Prima personale italiana del giovane artista greco Vangelis Vlahos, quarto appuntamento del progetto "Direct Architecture. Politics and Space", rassegna a cura di Marco Scotini composta da quattro mostre personali nell'arco di un anno. E' iniziata lo scorso febbraio con l'esposizione dedicata all'artista greca Maria Papadimitriou, per proseguire in maggio con quella di Santiago Cirugeda e di Josè Davila in ottobre. Ognuno di questi quattro artisti, considerati tra i più interessanti sulla scena contemporanea internazionale, è stato invitato a immaginare uno spazio urbano flessibile, collettivo e temporaneo, e a produrre dentro l'ex chiesa seicentesca, attuale e suggestiva sede dell'Associazione Culturale Borgovico 33, un padiglione in scala reale, che sia modello di intervento e di azione urbana. Riappropriarsi dello spazio della città contemporanea è l'idea su cui si basa il progetto, che prendendo le mosse dalla concentrazione a Como di modelli d'architettura modernista, intende riflettere sulla trasformazione del paradigma urbano e sociale all'interno della città globale. Vlahos si è reso noto al grande pubblico per la partecipazione alla Biennale di Berlino (2004), a Manifesta 5 a San Sebastian (2004) e all'ultima edizione della Biennale di San Paolo (2006).
La Grecia contemporanea (1974-2006)di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera ed. Polistampa, 2007 |