La lingua in gioco
Da Totò a lezione di retorica
di Fabio Rossi
ed. Bulzoni, coll. "Pensare lo spettacolo" diretta da Orio Caldiron, pag.315, 2004
Recensione di Ninni Radicini
L'importanza della parola nella comicità di Totò, sviluppando un'analisi dei giochi linguistici, delle metafore, degli stravolgimenti di significato: elementi essenziali del personaggio che Antonio de Curtis ha portano in teatro e al cinema. Il libro è orientato sia agli specialisti sia agli estimatori - di lunga data o di "recente acquisizione" - dell'arte comica di Totò. I primi troveranno di sicuro interesse lo studio che l'autore realizza sulla componente linguistica, i cui effetti sono uno dei motivi principali della popolarità dell'attore.
I fans troveranno quei giochi parole di Totò, quelli più noti (es. la lettera dettata in Totò, Peppino e la malafemmina), e altri, forse meno celebri, perchè tratti dai primi film o da alcuni poco trasmessi in televisione. "Siamo uomini o caporali?", "A prescindere", "Qisquiglie, bazzecole, pinzellacchere", "Parli come badi", "Vota Antonio", sono alcuni esempi di giochi verbali che Totò ha lanciato nei suoi film, probabilmente non immaginando neppure che sarebbero diventati popolari, entrando, a distanza di molti anni, nel linguaggio comune e utilizzati per amplificare discorsi o concetti espressi da persone di tutte le estrazioni sociali. Non si tratta di una moda contigente, magari legata a un anniversario o ad un particolare avvenimento, ma si tratta invece di integrazione dei tanti funambolismi verbali di Totò nella cultura popolare italiana.
Di sorprendente, nella breccia aperta da Totò a livello culturale, c'è la consapevolezza di aver avuto nell'arte comica, e non soltanto, un personaggio, una maschera, a cui l'autore - Antonio de Curtis - ha saputo dare in dote un patrimonio inestimabile e tuttora in parte ancora inesplorato. Niente male per un comico che riteneva di aver interpretato soltanto quattro o cinque film di valore su un totale di 98, e in conseguenza di lasciare poco o nulla ai posteri. L'editoria sulla carriera artistica di Totò e sulla vita del principe Antonio de Curtis, dopo la riscoperta a partire dagli anni Settanta, ha avuto, soprattutto nell'ultimo decennio, una crescita notevole; proporzionale all'aumento dei suoi estimatori, molti dei quali nati dopo la sua scomparsa avvenuta nell'aprile del 1967.
La lingua in gioco fa emergere la tecnica su cui si fonda la costruzione dei giochi di parole di Totò; da cui la ricollocazione di questa grande maschera in una storia che da Aristofane, passando per la commedia dell'arte medievale, arriva fino al teatro popolare, all'avanspettacolo, alla rivista e al varietà. Il libro, con la prefazione di Tullio De Mauro, contiene anche la lista dei film, le cui schede sono complete di personaggi e interpreti; la teatrografia, con i testi scritti o recitati da Totò; la bibliografia ampliata, oltre alle pubblicazioni su Totò, anche ad altri testi di teatro, cinema, linguistica.
Fabio Rossi (Roma, 1967) è ricercatore di Linguistica italiana presso l'Università degli studi di Messina. Si occupa principalmente del lessico della trattatistica musicale cinque-secentesca e delle caratteristiche sintattiche e pragmantiche del parlato spontaneo e cinematografico. Su questi argomenti ha pubblicato articoli e saggi in riviste specializzate e in volumi miscellanei. Per Bulzoni, ha pubblicato nel 1999, il volume "Le parole dello schermo.
Analisi linguistica del parlato in sei film dal 1948 al 1957".
www.bulzoni.it
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La parodia e la comicità di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
Bellissima e Mamma Roma, due film per Anna Magnani
I volti di Nannarella nelle foto scena di Paul Ronald e di Divo Cavicchioli
termina lo 06 settembre 2008
Palazzo del Cinema - Venezia
www.agenziaprimapagina.it
In occasione della 65esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il Centro Cinema Città di Cesena e la Fondazione Biennale di Venezia dedicano una mostra fotografica all'attrice romana, nel centenario dalla sua nascita. Cinquanta foto in bianco e nero, scattate da Paul Ronald e Divo Cavicchioli sui set dei due film di Visconti e di Pasolini. Immagini di diverso formato, dalle gigantografie ai totem, in buona parte inedite e stampate per la prima volta, che ritraggono l'attrice romana, in scena e fuori scena, impegnata, pur con modalità e in situazioni e tempi diversi, nei ruoli di due madri preoccupate per il futuro dei propri figli. Due ruoli per alcuni aspetti simili. Solo lei capace, con quel suo talento eccezionale e quel modo di recitare completamente nuovo, di incarnare la figura della popolana passionale e sfrontata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa. Un'attrice sempre fuori dagli schemi, impulsiva, umana, ironica, disperata, che affascinò generazioni di spettatori in tutto il mondo.
