Sicilia e Grecia
Città fondate da siciliani e greci, re siciliani-greci, mostre sulla Grecia in Italia, iniziative in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004

di Ninni Radicini
03 aprile 2007


La posizione della Sicilia, al centro del mar Mediterraneo, ha rappresentato l'elemento costitutivo ed evolutivo per la storia e la cultura dell'Isola. La preistoria in Sicilia inizia nel quarto millennio avanti Cristo. Di questo periodo si hanno notizie di tipo archeologico. Come raccontato da Tucidide, fondatore della storiografia occidentale, nel quinto secolo a.C., la storia della Sicilia inizia con i Sicani nel 1.400 a.C. All'origine in Sicilia vi sono sei etnie (sicani, siculi, greci, cartaginesi (fenici), eoliani, elimi), che con l'arrivo dei greci si integrano. La vicinanza storica, culturale, geografica con la Grecia (Hellas), fin da tempi antichissimi ha assunto, in confronto ad altri, una configurazione più forte e organica. La complementarietà e la integrazione con la Grecia rappresenta un nodo decisivo per la storia e la cultura della Sicilia. Dagli scambi culturali si passò ben presto alla convergenza tra le già strutturate civiltà.

Uno degli effetti immediati è stata la fondazione di insediamenti sulla costa orientale dell'Isola. Abitate da siciliani e greci, questi insediamenti diventarono presto città e subito dopo potenze commerciali e geografiche del mar Mediterraneo. Anche nella gastronomia emergono i legami profondi tra la storia e la cultura di Sicilia e Grecia, a volte considerati talmente normali ed espliciti da indurre a dimenticarli. Si pensi a due prodotti simbolo della gastronomia siciliana: l'olio e il vino. Alcuni pensano che si tratti di due prodotti qualsiasi. Invece la loro storia ha un inizio mitologico. Mangiare pane con un filo d'olio è una tradizione gastronomica semplice e antichissima. Il vino è considerato un simbolo di civiltà e di cultura. L'olivo, nella mitologia greca, è considerata una pianta sacra donata da Atena. Tanto che sradicare una pianta di olivo comportava l'esilio a vita. L'olio è considerato dono di Aristeo, figlio di Apollo. In suo onore fu costruito un tempio a Siracusa.

La vite è considerata dono di Dioniso, che dall'Attica portò la prima pianta in Sicilia. Durante il viaggio, fu messa nell'incavo di un osso di uccello, poi in quello di un leone, e infine - dato che cresceva -, dentro un osso di asino. Arrivati in Sicilia, fu piantata a Capo Schisò, vicino Taormina. Tra i primi luoghi di coltivazione vi furono le colline intorno a Capo d'Orlando, dove i siciliani e i greci produssero i vini piu' antichi della Sicilia. Tuttora persistono usi e tradizioni che hanno origine nella civiltà siciliana-ellenica. Ad esempio, quella del tempio di Adrano, che sorgeva nella pianura di Catania. Adrano era un dio venerato dai siculi e rappresentava l'Etna. Il tempio era sorvegliato da mille cani che di giorno accoglievano i visitatori e di notte aiutavano gli ubriachi e proteggevano dai ladri. I cani quindi diventavano un simbolo di giustizia, tanto che tuttora peristono modi di dire e simbologie nei quali essi sono opposti alla colpevolezza.

Città siciliane fondate da siciliani e greci

735 a.C., Naxos, dai Calcidesi dell'Eubea (Ioni)
734 a.C., Syrakosai (Siracusa), dalla città di Corinto
730 a.C., Zankle (Messina), dalla città di Khalkis (Calcide)
729 a.C., Leontinoi, dai Calcidesi dell'Eubea
729 a.C., Katane (Catania), dalla penisola Calcidica
728 a.C., Megara Hyblaea, dai Corinzi di Megara (Dori)
716 a.C., Milazzo, dalla vicina colonia di Zankle
700 a.C., siciliani e greci danno il nome di Panormos alla città di Palermo (prima con il nome fenicio Ziz)
688 a.C., Gela, dalla città di Rodi e dell'isola di Creta
664 a.C., Akrai, da Syrakosai
643 a.C., Casmene, vicino Akrai
628 a.C., Selinus (Selinunte), da Megara Hyblea
599 a.C., Kamarina, da Syrakosai
580 a .C, Akragas (Agrigento), da Gela
580 a.C, Lipari, dai Dorici
396 a.C, Tyndaris (Tindari, dai Siracusani di Dionisio)
282 a.C, Phintias, vicino Licata
250 a.C. Motyka (Modica)
   
