Moldova: Elezioni legislative 2009

di Ninni Radicini
30 aprile 2009


Le proteste scaturite a Chisinau a seguito dei risultati elettorali hanno portato all'attenzione internazionale uno degli Stati formatisi nel 1991 dopo la fine dell'Urss. Alle Legislative del 5 aprile, svoltesi con il sistema proporzionale e sbarramento al 6%, il Partito dei Comunisti ha ottenuto il 49.48% (60 seggi). A seguire: Partito Liberale 13.14% (15), Partito Liberaldemocratico 12.43% (15), Partito "Alleanza Nostra Moldova" 9.77% (11). Al di sotto dello sbarramento: Partito Socialdemocratico 3.70%, Partito Popolare Cristiano Democratico 3.03%, Partito Democratico 2.97%, Unione Centrista 2.75%, e altre formazioni con meno del 2%. Gli osservatori della Osce hanno certificato, nell'insieme, la correttezza delle procedure di voto, pur con dei distinguo interni.

Il Parlamento è eletto per quattro anni, come il Presidente della Repubblica, ed è composto da 101 deputati. Il risultato del Pc, il cui leader Vladimir Voronin è anche Capo dello Stato, è andato oltre le previsioni dei sondaggi pre-elettorali (45%), ovvero pressochè sullo stesso livello del dato del 2005. Il partito fu registrato nel '94 e alle Presidenziali del '96 Voronin arrivò al terzo posto con il 10%. Alle Legislative del '98 salì al 30%, diventando il principale gruppo parlamentare, tenuto però all'opposizione a seguito della formazione di un governo di partiti di centrodestra.

Nel '01 raggiunse il 49.9% (71 seg.) e poco dopo Voronin fu eletto Presidente della Moldova. E' stato poi rieletto nel '05 quando, dopo le Legislative, ai voti parlamentari del suo partito (56 seg., 46%) si sommarono quelli dei cristiano-democratici del Ppcd (11 seg., 9.1%) - formazione con status di osservatore nel Partito Popolare Europeo - che però da allora ha perso consensi, in particolare tra l'elettorato pro-Romania. In quella occasione Voronin aveva prospettato un incremento delle relazioni con l'Europa. e un rafforzamento della democrazia interna. Russia e Romania rappresentano due stati di riferimento storico-culturale per la Moldova, dato che ne hanno segnato gli ultimi due secoli.

A distinguere la proteste del dopo elezioni moldove '09 da quelle avvenute negli anni scorsi in Ucraina e Georgia è stata la caratterizzazione marcatamente giovanile dei manifestanti e l'uso dei social network come mass media, al punto da portare in molti a leggere questo avvenimento come un momento di distacco tra generazioni: da una parte i giovani pro-Europa dall'altra coloro che sostengono il legame con la Russia. Sebbene i disordini successivi, come rilevato da vari commentatori, abbiano inciso sull'immagine dei manifestanti.

Voronin ha detto che le contestazioni sono state ispirate dall'esterno del paese, in particolare dalla Romania. La Moldova è geograficamente al confine con la Ue, essendo tra Romania e Ucraina. A sua volta a Est, tra Moldova e Ucraina è presente la Transnistria, dichiaratasi indipendente all'inizio degli anni '90 ma non riconosciuta come stato sovrano. Le relazioni con Bruxelles sono già una realtà consistente in ambito economico, poichè il 51% delle esportazioni è diretto verso gli stati della Ue. La crisi economica, secondo i dati della Banca Mondiale, ha però ridotto le esportazioni rispetto alle importazioni, determinando un'aumento della rilevanza delle rimesse dei lavoratori moldovi all'estero (36.5% del Pil). Voronin ha confermato che intende sviluppare i rapporti con la Ue ma conservando quelli con la Russia.

Al Parlamento europeo, l'Alde (gruppo liberaldemocratico, a cui aderisce Italia dei Valori) ha chiesto un dibattito su quanto accaduto a Chisinau, proponendo di incrementare i rapporti di partnership. La Moldova aderisce al programma Enp (European Neighbourhood Policy) sviluppato dalla Ue per gli stati di confine che vogliono rafforzare una cooperazione a vari livelli con Bruxelles (es. economia, trasporti, energia), in virtù del recepimento di standard comunitari (es. democrazia, diritti umani, ambiente). Quello con Chisinau è fondato sul Pca (Partnership and Cooperation Agreement) siglato nel novembre '94 ed entrato in vigore nel luglio '98.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Copertina del libro La Grecia contemporanea 1974-2006 di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini       La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007


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