate della tradizione e l'innovazione artistica.




Copertina libro Andare a piedi. Filosofia del camminare Andare a piedi. Filosofia del camminare
di Frédéric Gros, ed. Garzanti, pag.280, Euro 14,90
www.garzantilibri.it

- "Si può camminare per ritrovare sé stessi?"
Sì, nel senso in cui, camminando, lei abbandona le maschere sociali, i ruoli imposti, perché non risultano più utili... camminando tutto diventa possibile e si riscopre il senso dell'orizzonte, che è ciò che manca oggi: tutto è piatto. (Dall'intervista a 'Le Monde' del 24 giugno 2011)

Camminare è sicuramente una delle azioni più comuni delle nostre vite. Frédéric Gros, con un libro originale e delicato, ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ciascuno di noi. Attraverso la riflessione e il racconto magistrale delle vite di grandi camminatori del passato da Nietzsche a Rousseau, da Proust a Gandhi che in questo modo hanno costruito e perfezionato i propri pensieri. Andare a piedi propone un percorso ricco di curiosità, capace di far pensare e appassionare. Nella visione limpida ed entusiasta di Gros, camminare in città, in un viaggio, in pellegrinaggio o durante un'escursione, diventa un'esperienza universale per tornare a impossessarci del nostro tempo e per guardare dentro noi stessi.

Perché camminare non è uno sport, ma l'opportunità di tornare a godere dell'intensità del cielo e della forza del paesaggio. Frédéric Gros è docente di Filosofia all'Università di Parigi-XII e dell'Istituto di Studi Politici di Parigi. Si è occupato di storia della psichiatria, di filosofia del diritto e del pensiero occidentale sulla guerra. Studioso ed esperto dell'opera di Michel Foucault, ha curato l'edizione degli ultimi corsi da lui tenuti al Collège de France. Naturalmente, camminare è una delle sue passioni. Uscito in Francia nel 2009 è un corso di pubblicazione in sei paesi.




Copertina Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea
Primo repertorio di 464 artisti attivi nel Nord Italia dal '900 ai nostri giorni

info@sartoriarianna.191.it

Nel 1934 Agostino Mario Comanducci realizzò un Dizionario sulla pittura italiana dell'800, opera che ebbe notevole successo e della quale è stata qualche anno fa realizzata una ristampa anastatica, andata subito esaurita. Questa idea ebbe poi molti seguaci e negli anni Settanta e Ottanta. Il valore di questi cataloghi è dovuto proprio alla storicizzazione e catalogazione di dati biografici relativi agli artisti presi in considerazione, ma il loro valore è ancora più importante per il futuro, per non perdere, per non lasciare cadere nel vuoto, il lavoro serio e qualificato dei numerosi artisti che hanno dedicato la loro vita al lavoro, alla ricerca, con amore e professionalità e serietà d'intenti.

Il Catalogo Sartori raccoglie oltre quattrocento schede di artisti, pittori, scultori, ceramisti e qualche incisore, con oltre 1000 illustrazioni a colori. Pensato inizialmente come "catalogo degli artisti lombardi", il volume (pagg.480; formato cm.30.5x21.5) si è gradualmente si è allargato comprendendo il Veneto, e poi l'Italia settentrionale con la Toscana inclusa.




Copertina libro Il lungo inverno di Spitak Il lungo inverno di Spitak
di Mario Massimo Simonelli, ed. Elmi's Word Edizioni
www.comunitaarmena.it

Nel dicembre 1988, un violentissimo terremoto colpì la Repubblica Armena. Una intera regione fu rasa al suolo. Leggere questo testo porta a riflettere sull'entità incalcolabile delle catastrofi così lontane da noi spazialmente ed emotivamente, a considerare i popoli altri non come una massa indistinta, ma come un insieme di volti e di voci. Gli eventi di quei lunghi mesi hanno cambiato per sempre il corso della vita di molti protagonisti, mentre il mondo intorno a loro era in profonda trasformazione. Questa è la storia di una rinascita.




Una tomba principesca da Timmari
di Maria Giuseppina Canosa
* Volume presentato presso Mediateca provinciale "Antonello Ribecco" - Matera (02 ottobre '12)

Incontro pubblico organizzato e promosso dalla Fondazione Zètema di Matera. Il libro illustra lo scavo e il successivo studio sulla sepoltura numero 33 scoperta nel 1984 a Timmari, località a pochi chilometri da Matera. Una tomba principesca che può essere rintracciata come la sepoltura del re dell'Epiro Alessandro I detto "il Molosso".

Presentazione




Copertina libro L'Utopia della Ragione - La ginnastica delle idee - di Pompeo Maritati L'Utopia della Ragione - La ginnastica delle idee
di Pompeo Maritati, ed. Edizioni Youcanprint, 2011

Una riflessione articolata su varie componenti sociologiche della società attuale - nel più ampio contesto umanistico - è il filo conduttore di questo libro, un saggio in sedici capitoli.

La Nebbia - realtà-evocazione - romanzo di Nidia Robba - Trieste 2012 La Nebbia - realtà-evocazione
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, 2012

Semmai fosse possibile razionalizzare il significato dell'amore per una nazione, per un popolo o per un civiltà, questo romanzo segue una strada molto articolata, dove narrazione e tema sono inscindibili, nell'alternanza di scenari reali e mitologici.


Lo Schiaffo - Romanzo di Nidia Robba - Trieste 2011 Lo Schiaffo
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, marzo 2011

C'è una Città, una città aristocratica, dove tre civiltà millenarie si uniscono in un raggio di luce che regala all'Europa il privilegio della unicità: Trieste.


Recensione catalogo Ugo Cara' Ugo Carà: "Il Segno - Disegni dal 1926 al 1948"
Catalogo della mostra a cura di Marianna Accerboni

La Trieste dei primi anni di Ugo Carà (nato nella vicina Muggia nel 1908) si avviava, insieme alle altre capitali della Mitteleuropa, a terminare, da lì a poco, un era storica, quella dell'impero asburgico, e una stagione irripetibile per l'Arte.

Recensione libro Fregati dalla Storia Fregati dalla Storia
di Lodovico Ellena, ed. Solfanelli

Una sequenza di storie, rievocazioni di usanze, dichiarazioni inattese di personaggi celebri, circostanze poco note o, talune, dimenticate. Tasselli che completato la Storia, a volte rafforzandone l'impianto già noto altre volte sorprendendo gli studiosi e, in genere, i lettori.

Recensione libro Breve Storia del Caucaso Breve Storia del Caucaso
di Aldo Ferrari, ed. Carocci

Mosaico di etnie, lingue culture, distribuite in modo difforme nel territorio, il Caucaso deve la sua complessità paradigmatica alla collocazione geografica, frontiera e cerniera tra il Vicino Oriente, le steppe euroasiatiche, e l'area del Mediterraneo orientale.


Recensione libro Greci e Turchi tra convivenza e scontro Greci e Turchi tra convivenza e scontro
di Vincenzo Greco, ed. Franco Angeli

Le relazioni tra Grecia e Turchia sono uno dei più articolati e complessi sistemi politici contemporanei. L'analisi storica sviluppata nel libro segue l'evoluzione del rapporto bilaterale e la sua proiezione nell'ambito della questione di Cipro.


Recensione libro Geografia - Le Garzantine Le Garzantine - Geografia

L'opera presenta una informazione molto articolata in virtù dei cambiamenti dello scenario mondiale a partire dalla fine degli anni '80, in particolare dal quel 9 novembre 1989 (la caduta del muro di Berlino) che ha segnato una svolta nella Storia, dati i conseguenti stravolgimenti geografici e geopolitici.

Recensione libro Olocausto armeno L'Olocausto Armeno - Breve storia di un massacro dimenticato
di Alberto Rosselli, ed. Solfanelli

Da alcuni anni la questione del riconoscimento del genocidio subito dal popolo armeno (1894-96, 1915-23) incontra un interesse crescente sia in ambito di politica internazionale sia in un contesto più ampio di storia, diritto, cultura, etica. Nonostante la notevole pubblicistica, alla domanda "Che cosa è stato il genocidio armeno?" in tanti tuttora potrebbero non saper ancora dare una risposta precisa.

Recensione libro Mondo ex e tempo del dopo Mondo ex e tempo del dopo
di Pedrag Matvejevic, ed. Garzanti

I Balcani sono un'area dell'Europa in cui da sempre la "geografia non coincide con la Storia". Terra di interposizione tra Occidente e Oriente, in politica, religione, cultura, arte. Era qui che l'impero romano d'occidente lasciava la sovranità a quello d'oriente. In "Mondo ex" Pedrag Matvejevic ripercorrere quindici anni di dissolvimento di un paese nato mettendo insieme popoli e territori.

