Bastione - fortezza veneziana - Garda
Il Bastione
Una fortezza veneziana sul Garda


termina lo 04 novembre 2007
Museo di Riva del Garda
www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo

Un percorso espositivo, a cura di Cinzia D'Agostino, Monica Ronchini e Paola Maroni, sui recenti lavori di restauro e un video con un'ipotesi di ricostruzione virtuale porranno ufficialmente termine al lungo intervento di restauro del Bastione, eseguito per conto della Soprintendenza provinciale per i Beni Architettonici tra il 2006 e il 2007. Fra gli aspetti presentati in mostra ed emersi a termine dei lavori, che hanno visto la partecipazione di studiosi di diversa formazione, la presenza di un complesso murario antistante la fortezza, di un piccolo bastione posto a sud. In particolare, è l'evoluzione elicoidale del torrione ad aver colpito l'attenzione degli studiosi che si sono applicati al restauro: visibile nell'iconografia storica, dall'affresco di Pietro Ricchi nella chiesa dell'Inviolata al quadro dell'arrivo delle truppe francesi nel 1703, il Bastione presentava un rialzamento dei parametri murari verso il lago, elemento che conferiva alla sua figura un aspetto asimmetrico, insolito per le torri. Il prof. Concina dell'Università di Venezia, ha commentato il fatto definendolo un episodio singolare, ma comprensibile all'interno del ricco quadro dell'architettura militare del primo Cinquecento, in piena ripresa sotto la spinta dei nuovi conflitti europei e delle sollecitazioni teorico-pratiche che imponevano le innovazioni tecniche dell'arte bellica.

Nella ricerca di soluzioni funzionali ed estetiche e prima ancora che si affermassero scelte costruttive orientate verso forme angolate, l'originalità della soluzione elicoidale appare così comprensibile. L'esposizione rivela altre particolarità della fortezza, costruita sfruttando le caratteristiche del luogo e a controllo delle principali vie di accesso da nord. I recenti studi hanno permesso di proporre alcune ipotesi di funzionalità degli spazi, attrezzati per far fronte non solo alle diverse necessità di difesa, ma anche alle esigenze di abitazione quotidiana dell'edificio. In assenza di dati archivistici significativi, la sezione storica ha voluto portare l'attenzione sulla produzione iconografica dell'antica fortificazione, dalla quale emerge con chiarezza il singolare "legame" fra il Bastione da un lato e il nucleo abitativo e il sistema difensivo della città dall'altro.

Non solo le prime rappresentazioni a mappa tracciano un'improbabile visione prospettica del territorio che ricomprende necessariamente la fortezza, pur isolata e inutilizzata, ma anche nelle descrizioni e operazioni di apprestamento del sistema difensivo vi era la percezione che il Bastione costituisse un elemento integrante del confine della città. Le fotografie storiche di fine Ottocento e inizio Novecento offrono un'altra immagine del Bastione, evanescente: da un lato testimoniano la fase di abbandono e degrado, iniziata con l'attacco del generale Vendome nel 1703 e segnata da ripetuti crolli, dall'altro accentuano la sua decadenza, prodotta dagli eventi bellici e dal naturale degenerarsi del manufatto. Un'ultima sezione è dedicata alla costruzione, a inizio anni Cinquanta, della seggiovia e dello Chalet, opere che mutarono profondamente l'immagine e la funzione del complesso, ma che restituirono al Bastione la sua originaria funzione di punto di osservazione privilegiato sul territorio, inserendosi così decisamente nella quotidianità e nell'immaginario vissuto dei cittadini rivani.

Il 12 ottobre, presso la Sala comprensoriale C9 di Riva del Garda, un convegno organizzato dalla Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Museo di Riva del Garda. Ad aprire il convegno vi sarà l'intervento di Ennio Concina, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia e massimo studioso della Repubblica Veneta, il quale illustrerà le vicende del Bastione di Riva del Garda nella più generale politica operata da Venezia in tutto il suo esteso dominio sul Mediterraneo; successivamente Judith Boschi, collaboratrice del Museo di Riva, punterà l'attenzione sulla conflittualità che ha caratterizzato nei secoli le comunità di Riva e Pranzo per il possesso e l'utilizzo del Monte Englo, luogo strategico di controllo sulle vie di comunicazione, non a caso scelto per l'edificazione del complesso fortificato.

Alberto Miorandi, del Museo Storico italiano della Guerra di Rovereto, concentrerà il suo intervento sull'importante evoluzione dell'artiglieria fra il XV e il XVI secolo, così determinante nelle scelte architettoniche in campo militare. Infine Giorgio Michelotti, architetto, permetterà di comparare i dati del Bastione rivano con la più ampia documentazione relativa alla costruzione del castello di Rovereto. Nella seconda parte della giornata di studi, Cinzia D'Agostino, della Soprintendenza, illustrerà le scelte che hanno portato ad intervenire nel restauro architettonico, attraverso il ricorso ad un ricco lavoro di indagine volto a conoscere e valorizzare materiali e processi di lavorazione originari. L'architetto Giorgia Gentilini parlerà della lettura stratigrafica che ha restituito dati significativi sulle fasi costruttive dell'edificio, anche sulla scorta della ampia documentazione relativa alle fortificazioni medievali e moderne del Trentino; infine l'architetto Claudio Salizzoni, incaricato della direzione lavori per il Bastione, illustrerà dall'interno le diverse fasi del cantiere di restauro.