Mostra: "Essere Totò"
Abaco di Corso - Caserta
termina il 19 ottobre 2007
"Essere Totò. Non si può dedicare una mostra al principe De Curtis senza finire per essere conquistati da quel turbine fantasmagorico che è stato ed è Totò. Questa mostra non è dunque un semplice omaggio al grande artista, non è una mostra su Totò o per Totò, è una mostra di Totò.". Così scrive Enzo Battarra in catalogo nel suo testo di presentazione alla collettiva itinerante (verrà poi presentata a Napoli, a Roma e a Pescara).
Ciao Anna
termina il 30 ottobre 2007
Revel -Scalo d'Isola - Milano
www.thaonderevel3.com
Una mostra dedicata ad Anna Magnani, al suo percorso artistico, alle sue vicende biografiche, al suo mito. Allestita nel 2003, in occasione del trentennale della morte dell'attrice, presso i Musei Capitolini di Roma, ha ricevuto 70.000 visitatori in meno di due mesi. La mostra consta di 287 fotografie in bianco e nero provenienti dall'archivio di Luca Magnani, di quattro costumi di scena utilizzati per celebri spettacoli teatrali come Volumineide di Michele Galdieri del 1942, con Totò e Mario Castellani, e film come Risate di gioia del 1960 diretto da Mario Monicelli, del premio Oscar (il primo vinto da un'attrice italiana) che ha ricevuto durante la sua carriera cinematografica per La rosa tatuata, di un video sulla sua vita privata realizzato da Elfriede Gaeng e numerosi manifesti, giornali, dischi, copertine d'epoca, della collezione privata di Cristina e Luigi Vaccarella.
Il percorso espositivo della mostra - che anticipa la celebrazione del centenario della nascita di Anna Magnani - mette in luce il talento dell'attrice dalle prime prove sul palcoscenico ai film degli anni Trenta, all'incontro con Totò, alla ripresa dell'attività teatrale, all'affermazione con il Neorealismo, alle prove indimenticabili con Roberto Rossellini e Luchino Visconti, all'amicizia con Tennessee Williams che l'ha portata a vincere l'Oscar, all'esperienza con Pier Paolo Pasolini, al ritorno al teatro drammatico con Franco Zeffirelli e Giancarlo Menotti, ai film televisivi diretti da Alfredo Giannetti, alla sua ultima immagine in Roma di Federico Fellini
Senza dimenticare la sua vita privata: dal matrimonio con Goffredo Alessandrini, alla nascita del figlio Luca, agli incontri con gli altri compagni della sua vita. Le immagini "dietro le quinte", quei fuori scena che accompagnano il suo valore, fanno trasparire la complicità con i registi e gli intellettuali che più le sono stati vicini, da Roberto Rossellini a Jean Cocteau, da Tennessee Williams a Jean Renoir.
Le immagini, scattate in un rigoroso bianco e nero, conducono il visitatore dalle prime prove cinematografiche all'esplosione di Roma città aperta, il film grazie al quale incontra per la prima volta Roberto Rossellini. Con lui approderà a L'amore, omaggio del regista alla donna che ama e insieme ultimo dono per un rapporto che finisce. Il percorso continua arrivando alle straordinarie immagini di Bellissima e all'episodio di Siamo donne, film entrambi diretti da Luchino Visconti. L'Italia le sta stretta. L'America, impersonata da Tennessee Williams, la invita negli studi della Paramount, dove, con La rosa tatuata vince l'Oscar. Dopo il massimo riconoscimento mondiale e altri due film interpretati tra New York, Hollywood, il Nevada e la Florida, risponde all'invito di un regista-poeta: Pier Paolo Pasolini la vuole per Mamma Roma. L'incontro tra queste due forti personalità dà vita a un film difficile ma di grande interesse. Soltanto il piacere di ripercorrere episodi importanti della sua vita la induce a interpretare i quattro film televisivi diretti da Alfredo Giannetti, dopo essersi negata per anni alla tv.
Anche l'attività teatrale è minuziosamente documentata. Con Anna Christie (1939), suo maggiore successo dell'epoca, la Magnani dà l'addio al dramma per cimentarsi, senza soluzione di continuità, nelle riviste di Michele Galdieri accanto a Totò. Nell'immediato dopoguerra il teatro continua a fiancheggiare le sue interpretazioni cinematografiche, per interrompersi poi fino al 1953. Chi è di scena?, ancora una rivista di Galdieri, la riporta con grande divertimento sul palcoscenico. E infine, sempre in mostra, le due ultime scommesse drammatiche: La lupa con la regia di Franco Zeffirelli e Medea di Giancarlo Menotti. Le foto esposte sono raccolte nel catalogo Ciao Anna, curato e pubblicato da Edizioni Interculturali, che correda la mostra. La mostra è presentata da Edizioni Interculturali di Roma, dall'associazione Artepensiero-eventi culturali e Revel-scalo d'Isola, sotto il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana, Comune di Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia.
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