Recensione Il Caucaso - Popoli e conflitti di una frontiera europea Il Caucaso - Popoli e conflitti di una frontiera europea
di Aldo Ferrari, ed. Edizioni Lavoro

Dall'inizio degli anni '90 - dalla implosione dell'Unione Sovietica - lo scacchiere geopolitico internazionale è stato interessato dalla crescita di rilevanza strategica del Caucaso. Lo era già stato fino agli inizi del XX sec. ma per circa 70 anni, quasi tutto il Novecento, questa regione al centro tra Europa, Russia e Vicino Oriente, era rimasta silente. Tutto è cambiato nel '91, attirando l'attenzione di altri attori - Usa, Turchia, Iran e Unione europea in misura minore - interessati a guadagnare posizioni di potere (politico, economico, energetico) nell'area.

Recensione libro Idoli di carta Idoli di carta
di Giusva Branca, ed. Laruffa

Questo è un libro di uomini e di calcio. Undici ritratti di calciatori lavoratori, artigiani, sognatori e di un grande allenatore, che, differenti per generazione, ruolo, origine, hanno condiviso un tratto di storia della Reggina.


Recensione libro I sogni e le mischie - Storie di vita e di rugby I sogni e le mischie - Storie di vita e di rugby
di Franco Paludetto, ed. Libreria dello Sport

Una carriera nel mondo del rugby, quella di Franco Paludetto, giocatore tra gli anni '50 e '60, per ripercorrere una storia individuale osservando la realtà italiana dagli anni del Secondo dopoguerra a oggi. Per Franco, la svolta ha una data precisa. Il viaggio a Padova per la finale della stagione 1953/54 giocata da Treviso e Rovigo.

Recensione libro Jonah Lomu - La mia storia La mia storia
di Jonah Lomu, Warren Adler, ed. Libreria dello Sport

A poco più di 30 anni Jonah Lomu è già da tempo una leggenda del rugby, sport nazionale nei paesi anglosassoni con popolarità e attenzione da parte dei mass media pari a quanto avviene per il calcio ha in Italia. Con la divisa degli All Blacks, Lomu è diventato ciò che Pelè fu per il Brasile campione del mondo nel 1958.

Recensione libro Te lo do io lo sport Te lo do io lo sport!
di Simone Urbani Grecchi e Dino Meneghin, ed. Libreria dello Sport

Fare sport per migliorarsi come individuo. Non solo per gli immediati benefici fisiologici ma anche come percorso per apprendere una cultura fondata sulla capacità di interpretare i propri limiti e le proprie qualità, sul rispetto delle regole e degli avversari, sull'autocontrollo, sul valore del rapporto con gli altri. In Italia purtroppo il numero di praticanti, di coloro che anche solo a livello amatoriale si dedicano ad una attività sportiva, non è molto elevato. Meno di una persona su quattro fa sport almeno due volte alla settimana. Siamo comunque in ottima compagnia perché questa tendenza si riscontra in tutti i paesi industrializzati.

Recensione libro Quando spararono al Giro d'Italia Quando spararono al Giro d'Italia
di Paolo Facchinetti, ed. Limina

La mattina del 26 aprile 1945 gli italiani si svegliano sulle macerie di un paese lacerato da terribili drammi personali e collettivi. C'è voglia di tornare alla normalità. Pochi mesi dopo si ipotizza una nuova edizione del Giro d'Italia. Sembra un'idea folle non solo dal punto di vista sportivo (in che condizione sono gli atleti tornati dal fronte e dai campi di concentramento?) ma anche per le carenze logistiche, le strade ad esempio, molte delle quali distrutte o danneggiate dai bombardamenti. Il Giro "della Rinascita", organizzato come tradizione dalla Gazzetta dello Sport, si trasforma in avvenimento comunitario.

Recensione libro Crepe nel ghiaccio - pattinaggio artistico sul ghiaccio Crepe nel ghiaccio - Dietro le quinte del pattinaggio artistico
di Sonia Bianchetti Garbato, ed. Libreria dello Sport

Quando alle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 si verifica lo scandalo nella gara a coppie, il pattinaggio artistico sul ghiaccio diventa argomento di dibattito sui mass media e di riflesso tra l'opinione pubblica, come forse non lo era mai stato prima. Lo scandalo consisteva nell'assegnazione del primo posto alla coppia russa Berezhnaya/Sikharulidze, nonostante quella canadese Salè/Pelletier, secondo parere comune a molti addetti ai lavori, avesse svolto un esercizio migliore. Perchè la giuria aveva deciso in quel modo?

Recensione libro L'ultima stagione L'ultima stagione
di Phil Jackson e Michael Arkush, ed. Libreria dello Sport

Essere un allenatore di basket che colleziona record nella Nba e scrivere un libro su una delle pochissime stagioni in cui la propria squadra ha perso. Perchè con tante individualità slegate una squadra non arriva a nulla e nella pallacanestro americana l'unica vittoria è quella del titolo NBA. Dal secondo in poi si è uguali nella sconfitta.

Recensione libro Ottavio Bottecchia - ciclismo in Italia e Francia Bottecchia - Il forzato della strada
di Paolo Facchinetti, ed. Ediciclo

Anche in epoca di ciclismo tabellare, il nome Ottavio Bottecchia conserva un suono da leggenda. Primo italiano a vincere il Tour de France, nel 1924, ripetendosi l'anno dopo, e primo a tenere la maglia gialla dalla tappa iniziale fino all'arrivo a Parigi. Classe 1894, nato a San Martino, in Veneto, vive come la maggior parte degli italiani di quel periodo. Come altri connazionali emigra in Francia, dove sente parlare del Tour de France. Non solo una corsa ciclistica, ma una specie di inferno in terra.

Recensione libro Derby Days - calcio e tifoserie in Gran Bretagna Derby Days - Il gioco che amiamo odiare
di Dougie ed Eddie Brimson, ed. Libreria dello Sport

Dal 29 maggio 1985 la parola "hooligan" risuona nella testa degli italiani. Quella sera, per la finale di Coppa dei Campioni, i sostenitori della Juventus presenti allo stadio belga Heysel, separati dai tifosi inglesi del Liverpool attraverso una rete "da pollaio" (così è stata definita nelle cronache per la sua consistenza), vissero e subirono l'epilogo terrificante di un modo di intendere il calcio che sconfina nella violenza tribale.

Recensione libro biografia di Jan Ullrich Jan Ullrich: O tutto o niente
di Jan Ullrich e Hagen Bosdrof, ed. Libreria dello Sport

Nello sport professionistico tanti darebbero l'anima per diventare campioni. Poche volte capita di vederne uno che pur essendolo non si danna per sottolinearlo. Uno è Jan Ullrich. Per chi avesse poca dimestichezza con le due ruote è bene sottolineare che si tratta di uno di quei ciclisti a cui natura ha donato capacità che solo pochi altri hanno avuto.

Recensione Un sogno a Roma - Storia di Abebe Bikila Un sogno a Roma - Storia di Abebe Bikila
di Giorgio Lo Giudice e Valerio Piccioni, ed. ACSI Campidoglio Palatino e Libera

Abebe Bikila è il simbolo della maratona. Inizia a 24 anni, allenato dallo svedese Onni Niskanen. Diventa celebre con la vittoria alle Olimpiadi di Roma del 1960, correndo in un percorso che superava la consuetudine - ripristinata dalla edizione successiva in Giappone - che voleva l'inizio e il traguardo all'interno dello stadio olimpico.

Recensione libro Tour de France 1903 - Giro di Francia Tour de France 1903 - La nascita della Grande Boucle
di Paolo Facchinetti, ed. Ediciclo

Il Tour de France, la più celebre corsa ciclistica a tappe, deve la sua origine alla concorrenza tra due quotidiani sportivi - L'Auto-Vèlo e Le Vèlo -, in particolare tra i due direttori, Henri Desgrange e Pierre Giffard. La sera del 20 novembre 1902, Desgrange disse ai suoi collaboratori, Georges Lefèvre, redattore per il ciclismo, e Georges Prade, responsabile della parte automobilistica, che bisognava trovare una idea per aumentare le vendite del giornale.

