L'ambra tra mitologia e civiltà ellenica

di Ninni Radicini
Il Bandolo - Periodico di Cultura fondato a Palermo nel 1901
settembre / ottobre 2009


Una mostra per rappresentare la rilevanza dell'ambra nel mondo ellenico, in particolare nella Basilicata al tempo della Magna Grecia e nell'antica Macedonia. La Magna Grecia corrispondeva all'attuale Italia del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e dall'VIII secolo - come indica il nome - fu parte del mondo ellenico, comprendente anche la Sicilia, in modo autonomo. Allestita al Museo Archeologico di Thessaloniki (Salonicco), dal 22 luglio al 15 febbraio 2010, l'esposizione "Magie d'ambra, amuleti e gioielli dalla Magna Grecia e dalla Macedonia antica", curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, presenta 180 reperti, rinvenuti nel territorio lucano, realizzati tra l'VIII e il IV secolo a.C.

Secondo la mitologia, l'ambra si è formata dalle lacrime, solidificate dal sole, versate delle Elidi per il destino tragico del loro fratello Fetonte, figlio di Helios che, perso il controllo del carro del Sole con cui attraversa il cosmo, fu colpito con un fulmine da Zeus per salvare il pianeta, cadendo nel fiume Eridano (Po). L'ambra è una resina fossile dotata di caratteristiche - lucentezza, aroma, capacità elettrostatiche - tali da averla fatta ritenere depositaria di capacità terapeutiche e magiche, al punto da essere utilizzata come amuleto, in forma di sculture e di collane, cinture, orecchini indossati come segno distintivo delle donne elleniche appartenenti alle classi sociali più elevate.

Uno dei temi più ricorrenti nei disegni dell'oggettistica in ambra erano le donne alate, che avevano il compiuto di condurre l'individuo nella fase ultraterrena. Nella Magna Grecia tali manufatti furono prodotti a seguito dell'arrivo di artigiani ellenici, in particolare provenienti dall'Asia Minore. Insieme con i reperti della Lucania, la mostra presenta una serie di gemme dall'antica Macedonia, ritrovate a Sindos, Aghia Paraskevi e Thessaloniki.

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(Presentazione di Luigi Consiglio) - Il Bandolo, ha ripreso le pubblicazioni interrotte nel 1985: lo si può trovare presso le più importanti edicole e librerie di Palermo, con periodicità costante e per il momento bimestrale. Suo editore è Luigi Gianfranco Consiglio, più noto come Gigi Consiglio, già docente, per molti anni, in quello che fu il glorioso Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, oltre ad essere il nipote dell'omonimo fondatore. Con questa terza serie egli vuol riproporre la formula che già nei più recenti anni '80 riscosse notevoli simpatie e consensi tra i lettori che ne seppero apprezzare la sobrietà minimalista. Il Bandolo si prefigge di relazionare con tutti coloro che vorranno condividere un percorso verso mete etiche, attente alla qualità ed ai valori della vita, spiritualmente gratificanti e divenire vetrina condivisa per la creatività intellettuale.




Copertina Grecia contemporanea La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007


Grecia e Mondo ellenico

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