L'edizione 2005/2006 della Coppa di Grecia, conclusasi con la vittoria dell'Olympiakos contro l'AEK, è stata caratterizzata da varie sorprese. In alcuni incontri, le squadre più titolate sono state messe in difficoltà da formazioni di seconda o terza divisione. Ad esempio, al quinto turno, giocatosi a gennaio, valido per il passaggio ai quarti di finale, l'Ethnikos, squadra di terza divisione (la serie C), ha messo alle corde l'AEK di Atene, costringendo i gialloneri allo 0-0 nei tempi regolamenti e all'1-1 nei supplementari. L'AEK ha poi vinto ai calci di rigore.
Un'altra sorpresa è stata la eliminazione del Panathinaikos, allenato da Malesani, da parte dell'Ergotelis. La maggiore incertezza nella competizione è stata agevolata dalle modifiche apportate dalla Federazione. Fino ai quarti di finale, invece della formula del doppio confronto (andata e ritorno) - in cui le squadre più forti in genere riescono a imporsi - si è proceduto con partite a turno unico.
In semifinale AEK e Olympiakos hanno superato rispettivamente Agrotikos Asteras e Larissa. L'AEK all'andata ha vinto per 3-0 ma nella gara di ritorno, il 12 aprile, ha perso per 1-0. La squadra di Tessalonica (terza divisione) ha giocato in scioltezza e già nel primo tempo creava una serie di occasioni interessanti, segnando nel secondo tempo la rete decisiva con Panayiotis Tsouklis, dopo un azione di calcio d'angolo. L'Agrotikos Asteras è arrivato in semifinale battendo ai quarti il Paok.
L'Olympiakos all'andata ha vinto contro il Larissa per 3-1, con reti, nel primo tempo, dell'attaccante cipriota Michalis Constantinou e di Ieroklis Stoltidis, su assist di Rivaldo; nel secondo tempo accorciava le distanza il Larissa con Stathis Aloneftis, ma poi chiudeva la partita Dennis Serban. Vittoria dell'Olympiakos anche al ritorno per 1-0. La squadra biancorossa ha quasi sempre controllato il gioco ma ha trovato il portiere avversario, Stefanos Kotsolis, in grande condizione. Come ad esempio al 72esimo, quando ha parato un calcio di rigore a Predrag Djordjevic. E non era la prima volta.
Già all'andata aveva chiuso la porta a un calcio di rigore di Rivaldo. Al 90esimo però Kotsolis si infortuna e il Larissa, avendo già fatto tutte le sostituzioni, manda in porta il difensore Panayiotis Bachramis. In queste condizioni si ha il gol dell'Olympiakos con Castillo al 93esimo. Il Larissa conclude la partita in otto, dopo la espulsione del difensore brasiliano Marino Rodrigues Helder. Larissa e Olympiakos si incontrano ancora quattro giorni dopo in campionato. Stavolta vince il Larissa, ma per l'Olympiakos è comunque una giornata di festa perchè la contemporanea sconfitta del Panathinaikos contro l'Iraklis gli permette di vincere lo scudetto, con due giornate di anticipo.
E' il nono negli ultimi 10 anni, il 34esimo della sua storia. L'AEK di Atene, l'altra contendente per titolo, trovandosi a sei punti dalla prima a due giornate dalla fine del campionato, anche se raggiungesse la vetta, non potrebbe comunque togliere il titolo all'Olympiakos poichè ha perso entrambi gli scontri diretti. Negli ultimi 10 anni l'unica squadra a interrompere il dominio della squadra del Pireo è stato il Panathinaikos nel 2004.
Eppure l'Olympiakos non sembra soddisfatto: nelle competizioni europee i risultati non sono altrettanto entusiasmanti. Tanto che lo scorso anno, nonostante la doppia vittoria - campionato e Coppa di Grecia - il tecnico dei biancorossi Dusan Bajevic è stato sostituito dal norvegese Trond Sollied. Ma i risultati in Champions League non sono migliorati. Con Bajevic, nel 2005, si era arrivati a un passo dal secondo turno, chiudendo il girone al terzo posto con 10 punti in sei partite. Nell'ultima partita è stata decisiva la sconfitta in Inghilterra contro il Liverpool (3-1), battuto però all'andata 1-0. Poi il Liverpool è arrivato in finale e sconfitto il Milan. Anche quest'anno l'Olympiakos non ha superato il primo turno, ma ha peggiorato la tabella di marcia, chiudendo il girone all'ultimo posto con 4 punti in sei partite. La finale di Coppa di Grecia si gioca il 6 maggio 2006 al Pankrition stadium, a Creta.
