Dan Oki: esplorazioni interiori e legami sociali
Retrospettiva cinematografica

24 gennaio 2013, ore 21.30, incontro con l'artista + video screenings
25-26-27 gennaio 2013
Cinema Filmstudio - Roma
www.filmstudioroma.com

Dan Oki - Slobodan Jokic regista croato Retrospettiva cinematografica a cura di Piero Pala. Dan Oki, alias Slobodan Jokic (Zara, 1965), è un regista e sceneggiatore. Ha realizzato tre lungometraggi, una serie di documentari e 20 film sperimentali. I suoi film sono stati prodotti in Croazia, Paesi Bassi e Stati Uniti e proiettati ai festival internazionali di tutto il mondo. I film di Oki hanno vinto numerosi premi internazionali, tra cui il Grand Prix Videoex 2000 a Zurigo. E' professore associato di cinema presso l'Accademia di Belle Arti a Spalato (Umas) e presso l'Accademia di Arte Drammatica di Zagabria. Intuì la propria vocazione artistica quando ricevette in regalo dal nonno, una cinepresa Super 8mm. La storia personale, il microcosmo familiare e le ulteriori relazioni sociali nella comunità di appartenenza o d'elezione affettiva, hanno rappresentato per differenti generazioni di appassionati cinefili un'imprescindibile motivazione alla realizzazione dei cosiddetto personal cinema.

Sia gli amatori che i cineasti in senso puro si sono dedicati al compimento della preservazione delle memorie personali attraverso tutta una serie di tecniche e linguaggi. Ovviamente i formati ridotti (in principio 16mm, 8mm, Super 8mm ed oggi le videocamere digitali) per l'immediata maneggevolezza e duttilità predispongono gli autori a effettuare riprese che scaturiscono dalla quotidianità, spingendoli spesso a dotarsi di un linguaggio apertamente individuale. Questi formati hanno legittimato e contribuito a diffondere una produzione filmica svincolata dalle preoccupazioni della committenza e dai clichè della rappresentazione cinematografica. In alcuni cineasti (Stan Brakhage, Jonas Mekas, Joseph Moroder, Boris Lehman, Jay Rosenblatt, etc) i motivi familiari o affettivi vengono ricondotti a una prassi diaristica che non coinvolge elementi di natura extra-filmica, con l'eccezione della fase di montaggio.

La contaminazione delle scritture visive all'apparenza incongruenti (spaziale - segnica, grafica, performativa - temporale, acronologica, sconfinante oltre i limiti della transitoria durata, e memore della tradizione del cinema strutturalista) e l'articolazione narrativa, visuale e drammatica, contraddistinguono invece il percorso cinematografico di Oki. Il processo artistico del regista croato, moderatamente calibrato verso riferimenti autobiografici, sin dai primi cortometraggi, ha prestato attenzione e stima nell'utilizzo delle tecniche miste, valorizzando e talvolta impiegando i differenti media per un unico progetto, come in Oxygen4 dove il web si integra al cinema.

In Navigations (1995) emerge metaforicamente l'epica dei modelli della classicità greca come esortazione a perdurare nel solco di un'esistenza, che pur non concedendo tregua ai continui interrogativi, che sopraggiungono al viaggiatore e che ne mettono alla prova persino le sue motivate spinte alla rassegnazione, sprona a non desistere di fronte all'irriducibile sentenza homo homini lupus (l'uomo è un lupo per l'uomo). Questa inclinazione traslata sul piano linguistico del contenuto determina un'incomunicabilità che Oki affronta, lasciando intendere una complessità e il fascino della natura in Ozone 3 RGB, 2004, e più simbolicamente anche in V moje oci letijo igle, 1989, in cui i rapporti umani senza una premessa relazionale abdicano alla proficua dialettica.

In Oki il ricorso al simbolo non si esaurisce nella disamina delle relazioni tra le persone ma riguarda in larga parte l'acqua, un elemento naturale depositario di innumerevoli impieghi emblematici e "onnipresente in differenti culture e religioni" (Zeljka Himbele Kozul). Così in Noah and ceremonies on the water, 1991, il mare si presta a specifici paralleli di significanza allegorica che dimorano nei concetti fluttuanti di catarsi, passaggio/processo e rinnovamento/reincarnazione. Divine beings, 1998, invece sebbene presenta ambienti acquatici si riferisce anzitutto all'attribuzione divina degli animali e denota che "La preoccupazione esistenziale è particolarmente evidente nelle opere di Oki che ha a che fare con la conservazione delle specie animali e il nostro ambiente in rapida trasformazione " (Ibidem).

