Jan Ullrich
O tutto o niente
di Jan Ullrich e Hagen Bosdrof
ed. Libreria dello Sport, pagg.290, 2005
Recensione di Ninni Radicini
Nello sport professionistico tanti darebbero l'anima per diventare campioni. Poche volte capita di vederne uno che pur essendolo non si danna per sottolinearlo. Uno è Jan Ullrich. Per chi avesse poca dimestichezza con le due ruote è bene sottolineare che si tratta di uno di quei ciclisti a cui natura ha donato capacità che solo pochi altri hanno avuto. Anche ai non addetti ai lavori, i nomi di Bartali, Merckx, e forse di Hinault e Indurain dicono qualcosa. Sono quelli di atleti che fino a quando sono rimasti in bicicletta hanno vinto moltissimo e su ogni percorso. Per chiarire di che tipo di ciclisti si tratta è bene fare una premessa. Nel pugilato, come noto, si combatte per categorie di peso, senza possibilità di incroci: il peso leggero contro il peso leggero; il peso massimo contro il peso massimo; etc. Non è ammesso che il peso leggero combatta contro il peso massimo. Nella boxe ogni categoria ha proprie specificità. Il peso leggero sarà più rapido del peso massimo nei movimenti ma meno devastante nei colpi.
Anche nel ciclismo ci sono varie categorie: tre macro categorie: scalatori, velocisti, passisti. Anche in questo caso ognuna ha proprie particolarità e, in un gioco di pesi e contrappesi, a un punto forte corrisponde una debolezza. Lo scalatore, quello "puro" - con peso intorno ai 60kg - lo si vede nelle salite, soprattutto quelle con pendenze elevate, oltre il 7%. Tende a stare in piedi sui pedali, con un rapporto abbastanza duro. Se non ci sono montagne non c'è motivo che ci sia lo scalatore. Nei percorsi in pianura sta nella "pancia del gruppo", cioè all'interno del gruppo compatto dei ciclisti, per viaggiare a velocità molto più elevate di quelle che egli - da solo - riuscirebbe a raggiungere. Nei percorsi in pianura, con arrivo in pianura, è il velocista a stare all'erta. Deve avere una potenza muscolare notevole, da sprigionare negli ultimi trecento metri quando spinge il massimo rapporto alla massima potenza. Il passista è un treno che, nella migliore delle ipotesi, deve sapere andare sempre alla stessa velocità. Se lo riesce a fare, in salita, in tutti i tratti, a tutte le pendenze, farà la felicità di qualunque direttore sportivo, e del capitano, magari impegnato a conquistare o difendere il primo posto in una grande corsa a tappe.
E' possibile che un ciclista sia tutte e tre cose insieme (scalatore, passista, velocista)? Per logica la risposta è "no". Un "no" da sottolineare cinque volte. Un ciclista, insieme scalatore, passista e velocista sta a un pugile che sia allo stesso tempo peso leggero, peso medio e peso massimo. Per logica. Ma oggi lo sport non è solo logica e poichè nessuno ormai si meraviglia che, attraverso opportuni trattamenti genetici, un pomodoro possa avere il sapore di arancia, c'è da credere, con buona approssimazione, che non passerà molto tempo dacchè un ciclista contemporaneamente scalatore, passista e velocista non impressionerà più di tanto gli addetti ai lavori e gli spettatori. In fondo già avviene... Se non è realistico essere insieme scalatore, velocista e passista è invece possibile integrare alla specializzazione primaria una delle altre due. Ad esempio, il velocista, per natura sofferente in salita, attraverso un maggiore allenamento su quel terreno può ottenere un miglioramento. Così, ad esempio, se prima, in una tappa in montagna arrivava con quaranta minuti di ritardo dai primi, dopo il potenziamento in salita può arrivare con venti minuti di ritardo.