Recensione libro Atlante americano Atlante americano
di Giuseppe Antonio Borgese, ed. Vallecchi

Parlare o scrivere dell'America, ovvero degli Stati Uniti, è motivo di opinioni opposte, a volte inconciliabili. Oggi come ieri sembra che nulla sia cambiato da quando all'inizio del Novecento la sua immagine - la mentalità, i costumi, la cultura - diventarono oggetto di valutazioni utilizzate con precise finalità propagandistiche, sia in senso positivo sia negativo.

Recensione libro Guida Cipro The Rough Guide - Cipro
di Marc Dubin, ed. Antonio Vallardi Editore

Al confine tra Europa e Medio Oriente, Cipro, la terza isola del Mediterraneo per dimensione, ha una lunga storia di dominazioni e rapporti con i popoli circostanti. La guida la considera nella sua interezza, descrivendo sia la parte greco cipriota sia quella turco cipriota, separate dal 1974. Dal luglio di quell'anno le due comunità e i due territori hanno avuto destini molto differenti.

Recensione libro Guida Grecia continentale The Rough Guide - Grecia continentale
di Lance Chilton, Marc Dubin, Nick Edwards, Mark Ellingham, John Fisher, Natania Jansz, ed. Antonio Vallardi Editore

La Grecia è una delle mete turistiche per eccellenza, per coloro che vogliono unire il piacere di una vacanza con una immersione nella storia e nell'arte. La voce "turismo" rappresenta il 18% del Prodotto interno lordo e il settore occupa un lavoratore su cinque. La guida, con un percorso attraverso le cinque principali aree (Atene-Pireo, Peloponneso, Tessaglia, Epiro, Macedonia, Tracia), presenta oltre all'incommensurabile patrimonio artistico e monumentale ogni informazione necessaria al turista per scegliere le migliori opportunità: itinerari, alberghi, trasporti, musei, monumenti.

Recensione libro Guida Sicilia The Rough Guide - Sicilia
di Robert Andrews e Jules Brown, ed. Antonio Vallardi Editore

Questa guida sulla Sicilia, oltre ad essere uno strumento di grande sostegno per chi viaggia, è anche una pubblicazione con una serie di valutazioni e notizie che rappresentano un valore aggiunto per una conoscenza più approfondita. Gli autori conducono il lettore / turista attraverso la regione, nella sua globalità, evidenziando luoghi (monumenti, chiese, risorse paesaggistiche, etc.), situazioni che rientrano nel rapporto del turista con la popolazione locale e informazioni che possono risultare molto utili, perchè relativi alla quotidianità di una vacanza.

Castel Rovino
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

Il nuovo romanzo di Nidia Robba prosegue la bibliografia dell'autrice caratterizzata dalla descrizione di storie, ambienti, culture proprie della Mitteleuropa. In particolare evidenziando l'area dell'Alto Adige / Südtirol, con personaggi, tra gli altri, provenienti dal Friuli Venezia Giulia (Pordenone), dalla Bassa Baviera e dalla Svizzera.

Recensione libro Un uomo di neve Un uomo di neve
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, 2010

Ambientato in Europa, nell'arco di tempo fra la tragedia della Seconda guerra mondiale e gli anni '90, il romanzo è caratterizzato dalla rappresentazione di scenari composti da personaggi in genere ascrivibili al contesto mitteleuropeo e dalla declinazione negativa del protagonista.

Recensione libro Meltemi - raccolta di poesie di Helene Paraskeva Meltemi
di Helene Paraskeva, ed. LietoColle, novembre 2009

Xenitià=Migrazione; Condizione individuale=Migrazione. Dalla metà degli anni '70, dal momento del suo arrivo in Italia, queste due equazioni sembrano essere diventate tra le più importanti del sistema esistenziale di Helene Paraskeva. Sono i due fulcri di Meltèmi, raccolta di 31 poesie della scrittrice e poetessa di origine ellenica.

Recensione libro I carati dell'amore - romanzo di Nidia Robba I carati dell'amore
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera Libri

Se in ogni volto c'è un destino, in ogni esistenza individuale c'è la Storia un popolo. Che di questa realtà ognuno ne abbia consapevolezza non ha importanza poiché finirà comunque per segnarne ogni momento della vita. Come quella di Erika, che insieme ai familiari lascia la città di Fiume alla fine della Seconda guerra mondiale.

Recensione libro L'angelo nello specchio - romanzo di Nidia Robba L'angelo nello specchio
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

L'esistenza terrena è solo una breve sosta nel corso di una vita universale. Riflettere sulle circostanze occorse, su quanto di lieto e di drammatico ne ha scandito il tempo, è una conseguenza dell'antropologia e, per le menti migliori, una necessità naturale di affermare la propria individualità.

Recensione libro La verità falsa - romanzo di Nidia Robba La verità falsa
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

Due vicende parallele che finiranno per incontrarsi, anche se forse non in modo definitivo. Intorno a due centri - l'Austria e l'Italia - con diramazioni in Svizzera e in Grecia, e una scansione temporale precisa: dalla fine degli anni '30 alla metà dei Cinquanta.

Recensione libro La cetra d'oro - Nidia Robba La cetra d'oro
di Nidia Robba, ed. Campanotto Editore

Dall'antica Grecia nel periodo della guerra di Troia, a quella intorno agli anni del Secondo conflitto mondiale, fino a oggi. Tre vicende individuali al cospetto del magma esistenziale: il tempo, il destino, la passione.

Recensione libro Lena Lena
di Maricla Di Dio Morgano, ed. Laruffa

La stanza di una casa, in una città lontana dalla terra d'origine, può diventare il palcoscenico della recita di una vita già trascorsa. Come per Lena e per la sua "amica" Bastiana.


Recensione libro Italiae Medievalis Historiae - racconti brevi dal Medioevo italiano Italiae Medievalis Historiae
ed. Tabula Fati

Nel libro sono pubblicati i racconti selezionati per la finale della prima edizione del Premio letterario Philobiblon 2006, concorso letterario per racconti brevi organizzato e promosso dalla Acim - Associazione culturale Italia Medievale.

Recensione libro Nell'uovo cosmico - romanzo di Helene Paraskeva Nell'uovo cosmico
di Helene Paraskeva, ed. Fara Editore

Dora Forti era solo uno dei tanti impiegati di un'azienda che trattava appalti e svolgeva intermediazioni, categorie generiche e non specificate a nessun livello della scala gerarchica, intesa da tutti come una specie di gioco di ruolo. Lì dentro nessuno poteva affermare con certezza di sapere qualcosa di chi gli stava accanto e l'unico imperativo era il culto della esteriorità, esasperata, necessaria e ineludibile.

Recensione libro Il sortilegio della città rosa - di Nidia Robba Il sortilegio della città rosa
di Nidia Robba, ed. Fpe edizioni

Ambientato tra la Germania, Trieste (città della protagonista), la Francia e la Spagna, in un periodo tra la metà degli anni '60 e l'inizio dei Settanta (l'autrice lo suggerisce senza dichiararlo) è la storia di Myriam - per l'epoca una donna quasi di mezza età - recatasi a Heidelberg per tener compagnia alla nipote, Siegrid, durante un corso di tedesco e trascorrere una vacanza.

Recensione libro Nessuno è la mia stella Nessuno è la mia stella
di Daniela Baldassarra, ed. Prospettivaeditrice

Quando si parla di categorie sociali svantaggiate o direttamente escluse è molto facile scadere nel buonismo, una delle migliori varianti del ridicolo, in voga da una decina d'anni. In realtà della questione spesso importa poco o nulla, data la distanza abissale che separa chi fa retorica da chi vive in quella condizione.

Recensione libro L'amore scosso L'amore scosso
di Mario Pennacchia, ed. Protagon

Città irripetibile, Siena è il luogo in cui si svolge una storia immaginaria, ma non troppo. Il periodo, che l'autore di sfuggita ci suggerisce collocato nei primi anni del secondo dopoguerra, è poco più di un dettaglio. A parte il riferimento a una canzone e a una automobile, la vicenda scorre in un contesto senza tempo. Una relazione sentimentale complicata da situazioni estranee è argomento di una miriade di romanzi in tutte le epoche. Questo tema nel contesto senese assume però caratteristiche uniche, soprattutto se i due protagonisti osano sfidare la natura della città di Santa Caterina.

Recensione libro The Live Side of Rock The Live Side of Rock - Celebrando un culto profano
di Stefania Mattana, ed. AltroMondo

Il concerto, in particolare quello di musica rock, rappresenta una delle principali manifestazioni di massa contemporanee. Lo svolgimento, comprese le fasi procedenti e successive, per i musicisti e per gli attori sociali - coloro che assistono, partecipando - può essere equiparato a un rito.