Il viaggio, il microcosmo e il macrocosmo, il senso della meraviglia, e parafrasando Percy Shelley il trionfo della vita, delineano preludi e metafore di una ricerca che non si dispiega ma porta alla riflessione sul percorso che le idee hanno disegnato nei millenni della storia, prendendo in esame i problemi centrali del ragionamento filosofico e peculiarmente del pensiero cinematografico sull'impressione visiva. Infatti Sandra Sterle, che con Oki condivide la prassi artistica e il tetto famigliare, sottolinea che "nei film sperimentali egli ha elaborato delle composizioni che destrutturano la percezione visuale, animando la realtà fotogramma per fotogramma", operazione che con i lungometraggi è divenuta più articolata sul versante della narrazione.

Già dal primo lungometraggio Oxygen 4, 2004, Oki imposta la trama tessendo vari generi cinematografici e televisivi, complementando, in fase di presentazione e produzione, il progetto multimediale attraverso molteplici gradi di stesura creativa, individuale e compartecipativa, in cui l'epilogo del film come afferma Brian Willems "... non è una dimostrazione di un ritorno alla natura di per sé, ma piuttosto un passare attraverso essa, vale a dire, non voltare le spalle al grande ruolo che la natura gioca ancora dentro noi stessi simbolici". Dimostrando una eterodossa passione cinefila con The Dark, 2011, l'autore si è confrontato, sempre per mezzo di distinti linguaggi cinematografici, con le tipologie narrative appartenenti al genere noir e thrilling.

Come in Oxygen 4, la consequenzialità temporale è stravolta attraverso uno stratagemma drammaturgico, ossia proponendo la presentazione dei personaggi femminili in forma documentaristica ed intercalando le testimonianze postume delle stesse donne morte. Questa volta tuttavia Oki, memore anche della tradizione filmica del noir, ha optato per un b/n con forti contrasti condividendo una ricognizione visiva con l'alta definizione nel filmare scene dai contorni realistici, dove aleggia però sovente un surreale senso di straniamento esistenziale e ambientale.

Questa impostazione registica, in cui la mdp indugia in accurate riprese con camera fissa, e dove il montaggio incrociato avvalora una raffinatezza formale, è a servizio di un più radicale disegno compositivo. Oki, smantellando la struttura della finzione cinematografica, sempre più orientati a condurre lo spettatore al trascinamento emotivo e all'identificazione e proiezione dei personaggi, ordisce un principio di estraniamento concettuale dove l'elaborazione della scrittura filmica determina una messinscena asciutta ed una recitazione altrettanto impassibile.

L'impronta artistica di Oki conferma il perdurare di una originalità di pensiero, di un'indagine visiva poliedrica, che non risale ad una esclusiva corrente cinematografica o movimento artistico, ma è da ricondurre a un'autonomia concettuale e a un disinteressato rapporto con i meccanismi dell'industria culturale, al fine di raggiungere un esito estetico immune dagli stereotipi dell'intrattenimento ma, allo stesso tempo, in grado di pervenire a un linguaggio ispirato ed efficace anche se non persuasivo. In Oki l'immagine non è mai unicamente cristallizzata nello spazio filmico ma palesa una propria esistenza nelle tradizioni sapienziali che conservano e tramandano le tecniche per il conseguimento dell'evoluzione interiore, quale strumento appropriato per affinare l'esplorazione al di fuori di se stessi. (Piero Pala)

Programma

- 25 gennaio
ore 17.00, 1° programma film/video sperimentali, 64min.
ore 18.30, Oxygen 4, 2004, 91min.
ore 21.00, Predstava/The Performance, 2010, 78min.
ore 23.00, Mrak, The Dark, 2011, 80min

- 26 gennaio
ore 16.30, 2° programma film/video sperimentali, 73min.
ore 18.00, replica 1° prg film/video sperimentali, 64 min.
ore 19.30, Mrak, The Dark, 2011, 80min.
ore 21.30, replica Oxygen 4, 2004, 91min.

- 27 gennaio
ore 16.30, replica Predstava/The Performance, 2010, 78min.
ore 18.15, replica 2° programma film/video sperimentali, 73min.
ore 19.30, replica Oxygen 4, 2004, 91min.
ore 21.30, replica Mrak, The Dark, 2011, 80min.

