Pur avendo scommesso sulla poesia e sul dramma, Kazantzakis si lega internazionalmente alla produzione romanzesca, alla quale si dedicherà in modo più costante nell'ultimo decennio della sua vita. Nato a Iraklion (Creta) nel 1883, durante la fase conclusiva della lotta per la liberazione della Grecia dal giogo ottomano, Kazantzakis si rivela uno scrittore di vaste ambizioni. Nelle sue prime opere coniuga le idee di Nietzsche, al vitalismo di Bergson e a un profondo senso della cultura nazionale, sostenuto soprattutto da una tenace consapevolezza del valore artistico della lingua popolare (dimotikì). A questa miscela già di per sé esplosiva, Kazantzakis aggiungerà, a partire dagli anni '20, elementi di buddismo, di ascesi cristiana e di comunismo. In occasione di un soggiorno presso il Monte Athos nel 1914 formulerà la dottrina che lo accompagnerà per tutta la sua vita: scopo dell'uomo è la conversione della materia nello spirito. L'esordio letterario è segnato dal romanzo decadente Serpente e Giglio e dal dramma ibseniano Si fa giorno.
La Grecia contemporanea (1974-2006)di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera ed. Polistampa, 2007 |