Recensione libro Le avventure delle immagini - Percorsi tra arte e cinema in Italia Le avventure delle immagini - Percorsi tra arte e cinema in Italia
di Francesco Galluzzi, ed. Solfanelli

L'immagine del mondo classico nella cinematografia italiana ha caratterizzato la produzione e il dibattito critico fin dall'inizio dell'industria della riproducibilità delle immagini in movimento, sulla scia delle novità apportate dalle avanguardie nelle arti visive tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e della rilevanza assunta nello stesso periodo dall'archeologia come ricerca delle origini e riappropriazione della Storia.

Recensione libro biografia Mia Martini Mia Martini
di Domenico Gallo, Laruffa Editore

Quando Mia Martini fu annunciata dal palcoscenico del Teatro Ariston, in gara per l'edizione 1989 del Festival di Sanremo, il pubblico si divideva tra coloro la conoscevano e quelli che non la conoscevano ma ricordavano di averne ascoltato il nome in ogni occasione in cui si parlasse di musica italiana d'autore.

Recensione libro Cinema Italiano - Musica e Pittura Cinema Italiano: Nell'arte di Gianni Di Nucci - Nella musica di Giuppi Paone
Cd + pubblicazione d'arte

Cinema, musica, pittura: un trinomio, nella sua armonia, in grado di regalare sensazioni esclusive allo spettatore-lettore-appassionato d'arte. E' l'origine e la finalità di questa iniziativa editoriale formata da un cd con quattordici celebri brani tratti da film molti noti, interpretati da Giuppi Paone (voce) e Carlo Cittadini (pianoforte) e da una pubblicazione con le immagini dei dipinti realizzati da Gianni Di Nucci per rappresentare in forma pittorica i temi musicali selezionati.

Recensione libro Graffiti animati - Storia dei cartoni animati Graffiti animati - I cartoon da emozioni a gadget
di Marilena Lucente, ed. Vallecchi

Negli oltre cento anni di storia del cinema, l'animazione ha fin dall'inizio acquisito un ruolo di primo piano sia nella produzione sia nel mercato. I primi cortometraggi della Warner arrivano negli anni '30 e hanno per protagonisti personaggi tratti dal mondo animale. Trasmessi negli intervalli dei film (ruolo paragonabile a quello dell'avanspettacolo in Italia) in poco tempo conquistano il pubblico.

Recensione libro Un uomo una storia Un uomo, una storia - "La Ville en haut de la Colline" di J.J. Varoujean
di Daniela Baldassarra, ed. Prospettiva

La storia personale e collettiva è un tratto incancellabile nella esistenza di ogni uomo. Si può cambiare vita, luogo, esteriorità ma tutto quanto abbiamo vissuto e quanto hanno vissuto i nostri avi continuerà a essere presente nella nostra mente e in ogni nostra attività. Continuerà a esistere, anche se intorno c'è il silenzio. Come i versi sopravvivono alla morte del poeta, la memoria supera la volontà di elusione volgarmente finalizzata all'interesse materiale.

Recensione libro Franco Franchi e Ciccio Ingrassia Due cialtroni alla rovescia. La parodia e la comicità di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
di Fabio Piccione, ed. Frilli

Il centro del libro è una analisi del tipo di recitazione di Franco e Ciccio, che l'autore, attraverso una ricerca storica, dimostra avere una origine differente dalla commedia dell'arte. La mimica, la tipologia delle battute superficialmente etichettate volgari, il modo di considerare l'interlocutore, e ogni altra caratteristica derivano dalla vastasata, che era un modo tutto siciliano, e palermitano in particolare, di mettere in scena una rappresentazione in cui il povero, senza nascondere la miseria e la vita disgraziata che conduceva, provava con ironia spesso pesante a rivalersi sul potere.

Recensione libro La lingua in gioco La lingua in gioco. Da Totò a lezione di retorica
di Fabio Rossi, ed. Bulzoni

L'importanza della parola nella comicità di Totò, attraverso un'analisi dei giochi linguistici, delle metafore, degli stravolgimenti di significato: elementi essenziali del personaggio che Antonio de Curtis ha portato in teatro e al cinema.

Recensione libro biografia Atom Egoyan Atom Egoyan
di Alberto Momo, ed. Audino

Atom Egoyan, regista di origine armena, nato in Egitto nel 1960, residente in Canada, è uno degli autori più attivi e brillanti del panorama cinematografico attuale. La sua identità astratta non è uno slogan, utile a ritagliarsi uno spazio promozionale, ma una sintesi particolarmente riuscita di una cultura articolata e coerente.




Presentazione libri da comunicato case editrici /autori

Copertina libro La passione secondo Eva - di Abel Posse, edito da Vallecchi La passione secondo Eva
di Abel Posse, ed. Vallecchi - collana Romanzo, pagg.316, 18,00 euro
www.vallecchi.it

Eva Duarte Perón (1919-1952), paladina dei diritti civili ed emblema della Sinistra peronista argentina, fu la moglie del presidente Juan Domingo Perón negli anni di maggior fermento politico della storia argentina; ottenne, dopo una lunga battaglia politica, il suffragio universale ed è considerata la fondatrice dell'Argentina moderna. Questo romanzo, costruito con abilità da Abel Posse attraverso testimonianze autentiche di ammiratori e detrattori di Evita, lascia il segno per la sua capacità di riportare a una dimensione reale il mito di colei che è non soltanto il simbolo dell'Argentina, ma uno dei personaggi più noti e amati della storia mondiale.

Abel Posse è nato a Córdoba (Argentina) nel 1934. Diplomatico di carriera, giornalista e scrittore di fama internazionale. Studioso di politica e storia fra i più rappresentativi del suo paese. Fra i suoi romanzi più famosi ricordiamo Los perros del paraíso (1983), che ha ottenuto il Premio Ròmulo Gallegos maggior riconoscimento letterario per l'America Latina. La traduttrice Ilaria Magnani è ricercatrice di Letteratura ispano-americana presso l'Università degli Studi di Cassino. Si occupa di letteratura argentina contemporanea, emigrazione e apporto della presenza italiana. Ha tradotto testi di narrativa e di saggistica dallo spagnolo, dal francese e dal catalano.




Copertina libro Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010 Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010
Prefazione di Italo Zannier, Edizioni Ghirlandina (Nonantola - Modena), pagg.216, €.12,00

Nel volume sono raccolte le recensioni apparse nella rubrica "Fotografia" sulla rivista "Rocca" della Pro Civitate Christiana di Assisi nel corso di venticinque anni. Si tratta, di "appunti" che da questo "osservatorio" De Luca ha annotato, riguardo a rimarchevoli eventi espositivi o editoriali che una successione cronologica del tutto casuale ha offerto alla sua attenzione in quest'ultimo quarto di secolo riguardo alla fotografia, al fine di metterli a fuoco, di "raccontarli".

Questi brevi articoli, a rileggerli e riguardarli nel loro insieme, offrono con la loro omogeneità critica e narrativa, concisi approcci con le tante figure di fotografi che mostre e libri gli hanno dato in questo lungo periodo occasione di "incontrare", ma anche tante utili informazioni sull'editoria fotografica, sull'impegno di istituzioni pubbliche e private nella divulgazione della storia della fotografia, sull'attività di studiosi, ricercatori e operatori culturali, sul dibattito teorico nonché sulla fotografia come "bene culturale" e quindi sul lavoro di recupero e di conservazione di archivi, musei, collezionisti.




"Dalle rotaie alle bici"
Le ferrovie dismesse, recuperate e trasformate in strade per le bici e l'utenza non motorizzata.


a cura di Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi, ed. FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), pagg.174
Estratto

Dichiara il Presidente FIAB Antonio Dalla Venezia: "In Italia ci sono più di 5.000 chilometri di linee ferroviarie dimesse. Pochissimi i chilometri chiusi per la modifica dei tracciati. La maggior parte per scelte che, col senno di poi, si sono rivelate decisamente sbagliate, frutto di valutazioni superficiali da parte di Istituzioni poco lungimiranti che avevano come modello di riferimento una società basata sulla prevalenza del mezzo privato a motore. L'obiettivo condiviso è quello di un recupero totale di questo immenso patrimonio ferroviario dismesso per prevenirne l'assoluto degrado e distruzione, puntando preferibilmente alla sua funzione originaria e, in seconda battuta, alla tutela dell'infrastruttura e alla sua riconversione, come parte essenziale di una rete nazionale di percorribilità ciclistica e ciclopedonale secondo il progetto FIAB BicItalia".

