Grecia: approvato programma di supporto della Ue per uscita dalla crisi

di Ninni Radicini
06 aprile 2010


Nella riunione del 25-26 marzo a Bruxelles, i leader dei sedici governi degli stati aderenti alla zona euro si sono accordati su un piano di sostegno alla Grecia, per il superamento della attuale crisi economico-finanziaria, imperniato su prestiti bilaterali e sulla partecipazione del Fondo monetario internazionale. In linea con la determinazione di regole precise richieste dalla Germania, il piano prevede che i prestiti non potranno essere considerati un aiuto finanziario e saranno attivati dopo una valutazione dettagliata della richiesta da parte di Atene. Il via libera dovrà essere deciso da tutti gli stati della zona euro, che avranno potere di veto. E' inoltre prevista la possibilità per le banche greche di accedere ai fondi della Banca Centrale europea estendendo i tassi ridotti sul prestito fino al prossimo anno.

La decisione realizza un meccanismo di assistenza comunitaria utilizzabile qualora Atene decidesse di avvalersene e rappresenta un riscontro politico significativo per Grecia. George Papandreou, primo ministro greco dall'ottobre '09 e presidente del Pasok - Movimento socialista panellenico dal '04, ha accolto in modo favorevole quanto stabilito e intanto ha affermato l'efficacia dei provvedimenti nazionali, già intrapresi dal suo Esecutivo e approvati dal Parlamento, per contrastare la crisi (blocco dei salari, aumento delle imposte, riduzione dei benefici per i dipendenti pubblici) e di non prevedere ulteriori misure di austerità. Nei primi due mesi del 2010 - in confronto ai dati dello stesso periodo del 2008 - la Grecia ha registrato un aumento delle entrate (+13%) e una riduzione delle spese (-10%).

Intanto tra le nuove riforme previste, quella del sistema pensionistico. Il disegno di legge in materia è stato pubblicato on line, invitando i cittadini ad esprimere commenti e indicazioni; una pratica che il nuovo Esecutivo ha avviato all'inizio del mandato. Il progetto è orientato alla semplificazione della normativa attuale, attraverso la rimozione degli accordi che garantiscono benefici aggiuntivi ad alcune categorie e la definizione di una pensione statale minima (senza distinzione di categorie e posizioni). La riforma sarebbe attuata in tre fasi, con inizio nel '13.

Secondo quanto dichiarato dal ministero del Lavoro, la mancanza di interventi nel settore porterebbe al fallimento del sistema pensionistico in cinque anni: con il nuovo quadro normativo si vorrebbero invece creare le condizioni per avere fra venti anni un livello di spesa uguale a quello attuale (quasi il 5% del Pil). La decisione in sede comunitaria, sottolinea Papandreou, corrisponde nell'insieme a quanto auspicato da Atene e serve innanzitutto a fronteggiare le speculazioni intorno al debito pubblico greco, aggiungendo però che sarebbe stato preferibile un piano da attuarsi in esclusivo ambito europeo, senza l'eventualità prevista di partecipazione del Fmi.

A fronte della valutazione positiva del premier, Antonis Samaras, leader di Nuova Democrazia - principale partito di opposizione di centrodestra - ha espresso riserve sulle caratteristiche dell'accordo, criticando in particolare la scelta di prevedere la partecipazione del Fmi. Samaras ha evidenziato la questione anche nella riunione del gruppo parlamentare del Partito popolare europeo, a cui aderisce ND, sebbene la maggioranza dei leader delle formazioni partecipanti non abbia espresso contrarietà alla partecipazione Fmi. Critiche anche da parte del Kke - Partito comunista, principale partito di opposizione a sinistra, secondo cui la partecipazione del Fmi rappresenta una espressione di debolezza della Ue e, se attuata, determinerebbe provvedimenti economici e finanziari molto pesanti per i cittadini ellenici.

Georgios Karatzaferis, presidente di Laos - Partito popolare ortodosso, considera l'accordo comunitario una tregua, che potrebbe tradursi in vittoria se i prestiti richiesti saranno ottenuti con bassi tassi d'interesse. Per Alexis Tsipras, leader di Syriza - Coalizione della sinistra radicale, la decisione presa a Bruxelles se applicata potrebbe avere invece risvolti pesanti per il paese, peggiorandone le prospettive. Ha inoltre criticato l'Esecutivo, ritenendolo condizionato da Laos. Dalle rilevazioni condotte alla fine del mese di marzo, il Pasok si conferma primo partito con un distacco del 10% su Nuova Democrazia.

La Chiesa greca ha intanto annunciato l'intenzione di non contrastare il progetto del governo di tassare le sue proprietà, nel quadro dei provvedimenti di aumento delle entrare per lo stato. Il governo ha proposto una tassa del 20% sulla rendita che la Chiesa realizza dai suoi beni immobili. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, sostenitore del piano nella struttura poi approvata, ha sottolineato la rilevanza dell'accordo raggiunto in funzione della stabilità dell'euro. In tale direzione va considerata anche la richiesta della Germania di avviare entro l'anno il lavoro di un gruppo di esperti per stabilire come rafforzare le regole della Ue, in modo da prevenire altre crisi come quella avvenuta in Grecia (eventuali decisioni in merito avrebbero effetto anche sul Trattato della Ue).

Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha detto di augurarsi che le misure decise siano determinanti nel contrasto alla speculazione avviata nei mesi scorsi sul rischio di default (fallimento) della Grecia. L'accordo raggiunto a Bruxelles arriva per la Grecia nel giorno in cui ricorre l'anniversario della indipendenza. Una circostanza sottolineata anche dal presidente della Repubblica Karolos Papoulias: "Come nel 1821 l'onda di Filoellenici dimostrò solidarietà alla Grecia, così oggi a Bruxelles chiediamo solidarietà degli Europei nella difficile battaglia intrapresa".



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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