Il 10 maggio l'Olympiakos ha vinto Coppa di Grecia sconfiggendo l'AEK Atene per 3-0. La finale si è giocata allo stadio Pankritio di Creta. Dopo circa un ora di gioco in equilibrio, i biancorossi, in cui mancava Rivaldo, hanno dilagato, trascinati dal capitano Petrag Djordjevic e da Michalis Konstantinou. Il risultato si sblocca al 61' con un'autorete di Vladimir Ivic che devia nella sua porta un cross di Djordjevic. Dieci minuti dopo, il raddoppio di Konstantinou, attaccante della nazionale di Cipro, che conclude in rete dopo un lancio dalla fascia destra di Pantelis Kafes. Il terzo gol è dell'uruguaiano uruguaiano Nery Castillo.
Per l'Olympiakos è la seconda doppietta consecutiva scudetto/coppa. Lo scorso anno aveva battuto in finale l'Aris di Tessalonica, anche allora con il punteggio di 3-0. Quest'anno per l'AEK il confronto con l'Olympiakos si è dimostrato impossibile: ha perso tutte e tre le sfide (andata e ritorno in campionato e finale di coppa), subendo nove gol e segnandone uno.
La partita era prevista per il 6 maggio ma la concomitanza con il raduno ad Atene del Social forum europeo rendeva complessa la contemporanea gestione dell'ordine pubblico. Così è stato deciso di posticiparla al giorno 10. Dei 26.400 posti disponibili ne sono stati assegnati 9.050 ciascuno, con una zona vuota per separare le due tifoserie, animate da una notevole rivalità. Dopo la partita, sul traghetto di ritorno ad Atene ci sono stati incidenti che hanno visto coinvolti una parte dei tifosi dell'AEK. Il 12 maggio, il ministro dello sport, Giorgos Orfanos, ha firmato un provvedimento per istituire un sistema di controllo elettronico dei biglietti: l'acquirente dovrà fornire la propria identità nel momento dell'acquisto e i tagliandi saranno controllati all'ingresso dello stadio. Inoltre non saranno più assegnati blocchi di biglietti alle tifoserie organizzate. Il sistema dovrebbe partire già ad agosto, all'inizio della nuova stagione calcistica.
Il giorno prima della finale, Fernando Santos, allenatore dell'AEK, ha annunciato l'intenzione di lasciare il club. Era stato ingaggiato nella estate 2004 dai nuovi proprietari, un gruppo di imprenditori guidati da Demis Nikolaidis - ex attaccante dei gialloneri e della nazionale greca - che hanno portato la società fuori da una pesante crisi finanziaria. Eppure oggi l'AEK attraversa un momento di incertezza, non per i risultati sul campo, ma per alcune scelte strategiche, tra cui quella sullo stadio. La proprietà vorrebbe realizzare un nuovo impianto in un'area differente da quella in cui si trova l'attuale terreno di gioco. Una parte dei tifosi e il settore dilettanti (l'AEK è una polisportiva) si sono dichiarati contrari a lasciare lo stadio di Nea Philadelphia.
Domenica 14 maggio si è concluso il campionato. Assegnato già lo scudetto all'Olympiakos (70 punti in classifica), rimaneva la sfida a distanza tra AEK e Panathinaikos per il secondo posto in classifica, che garantisce l'accesso alla Champions League. L'AEK ha pareggiato in casa contro lo Xanthi, il Panathinaikos ha battuto 3-0 il Larissa. Concludono entrambi al secondo posto con 67 punti, ma prevale l'AEK grazie al vantaggio negli scontri diretti. A sua volta la sconfitta del Larissa permette all'Atromitos di qualificarsi per l'Intertoto (il torneo estivo per l'accesso alla Coppa Uefa).
Il Panathinaikos ha raggiunto un accordo con Alberto Malesani per una separazione a fine stagione. Tra i candidati all'incarico per la prossimo stagione, il danese Michael Laudrup, ex nazionale della Danimarca, quest'anno sulla panchina del Brondby, che però secondo la stampa locale sembra aver declinato, ma soprattutto lo svedese Hans Backe, 54 anni, che ha cominciato come assistente nella Svezia partecipando ai mondiali di Italia '90. Poi ha allenato Aik Stoccolma, Salisburgo e Copenhagen.
* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.
Recensioni di Ninni Radicini a libri di argomento calcistico: Idoli di carta, di Giusva Branca (Undici calciatori e un allenatore nella storia della squadra della Reggina)
La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007