Cipro e l'Italia al tempo di Bisanzio
L'Icona Grande di San Nicola tis Stégis del XIII secolo dal Museo Bizantino di Nicosia restaurata a Roma

23 giugno - 26 luglio 2009
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia - Roma
Uff.Stampa: artirm.uffstampa@arti.beniculturali.it

L'icona, di grandi dimensioni (cm203x158), raffigura San Nicola tis Stégis ("del Tetto") in scene della sua vita. Restaurata dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR), proviene dall'omonima chiesa di Kakopetrià. Oggi è conservata nel Museo Bizantino della capitale cipriota Nicosia. Nella produzione dell'isola si distingue per l'applicazione sulla tavola di una tela ricoperta di gesso, sotto la quale vi è una pergamena fissata con colle animali. Oltre questa tecnica, adottata probabilmente per garantire una migliore conservazione, risaltano - nella figura del Santo e soprattutto negli episodi della sua vita - i richiami all'iconografia occidentale, riconducibili alla presenza nella Cipro del Duecento di minoranze latino-ciprioti e siro-cipriote, che instaurarono uno scambio culturale con la popolazione ellenica.

Un rapporto proficuo al punto da determinare lo sviluppo di uno stile artistico risultante dalla convergenza delle tre modalità pittoriche. Questa arte "cipriota" non rimase circoscritta all'isola. Alcuni artisti occidentali recatisi a Cipro per lavoro, la portarono in Italia, in particolare nell'Italia meridionale. Gli affreschi della cripta di San Vito a Gravina di Puglia (XIII-XIV sec.) ne sono una delle testimonianze più rilevanti. L'esposizione è corredata da una serie di pannelli didattici, relativi alle diverse fasi del restauro, alla storia del Museo Bizantino e ai contatti tra Cipro e Italia. Vi è inoltre la riproduzione dell'icona "gemella" raffigurante la Madonna dei Carmelitani, realizzata per la chiesa di San Cassiano a Nicosia, conservata nello stesso museo.

La mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ed è stata realizzata dalla collaborazione tra l'ISCR e il Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III di Nicosia, il cui direttore Ioannis Eliades è curatore dell'allestimento e del catalogo. La pubblicazione (Edizioni Vivliotechnia, Atene), oltre a una serie di saggi sul lavoro di restauro, sviluppa un collegamento tra l'icona di San Nicola e le opere - avori bizantini, marmi di IX-XIV sec., dipinti su tavola - custodite a Palazzo Venezia, Palazzo Barberini, e Palazzo Corsini, a dimostrazione del legame con Bisanzio e della rilevanza del suo influsso sul Rinascimento italiano.



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