Pier Paolo Pasolini a Casa Testori

19 aprile - 01 luglio 2012
Casa Testori - Associazione Culturale - Novate Milanese (Milano)
www.casatestori.it

Il filo conduttore della mostra - a cura di Davide Dall'Ombra e Giovanni Agosti - è l'attività grafica e pittorica di Pier Paolo Pasolini (1922-1975): dagli Autoritratti degli anni Quaranta e Sessanta al Narciso, dai ritratti di Longhi ripresi da un'immagine in controparte ai ritratti multipli della Callas, fino al misterioso profilo del disegno-testamento ripetuto ossessivamente, il tema dello specchio è uno dei leitmotiv della mostra. La mostra nasce dalla collaborazione tra Associazione Giovanni Testori Onlus, Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini e Cineteca di Bologna e Fondazione Roberto Longhi.

Oltre cinquanta fra dipinti e disegni, scritti autografi e una nutrita selezione di corrispondenza inedita per offrire uno spaccato esaustivo delle diverse espressioni del genio pasoliniano e un suggestivo affresco delle infinite pieghe espressive del suo animo inquieto. E' così che all'infilata di stanze del pian terreno ne corrisponde una speculare al secondo, preannunciata dai grandi manifesti affissi sullo scalone. E' il piano dedicato a nove film pasoliniani, naturalmente uno per ogni stanza, proiettati per l'intera durata della mostra. Sono previsti in calendario anche rassegne cinematografiche e teatrali, convegni.

Giovanni Testori (1923-1993) ospita a casa sua un intellettuale dalle molte analogie con la propria sensibilità: uno a Milano, l'altro a Roma, i due hanno affrontato percorsi culturali e personali sorprendentemente simili e a tratti paralleli. Sebbene, infatti, non si abbiano testimonianze di un rapporto diretto tra i due, la stima reciproca che li ha legati è consegnata, senza alcuna ostentazione, alla storia della letteratura.

Piano terra: Amo ferocemente, disperatamente la vita

.. Stanza 1 - Gli anni '40 e il disegno

La riflessione pasoliniana di questi primi anni ruota, parallelamente alla poesia, intorno allo studio di elementi iconografici classici così come alla reinterpretazione di temi e tecniche mutuati dalle avanguardie figurative: i disegni e i dipinti dell'autore verranno inquadrati in un apparato critico originale, a partire contesto culturale di appartenenza e dal confronto con un disegno inedito di De Pisis.

.. Stanza 2 - Dagli anni '50, le periferie

Attraverso una serie di ritratti fotografici, frames dai primi film romani e pagine scelte da Ragazzi di vita, ci si propone di ripercorrere gli ambienti urbani e i personaggi che li hanno abitati, fonte di ispirazione primaria per l'autore.

.. Stanza 3 - Gli anni '60, Gadda e i nipotini dell'ingegnere

Fu Alberto Arbasino, nel 1960, a tracciare una linea che da Carlo Emilio Gadda e dal suo sperimentalismo linguistico partiva per legare con un doppio, scomodo nodo le proprie ricerche a quelle di Testori e Pasolini. Un grande murales che ricopre di parole e poesia visiva tutte le pareti della stanza introduce fisicamente all'affascinate tema del plurilinguismo.

.. Stanza 4 - Bisogna essere molto forti per amare la solitudine

Nell'intimo raccoglimento di questa stanza verranno proposte alcune serie inedite di disegni che raccontano degli affetti profondi che hanno sostenuto e ispirato l'autore nelle sue ricerche e sperimentazioni, spunto di riflessione critica sul ruolo della serialità e della ripetizione nella sua iconografia oltre che toccante testimonianza della sua vita privata.

.. Stanza 5 - Maria Callas

L'idillio umano e professionale tra le due personalità è testimoniato in mostra da una serie di immagini tratte dal dietro le quinte della Medea, celebre film girato da Pasolini nel 1969 in Siria e prodotto da Franco Rossellini che aveva proposto la Callas nel ruolo di protagonista, da alcuni brani tratti dalla loro fitta corrispondenza e dagli straordinari ritratti della cantante.

.. Stanza 6 - gli anni '70 e il "Corriere della Sera"

L'attività di editorialista sul "Corriere", confluita negli Scritti corsari e nelle Lettere luterane, testimonia la profonda comprensione che Pasolini ebbe del particolare momento storico e sociale in cui visse: la sua lucidità profetica è documentata in mostra dalla presenza dei volumi del "Corriere" dell'epoca.

.. Stanza 7 - Roberto Longhi: ritratti a il mio vero maestro

Per la prima volta saranno riuniti tutti i ritratti che compongono la nutrita serie dedicata a Longhi, provenienti dal Gabinetto Vieusseux e dalla Fondazione Roberto Longhi, accanto ad alcune celebri fotografie di Dino Pedriali scattate pochi giorni prima della morte di Pasolini che ne testimoniano l'estro . A completare il quadro che ci restituisce il rapporto tra l'intelletuale e l'ambiente di Villa il Tasso, una serie di lettere inedite e autografe dei protagonisti dell'epoca.

.. Stanza 8 - A rischio della vita

Il finale della mostra è affidato alle commoventi parole di Testori scritte in occasione della prematura morte di Pasolini. Dalle pagine de "L'Espresso" Testori si interroga sulla necessità esistenziale della scomparsa violenta e prematura di chi ha tanto, esplicitamente o meno, proclamato con la sua arte il suo amore e il suo attaccamento alla vita, in una riflessione sulla solitudine e sul bisogno disperante e infinito di trovare un appoggio, un riscontro, di trovare un "qualcuno". Un ideale testamento che segna il punto di unione umana e intellettuale tra i due scrittori.

Primo piano: Tutto è buono quando è eccessivo!

Nelle nove stanze al secondo piano sono presentati altrettanti film scelti dalla vasta filmografia pasoliniana: una sorta di istallazione visiva e sonora che permette, grazie alla visione del film, una suggestiva e totale immersione nell'immaginario e nell'iconografia dell'opera cinematografica del regista.



Puoi proseguire con:
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