Bandiera
Bandiera della Sicilia

Bandiera della Grecia
Bandiera della Grecia


- Palagonia (prov. Catania), in origine greca Palicanea
- Caltabellotta, fondata dai sicani con il nome di Inycon poi, durante il periodo greco, rinominata Triokala
- Licodia Eubea (prov. Catania), fondata dai Calcidesi con il nome di Euboia
- Bronte, secondo la mitologia ellenica fu fondata dal ciclope Bronte, figlio di Nettuno
- Adrano, fu fondata nel 400 a.C. con il nome di Adranon, ad opera di Dionigi il Vecchio di Siracusa
- Santa Croce Camerina, fondata da Siracusa con il nome di Camarina
- Gela, fu fondata intorno al 689 a.C con il nome di Lindioi da coloni Rodii-Cretesi al comando di Antifemo ed Entimo intorno al 689 a .C.
- Cattolica Eraclea, fondata dai cretesi con il nome di Minoa intorno circa 2000 anni fa. Nel VI sec. a.C. sulle sue rovine una gruppo di spartani, al seguito di Dorieo Lacedemone, fondò Heraclea.
- Sant'Angelo Muxaro, in origine Kamicos. Fondata secondo la mitilogia da Dedalo, architetto e artistica che, lasciata Creta per contrasti con il re Minosse, volò in Sicilia usando delle ali di cera e piume ideate da lui. Accolto da Kokalos, re dei Sicani, Dedalo in segno di ringraziamento costruì su una rupe Kamicos, dove poi si trasferì il re.
- Sciacca, fondata con il nome di Thermae Selinuntine
- Pietraperzia, fondata con il nome di Caulonia
- Valguarnera Caropepe (prov. Enna). Si ritiene derivia da siti denominati Caripa e Cyrepicum, di origine greca

Tra le altre città fondate, o di cui è rafforzato l'insediamento: Kephaloidion (Cefalù), Agatirna (Capo d'Orlando), Solous (Solunto), Eryx (Erice), Leontinoi (Lentini), Adranon (Adrano), Agyrion (Agira), Kentoripai (Centuripe), Tauromenion (Taormina), Henna (Enna), Pyrizein (Prizzi).

Nel 550 a.C lo scontro tra Cartagine e siciliani-greci porta all'insediamento nell'Isola di una presenza cartaginese che durerà per oltre un secolo (es. Solunto diventa un centro importante della Epikrateia cartaginese in Sicilia). Nel 480 a.C siciliani e greci realizzano un attacco contro i cartaginesi sconfiggendoli a Himera. Dopo la battaglia, ad Akragas fu iniziata la costruzione - non completata - del Tempio di Zeus, che nei progetti sarebbe dovuto essere il più grande tempi del mondo ellenico. Una base di oltre 110x56m, con colonne di 18m. Nel 415 a.C nella guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, i siciliani - con in testa Siracusa - si schierano dalla parte di Sparta. Atene invia un flotta contro Siracusa. I siciliani resistono e infine prevalgono sulla flotta ateniese. Atene perde la guerra contro Sparta, che dimostra e conferma le già riconosciute capacità militari sulla terra ferma. Siracusa, grazie alle capacità dimostrate nell'alleanza con Sparta, diventa la più grande potenza marittima siciliana e più in genere del contesto geografico mediterraneo.

