Gianni Callari
Accorgersi. Di noi stessi e degli altri. In questo caso dell'Arte

20-30 maggio 2010
Residenza in Farnese - Roma

Opera di Gianni Callari Personale con 17 opere, 13 in catalogo, opere dal 1976 al 1993, alcune delle quali "mai esposte". Partecipano artisti ospiti, quattro artiste italiane, tre straniere ed un artista internazionale con un opera ciascuno: JosŔ Van Roy Dalý, Maria Vittoria Zavattaro, Tania Welz, M˛nica Moro, Cristina Moglia, Cettina Callari, Raluca Ioana Misca, Elide Ricca

Gianni Callari. Alle elementari aveva paura del disegno, del "tema" e del "problema". Temeva che quando il maestro dettava il titolo o diceva di disegnare una cosa a piacere, non gli venissero le idee. Ha finito per appassionarsi proprio della pittura e dello scrivere compresi gli odori tipici dei colori ad olio e dell'inchiostro della stilografica. Per quanto riguarda la matematica Ŕ rimasta l'idiosincrasia, nonostante che, per decisione paterna, sia stato avviato all'istituto tecnico commerciale, alla facoltÓ di economia e commercio ed alla conseguente carriera di 40 anni di funzionario presso un ente previdenziale. Inizia a dipingere nel 1963 con una cassetta di tubetti Maimeri acquistata da Bordi, pagata 3.000 lire con lo "stipendio" da studente che gli dÓ suo padre.

Paesaggista. Grande produzione, partecipa alla collettiva organizzata dalla scuola presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma e ad alcune estemporanee. Dopo un lungo periodo di fermo e di riflessione riprende, scioglie le masse e ritorna impetuosamente con una produzione di molte opere: disegni e tele di pittura informale, fantastica, emotiva, forme e colori in libertÓ. Molte le collettive a Roma e in varie localitÓ; di rilievo la personale nella galleria "La Nuova Papessa" dei Purificato dove ottiene un buon successo ed ha modo di conoscere critici, importanti artisti sia nel campo della pittura che della letteratura. Un'altra importante collettiva Ŕ all'Accademia Studi "Arte nel Mondo Leonardo da Vinci" nella quale una qualificata giuria gli attribuisce un premio al quale segue un'intervista e il passaggio in una televisione privata. Segue il Premio "Campo de' Fiori".

Alcune delle opere e documentazione sono presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz Archivio per l'Arte Italiana del Novecento. A questo ritorno, parallelamente alla realizzazione di opere figurative, si affianca una produzione di scritti, racconti, storie che a giudizio di esperti sono adatte sia per il romanzo che per il soggetto cinematografico. Scrive dieci, venti, trenta e supera le quaranta "storie per il Cinema" scritte come synopsis, originali, di vario genere, dal noir all'avventura, alla commedia. E' autore associato alla Siae. E' uno degli scrittori italiani dell'Antologia curata dall'Unione Nazionale Scrittori e Artisti per l'Unesco nella giornata del libro presentata nella Biblioteca della Camera dei Deputati. Passa alla cinematografia, scrittura per il cinema. Immagini, forme e colori sulla tela e immagini in movimento con azione, ritmo, tridimensionali. Un maestro del cinema colto, laureato in lettere e filosofia, scrittore, sceneggiatore e regista gli insegna il "mestiere".

BalÓzs, Ejzenstejn, Pudovkin, Bresson, Germi, Antonioni, Fellini, De Sica, i riferimenti. Una scuola che dura molti anni; impara a scrivere la sceneggiatura, il linguaggio e la tecnica cinematografica, la costruzione e la scaletta psicologica del personaggio, il ritmo esterno ed interno, ideasceneggiaturaregiamontaggio di una "ambivalenza plastica", insomma l'arte cinematografica. Soltanto allora si cimenta a sceneggiare e dirigere alcune delle sue "storie". Prodotti dalla Antonioni Anna Cinematografia Management realizza cortometraggi Immagini & Musica nei quali espressioni, atteggiamenti e gesti degli interpreti, pi¨ eloquenti di mille parole, raccontano fatti.

Per lo stesso film cortometraggio vince un importante festival della Federazione Italiana Cineclub e un premio alla rassegna Fedic nel contesto di TaorminaEstate con proiezione serale del cortometraggio davanti a una platea di autori, sceneggiatori, registi, attori del teatro e del cinema; seguono una serie di riconoscimenti in manifestazioni tra le quali il Festival Internazionale del Cinema di Salerno e partecipazioni a competizioni all'estero. Attribuisce ad un premio questo valore: persone estranee non compiacenti, liberamente ed obiettivamente, ritengono l'opera degna di un riconoscimento e pertanto va raccolto il parere favorevole e l'incoraggiamento a proseguire nel percorso artistico.

Accorgersi. Dipingere e scrivere. E' sempre raccontare i fatti umani e una parte di se stessi. Che si usi il pennello, la spatola, la stilografica, la macchina per scrivere, il computer, Ŕ il prodotto che conta. Lo scrivere ha fatto un po' la parte del leone ma l'antica passione per la tela Ŕ sempre lý presente, attiva ed impetuosa. Il descrivere con le immagini, il disegnare Ŕ elemento vitale; l'uomo primitivo sentý impellente il bisogno, la necessitÓ di scarabocchiare, graffiare le pareti della caverna, tirare fuori dal profondo e comunicare l'emozione, il sentimento, l'angoscia, l'ansia, il piacere, la paura, la gioia per ci˛ che aveva visto muoversi attorno a sÚ. (Presentazione a cura di Massimiliano Callari)

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