Armenia: risultati elettorali e prospettive
I partiti politici armeni e le elezioni parlamentari 2007

di Ninni Radicini
31 maggio 2007


Repubblica al centro del mosaico etnico caucasico, l'Armenia dopo elezioni legislative del 12 maggio - le quarte dalla indipendenza nel 1991 - vede un rafforzamento della coalizione di governo e la polarizzazione dell'elettorato verso i maggiori partiti. I 131 seggi dell'Assemblea nazionale - parlamento monocamerale in carica per cinque anni - sono attribuiti con un sistema misto: 41 con il maggioritario; 90 con il proporzionale, per le liste che ottengono almeno il 5%. In base ai risultati della commissione elettorale, Hhk - Partito repubblicano ha ottenuto il 33.8% (+10 dalle elezioni 2003). Al secondo posto Bh - Armenia Prospera (15.1%), di Gagik Tsarukian imprenditore ed ex campione del mondo di wrestling. Segue Hhd - Federazione rivoluzionaria armena (13.1%). Hanno superato lo sbarramento solo due liste di opposizione: Oy - Partito dello Stato della legge (6.8%), di Artur Baghdasarian, ex presidente del parlamento; Zharangutiun - movimento "Eredità" (6%), di Raffi Hovannisian, ex ministro degli esteri nato negli Usa.

Nessun seggio per il socialdemocratico Mak - Partito unito del lavoro, dell'imprenditore Gurgen Arsenian, l'anno scorso al posto del centrista Oy come terzo componente della coalizione governativa. Rimangono fuori dal parlamento anche Hzh - Partito del popolo, di Stepan Demirchian, e il partito "Repubblica", dell'ex primo ministro Aram Sargsyan. Secondo gli osservatori della Osce, le elezioni si sono svolte con standard apprezzabili seppure ancora da migliorare. Di parere contrario alcuni partiti di opposizione che hanno subito considerato la possibilità di un ricorso alla Corte costituzionale. Tra essi, Hzh e Nz - "Nuovi Tempi" (3.5%), di Aram Karapetian. Hhk, conservatore, nel maggio 1991 è stato primo partito registrato nell'Armenia ancora parte dell'Urss. Hhd, aderente all'Internazionale socialista, è stato fondato nel 1890 per la difesa del popolo armeno contro i massacri subiti durante il periodo dell'impero ottomano.

Dopo la chiusura dei confini da parte di Turchia e Azerbaijan, Jerevan, per superare la conseguente pesante crisi economica, ha sviluppato relazioni multilateriali con Ue, Stati Uniti e Iran (fornitura energetica e transito commerciale), oltre al tradizionale legame con la Russia, anche in virtù della presenza di forti comunità armene, formate dalla diaspora conseguente al genocidio del 1915-23. Rimane da risolvere con l'Azerbaijan la questione del Nagorno-Karabakh, regione a maggioranza armena in territorio azero, di cui sono originari il presidente della repubblica armena Robert Kocharian e il primo ministro Serzh Sargsyan. Con Ankara persiste inoltre il nodo del mancato riconoscimento del genocidio armeno, argomento ineludibile del negoziato di adesione della Turchia alla Ue.

L'Armenia aderisce dal 1996 al Partnership and Cooperation Agreement della Unione europea, programma di sostegno economico vincolato al raggiungimento di standard sociali ed economici prestabiliti. La Ue rappresenta il primo importatore (38%) di prodotti, in particolare metalli, dell'Armenia, verso cui esporta per il 24%, soprattutto veicoli, macchinari e attrezzature meccaniche. Il primo ministro Sargsyan ha confermato l'intenzione di candidarsi alle Presidenziali del febbraio 2008, a cui non concorrerà invece l'attuale capo dello stato Robert Kocharian poichè la costituzione vieta tre mandati consecutivi. Sargsyan aveva prima dichiarato che si sarebbe candidato solo se Hhk avesse ottenuto almeno il 25% alle Legislative. Intanto, nonostante la netta vittoria del suo partito, ha detto di augurarsi che più forze politiche partecipino al prossimo esecutivo.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Il Caucaso - Popoli e conflitti di una frontiera europea



Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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