Per altro verso, il velocista che si allena di più in salita perde una parte di quella potenza muscolare originaria e, di riflesso, negli arrivi in volata non sarà più così forte come prima. Ne è un esempio Eric Zabel. In origine velocista "puro", nel corso degli anni è migliorato in salita, a costo di perdere parte delle sue caratteristiche iniziali. Si è trasformato in un altro tipo di velocista, non più "puro" ma in grado di resistere nelle salite, molto meglio di tanti suoi colleghi, e in grado di continuare a dire la sua nelle corse con arrivo in leggera salita. Pesi e contrappesi si diceva prima. Si guadagna in qualcosa e si perde in qualcos'altro. Per le grandi corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna), a parte qualche eccezione, sono i passisti a primeggiare. Passisti però di categoria superiore, in grado di tenere in salita e di andare in fuga, dopo avere fatto cedere gli avversari con un ritmo alto, e - condizione sempre più ineludibile - di essere anche bravi nelle prove a cronometro.
Nella storia del ciclismo quei quattro di prima - Bartali, Merckx, Hinault, Indurain - sono stati esempio di questo di tipo di ciclista. Indurain, i suoi Tour li ha vinti infliggendo distacchi di minuti agli avversari nelle tappe a cronometro e non mollando mai, o quasi, nelle salite, dove era molto difficile staccarlo. A questo quartetto di passisti-cronoman si può aggiungere Jan Ullrich. Campione del mondo dilettanti nel '93; 2o al Tour del France del '96; 1o a quello del '97; 2o a quello del '98; 1o alla Vuelta '99; Campione del mondo, a cronometro, ai mondiali del '99; 2o al Tour del 2000; Medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney nella prova su strada e Medaglia d'argento nella prova a cronometro; 2o al Tour del 2001; 2o al Tour del 2003; 1o al Giro di Svizzera del 2004. Oltre cinquanta corse vinte. Eppure resta il rammarico che il numero di questi successi, in condizioni differenti, si sarebbe potuto moltiplicare.
Nato nel 1973 a Rostok, nell'allora Ddr - Repubblica democratica tedesca, Jan Ullrich dimostra subito che in sella a una bicicletta ha pochi rivali. Professionista dal 1995 con la Deutshe Telekom, partecipa al suo primo Tour de France nel 1996. Ha il compito di aiutare il danese Bjorn Riis a conquistare la maglia gialla contro l'allora imbattibile Indurain. Come si sa il compito del gregario è molto difficile. Il lavoro consiste nello spendersi per il capitano. Nelle tappe in salite deve tenere un ritmo alto, almeno per un certo tratto del percorso, poi si stacca e quell'incarico passa ad un altro dei gregari della squadra. Ullrich invece, svolto il suo compito, non si staccava. Così in quel Tour del '96, arriva al secondo posto a poco più di minuto di distacco.
Già allora tutti si accorgono del potenziale enorme di quel giovane ciclista tedesco. Le previsioni si confermano l'anno successivo, quando, oltre al Tour, vince il campionato nazionale tedesco e per qualche qualche mese è primo nella classifica dell'Uci (Unione ciclistica internazionale). Per la "locomotiva dell'Est", per "Kaiser Jan Ullrich", il '98 deve essere l'anno della conferma. Non è cosi, per una serie di motivi. Quella edizione del Tour, segnata dall'inchiesta sul doping, passa alla storia come la peggiore per la immagine della corsa francese, che ad un certo punto stava per essere fermata. Quanto rimane della competizione si incentra sul duello tra Ullrich e Pantani. In una tappa in montagna, Ullrich va in crisi di fame e perde nove minuti. Il romagnolo prende la maglia gialla e la tiene fino a Parigi, nonostante il ritorno del tedesco che riesce a recuperare vari minuti.
