Opera di Sergio Gimelli Opera di Franco Di Pede Opera di Patrizia Quadrelli Opera di Eugenia Serafini Sergio Gimelli | Franco Di Pede | Patrizia Quadrelli | Eugenia Serafini

20 novembre 2021 (inaugurazione) - 29 aprile 2022
Plus Florence - Firenze




- Sergio Gimelli. "Intervalli di tempo"

Scrive Carlo Franza nel testo: "Il recente capitolo di opere di Sergio Gimelli, muove all'interno di quel filone che è propaggine naturale dell'immagine ormai compromessa, così da portarsi ad appartenere ad una sorta di "nuova icona" che approdata su rive lontane dal realismo lirico, è divenuta oggi realtà sublime, assolutamente libera, svaporata, transitante; sicchè ormai lontana da un realismo tout court per essere, come di fatto lo è, "ideographic picture" , estetica nuova della cultura europea, che si fa racconto dell'oggi.

Con tecniche diverse, carte applicate, ritagli e colori e toni pastellati, il lavoro di Gimelli vive una radicalità del nuovo gesto pittorico, racconta il presente, si fa diario e memoria di tracciati esistenziali e di figure - occasioni già care a molti artisti contemporanei - che riprendono con naturalità l'umano desiderio del sublime e di emozioni assolute. Memorie, ma anche nostalgie, leggende dell'oggi, miti, dove la concretizzazzione ha lasciato il posto all'accenno, a tracce impresse in modo talvolta informale, immagini imperanti che sfuggono ormai le intenzioni figurative o narrative, per essere infine eroiche, oltre la bellezza, in quanto ritornanti all'arte anestetica, non bella, ma decisamente pretesto e filosofia.

Egli racconta la storia dell'oggi, quotidiana, transitante, attraverso una narrazione che utilizza elementi di cronaca domestica e privata, il cui contenuto e la cui costruzione sono ugualmente significativi all'interno di uno spazio dove si trasmettono dei pensieri che vanno al di là del tempo e lo spazio rappresentati. Gimelli scandaglia il mondo e lo ferma con l'immagine, tra il fotografico e la distorsione, l'occasione sopraggiunta, propizia, con la visione potenziata nel clima del colore piuttosto che nel segno, va alla ricerca del tempo perduto grazie a una creatività che fa aggallare interi mondi di recupero della memoria, attraverso materiali che sollevano il pensiero fra intervalli di tempo."

Sergio Gimelli (Milano, 1976) ha conseguito la Laurea in Pittura, allievo di Stefano Pizzi, e in Nuove Tecnologie dell'Arte, all'Accademia di Belle Arti di Brera. Negli ultimi anni, la frequentazione dell'artista Marisa Settembrini ha maggiormente portato la sua ricerca verso la sperimentazione pur non tralasciando il suo interesse per il ritratto e la figura.

- Franco Di Pede. "Il Respiro del territorio"

"Nel contesto italiano della variante intimistica della land art, il lavoro scultureo di Franco Di Pede che muove dal tufo materano, trova sul versante delle installazioni, delle carte e dei dipinti, la testimonianza di un'esperienza diretta, di un paesaggio naturale primordiale, geometrico, mediante tracce estetiche. E' così che il respiro del territorio sviluppa nel recente lavoro di Franco Di Pede un sentimento romantico della natura vissuto in prima persona, privo di soggettivismo e attentamente controllato sul piano formale, trova la formulazione estetica più ricercata, accrescendo la dialettica della casualità.

Carte colorate, sperimentazioni di linee, quadrati, triangoli, geometrie dell'universo, innestate fra loro con collage. Disegni paesaggistici concepiti come particolari infinitesimali del paesaggio universale, anche di dimensioni ridotte, conformi all'identità del frammento archeologico e dell'amuleto, pensati nella scala spazio-temporale dell'uomo rispetto a quella dell'universo, sempre intesi come istanti di "un'esperienza totale" del paesaggio. Pochi e calibrati ritagli orizzontali e verticali tra margini e angoli, che individualizzano ed enfatizzano la qualità estetica dell'artefatto, viaggio in uno spazio fantastico immenso, e questo favorisce il piacere che prova Franco Di Pede nel fare l'opera". (Carlo Franza)

Franco Di Pede (Matera, 1937) nel 1956 si è diplomato al Liceo artistico di Napoli. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti e la facoltà di Architettura della stessa città. Dal 1957 al 1981 è stato ordinario di Educazione Artistica nelle scuole medie del materano. Nel 1964 ha aperto la galleria Studio poi Arti Visive. I suoi interessi si distribuiscono in più campi: architettura, pittura, scultura, fotografia, arredamento, design e storia locale. Inoltre collabora a quotidiani e riviste specializzate.

