Magna Grecia


Camminavo, sognando a Metaponto.
Volevo andar a Sibari e Crotone
e poi a Reggio, ma uno č costretto,
se non č solo, a cambiar direzione.
Giā il sole si stava avviando al tramonto,
ci dirigemmo a prendere il traghetto
a Villa San Giovanni sullo Stretto.

Ma da tempo i miei pensieri andavano
assai lontano fra le mitiche onde,
pensando a quell'eroe avventuroso,
che attraversō quel mar, sulle cui sponde
due mostruose creature posavano
il corpo gigantesco e ponderoso,
che il passaggio rendea pericoloso.

Scilla con le tante teste affamate.
Cariddi dal risucchio spaventoso.
Un, mietendo su tolde i naviganti,
li mangiava con morso velenoso.
L'altro, col risucchio, formava ondate
d'acque marine com'alti giganti
che sulle navi cadean spumeggianti.

Rivissi le avventure di Odisseo,
attraversando quel braccio di mare;
sbarcando poi a Messina, in Sicilia,
il periplo dell'isola per fare.
Vedemmo colonie di Grecia e Egeo
antica madre e d'Enotria figlia
la Magna Grecia č vera meraviglia!


Poesia di Nidia Robba, 19 luglio 2007

* L'Enotria anticamente era la Regione che comprendeva parte della Puglia e della Calabria, dove vivevano gli Enotri.

** Quattro strofe di sette endecasillabi dove il primo verso rima con il quinto; il secondo rima con il quarto; il terzo rima con il sesto ed il settimo baciati.

*** La poesia č pubblicata nel libro Ultima cetra (ed. La Mongolfiera libri, pagg. 142, Trieste, febbraio 2015 ), raccolta di poesie di Nidia Robba.


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