Nulla di grave. Ma quella che era considerata una specie di macchina invincibile mostra di avere alcune umanissime debolezze. è proprio in questo momento che Jan Ullrich dimostra definitivamente di essere un grande ciclista. Perchè rifiutando la maschera di "imbattibile" afferma la volontà di essere, prima di tutto, un giovane del suo tempo. Non un automa senza emozioni, costruito per vincere a vantaggio del business, ma una persona normale con una forza atletica non comune che sa vincere ma che accetta anche la sconfitta, come negli ultimi anni al Tour, dove ha incontrato il "fenomeno" Armstrong. Per questo motivo Jan Ullrich è un ciclista benvoluto. Perchè non vive in modo ossessivo per il ciclismo e non è disposto a fare qualunque cosa per vincere. Un'affermazione di personalità e cultura che in tempi di sport-spettacolo e sport-business è prova di carattere e di indipendenza sempre più difficile da trovare nei grandi campioni.
(Questa recensione è stata scritta nell'agosto 2005)
Notizie
Authorities drop probe against Jan Ullrich in return for 'six-figure' fine (International Herald Tribune, 14 aprile 2008)
Ciclismo, Jan Ullrich si ritira: "Io non ho mai imbrogliato" (Repubblica, 26 febbraio 2007)
La Germania archivia Ullrich (Gazzetta.it, 27 febbraio 2007)
Ullrich si ritira: "Mai barato"(Gazzetta.it, 26 febbraio 2007)
Ullrich ha fatto il test del Dna; la magistratura tedesca ora può verificare i legami con Fuentes (SportPro.it, 01 febbraio 2006)
Il desiderio di Jan (SportNews.it, 18 dicembre 2006)
Ullrich: futuro in Italia? (SportPro, 25 ottobre 2006)
Perquisita la casa di Jan Ullrich in Svizzera (SportPro, 13 settembre 2006)
Franke querela Ullrich (SportPro, 24 agosto 2006)
La Federciclismo svizzera apre un procedimento disciplinare nei confronti di Ullrich (SportPro, 16 agosto 2006)
Il ricorso di Ullrich contro il Dr. Franke accolto dal giudice (SportPro, 14 agosto 2006)
Ullrich: "Mai preso nulla" (Gazzetta dello Sport, 25 luglio 2006)
Jan Ullrich contesta il licenziamento dalla T-Mobile
"Non accetto la notifica della T-Mobile. Sono molto dispiaciuto per il fatto che la decisione mi sia stata comunicata non personalmente ma via fax dai legali della T-Mobile. Dopo tanti anni di buona cooperazione e dopo tutto quello che ho fatto per la squadra, è vergognoso che io sia considerato un numero di fax." (Estratto dal sito ufficiale di Jan Ullrich - www.janullrich.de, 21 luglio 2006)
La T-Mobile licenzia Ullrich (SportPro, 21 luglio 2006)
Una denuncia inguaia Ullrich e Sevilla, indagati dalla giustizia tedesca (SportPro, 20 luglio 2006)
17 luglio 2006. Jan Ullrich rilascia una dichiarazione in merito alle affermazioni e alle speculazioni circolate sui mass media.
"Non mi sono nascosto. Mi trovo nella mia casa in Svizzera e conduco una vita normale. Contrariamente a quanto riportato nelle cronache, i miei avvocati hanno inviato una risposta scritta a Olaf Ludwig, proprietario della licenza della squadra, in merito alle affermazioni fatte contro di me, e per fissare un incontro per la prossima settimana. Su indicazione dei mei avvocati, non rilascierò altre dichiarazioni pubbliche sull'argomento. I miei avvocati sono in contatto con le autorità spagnole che stanno indagando sulla vicenda, per stabilire, se e in che forma le asserzioni sono state realmente fatte contro di me. Come in ogni stato soggetto al diritto, la regola della innocenza fino a prova contraria vale per tutti".