.. Oxygen 4 (Croazia, 2004, Dv, colore, sonoro, 91')
Scritto e diretto da Dan Oki
Interpreti: Vili Matula, Barbara Gene, Atsushi Ogata, Nataša Lušetic, Marc Barbe

Ossigeno 4 (O4) è una storia di amore e morte. Diversi generi si intrecciano nel racconto strutturato in tre atti. La prima parte è un crossover concettuale tra sci-fi e soap opera televisiva con un pizzico di melodramma, fantasia e romanticismo sociale. Tutti questi ingredienti si amalgamano in un film strutturalista che può essere scomposto nelle sue componenti per la sua struttura interna, e poi ulteriormente moltiplicato dai significati dei differenti media. "La trama segue l'immaginario astronauta croato Luka Vitlov. Durante uno dei suoi viaggi spaziali, Luka, insieme al resto dell'equipaggio, contrae una malattia sconosciuta. Questo evento delinea sostanzialmente lo sviluppo drammaturgico della trama, i personaggi del film, le loro relazioni, e le azioni dell'equipaggio e gli altri personaggi che frequentano dopo il loro ritorno sulla Terra.

Il film si compone di elementi caratteristici dei lungometraggi di vario genere (fantascienza, azione, sentimentale e dramma). Comprende inoltre degli elementi appartenenti al documentario, al cinema sperimentale e alla televisione d'impatto popolare (soap opera, reality show). Nel corso della loro natura, gli elementi menzionati dettano il ritmo della narrazione del film e dei suoi cambiamenti drastici nella totalità del film. Ed è attraverso questi cambi di ritmo che accade la separazione percettiva di alcuni elementi del film, e con questo metodo, la totalità radicata inizia a svanire e diventa decostruita." (Sandra Sterle)

.. Predstava/The Performance (Croazia, 2010, Hd, colore, sonoro (sott. in inglese), 78')
Scritto e diretto da Dan Oki
Interpreti: Vanda Boban, Marin Tudor, Lana Hulenic, Marko Petric, Elena Orlic, Luka Jokic Sterle, Sandra Sterle, Brian Willems.

Una compagnia teatrale di Spalato, Croazia, si reca a New York un giorno prima dell'11 settembre. La troupe è composta da una giovane coppia di sposi con il loro figlio, due ragazze e da un giovane uomo. Essi sono accolti dal loro produttore di New York di origine croata e residente in America. Le relazioni tra di loro cambiano sotto l'influenza della forza degli eventi che li circondano.

.. Mra/The Dark (Croazia, 2011, Hd, colore, sonoro (sott. in inglese), 80')
Regia di Dan Oki
Interpreti: Goran Markovic, Andrea Mladinic, Petra Težak, Marin Tudor, Matea Elezovic, Zlatko Crnkovic, Brian Willems, Adrian-Sterle Jokic

The Dark si svolge nell'arco di un periodo di 36 ore, il primo giorno d'estate. Frane, conducente di taxi, convive con sua sorella e suo marito in un insolito e strano menage domestico.

- Programma N° 1 film sperimentali (durata 64 min.)

.. Black mirror (Paesi Bassi, 1992, U-matic Hi/16mm, colre, stereo, 5'50'')
Il film è un ibrido di 16 mm, video e computer grafica ed è stato girato a Zagabria nel parco Maksimir e completato nello studio MonteVideo di Amsterdam. I segni zodiacali sono stati inseriti nelle riprese del parco, dove compaiono, muovendosi in maniera meccanica, un gruppo di persone. Il suono è realizzato da un'improvvisazione su un lettore CD difettoso elaborata successivamente su un mixer audio. (Sandra Sterle)

..Ozone 3 Rgb (Croazia, 2005, 16mm film-Digi Beta, colore, stereo, 11')
Cortometraggio girato "di getto": panchina sulla spiaggia. Mezzogiorno d'estate. Caldo. Buco dell'ozono. L'uomo e una donna stanno arrivando alla spiaggia. Prendono un posto in panchina.

.. Navigations (Croazia, 1995, Super8mm - Betacam SP, colore, stereo, 9')
"Rari nantes in gurgite vasto" ("rari nuotatori (sparsi) nel vasto gorgo"). Il celebre verso di Virgilio (Enedie. 1,118) viene subito in mente quando si contemplano gli elementi visivi in questo enciclopedico esempio di riferimenti acquatici.