Umberto Rovaldi (Fiab) introduce al tema del riconoscimento, della percezione e della fruizione estetica del paesaggio, che proprio la mobilità dolce fa emergere oggi in Italia. Roberto Rovelli e Giulio Senes (Associazione Italiana Greenways) e il tedesco Achim Bartoschek delineano e compendiano le origini, le casistiche e gli sviluppi del recupero ciclopedonale delle ferrovie abbandonate in America e in Europa. Albano Marcarini (Co.Mo.Do. - Confederazione Mobilità Dolce) evidenzia come la trasformazione in pista ciclopedonale di un sedime ferroviario dismesso non pregiudichi un successivo ripristino del servizio ferroviario.

Marco Navarra introduce all'idea di parco lineare nel recupero del sedime ex ferroviario come progetto di paesaggio dei territori attraversati (il caso della greenway degli Erei, in Sicilia). Girolamo Lombardo e Gaetano Brucoli descrivono la riconversione in greenways delle ex ferrovie siciliane inquadrando gli approcci progettuali e gli aspetti di metodo ("progetto conoscenza") nei confronti di un'infrastruttura ferroviaria storica intesa in termini di archeologia industriale, di elemento del paesaggio degno della stessa attenzione progettuale riservata al restauro dei tessuti urbani storici. Giulia Cortesi (Fiab) traccia una sintesi ragionata di quanto realizzato con verifiche sul campo dell'effettiva ciclabilità dei sedimi recuperati, documentando e mettendo in luce caratteristiche e potenzialità di interconnessioni.




Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa
ed. Centro Studio Sartori per la grafica
info@sartoriarianna.191.it

Nonostante che già Leonardo da Vinci od un suo discepolo, sul Codice Atlantico avesse inserito il disegno di un mezzo di trasporto del tutto simile alle odierne biciclette, l'invenzione della draisina, fatta nel 1816 dall'aristocratico tedesco Karl Christian Ludwig Drais von Sauerbronn, si basa sull'introduzione della ruota anteriore sterzante applicata, come perfezionamento di una precedente invenzione del conte Mede de Sivrac chiamata celerifero. Il nome draisina deriva appunto da Drais, il nome dell'inventore. Karl Drais sosteneva che tale mezzo potesse sostituire il cavallo, con un conseguente risparmio dei costi di gestione, allargando quindi la possibilità di trasporto personale veloce ad una più larga fetta di popolazione.

In realtà, nonostante le speranze del suo inventore, la draisina divenne un mezzo per il puro divertimento utilizzato sia dai giovani borghesi che dagli aristocratici, tanto da essere chiamato, in Inghilterra, hobby horse (cavallo da divertimento). Fu merito del costruttore di carrozze Denis Johnson se la draisina diventò un mezzo sportivo, dato che fu lui ad organizzare una delle prime scuole per imparare a condurre tale mezzo. Introdotta ufficialmente, in Italia, nei reparti militari dei Bersaglieri nel 1898, con l'avvento della bicicletta s'ebbero nuove occasioni d'esercizio fisico. Le salite si facevano in bicicletta e le discese a piedi col mezzo alla mano.

La bicicletta, fece prendere dimestichezza al mezzo a migliaia d'italiani del Nord e del Sud. Durante la Seconda guerra mondiale le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato. Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne.

Dalla fine della guerra l'uso della bicicletta è cresciuto in modo esponenziale, anche perché le città sono diventate sempre più caotiche e l'uso della bicicletta permette di muoversi nella città più velocemente.Questa in brevi note la storia della bicicletta, che dalla sua invenzione ad ora ha accompagnato l'uomo in molte vicissitudini. Alla bicicletta è dedicata questa raccolta di incisioni eseguita da più di settanta incisori italiani. Gli artisti che hanno aderito all'invito di Arianna Sartori. (Estratto da Il mondo fantastico della bicicletta, di Maria Gabriella Savoia)

Opere in catalogo di: Tino Aime - Angelo Arrigoni - Mario Benedetto - Alberto Benvenuti - Angiola Bernardelli - Maurizio Boiani - Miro Bonaccorsi - Emilia Bonfanti - Aldo Burattoni - Andrea Cangemi - Giacinto Cargnoni - Anna Laura Cartocci - Gianpiero Castiglioni - Bruno Chersicla - Stefano Ciaponi - Renato Coccia - Giuliana Consilvio - Teodoro Cotugno - Gioxe De Micheli - Gianni Demo - Fausta Dossi - Franco Dugo - Umberto Faini - Gianni Favaro - Roberto Gianinetti - David Giovannini - Alberico Gnocchi - Sandro Guizzardi - Achille Guzzardella - Carlo Iacomucci - Miho Ikeda - Piero Leddi - Roberto Leone - Giuseppina Lesa - Umberto Ligrone - Luigi Marcon - Raffaello Margheri - Gabriele Marino - Mauro Maulini - Lucia Mignosa - Federico Moroni - Anna Ottani - Paola Pareschi - Maristella Pau - Gigi Pedroli - Paolo Perbellini - Maria Rosaria Perrella - Carlo Pescatori - Dunio Piccolin - Giancarlo Pozzi - Giancarlo Rossi - Gabriella Santarelli - Bruno Sapiente - Ernesto Saracchi - Barbara Scacchetti - Gianfranco Schialvino - Luciano Schiavo - Massimo Scifoni - Maurizio Sicchiero - Salvatore Simone - Marisa Simoni - Severino Spazzini - Luisa Tinazzi - Roberto Tonelli - Girolamo Battista Tregambe - Vito Tumiati - Melania Vaiani - Gianni Verna - Michele Volpe - Agostino Zaliani - Maura Zanardi - Enrico Zorzi.




Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto - di Rudy Caparrini Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto
di Rudy Caparrini, ed. NTE, collana "Violacea", 2010
www.rudycaparrini.it

Dopo Azzurri… no grazie!, Rudy Caparrini ci regala un nuovo libro dedicato alla Fiorentina. Come spiega l'autore, l'idea è nata leggendo il capitolo INTERpretazioni del Manuale del Perfetto Interista di Beppe Severgnini, nel quale il grande scrittore e giornalista abbina certe opere letterarie ad alcune squadre di Serie A. Accorgendosi che manca il riferimento alla Fiorentina, il tifoso e scrittore Caparrini colma la lacuna identificando ne L'Odissea l'opera idonea per descrivere la storia recente dei viola. Perché Odissea significa agonia, sofferenza, desiderio di tornare a casa, ma anche voglia di complicarsi la vita sempre e comunque. Ampliando il ragionamento, Caparrini sostiene che nell'Odissea la squadra viola può essere tre diversi personaggi: Penelope che aspetta il ritorno di Ulisse lo scudetto; Ulisse, sempre pronto a compiere un "folle volo" e a complicarsi la vita; infine riferendosi ai tifosi nati dopo il 1969, la Fiorentina può essere Telemaco, figlio del padre Ulisse (ancora nei panni dello scudetto) di cui ha solo sentito raccontare le gesta ma che mai ha conosciuto.

Caparrini sceglie una serie di episodi "omerici", associabili alla storia recente dei viola, da cui scaturiscono similitudini affascinanti: i Della Valle sono i Feaci (il popolo del Re Alcinoo e della figlia Nausicaa), poiché soccorrono la Fiorentina vittima di un naufragio; il fallimento di Cecchi Gori è il classico esempio di chi si fa attrarre dal Canto delle Sirene; Edmundo che fugge per andare al Carnevale di Rio è Paride, che per soddisfare il suo piacere mette in difficoltà l'intera squadra; Tendi che segna il gol alla Juve nel 1980 è un "Nessuno" che sconfigge Polifemo; Di Livio che resta coi viola in C2 è il fedele Eumeo, colui che nell'Odissea per primo riconosce Ulisse tornato ad Itaca e lo aiuta a riconquistare la reggia. Un'Odissea al momento incompiuta, poiché la Fiorentina ancora non ha vinto (ufficialmente) il terzo scudetto, che corrisponde all'atto di Ulisse di riprendersi la sovranità della sua reggia a Itaca. Ma anche in caso di arrivasse lo scudetto, conclude Caparrini, la Fiorentina riuscirebbe a complicarsi la vita anche quando tutto potrebbe andare bene. Come Ulisse sarebbe pronta sempre a "riprendere il mare" in cerca di nuove avventure. Il libro è stato presentato il 22 dicembre 2010 a Firenze, nella Sala Incontri di Palazzo Vecchio.




