Il Bagno Ausonia

Poesia di Nidia Robba

Oh, nostra Ausonia!
Nome greco per terra d'Occidente.
Profondamente,
affondano nel mare le colonne
bianche, moderne,
di cemento, su cui sicuro posi.
T'apri a ponente
e ti circonda il mare prepotente.

Un lungo ponte
abbraccia e ti congiunge
al vecchio bagno,
quasi un compagno:
il Savoia, più fragile, di legno.
Ma quale impegno
gioioso, con gli amici in prima estate
di calendario
e della vita d'uomo in giovinezza!

Un altro ponte
attracca alla riva: egli è il fratello.
Molte persone
son tutte attirate dal nuovo modello.
Molte le leve
di cui si avvale per attirar gente:
la modernità
prima fra tutte a catturar la mente.

Vasca di bimbi:
dove l'acqua il livello piano aumenta.
Vasca di adulti:
protetta ed aperta verso il gran mare.
La gran piscina:
attorno, gradinate per le gare;
per le partite
a cui la pallanuoto sa più dare.

Sol pochi gli anni,
che trascorser dalla tua costruzione.
Già vorrebbero
una dissacrante demolizione.
Non ricordano
tutti quegli atleti che tu allevasti?
Nella piscina:
la prima vera vasca triestina!

S'allenavano
campioni in vari stili abilitati:
stile libero,
a rana, dorso, farfalla e delfino.
Spettacolari!
I gran tuffatori dal trampolino.
Acrobatici
volin d'argento,
a spiral,
rannicchiati.

In equilibrio
sulle dita dei piedi,
posti al bordo.
Il capo ritto,
prima dello scatto che roteanti,
a capofitto,
li portava,
dal fondo, su natanti.
Deità marine!
Le future promesse cittadine.

Grandi vittorie!
Per Trieste, l'Ausonia è un monumento.
Tutta Trieste.
S'uniscon molti insieme a protestare,
per ricordare,
a generazioni ch'ancor può vivere
grande momento.
Quest'è dei Triestini il sentimento!


* * Questa poesia, scritta il 19 aprile 2004, è nel libro Quinto Elemento, di Nidia Robba (ed. La Mongolfiera libri, pagg. 142, Trieste, febbraio 2015 ).

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