Nel 409 a.C Cartagine attacca Selinus e cattura 3000 siciliani-greci, che saranno trucidati. Nel 397 a.C Dionigi I, re di Siracusa, lancia con successo un'attacco contro i cartaginesi insediati nell'isola di Motya (Mozia). Un gruppo di abitanti di Motya poi fonda Lilybaion (Marsala). Nel 264 a.C Cartagine e Siracusa arrivano allo scontro definitivo: è la prima guerra punica. Roma, già padrona della penisola italiana, entra nella nella contesa. Apparentemente dalla parte di Siracusa, invia una colonia di mercenari che si stabiliscono a Messina. In realtà Roma - approfittando della guerra e dall'impegno di Siracusa rivolto alle battaglie con Cartagine - cerca di insediarsi da padrone nell'Isola. Nel 262 i romani conquistano Akragas (e gli cambiano nome in Agrigentum). Nel 254 a.C dopo un lungo assedio i romani entrano a Panormos. Nel 241 a.C termina la prima guerra punica. Roma vince la battaglia di Drepanum (Trapani) e dichiara"provincia" la Sicilia. Molti siciliani vengono deportati in vari luoghi della penisola italiana. Nel 212 a.C, dopo una resistenza eroica, Siracusa cede ai romani. Muore Archimede, la cui invenzione degli specchi ustori aveva permesso la vittoria in alcune battaglie contro la flotta romana.

Re siciliani e greci di Siracusa

Gelon, dal 485 a.C al 478 a.C (era il figlio di Deinomenes)
Hiero I, dal 478 al 467 (era fratello di Gelon)
Thrasybulus, dal 467 al 466 (era fratello di Gelon)
repubblica, dal 466 al 415
Hermocrates, dal 415 al 410
Diocles, dal 410 al 407
Daphnaeus, dal 407 al 406
Dionysius I, dal 406 al 367 (era il figlio di Hermocrates)
Dionysius II, dal 367 al 357 (era il figlio di Dionysius I)
Dion, dal 357 al 354
Callippus, dal 354 al 352
Hipparinus, dal 352 al 350 (era il figlio di Dionysiys I)
Nysaeus, dal 350 al 346 (era il figlio di Dionysius I)
Dionysius II, dal 346 al 345
Hicetas I, dal 345 al 343
Timoleon, dal 343 al 337
Sosistratus I, dal 337 al 322
Agathocles, dal 322 al 289
Hicetas II, dal 289 al 280
Thoenon, dal 280 al 279
Sosistratus II, dal 279 al 278 (era nipote di Sosistratus I)
Pyrrhus I, dal 278 al 276 (re dell'Epiro)
Hiero II, dal 276 al 215
Hieronymus, dal 215 al 214 (era nipote di Hiero II)
Deinomenes, dal 214 al 213
Hepicydes, dal 213 al 212

"Miti Greci"
mostra conclusa il 23 gennaio 2005
Palazzo Reale - Milano
www.electaweb.com

Mostra promossa da Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura e Musei del Comune di Milano, Università degli Studi di Milano e Banca Intesa, prodotta da Palazzo Reale e Electa, in collaborazione con Regione Sicilia e Fondazione Cariplo e con il contributo di Aurora Assicurazioni. Più di 300 opere, tra affreschi, vasi dipinti, antichi e moderni, sculture, reperti archeologici, alcuni dei quali restaurati per l'occasione e per la prima volta presentati al pubblico - come la ricomposta celebre Tomba delle Danzatrici da Ruvo - portano a Milano il grande fascino del"Mito Classico". I vasi dipinti fra V e IV secolo a.C. dagli artigiani della Magna Grecia e Sicilia riconducono fra noi la grande pittura greca con le sue storie popolate da dei, eroi e mortali. I racconti dipinti dai ceramografi, ambientati in un mondo a un tempo simbolico e reale, ci restituiscono, seguendo la tradizione letteraria o distaccandosene in maniera inaspettata, l'immagine figurata dei racconti più famosi della mitologia greca, ancora oggi vivi nel nostro immaginario, con tutta la loro attualissima suggestione di passioni senza tempo. E proprio il collezionismo di vasi, che ha condizionato la società neoclassica di tutta Europa, ha contribuito, forse più di ogni altro tipo di studi archeologici, alla divulgazione della grecità dal XIX secolo ad oggi.