Come animatore culturale ha promosso l'attenzione al tema del recupero e della conservazione dei Sassi, organizzando workshop e tenendo più di cinquecento mostre personali e collettive in Italia e all'estero per stimolare l'interesse internazionale verso il singolare habitat materano. E' attualmente impegnato nella promozione di stage formativi sulla lavorazione artistica del tufo con il coinvolgimento delle principali Accademie di Belle Arti italiane. I suoi lavori sono presenti in molti musei e collezioni private in Italia e all'estero. Si tratta di opere realizzate, quasi sempre, con materiali poveri (tufo, ferro, vetro, legno) e conservate presso Enti Pubblici e Istituzioni culturali locali e nazionali.

- Patrizia Quadrelli. "Della poesia per frammenti"

"Nel passaggio dal vedere all'osservare, nell'essere dentro la pittura, dentro la situazione, il clima neo-informale che ci declina Patrizia Quadrelli nei suoi recenti lavori pittorici occasionati per questa mostra, dove le forme-informi sono approdate alla coscienza e lasciano vivere proprie epifanie, ecco che il processo della ripetizione modulare si fa chiaro. E' pur sempre un racconto, un entrare dentro la situazione, un rappresentare paesaggi anomali, ove tutto pur se appare controllato e razionale, vive ancora in modo pulsante nell'immensità dello spazio, aperto all'infinito, dove predominano il senso della memoria e il sogno. Forme aggettanti, aperte a sentieri, in una sorta di dinamismo cosmico, da richiamare talvolta anche certe forme di Roberto Crippa.

Nelle campiture dei dipinti, in cui vive la ritmica distribuzione di forme e colori, tenuti al basso, quasi a rammentare la nascita del mondo, spazi nello spazio, fuori dal caos ancestrale, il mondo di Patrizia Quadrelli vibra come un'anima in piena effervescenza cromatica, cosmica, nebulosa, stellare. Tecnica e materiali svelano la sintesi della propria estetica, ma anche che tanti quadri formano un unico quadro, e una moltitudine di immagini vengono percepiti come un'unica opera, da far rammentare la fertile progettualità di Emilio Vedova tra astrattismo e informale. Patrizia Quadrelli ci consegna oggi delle opere ove appare un ritorno alla scomposizione - composizione, attraverso un geometrismo coerente ma discontinuo, per certi aspetti quasi modulari, ove si palesa una variazione continua di contenuti, di processi e di forme". (Carlo Franza)

Patrizia Quadrelli (Saronno, 1958), iscritta all'Accademia di Belle Arti di Brera nel Dipartimento di Pittura, ha sempre avuto una forte curiosità per i fenomeni dell'arte moderna e contemporanea. La sua naturale inclinazione e l'attitudine al fare artistico e l'incontro nel 2015 con l'artista Marisa Settembrini ha fatto maturare il lei il desiderio di intraprendere un percorso artistico di studio, ricerca e sperimentazione. Il fascino del vetro e dei materiali e la simbologia delle forme sono stati gli elementi della sua iniziale ricerca, per giungere all'attuale lavoro più informale e segnico.

- Eugenia Serafini. "Estiva"

Scrive Carlo Franza nel testo: "Distesa estate,/ stagione dei densi climi/ dei grandi mattini,/ dell'albe senza rumore /- ci si risveglia come in un acquario -/ dei giorni identici,astrali,/ stagione la meno dolente/ d'oscuramenti e di crisi,/ felicità degli spazi,/ nessuna promessa terrena/ può dare pace al mio cuore/quanto la certezza di sole/ che dal tuo cielo trabocca;/ stagione estrema, che cadi,/ prostrata in riposi enormi;/ dai oro ai più vasti sogni,/ stagione che porti la luce/ a distendere il tempo/ di là dai confini del giorno,/ e sembri mettere a volte/ nell'ordine che procede/ qualche cadenza dell'indugio eterno". (Vincenzo Cardarelli, Estiva). (...)

