Grecia: Syriza tra massimalismo e riformismo pragmatico

di Ninni Radicini
03 agosto 2015


L'accordo raggiunto a Bruxelles il 13 luglio sulle riforme richieste alla Grecia per avviare il negoziato sul terzo piano di salvataggio (bailout) ha determinato un confronto politico rilevante in Syriza - Coalizione della Sinistra Radicale, i cui sviluppi sono considerati determinanti sia per il futuro del partito sia per il governo ellenico. Il 27 luglio, all'assemblea della segreteria politica di Syriza, Alexis Tsipras - Primo ministro e presidente del partito - ha ribadito che il governo non ha alternative all'accordo proposto dai creditori. Prima della successiva assemblea del Comitato centrale, Panagiotis Lafazanis, leader di Piattaforma di Sinistra - corrente massimalista ed euroscettica - in disaccordo sull'approvazione da parte dell'Esecutivo delle riforme chieste dai creditori di Atene, ha evidenziato che il suo sostegno al governo è riferito alla realizzazione del programma con cui Syriza a gennaio 2015 ha primeggiato alle elezioni legislative anticipate, caratterizzato dalla contrarietà alle continuazione delle politiche di austerità richieste da Unione europea / Banca centrale europea / Fondo monetario internazionale.

In alternativa alle riforme proposte per il bailout, Lafazanis ha presentato un suo piano che prevede la nazionalizzazione della banche, la cancellazione di gran parte del debito della Grecia, la redistribuzione della ricchezza attraverso un nuovo sistema fiscale e una riforma dei mass media. L'eventualità di una Grexit da lui non è considerata così disastrosa come viene descritta, poiché ritiene che il ritorno a una moneta nazionale e l'avvio di politiche progressiste incrementerebbero la produzione, aumentando l'occupazione.

La vittoria di Syriza alle elezioni anticipate del gennaio 2015 ha portato al governo una forza politica fondata nel 2004 dalla convergenza elettorale di partiti e movimenti su una piattaforma programmatica caratterizzata da riferimenti all'affermazione della democrazia più avanzata, alla rappresentanza delle istanze del mondo del lavoro, della società civile, dell'ambientalismo, e a seguito del congresso del luglio 2013 trasformata in partito unitario.

L'origine del movimento politico-culturale che ha portato alla formazione di Syriza risale alla fine degli anni '80. In un quadro elettorale ellenico caratterizzato, fin dal ripristino del sistema democratico nel 1974, dal confronto e dall'alternanza tra Nuova Democrazia (centrodestra), di Konstantinos Karamanlis e Konstantinos Mitsotakis, e Pasok - Movimento Socialista Panellenico (centrosinistra), di Andreas Papandreou, e in uno scenario internazionale segnato dalle trasformazioni nell'Urss di Gorbaciov, si realizzò a sinistra di Pasok la convergenza di KKE - Partito comunista, di Sinistra Greca (con una ideologia Eurocomunista) e del Partito del Socialismo Democratico, che formarono un'alleanza elettorale denominata Synaspismos - Coalizione della Sinistra, di Movimenti ed Ecologia.

Esordì alle elezioni del giugno 1989, ottenendo il 13.1%, risultato notevole che superava la somma dei voti ottenuti dai singoli partiti nelle elezioni precedenti. Quelle elezioni furono vinte da Nuova Democrazia che, non avendo però la maggioranza di seggi realizzò una imprevedibile alleanza di governo con Synaspismos, conclusasi poi nell'ottobre successivo. Nelle elezioni anticipate di novembre, Synaspismos perse oltre 100mila voti in confronto ai quasi 856mila precedenti. Ma ancora una volta ND, seppure confermatosi primo partito, non aveva un numero di seggi sufficiente per formare un proprio esecutivo. Si decise allora di insediare un governo tecnico sostenuto da ND, Pasok e Synaspismos, per gestire quella fase complessa prima di ulteriori elezioni anticipate, che si svolsero ad aprile 1990, nelle quali Synaspismos continuò a perdere voti e seggi (seppure meno di quanto avvenuto in precedenza).

Nel 1991 KKE decise di uscire da Synaspismos, che scelse di trasformarsi in partito. Alle Legislative del 1993 non riuscì per pochi voti a superare lo sbarramento del 3%, riuscendoci in seguito nel 1996 (5.1%) e nel 2000 (3.2%). Nel 2004 Synaspismos e altre formazioni di area comunista e ambientalista fondano Syriza - Coalizione della Sinistra Radicale, alleanza elettorale che ottiene il 3.3% alle elezioni delle stesso anno, il 5% in quelle del 2007 e il 4.6% nel 2009. A seguito degli effetti della crisi economica-finanziaria, i cambiamenti nel quadro politico ellenico - la consistente perdita di consensi del Pasok e, seppure in modo inferiore, di Nuova Democrazia - creano le condizioni per un notevole aumento di voti per Syriza. Alle elezioni del maggio 2012 con il 16.8% quasi quadruplica i suoi voti precedenti e diventa il secondo partito della Grecia (dopo Nuova Democrazia). Non essendo riuscita la formazione di un esecutivo, al ritorno alle urne un mese dopo ottiene il 26.9%, confermandosi seconda forza politica dopo ND.

Nel 2014 Syriza conferma la propria affermazione politico-elettorale con il 26.5% ottenuto a maggio alle elezioni europee, che gli permette di eleggere sei propri rappresentanti nel Parlamento di Strasburgo, dove aderisce al gruppo della Sinistra Unita Europea / Sinistra Verde Nordica, di cui è la seconda delegazione nazionale per numero di deputati dopo il partito tedesco La Sinistra (7 deputati). Fino ad arrivare alla vittoria delle elezioni del gennaio 2015 con il 36.3%.

Il Comitato centrale di Syriza, riunito il 30 luglio, ha deciso, a maggioranza dei componenti, di accogliere la proposta di Tsipras per la convocazione di un congresso straordinario del partito a settembre. L'opposizione interna avrebbe voluto un congresso permanente da tenersi ad agosto, prima della ratifica del terzo bailout. Essendo passata la proposta del congresso straordinario, dovranno essere eletti nuovi delegati, permettendo così a Tsipras di utilizzare questa fase per rafforzare la sua maggioranza interna. Se fosse passata la mozione di Piattaforma di Sinistra si sarebbe andati al congresso con gli attuali delegati.

A fronte della valutazione di Lafazanis, secondo cui la Grecia sta vivendo in una "dittatura dell'euro", Tsipras ha ribadito la sua contrarietà alla uscita dalla Eurozona che, considera, porterebbe a un default disordinato seguìto da una svalutazione notevole della nuova moneta nazionale, da cui, in conseguenza, la necessità di una ulteriore richiesta di sostegno finanziario al Fmi. Tsipras ha detto che il governo implementerà soltanto le riforme previste dall'accordo di Bruxelles, che considera migliori di quelle proposte in precedenza, il 25 giugno, poste alla valutazione dell'elettorato con il referendum del 5 luglio e respinte.

Di parere opposto Zoi Konstantopoulou, Presidente del Parlamento Ellenico, che, nel suo intervento, ha detto di ritenere inconcepibile che Syriza approvi una serie di provvedimenti richiesti dai creditori che sono "il contrario di quanto era stato promesso prima delle elezioni". Nel suo discorso Tsipras che detto che la Grecia è in condizioni tali che "una parte consistente della sua sovranità è sospesa" sebbene la presenza di Syriza nei negoziati con Ue/Bce/Fmi, abbia determinato le prime spaccature nella "egemonia neoliberale dell'Europa".



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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