I vasi raccolti tra il '700 e l'800 da illustri personaggi della cultura lombarda sono presentati accanto a quelli di autorevoli collezionisti stranieri. Un cospicuo numero dei vasi dipinti giunti fino a noi è conservato a Milano, dove sono confluite preziose collezioni"storiche" di vasi magnogreci, ancora in gran parte ignote al grande pubblico, che radunano esemplari fra i più interessanti della produzione di V e IV secolo a.C., cioè del periodo più splendido della pittura vascolare antica. Per la mostra ritorneranno così in Italia (molti per la prima volta) capolavori recuperati da scavi in Puglia e Basilicata e poi giunti nei maggiori musei europei fra cui British Museum, Louvre. Considerevoli apporti vengono dal Museo Nazionale di Napoli e dai Musei pugliesi (Taranto, Bari, Ruvo di Puglia) e siciliani (Gela, Siracusa, Lipari). Anche la"grande pittura" classica, purtroppo quasi del tutto perduta, è documentata in mostra attraverso le pareti delle tombe dipinte dell'Italia meridionale (da Egnazia e Paestum), gli affreschi da Pompei ed Ercolano, repliche di età romana di capolavori greci, e la straordinaria stele proveniente dal grande tumulo di Vergina in Macedonia, dove le eccezionali scoperte degli ultimi decenni hanno permesso, al di là di ogni speranza, di tornare in contatto con gli originali dei pittori greci del IV sec. a.C.

La ceramica prodotta in Italia meridionale fra V e IV secolo è caratterizzata, come si è detto, da un repertorio iconografico, specialmente nel campo del mito, di rara ricchezza. Al contrario che nel mondo greco, in Italia meridionale i vasi figurati vennero in particolare utilizzati nell'ambito del rituale funerario. Essi erano richiesti non solo dai coloni greci, ma anche e principalmente dai principi indigeni dell'Apulia settentrionale (Peucetia e Daunia). Oggi l'approccio del mondo scientifico è particolarmente interessato alla comprensione del significato delle immagini nella società antica che le ha realizzate. La rilettura dei miti rappresentati nei vasi e la loro interpretazione ci consente dunque di ricostruire, almeno in parte, l'immaginario figurato della società magnogreca che ne fece così ampio uso da trasformare vasellame di uso quotidiano in supporti di grandiosi racconti, vere e proprie storie figurate di dei e di eroi. La diffusione dell'uso di vasellame di tradizione greca con figurazioni del mito greco indica la progressiva adesione delle popolazioni indigene al modo di vivere"alla greca" e ai valori etici della cultura ellenica proposti da Taranto, la colonia greca divenuta un modello culturale di grande suggestione per l'intero Occidente mediterraneo. La ceramografia greca e magnogreca è stata recentemente oggetto di importanti studi.

Dopo la mostra"I greci di Occidente" (Venezia 1996), molte novità, fra cui alcune recentissime esposizioni come"Ta Attika Veder greco a Gela" (Gela 2004) hanno consentito di avanzare grandemente nelle conoscenze per quanto riguarda la produzione, il commercio, la distribuzione dei prodotti attici e la nascita e l'affermarsi delle officine ceramiche nelle colonie magnogreche e siciliane. I risultati più recenti della ricerca archeologica sono evidenziati in mostra attraverso i contributi dei più noti studiosi della ceramografia classica e del mondo magnogreco. Si tratta di apporti che rendono la mostra milanese un'occasione di grande divulgazione scientifica. Il mito, (e quali miti: Europa rapita verso le nuove terre che da lei prenderanno il nome; Arianna e Dioniso nella loro gestualità amorosa; Teti che sul mare porta le armi ad Achille; i miti legati alla celebrazione dell'Attica come l'amazonomachia e la saga di Teseo, i miti tragici, Medea, Niobe, Licurgo), accompagna dunque il visitatore sia nel cammino reale che in quello virtuale in una continua riscoperta forse non priva di stupore, ma facilitata nella comprensione dal patrimonio culturale che, senza soluzione di continuità, lega il nostro presente al passato della classicità.