Ullrich: "I am shocked" (T-Mobile, 30 giugno 2006)
Jan Ullrich ha rilasciato la prima dichiarazione dopo la sospensione dalla T-Mobile e la conseguente esclusione dal Tour de France. "Sono scioccato. Io non ho nulla a che fare con questa vicenda." Christian Frommert, direttore della comunicazione della T-Mobile, aveva prima detto che la decisione di sospendere il ciclista era motivata dal dubbio circa i presunti contatti con Fuentes, pur se, al momento, non risulterebbero prove decisive. Ullrich, che arrivava in ottima forma a questa edizione del Tour, adesso tornerà a casa sua in Svizzera. Ha rivelato che i suoi compagni di squadra hanno considerato la possibilità di non partecipare alla corsa per solidarità. "Ma gli ho detto invece di correre, a tutta forza."
Tour, rivoluzione in partenza: Basso escluso; la T-Mobile sospende Ullrich e Sevilla (SportPro, 30 giugno)
Jan Ullrich vince il Giro di Svizzera 2006
Con la vittoria nella tappa a cronometro di domenica 18 giugno, Jan Ullrich ottiene il primo posto nella classifica finale della corsa elvetica. La parte conclusiva di quest'ultima tappa - quando sono partiti i primi in classifica - è stata caratterizzata da condizioni atmosferiche proibitive. La pioggia intensa e il vento hanno creato non pochi pochi problemi e perfino provocato danni alle strutture lungo il percorso. Ma nel contempo hanno qualificato ancora di più la prova del capitano della T-Mobile, che partiva con 50 secondi di ritardo dal leader Koldo Gil, ottimo scalatore della Saunier Duval, e 20 secondi dal Jorge Jascke, passista della Wurth. Ullrich ha dato il massimo, nonostante il maltempo moltiplicasse i rischi e alcuni tratti in paveè siano stati resi ancora più insidiosi dalla pioggia. Il fermo immagine negli ultimi metri prima del traguardo ne ha immortalato il volto da cui era evidente la determinazione con cui ha affrontato la gara.
9a tappa: Kerzers - Bern ITT (cronometro, 30km)
1. Jan Ullrich (Ger) T-Mobile Team 38.45.21
2. Cadel Evans (Aus) Davitamon-Lotto + 0.22.85
3. Angel Vicioso Arcos (Spa) Würth + 0.31.32
Classifica finale
1. Jan Ullrich (Ger) T-Mobile Team 38.21.36
2. Koldo Gil Perez (Spa) Saunier Duval-Prodir + 0.24
3. Jorg Jaksche (Ger) Wurth + 1.03
Ullrich vince il Giro della Svizzera (SportPro, 19 giugno 2006)
Ullrich è un orologio svizzero
(Gazzetta dello Sport, 19 giugno 2006)
Jan Ullrich al Giro di Svizzera (10-18 giugno 2006)
Nel lavoro di preparazione verso il Tour de France, Jan Ullrich ha scelto insieme al suo manager Rudy Pevenage e alla squadra, di partecipare alla 70esima edizione della corsa elvetica, invece che la prevista Vuelta della Asturie (Spagna). Si può ipotizzare che la scelta sia dovuta una valutazione dei due percorsi in riferimento a quello del Giro francese. Ullrich, che ha vinto la corsa a tappe svizzera nel 2004, avrà come compagni di squadra i connazionali Patrik Sinkewitz, Andreas Kloden, Linus Gerdemann, l'australiano Michael Rogers, il lussemburghese Kim Kirchen e gli italiani Lorenzo Bernucci e Giuseppe Guerini.
Jan Ullrich vince la cronometro del Giro d'Italia
16 maggio 2006 - Jan Ullrich vince la tappa cronometro individuale (50km) corsa a Pontedera. Ha iniziato il Giro avendo prima partecipato solo a sei corse, le tappe del Giro di Romandia. La preparazione è iniziata tardi a causa di un infortunio. Molti credevano che il Kaiser avrebbe partecipato al Giro in forma turistica, invece, smentendoli, sta correndo un Giro nel modo migliore consentitogli dalle sue attuali condizioni di forma, che è in costante crescita, come dimostra questa vittoria. Ullrich ha lasciato indietro di 28 secondo Ivan Basso. Ullrich ha detto: "Sono sorpreso di aver fatto il miglior tempo. All'inizio non stavo girando al massimo. Ma quando ho sentito che dopo i primi chilometri il mio tempo era tra i primo, a quel punto sono andato al cento per cento. Era un test. Quello che conta sarà la condizione al Tour".
