La Germania verso le nuove elezioni legislative federali
Partiti politici tedeschi nelle elezioni in Saarland, Turingia, Sassonia, Nord Reno - Westfalia

di Ninni Radicini
31 agosto 2009


Il 30 agosto si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei parlamenti nei Länder di Saarland, Turingia, Sassonia (circa 6 milioni di elettori in totale) e per le assemblee locali in Nord Reno-Westfalia. In Saarland (Ovest, al confine con la Francia) la Cdu - Unione cristiano democratica, del primo ministro Peter Müller, ha ottenuto il 34.5% (19 seggi), perdendo il 13% dalle elezioni del '04. A seguire: Spd - Partito socialdemocratico al 24% (-6.3%, 13 seg.), La Sinistra 21.3% (+19%, 11), Fdp - Partito liberaldemocratico 9.2% (+4%, 5), Verdi 5.9% (+0.3%, 3). In Sassonia, (Sud-est, fino al 1990 nella Repubblica democratica tedesca), si confermano i partiti della "Grande coalizione" locale governata da Stanislaw Tillich: Cdu con il 40.2% e incremento di tre seggi (58); Spd 10.4% (+1 seg.). Aumenta anche Fdp ora al 10%, con raddoppio dei seggi (14). In calo La Sinistra al 20.6% (-3%, 29) ed Npd - Partito nazionale democratico al 5.2% (-3.6%, 8).

In Turingia (Centro), la Cdu del governatore uscente Dieter Althaus è al 31.2% (-12%, 30). A seguire: La Sinistra 27.4% (+1.3%, 27), Spd 18.5% (+4%, 18). Superando lo sbarramento al 5%, entrano Fdp 7.6% (+4%, 7) e Verdi 6.2% (+1.7%, 6). Restano fuori, ma con risultati significati, Npd al 4.3% (+2.7%) e la Lista Fw - Elettori liberi al 3.9%. In Nord Reno - Westfalia (Ovest), Cdu (41%) ed Spd (31%) - vincitrice nei consigli comunali di Dortmund e Colonia - hanno contenuto il calo di voti. Ma su questo risultato pesa la bassa affluenza alle urne (51%, circa 7milioni di elettori), la peggiore dal '45.

In merito alle previsioni sull'andamento delle Legislative federali del 27 settembre, una rilevazione pubblicata da Der Spiegel il 28 agosto indica la Cdu-Csu al 37%, Spd al 23%, Fdp 14%, Verdi 12%, La Sinistra 9%. Ma in tre occasioni (1990, '98, 2005) i risultati sono stati difformi da quanto previsto dai sondaggi, che a fine agosto continuano a confermare la maggiore popolarità del Cancelliere Angela Merkel sul principale concorrente, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, vice Cancelliere e ministro degli Esteri nel governo di Grande Coalizione in carica dal 2005. Una ricerca dell'Allensbach Institute ha rilevato che il 40% degli intervistati considerano la Merkel più adatta a gestire l'attuale fase economica mentre il 9% opta per Steinmeier. Un distacco più ampio di quello rilevato a dicembre '08 (30 contro 14).

Indicata dal periodico statunitense Forbes come la donna più potente al mondo, la Merkel ha condotto una campagna elettorale fondata sulla gestione della crisi economica, tuttora complessa. A fronte dei dati di agosto, quali l'indice Ifo (fiducia nella crescita economica) al 90.5 (valore più alto dal '91) e l'aumento maggiore del previsto degli ordini nell'industria (in particolare dall'Asia), vi sono previsioni meno positive sul settore del credito e sull'occupazione, nonostante il governo offra incentivi alle aziende che invece di licenziare scelgono il part-time per i dipendenti (il Giappone, che come la Germania ha una economia fondata sulle esportazioni, a luglio ha segnato il 5.7% di disoccupazione: la più alta dal 1945).

Steinmeier ha annunciato un piano per arrivare alla piena occupazione nel 2020, considerando come esempio quanto realizzato nella città di Dortmund. I recenti dati positivi sull'economia, migliori delle attese, arrivano dopo quattro trimestri consecutivi di contrazione. Per la Germania, che produce il 30% del Pil dell'Ue, si è trattato della peggiore fase economica del secondo dopoguerra. La maggior parte delle previsioni post-elettorali sono orientate verso la formazione di un governo composto da Cdu (con la Csu - Unione cristiano sociale bavarese) e Fdp, sostenitore di una politica economica incentrata in modo strategico sulla riduzione delle tasse.

La ipotizzata coalizione "giallo-nera" avrebbe proporzioni meno sbilanciate sul lato cristiano-democratico di quelle precedenti al ritorno dei socialdemocratici al governo nel '98. Anche se non si escludono varianti (la proposta della Merkel di triplicare i fondi statali per la costruzione di auto elettriche potrebbe lasciar intendere un'apertura ai Verdi). Così come l'eventualità di un'altra Grande Coalizione, soprattutto perchè nell'attuale congiuntura economica garantirebbe ai provvedimenti del governo passaggi parlamentari rapidi, sebbene da nessuna delle due parti traspaia entusiasmo in tale direzione. I risultati delle elezioni locali di fine agosto potrebbero però incidere non poco sulla strategia della Cdu e di conseguenza sulla formazione del nuovo Esecutivo.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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