La miniatura armena - Libro-calendario 2011 La miniatura armena
Libro-calendario 2011

a cura di Giovanna Parravicini, RC Edizioni «La Casa di Matriona», pagg.50, formato 31x44, Milano 2010, €15,00
Depliant

Per il 2011 il tradizionale libro-calendario di Russia Cristiana propone un tema di straordinario interesse, il mondo delle miniature armene, attraverso una selezione di opere dal VI al XVI secolo. L'opera, a cura di Giovanna Parravicini (ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana) costituisce infatti una raccolta di splendide miniature provenienti dalle collezioni dell'Istituto Matenadaran di Erevan e della Congregazione Mechitarista di San Lazzaro a Venezia, riprodotte in grande formato.

Le miniature sono state realizzate da Sejranus Manukjan e Zaruhi Hakobjan (Istituto Matenadaran, Erevan, Armenia), Alberto Peratoner (Studium Generale Marcianum, Venezia). Ogni miniatura è corredata da una descrizione completa artistica e storica. L'opera è arricchita da un testo monografico (con immagini e foto) sulla storia della miniatura armena con approfondimenti sulle diverse scuole di miniatura, sulla Chiesa Armena, su alcuni tratti caratteristici della spiritualità.




Copertina libro Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo
di Michele Sakkara, ed. Edizioni Solfanelli, pagg.112, €8,00
www.edizionisolfanelli.it

«Il Cinema mondiale in occasione della scomparsa di Leni Riefenstahl, si inchina riverente davanti alla Salma di colei che deve doverosamente essere ricordata per i suoi geniali film, divenuti fondamentali nella storia del cinema.» Questo l'epitaffio per colei che con immagini di soggiogante bellezza ha raggiunto magistralmente effetti spettacolari. Per esempio in: Der Sieg des Glaubens (Vittoria della fede, 1933), e nei famosissimi e insuperati Fest der Völker (Olympia, 1938) e Fest der Schönheit (Apoteosi di Olympia, 1938).

Michele Sakkara, nato a Ferrara da padre russo e madre veneziana, ha dedicato tutta la sua esistenza allo studio, alla ricerca, alla regia, alla stesura e alla realizzazione di soggetti, sceneggiature, libri (e perfino un'enciclopedia), ed è stato anche attore. Assistente e aiuto regista di Blasetti, Germi, De Sica, Franciolini; sceneggiatore e produttore (Spagna, Ecumenismo, La storia del fumetto, Martin Lutero), autore di una quarantina di documentari per la Rai.

Fra le sue opere letterarie spicca l'Enciclopedia storica del cinema italiano. 1930-1945 (3 voll., Giardini, Pisa 1984), un'opera che ha richiesto anni di ricerche storiche; straordinari consensi ebbe in Germania per Die Grosse Zeit Des Deutschen Films 1933-1945 (Druffel Verlag, Leoni am Starnberg See 1980, 5 edizioni); mentre la sua ultima opera Il cinema al servizio della politica, della propaganda e della guerra (F.lli Spada, Ciampino 2005) ha avuto una versione in tedesco, Das Kino in den Dienst der Politik, Propaganda und Krieg (DSZ-Verlag, München 2008) ed è stato ora tradotta in inglese.




Copertina libro 1915 - Cronaca di un genocidio 1915 - Cronaca di un genocidio
La tragedia del popolo Armeno raccontata dai giornali italiani dell'epoca

di Emanuele Aliprandi, ed. MyBook, 2009
www.comunitaarmena.it

Libro unico del suo genere, pubblicato alla soglia del 95esimo anniversario del genocidio armeno e all'indomani della firma dei protocolli sullo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Turchia. Emanuele Aliprandi è membro del Consiglio e responsabile del periodico Akhtamar On-Line. La prefazione è firmata da Marco Tosatti, giornalista e vaticanista de "La Stampa".




Copertina libro La natura morta de La Dolce Vita La natura morta de La Dolce Vita
Un misterioso Morandi nella rete dello sguardo di Fellini


di Mauro Aprile Zanetti, ed. Bloc-notes Edition IIC-New York, 2008, pagg.112, illustrato con dipinti originali da Piero Roccasalvo

Mezzo secolo dopo la realizzazione di uno dei più famosi film di tutti i tempi, La Dolce Vita di Federico Fellini, il giovane film-maker e scrittore, Mauro Aprile Zanetti rivela con autentico empirismo eretico, attraverso un saggio-narrativo interdisciplinare, "l'esile e monumentale presenza" di una natura morta di Giorgio Morandi. Questo elemento, finora praticamente "ignorato" sia dal grande pubblico, sia dalla critica cinematografica ufficiale, appare all'interno di una delle più complesse e belle sequenze del film, paradossalmente anche la meno ricordata: il salotto intellettuale di Steiner.

Il libro è letteralmente scritto con parole dipinte, animate dalle "illustrazioni" originali del pittore e graphic designer, Piero Roccasalvo, il quale si è ispirato alla visione umoristica di Zanetti sul film di Fellini, come per uno story-board di un film ancora da girare. Renato Miracco, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e Co-curator insieme a Maria Cristina Bandera (Fondazione Roberto Longhi) del Metropolitan Museum of Art per la più grande retrospettiva mai allestita in USA su Morandi (Giorgio Morandi, 1890-1964, 16 sett. - 14 dic. 2008) sottolinea nella sua introduzione al libro, che: "All'autore va il merito di aver approfondito un elemento estetico di cui non si trova alcuna traccia nella pur sterminata letteratura dedicata al cinema di Fellini". Il 27 febbraio 2009 la pubblicazione è stata presentata in anteprima italiana presso l'Auditorium della RAI di Palermo.




L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna
a cura di Alessandra Anselmi

Il volume ripercorre la storia dell'iconografia immacolistica a partire dalla seconda metà del Quattrocento quando, a seguito dell'impulso impresso al culto della Vergine con il pontificato di Sisto IV (1471-1484), i sovrani spagnoli si impegnano in un'intensa campagna volta alla promulgazione del dogma. Di grande rilevanza le ripercussioni nelle arti visive: soprattutto in Spagna, ma anche nei territori italiani più sensibili, per vari motivi, all'influenza politica, culturale e devozionale spagnola. Il percorso iconografico è lungo e complesso, con notevoli varianti sia stilistiche che di significato teologico: il punto d'arrivo è esemplato sulla Donna dell'Apocalisse, i cui caratteri essenziali sono tratti da un versetto del testo giovanneo.

Il libro esplora ambiti culturali e geografici finora ignorati o comunque non investiti da indagini sistematiche: la Calabria, Napoli, Roma, la Repubblica di Genova, lo Stato di Milano e il Principato Vescovile di Trento in un arco cronologico compreso tra la seconda metà del Quattrocento e il Settecento e, limitatamente a Roma e alla Calabria, sino all'Ottocento, recuperando all'attenzione degli studi una produzione artistica di grande pregio, una sorta di 'quadreria "ariana" ricca di capolavori già noti, ma incrementata dall'acquisizione di testimonianze figurative in massima parte ancora inedite.

Accanto allo studio più prettamente iconografico - che si pregia di interessanti novità, quali l'analisi della Vergine di Guadalupe, in veste di Immacolata India - il volume indaga il tema dell'Immacolata secondo un'ottica che può definirsi plurale affrontando i molteplici contesti - devozionali, cultuali, antropologici, politici, economici, sociali - che interagiscono in un affascinante gioco di intrecci. (Estratto da comunicato stampa Ufficio stampa Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria: sbsae-cal@beniculturali.it)




Copertina Le stelle danzanti Le stelle danzanti. Il romanzo dell'impresa fiumana
di Gabriele Marconi, ed. Vallecchi, pagg.324, Euro 15,00
www.vallecchi.it

L'Impresa fiumana fu un sogno condiviso e realizzato. Uno slancio d'amore che non ha eguali nella storia. D'Annunzio, fu l'interprete ispiratore di quello slancio, il Comandante, il Vate che guidò quella straordinaria avventura, ma protagonisti assoluti furono i tantissimi giovani che si riversarono nella città irredenta e là rimasero per oltre un anno. L'età media dei soldati che, da soli o a battaglioni interi, parteciparono all'impresa era di ventitré anni. Il simbolo di quell'esperienza straordinaria furono le stelle dell'Orsa Maggiore, che nel nostro cielo indicano la Stella Polare.

