La bellezza del corpo nell'Antica Grecia
21 febbraio - 09 giugno 2014
Fondation Pierre Gianadda - Martigny (Svizzera)

Il British Museum di Londra, fondato nel 1753 apre al pubblico nel 1759 e le sue collezioni costituite da più di sette milioni di oggetti, sono tra le più importanti del mondo e provengono da tutti i continenti. Tra tutte queste ricchezze ventiquattro stanze raccontano Roma e l'antica Grecia: è la sezione più importante del museo e presenta opere che vanno dall'inizio della preistoria all'età bizantina . Una delle responsabili di questo dipartimento ha proposto spontaneamente a Léonard Gianadda di organizzare una mostra con alcuni dei pezzi chiave selezionati dalle antichità greche e romane. Per celebrare la bellezza del corpo, sono stati individuati sette temi che condurranno il visitatore in un viaggio eclettico dove la bellezza del corpo femminile e maschile, lo sport, la nascita, il matrimonio e la morte, l'amore e il desiderio, saranno documentata da reperti archeologici.

Per alcuni mesi, l'antichità greco-romana costituirà il fulcro della proposta della Fondazione e tutti questi tesori archeologici ricorderanno il passato gallo-romano di Martigny-la-Romana, con le sue testimonianze come l'antico tempio dedicato a Mercurio, il museo gallo-romano, il toro tricorne, ecc . Un felice connubio di pietra, bronzo e marmo: Londra nell‘antica capitale del Vallese romano: Forum Claudii Vallensium. Tra le opere esposte, una statuetta che potrebbe forse raffigurare una donna atleta. Questa statuetta potrebbe venire da Sparta, dove le donne, a differenza delle altre città della Grecia, hanno avuto la loro parte nei giochi pubblici. Un'altra statua, in bronzo, risalente al VI sec. a. C. è quella di una giovane donna che corre. Se le donne nelle comunità ricche passavano la maggior parte della loro vita in casa, capitava loro di avventurarsi fuori per le feste religiose.

Un'occasione per vestire con eleganza. La figura è vestita di una lunga tunica e di un corto mantello. Indossa un ampio cappello sul suo velo per proteggersi dai raggi del sole. C'è una statua in terracotta di un discobolo, celeberrima, divenuta un simbolo degli antichi greci, rappresenta un atleta colto nel movimento che precede il lancio del disco. Realizzata nel II sec. a.C., questa scultura in marmo è una copia romana di un originale in bronzo, fuso nel V secolo a.C. dallo scultore greco Mirone, oggi perduto. C'è il Diadumeno è una famosa statua attribuita allo scultore greco Policleto, V secolo a.C., che presenta un giovane atleta con la testa cinta dalla benda della vittoria (in greco Diadúmenos, cioè "colui che si cinge la fronte (con la benda della vittoria)") ai Giochi Olimpici dell'antica Grecia.

Questo Diadumeno in marmo è una replica di quella famosa scultura di bronzo dell'antichità ed è stato trovato a Vaison nel 1862 e acquistato dal British Museum. Da allora, non è mai tornato al luogo della sua scoperta. Grazie alla Fondation Pierre Gianadda, ora torna idealmente a Vaison-la-Romaine (cittadina da 35 anni gemellata con Martigny) da giugno a settembre, nel contesto di questa mostra. C'è una statua di Zeus, padrone dell'Olimpo e signore del cielo, con lo scettro in una mano e il fulmine nell'altra. C'è una statua di Dioniso, dio del vino, che tiene un ceppo di vite e una coppa, mentre un leone è seduto di fronte a lui. Sull'altro lato è rappresentato mentre riporta Efesto nell'Olimpo. C'è una statua di Eros, figlio di Afrodite, dea dell'Amore, una scultura probabilmente copia di un originale greco di più grandi dimensioni, opera di Lisippo, databile alla fine del IV sec. a.C. (Estratto da comunicato Ufficio stampa UesseArte)



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