Dalla mostra Conflitti e contrasti 1790-1830 Conflitti e contrasti 1790-1830
Ideologia, politica e guerre a Bolzano e nel Tirolo


termina il 28 febbraio 2010
Museo Civico - Bolzano
www.bolzano.net/museocivico.htm

L'epoca compresa fra il 1790 e il 1815, la cosiddetta età napoleonica, è stato un periodo di rivolgimenti e conflitti senza precedenti in Europa. Al più tardi dal 1750 si diffuse con l'Illuminismo una corrente di pensiero votata integralmente all'idea di progresso. Tale movimento culturale accese tuttavia ben presto la reazione degli animi più conservatori, principalmente nell'ambito della fede tradizionale e delle pratiche religiose. A Bolzano i contrasti fra conservatori e progressisti, fra commercianti e contadini in rivolta esplosero in modo particolarmente marcato e violento: da una parte l'ideologia progressiva proveniente da forse straniere nonchè nemiche, dall'altra parte l'ideologia conservatrice e legata alla Heimat e alla religione cattolica.

La documentazione storica e iconografica di questi scontri è il terreno di ricerca dalla quale è scaturita la mostra, curata dalla Società del Museo Museumsverein e dal Museo Civico di Bolzano, che nel contempo vuole essere un importante contributo alle manifestazioni dell'anno Hoferiano 1809-2009. Oltre a dipinti, documenti storici, miniature e statue lignee (tra cui un reperto del primo teatro cittadino eretto nel 1804 (nella foto della conferenza stampa a destra), particolarmente suggestiva la rappresentazione in grandezza naturale e con i costumi tradizionali tirolesi di una processione contadina. Sull'altare e nei piccoli oggetti devozionali è raffigurata l'adorazione del Sacro Cuore, il cui culto, interdetto e in seguito riabilitato dall'imperatore Giuseppe II, rappresentò uno dei fulcri delle lotte per la libertà del Tirolo e per la conservazione delle credenze popolari, divenendo momento di forte identificazione.




Yuri Rodekin - Le memorie di guerra Yuri Rodekin - Le Moire del Trentino 1917 Yuri Rodekin: L'amore per la patria e per l'anima
termina il 20 settembre 2009
Forte Strino - Vermiglio (Trento)
www.studioraffaelli.com

Mostra d'arte contemporanea che racconta, tra passato e presente, tra memoria ed esigenza di non dimenticare, gli accadimenti, i sentimenti, le riflessioni, scaturiti a seguito dei tragici eventi della Prima guerra mondiale, durante la quale il Forte Strino, insieme ad altre fortezze, poste a presidio dell'allora provincia austriaca tirolese, costituì un estremo importante caposaldo difensivo lungo il fronte sud-occidentale, teatro degli aspri combattimenti, alle quote impossibili dei ghiacciai, universalmente noti come quelli della "guerra bianca". Forte Strino è una fortificazione austroungarica che sorge in Trentino, nell'alta Val di Sole, in prossimità del Passo Tonale, nel comune di Vermiglio.

Dopo gli interventi di artisti nazionali e internazionali come Gian Marco Montesano, Stefano Cagol, Albino Rossi, Nicolà Samorì, Donald Baechler, è ora la volta di Yuri Rodekin. L'artista russo presenterà le sue opere pittoriche nate dalla sua idea che le guerre sono sempre un errore tragico, ma rimangono gli eroi, le loro gesta, gli atti, gli splendidi slanci. L'amore, quello per la patria e per l'anima. Una pittura forte, dura, espressionista, quella di Yuri Rodekin, che non nasconde le sue ascendenze legate alla raffigurazione di immagini sacre presenti nella tradizione delle icone russe dove la staticità è sinonimo di universalità.

Yuri Rodekin è nato a Ufa, capitale della Repubblica della Baschiria, nel Distretto Federale del Volga, nel 1960. Moltissime le esposizioni in galleria private e pubbliche europee. Tra le tante ricordiamo la personale presso lo Studio d'Arte Raffaelli di Trento nel febbraio 1998, con il ciclo di opere dedicate a "Les theatres barocques". Come da tradizione di Forte Strino verrà pubblicato un catalogo, con testo di Fiorenzo Degasperi, strumento di riflessione sulle tematiche trattate dall'artista. La mostra è curata dell'associazione "Storia e Memoria di Vermiglio", in collaborazione con lo Studio d'arte Raffaelli di Trento, sotto il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura, Rapporti Europei e Cooperazione della Provincia di Trento, del Comune di Vermiglio ed il supporto della Società "SGS" di Vermiglio.

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