Grecia: nuovo governo tecnico-politico

di Ninni Radicini
Novembre 2011


Il 16 novembre il nuovo governo ellenico presieduto da Lucas Papademos ha ottenuto la fiducia dalla maggioranza dell'Assemblea Nazionale. L'esecutivo formato dal Pasok - Movimento socialista panellenico, dell'ex premier George Papandreou, da Nd - Nuova democrazia, di Antonis Samaras e da Laos - Partito popolare ortodosso, di Giorgos Karatzaferis, ha ottenuto 255 voti su 300. Assenti 7 deputati, hanno votato contro in 38: i gruppi parlamentari di Kke - Partito Comunista, Syriza - Coalizione della Sinistra radicale e Sinistra democratica, oltre a due deputati di Pasok e uno di Nd. Il nuovo governo è composto da 16 ministri (13 Pasok, 2 Nd, 1 Laos). Pasok ha anche i due vice ministri; Nd ha Esteri e Difesa; Laos ha Infrastrutture, Trasporti e Reti. Nella storia della Repubblica ellenica è il secondo governo tecnico dopo quello (nov.1989 - apr.1990) di Xenophon Zolotas, economista e governatore della Banca di Grecia, a seguito del risultato elettorale che non permetteva né a Nd né a Pasok di avere una maggioranza parlamentare.

Per la Grecia, che ha un rapporto Debito/Pil al 142.8%, è prevista ora la sesta quota (8 miliardi di euro) del bailout di 110miliardi della Ue/Bce/Fmi. All'esecutivo è richiesta l'implementazione dell'accordo stabilito nell'incontro dei 17 Stati della zona Euro il 26-27 ottobre, che ha stabilito nuovi aiuti finanziari per Atene e una riduzione del 50% del debito della Grecia presso le banche a fronte di aumenti delle tasse e tagli agli stipendi e alle pensioni. Su questo accordo Papandreou aveva proposto un referendum, determinando la presa di posizione negativa di gran parte del suo partito, della opposizione, di circa l'80% dell'opinione pubblica greca e della Ue, in particolare di Francia e Germania. Ne è derivata una accelerazione della crisi nel governo del Pasok, conclusasi con un voto di fiducia (153 a favore) e le successive dimissioni, richieste anche da una parte dei deputati socialisti.

La convergenza di governo tra Nd e Pasok ha però inciso sui rispettivi elettorati. Una rilevazione (Alco) indica che, in confronto al sondaggio condotto dieci giorni prima, Nd passa dal 22.5% al 21.2%; Pasok dal 15% al 11.8% (Laos dal 5.7% al 5.2%). In un'altra rilevazione condotta da Mrb emerge che la quota di elettori che non scelgono nessuno dei principali partiti o che sono indecisi o che optano per altre formazioni rappresentano insieme quasi il 30% dell'elettorato.

Se per il Pasok contano gli effetti negativi della linea tenuta da Papandreou e le valutazioni contrarie alla partecipazione ad un governo con la presenza di Laos, in Nd vi sono perplessità sulla scelta di Samaras di partecipare ad un esecutivo che si prefigge di realizzare le richieste dalla Ue da lui prima contestate. Egli ha motivato la decisione dicendo che, pur accettando i traguardi dell'accordo con Ue (es. privatizzazioni e riduzione delle spese dello Stato), vuole un cambiamento della linea politica del governo ellenico.

La Commissione europea ha chiesto che i leader di Pasok, Nd e Laos firmino un impegno a sostenere il piano di sostegno di Ue/Bce/Fmi. La proposta è stata accolta in modo favorevole da Papademos, ex vice presidente della Banca Centrale Europea ed ex governatore della Banca di Grecia, poiché garantisce un impegno anche per i prossimi governi, ma ha però trovato la contrarietà di Samaras, che considera la richiesta umiliante per la Grecia, poiché i tre partiti hanno già approvato il programma che prevede l'attuazione di quanto previsto dagli accordi con Bruxelles.

Nel suo discorso di insediamento, Papademos ha detto che l'uscita della Grecia dalla zona euro e il ritorno alla dracma sarebbe seguito da una svalutazione notevole, con effetto soprattutto su stipendi e pensioni, e da una inflazione molto alta; oltre al rischio che il patrimonio dello Stato possa essere acquistato in euro da investitori stranieri. Per la ripresa economica il nuovo primo ministro è orientato allo sviluppo dei settori di energia, agricoltura, turismo.

Secondo le rilevazioni della Organizzazione per l'impiego delle risorse umane, il numero di coloro che hanno perso il lavoro è infatti crescente in modo costante (+55mila persone in confronto ad ottobre) arrivando a un totale di circa 813mila e portando a 4.5 milioni il dato dei cittadini greci non occupati (disoccupati + pensionati) a fronte di 4.1 milioni di cittadini che lavorano. Dopo le dimissioni di George Papandreou, nell'ambito del negoziato fra Nd e Pasok si era raggiunta una intesa sulla data (19 febbraio '12) delle elezioni anticipate (la scadenza prevista della legislatura è nell'ottobre '13). Papademos ha però detto che il lavoro del governo dovrebbe concludersi quando avrà implementato quanto richiesto per il bailout.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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