.. Noah and the ceremonies on the water (Paesi Bassi, 1991, S8 mm, U-matic Hi, colore, stereo, 18')
Questo è il suo primo lavoro realizzato ad Amsterdam con lo pseudonimo Dan Oki. Come base, ha utilizzato materiale cinematografico in Super 8mm girato sulla banchina di Zara, che è stato inseguito elaborato sul computer durante la post-produzione al centro MonteVideo (Nederlands Instituut voor Mediakunst) di Amsterdam. Noè, il noto personaggio di quella zona della Dalmazia e le caratteristiche ambientali ora sono cancellati, spazzati via, l'autore è perfettamente al corrente, in modo che la sensazione di assenza di tempo potrebbe invece essere creata.

L'intera opera ricorda qualcosa che accade nel lontano passato o futuro. La visualizzazione di forme geometriche di chakras della meditazione tibetana ci accompagnano attraverso tutta la durata del video (18 minuti). Se li seguiamo con attenzione, si passa ad un intero processo meditativo specifico. Tali visualizzazioni, che rappresentano chakras del corpo umano, appaiono in diverse forme ( cerchio, quadrato, triangolo ...) e in diversi colori. Parallelamente ascoltiamo una registrazione di una cerimonia tibetana. Da un semplice utilizzo dell'effetto "sfarfallio" nel computer, una specifica non-materialità dei simboli è stata raggiunta, che appaiono come se fossero "spostati" dentro l'immagine filmica come interpreti o traduttori. (Sandra Sterle)

.. The householder (Croazia, 1997, Computer animation, colore, stereo, 10')
Lavoro di computer animation che tenta di trovare un equilibrio tra le sensazioni di caldo e freddo, agli antipodi di spazio interno ed esterno, e la percezione del materiale e immateriale.

- Programma N° 2 film sperimentali (durata 73 min.)

.. V moje oci letijo igle / Aghi stanno volando nei miei occhi (Croazia, 1989, colore, mono, 5')
Idee di ciò che è dentro, fuori, di interscambio tra composizione e cornici. Gli esperimenti dell'autore creano una scena immobile di gruppo, il cosiddetto "tableau vivant", che costringe lo spettatore a dimenticare tutti gli elementi narrativi e a concentrarsi sulla percezione e considerare ogni gesto o cosa come portatori di significato. In questo modo, quattro personaggi del gruppo divengono portatori di significato, che è ancor più sottolineato intercambiando le scene dei "tableau vivant" con quelle in cui le teste di questi stessi personaggi "misurano" la sequenza, animandosi lungo i quattro margini del fotogramma filmico verso il basso e da sinistra a destra. (Sandra Sterle)

.. Dinamis (Ndl, 1996, Betacam SP, video, colore, stereo, 8')
Dinamis è un raggruppamento di inspirazioni ed espirazioni da parte di persone diverse in diversi punti della bussola in Europa nel corso di quattro stagioni dell'anno.

.. Divine beings (Croazia, 1998, Super8mm - Betacam SP, b/n, stereo, 30')
Narrazione ecologico-umanistica basata su una vera preoccupazione nei confronti del regno animale. L'autore narra ("voce off") il suo fascino per gli animali, quando ebbe il suo piccolo zoo privato, nascosto nella cantina della sua casa.

.. Zoogen (Croazia, 2006, Digi Beta, colore, stereo, 11')
In questo film gli animali sono realizzati con il computer e animati da ibride costruzioni di parti di differenti esseri viventi. Le animazioni sono comparate con immagini di animali reali filmate in giardini zoologici.

.. Waxwork (Croazia, 2013, Super 8mm - Hd, colore, stereo, 21')
Waxwork è una narrazione sperimentale che riflette sulla vecchia idea della Genesi. Il film può essere visto anche come una riflessione critica e artistica sull'educazione religiosa che continua a presentarsi come una visione valida sull'esistenza di questo mondo. In questo film girato in Super 8mm da Dan Oki, gli uomini sono rappresentati come piccole figure realizzate con diversi materiali dall'artista olandese Lucas van der Put. Queste figure infiammate sono inquadrate dall'idea del film, dall'animazione stop-motion, dal contrappunto musicale e dalla voce narrante dello stesso Oki.




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