Germania 2018: Elezione nuovo Presidente dei Socialdemocratici

di Ninni Radicini
27 aprile 2018


Il 22 aprile Andrea Nahles è stata eletta Presidente della SPD - Partito Socialdemocratico Tedesco (Sozialdemokratische Partei Deutschlands). E' la prima donna in 155 anni di storia del partito a ricoprire tale incarico. Nahles, 47 anni, capogruppo al Bundestag (Dieta Federale) e già Ministro Federale del Lavoro nel precedente governo di Grande Coalizione (legislatura 2013-17) ha concorso in competizione con Simone Lange, 41 anni, sindaco di Flensburg (Land Schleswig-Holstein) dal gennaio 2017 ed ex deputato del Landtag (Dieta Statale). Il congresso federale straordinario di SPD - il quinto in tredici mesi - si è svolto a Wiesbaden (capitale del Land Assia) con la partecipazione di 631 delegati. I voti validi sono stati 624, le astensioni 38. Nahles ha ottenuto 414 voti (66.35%), Simone Lange 172 (27.56%).

La percentuale dei consensi per la Nahles è stata inferiore al 75% ipotizzato alla vigilia e rappresenta il secondo peggior risultato per un candidato eletto alla presidenza del partito, dopo quello di Oskar Lafontaine che, nel 1995, nel confronto con Rudolf Scharping, ottenne il 62.6%. Lafontaine, personalità di notevole rilevanza della Sinistra Socialdemocratica e del Socialismo Europeo, ebbe il sostegno di Andrea Nahles, in quella fase Presidente di Jusos, la federazione di Giovani Socialisti. A sua volta Andrea Nahles, a Wiesbaden, ha avuto il sostegno dall'attuale presidente di Jusos, Kevin Kühnert, nonostante questi sia stato sostenitore del "No" alla partecipazione di SPD alla nuova Grande Coalizione (GroKo) con CDU - Unione Cristiano-Democratica (Christlich Demokratische Union Deutschlands) e CSU - Unione Cristiano-Sociale (Christlich-Soziale Union in Bayern), a differenza della Nahles, sostenitrice dell'accordo. Kühnert ha però sottolineato che si è trattato di una scelta personale in funzione del superamento delle diffidenze interne nel partito.

A determinare lo svolgimento delle elezioni per il nuovo Presidente di SPD sono state le dimissioni di Martin Schulz a febbraio 2018, a seguito delle divergenze emerse nel partito dopo la conclusione dei negoziati per la formazione della nuova GroKo, in particolare sulla eventualità che egli avesse l'incarico di Ministro degli Esteri, circostanza che, insieme con il mediocre risultato elettorale federale 2017 (20.5%, minimo storico dal 1949) e le critiche sul cambio di orientamento (dalla contrarietà al sostegno a una nuova GroKo), ha determinato la decisione di Schulz lasciare la presidenza del partito. Eletto Presidente di SPD nel febbraio 2017 con il 100% dei consensi dei delegati e dichiarato candidato del partito alla Cancelleria pochi giorni dopo la conclusione del suo incarico di Presidente del Parlamento Europeo, per Martin Schulz fu il culmine di una fase politica di entusiasmo della base di SPD per le prospettive elettorali, rivelatasi però di breve durata a seguito della perdita di consensi in una serie di elezioni per il rinnovo di vari Landtag e nelle Legislative Federali.

Il giorno seguente le elezioni federali del 24 settembre 2017, dopo la dichiarazione con cui si affermava che SPD non sarebbe entrata in una nuovo governo con CDU/CSU, Martin Schulz sostenne la candidatura di Andrea Nahles a capogruppo dei deputati Socialdemocratici nel Bundestag, sebbene l'ala moderata del partito avrebbe preferito valutare la decisione in un periodo di tempo più ampio. Nahles ottenne l'incarico - anche in questa occasione per la prima volta attribuito ad una donna - con il consenso del 90% dei deputati di SPD (137 voti a favore; 14 contrari). Un ruolo di notevole rilievo nel quadro politico della Repubblica Federale Tedesca, che lei segnò prospettando per SPD una linea di "opposizione appassionata per tornare al potere tra quattro anni". Sviluppando la sua attività politica dalla sinistra del partito, da Ministro del Lavoro ha sostenuto nel 2015 l’introduzione del salario minimo nazionale, a fronte della caratteristica preferenza in Germania di accordi collettivi di lavoro per i singoli settori professionali.

Dopo le dimissioni di Martin Schulz, la presidenza a interim del partito è stata attribuita a Olaf Scholz, Ministro Federale delle Finanze e Vice Cancelliere nella nuova Grande Coalizione ratificata lo scorso marzo. Durante il congresso di gennaio 2018 per decidere sulla partecipazione di SPD alla GroKo, l'intervento della Nahles è stato ritenuto determinante per la scelta di voto di una parte dei delegati. E' da notare che dopo il via libera, nelle rilevazioni pre-elettorali la SPD ha riscontrato un ulteriore decremento di consensi al punto da porre in dubbio la tenuta del secondo posto, dato il contemporaneo incremento di voti di AfD – Alternativa per la Germania.

Nel congresso di Wiesbaden la direzione di SPD ha deciso di concedere trenta minuti di tempo a ognuno dei candidati per presentarsi all'assemblea. Alla conclusione degli interventi è stato previsto che fossero poste cinque domande alle candidate, tratte da quelle raccolte tra i delegati, con un tempo di risposta di sette minuti per ognuna delle domande. Uno dei punti di discordanza tra le due candidate è stata l'Agenda 2010, la serie di riforme avviate dal governo rosso-verde (SPD e Verdi) presieduto da Gerhard Schröder, nell'ambito dell'assistenza sociale e dei rapporti di lavoro. Tra i cambiamenti nel mercato del lavoro - nella parte del piano Hartz IV - vi furono quelli sulle indennità di disoccupazione. L'insieme dei provvedimenti determinò anche una riduzione della spesa pubblica. Agenda 2010 fu approvata nel 2003 dal Bundestag, con il sostegno di CDU/CSU e FDP, dal Bundesrat (Consiglio Federale) ed entrò in vigore dall'inizio del 2005.

Lange ha criticato il piano Hartz IV, considerando che abbia avuto effetti controproducenti di impoverimento. Nahles ha detto che chi ne propone l'abolizione deve presentare un'alternativa. Lange ha valutato la diminuzione di consensi per SPD e i risultati negativi delle elezioni federali e regionali precedenti come effetto della scelta del partito di modellare la propria linea su quella della Grande Coalizione. Nahles, ricordando la ricorrenza quest'anno del 30esimo anniversario dalla sua adesione a SPD, ha promesso un rinnovamento del partito in parallelo con la partecipazione alla Grande Coalizione.

In prossimità del congresso una rilevazione di Infratest dimap ha indicato CDU/CSU al 32% (-1% in confronto al dato di inizio aprile), SPD 17% (-1%), AfD 15% (+1%), FDP 10% (+1), Verdi 12%, La Sinistra 10%. Il 47% degli intervistati ha dichiarato il proprio scetticismo sulla eventualità che Andrea Nahles possa cambiare il corso politico-elettorale attuale della Socialdemocrazia Tedesca, a fronte del 33% che invece ritiene possa riuscirci, una quota, quest'ultima, che ha raggiunto il 50% tra gli elettori Socialdemocratici.



* Ninni Radicini ha pubblicato vari articoli sulla Germania (area politico-elettorale-storica). Articoli su altri argomenti sono stati pubblicati su vari periodici. Ha pubblicato inoltre recensioni e prefazioni a libri. Coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006).

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