Usa: Nuovi equilibri al Senato Ripresa elettorale dei Repubblicani e confronto sulla riforma sanitaria dei Democratici, prima delle elezioni di novembre
di Ninni Radicini
Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori
febbraio 2010
La vittoria del candidato Repubblicano Scott Brown nelle elezioni in Massachusetts per l'assegnazione del seggio in Senato ha avuto effetto anche sulla politica federale, in particolare sul passaggio alla Camera dei Rappresentanti del disegno di legge sull'assistenza sanitaria. Brown ha ottenuto il 52% contro la Democratica Martha Coakley (47%: sarebbe stata la prima senatrice del Massachusetts) e Joseph Kennedy (1%), indipendente del Partito Libertario. L'affluenza alle urne è stata del 50% (alle primarie dell'8 dicembre era stata il 16%).
Una vittoria imprevedibile ancora tre settimane prima del voto del 19 gennaio, quando era indietro del 15%. Girando lo stato su un furgone, promuovendosi in modo diretto presso i cittadini, si è dato un profilo di repubblicano ai limiti dell'indipendenza (ulteriore passo avanti rispetto alla strategia di McCain nelle Presidenziali '08), sia perché il Gop (Grand Old Party) è tuttora in fase di ridefinizione programmatica, sia per il contesto locale: Obama vinse con un +26%; l'ultimo senatore repubblicano era stato eletto nel 1972 e Ted Kennedy confermava il proprio seggio dal '62. Inoltre al presente, tra gli elettori registrati i Democratici sono il triplo dei Repubblicani e soprattutto il 51% si è dichiarato indipendente (orientati al 42% verso i Repubblicani).
Il ridimensionamento costante del distacco ha portato Obama a intervenire nella campagna elettorale a sostegno della Coakley, contando su un consenso alla politica presidenziale del 53%, superiore alla media nazionale. Altrettanto ampia la mobilitazione a sostegno di Brown, pure da altri stati. Anche nelle due precedenti elezioni, in Virginia e in New Jersey per i governatori, i candidati Democratici sono stati sconfitti, nonostante il sostegno diretto di Obama. In prima lettura si è ipotizzato che derivi da un calo di popolarità di Obama.
Eppure vi è anche l'ipotesi che una quota degli elettori che alle Presidenziali '08 votò per i Democratici lo abbia fatto solo per votare Obama. Rilevazioni recenti indicano infatti che egli vincerebbe in modo netto contro ognuno degli sfidanti repubblicani oggi più quotati: Mitt Romney (ex governatore del Massachusetts), Newt Gingrich (ex speaker della Camera dei Rappresentanti), Sarah Palin (già candidata alla vicepresidenza nel '08). Nel computo va però considerata la crescita dell'elettorato indipendente e dei movimenti liberisti radicali e autonomisti, come il Tea Party.
Il testo della riforma dell'assistenza sanitaria, dopo le modifiche apportate nei due rami del Congresso, dovrà ora essere elaborato in una versione di sintesi. A meno che la maggioranza democratica alla Camera voti il testo emendato dal Senato senza modifiche. A quel punto il presidente potrebbe firmarlo e convertirlo in legge senza la necessità di un altro voto al Senato. Ma questa opzione non ha trovato subito consensi, date le divergenze tra l'ala progressista e quella conservatrice del Partito Democratico, con la prima sostenitrice della versione originaria. I Democratici hanno oggi la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, dove però la perdita del seggio del Massachusetts li ha ridotti a 59, uno in meno del minimo necessario per bloccare le procedure ostruzionistiche previste dal regolamento parlamentare per l'opposizione.
Scott Brown si è schierato contro la riforma sanitaria federale promossa da Obama contestandone, in linea con il Partito Repubblicano, i costi (si ritiene potrebbero arrivare a un trilione di dollari in dieci anni) e l'eventuale conseguente aumento della tasse, sostenendo invece che siano i singoli stati a gestire la materia. Infatti lui ha approvato la riforma sanitaria del Massachusetts, promossa dal governatore Romney, che ha esteso l'assicurazione alla quasi totalità dei residenti.
Altre ipotesi, in ordine all'iter della riforma sanitaria, quella che Camera e Senato trovino un accordo su una nuova versione del testo prima che Brown entri in carica; oppure che un senatore Repubblicano si dichiari favorevole, riportando la maggioranza a 60 seggi. A novembre, le elezioni di medio termine per il rinnovo dei seggi di Camera e Senato. Sono considerati incerti sette seggi al Senato ora Democratici (Arkansas, Colorado, Connecticut, Delaware, Illinois, Nevada, Pennsylvania) e quattro repubblicani (Kentucky, Missouri, New Hampshire, Ohio). Per i Democratici sarà determinante il riscontro sul voto dell'elettorato giovanile, decisivo per la vittoria di Obama nel '08.
La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007