Ullrich aspetta Basso al Tour (Gazzetta dello Sport, 27 maggio 2006)
Giro d'Italia, a Ullrich la crono di Pontedera (Gazzetta dello Sport, 18 maggio 2006)
Jan Ullrich al Giro d'Italia 2006
22 marzo 2006 - "Se tutto procede così, sarò certamente al via del Giro d'Italia.". Così Jan Ullrich in una intervista al quotidiano tedesco Bild, durante la parte finale della sua preparazione, in Toscana, aggiungendo, nel sito della T-Mobile, che "in qualche tappa del Girò mi proverò, ma certamente non punto alla classifica."
Rund um die Nurnberger Altstadt (11 settembre 2005)
Quindicesima edizione della corsa bavarese (156km). Ullrich, già vincitore di questo criterium nel 1998, avrà come compagni di squadra: Sergey Ivanov, quest'anno campione nazionale russo, Christian Werner, Torsten Hiekmann, Olaf Pollack e l'esordiente Robert Bengsch proveniente dalla KED Bianchi Team Berlin, che sta svolgendo uno stage alla T-Mobile con cui ha già corso il Giro di Danimarca lo scorso agosto.
La corsa è stata vinta da Ronny Sholz (Gerolsteiner) . Jan Ullrich è arrivato in gruppo.
Criterium Ravensburg (02 settembre 2005)
1. Jan Ullrich (T-Mobile)
2. Markus Fothen (Gerolsteiner)
3. Jorg Ludwig (Domina Vacanze)
GP Ouest-France Plouay (28 agosto 2005)
Corsa di 195km, valida per il Pro Tour, che svolge in Bretagna,in un circuito da ripetere 15 volte, con un paio di tratti in salita. A 30km dalla fine, Davide Rebellin (Ita, Gerolsteiner) e Alexandre Vinokourov (provano, senza fortuna, ad andare in fuga. Così come è annullato il tentativo di Fabian Wegmann, della Gerolsteiner. Nell'ultimo giro Jan Ullrich, Rebellin e Moos (Svi, Phonak) tentano un attacco ma vengono ripresi. Al traguardo arriva un gruppo di circa 50 ciclisti. Nello sprint, primo Hincapie (Usa, Discovery Channel). Jan Ullrich si piazza in 10ma posizione.
Giro di Germania (15/23 agosto 2005) - Classifica finale
1. Levi Leipheimer (Usa, Gerolsteiner) 37.24.35
2. Jan Ullrich (Ger, T-Mobile) + 0.31
3. Georg Totschnig (Aut, Gerolsteiner) + 1.23
Jan Ullrich ha vinto la 8a tappa del Giro di Germania.
22 agosto 2005 - Una cronometro di 31Km da Ludwigshafen a Weinheim, in cui il capitano della T-Mobile ha distanziato di 56'' la maglia gialla, Levi Leiphaimer (Gerolstainer), che comunque mantiene la prima posizione in virtù del vantaggio iniziale di 1'26''.
Commento alla 7a tappa del Giro di Germania
22 agosto 2005
La settima tappa del Giro di Germania - da Singen a Feldbertg - è stata vinta da Cadel Evans (Aus, Davitamon-Lotto), seguito dal Fabian Jeker (Svi, Saunier Duval Prodir) e da Jorg Jakshe (Ger, Liberty Seguros). La maglia gialla Leipheimer (Usa, Gerolstainer), quarta all'arrivo, incrementa di altri 30'' il vantaggio su Jan Ullrich, arrivato al settimo posto e ora in classifica generale staccato di 1'26 dal primo. Pioggia e bassa temperatura, caratteristiche di molte delle tappe fin qui corse, si sono dimostrate ancora una volta un problema per il capitano della T-Mobile, che ha tenuto comunque per 3/4 della difficile salita finale. Questa corsa gli ha comunque dato una indicazione positiva, ovvero una migliore capacità di gestire da solo la corsa. Ma ciò non è bastato nel confronto con gli avversarsi della Gerolstainer, presentatasi in ottime condizioni generali e in grado di avere almeno due uomini in testa alla corsa nei momenti decisivi.