Il romanzo narra le vicende di Giulio Jentile e Marco Paganoni, due giovani arditi che hanno stretto una salda amicizia al fronte. Dopo la vittoria, nel novembre del 1918 si recano a Trieste per far visita a Daria, crocerossina ferita in battaglia di cui sono ambedue innamorati. Dopo alcuni giorni i due amici faranno ritorno alle rispettive famiglie ma l'inquietudine dei reduci impedisce un ritorno alla normalità. Nel febbraio del 1920 li ritroviamo a Fiume, ricongiungersi con Daria, uniti da un unico desiderio.

Fiume è un calderone in ebollizione: patrioti, artisti, rivoluzionari e avventurieri di ogni parte d'Europa affollano la città in un clima rivoluzionario-libertino. Marco è tra coloro che sono a stretto contatto con il Comandante mentre Giulio preferisce allontanarsi dalla città e si unisce agli uscocchi, i legionari che avevano il compito di approvvigionare con i beni di prima necessità anche con azioni di pirateria. (...) Gabriele Marconi (1961) è direttore responsabile del mensile "Area", è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana e il suo esordio narrativo è con un racconto del 1988 finalista al Premio Tolkien.




Copertina libro Luoghi di potere normanno-svevi Luoghi di potere normanno-svevi in Calabria Citra - Itinerario di architettura fortificata
di Maria Gabriella Le Rose, ed. Publiepa Edizioni, 2008

La pubblicazione, arricchita da suggestive fotografie, si occupa del fenomeno dell'incastellamento, apertosi con i Normanni e poi ampliato in età sveva. Lo studio, attraverso le fortificazioni presenti a San Marco Argentano, Scalea, Amantea, Cosenza, Morano, Laino Castello, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, evidenzia le relazioni tra la localizzazione di tali architetture e la viabilità antica, con schede, grafici, didascalie e con una felice ricostruzione storica. L'autrice, forte della sua esperienza nel campo dei Beni Culturali, ha sottoposto all'attenzione dei lettori un segmento di architettura difensiva come "una significativa testimonianza superstite della nostra identità storico-architettonica". Presentazione di Pietro Dalena, Prof. ordinario di Storia Medievale, che, fra l'altro, riporta "l'agile libro si carica di valore documentale ed esprime la sua efficacia nella ricchezza di spunti metodologici e nell'intensità dell'approccio di una ricerca condotta con la passione tipica di chi ama la propria terra".




Il nostro Sessantotto. 1968-1973. I movimenti studenteschi e operai in Valsesia e Valsessera
di Alessandro Orsi, pp. 240, 12,00 euro, 2008
www.storia900bivc.it

Pubblicato il 73esimo volume dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli "Cino Moscatelli", riedizione ampliata del volume già edito nel 1990. Afferma l'autore: "Sono quarant'anni, dunque. Quarant'anni da quel 1968, mirabolante anno, diventato simbolo di avvenimenti e processi di cambiamento nel mondo, maturati negli anni Sessanta e generatori di effetti prolungatisi nei decenni successivi. Anni di ideali e di brame di libertà. L'anniversario può servire a riflettere, ridiscutere e congetturare su come riaprire un canale di trasmissione di storia autentica e di valori validi. Ecco un obiettivo, allora, del ripubblicare Il nostro Sessantotto: ci saranno pure lettori, spero anche giovani, curiosi di avere notizie sulle vicende del Sessantotto magari in un'area periferica come la Valsesia. Cerchiamo, quindi, di informarli".

Alessandro Orsi (Varallo, 1949) per un ventennio ha insegnato Letteratura italiana e Storia; dal 1993 è dirigente scolastico. Si occupa di istruzione, storia e turismo, degli ideali dell'area progressista, dell'educazione scolastica e della solidarietà. Collabora con riviste e giornali locali, con movimenti e associazioni a favore del territorio valsesiano. Ha scritto testi per volumi di fotografie e per filmati, per diffondere la conoscenza degli aspetti storici, culturali, gastronomici.




Libro Visconti Visconti: Scritti, film, star e immagini
a cura di Marianne Schneider e Lothar Schirmer, con scritti di Luchino Visconti, ed. Electa, pagg. 320, ill.161, 90euro, ottobre 2008
www.electaweb.com

Luchino Visconti (1906-1976) ha segnato un secolo del cinema europeo e sin dal primo film, Ossessione del 1943, rivela subito un eccezionale spessore cinematografico. La sua carriera è costellata da un susseguirsi di capolavori che lo hanno reso tra i più grandi, raffinati e innovativi protagonisti del cinema italiano: Bellissima (1951), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963), La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), fino all'ultimo lavoro, L'innocente, che uscirà postumo pochi mesi dopo la sua morte nel 1976.

Per scelta dei curatori di questa monografia, che include la filmografia e la teatrografia completa, si è voluto lasciare allo stesso Visconti il ruolo di guidare il lettore attraverso un fitto intreccio di scritti autobiografici e teorici sul teatro, sul cinema e sui suoi rapporti con gli autori così che fosse lo stesso Visconti a introdurci alle ragioni e alle idee fondamentali della sua arte drammatica. I testi autobiografici sono raccolti nel Fondo Visconti, Biblioteca dell'Istituto Gramsci a Roma. La seconda componente essenziale del libro è la vasta sezione iconografica, che documenta i diciassette film del regista sia dal punto di vista estetico sia del contenuto. Questa parte visiva deve la sua autenticità alle fotografie conservate dai fotografi di scena, impegnati per anni con Visconti: da Osvaldo Civirani a Paul Ronald, da Giovan Battista Poletto a Rosario Assenza a Mario Tursi...

Wolfram Schütte ha fornito le trame dei film che, insieme alle immagini, fanno di questo libro una guida qualificata alla filmografia di Visconti. Il volume dedica inoltre una intera sezione alle star la cui carriera e fama internazionale sono indissolubilmente legate alle pellicole di Visconti. Da subito il regista ha saputo circondarsi di un tal numero di attori e attrici influenti che gli si potrebbe attribuire la capacità di "creare" le star. Tra gli attori ricordiamo: Alain Delon, Dirk Bogarde, Helmut Berger, Burt Lancaster. Tra le attrici Clara Calamai, Anna Magnani, Annie Girardot, Claudia Cardinale, Romy Schneider, Silvana Mangano, Charlotte Rampling e molte altre. Senza dimenticare il caso eccezionale rappresentato da Maria Callas. Nell'ultima parte del libro si ripercorre la storia della vita e delle opere di Visconti che Caterina D'Amico ha scritto, sostenuta dalla diretta conoscenza della famiglia e del periodo.




Mario Del Monaco: Dietro le quinte - Le luci e le ombre di Otello
(Behind the scenes - Othello in and out of the spotlight)
di Paola Caterina Del Monaco, prefazione di Enrico Stinchelli, Aerial Editrice, 2007
Presentazione




Copertina libro Guerra dei Pazzi Cacciate Lorenzo! La guerra dei Pazzi e l'assedio di Colle Val d'Elsa 1478-1479
di Marco Barsacchi, Protagon Editori, pagg.208, 24,00 euro

La guerra che seguì la congiura dei Pazzi, e che da questa prese il nome, è tipica espressione di quell'epoca inquieta, di cui evidenzia ambizioni, timori, debolezze, ipocrisie che contrassegnavano le relazioni politiche e diplomatiche, riflettendosi poi nella strategia e nella condotta delle operazioni militari. Dopo aver rapidamente delineato il contesto storico in cui nacque, il volume di Marco Barsacchi, segue le vicende del conflitto che ebbe luogo in Toscana ma che coinvolse tutte le potenze del periodo: il Ducato di Milano, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli, Le repubbliche di Venezia, di Firenze e di Siena.

Si sofferma in particolare sull'assedio di Colle Val D'Elsa che, delle ostilità fu l'episodio culminante e decisivo, segnandone la fine. Tale assedio, durato 52 giorni, offre un quadro vivace di guerra quattrocentesca: con gli assalti alle mura, il fuoco terrificante delle bombarde e quello insidioso delle artiglierie minute, gli atti di eroismo, i rancori municipali, le inutili crudeltà, le distruzioni e le sofferenze degi abitanti. I fatti della guerra e dell'assedio sono raccontanti valendosi di documenti e testimonianze dell'epoca, il che conferisce al dettato un sapore di vicende lontane, in qualche nodo viste con gli occhi e rievocate con le parole di coloro che le vissero in prima persona.