Sull'estate si è misurata Eugenia Serafini con venti preziose carte colorate che ne esemplano le luci e i colori di una stagione che rappresenta la piena libertà. Il tempo, le stagioni, l'estate, sono anche legate ai luoghi, al paesaggio. Basti pensare a come sono diversi i pomeriggi al mare da quelli in città: quest'ultimi sono visti da Montale "pallidi e assorti…". (...) Estate dopo estate, scorre il nostro tempo, lo sentiamo passare sulla pelle, lo vediamo in ogni nuova piega del viso che l'abbronzatura nasconde, lo leggiamo negli occhi chi ci vive accanto che, come noi, nelle sere blu d'estate sente freschezza e non ha pensieri, tacendo nel profondo. Perché l'estate induce a scrollarsi di dosso affanni e preoccupazioni quasi come quei vestiti pesanti che ciascuno non vede l'ora di togliere ma che puntualmente, ritornano ad ogni autunno.

"Le sere blu d'estate andrò per i sentieri/ graffiato dagli steli, sfiorando l'erba nuova:/ ne sentirò freschezza, assorto nel mistero./ Farò che sulla testa scoperta il vento piova./ Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:/ ma l'infinito amore l'anima mia avrà colmato,/ e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,/ guardando la Natura, come un innamorato". (Arthur Rimbaud, Sensazione).

E state e stiamo così, laddove si sta insieme, sospesi per i tre mesi estivi, tra mare, miraggio di fluide carezze, profumi di tigli odorosi e pulicaria nell'aria: i poeti sanno come trovare le giuste parole ed esprimerli in versi. Le opere d'arte che celebrano l'estate sono state tante. Luce diffusa, colori caldi, paesaggi estivi sono queste alcune delle caratteristiche comuni ai dipinti di Monet, Bruegel, Hopper e Gauguin. Pittori di ogni epoca e latitudine si sono spesso cimentati nella rappresentazione dell'estate, papaveri nei campi di grano, spiagge e quella luce dorata e calda, particolare, che c'è solo nelle sere estive.

Numerosi sono stati i pittori che nel corso della storia dell'arte hanno dipinto almeno un quadro a tema estivo, sia esso una veduta marina o un campo di grano maturo. Oggi, in questa significativa mostra sull'estate (la seconda stagione da lei esemplata dopo la primavera) si è cimentata l'artista Eugenia Serafini, che ha esemplato a colori, il paesaggio tra cielo e terra, la luce, le accensioni, le stelle, ella ha colto miracolosamente la luce perché quando arriva la tanto attesa estate, tutto si colora di una luce diversa, tutto si rianima e acquisisce una vitalità altrimenti sconosciuta". (Carlo Franza)

Eugenia Serafini, Docente universitaria, artista e scrittrice/performer, giornalista, si è laureata in Lettere Classiche all'Università La Sapienza di Roma ed è stata allieva del grande e illustre Natalino Sapegno. Figura complessa e interessante, è stata Docente di Storia dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Carrara e dell'Accademia dell'Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, e dal 1999 Docente di Disegno dell'Università della Calabria. E' nata a Tolfa (RM), piccolo e attraente borgo etrusco, nel 1946 e il suo percorso culturale l'ha portata a diventare artista di spicco nell'arte contemporanea internazionale.

Poeta performer e installazionista, lavora da anni alla contaminazione intermediale e all'arte totale, utilizzando e fondendo gli apporti di diversi rami creativi: da quello visivo-digitale a quello teatrale, poetico e musicale che utilizza nella creazione delle sue installazioni performative. Direttrice editoriale dell'Artecom-onlus, ne ha ideato e dirige la Collana di Libri d'Artista e la Sezione per l'Ex-libris ed è responsabile delle rubriche di Arte e Letteratura Contemporanea della rivista FOLIVM. Numerose le sue pubblicazioni di saggi e monografie di artisti moderni e contemporanei.

Vanta una vasta produzione di scrittura creativa e libri d'artista. Una delle sue ultime pubblicazioni è il bellissimo volume di poesia visuale e performativa con CD delle sue Performances, "Canti di cAnta stOrie", Roma 2008, presentato dall'indimenticabile professor Mario Verdone che le è stato vicino per tanti anni nel suo percorso artistico ed esistenziale. Realizza da anni eventi di Cultura sul Territorio nella città di Roma ed eventi multimediali con partecipazioni internazionali di altissimo livello. (Estratto da comunicato stampa)

Immagini (da sinistra a destra): opere di Sergio Gimelli, Franco Di Pede, Patrizia Quadrelli, Eugenia Serafini



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