La mostra si apre con una introduzione dedicata alla continuità del valore culturale del mito dall'età classica a oggi. A rappresentarlo uno straordinario modello originale in gesso di Canova e la rappresentazione del Mito di Medea dai vasi greci alle pitture romane, alla rappresentazione cinematografica di Pasolini. Attraverso sei grandi sezioni, poi, si è cercato di rendere evidente al visitatore il rapporto privilegiato esistente fra ceramografia e repertorio figurato dei miti, fissandolo in un preciso momento storico, il V e IV secolo a C., e in uno specifico contesto geografico e culturale: la Magna Grecia e la Sicilia. Si sono volute anche cogliere, in successione, le diverse suggestioni che i manufatti ceramici ci offrono, dalla storia della loro riscoperta e della loro influenza sul nostro modo di vedere l'antico, ma anche alla loro funzione nel mondo antico, ai sistemi di produzione e di commercio e, in particolare, al significato dell'uso dei grandi vasi dipinti nella società in cui furono creati.

"Mediterraneo ci abbraccia - Le Olimpiadi ci uniscono"
Thessaloniki (Salonicco) - Palermo
agosto 2004
(Comunicato da Centro Studi Cedifop - www.cedifop.it)

Iniziativa culturale tra Grecia e Italia in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004. Sette atleti greci, con 2 gommoni, partono dalla città olimpica di Thessaloniki il 30 luglio, per percorrere 5.000 miglia (9.000km) sul Mediterraneo, toccando le terre che un tempo furono meta degli antichi viaggiatori greci."...è un viaggio simbolico, a prologo delle Olimpiadi 2004, con un percorso tratteggiato sulle orme dei nostri avi. Sono trascorsi migliaia di anni, da quando gli antichi Greci attraversarono il Mediterraneo creando il miracolo della Magna Grecia, trapiantando il miracolo della civiltà greca nel sud del mondo (allora conosciuto), quindi sulle tracce del percorso dei nostri avi, noi, con molta gioia e fierezza vogliamo trasportare la bandiera olimpica e mandare un messaggio a tutti i popoli del Mediterraneo e a tutti i popoli del mondo: il nostro è un messaggio di pace e di amicizia, ma in contemporanea è anche un messaggio che racchiude tutti quei concetti che sono inclusi in quello che definiamo spirito olimpionico". (Thomas Panagiotopoulos - capo della spedizione)

Le tappe del percorso sono:
Grecia: Thessaloniki - Capo Sunio - Patrasso - Corfù
Italia: Calabria - Sicilia - Sardegna
Mercoledì 04.08.2004, ore 15.30 arrivo a Capo Zafferano; ore 16.00 arrivo al Porto di Palermo: Molo Sammuzzo; ore 17.00 arrivo al porticelo di Mondello
Spagna: Baleari, Ibiza, Gibilterra
arrivo a Gibilterra il 13 agosto, giorno di inizio della"internazionale festa olimpica"
Olimpiadi 2004 - Atene
Tutto il percorso seguito dal canale satellitare greco Ant1

Le Olimpiadi in un calendario del Museo archeologico di San Nicola di Agrigento

Il legame millenario tra la Sicilia e la Grecia si rinnova anche grazie a iniziative culturali come quella ideata dal Museo archeologico di San Nicola di Agrigento. Nella occasione dei Giochi Olimpici di Atene 2004, il Museo ha deciso di pubblicare uno speciale calendario che ha per tema gli atleti e le competizioni sportive nella cultura greca classica. Raffigurazioni di gare di lancio del giavellotto, corsa, incontri di pugilato: reperti del quinto secolo a.C, presenti in anfore, pelike, oinochoe (i vasi dal collo lungo). Oltre al simbolo del Museo, l'Efebo di Akragas, del 480 a.C, esempio di arte greca-siciliana. Molti pezzi del Museo di Akragas (Agrigento), parteciperanno il prossimo anno alle Olimpiadi della Cultura, manifestazione laterale ai Giochi, che si svolgerà ad Atene, il cui Museo d'arte ne ha richiesto espressamente la presenza. Testimonianza delle prime Olimpiadi, a cui partecipavano le città di cultura ellenica. Scorrendo le pagine che riportano la storia di quelle gare, si nota come i partecipanti provenissero, oltre che dalle città greche, anche da quelle della Magna Grecia (genericamente oggi, il territorio del Sud Italia) e della Sicilia; gare in cui potevano competere atleti rappresentanti di Atene, di Syrakosai (Siracusa), di Tebe, piuttosto che di Sparta, di Zankle (Messina), di Creta.