Il volume è arricchito da una prefazione di Franco Cardini, numerose tavole a colori con gli alberi genealogici delle famiglie dei Medici, dei Pazzi, Aragona, e Della Rovere Riario, i disegni con i ritratti dei principali protagonisti storici l'elenco dei "Dramatis personae" e un'appendice documentaria che riproduce il Documento della resa di Colle Val d'Elsa e il Trattato di Pace stipulato a Napoli il 13 marzo 1480. E' il primo titolo a inaugurare la collana "Guerre e Cavalieri" diretta da Franco Cardini per Protagon Editori. Il volume sarà presentato mercoledì con gli interventi del sindaco Paolo Brogioni, dell'assessore alla Cultura Alessandra Topini, dell'autore Marco Barsacchi e dello storico Franco Cardini.




Copertina catalogo Georgia O'Keeffe e John Loengard Georgia O'Keeffe/John Loengard. Dipinti e Fotografie
di Johan & Levi Editore
www.johanandlevi.com

Giugno 1966. Il fotografo John Loengard visita la pittrice americana Georgia O'Keeffe nelle sue tenute di Ghost Ranch e Abiquiu, nel New Mexico. Le trentanove foto raccolte in questo volume documentano il forte legame fra i dipinti surreali della O'Keeffe e l'aspra realtà del deserto circostante, dove oggetti di tutti i giorni - ossa, sassi, i sonagli di un serpente - emanano una magia singolare. Fotografie scattate da Loengard alla signora del deserto, affiancate a immagini di opere della O'Keeffe che ne costituiscono una sorta di doppio, svelando come la realtà del deserto sia impressa a fuoco nelle immagini pittoriche dell'artista americana.

A Ghost Ranch Loengard viene sorpreso dalla vitalità di quella meravigliosa signora che tutti ritenevano ormai un'eremita - aveva scelto di lasciare New York per il New Mexico alla morte del celebre marito Stieglitz nel 1946 - e ne ritrae momenti, silenzi, gesti. Alcune di queste fotografie furono pubblicate su Life nel 1967 e nel 1994 l'intero portfolio di Loengard arriva nelle mani di un editore e collezionista tedesco, Lothar Schirmer, che progetta un libro in cui affiancare gli scatti di Loengard a immagini di opere della O'Keeffe realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Georgia O'Keeffe, nata nel 1888, viene lanciata attorno al 1910 dal futuro marito, il fotografo Alfred Stieglitz, che la introduce negli ambienti dell'avanguardia newyorkese.

Le creazioni degli anni dieci, illustrazioni a carboncino e acquarelli, sono fra le più innovative di tutta l'arte statunitense del periodo. Negli anni Venti si dedica a pitture a olio di grande formato con forme naturali e architettoniche ispirate agli edifici di New York. A metà degli anni venti è riconosciuta come una delle artiste più importanti degli Stati Uniti. Dal 1929 passa diversi mesi dell'anno nel New Mexico, dipingendo alcune fra le sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona. Negli anni trenta e quaranta riceve numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem.

Nel 1949 si trasferisce nel New Mexico e negli anni cinquanta produce una serie di dipinti con forme architettoniche ispirate alla sua casa e una vasta serie di pitture di nuvole come viste da un aeroplano. Muore nel 1986. John Loengard, classe 1934, studia a Harvard e dopo l'università lavora come fotografo free-lance. Nel 1961 entra nella redazione di Life e successivamente lavora per altre pubblicazioni del gruppo Time Inc. Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, premiati con riconoscimenti quali l'Ansel Adams Book Award e il prestigioso Henry R. Luce Lifetime Achievement Award. Le suo opere sono state esposte in numerose mostre personali e fanno parte delle collezioni permanenti di vari musei. Vive a New York.




Copertina libro Federico II e gli Ebrei Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza
di Vincenzo Mercante, Edizioni Il Fiorino, pagg.135, €12,00

"Questo breve saggio" scrive Mercante nella prefazione "si presenta come logica conseguenza del mio precedente studio dedicato a I Sefarditi, Saggi Ministri di Califfi e Re, pubblicato recentemente da Alinari. L'Al-Andalus dei secoli X-XIII presentava infatti nella Spagna delle tre culture (musulmana, cristiana ed ebraica), eccettuato il periodo della dinastia degli Almohadi, un clima di tolleranza, floridezza e cultura tali da lasciare un segno perenne nel corso dei secoli. L'eredità non andò perduta per qualche centinaio di anni: infatti la "Reconquista", che si proponeva di riportare sotto le insegne del Cristianesimo la penisola iberica, s'imbattè in un sovrano quale Alfonso X di Castiglia (1221-1284), così illuminato da essere soprannominato "il Savio". Egli si distinse infatti per la sua opera di mecenate, rendendo la sua corte un centro di sapere aperto a ogni ramo scientifico, soprattutto quello giuridico.

Cronologicamente il suo operato si colloca alcuni anni dopo l'avventura di Federico di Svevia, ma i due sovrani presentano alcune caratteristiche comuni, prima fra tutte la tolleranza nei confronti di musulmani ed ebrei. Poco prima infatti nel centro del Mediterraneo la forte personalità dell'imperatore svevo" prosegue l'autore "aveva già instaurato una convivenza tra le tre culture e di conseguenza tra le tre religioni, che lascia ancor oggi stupiti per la modernità del concetto di tolleranza, che lungo i secoli ha tanto appassionato filosofi e saggisti, da John Locke (1632-1704), che scrisse la Lettera sulla tolleranza, a Voltaire (1694-1778), autore del Trattato sulla tolleranza. A tale moderno concetto di liberalità e all'implicito messaggio e invito alla pace contenuto nel libro, si accosta anche l'avanguardia architettonica presente a Castel del Monte in Puglia, trattato in appendice dall'architetto Marianna Accerboni.

Il maniero fu fatto erigere da Federico II tra il 1240 e il 1250 e fu straordinariamente dotato di servizi, quali latrine, camini, condotte idrauliche, e di agi e lussi, inusitati per l'epoca e inseriti in un'architettura densa di riferimenti simbolici, matematici e geometrici: "una dimora possente" - così Accerboni - "in cui s'incontrano il pensiero e l'azione, che sembra concepita, filosoficamente, quale luogo per meditare e non per combattere". Il volume si conclude con gli apporti in appendice di Giorgio Galazzi, che tratta della Scuola Medica Salernitana, e con un accenno al trattato sull'arte della caccia con gli uccelli, composto in latino da Federico II. Vincenzo Mercante, noto studioso, è insegnante, esperto di comunicazione massmediale e collaboratore, in qualità di pubblicista, di varie testate. Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza è il suo diciottesimo libro.




Copertina libro Religione a Trieste La religione a Trieste
di Alice Zen, ed. Editreg Trieste, pagg.213

La realtà multireligiosa, e perciò multiculturale, della città di Trieste attraverso più di 400 foto a colori. Il volume della Zen - laureata in filosofia, studiosa di teologia e ricercatrice di storia della fotografia nonchè curatrice di numerose mostre e libri fotografici di prestigio - è frutto di un lavoro di due anni e ha il pregio di entrare nell'anima, nello spirito e nelle consuetudini delle diverse religioni, dopo una breve carrellata sulla loro evidenza architettonica. è un'opera che va in parallelo, quanto ad approfondimento, con quella realizzata dall'autrice nel 2003 sui "Protagonisti. Arte e scienza a Trieste" (ed. Mladika), che proponeva un ritratto fotografico e professionale di 118 personaggi, tra i quali Claudio Magris, Fedora Barbieri, Tullio Kezich, Marianna Accerboni, Callisto Cosulich, Franco Giraldi.

In ambedue i casi alla Zen, raffinata artista dell'immagine, va il merito di aver saputo documentare e interpretare realtà diverse, indipendenti ma al contempo correlate, con un filo di tenerezza e tanta umanità, che rende più dolce la sua capacità di analisi. Alice Zen, nata ad Isola d'Istria (oggi Slovenia) e triestina da sempre, è stata allieva della fotografa Wanda Wulz, ultima erede della grande dinastia di fotografi triestini dell'Ottocento, con cui ha avuto un profondo legame artistico e affettivo. Ed è stata responsabile fino ai primi anni Ottanta del loro patrimonio fotografico. Da più di un decennio organizza a Trieste, nel proprio atelier di fotografia, degli interessanti e originali incontri culturali, intitolati "Tertulia": termine che nell'antico idioma ispanico allude a un convivio amichevole, condotto su temi artistici e culturali con amabilità, tranquillità e lealtà e accompagnato da cibi e bevande.

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