Per la T-Mobile probabilmente incidono alla distanza le fatiche del Tour de France, dove ha vinto la classifica a squadre. Esemplare in tal senso la prova di Alexander Vinokourov, ritiratosi alla terza tappa e lontano anni luce dalla forma con cui affrontato la Gran Boucle. Era impensabile già alla vigilia affrontare una corsa a tappe come il Giro di Germania di quest'anno, con una squadra non al meglio della condizione, soprattutto per la presenza di arrivi in salita molto difficili, come il Rettenbachferner (2670m), la più elevata in questa stagione del Pro Tour.
Il Giro di Germania è in crescita e gli organizzatori vorrebbero incrementarne ancora la rilevanza, con l'ambizione, tra qualche anno, di avvicinarsi alle tre principali corse a tappe. Lo spostamento nel calendario da maggio ad agosto ne ha trasformato letteralmente la tipologia. Non più corsa di una settimana da affrontare come preparazione per il Tour de France, ma corsa post Tour con un aumento del budget del 20% e una diffusione televisiva in 32 stati.. Il primo canale della tv tedesca garantisce 30 ore di diretta. Quest'anno è la settima edizione consecutiva, dal 1999. Un piccolo record, poichè da quando è stata organizzata per la prima volta, nel 1911, non c'erano mai state più di sei edizioni consecutive. Già la prossima settimana si conosceranno i primi dettagli sulla edizione 2006.
Criterium di Lorsch (02 agosto 2005)
1. Jan Ullrich (T-Mobile)
2. Markus Fothen (Gerolsteiner)
3. Linus Gerdemann (CSC)
Un circuito di 90 giri, per un totale di 81Km. Jan Ullrich, che aveva già vinto lo scorso anno, e Zabel hanno attaccato e sono andati in fuga insieme ad altri. Il capitano della Tmo ha vinto in uno sprint finale.
Classica di Amburgo (31 luglio 2005)
1. Filippo Pozzato (Quick.Step)
2. Luca Paolini (Quick.Step)
12. Jan Ullrich (T-Mobile)
La corsa, valida per la classifica del Pro Tour, composta da vari giri intorno alla città, per un totale di 253Km, caratterizzata dalla salita del Waseberg, un "muro" di 600 metri di lunghezza con pendenza del 16%. La pioggia ha avuto un ruolo nello sviluppo della corsa, nella fattispecie per il capitano della Tmo, che tradizionalmente non gradisce questa condizione atmosferica. Quest'anno è stata inserita anche la salita di Langenrehm, dopo 58Km, da affrontare solo una volta. Jan Ullrich, in ottima forma post Tour, ha provato al penultimo e all'ultimo giro a fare la differenza su Waseberg, ma i secondi guadagnati non sono stati sufficienti per staccare definitivamente gli avversari. Nell'ultima tornata si è formato un gruppo di 15 attaccanti, con Ullrich, che è arrivato fino al traguardo.
Criterium di Hannover (30 luglio 2005)
1. Jan Ullrich (T-Mobile)
2. Grischa Niermann (Rabobank)
3. Jorg Jaksche (Liberty Seguros)
Europa-Kriterium Mayrhofen (Austria) (28 luglio 2005)
1. Jan Ullrich (T-Mobile)
2. Georg Totschnig (Aut, Gerolsteiner)
3. Bernhard Eisel (Aut, Francaise des Jeux)
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