Il Museo archeologico di Agrigento è stato inaugurato nel 1967, vicino al quartiere ellenistico e ai tempi dorici. E' formato da due ambienti, in uno dei quali vi sono undici sale con i reperti rinvenuti nel perimetro della città, mentre nel secondo vi sono sei sale con i reperti trovati al di fuori della città. Accanto al Museo, da segnalare, la struttura dell'Ekklesiasterion, costruito nel IV sec. a.C. e dedicato a Zeus, formato da venti file di gradoni, dove i cittadini si riunivano per parlare dei problemi della città e del regno.

"Antiche e nuove rotte. Dalla Grecia a Gela a Malta"
giugno-agosto 2000
Gozo (Malta)

Mostra promossa dall'Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e P.I della Regione Siciliana. In esposizione una serie di reperti archeologici provenienti dagli scavi compiuti a Gela. In particolare, i resti di una nave greca - di tipo"a guscio", con dimensioni 18x6.80m - risalente ai primi decenni del V secolo a.C., recuperata nei fondali marini a ottocento metri dalla costa gelese. La tipologia di costruzione è molto antica e risale al III millennio, seppure fu utilizzata fino all'età romana. Del carico commerciale sono stati esposti 70 dei 200 reperti, tra cui alcuni vasi attici - e tra essi alcuni askoi attici, attribuiti a Epiktetos -, e anche una serie di anfore, e ceramiche ioniche e attiche. In esposizione anche una serie di vasi a figure nere e rosse - attribuibili ad alcuni tra i più importanti ceramografi attici del periodo -, ceramiche greche, lekythoi, anfore, pelikai, ritrovati nella necropoli. Erano oggetti prodotti in Grecia che giungevano in Sicilia, a Gela, che a sua volta inviava grano, cereali, e manufatti. Un segno del legame forte tra Sicilia e Grecia.

Notizie in breve

-"A helmet for a chunk of frieze?" (articolo, Kathimerini - Grecia, 14 gennaio 2003)
www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_politics_100019_14/01/2003_25193
- Nel 2002 a Palermo (Palazzo Belmonte-Riso) è stata allestita la mostra"Sicani, Elimi e Greci". In esposizione una serie di reperti archeologici che rinnovano i legami culturali e storici tra Sicilia e Grecia.
- (a cura di) Renato Arena,"Iscrizioni Greche Arcaiche di Sicilia e Magna Grecia", ed. Università degli Studi di Milano e dalla Università degli Studi di Trieste, collana"Studi e Ricerche", pagg.88, 1992
Iscrizioni arcaiche delle colonie di Rodi e Creta in Sicilia tra il 600 e il 400 a.C.
- S. Garraffo,"Le riconiazioni in Magna Grecia e in Sicilia. Emissioni argentee dal VI al IV sec. a.C.", Studi e Materiali di Archeologia Greca, 2, pagg.182, 1984

Puoi proseguire sull'argomento con i seguenti articoli:

Sicilia: Una nave greca del VI sec. a.C riemerge a Gela

La Comunità Ellenica di Palermo: tradizione nell'attualità (17 febbraio 2008)

Calatafimi Segesta Festival 2007

Siracusa e Corinto, come 3000 anni fa

Palermo: Yorgos Avgeropoulos vince la 3a edizione di EcoVision Festival 2007

La Trinacria - Storia e Mitologia

Sicilia e Grecia, la poesia e la musica




Bandiera della Grecia - Repubblica Ellenica Copertina La Grecia contemporanea 1974-2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007


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